Ultimo Aggiornamento:
25 novembre 2020
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Argomenti

Puntiamo sulla scuola

Francesco Provinciali * - 21.11.2020

Di tutte le preoccupazioni che hanno accompagnano la diffusione pandemica una della più avvertite, oltre il dato strettamente legato alla salute e ai contagi, è stata quella legata al funzionamento delle scuole: spazi, arredi, banchi, profilassi, sanificazione delle aule, organici dei docenti, orari di apertura, contenuti didattici, anche attraverso un ‘patto di solidarietà’ con le famiglie come auspicato dal Ministero.

Dopo la riapertura di settembre, preceduta da un periodo di incertezze e di ritardi, in via sperimentale è stata avviata la didattica a distanza, che tuttavia – nonostante la buona volontà di dirigenti scolastici e docenti- ha palesato difficoltà procedurali, basti pensare che il 30% delle famiglie del Sud Italia non possiede un pc o un tablet. Proprio in questi giorni il Governo ha deliberato la concessione di un bonus ad hoc. La ripresa virulenta della pandemia e il lockdown a zone sta condizionando l’incerta e aspirazione di normalità e necessita di dotarsi di una specie di paracadute per un atterraggio morbido, sul piano organizzativo e funzionale e su quello psicologico e relazionale, a scuola e a casa.

Gli istituti scolastici hanno superato l’impatto della riapertura ma la fase quasi drammatica attuale rende complicata sia la gestione della didattica in presenza che la leggi tutto

Il travagliato ma utile ritorno dell’educazione civica nelle scuole

Francesco Provinciali * - 24.10.2020

Il precedente Ministro del MIUR (ora Ministero dell’istruzione) Marco Bussetti l’aveva annunciato con enfasi,  come una svolta epocale: “Oggi è una giornata storica! Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Il compito della scuola è di educare alla cittadinanza attiva, al rispetto delle regole, all’accoglienza e all’inclusione, valori alla base di ogni democrazia”.

Correva lontana l’estate del 2019 e l’educazione civica sarebbe dovuta rientrare con pieno titolo tra le materie scolastiche nelle scuole di ogni ordine e grado con l’inizio dell’anno scolastico 2019/20, con 33 ore all’anno di insegnamento ad hoc. Poi era successo il pasticcio della tardiva pubblicazione della legge istitutiva sulla G.U. del 20 anziché del 16 agosto, a cui aveva tentato di rimediare lo stesso Ministro con un decreto ministeriale in data 27 agosto che introduceva la materia come “sperimentazione nazionale obbligatoria”, a sua volta definitivamente cassato dal Consiglio nazionale della P.I. che aveva ritenuto inopportuno un così tardivo provvedimento a tre giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Tutto rimandato ope legis al 2020/21, dunque: infatti con  lo scorso mese di settembre l’educazione civica è tornata ad essere materia curricolare, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. leggi tutto

Strategia a posteriori e mobilità sanitaria attiva e passiva

Francesco Domenico Capizzi * - 14.10.2020

Già nel 2017 il CENSIS affermava che “la Medicina moderna sta diventando troppo cara per essere vitale: la spesa sanitaria italiana cresce più rapidamente del PIL al punto che la forbice tra finan­ziamento statale e spesa prevedibile rischia di aprire una voragine nei conti pubblici”. Alla constatazione si potrebbe aggiungervi il motivo: il Servizio Sanitario Nazionale deve e non può non ricorrere a sistemi tecnologici complessi e molto onerosi di diagnosi e cura. Una problematica decisiva di politica socio-sanitaria che avrebbe dovuto già essere affrontata, per sé stessa da tempo cogente e di non facile soluzione, puntando decisamente sulla evitabilità e la prevenzione delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche, in cresci­ta costante fino a rappresentare grande parte delle patologie affrontate quotidianamente dall’organizzazione sanitaria le cui risorse e forze sono destinate, in Italia come in altri Paesi industria­lizzati, essenzialmente alla loro diagnosi e cura e con risultati non entusiasmanti.

I capitoli che pesano sul piano organizzativo ed economico, permanendo l’attuale gestione sanitaria, sono molteplici:

-      Politica e Istituzioni sanitarie continuano ad essere concepite come amministrazioni contabili e gestionali di strutture edilizie e tecnologiche la cui unica, se non esclusiva, progettualità si conforma, in definitiva, come mantenimento e sviluppo dell’esistente; leggi tutto

Scuola, dal lockdown al countdown

Francesco Provinciali * - 26.08.2020

Oltre gli spazi e i tempi come coordinate di fondo dello scenario della ripresa delle lezioni che proiettati su un diagramma cartesiano rendono l’idea di una sorta di quadratura del cerchio senza soluzioni certe,  i banchi attesi e si spera in arrivo, gli organici aggiuntivi da assegnare, le linee guida organizzative e sanitarie, il distanziamento, le mascherine, l’alternativa della didattica a distanza ridotta al rango di ipotesi mal digerita, il trasporto degli alunni da e per la scuola, il loro accompagnamento da parte di un solo genitore, il divieto di ingresso dei familiari nei locali scolastici, la misurazione preventiva della temperatura corporea effettuata al mattino a casa, la mensa, l’uso degli spazi esterni, il ricorso a locali messi a disposizione o richiesti ad enti vari, nuove e grigie nubi si addensano sull’inizio dell’anno scolastico.

