Ultimo Aggiornamento:
16 giugno 2021
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Argomenti

Le linee pedagogiche ministeriali per il sistema integrato

Francesco Provinciali * - 15.05.2021

Il Documento licenziato dalla Commissione insediata presso il Ministero dell’Istruzione – ai sensi dell’art.10 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 – per l’elaborazione di una bozza di indicazioni pedagogiche riguardanti il cd. “sistema integrato di istruzione zerosei “, ha radici lontane.

Occorre andare a ritroso di almeno trent’anni e più e risalire a quel gruppo di ispettori scolastici che iniziò ad occuparsene, su incarico dell’allora Capo servizio per la scuola materna del Ministero, dott.ssa Giuseppina Rubagotti, che all’epoca dirigeva anche la segreteria del Ministro Sergio Mattarella.

Un cenacolo di uomini e donne di scuola che avevano superato il vaglio di una prova concorsuale selettiva, che prevedeva il superamento di tre prove scritte e di un lungo colloquio orale con la media minima di 8/10. A differenza di quanto sarebbe accaduto anni dopo quando gli ispettori – di norma esperti di scuola militante avendo passato per gradi il ruolo di docente e di dirigente scolastico – cominciarono ad essere nominati ‘per chiamata’ dalla politica, in nome di un “merito” nuovo che non è mai stato chiarito. Non è una premessa polemica ma necessaria perché quella generazione di ispettori, al pari di altri dirigenti della P.A., si era formata studiando e lavorando ‘in situazione’. D’altra parte siamo un Paese dove gli leggi tutto

Ripristinare il servizio di medicina scolastica

Francesco Provinciali * - 24.04.2021

Quando la scuola italiana insegnava a “leggere, scrivere e far di conto” il servizio di medicina scolastica era una presenza a latere, organica e complementare, rispetto ai compiti propri del sistema formativo.

Istituita con DPR 264 dell’11 febbraio 1961 la cosiddetta “medicina scolastica” esplicitava le sue funzioni già nei primi due articoli del successivo regolamento attuativo nel DPR 22 dicembre 1967 n° 1518, di cui si riporta un estratto: “art.1)  A tutti i servizi di vigilanza igienica e di assistenza sanitaria scolastica, nell’ambito della provincia, sovraintende il medico provinciale, che li coordina d’intesa con il provveditore agli studi con il quale è prescritto almeno un incontro annuale nel mese di settembre. Ai sensi dell’art. 15 del DPR 11/02/1961 n° 264, nell’ambito del territorio comunale o consorziale il servizio di medicina scolastica in tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, dipende dall’ufficiale sanitario che ne promuove e coordina l’organizzazione e il funzionamento, previa intesa con i dirigenti degli istituti scolastici. Art.2) Il servizio di medicina scolastica comprende la profilassi, la medicina preventiva, la vigilanza igienica, il controllo dello stato di salute di ogni scolaro e si avvale della collaborazione della scuola nell’educazione igienico-sanitaria. Le prestazioni sanitarie di medicina e d’urgenza, nell’ambito dei servizi della medicina scolastica leggi tutto

Mysterium iniquitatis

Francesco Domenico Capizzi * - 10.04.2021

Don Abbondio, rinunciatario, codardo e imbelle, ritiene che la peste eserciti il ruolo di “scopa della Provvidenza” che “ spazza via certi soggetti, che, figliuoli miei, non ce ne liberavamo più…”; padre Cristoforo, incarnazione dell’ortodossia cattolica, configura nell’epidemia il castigo e la misericordia divina in quanto “la condotta più cauta e innocente non basta a tener lontani i guai e quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce e li rende utili per una vita migliore”: una conclusione – chiosa Manzoni – “ benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta da metterla come significato di tutta la storia”, così rappresentando una struttura sociale fondata sul moralismo pietistico.

La Storia e la vita di ogni giorno, nei fatti, smentiscono questa concezione: le azioni umane non coincidono con le gesta di una massa di dannati! La vita di ciascuno e la convivenza civile sono e sono state costruite giorno dopo giorno con l’intelligenza, il coraggio e il lavoro e l’impegno di tutti, donne e uomini, credenti e non credenti, acquisendo ed esercitando il libero arbitrio e l’autodeterminazione, correggendo errori, conquistando diritti e riconoscendo doveri incentrati sul bene comunein nome del quale, soppiantati pietismo mysterium iniquitatis, è divenuto leggi tutto

Scuola: la riapertura graduale di aprile

Francesco Provinciali * - 07.04.2021

Nonostante il perdurare della pandemia – ad oltre un anno dal suo esordio – e anticipando il completamento del piano vaccinale il Presidente Draghi scommette sulla riapertura delle scuole dopo le vacanze pasquali: asili nido, scuole dell’infanzia, primarie fino al 1° anno della scuola secondaria di primo grado, sono gli ordini interessati (D.L. 44 dell’1°aprile 2021). Si tratta di una scelta già compiuta in alcuni Paesi, mentre in altri si tiene chiuso tutto o viceversa si riaprono anche le attività commerciali: una situazione a macchia di leopardo che deriva da valutazioni politiche diverse rispetto ad orientamenti scientifici anch’essi fluttuanti.

