Ultimo Aggiornamento:
22 gennaio 2022
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Argomenti

Io cosiddetta “fragile”: gli odierni stucchevoli dibattiti su un concetto di libertà che non considera le persone

Raffaella Gherardi * - 15.09.2021

Non è stato e non è tuttora facile continuare a sentirsi considerati come persone, portatrici del diritto fondamentale dell’uguaglianza, da parte di tutti coloro che vengono sbrigativamente definiti “fragili” dalla comunicazione, a vari livelli, dell’era di covid 19. Anche il dibattito politico “alto”, da parte di più o meno noti intellettuali, tutti presi a discettare sulla minaccia alla libertà dei singoli di contro al Moloch dello statalismo di cui si renderebbe artefice ogni misura tesa a difendere la vita degli individui e della collettività  nel suo insieme dal dramma della pandemia, ha largamente eluso la considerazione delle persone vere, quelle che mai e poi mai debbono essere perse di vista, nelle loro molteplici appartenenze e relazioni, in una civiltà che aspiri veramente a meritare tale definizione.  Voci e a volte vere e proprie grida di dolore a difesa delle persone bisognose di cure e in primo luogo della loro dignità si sono levate da più parti in questo ormai lungo periodo da medici, chirurghi che operano negli ospedali e che ogni giorno ne curano le più svariate patologie. Sarà forse perché essi hanno ben presenti non solo gli individui come entità numeriche da immaginare in astratto o da incasellare in facili categorie di leggi tutto

L'egemonia fragile

Luca Tentoni - 11.09.2021

Manca poco, ormai, al voto per il rinnovo dei consigli comunali di sei importantissimi capoluoghi regionali (Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste). Cinque anni fa si votò in condizioni politiche e sociali completamente diverse da quelle odierne: da allora, la leadership di Renzi è tramontata (con la doppia pesante sconfitta al referendum del '16 e alle politiche del '18), poi c'è stato il periodo d'oro del M5s (iniziato col 32% dei voti nel 2018 e finito già alle europee del 2019), quindi abbiamo avuto il boom della Lega alle scorse europee (34% nel 2019) che ora è sostanzialmente rientrato (il partito di Salvini ha ora circa il 19%, cioè poco più del 17% delle politiche); oggi in vetta è Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, cioè quello che fino a due anni fa era un piccolo-medio partito e che oggi supera il 20% dei voti (ma quanto durerà?). Fatto sta che siamo di fronte ad un fenomeno ormai duraturo, tipico della fase di scomposizione (si potrebbe anche dire: di decomposizione) del secondo sistema dei partiti della Repubblica. L'"egemonia fragile" caratterizza gli anni dal 2014 in poi: ciascuno a suo tempo - prima il Pd ('14-'17), poi il M5s ('18-'19), poi la Lega ('19-'21), ora FdI - ha avuto un buon numero di consensi ed esercitato una presa sull'elettorato e sull'opinione pubblica. leggi tutto

La scuola educhi alla bellezza

Francesco Provinciali * - 11.09.2021

Se qualcuno si cimentasse nel compito di raccogliere il glossario degli acronimi, delle sigle, e dei neologismi della scuola 4.0 ne uscirebbe un tomo ponderoso, forse un manuale d’uso (da aggiornare in continuazione) costruito su un linguaggio sincopato per gli addetti ai lavori che servirebbe solo ad evidenziare i tentativi di cambiamento introdotti nel sistema scolastico nazionale con le più recenti riforme (o pseudo tali) : in realtà una babele semantica e simbolica che sopravvive e anzi prolifera nella propria inconcludente autoreferenzialità. Eppure chi non sa o non parla di BES, DaD, DDI, RAV, GLO, PEI, POF, FO, DOS, DSA, ADHD, FAD, FIS, GLH, GLIP, GOP, IOP; LEA, MOF, LIM, LIS, NAV, GAV, OSA, OF, PAF, PDF, PDP, PECUP, PMOF, PIA, PEP, PNF, POR, PON, PTOF, PSP, ROL, RAV, RE, RSPP, SASI-S, TIC, UdA, USR, UST…. (ci ha provato Carmelo Nesta – La scuola attraverso gli acronimi- OrizzonteScuola.it, 16/01/2017) è considerato un aborigeno, un analfabeta di ritorno, un arcaico espunto dalla pedagogia post-moderna e dai suoi addentellati professionali. Da quando la scuola – che è luogo di relazioni umane, di socializzazione e di apprendimenti, di conoscenza e trasmissione del sapere - è stata snaturata dalle teorie nuoviste di matrice aziendalista (ben descritta nelle metafore del ‘preside-sceriffo’ e poi ‘capitano leggi tutto

Elezioni tedesche: verso una nuova fase politica?

