Ultimo Aggiornamento:
13 gennaio 2021
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Argomenti

Il valore di un impegno

Luca Tentoni - 14.03.2020

In questo periodo nel quale il Paese è messo alla prova da un'emergenza che non è solo sanitaria, ma riguarda anche il senso civico dei singoli (di qui l'invito delle autorità a restare in casa e ad evitare comportamenti irresponsabili che potrebbero alimentare il contagio da Covid 19) ci si potrebbe chiedere quale sia il ruolo di una rivista come la nostra. Il fatto che il confronto fra i partiti sia in qualche modo sospeso o attenuato non equivale a dire che fra le forze politiche si sia raggiunta un'impensabile "pacificazione nazionale": c'è, piuttosto, un accordo di non belligeranza, o almeno di riduzione dell'intensità di uno scontro che aveva assunto, negli ultimi mesi se non negli ultimi anni, dimensioni e toni inaccettabili. Le manovre politiche, insomma, non sono scomparse: restano sottotraccia, ma proseguono, anche se tutti i protagonisti sono costretti a muoversi in un ambito inesplorato e diverso da quello nel quale erano abituati ad agire. Per quanto ci riguarda, invece, ci pare sia proprio questo il momento più opportuno per rilanciare la riflessione sulle dinamiche, sul pensiero, sul ruolo dei partiti e della democrazia. Nelle settimane durante le quali il rumore di fondo delle polemiche strumentali è finalmente attenuato, leggi tutto

Occorre rivedere il memorandum Italia-Cina

Francesco Provinciali * - 14.03.2020

In questa fase di estrema criticità mondiale dovuta alla diffusione del coronavirus COVID-19 nella forma della pandemia, tutte le attenzioni sono concentrate sulle misure di prevenzione del contagio, sui provvedimenti per isolare le aree a rischio, sulle cure delle persone affette dalle patologie provocate: questo vuol dire organizzare il triage, attrezzare gli ospedali, assumere tutte le iniziative mirate ad evitare assembramenti di persone, in qualsiasi contesto e forma si realizzino, al fine di impedire che l’espandersi del virus - con un incedere esponenziale e stili di vita che diventano fattori di moltiplicazione – produca effetti catastrofici: per questo, colti di sorpresa da informazioni tardive provenienti dal Paese di origine del virus isolato in laboratorio, i Governi stanno cercando di ottimizzare gli strumenti per affrontare l’espandersi del male attraverso i rispettivi sistemi sanitari nazionali.

L’assenza di un’azione condivisa a livello europeo e mondiale viene compensata dagli indirizzi dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) : ci sono tuttavia  tempi tecnici anche per la scienza, la risposta non è mai sintomatica, le epidemie si diffondono e si allargano anche a motivo dei dubbi che la comunità scientifica internazionale esprime sotto forma di valutazioni d’impatto che finiscono per disorientare la pubblica opinione nell’organizzare in modo sintomatico e consequenziale i leggi tutto

I concetti meno noti dell’approccio delle capacità

Mattia Baglieri * - 14.03.2020

L’economista e filosofo indiano Amartya Sen ha introdotto nella teoria economico-politica contemporanea il Capabilities Approach all’inizio degli anni Ottanta, con due opere, Equality of What (1980) e Commodities and Capabilities (1985), proposte quale critica al filone economico liberista propugnato dalla Scuola economica di Chicago e dai suoi due principali economisti di riferimento, ovverosia Milton Friedman e George Stigler: se per Friedman e Stigler, infatti, una corretta gestione dell’apparato economico da parte delle istituzioni dovrebbe essere caratterizzata da un limitato intervento statale al fine di preservare il più possibile il carattere di autonomo equilibrio che contraddistingue il libero mercato (come nel laissez-faire di smithiana memoria), gli autori della scuola afferente alla Teoria della scelta sociale introdotta da Kenneth Arrow, tra cui lo stesso Amartya Sen, spingono per un intervento diretto delle istituzioni (principalmente nei capitoli fondamentali di sanità ed educazione) al fine di promuovere proattivamente la qualità di vita dell’intera cittadinanza.

 

In questo contesto, le Capabilities (che in Italia il lessico economico preferisce tradurre con “capacitazioni”, a fronte del pensiero teorico-politico che le identifica piuttosto come “capacità” tout court) sono concepite da Sen alla stregua leggi tutto

In ordine sparso

Paolo Pombeni - 11.03.2020

Dunque ci stiamo rendendo conto che l’epidemia di Covid-19 è una faccenda più seria della “poco più che banale influenza” a cui si cercò di ridurla all’inizio per evitare panico sociale. Il risultato è che non solo è arrivato il panico sociale (in cui va compresa specularmente anche l’ottusa negazione che ci sia ragione di preoccuparsi), ma si è accentuata la percezione di un paese la cui rete istituzionale ha una capacità di tenuta piuttosto modesta. Sono dati destinati a pesare non solo sui prossimi mesi, ma sui prossimi anni della nostra vicenda politica.