Metro in una mano e manuale delle linee guida nell’altra i dirigenti scolastici hanno preso tutte le misure possibili ai locali scolastici, vagliato tutte le soluzioni esperibili, sondato – consultandosi tra loro e gerarchicamente o con le autorità locali – ogni ipotesi percorribile: comunque andranno le cose ricorderanno per un po’ di anni questa estate infuocata nella quale si sono accumulate e sovrapposte congetture e preoccupazioni di ogni tipo. leggi tutto

Conoscenza, coraggio e umiltà’: la ricetta dimenticata di Mario Draghi

Francesco Provinciali * - 18.07.2020

Rileggendo il discorso tenuto da Mario Draghi in occasione del conferimento della laurea honoris causa presso l’Università Cattolica di Milano, prima di lasciare la Presidenza della BCE, si ha come l’impressione di avere tra le mani una ricetta preziosa per fronteggiare le malattie che affliggono l’Europa e l’Italia in questa fase densa di problematiche da risolvere, per imprimere una svolta risoluta in vista di un superamento delle indecisioni che stanno paralizzando gli Stati membri dell’Unione. Non siamo ancora del tutto usciti dalle conseguenze devastanti della pandemia sul piano sanitario, economico, finanziario, delle relazioni e degli scambi di beni e persone e ciò non è dovuto solo a macro-problemi oggettivi ma anche alle diatribe e alle incertezze da un lato, ai veti e alle rivendicate primazie dall’altro che rendono estremamente parcellizzato e fragile il contesto che regola il passaggio dalle discussioni alle azioni.

Gettando uno sguardo d’insieme sul vecchio continente si coglie l’immagine di uno scacchiere dove le pedine sono paralizzate dal timore delle mosse dei giocatori: si avverte l’assenza di un play maker in grado di agire sulla base di una conoscenza esperta, di una silente ma efficace presenza al di fuori e al di sopra dei “particulari” impedienti, leggi tutto

Il nuovo anno scolastico? “Ci stiamo lavorando”.

Francesco Provinciali * - 27.06.2020

“La ministra ha incontrato i sindacati e gli enti locali. Stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre”. Credo che dopo le parole “coronavirus” e “Covid-19” , quelle pronunciate dal Presidente Conte dal 31 gennaio (giorno del decreto emergenza sanitaria) ad oggi, siano state le più ascoltate: stiamo lavorando, stiamo provvedendo, ci stiamo organizzando e via dicendo.

Se il Governo fosse forte e coeso, credibile, sarebbero espressioni rassicuranti: essendo l’Italia all’ultimo posto dei Paesi OCSE in tema di fondi stanziati per l’istruzione, qualche dubbio sorge spontaneo.

In questi mesi di lockdown, dalla chiusura delle scuole a fine febbraio il tema del sistema formativo è stato vistosamente accantonato, quasi espunto dall’agenda politica. E’ stata elaborata una modulistica plurima e minuziosamente dettagliata per regolamentare le uscite da casa, gli spostamenti, i distanziamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici ma per le scuole – una volta sospese le lezioni in presenza e attivata, su iniziativa di ogni singolo istituto la DaD, nulla è stato previsto fino ad arrivare a ridosso degli esami di licenza media e di maturità. Eppure Istituto superiore di sanità, Protezione civile, virologi, Ministero della salute nel frattempo seguivano picchi e discese del contagio sociale: leggi tutto

Ciò che serve alla scuola, tra ripartenza e rinascita

Francesco Provinciali * - 10.06.2020

E’ praticamente dal ’68 che il sistema scolastico italiano non conosce tregua tra crisi vere e crisi inventate.

I decreti delegati del 1974 da un lato avevano avuto il pregio di definire ruoli e funzioni del personale in un contesto istituzionale che consacrava le spinte dell’evoluzione sociale, dall’altro avevano sofferto le difficoltà del transito da una struttura ordinamentale verticistica e gerarchizzata ad un modello che integrava nuovi soggetti e si apriva ad  una gestione collegiale: ne sono derivati alcuni vantaggi e molte difficoltà che vigono tuttora, ereditate.

Paradossalmente la deriva di democratizzazione dei processi decisionali ha assecondato una tendenza in atto nella società italiana e nei suoi apparati: la bulimia legislativa, con una esponenzialmente crescente proliferazione di nuove disposizioni,  in un contesto generalizzato di burocrazia paralizzante che ha prodotto una sorta di narrazione autoreferenziale fuorviante e inconcludente.

