Ultimo Aggiornamento:
02 luglio 2022
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Argomenti

L'attenzione pura

Francesco Domenico Capizzi * - 09.10.2021

La piena copertura vaccinale resta la priorità assoluta nel contrasto alla pandemia e nel contributo personale alla difesa della propria e dell’altrui salute, verso cui è indispensabile l’attenzione di ogni cittadino, meglio dell’Attenzione pura come disposizione e moto dell’anima, compassione che esclude la forza fino a divenire universalismo, desiderio e preghiera (Simone Weil: Quaderni a cura di G. Gaeta, Biblioteca Adelphi 1982). Ne deriva l’invito a considerare alcuni dati recenti che si aggiungono a quelli già pubblicati in articoli precedenti su “Mentepolitica”:

Devono essere inquadrati come “fragili”, perché a maggior rischio di contrarre l’infezione Covid dal decorso ingravescente, coloro che accusano una sindrome depressiva cronica e in genere significativi stati psicotici. Il fenomeno, osservato nella pratica clinica anti-Covid, trova una spiegazione razionale nelle difficoltà insite in queste persone a rispettare appieno le raccomandazioni igienico-comportamentali. Nello stesso tempo la pandemia e la crisi socio-economica conseguente, incutendo incertezze e paura per il futuro prossimo, ha accentuato il livello e il numero delle sindromi depressive, le quali in Europa rasentavano già l’8% nel sesso maschile ed il 5% nel femminile, tassi piuttosto elevati rispetto alla media mondiale che risultava essere del 4-6% con una prevalenza nei leggi tutto

Un test importante, ma da analizzare bene

Paolo Pombeni - 06.10.2021

Mai come in politica vale il detto: una rondine non fa primavera. Se andiamo a ritroso e vediamo per esempio l’ultima fase della cosiddetta prima repubblica, troviamo numerosi casi in cui risalite della Dc o incrementi del Pci venivano interpretati come segni a seconda dei casi o della tenuta del vecchio sistema o dell’avvento incombente dell’opposizione al potere. Non è andata così e il sistema poi è crollato quasi di punto in bianco.

I movimenti in politica sono spesso lenti e sussultori. Probabilmente sta accadendo così anche oggi. E comunque è bene tenere conto che tutto si inserisce in un sistema più generale che certo subisce l’impatto degli eventi, ma che cerca di assorbirli in qualche modo, anche se non è detto che ci riesca.

Vediamo dunque di cogliere qualche elemento in quel che sta davanti a nostri occhi. Innanzitutto il fenomeno del pesante astensionismo. Ha indubbiamente molte cause ed è un fenomeno composito perché le ragioni per cui ci si astiene possono essere diverse. Ci permettiamo di sottolineare che un contributo non secondario all’astensione l’ha dato l’orgia di demagogia a cui abbiamo assistito. Quando si gioca a scatenare il disprezzo della gente per la fatica della politica, non ci si deve stupire se poi leggi tutto

Recessione morale

Francesco Provinciali * - 02.10.2021

Non ho alcuna intenzione di scagliare la prima pietra né tantomeno di ritagliarmi uno spazio da moralizzatore: nessuna delle due cose rientra nel mio stile di vita e aborrisco la dietrologia, le opinioni gratuite e i giudizi a buon mercato.

Ho però la vaga impressione di aver già letto da qualche parte – sicuramente nei libri di scuola – una qualche descrizione delle caratteristiche proprie dei periodi di decadenza: se ne parlava ad esempio ai tempi dell’impero romano e poi la storia si è ripetuta più volte.

Sembra che anche adesso ci tocchi di riviverla, in formato di ’post-modernità’ pandemica.

In genere non c’è mai stato un limite al peggio: ingiustizie, miserie, soprusi, angherie, sopraffazioni, sovente anche in nome del progresso e della civiltà.

Se, raccogliendo l’invito del teologo Vito Mancuso, dovessi pormi davanti alla storia dell’uomo per decifrarne il senso e la continuità, penso che la prima osservazione che mi verrebbe in mente sarebbe più o meno questa: che da che mondo è mondo l’umanità è protesa in una incessante ricerca di cambiamento, di opportunità di vita migliori, di tensione verso il progresso.

