Ultimo Aggiornamento:
19 settembre 2020
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Argomenti

“QU’EST CE QUE EST L’EUROPE?”

Francesco Domenico Capizzi * - 25.03.2020

In questi giorni drammatici per l’Italia, per i Paesi europei e il Mondo intero si assiste ad una sostanziale assenza della Unione europea, come anche di Organismi internazionali: principalmente l’ONU con la sua Agenzia che risponde al nome di Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Mancano progetti e coordinamenti sovranazionali comuni per fronteggiare l’avanzata del virus. La dichiarazione, inevitabile, di “pandemia” non esaudisce le attese, che conferirebbero valore ad Unione europea ed Organizzazioni internazionali, di un coordinato soccorso scientifico e materiale che, ovviamente, non può che essere realizzato globalmente e con metodo interlocutorio con le realtà epidemiche rapidamente cangevoli che si affacciano in ogni istante in tutte le Regioni geografiche del Pianeta. Nella realtà ed in sostanza, ogni Stato pensa a sé stesso come se i confini politico-geografici possano limitare, differenziare e addirittura impedire l’impatto dell’onda epidemica.

Ridiventa così attuale, in verità senza mai aver perso i suoi connotati amletici, l’antico aforisma del XVII secolo coniato da Bernard le Bouyier le Fontenelle, membro della Académie Royale des Sciences de Paris, applicabile alle attività di varie Organizzazioni e Assemblee internazionali: leggi tutto

Evitare la strana disfatta

Lucrezia Ranieri * - 25.03.2020

Se si deve riflettere sull’importanza di operare con risposte adeguate a fronte di un pericolo che minaccia la nostra stessa esistenza, una lucida e forse inaspettata lezione può arrivare da uno storico come Marc Bloch. Non limitandosi, come lui ha scritto, a chinarsi sul presente per comprendere il passato, lo storico francese ha saputo, nella sua stessa esperienza di vita, stabilire tra queste due dimensioni temporali un legame inscindibile, ricambiando il presente con lo sguardo profondo dell’occhio allenato dalla storia. Questa lucida e inaspettata lezione è contenuta fra le pagine asciutte della testimonianza da lui scritta tra il luglio e il settembre del 1940 sulla sconfitta subita dai francesi ad opera dell’esercito nazista – testimonianza pubblicata qualche anno più tardi con il titolo Una strana disfatta (L’étrange défaite).

Storico, soldato, ebreo, francese: questo è il punto di vista dal quale Bloch analizza le cause di una sconfitta disastrosa, giunta al termine di una guerra praticamente mai combattuta e condotta in eterna ritirata. Se il giudizio dato all’inizio della testimonianza è lapidario e impietoso, e ben diretto contro una certa categoria di persone ritenute responsabili (“la causa diretta […] fu l’incapacità del comando”), la riflessione che ne scaturisce è assai più sfumata, riconoscendo in questa incapacità leggi tutto

Stato e regioni, cinquanta anni dopo

Luca Tentoni - 21.03.2020

Il rinvio delle elezioni di maggio è un atto dovuto, perché nelle condizioni attuali non sappiamo neppure se fra un mese o due saremo ancora chiusi in casa per via del Covid 19. Come i francesi hanno sperimentato a proprie spese, in occasione del primo turno elettorale municipale di domenica 15 marzo, ci sono emergenze pubbliche da non sottovalutare e che richiedono anche il differimento di importanti scadenze nazionali. Detto dell'ineluttabilità dello slittamento del voto nelle sei regioni ordinarie (e in Valle d'Aosta) e nei comuni, resta però l'amarezza per la fine di un'epoca. In maggio, il voto regionale sarebbe giunto esattamente cinquanta anni dopo il primo (1970). Quello che fino al 2005 era un appuntamento quinquennale per quindici regioni e per la politica nazionale (fino a tutto il 1990 era un test per le singole liste; con le coalizioni e la possibilità di votare per i soli candidati presidenti la gara si è spostata sul rendimento dei poli, non più su quello dei partiti) si era, per la verità, andato affievolendo col passare del tempo, a causa di scandali locali e di scioglimenti anticipati dei Consigli per le cause più svariate. Così, all'appuntamento col voto del mezzo secolo si sarebbe giunti con appena sei regioni su leggi tutto

Quando il potere è solo stupido

Massimo Nava * - 21.03.2020

Mentre ci laviamo le mani, è il momento di chiederci “in che mani siamo?” noi cittadini del mondo, di fronte a un nemico che non conosce confini. Nessun leader e nessuna entità sovranazionale è stata all’altezza della situazione. E non lo sono stati tanti guru della “governance” globale, di solito prodighi di previsioni e scenari futuribili.

La Cina ha tardato a informare il mondo, ha nascosto il problema a se stessa, ha punito o lasciato morire qualche medico coraggioso, prima di  organizzare la quarantena di un’intera regione.

