Ultimo Aggiornamento:
07 dicembre 2019
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Argomenti

Tre novità in arrivo

Francesco Provinciali * - 30.11.2019

Sono imminenti tre novità che riguarderanno la vita quotidiana degli italiani: due sono collegate alla finanziaria, la terza è un indotto derivante dalla tecnologia galoppante.

Dato che da qualche decennio a questa parte i cambiamenti si sono intensificati a volte con intendimenti e risultati migliorativi, altre recando ulteriori complicazioni di tipo burocratico anche se pensate in una direzione diametralmente opposta, sarà bene seguirne gli sviluppi normativi e le applicazioni pratiche.

Se c’è un peccato originale che in Italia scontiamo più che altrove esso si identifica nella proliferazione normativa, una sorta di bulimia di leggi, regolamenti e disposizioni che non sempre semplificano, anzi spesso confondono e creano contraddizioni e contenziosi.

Per un Paese che ha più del doppio delle leggi della Francia, quattro volte quelle della Germania e otto volte quelle della Finlandia la fagocitosi legislativa crea scompensi oggettivi ma anche distonie emotive, ansie e preoccupazioni.

C’è una specularità nell’essere patria del diritto: quella di diventare spesso patria del rovescio.

Il primo ambito tematico prevalente per ampiezza di discussioni e intensità di proposte riguarda le misure tendenti ad una limitazione dell’uso del contante, nel contesto di una più ampia strategia volta a prevenire e combattere l’evasione fiscale.

Ci sono dei precedenti: decreto leggi tutto

Ilva: strade in salita

Gianpaolo Rossini - 09.11.2019

La produzione di acciaio italiana concentrata per una buona fetta a Taranto è sotto assedio. L’Ilva è in profonda crisi. L’impresa in precedenza di proprietà della famiglia Riva, oggi parte della multinazionale Arcelor Mittal, è un’eredità della defunta IRI, istituto per la ricostruzione industriale nato negli anni 30 del secolo scorso per soccorrere e rilevare imprese e banche colpite dalla grande crisi. Del patrimonio IRI non è rimasto nulla. Tutte le partecipazioni sono state vendute ad operatori privati industriali e finanziari. Italsider-IRI con diversi impianti in Italia tra cui Taranto viene privatizzata nel peggiore dei modi subendo uno spezzatino e perdendo le sinergie di impianti fratelli a Cornigliano, Piombino e Bagnoli. Quest’ultimo chiuso per ragioni ambientali, i primi due ceduti a privati mentre il polo di Taranto va alla Riva acciai che possiede altri impianti tra cui alcuni rilevati nella ex Germania Est. La privatizzazione dell’Italsider è una tappa di una Caporetto industriale del Bel Paese ahimè ancora in corso. La crisi del polo di Taranto, ora nelle mani della multinazionale franco indiana Arcelor Mittal, nasce così. La pubblica Italsider opera a lungo in un regime di mercato semi-chiuso alla concorrenza internazionale fino agli anni 80 del secolo scorso in una Europa dove il mercato dell’acciaio è organizzato leggi tutto

Se Singapore si compra il porto di Genova

Francesco Provinciali * - 02.11.2019

Come riportato recentemente dal Corriere della Sera il Governo di Singapore fa le cose sul serio in quanto a politica espansiva nella gestione dei sistemi portuali italiani. Nella fattispecie - e sottolinea il Corriere senza che il Governo italiano, in primis Palazzo Chigi,  abbia sollevato una questione di “golden share” (cioè di controllo degli investimenti stranieri su asset strategici per il nostro Paese) -  la fusione di PSA Genova Pra’ (con sede e direzione generale a Singapore) e SECH con sede a Genova ha creato in quel di Genova un colosso in grado di contendere il mercato del trasporto via mare e delle strategie portuali a MSC e alla cinese COSCO. Mentre PSA è già un colosso mondiale al suo confronto SECH è realtà piccola e locale: l’operazione consiste quindi nell’inglobare SECH in PSA.

Tradotto in soldoni ciò significa che il gigante PSA avrà la quota azionaria di maggioranza per la governance dei due terminal containers del Porto di Genova, il SECH (terminal contenitori di Genova spa che gestisce la Calata Sanità) e il PSA di Pra’, ormai diventato il più importante terminal import-export italiano.