Uno sforzo continuo e – a leggerlo tutto d’un fiato – gigantesco di vivere adattandosi al contesto e modificandolo incessantemente per realizzare leggi tutto

L’ombra lunga di Angela Merkel

Gabriele D'Ottavio - 02.10.2021

Per molti osservatori, l’era Merkel è già storia. Con buone ragioni, anche in Italia molte case editrici hanno considerato la vigilia del voto tedesco un’occasione propizia per sfornare dei nuovi volumi sulla Kanzlerin. Tuttavia, per capire l’effettiva portata storica dell’esperienza politica di Angela Merkel bisognerà attendere ancora a lungo. Il solo appuntamento elettorale di domenica scorsa dovrebbe poter ambire a diventare l’oggetto di un capitolo aggiuntivo delle tante biografie politiche che sono uscite nelle settimane scorse. Il fattore Merkel ha infatti pesato non poco: sulla campagna elettorale, sulle strategie comunicative dei partiti e soprattutto sulle scelte di voto. Alla fine il socialdemocratico Olaf Scholz ha vinto la partita dei consensi contro gli sfidanti Laschet (CDU), Baerbock (Verdi) e Lindner (FDP), anche perché il vice-cancelliere e ministro delle finanze uscente è riuscito a sfruttare abilmente la carta della continuità con la Kanzlerin. In maniera un po’ paradossale, l’elevata popolarità di Angela Merkel ha finito per penalizzare il suo partito, al di là dei gravi scivoloni comunicativi in cui è incappato il nuovo leader della CDU. Una parziale ma significativa conferma della rilevanza del fattore Merkel sul voto la possiamo già ricavare dalle prime stime dei flussi elettorali. Rispetto alle elezioni precedenti, oltre un milione leggi tutto

Dal "volgo disperso" all'iniziativa personale di prevenzione

Francesco Domenico Capizzi * - 02.10.2021

Sappiamo dalla vasta Letteratura esistente (cfr. anche www.smips.org) che larga parte delle cause di malattie infettive, cronico-degenerative e neoplastiche trovano origine nel “mezzo esterno” che condiziona, giungendo a comprometterlo, il “mezzo interno”, cioè parte o l’interezza del nostro organismo: dall’assetto eco-ambientale alla disponibilità e qualità del sistema sanitario, dalla produzione alla distribuzione delle risorse economico-produttive e strutturali, dall’organizzazione sociale ai differenti stili di vita. Si tratta di constatazioni statistico-epidemiologiche e storico-politico-geografiche che contrastano radicalmente il principio, di derivazione positivista, secondo cui la salute si raggiunge inventando ed utilizzando ancor più prodotti raffinati per combattere le malattie.

Ma, innanzitutto, la questione deve essere incentrata sul concetto stesso di salute, che deve essere intesa come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia.

Organizzazioni sanitarie territoriali, nuove tecnologie, tecniche avanzate, terapie e percorsi medici e chirurgici e farmaci innovativi ancor e sempre più efficaci siano i ben venuti, ma si tenga conto che straordinari progressi furono compiuti contro grandi classi di malattie (tubercolosi, malaria, malattia reumatica, leggi tutto

Lezioni tedesche?

Paolo Pombeni - 29.09.2021

Non c’è niente di più facile che attribuire alle elezioni negli altri paesi il significato che più fa piacere a chi lo formula da casa nostra. Pochi conoscono le peculiarità presenti in un’altra nazione e si può facilmente attribuire a quel che è successo il “colore” che più aggrada al nostro politico di turno.

Ciò non significa che qualche spunto di riflessione non si possa proporre, lasciando perdere le strumentalizzazioni banali. Vogliamo citare le due più clamorose. Una è quella di Letta che si precipita a dire che la lezione che viene da Berlino è che dalla crisi della pandemia si esce a sinistra, quando tutti sanno che Scholz ha vinto come candidato “moderato” e riformista, dopo essere stato in un recente passato duramente contestato dall’ala sinistra della SPD che non lo ha voluto presidente (ci risparmiamo i paralleli con il PD). L’altra è quella secondo cui i partiti in Germania manterrebbero un forte radicamento tradizionale, come se non si fosse vista una consistente mobilità che in un trentennio ha cambiato il quadro politico e le fedeltà elettorali. Lì come altrove sulle bandiere di parte hanno prevalso le figure dei candidati, le persone sono venute prima del richiamo della foresta alle identità ideologiche. leggi tutto

Alle origini del rischio educativo e del disagio scolastico

Francesco Provinciali * - 25.09.2021

Cresce il numero delle segnalazioni che le scuole inoltrano ai tribunali minorili per rappresentare situazioni di forte disagio riscontrate negli alunni, al di là dello “scolasticamente risolvibile”, con motivazioni variegate rispetto alle esperienze e ai vissuti, oltre che dense di significati impliciti o difficilmente intellegibili.

