Argomenti
Il 6 in condotta e il compitino di cittadinanza
Dopo il Senato (74 sì e 56 no) anche la Camera (154 sì, 97 no e 7 astenuti) ha approvato in via definitiva il cd. DDL Valditara “Revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti'. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta alle secondarie di secondo grado, al ritorno della valutazione numerica sul comportamento a quelle del primo grado, fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. La scuola primaria mantiene la soluzione docimologica dei giudizi sintetici nella valutazione periodica e conclusiva. La novità più rilevante, quella che fa già discutere addetti ai lavori, professionisti della scuola, famiglie e studenti riguarda il voto minimo di condotta che sarà 7, per essere ammessi alla classe successiva. Gli alunni che al termine dell’anno scolastico riceveranno invece 6 dovranno sostenere una prova attualmente definita “compito di cittadinanza” che costituirà oggetto di valutazione dirimente al fine del passaggio alla classe successiva, ovvero alla bocciatura. Questo nuovo criterio di valutazione riguarderà al momento solo le scuole superiori: un voto pari al 6 darà automaticamente luogo ad una sorta di ‘debito formativo’ da sanare attraverso un elaborato allo stato attuale genericamente afferente all’ambito dell’educazione civica. Il voto di condotta per questo leggi tutto
Legge 106/2025 di tutela dei malati oncologici, cronici e invalidi. Le prime difficoltà applicative nella scuola
Aspettavamo al varco applicativo la legge 18 luglio 2025 n.° 106, di cui si è già illustrata la ratio di tutela dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti ed ecco che un problema emerge per i docenti che intendono avvalersene, a partire dall’inizio del nuovo anno scolastico.
La legge prevede - oltre ai 24 mesi anche frazionabili di assenza (non retribuita e senza contributi figurativi, riscattabili a totale carico dell’interessato) per patologie oncologiche, immunodepressive, croniche e invalidanti in concomitanza al possesso del 75% di invalidità certificata - anche la conservazione del posto per i soggetti richiedenti. Ad inizio anno scolastico vengono invece segnalati casi di docenti che si trovano in queste condizioni di patologie certificate e di invalidità, oltre che titolari di legge 104/92, che – in taluni casi senza preavviso e senza il loro consenso - vengono assegnati - senza prendervi servizio - ad altra sede, spesso più disagiata e lontana dal domicilio e senza alcuna spiegazione, se non un eventuale motivo di organizzazione interna, a discrezione del dirigente scolastico. La conservazione del posto e della sede di servizio è invece – per queste categorie di lavoratori che la legge 106/2025 intende tutelare - un diritto soggettivo inalienabile: tanto è vero che questi docenti sono esclusi dalle graduatorie di istituto dei perdenti posto. Ciò vale
Un tornante difficile trattato con incomprensibile leggerezza
Dovrebbe essere impossibile trattare con leggerezza il tornante internazionale di fronte al quale ci troviamo. La conferenza della organizzazione per la cooperazione di Shanghai registra una chiara e complessiva sfida all’ordine mondiale come si è sviluppato dopo il 1945. Lo fa certamente perché quell’ordine è già di suo messo molto male, ma lo fa proponendo non di ricostruirlo in maniera adeguata, bensì di sostituirlo con un nuovo equilibrio (si fa per dire) con il perno non più ad Occidente, ma ad Oriente.