Si aggiunga l’alleanza cinese con la Maersk (il primo gruppo armatoriale per il trasporto dei container al mondo) nel leggi tutto

Contante ed evasione: inutile battaglia

Gianpaolo Rossini - 26.10.2019

Ma veramente limitando i pagamenti con banconote si toglierebbe ossigeno a evasione e criminalità? Secondo il presidente dell’ABI Patuelli senza armonizzazione europea norme nazionali disomogenee per l’uso del contante sono inefficaci. Il mercato unico europeo mi consente di acquistare un’auto per contanti in Germania o Polonia e portarmela in Italia. Se non basta l’euro è valuta veicolo internazionale largamente utilizzata al di là dei confini di eurolandia così come il dollaro americano. Secondo stime BCE, su 1300 miliardi in banconote emesse circa 500 sono in paesi non euro come il Montenegro dove l’euro è la moneta legale o la Bosnia che ha un currency board inchiodato sull’euro. In altre zone dell’Est Europa, Russia inclusa, in Africa per non parlare di Svizzera e Inghilterra l’euro è accettato diffusamente. Per il dollaro il fenomeno è ancora più vasto globalmente visto che due terzi dei verdoni in circolazione (1700 miliardi) ballano fuori confine (circa 1100 miliardi). L’euro non è la lira e ridurre la circolazione del contante in Italia per combattere la criminalità è come cercare di raffreddare gli oceani riscaldati dal cambiamento climatico gettando cubetti di ghiaccio in mare. Una misura che la BCE potrebbe adottare, mai presa però dalla Fed americana, sarebbe cambiare forma delle banconote ogni 10-20 anni mandando fuori corso leggi tutto

Il coraggio della competenza: la lezione di Mario Draghi

Francesco Provinciali * - 19.10.2019

In occasione del conferimento della Laurea honoris causa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Presidente della BCE Mario Draghi ha pronunciato un discorso che non può essere certo definito ‘di circostanza’: per chi lo ha ascoltato o letto attentamente si tratta di un compendio di cultura e non solo economica, una sorta di bilancio personale e professionale dell’esperienza prestigiosa che lo ho reso protagonista indiscusso della politica monetaria della Banca Centrale europea.

E il conferimento della laurea ad honorem è un suggello di alto profilo alla statura internazionale del personaggio che in tale circostanza non ha smentito la fama che lo vuole uomo dotato di una straordinaria capacità di inquadrare il contesto, di indicare le metodologie proprie del policy maker al più alto livello decisorio, usando un linguaggio chiaro, asciutto, documentato, sintetico e uno stile sobrio e discreto.

Presentando una sorta di bilancio istituzionale del mandato, il Presidente Draghi non ha mancato di farlo dando un taglio interpretativo personale, alla luce dell’esperienza vissuta che può a ragione essere considerato come una sorta di pista aperta per chi sarà chiamato ad assolvere responsabilità pubbliche ad ogni livello in cui un decisore politico leggi tutto

Rinviato al 2020 il ritorno dell'educazione civica: il CNPI boccia il decreto Bussetti

Francesco Provinciali * - 25.09.2019

A parole praticamente avevano esultato tutti, forse eccetto chi a scuola ci lavora veramente ed ha un minimo di esperienza didattica e di insegnamento: ritornerà l’educazione civica nelle scuole, si insegnerà per 33 ore all’anno con tanto di voto in pagella, dalla scuola primaria alle superiori ma anche a partire dalle scuole dell’infanzia sono previste “iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile”: puntualizzazione fondamentale e da chiarire bene prima dell’inizio delle attività didattiche perché in questa fattispecie si tratta di bambini dai tre ai cinque anni.

Aveva esultato il Ministro uscente del MIUR Bussetti che ha tolto il tema scritto di storia alla maturità ma avrebbe affidato l’insegnamento dell’educazione civica ai docenti dell’area storico-geografica nella scuola primaria e media e a quelli dell’area economico-giuridica nelle secondarie di secondo grado (peccato che detta area non esista in tutte le scuole superiori). L’annuncio era stato trionfale: “Oggi è una giornata storica! Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Il compito della scuola è di educare alla cittadinanza attiva, leggi tutto

Rivedere il Patto di Stabilità, ma come?

Gianpaolo Rossini - 18.09.2019

Le dichiarazioni del presidente Mattarella e del ministro francese dell’economia sulla necessità di riformare il Patto di stabilità potrebbero aprire una pagina nuova nelle politiche economiche nell’area euro. Ma cos’è il Patto e come lo si può cambiare?  Il Patto di Stabilità e Crescita nasce nel 1997 come completamento del Trattato di Maastricht per regolare le politiche fiscali dei paesi una volta entrati nell’euro. Alla base c’è il timore, concentrato nel Nord Europa, che eccessivi deficit pubblici di un paese (come l’Italia) facciano aumentare i tassi d’interesse in tutta l’area euro danneggiando anche gli stati fiscalmente virtuosi. Questa aspettativa si rivela però errata soprattutto a partire dal 2010 quando politiche fiscali poco rigorose fanno salire i tassi d’interesse del paese indisciplinato danneggiandolo mentre quelli degli stati virtuosi scendono traendo vantaggio dagli spread. È l’effetto della potente azione dei mercati finanziari che liquida la ragione prima delle regole fiscali contenute nel Patto. Nonostante questo il Patto è rivisto in modo restrittivo nel 2012 quando diventa Fiscal Compact tracciando percorsi di rientro a tappe forzate da debito pubblico eccessivo. L’Europa soffre questo irrigidimento essendo da poco entrata nel tunnel della crisi dei debiti sovrani scoppiata in Grecia nel 2011 e propagatasi poi a Spagna, Portogallo e Irlanda. leggi tutto