Stefano Cavazza * - 11.09.2021

Dopo 16 anni di governo Merkel, le prossime elezioni tedesche sembrano nuovi scenari futuri. A partire dall'inizio di agosto tutte le rilevazioni hanno registrato una ripresa in termini percentuali della socialdemocrazia tedesca (SPD) e un calo dell'unione (CDU-CSU). Ad oggi (8/09) la media dei sondaggi recenti vede la SPD al 25,2 % (+ 5% rispetto alle elezioni del 2017 e + 10% rispetto alle europee), con la CDU-CSU al 20,9%, distaccata di quasi 5 punti percentuali (-12% punti sul 2017). Anche i verdi hanno un pronostico positivo con il 16,3% (+7,4 sul 2017), anche se più basso rispetto ai mesi scorsi quando sembravano essere destinati a diventare il secondo partito. La svolta è avvenuta nel mese di agosto quando progressivamente tutti gli istituti hanno registrato la ripresa della SPD e quasi tutti il suo primato con percentuali oscillanti ora (8/09) tra il 2% (GMS) e il 6% (Forsa). Solo l’istituto di Allensbach il 28/08 continuava a vedere in lieve vantaggio l’Unione (+2%) sulla SPD, dopo un vantaggio a fine luglio di 14 punti, ma l’8/09 si è registrato anche qui il sorpasso. Naturalmente queste indicazioni vanno prese con cautela. Anche in Germania l’indebolimento del legame tra elettori e partiti ha aumentato la volatilità degli orientamenti degli intervistati, rendendo i sondaggi più soggetti ad errori e non va dimenticata leggi tutto

Un autunno complicato

Paolo Pombeni - 08.09.2021

Inizia l’ultimo quadrimestre di un anno che non è stato facile. Non sappiamo se quest’ultima fase consentirà un po’ di sollievo. Dipenderà da fattori oggettivi, ma anche dalle varie soggettività che affollano la vita politica. È banale ricordare che anzitutto avrà un ruolo fondamentale l’andamento della pandemia. Se, come molti prevedono, continuerà il trend attuale che la vede abbastanza sotto controllo, sarà meno complicato procedere sulla via delle misure di rafforzamento delle difese a livello sociale, a cominciare dall’estensione del green pass. L’obbligo vaccinale rimane una misura non semplice da adottare, perché le resistenze di una parte dei parlamentari sconsigliano una battaglia nelle Aule, dove ormai il disciplinamento degli umori è scarso.

Sembra se ne sia reso conto anche Salvini, che lascia intendere di accettare una estensione del green pass evitando così un confronto sulla questione di fiducia che altrimenti il governo sarebbe stato costretto a porre. Tanto le materie su cui fare “agitazione” non mancano: adesso, visto il successo relativo dell’attacco alla ministro Lamorgese, punta tutto sulla abolizione del reddito di cittadinanza. È una mossa per gettare zizzania nel campo del centro-sinistra, visto che si tratta della bandierina a cui i Cinque Stelle sono più affezionati e che il PD difende per ragioni di alleanza. leggi tutto

Resurrezione

Francesco Domenico Capizzi * - 08.09.2021

È ora di mettere un punto ai no-vax” dichiara perentorio l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, in una intervista al Messaggero del 31 agosto, e aggiunge: “La Regione sta studiando il modo per contestare ai no-vax le spese per le cure mediche. Lo faremo: queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio le libertà altrui devono assumersi la responsabilità delle proprie scelte e azioni fino in fondoun’idea a cui stiamo lavorando…ci sono modelli a cui faremo riferimento, quelli della Lombardia, dove un tempo veniva spedito a casa del paziente, prima ricoverato e poi dimesso, una sorta di memorandum su quanto fosse costata la sua degenza all’ente regionale”.

Blair, in qualità di primo ministro britannico, la medesima minaccia l’aveva rivolta agli obesi, i quali, necessariamente, devono ricorrere a iter diagnostici e terapeutici ad elevata complessità di vario tipo, molto più dei normopeso. Poi l’ipotesi di una rivalsa economica si inabissò nel mare della politica post-tacheriana, come è da pensare che accadrà oggi con il similare orientamento punitivo rivolto ai no-vax.

Che dire? Sembra rigenerarsi lo spirito dantesco del ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa” (XXIX, Inferno), espressione meglio conosciuta in Italia nella traduzione leggi tutto

Nuovo rapporto Onu sul clima: siamo al codice rosso per l'umanità

Francesco Provinciali * - 04.09.2021

Non si potrebbero trovare parole più appropriate di quelle riportate nel titolo, per descrivere la situazione del pianeta che si muove verso una deriva irreversibile di autodistruzione: sono quelle usate dal Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, per commentare il sesto Rapporto “Cambiamenti climatici 2021” stilato dagli scienziati dell’IPCC sull’emergenza del “climate change” e approvato dai 195 Governi aderenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite. O meglio: forse ancora più terribile e ammonitrice per i decisori politici e l’intera umanità è la sottolineatura del presidente di turno della conferenza ONU sul clima COP26 - il ministro britannico Alok Sharma – per presentare i risultati e le conclusioni del Rapporto: “Il tempo a disposizione per fermare la catastrofe del cambiamento climatico sta pericolosamente avvicinandosi alla fine: non possiamo permetterci di aspettare ancora due, cinque o dieci anni, questo è il momento di agire”.