Lo scompaginamento della vita quotidiana è la conseguenza più evidente a livello planetario ma anche le differenze degli esiti derivanti dai provvedimenti adottati sono rimarchevoli, fermo restando un inciso non da poco: che ne è e che ne sarà delle zone del mondo che solitamente ignoriamo nella nostra considerazione comparativa tra gli Stati, anche in ordine alle vaccinazioni. Ci sono aree a rischio, dove i servizi sanitari se esistenti, non garantiscono una profilassi per l’intera popolazione: se fino ad oggi l’incognita prevalente è stata e permane la mutazione genetica del virus, un domani saranno forse determinanti gli spostamenti, le migrazioni, le condizioni di povertà e sottosviluppo. Blindare e leggi tutto

Giustizia civile

Stefano Zan * - 10.02.2021

Molti studi sostengono che una giustizia civile funzionante favorirebbe una crescita del pil di circa 1,5 punti nonché un sensibile aumento degli investimenti stranieri in Italia. Come noto si  tratta di questione antichissima che  ad oggi non ha trovato soluzioni soddisfacenti nonostante i numerosi interventi che sono stati fatti negli anni passati.

Le cause strutturali della lentezza della giustizia civile sono sostanzialmente due:

a)      un eccesso di conflitti, che non ha eguali in Europa, anche banali, viene portato in tribunale per essere risolto con una sentenza anche quando poterebbero essere sufficienti forme più semplici e rapide di risoluzione della conflittualità

b)      L’organizzazione del lavoro dei  giudici e dei tribunali fatica a gestire in modo efficiente un gran numero di cause anche con l’utilizzo di tecnologie telematiche che sono state introdotte negli ultimi 20 anni.

A questo vanno però aggiunte due evidenze empiriche:

a)      I numerosi cambiamenti del quadro normativo, leggi riforme del codice di procedura, non hanno mai risolto alcun problema in termini di tempi complessivi della giustizia.

b)      Il processo civile telematico, che pure ha semplificato una serie di procedure soprattutto per quanto riguarda l’uso del cartaceo, non è stato in alcun modo risolutivo

c)      A normativa vigente ci sono in giro leggi tutto

Giustizia e recovery plan

Stefano Zan * - 03.02.2021

Quella della giustizia è una delle riforme strutturali che ci vieni richiesta dall’Europa per dar corso ai finanziamenti previsti dai fondi del New Generation EU. Il rischio è che si proceda come si è sempre fatto fino ad oggi investendo poche risorse economiche per un aumento degli organici e con l’ennesima modifica del codice di procedura civile. A queste condizioni è facile prevedere che non cambierà nulla perché nulla è cambiato fino ad oggi.

Ci vuole un vero e proprio piano di medio-lungo termine che parta da pochi assunti fondamentali ed individui pochi percorsi base.

Da molti anni è convinzione comune e diffusa che il problema principale sia  un problema organizzativo e non di norme, procedure, tecnologie. Ma perché ci vuole un piano nazionale, poliennale e supportato da competenze manageriali esterne?

Per una ragione molto semplice. Esistono in giro per l’Italia numerosi casi di eccellenza intesi come prassi di gestione del processo che danno risultati di assoluto livello sia in termini qualitativi che quantitativi. Su singoli riti (lavoro, famiglia, fallimenti, ecc.) modi diversi di gestire la procedura, i testimoni, i consulenti tecnici, ecc. danno risultati sorprendentemente migliori di quanto non avvenga con le prassi più diffuse di tutti i tribunali e questo, si noti, a parità leggi tutto

Un silenzio assordante

Stefano Zan * - 27.01.2021

Anche un osservatore attento si trova in difficoltà a parlare di Recovery Plan perché le informazioni disponibili sulla stampa e sui media in generale sono poche, confuse e inadeguate al formarsi di un’idea precisa. Si parla del piano più per il suo impatto sulla cronaca politica quotidiana che per la sua valenza intrinseca. Molti lo paragonano al Piano Marshall per l’impatto che dovrebbe avere sull’economia del Paese nei prossimi anni ma nel merito è impossibile andare al di là di qualche vaga impressione.

In particolare due aspetti meritano alcune considerazioni critiche al di là dei tecnicismi naturalmente insiti in un progetto di questa natura.