Ci si aspettava che accadesse il contrario: le logiche di buon governo e di programmazione dovrebbero favorire la semplificazione delle procedure e la focalizzazione degli obiettivi e dei fini che ciascuna istituzione deve perseguire.

Da quando nella scuola è entrato di tutto i corollari hanno a poco a poco sostituito  i compiti essenziali del sistema formativo, con una sovrapposizione di ruoli, iniziative e funzioni che leggi tutto

Riapertura delle scuola a settembre: più incognite che certezze

Francesco Provinciali * - 03.06.2020

Una delle conseguenze più evidenti della diffusione pandemica del COVID-19 – oltre il dato strettamente epidemiologico e sanitario che ne costituisce certamente l’aspetto più grave ed eclatante – è stata la brusca interruzione delle attività didattiche, la sospensione delle lezioni e la chiusura delle scuole in corso di anno scolastico: ciò ha riguardato all’atto pratico i sistemi formativi di tutti i Paesi del mondo, pur con differenti approcci e livelli decisionali. Analogamente il problema si riproporrà al momento della riapertura del nuovo anno scolastico e ciò a motivo del fatto che le misure di contenimento della pandemia possono subire variazioni e prevedere accorgimenti diversi in una situazione ove permangono vaste aree di contagio, non essendo stato debellato il virus ed essendo verosimilmente ancora lontano il momento in cui si potrà disporre di un antidoto vaccinale.

Le misure del distanziamento, dell’igiene delle mani e l’obbligo delle mascherine resteranno ancora per un tempo ragionevolmente lungo e  imprevedibile i primi, imprescindibili accorgimenti per monitorare il contagio, prevenirlo ed evitarne una possibile ripresa in concomitanza con l’allentamento di altre misure restrittive come previsto dalla cd. “fase 2”e in considerazione delle leggi tutto

Il furore di vivere degli italiani in una società ansiosa

Francesco Provinciali * - 14.12.2019

Lungamente atteso – specie da coloro che il Presidente De Rita definisce “amici della cultura CENSIS” ma anche dalla politica e dalle istituzioni – è stato pubblicato il 53° Rapporto sulla società italiana, ispirato a quel cimento del continuismo analitico, descrittivo e propositivo a cui l’Istituto si è sempre attenuto dal dopoguerra ad oggi, pur in una esponenzialmente accentuata deriva di frammentazioni e discontinuità.

Il Rapporto affronta subito il tema dominante: descrivere il presente per cogliere le evidenze sociali, economiche, politiche, emotive, individuali e collettive immaginando i contorni di un futuro possibile ma ancora vuoto di contenuti rassicuranti, e definisce entrambi “incerti”: “così è per gli italiani il presente e così è il futuro percepito. Pensando al domani, il 69% dei cittadini dichiara di provare incertezza, il 17,2% pessimismo e il 13,8% ottimismo, con i pesi relativi di questi ultimi due stati d’animo quasi equivalenti, che finiscono per neutralizzarsi”.

“Oggi il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale è bloccata; il 63,3% degli operai crede che in futuro resterà fermo nell’attuale condizione socio-economica, perché è difficile salire nella scala sociale; il 63,9% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso. Inoltre, il 38,2% degli italiani è convinto che nel futuro i figli o i nipoti staranno peggio di loro, leggi tutto

L'Italia del 12 dicembre

Luca Tentoni - 11.12.2019

Il secondo dopoguerra, l'epoca della ricostruzione e del miracolo economico, della Repubblica e del ritorno alla democrazia, nasce con la Liberazione e forse comincia a morire, il 12 dicembre 1969, con le bombe di Milano e Roma. L'Italia che si avvia alla fine di un decennio insieme straordinario e tormentato, che ha visto gli equilibri politici permettere la nascita del centrosinistra (e poi vederlo sfiorire, già dopo i giorni del "rumore di sciabole") e che sta per produrre i frutti di una straordinaria stagione riformatrice (le leggi su referendum, divorzio, statuto dei lavoratori, attuazione regionale che arriveranno nel 1970) è, in quei giorni che si avvicinano all'ultimo Natale degli anni Sessanta, incerta e inquieta. Come ricorda Paolo Morando nel suo "Prima di piazza Fontana" (Laterza, 2019), il 25 aprile era esplosa una bomba nello stand della Fiat alla Fiera campionaria di Milano. In quell'anno si erano verificate decine di attentati non cruenti, in uno stillicidio che non lasciava presagire nulla di positivo, ma che nell'opinione pubblica non sembrava neppure preludere alla strage del 12 dicembre. Eppure, appena sei giorni prima, il giornale inglese "The Guardian" aveva ipotizzato il realizzarsi di una "soluzione greca" in Italia (ad Atene si era insediato, con un colpo di Stato, leggi tutto