E mentre i cinesi si chiudevano in casa, nessun capo di stato o di governo è sembrato preoccuparsi più di tanto: nessun provvedimento d’emergenza è stato preso subito, come era logico e doveroso. Business as usual, prima l’economia, poi la salute. Ciò che stava accadendo in Cina, è stato vissuto come un rischio lontano, una carestia o una guerra che possono affliggere  angoli del mondo abituati alla sofferenza e alla tragedia, non il nostro mondo ricco e progredito. Cominciavano a preoccuparsi settori come l’automobile e la moda, ma per la dipendenza dal mercato cinese, non per la salute di clienti e impiegati. Si cominciava a provare la febbre in qualche aeroporto e a protestare se una crociera o leggi tutto

Il Coronavirus, le scuole chiuse e l’istruzione a distanza

Francesco Provinciali * - 21.03.2020

La riforma Renzi-Faraone altrimenti definita della “buona scuola” aveva simbolizzato nell’immaginario collettivo la figura del “preside-sceriffo”: ciò a motivo del fatto che sembrava cogliersi nell’articolato (peraltro alquanto disarticolato) del provvedimento legislativo (legge 107/2015) una deriva decisionista che rafforzava le prerogative dei dirigenti scolastici.

Le recentissime puntualizzazioni del Ministro MIUR On.le Lucia Azzolina in materia di formazione e istruzione a distanza introducono una nuova metafora per responsabilizzare i capi di istituto in ordine all’attivazione di iniziative di didattica attuate coi mezzi telematici, in questo periodo di chiusura delle scuole e di sospensione delle lezioni in presenza: quella che li definisce “comandanti della nave”.

Facile intuire la volontà del Ministro di assicurare ‘comunque’  l’esercizio del diritto allo studio garantito dagli articoli 3 e 34 della Costituzione, dalla legislazione dei Decreti Delegati del 1974, dalla legge 517/1977 e dalle successive disposizioni, coerentemente ispirate al principio dell’assolvimento dell’obbligo scolastico  e formativo,  agli alunni costretti a casa dalla pandemia del Coronavirus per effetto leggi tutto

La democrazia e l’emergenza

Paolo Pombeni - 18.03.2020

C’è un problema che inevitabilmente si determina ogni volta che c’è uno stato di emergenza ed è quello della concentrazione del potere decisionale. Senza scomodare la nota affermazione del giurista tedesco Carl Schmitt, per cui è “sovrano” chi comanda nello stato d’eccezione, basta ricordare la eterna questione del “dittatore”, che, in origine almeno, era altra cosa dal “tiranno”, e che magari può chiamarsi, in maniera meno preoccupante, il “commissario”. Insomma è la questione dell’opportunità di concentrare il potere di decisione quando ci sono emergenze, perché non c’è da perdere tempo a star lì a discutere sul che fare.
Sembrano osservazioni di buon senso comune confortate dalla storia, ma non è così. Se vogliamo rifarci ad un famoso dibattito fra Otto e Novecento, quello sulla superiorità nelle emergenze belliche dei sistemi “di autorità” rispetto al costituzionalismo liberale che si basava sul governo attraverso il confronto (parlamentare), dobbiamo ricordarci che l’assioma fu brutalmente smentito dall’esito della Prima e poi della Seconda Guerra Mondiale: vinsero i sistemi costituzionali in cui si “discuteva” e finirono sconfitti quelli autoritari e dittatoriali (lasciamo a margine il caso dell’URSS che è il solo in controtendenza).

Oggi, nel pieno dell’emergenza per il coronavirus, qualche tentazione per un ritorno al principio del manovratore che leggi tutto

L’epidemia fra congetture, dati numerici, processi fisiopatologici e spinte "razionali"

Francesco Domenico Capizzi * - 18.03.2020

Molti si stanno chiedendo, e qualche lettore di “Mentepolitica” mi ha interrogato a proposito, se i decessi avvengano “per il virus o con il virus” viste le età avanzate, accompagnate da pluri-morbilità, di larga parte delle persone ricoverate in Reparti di terapia sub-intensiva e intensiva e decedute. Per sciogliere questo dilemma bisogna giustapporre i dati acquisiti ai processi fisiopatologici di base, cioè affacciarsi sulla catena di fenomeni che precedono e dominano ogni patologia d’organo e di organismo, dalle infezioni alle già pandemiche malattie croniche e degenerative.
Cominciamo dai dati statistici disponibili su questa epidemia nazionale. Parlano chiaro: nei due terzi le persone decedute presentano nelle loro anamnesi da 2 a 3 malattie associate (in prevalenza ipertensione arteriosa, diabete, obesità), con età media di 81 anni e con circa 20 anni in più rispetto all’età media delle persone risultate positive al virus. In particolare, i decessi si sono verificati nel 14.1% con età superiori ai 90 anni,  nel 42,4% nella fascia compresa fra gli 80 e gli 89 anni con una lieve prevalenza del sesso maschile, nel 32.4% fra i 70 e i 79 anni, nell’8.4% fra i 60 e i 69 anni, nel 2.8% tra i 50 e i 59 anni (Istituto Superiore di Sanità).