La prima è l’assenza di una visione strategica, di sistema, di lungo periodo. Una visione spazio -temporale che vada al di là della semplice sommatoria di una serie di progetti specifici, alcuni vecchi altri nuovi, che poco si allontanano da un puro e semplice elenco della spesa. La visione dovrebbe non solo creare un interesse generale di prospettiva di medio lungo termine, ma dovrebbe coinvolgere nel dibattito e più ancora nella realizzazione del piano una serie di interlocutori che vanno ben al di là dell’impegno di alcuni ministri e ministeri.

Si dirà che ci sono stati gli Stati leggi tutto

Puntiamo sulla scuola

Francesco Provinciali * - 21.11.2020

Di tutte le preoccupazioni che hanno accompagnano la diffusione pandemica una della più avvertite, oltre il dato strettamente legato alla salute e ai contagi, è stata quella legata al funzionamento delle scuole: spazi, arredi, banchi, profilassi, sanificazione delle aule, organici dei docenti, orari di apertura, contenuti didattici, anche attraverso un ‘patto di solidarietà’ con le famiglie come auspicato dal Ministero.

Dopo la riapertura di settembre, preceduta da un periodo di incertezze e di ritardi, in via sperimentale è stata avviata la didattica a distanza, che tuttavia – nonostante la buona volontà di dirigenti scolastici e docenti- ha palesato difficoltà procedurali, basti pensare che il 30% delle famiglie del Sud Italia non possiede un pc o un tablet. Proprio in questi giorni il Governo ha deliberato la concessione di un bonus ad hoc. La ripresa virulenta della pandemia e il lockdown a zone sta condizionando l’incerta e aspirazione di normalità e necessita di dotarsi di una specie di paracadute per un atterraggio morbido, sul piano organizzativo e funzionale e su quello psicologico e relazionale, a scuola e a casa.

Gli istituti scolastici hanno superato l’impatto della riapertura ma la fase quasi drammatica attuale rende complicata sia la gestione della didattica in presenza che la leggi tutto

Il travagliato ma utile ritorno dell’educazione civica nelle scuole

Francesco Provinciali * - 24.10.2020

Il precedente Ministro del MIUR (ora Ministero dell’istruzione) Marco Bussetti l’aveva annunciato con enfasi,  come una svolta epocale: “Oggi è una giornata storica! Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Il compito della scuola è di educare alla cittadinanza attiva, al rispetto delle regole, all’accoglienza e all’inclusione, valori alla base di ogni democrazia”.

Correva lontana l’estate del 2019 e l’educazione civica sarebbe dovuta rientrare con pieno titolo tra le materie scolastiche nelle scuole di ogni ordine e grado con l’inizio dell’anno scolastico 2019/20, con 33 ore all’anno di insegnamento ad hoc. Poi era successo il pasticcio della tardiva pubblicazione della legge istitutiva sulla G.U. del 20 anziché del 16 agosto, a cui aveva tentato di rimediare lo stesso Ministro con un decreto ministeriale in data 27 agosto che introduceva la materia come “sperimentazione nazionale obbligatoria”, a sua volta definitivamente cassato dal Consiglio nazionale della P.I. che aveva ritenuto inopportuno un così tardivo provvedimento a tre giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Tutto rimandato ope legis al 2020/21, dunque: infatti con  lo scorso mese di settembre l’educazione civica è tornata ad essere materia curricolare, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. leggi tutto

Strategia a posteriori e mobilità sanitaria attiva e passiva

Francesco Domenico Capizzi * - 14.10.2020

Già nel 2017 il CENSIS affermava che “la Medicina moderna sta diventando troppo cara per essere vitale: la spesa sanitaria italiana cresce più rapidamente del PIL al punto che la forbice tra finan­ziamento statale e spesa prevedibile rischia di aprire una voragine nei conti pubblici”. Alla constatazione si potrebbe aggiungervi il motivo: il Servizio Sanitario Nazionale deve e non può non ricorrere a sistemi tecnologici complessi e molto onerosi di diagnosi e cura. Una problematica decisiva di politica socio-sanitaria che avrebbe dovuto già essere affrontata, per sé stessa da tempo cogente e di non facile soluzione, puntando decisamente sulla evitabilità e la prevenzione delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche, in cresci­ta costante fino a rappresentare grande parte delle patologie affrontate quotidianamente dall’organizzazione sanitaria le cui risorse e forze sono destinate, in Italia come in altri Paesi industria­lizzati, essenzialmente alla loro diagnosi e cura e con risultati non entusiasmanti.

I capitoli che pesano sul piano organizzativo ed economico, permanendo l’attuale gestione sanitaria, sono molteplici:

-      Politica e Istituzioni sanitarie continuano ad essere concepite come amministrazioni contabili e gestionali di strutture edilizie e tecnologiche la cui unica, se non esclusiva, progettualità si conforma, in definitiva, come mantenimento e sviluppo dell’esistente; leggi tutto