Diciamo subito che i due termini sono in verità un modo garbato per dire che al cosiddetto “secolo americano”, si sostituirà un secolo cinese, ad un impero più o meno su invito con sede a Washington, un impero con sede a Pechino, non si sa basato su quale collante per tenere insieme i suoi membri. Al momento quello proclamato è il rifiuto dell’egemonia occidentale, questione piuttosto ambigua da definire: la si presenta come una rivolta degli sfruttati contro chi per secoli li ha asserviti, cioè l’occidente euro-americano, ma poi ci si allarga, diremmo inevitabilmente a mettere in discussione il sistema costituzionale liberal-democratico che fu l’ideologia portante con cui i paesi di quell’area esercitarono la loro preminenza in nome del progresso e della
Le scodelle di Gaza e i droni su Kyiv
Quando il sole ogni mattina compie il suo rituale stanco e si alza sulla sottile striscia di Gaza o nelle 24 oblast ucraine o illumina la stessa capitale Kyiv, getta un sinistro fascio di luce sulle devastazioni che la notte trascorsa ha mascherato per qualche ora. Solo chi vive in quei luoghi di terrore e di morte potrebbe descrivere la cruda, drammatica realtà di case rase al suolo, macerie, distruzione, cadaveri da ricomporre o nascosti nei teli per una celere, pietosa sepoltura. Quel sole, quella luce che altrove nel mondo recano la speranza che il nuovo giorno sia un buon giorno, che accarezzano le alterne pause di un’umanità intenta al lavoro o vacanziera, qui rinnovano il terrore di nuovi eccidi, di famiglie annientate, di civili inermi presi di mira, soprattutto di vittime innocenti: molti troppi bambini perdono la vita ancor prima di averne vissuto una esigua parte. Sono tutti ostaggi di una deriva che annienta i popoli e consegna i destini del mondo a dittatori criminali che sono l’impersonificazione del male, mai c’è stata nella Storia recente una così alta preponderanza della tirannia sui diritti dei popoli: abbiamo visto madri disperate, bimbi mutilati, anziani tentare di fermare con le mani i leggi tutto
Tutele lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche - Legge 18 luglio 2025, n. 106
Approvata in sede deliberante in Senato l’8 luglio u.s, pubblicata sulla G.U. Serie Generale n.171 del 25/07/2025, la legge 18 luglio 2025 n.° 106 - “Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche” - entrerà in vigore a far data dal 9 agosto p.v.
Attivata alla Camera su iniziativa dell’On.le Debora Serracchiani, con DDL n.153 del 25 marzo 2025 la proposta legislativa ha seguito tutto l’iter parlamentare fino all’approvazione in Senato con Atto n.1430, grazie alla sollecita e partecipe condivisione di tutte le forze politiche, unanimi nell’ approvarla anche nelle Commissioni Referenti, con la regia della Senatrice Elena Murelli, relatrice di maggioranza che ha impresso una decisiva accelerazione alla conclusione della necessaria e propedeutica procedura, consapevole dell’importanza di questo provvedimento di tutela atteso con ansia da tutti i lavoratori pubblici e privati affetti da malattie oncologiche, immunodepresse, invalidanti e croniche in possesso di una percentuale di invalidità riconosciuta superiore al 74%. Se non fosse stato così il rischio di una successiva approvazione sarebbe stato - ad esempio per il personale della scuola - l’imminente inizio del nuovo anno scolastico che avrebbe sovrapposto incertezze e scadenze (assegnazione delle classi in primis), per chi leggi tutto
Il grande rebus dei dazi
A che punto è la guerra dei dazi fra Europa e Stati Uniti? Trump proclama che è finita con un ottimo accordo, ma fa parte della sua retorica che deve sempre vederlo trionfatore. In Italia il teatrino è il solito dominato dalla politica interna: il governo dice che è andata bene, ma per la verità avanza anche fra le righe qualche cautela, le opposizioni gridano al disastro dovuto alla resa di Meloni al tycoon di Washington.
La faccenda è tutt’altro che semplice da interpretare. Bisogna tenere conto che si è trattato per la UE di una partita molto difficile che aveva due grandi incognite: valutare l’impatto di una guerra commerciale senza limiti e tenere unita la compagine degli stati membri. Partiamo dal secondo punto e poi passiamo al primo.
Non ci si fermi sulle posizioni barricadiere di Macron e, un po’ meno convinte, di Merz, che avevano prospettato una risposta dura e una controffensiva per non cedere alle richieste di Trump. Si tratta in realtà del solito gioco del poliziotto cattivo e del poliziotto buono, perché né i francesi né i tedeschi sono nella posizione di affrontare una crisi del commercio fra Europa e USA. Altrettanto vale per chi, come l’Italia, spingeva per l’accordo anche se
Assegnato a Vienna il Premio Access City Award 2025 della Commissione Europea
Potrebbe offrire qualche spunto di riflessione alla politica, alle istituzioni e alla stessa pubblica opinione la notizia dell’attribuzione a Vienna (Austria) del “Premio Access City Award 2025“ per le città a misura di disabili”. Si tratta di un importante riconoscimento che ogni anno – a partire dal 2010 – viene assegnato, previo apposito bando di concorso e selezione dei meriti certificati - dalla Commissione Europea con la collaborazione del ‘Forum per le persone disabili’ e la “Piattaforma AGE per gli anziani” alle città con più di 50 mila abitanti che abbiano realizzato significativi interventi di adeguamento e innovazione del proprio contesto urbano, infrastrutturale, edilizio e residenziale al fine di migliorarne l’accessibilità e la fruizione da parte delle persone con difficoltà, a partire proprio da quelle disabili e dagli anziani. La mission dell’iniziativa è di sensibilizzare la sempre più vasta platea di cittadini comunitari ai concreti problemi di spostamento, accesso e utilizzo dei servizi quotidianamente vissuti dalle persone con deficit motori, affinché possa prender corpo e consistenza la consapevolezza dei condizionamenti di queste oggettive e spesso insormontabili difficoltà e si diffonda una politica di “avvertita attenzione” e “adeguate iniziative” presso i governi centrali e le autorità locali per garantire ai disabili pari opportunità di accesso alla vita delle leggi tutto
Le incognite di Milano
Mentre il ondo sembra continuare sulla via della pazzia (Putin programma l’offensiva brutale d’estate, Netanyahu continua nella politica annientatrice a Gaza, Trump si balocca coi dazi), la politica italiana è assorbita dalla questione di Milano. Ci si chiede se siamo davanti ad una ripresa della filosofia neo giacobina che portò al grande pasticcio di Tangentopoli (non esattamente un passo avanti che ha migliorato la nostra politica), o se davvero ci sia un “normale” intervento della magistratura inquirente per porre un argine ad un andazzo corruttivo nella politica urbanistica della grande città.