Da molti anni il sistema scolastico del nostro Paese presta particolare attenzione al tema del diritto allo studio, inteso come domanda sociale di istruzione ma anche come strumento per sviluppare le potenzialità di crescita intellettuale, emotiva, relazionale di ciascuno attraverso un’offerta di opportunità formative sempre più individualizzate e mirate. Disagio scolastico e insuccesso educativo riguardano bambini e adolescenti che in diversa misura non riescono a compiere il percorso dell’obbligo, che si assentano dalle lezioni per periodi a volte talmente lunghi da compromettere l’esito dell’anno scolastico ma questa “inadempienza” è sovente la punta di un iceberg che nasconde situazioni più complesse, cui la scuola da sola non sempre riesce a tener fronte, indipendentemente dalla collaborazione o viceversa dal disimpegno delle famiglie. L’esperienza di ascolto dei minori che attraversano momenti di difficoltà rispetto alla frequenza scolastica consente di risalire alle motivazioni che hanno originato il “gap”, il distacco, l’allontanamento dal contesto formativo: la pratica del colloquio con i leggi tutto

No-vax, no-greenpass: "Libertarismo indeterminista"

Francesco Domenico Capizzi * - 25.09.2021

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti, stabilisce il primo articolo della Dichiarazione del 10 dicembre del 1948. Anche di commettere errori, in buona fede, s’intende? Sì, perché, continua l’articolo, tutti gli esseri umani sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza, e perché l’articolo 21 della nostra Costituzione stabilisce che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Da aggiungere il postulato cartesiano del libero arbitrio, inteso come diritto al dubbio e alla ricerca della verità da parte di ogni essere umano.

Dunque, una società di liberi pensatori! Anche se vengono commesse e sostenute involontarie distorsioni interpretative della realtà ed errori nelle azioni, a parte le facinorose, che meritano rispetto ed ascolto in nome dei vincoli irrinunciabili della solidarietà e della tolleranza che sorreggono l’intera vita civile.

Il movimento composito, non univoco e piuttosto frastagliato nelle proposizioni e nei modi di agire, dei no-vax e dei no-green-pass sembra appartenere ad una sorta di libertarismo indeterminista per la tendenza mostrata a valorizzare singoli elementi critici dell’evento pandemico e a contrastare le misure cautelative adottate, dall’uso del passaporto verde alla vaccinazione. leggi tutto

Riforme a costo zero?

Paolo Pombeni - 22.09.2021

Di qui a fine anno ci sono 42 riforme da fare se vogliamo avere i soldi del Recovery europeo. E magari anche qualcun'altra che non è obbligatoria, ma che sarebbe bene realizzare per tenere il quadro in equilibrio. E si dovrà varare anche la nota di aggiornamento del prossimo bilancio dello Stato in vista della legge finanziaria che va approvata entro fine anno se non vogliamo finire nell’esercizio provvisorio, incompatibile con la gestione dei fondi del PNRR.

Il governo lo sa e ci sta pensando. I partiti lo sanno anche loro, ma non vogliono pensarci perché devono fare le loro battaglie elettorali. E qui casca l’asino. Non è soltanto questione di dilatare e ritardare tutto di almeno trenta, se non quaranta giorni, per attendere che siano espletati i ballottaggi e che i partiti abbiano “digerito” i risultati elettorali: già non sarebbe poco, visto che è un terzo del tempo che ci è concesso per varare le riforme. Si tratta, quel che è peggio, di superare la logica a cui i partiti (ma non solo loro), una parte spudoratamente, una parte con qualche ritrosia, si stanno piegando: che si possano fare le riforme a costo zero.

Non ci vuol molto a notare che in questo momento abbondano leggi tutto

Perché conserviamo le email

Francesco Provinciali * - 18.09.2021

L’evoluzione tecnologica incessante, utile e per certi aspetti pervasiva, ci aiuta e ci sovviene nel facilitare la comunicazione, l’informazione, la conoscenza di notizie che circolano nell’universo globalizzato del web, imponendoci peraltro una continua selezione per distinguere ciò che può essere vero, attendibile, da verificare o si nasconde sotto le mentite spoglie delle fake news. Anche per i testi che noi stessi componiamo, dal laconico “grazie”, dal saluto, ad una interlocuzione più dettagliata e complessa pc, tablet e smartphone costituiscono ormai un supporto indispensabile, l’hardware e il software dei nostri mezzi sono basi organizzative imprescindibili: nel lavoro, nel tempo libero, persino nelle relazioni più affettive e personali. Una volta per una dichiarazione d’amore si scriveva una lettera, adesso si manda una mail o un ancora più veloce whatsapp. Il nostro account diventa anche – e questo è un aspetto interessante e non ancora adeguatamente studiato – la chiave d’accesso all’archivio che via via abbiamo costruito, siano essi i documenti o le stesse email: mentre per i primi appare logico dotarsi di un catalogo implementabile a cui attingere, le seconde dovrebbero in teoria avere un range temporale di utilizzo più ristretto alle necessità spazio-temporali contingenti.

Eppure ci priviamo malvolentieri o per abitudine della “posta elettronica” leggi tutto