Ultimo Aggiornamento:
25 maggio 2022
Iscriviti al nostro Feed RSS

Argomenti

Quando la grande musica dà lezione alla politica (e non solo…)

Raffaella Gherardi * - 08.01.2022

Il tradizionale Concerto di capodanno della filarmonica di Vienna (Das Neujharskonzert der Wiener Philarmoniker) che si tiene ogni anno il 1 gennaio nella sala dorata del Musikverein è sicuramente uno degli avvenimenti musicali più seguiti al mondo, diffuso dalle emittenti di un centinaio di paesi e in grado di raggiungere perlomeno un miliardo di spettatori. L’ emergenza dovuta alla pandemia covid 19 aveva profondamente segnato l’edizione del 2021, svoltasi senza la presenza del pubblico in sala; attraverso una apposita piattaforma on line gli spettatori avevano potuto soltanto inviare applausi virtuali ai musicisti. Nonostante le restrizioni e applicazione di severe misure per contrastare il dilagare della pandemia tuttora in atto, Vienna ha potuto rinnovare, il 1 gennaio 2022, il benvenuto al nuovo anno attraverso il suo seguitissimo concerto e con la presenza, benché contingentata e rigorosamente regolamentata, del pubblico nella splendida sala grande del Musikverein. La direzione dell’evento è stata affidata a uno dei più grandi Maestri contemporanei: Daniel Barenboim. Anche da parte degli spettatori che hanno seguito il concerto attraverso la televisione o i vari media è stata molto forte l’emozione di poter di nuovo seguire la magistrale esecuzione di brani di musica classica da parte di una grande orchestra di fronte al pubblico “vero”, presente in sala: leggi tutto

Mattarella passa la staffetta al successore

Luca Tentoni - 05.01.2022

Quello del 31 dicembre è stato il congedo - nonostante alcuni sperino ancora, invano, in un ripensamento - di un fermo e coraggioso Capo dello Stato. Un vero arbitro, che è intervenuto quando necessario e che non ha esercitato funzioni "semipresidenziali": semplicemente, ha fatto quanto era in suo potere per assicurare la difesa e il buon funzionamento delle istituzioni repubblicane. Ha richiamato, nel suo settennato, diritti e doveri; in ultimo, ha censurato nuovamente l'atteggiamento dei "no vax" (ampiamente sopravvalutati dai mass media) con parole che la stragrande maggioranza degli italiani non può che sottoscrivere e condividere. Nell'ultimo discorso di fine anno Mattarella ha esaltato la compattezza degli italiani nella crisi pandemica: "il volto reale di una Repubblica unita e solidale". Sebbene il Presidente abbia certamente informazioni maggiori delle nostre, ci è parso che l'Italia non sia affatto uscita dalla pandemia (che, peraltro, è tuttora in corso) più giusta e più unita di prima. Si diceva: ne usciremo migliori; così, però, non è stato, né per i partiti, né per un popolo diviso a causa della pervicacia di pochi "evasori vaccinali". Il discorso di Mattarella ha avuto una parte politica non ampia, ma ricca, fatta di poche espressioni disseminate nel contesto, ma molto chiara. Alla Meloni che vuole un leggi tutto

"Se Atene piange Sparta non ride". Si privilegi il dialogo

Francesco Domenico Capizzi * - 05.01.2022

La contrapposizione aperta fra cittadini no-vax, da una parte, e Istituzioni politiche e scientifiche, sostenute da una larga maggioranza di cittadini, dall’altra, rischia di concludersi con quanto la sapienza antica ha mirabilmente voluto rappresentare nell’espressione “se Atene piange Sparta non ride”: qualunque sarà l’esito della tensione crescente le conseguenze socio-sanitarie della pandemia danneggeranno, comunque, ambedue i contendenti, compresa la frazione, anche se maggioritaria, che prevarrà. Tali saranno i guasti prodotti sul piano sociale da poterli assimilare agli effetti di una guerra, anche se vinta. Vi saranno innumerevoli “morti e feriti” ed uno sconquasso sociale assimilabile al periodo post-bellico che ricadrà su tutti indistintamente e irrimediabilmente.

Di fronte al dilagare della pandemia e al rifiuto di vaccinarsi di circa un decimo della popolazione sarà, con ogni probabilità, inevitabile ricorrere a forme coercitive, dall’obbligo vaccinale previsto dall’articolo 32 comma 2 della Costituzione a forme di divieti, confinamenti e penalizzazioni, su cui, come è noto, si è orientata la totalità dei Paesi europei che, ancor più dell’Italia, mostrano una situazione pandemica al limite, forse estremo, di ogni attuabile controllo di natura medica e di ordine politico-sociale con possibili conseguenze leggi tutto

Soluzioni di sistema cercansi

Paolo Pombeni - 05.01.2022

La vicenda dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica entra nel vivo: se si vuole evitare il risiko di uno scontro elettorale affidato agli umori e ai giochi tattici di tanti, troppi, politici in cerca del brivido del gioco d’azzardo, è ad una soluzione di sistema che bisogna pensare.