Certamente il contesto è molto diverso da quello che connotò Tangentopoli. Per fortuna non abbiamo ancora (e speriamo continui così) il movimento popular-giustizialista a sostegno dei magistrati elevati a vendicatori della moralità pubblica. Questo nonostante la prosa dei pubblici ministeri milanesi indulga al tono da… catilinarie, e accanto alla denuncia di atti che secondo gli inquirenti sono interpretabili come reati siano presenti attacchi moralistici tanto alle figure degli inquisiti quanto al cosiddetto “sistema Milano”. Non è un bel modo di esercitare un ruolo di pubblica accusa che dovrebbe mettere ogni attenzione ad esprimersi nella maniera più tecnica e asettica possibile.
Soprattutto siamo in un altro quadro complessivo rispetto alle vicende dei primi leggi tutto
Quando la piazza di paese era lo sballo delle sere d'estate
“La piazza è mia!”….”La piazza è mia!” gridava o bisbigliava il matto del paese nel film “Nuovo Cinema Paradiso” e anche noi ragazzi, senza rivendicarne la proprietà, avevamo una piazza tutta nostra dove trascorrere le sere d’estate.
Era un luogo di ritrovo spontaneo, sempre aperto ai nuovi ingressi in paese: i ragazzi venivano lì quando le loro famiglie si trasferivano ad abitare e si faceva amicizia.
Lasciavano i loro piccoli centri per venire in quei palazzoni grigi e anonimi di periferia, spinti dalle migliori opportunità di lavoro che la città sapeva offrire: si sono sistemati e integrati tutti ma l’insieme è in genere diventato come altrove un quartiere dormitorio con poche attrazioni e senza identità.
Scendere in piazza faceva parte dei riti quotidiani della giornata, in genere eravamo tutti ragazzi: non perché l’ambiente fosse misogino ma che allora le ragazze se ne stessero prevalentemente a casa era un segno dei tempi.
Solo qualche anno più tardi sarebbero venute anche loro e qualche coppia per la vita si sarebbe formata pure tra noi.
Nel suo piccolo era una vera e propria ‘agorà’, il centro di un paese che pure non aveva centro e faceva parte di una periferia come tante ma gli leggi tutto
Appesi ai dazi
Il pirotecnico Donald Trump si è esibito in una ulteriore serie di prese di posizione: stavolta a tornare al centro è la questione dei dazi da imporre ai paesi che esportano negli USA, non importa quale sia il rapporto fra essi e Washington. Il focus è ora sull’Unione Europea i cui paesi membri sono accusati di aver vampirizzato per lunghi decenni l’economia americana.
Come sempre ci si chiede quale sia la portata di queste esternazioni, se siano sceneggiate momentanee o espressione di una strategia che va consolidandosi e di conseguenza quali debbano essere le reazioni dei paesi europei, sia singolarmente considerati sia come parte della UE.
Per capire va sempre tenuto presente che per Trump tutto si tiene: politica internazionale, politica economica, politica interna sono componenti di un unico mescolone, la sua visione del mondo di cui si sente il vero arbitro. Il tycoon è coerente, perché questa è stata la base della sua campagna elettorale e su questo ha raccolto il suo ampio, ma variegato e variopinto consenso.
Ora la base della sua richiesta di una specie di pieni poteri è nella promessa di risolvere grandi problemi, perché questo ha fatto grande l’America in momenti storici decisivi (idealizzati e in parte inventati) ed è colpa grave leggi tutto