Rapporto OCSE: poco pil per la scuola italiana e molti ragazzi "Neet"

Francesco Provinciali * - 14.09.2019

È un’immagine depauperata quella della Scuola italiana dei prossimi anni che esce dal Rapporto OCSE "Education at a glance 2019": colpisce il dato negativo quantitativo rispetto al numero di alunni e docenti attuali. Potremmo chiamarlo un ridimensionamento sistemico, peraltro in linea con tutti gli altri indicatori standard dello sviluppo o della stagnazione di un Paese. Da noi prevale il segno meno sotto diversi profili di considerazione, basti ricordare il precedente rapporto dello stesso Istituto parigino di analisi dei sistemi formativi e ricordare il trend negativo marcato sulla “fuga dei cervelli” all’estero. Un rapporto di tre mesi fa, non del decennio precedente, che potrebbe utilmente invitare alla rilettura della (altrettanto recente) Ricerca di Sgritta e Raitano della Sapienza su “Generazioni tra conflitto e sostenibilità”: una documentata, rigorosa analisi sugli equilibri sociali possibili in futuro.  Per non parlare di PIL, nuove imprese, occupazione giovanile, mercato del lavoro, start-up, grandi opere, infrastrutture, ricerca pura e applicata: caleidoscopici frammenti di una realtà oggetto di studi e analisi condotte dall’Istat e dal CENSIS, senza che la politica nel suo complesso ne abbia avvertito la rilevanza e la potenziale utilità in chiave di programmazione economica e di modelli sociali da perseguire. leggi tutto

Quale contributo attendiamo dalla filosofia

Francesco Provinciali * - 11.09.2019

Osservando il mondo intorno a noi, per quello che ci è dato di percepire e – soprattutto- di conoscere, capire e distinguere nei limiti delle nostre facoltà - siamo da qualche anno partecipi di una sensazione di sfaldamento e intorbidimento che interessa la dimensione esistenziale e i suoi contesti: l’ambiente, la politica, l’economia, il lavoro, le relazioni familiari e in generale il rapporto con gli altri.

Ricordo le parole di Umberto Galimberti: "Come posso applicare il principio evangelico ama il prossimo tuo come te stesso, se il mio prossimo non esiste più?" Di questo sentimento di incertezza cosmica rispetto al senso stesso dell’esistere, ai rapporti sociali , all’invadenza delle nuove tecnologie e del pensiero calcolante, ci restano le piste analitiche tracciate da Zygmunt Bauman, impareggiabile nel cogliere lo spaesamento dell’uomo contemporaneo in una società dove sono venuti meno- ad uno ad uno – i punti di riferimento rassicuranti che costituivano la base dell’idea di progresso e di miglioramento della condizione antropologica ed esistenziale.

Al centro di tutto il conflitto tra natura e cultura, tra essere e divenire, tra tradizione e innovazione, conservazione e progettualità.

Un mondo indefinito, incompiuto, imperfetto, incerto dove ci si perde leggi tutto

Genova, un anno dopo

Francesco Provinciali * - 03.08.2019

Erano le 11.36 del 14 agosto dello scorso anno quando, mentre imperversava un forte temporale, accadde un fatto che resterà per sempre nella storia di Genova la “Superba” e nel cuore dei genovesi, cosi affezionati alla loro città, ristretta e allungata tra i monti e il mare, dove ogni metro di spazio te lo devi conquistare ed è un lusso da custodire.

Il ponte Morandi, un tratto autostradale sospeso nel vuoto che unisce il ponente ligure alla città e apre le porte del levante e del nord, crollò improvvisamente quasi al centro delle sue campate, mentre oltre trenta veicoli stavano attraversando quel punto, precipitando nel sottostante Rio Polcevera, causando 43 morti e spezzando il cuore della comunità locale e dell’intero Paese.

Prima di quella immane catastrofe, guardandolo da lontano quel ponte aveva un aspetto imponente e fragile al tempo stesso: le altissime volute delle campate, sorrette da piloni stretti, sovrastato dai manufatti di raccordo davano un senso di vuoto e una parvenza esile e quasi miracolosa al compito che doveva assolvere: sopportare un carico imponderabile e sempre più elevato e intenso. Negli ultimi anni c’erano state discussioni e polemiche: il ponte doveva essere abbattuto, sostituito, affiancato dalla Gronda che avrebbe unito il porto di leggi tutto