Più si va avanti, più ci sembra difficile che si raggiunga una larga intesa semplicemente a partire dall’individuazione di un “nome”. Non solo dietro, ma prima di, o quantomeno contemporaneamente a quella c’è da individuare un quadro d’insieme, prendendo atto che ciò che è arrivato a maturazione dal 2018 ad oggi è una crisi di sistema: non tiene più la repubblica dei partiti, né di quelli storici, tramontati, né di quelli nuovi che non hanno saputo o potuto riceverne l’eredità. In aggiunta sono cresciute una molteplicità di corporazioni e di gruppi di potere e/o di interesse, ciascuno con i suoi spazi di intervento (e a volte di quasi sovranità): dalla magistratura al sistema della comunicazione mediatica, ai vari centri di potere nazionali e locali.

Per andare avanti, e soprattutto per non perdere quanto si è quasi miracolosamente riconquistato sulla scena europea e internazionale è necessario avviare almeno una risistemazione del nostro quadro complessivo. È comprensibile che questo compito spaventi leggi tutto

"In un volo di storni"

Francesco Provinciali * - 24.12.2021

Leggere il libro del Prof. Giorgio Parisi, Premio Nobel 2021 per la FISICA assegnatogli per la sua ricerca sui “sistemi complessi” e rimanerne affascinati è un tutt’uno: c’è la sua biografia accademica, ci sono le descrizioni scientifiche, la vita di uno scienziato però va oltre.

Non basta la passione, serve il talento: una dote intuitiva e folgorante che il giovanissimo studente universitario dimostrò di possedere allorquando – incerto tra il corso di matematica e quello di fisica scelse la seconda. Forse per il fatto che – come spiega nel libro – la fisica può essere considerata una sorta di matematica applicata, aprendo vasti orizzonti deduttivi e applicativi.

Già a 25 anni sfiorò il medesimo Premio ma per studi in un campo diverso della Fisica: mentre si lavava nella vasca da bagno della casa dei suoi genitori, si soffermò a guardare le piastrelle colorate del muro e fu colto da una intuizione che può scaturire solo da una mente geniale: non proviamo neanche a descriverla, ogni tentativo sarebbe riduttivo. Ma ciò dimostra (e lui lo spiega più volte) come la “lampadina” dell’Eureka possa accendersi all’improvviso, una volta in casa, in altre occasioni leggendo, un’altra volta ancora mentre si è al volante dell’auto: a lui successe proprio così. leggi tutto

Inizierà un nuovo anno

Paolo Pombeni - 24.12.2021

Chiudiamo un 2021 complicato. Abbiamo vissuto l’esperienza di un duro confronto con la pandemia. Sembrava ne uscissimo vincitori, ma oggi non sappiamo se anziché vincere la guerra abbiamo solo vinto alcune battaglie. Importanti, molto importanti, negarlo è senza senso. Tuttavia dobbiamo mantenere la nostra coesione, perché c’è ancora da fare, e non poco.

Nel suo piccolo “Mente Politica” ha cercato di essere attiva nelle battaglie che abbiamo avuto di fronte e cercherà di fare il massimo per quelle che ci aspettano nel nuovo anno. Ci sostiene la costanza con cui la comunità di lettori che ci segue con continuità partecipa al nostro sforzo e ci aiuta nella fatica non piccola che costa mandare avanti questa esperienza. E’ tutto prodotto di lavoro volontario stimolato dalla scelta di non tirarci indietro nell’essere e nel costruire “opinione pubblica”.

Un compito non facile, talora frustrante, in un contesto che sembra amare più le rappresentazioni del nuovo teatro delle maschere (sempre quelle che ripetono ogni volta una parte perfettamente prevedibile). Finché ce la facciamo, continueremo.

Nella nostra civiltà occidentale il Natale è il simbolo di questa volontà di rinascita accettando il mistero della fragilità della condizione umana. Lo si celebra regolarmente in prossimità dell’avvento del Nuovo Anno, che leggi tutto

Tre problemi e nessuna soluzione

Paolo Pombeni - 22.12.2021

I tre problemi più volte richiamati su queste colonne sono sempre lì senza che si intuisca qualche spiraglio di soluzione. Il fatto è che continuano ad essere affrontati separatamente dalle forze politiche che non hanno il coraggio di affrontarli insieme togliendoli dal loro intrico.

I tre problemi sono: la ricerca di una candidatura adeguata per il Quirinale; la decisione su come sistemare la guida del governo non solo nel passaggio in attesa delle elezioni, ma anche dopo; l’intesa su una legge elettorale che sia in grado di prendersi il carico dell’effetto del taglio dei parlamentari (e dell’attuale frammentazione politica).

È illusorio pensare che si possano risolvere le questioni in successione ed affrontandole una alla volta. Come infatti è evidente, la scelta per il Colle di un candidato condiviso il più possibile comporta decidere come si va avanti con l’attuale governo di larghe intese e siccome comunque vada ci sarà il problema delle elezioni al più tardi a primavera 2023 è necessario che i partiti sappiano con che regole si correrà per almeno immaginarsi come potrebbe andare a finire.