Ai dati numerici accostiamo ora gli aspetti fisiopatologici prodromici di ogni malattia, leggi tutto

Coronavirus: Trump e ultrà tedeschi contro Curavec

Francesco Cannatà - 18.03.2020

I labirinti legati al Coronavirus trovano sviluppi stupefacenti. Per esempio cosa può avere a che fare Hoffenheim, frazione di Sinsheim, una cittadina del Land tedesco del Baden-Württemberg nella Germania sud-occidentale, col contagio che sta lentamente aggrovigliando grandi parti del pianeta in una tela morbosa? Soprattutto cosa c’entra in tutto questo il Turn- und Sportgemeinschaft 1899 Hoffenheim e.V, Associazione ginnico-sportiva 1899 Hoffenheim, squadra di calcio della prima divisione tedesca? Come può un anonimo gruppo sportivo che occupa il nono posto della Bundesliga essere legato ai destini della ricerca medica che potrebbe salvare un gran numero di vite umane? Per capirlo basta un ora di macchina. A 130 chilometri nord-ovest, sempre nel Baden-Württemberg, si trova la città universitaria di Tubinga. Qui opera la Curevac, impresa specializzata in ricerche biotecnologiche. Oltre il fatto di trovarsi entrambe nel Baden-Württemberg, 1899 Hoffenheim e Curevac hanno in comune un nome. Quello di Dietmar Hopp. L’uomo, cofondatore del complesso industriale SAP, multinazionale europea per la produzione di software gestionali, oltre ad essere il presidente dell’Hoffenheim è il mecenate della Curevac. Ora, da qualche tempo, il manager è diventato il bersaglio preferito degli ultras tedeschi. Grazie all’attenzione delle frange estremiste del tifo organizzato, leggi tutto

Il valore di un impegno

Luca Tentoni - 14.03.2020

In questo periodo nel quale il Paese è messo alla prova da un'emergenza che non è solo sanitaria, ma riguarda anche il senso civico dei singoli (di qui l'invito delle autorità a restare in casa e ad evitare comportamenti irresponsabili che potrebbero alimentare il contagio da Covid 19) ci si potrebbe chiedere quale sia il ruolo di una rivista come la nostra. Il fatto che il confronto fra i partiti sia in qualche modo sospeso o attenuato non equivale a dire che fra le forze politiche si sia raggiunta un'impensabile "pacificazione nazionale": c'è, piuttosto, un accordo di non belligeranza, o almeno di riduzione dell'intensità di uno scontro che aveva assunto, negli ultimi mesi se non negli ultimi anni, dimensioni e toni inaccettabili. Le manovre politiche, insomma, non sono scomparse: restano sottotraccia, ma proseguono, anche se tutti i protagonisti sono costretti a muoversi in un ambito inesplorato e diverso da quello nel quale erano abituati ad agire. Per quanto ci riguarda, invece, ci pare sia proprio questo il momento più opportuno per rilanciare la riflessione sulle dinamiche, sul pensiero, sul ruolo dei partiti e della democrazia. Nelle settimane durante le quali il rumore di fondo delle polemiche strumentali è finalmente attenuato, leggi tutto

Occorre rivedere il memorandum Italia-Cina

Francesco Provinciali * - 14.03.2020

In questa fase di estrema criticità mondiale dovuta alla diffusione del coronavirus COVID-19 nella forma della pandemia, tutte le attenzioni sono concentrate sulle misure di prevenzione del contagio, sui provvedimenti per isolare le aree a rischio, sulle cure delle persone affette dalle patologie provocate: questo vuol dire organizzare il triage, attrezzare gli ospedali, assumere tutte le iniziative mirate ad evitare assembramenti di persone, in qualsiasi contesto e forma si realizzino, al fine di impedire che l’espandersi del virus - con un incedere esponenziale e stili di vita che diventano fattori di moltiplicazione – produca effetti catastrofici: per questo, colti di sorpresa da informazioni tardive provenienti dal Paese di origine del virus isolato in laboratorio, i Governi stanno cercando di ottimizzare gli strumenti per affrontare l’espandersi del male attraverso i rispettivi sistemi sanitari nazionali.

L’assenza di un’azione condivisa a livello europeo e mondiale viene compensata dagli indirizzi dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) : ci sono tuttavia  tempi tecnici anche per la scienza, la risposta non è mai sintomatica, le epidemie si diffondono e si allargano anche a motivo dei dubbi che la comunità scientifica internazionale esprime sotto forma di valutazioni d’impatto che finiscono per disorientare la pubblica opinione nell’organizzare in modo sintomatico e consequenziale i leggi tutto