Il groviglio di problemi con cui dobbiamo e dovremo fare i conti è piuttosto impressionante. Prendiamo in considerazione un dualismo banale, ma molto rilevante. Da un lato c’è un tema istituzionale, ed è il riordino necessario del sistema dei poteri ridotto in condizioni pietose dalla rincorsa dietro ai miti della cosiddetta “devolution”. Dal lato opposto c’è il tema culturale, ed è la carenza nel nostro paese di spirito civico in senso “repubblicano” che non si riesce a riattivare perché mancano le figure di riferimento.

Abbiamo evitato per anni di discutere seriamente sul riordino e in parte sul ripensamento del nostro sistema costituzionale. Nel farlo non c’era alcuna mancanza di riguardo verso i padri leggi tutto

Un nuovo “whatever it takes” contro il rischio sistemico

- 11.03.2020

La drammatica risposta dei mercati alla epidemia deve spingere ad agire con tempestività. L’Italia e l’Europa non sono in grado di sostenere oltre al contagio sanitario anche una pandemia finanziaria. Sarebbe un danno gravissimo alla nostra sofferta ma indispensabile integrazione continentale che ci hanno lasciato i padri fondatori e grandi riformatori. Dall’Europa non basta il permesso di sforare e altre concessioni per noi e partners in difficoltà. Occorre un intervento forte e immediato su più fronti da parte della BCE, unica istituzione che ha i mezzi e la velocità di intervento che oggi è richiesta. Abbiamo bisogno di un rinnovato e rinforzato “whatever it takes” con cui Mario Draghi ha salvato l’euro dichiarando agli operatori di mercato che la BCE avrebbe usato ogni strumento possibile per impedire il naufragio della moneta unica nelle acque agitate di crisi di debiti sovrani e depressione globale del secondo decennio del nuovo secolo. Ci sono almeno tre fronti su cui la BCE può muoversi da subito: 1. Erogando direttamente, con i suoi bracci operativi che sono le banche centrali nazionali, fondi a imprese e istituzioni sanitarie a interesse zero da restituire in un arco di tempo di 5 – 10 anni. 2. Intervenendo senza vincoli nei mercati dei titoli di leggi tutto

Non diventi la "peste nera"

Francesco Domenico Capizzi * - 11.03.2020

“La prevenzione è preferibile alla cura: evitare droghe, eccitazioni e il ridere fino a scoppiare” suggeriva Erasmo da Rotterdam ad un caro amico mentre invitava i regnanti ad impedire “la vendita di vino acido e di pesce putrido”. Raccomandazioni che i medici allora avrebbero potuto impartire, ma vi si astenevano per il timore di minare i sistemi politico-sociali pur essendo “gli uomini più potenti, perché papi e imperatori debbono sottostare ai loro ordini” (R. H. Bainton, “Erasmo della cristianità”, ed. Sansoni 1970).

Nell’attuale emergenza la Medicina parla e la Politica ascolta ed agisce attraverso i poteri del Governo di una Nazione democratica, quale è l’Italia, avvalendosi del parere di una “cabina di regia” e seguendo la "linea della massima precauzione": sospensione in tutto il Paese, come per le zone rosse, di manifestazioni ed eventi "di qualsiasi natura e in qualsiasi luogo", chiusura delle Scuole di ogni ordine e grado, l’invito diffuso a rispettare le raccomandazioni dell'Istituto superiore di Sanità, l’impegno a rafforzare le strutture sanitarie e che “nessun posto di lavoro vada perso”.

Cosa si poteva e si potrebbe fare di più? Purtroppo nulla. Non si possono fermare tutte le attività individuali e comunitarie, compresi i trasporti pubblici. Non si possono ridurre leggi tutto

L'astensione e i metodi alternativi di espressione del voto

Luca Tentoni - 07.03.2020

Le recenti elezioni suppletive per la sostituzione di un deputato e di un senatore (un'altra è in programma domani in Umbria per il collegio uninominale 2 del Senato) hanno fatto registrare un'affluenza bassissima: il 9,52% a Napoli (collegio uninominale 7 del Senato) e il 17,66% a Roma (collegio uninominale 1 - Lazio 1, Camera dei deputati). Anche se qualcuno, del tutto impropriamente, ha aggiunto l'"effetto Coronavirus" alle cause che hanno tenuto gli elettori lontani dai seggi, la realtà è molto diversa. In questo tipo di consultazioni, che spesso sono ignorate dai mezzi di comunicazione di massa anche in tempi normali, la salienza del voto è minima: non è un seggio che può mutare i destini del governo o delle forze politiche. Inoltre, ci sono elettori normalmente meno propensi a recarsi alle urne in queste occasioni (i Cinquestelle, i simpatizzanti del centrodestra) a fronte di altri (i votanti di centrosinistra) fra i quali una certa mobilitazione - sia pure non vistosa e neppure di eccezionale portata - è sempre attiva. Qualcuno ipotizzava, partendo dai dati delle suppletive, che anche il referendum costituzionale inizialmente previsto per il 29 marzo sarebbe stato caratterizzato da una massiccia astensione; in questo caso, nelle regioni del Nord, la diffusione del Covid 19 sarebbe diventata realmente una possibile concausa di diserzione dei seggi. leggi tutto