Lo si voglia ammettere o meno, tutto ruota attorno alla posizione di Draghi. Oramai lo si è messo in una situazione tale per cui o lo si nomina al Quirinale, leggi tutto

“LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!” MAI?

Francesco Domenico Capizzi * - 22.12.2021

I non vaccinati rappresentano una parte cospicua e variegata di popolazione che articola il proprio rifiuto, a parte i casi con impedimenti clinici e paure per sporadici eventi avversi, in contrapposizioni radicali verso Istituzioni democratiche e Organizzazioni sanitarie cliniche, di ricerca e di garanzia,  e in genere verso istanze scientifiche gridando espressioni fantasiose di sfida, e perfino allegoriche, che intendono denunciare i prodromi instaurativi di uno strisciante sistema universale autoritario e repressivo. In sostanza, i loro discorsi ed azioni configurano la negazione di principi stabiliti in Carte costituzionali, Dichiarazioni dei diritti fondamentali, Universalismi dei Servizi sanitari, Organismi internazionali, destituiscono di veridicità dati sanitari ufficiali e smentiscono l’efficacia delle conseguenti misure preventive fino a denunciare l’esistenza di un complotto e l’instaurazione di una dittatura sanitaria...

Politici, medici e scienziati vengono additati, come si trattasse, s’intende in iperbole e in senso metaforico, di una “perniciosa razza di ributtanti vermiciattoli cui la natura abbia mai permesso di strisciare sulla superficie della terra” (J. Swift I viaggi di Gulliver, Mondadori 1958). La figlia del re dei “giganti” giungerà a racchiudere il protagonista in una culla mentre “cavalli resisi sapienti” assumeranno il ruolo degli umani: lillipuziani, oggi diremmo nani e ballerine, facitori di intrighi e perversioni, leggi tutto

La dissoluzione dell'identità

Francesco Provinciali * - 18.12.2021

Sosteneva Hume che ogniqualvolta riflettiamo sulla nostra identità personale ci troviamo di fronte a una serie di percezioni che ci appartengono ma tra le quali non possiamo mai isolare quella distinta che riguarda il nostro io: «Non riesco mai a sorprendere me stesso senza percezione e a cogliervi altro che percezione» Da questa prospettiva di valutazione l’identità personale diventa una mera suggestione, l’integrità della persona una supposizione, un’entità sommativa e fittizia assoggettata alla mutevolezza anche temporale delle percezioni. Come già in Locke la riflessione di Hume si muove tra empirismo e razionalismo, come derivazione del cogito cartesiano ma in una cornice più ontologica (l’essere) che gnoseologica (il conoscere), anche se in lui segue la direzione della probabilità e dello scetticismo. Credo sia questo il fondamento filosofico da cui prende corpo il tema dell’identità lungamente cercata e della sua progressiva dissoluzione, ereditato dal ‘900, attraverso Kant, Hegel e Nietzsche.

Uno, nessuno e centomila’ è la metafora suggestiva usata da Luigi Pirandello per spiegare le contraddizioni tra l’unicità della persona e la molteplicità delle sue sembianze e dei ruoli sociali che ne sono la caleidoscopica rappresentazione: indossando le maschere imposte dalle circostanze la persona diventa personaggio ‘in cerca d’autore’, asservito alle lusinghe o alle leggi tutto

Chi ha paura dello sciopero?

Fulvio Cammarano * - 18.12.2021

Sciopero è un termine ansiogeno, una parola che evoca preoccupazione e fastidio nell’opinione pubblica. La preoccupazione deriva dal clima di tensione e agitazione che si crea in occasione delle manifestazioni e dei comizi dai toni infuocati, mentre il fastidio, più prosaicamente, sorge per la sospensione della routine quotidiana, vale a dire per i problemi causati dall’interruzione dei servizi pubblici e della produzione. E’ invece un peccato che tale parola non riesca quasi mai a suscitare un sentimento di sollievo a fronte della constatazione che il sistema democratico, con tutti i suoi limiti, funziona. Non dobbiamo infatti dimenticare che la prima misura attuata dai regimi autoritari è proprio quella di vietare ogni forma di sciopero. Turbati dall’emergenza pandemica, timorosi per la ripresa dell’economia, ci stiamo dimenticando che il funzionamento della democrazia è decisivo per il nostro futuro ed è strettamente connesso alle logiche della conflittualità nel mondo del lavoro. Ce l’ha opportunamente e bruscamente ricordato nello scorso ottobre l’attacco squadristico alla sede della Cgil. Il fascismo ha infatti sempre ben chiaro che uno dei suoi obiettivi principali è l’indebolimento e poi l’eliminazione del sindacato in quanto istituzione che rappresenta gli interessi di quella componente del mondo del lavoro che a vario titolo definiamo salariata, dipendente, e leggi tutto