Ci sono delle evidenze che definire spaventose è più prossimo all’eufemismo che alla realtà: l’innalzamento del livello dei mari è stato valutato “irreversibile ancora per millenni”, non si era mai riscontrato questo livello di tendenza negli ultimi 3000 anni, ed è causa di erosione delle coste e inondazioni. Addirittura le emissioni di CO2 misurate nel 2019 erano le più alte di sempre, considerando almeno i due milioni di anni precedenti, quelle dei leggi tutto

Obblighi e divieti

Francesco Domenico Capizzi * - 04.09.2021

Obblighi e divieti accompagnano la nostra vita quotidiana, dal ritmo dei semafori ai sensi unici, dai divieti di transito e di parcheggio alle strisce pedonali, dalle norme per la sicurezza sul lavoro all’obbligo di utilizzare casco e cinture di sicurezza, dalle limitazioni nella balneazione al divieto di fumare nei luoghi pubblici, per citarne soltanto una manciata delle vaste normative e legislazioni in vigore senza riscontrare particolari contrasti da parte di singoli cittadini e rappresentanze organizzate:  

-        La  Legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’articolo 1 comma 622 stabilisce: “L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d’età “. L'art. 731 del c.p. giudicherà "chiunque, rivestito di autorità o incaricato della vigilanza sopra un minore, omette, senza giustificato motivo, di impartirgli l'istruzione elementare".  

-        L'uso del casco fu reso obbligatorio a partire dal decreto legislativo dell'11 gennaio 1986 per tutti i conducenti e i passeggeri di ciclomotori e motocicli, sia maggiorenni che minorenni. Il suo utilizzo ha avuto l’effetto di risparmiare danni gravi cerebrali nel 65% degli incidenti a livello nazionale con punte massime del 75% nelle Regioni del nord e minimi del 55% nelle meridionali leggi tutto

La leadership dell’inquietudine

Paolo Pombeni - 01.09.2021

La politica italiana ha marciato nelle ultime settimane in tono minore, perché il dramma dell’Afghanistan ha assorbito l’attenzione principale dell’opinione pubblica. Non si è fermato nulla, e presto si rimetterà tutto in moto, perché ormai manca più o meno un mese al grande appuntamento con le urne di ottobre e la fibrillazione nei partiti è molto alta. Vanno al voto 1162 comuni, due collegi parlamentari per le suppletive e la Calabria per le regionali. Difficile non considerarle un test, anche se prudentemente alcuni leader dichiarano che sarà bene non trarre troppe considerazioni generali. Conte per esempio ha già detto che è troppo presto per misurare l’impatto della sua nuova leadership sul consenso ai Cinque Stelle.

In termini generali quel che sembra di vedere è però una corsa scomposta a guadagnare quella che definiremmo la leadership dell’inquietudine. Spesso la politica ha reazioni in ritardo rispetto a quel che succede e forse anche oggi è così. Da un certo punto di vista infatti dovremmo considerarci in una situazione che apre alla speranza: non ci sono i temuti segni di un crollo dell’economia, anzi, eccezioni limitate a parte, stiamo andando molto meglio del previsto; in più sono arrivati i primi soldi per il PNRR e dunque ci potrebbe essere un ulteriore progresso. leggi tutto

La riforma Cartabia e gli squilibri del sistema politico

Maurizio Griffo * - 01.09.2021

Quando si lamentano i malcerti assetti del sistema politico italiano, che in parecchi decenni non è riuscito a trovare un equilibrio duraturo, occorre sempre tener presente un fattore di instabilità che, molto spesso, non viene considerato con la dovuta attenzione. In maniera più pronunciata di quanto avviene in altre democrazie, infatti, la vita politica del nostro paese, da alcuni decenni, è attraversata da un clivage che si somma e si interseca ai correnti clivages politici, siano essi quelli tradizionali (destra/sinistra), o quelli emersi in tempi più recenti (europeismo/sovranismo). In sostanza, accanto alla normale lotta politica esiste una contrapposizione tra il potere politico e l’ordine giudiziario che condiziona in modo negativo la nostra vita politica. L’origine di questo problema risale alla fine della cosiddetta prima repubblica. Come è noto, le inchieste di quella fase, definite riassuntivamente come “tangentopoli”, hanno determinato uno squilibrio tra i poteri dello stato che non si è mai potuto sanare. A far sì che quello squilibrio non fosse solo il portato di una stagione straordinaria è risultata decisiva la sciagurata modifica costituzionale, votata da un parlamento impaurito nell’autunno del 1993. Una modifica che riduceva drasticamente l’immunità parlamentare. A partire da allora l’intera classe politica si è trovata alla mercé dei settori ideologizzati della magistratura. leggi tutto