Furbi e pericolosi. AfD spaccherà la Germania

Francesco Cannatà * - 07.03.2020

Vagabundierender Hass. Odio deambulante. Cosi nel 2015 Heinz Bude descriveva le viscere della società tedesca. Per il docente di sociologia dell’Università di Kassel il 10% della popolazione del proprio paese agisce dominata dal rancore sociale. Un umore alla base di una aggregazione definita dal ricercatore lega degli amareggiati. Dietro questo concetto un po’ fumoso si trovano persone “con un grado di istruzione relativamente alto”, una visione del mondo da essi definita “aperta” ma ossessionati da una “esistenza” vissuta “al di sotto delle proprie possibilità”. Un destino “sopportato”. Un fato causato da condizioni impossibili da “determinare, gestire e controllare”. Una sventura fonte di “emarginazione” poiché di quanto accade a loro “non importa a nessuno”. Una situazione non riconducibile a “disoccupazione”, che non riguarda strati sociali “in declino” ma alla convinzione diffusa di “non contare più nulla”. Da qui un risentimento verso il mondo che trascura la loro esistenza ma “accoglie a braccia aperte persone di cui ignora tutto, persino cosa faranno in Germania”. Un clima razionalmente indecifrabile capace di spalancare formicai complottisti e deliranti. Attentatori trasformati in vittime. Complessità quotidiane risolte grazie a “cabale sataniste”. Caos mondiale leggi tutto

Noi e la vita degli altri

Francesco Provinciali * - 07.03.2020

Sono sempre stato affascinato dalla conoscenza: quella delle ‘cose’ mi permette di approfondire il contesto dove si svolge la mia vita per organizzarla meglio, possibilmente cercando una sostenibile armonia entro cui “esserci”, quella delle persone favorisce l’incontro delle molteplici, infinite esperienze e la comprensione umana e spirituale degli altri.

Ci vuole del tempo per accorgersene, i primi anni della nostra esistenza sono presi d’abbrivio, sullo slancio del fare: poi viene il tempo della riflessione, dei ricordi e della misura da attribuire al nostro rapporto con il mondo.

Non è mai troppo tardi – ad esempio – per apprezzare quanto sia utile indulgere nell’ascolto, se ne coglie l’utilità quando la narrazione delle esistenze altrui rimette in discussione o viceversa ravviva gli apprendimenti maturati, spesso consolidati inconsciamente in noi come granitiche certezze.

La formazione della nostra identità, ciò di cui siamo capaci, i nostri limiti e difetti, le virtù nascoste, le verità taciute e lentamente riaffiorate nel tempo ci accompagnano dal primo respiro di benvenuto al flebile sospiro di commiato: la vita è un lungo percorso di opportunità che si realizzano, di altre che restano incompiute, di rivisitazioni postume che ci permettono di leggere alla luce del presente, i significati reconditi leggi tutto

I nodi arrivano al pettine?

Paolo Pombeni - 04.03.2020

Non ci spingiamo a fare l’elogio delle emergenze che ci costringono a fare i conti con le nostre manchevolezze: personalmente saremmo della tesi di Brecht, “beata la patria che non ha bisogno di eroi”. Però è innegabile che con le emergenze alcune problematiche assumono contorni più chiari.

Nel caso dell’epidemia da Covid-19 oltre al tema della frammentazione della catena di comando per la gestione abbastanza disinvolta che è stata fatta della cosiddetta “devolution” dei poteri di governo della sanità emerge ora la questione di quale risposta si può dare alla crisi economica che vediamo avanzare a grandi passi. Non stiamo parlando di qualcosa di semplice che si possa affrontare semplicemente nella logica dei sussidi (temporanei?) da distribuire a settori che vengono e che verranno toccati dagli effetti indotti da questa emergenza sanitaria che sta assumendo dimensioni internazionali. Anzi il problema sarà proprio quello di evitare che tutto si riduca alla logica dei sussidi, che è un antico peccato del nostro modo di affrontare le difficoltà dell’economia nazionale.

Si parla ora con varie trovate verbali di qualcosa di assai impegnativo: cura da cavallo, interventi choc, nuovo piano Marshall. Questo fa pensare alla necessità di avere un governo molto solido, non solo per maggioranze politiche leggi tutto