Ultimo Aggiornamento:
15 maggio 2021
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Argomenti

Le linee pedagogiche ministeriali per il sistema integrato

Francesco Provinciali * - 15.05.2021

Il Documento licenziato dalla Commissione insediata presso il Ministero dell’Istruzione – ai sensi dell’art.10 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 – per l’elaborazione di una bozza di indicazioni pedagogiche riguardanti il cd. “sistema integrato di istruzione zerosei “, ha radici lontane.

Occorre andare a ritroso di almeno trent’anni e più e risalire a quel gruppo di ispettori scolastici che iniziò ad occuparsene, su incarico dell’allora Capo servizio per la scuola materna del Ministero, dott.ssa Giuseppina Rubagotti, che all’epoca dirigeva anche la segreteria del Ministro Sergio Mattarella.

Un cenacolo di uomini e donne di scuola che avevano superato il vaglio di una prova concorsuale selettiva, che prevedeva il superamento di tre prove scritte e di un lungo colloquio orale con la media minima di 8/10. A differenza di quanto sarebbe accaduto anni dopo quando gli ispettori – di norma esperti di scuola militante avendo passato per gradi il ruolo di docente e di dirigente scolastico – cominciarono ad essere nominati ‘per chiamata’ dalla politica, in nome di un “merito” nuovo che non è mai stato chiarito. Non è una premessa polemica ma necessaria perché quella generazione di ispettori, al pari di altri dirigenti della P.A., si era formata studiando e lavorando ‘in situazione’. D’altra parte siamo un Paese dove gli leggi tutto

Pandemia-politica-istituzioni: un trinomio inscindibile

Francesco Domenico Capizzi * - 15.05.2021

Come ciclicamente avvenuto per situazioni catastrofiche dentro le quali l’umanità intera è precipitata, l’attuale pandemia virale rende centrali e decisive le Istituzioni e la Politica favorendo la composizione di un trinomio dai fatti reso inscindibile: Pandemia-Politica-Istituzioni. L’emergenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale, piombata a ciel sereno sulla cittadinanza incredula, inerme e provata dalla preesistente irrisolta crisi economica, interroga pressantemente le rappresentanze elettive per ottenere risposte concrete orientate su nuove linee di progresso e sviluppo.

Dall’Esecutivo al Parlamento e ai rapporti Stato-Regioni, da Istituzioni europee ed Organizzazione Mondiale della Sanità alle filiere farmaceutiche, dai contratti per le forniture ai criteri di distribuzione dei vaccini, dall’efficienza delle Istituzioni sanitarie ai livelli essenziali di assistenza e cura, dalle attività  produttive e lavorative alla quantità e qualità dei consumi, dai rapporti sociali a qualità e scelte di vita possibili, individuali e collettive…tutto e davvero tutto traballa a causa di molteplici ed intrigate problematiche emerse, mai radicalmente affrontate e risolte, che si innalzano ben visibili davanti a tutti intrecciandosi alle pressanti richieste di salute di una cittadinanza atterrita e convinta (forse) che “nulla potrà tornare come prima…”. Ma si è davvero sicuri che si voglia e si possa giungere a cambiamenti radicali e tanto epocali da impattare

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Un enigma a Cinque Stelle

Paolo Pombeni - 12.05.2021

La conclusione della abbastanza lunga vicenda della candidatura del centrosinistra a sindaco di Roma lascia a terra tante buone intenzioni (si fa per dire) trascinate nel prosieguo della alleanza giallorossa. Solo inquadrandola in questo contesto si capisce perché la telenovela attorno al Campidoglio sia qualcosa che va ben oltre i fallimenti di altre sfortunate esperienze che hanno connotato le alleanze elettorali fra PD e M5S, tipo quelle per le regionali in Umbria e in Liguria.

Innanzitutto a Roma i Cinque Stelle partivano dalla fuga in avanti della loro sindaca Virginia Raggi che di suo e senza consultare nessuno ad agosto si era candidata per tentare la sua riconferma. Sorvoliamo sul fatto che già così facendo violava il sacro principio dei due mandati senza che ci fosse una particolare attenzione a questo fatto. Ben più rilevante una carriera da sindaco non proprio esaltante: molteplici cambi di assessori, storie non proprio bellissime che la sfioravano, municipalizzate in dissesto, una città con problemi di nettezza urbana e di manutenzione stradale su cui fiorivano leggende. Insomma non esattamente quel che si definisce un leader amato e venerato.

Queste riserve non venivano solo dalle opposizioni in Comune (fra cui si colloca anche il PD), ma leggi tutto

Comprensione, il vaccino per l'indifferenza

Francesco Provinciali * - 08.05.2021

Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano. (W. Shakespeare)

 

Avremmo piacere se un collega, magari sapendo di qualche nostro cruccio o preoccupazione, si affacciasse alla porta del nostro ufficio chiedendoci “Come va? Posso esserti utile?”.

Ci consolerebbe se, rientrando a casa la sera, trovassimo qualcuno che, prendendoci la mano tra le sue o abbracciandoci, ci restituisse improvvisamente quel calore umano che non abbiamo avvertito nella giungla metropolitana o nelle alterne vicende della giornata?

Ci sarebbe di aiuto se ogni tanto ricevessimo una parola di incoraggiamento, di conforto, di sostegno, specie nei momenti bui nei quali l’anima è più incline alla tristezza e alla depressione?

La solitudine a volte è una situazione cercata, più spesso è una condizione subita.

Nasce dai pensieri, dalle ansie, dai sensi di colpa e si realizza in condizioni esistenziali marginalizzanti ma si rafforza spesso anche per le frequenti e reciproche incomprensioni.

Siamo potenzialmente ricchi di umanità e potremmo avvalercene con straordinaria disponibilità di mezzi e modi di espressione se solo fossimo più accorti nel far buon uso dei nostri sentimenti.

Appartiene alla nostra modernità la tendenza ai solenni proclami: una ormai datata proliferazione di leggi, trattati, declaratorie, impegni, affermazioni di principio che tacita leggi tutto

Le donne, le istituzioni, la cultura politica europea: note a margine del decimo anniversario della Convenzione di Istanbul

Raffaella Gherardi * - 08.05.2021

In data 11 maggio 2021 cade il decimo compleanno della Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica); la prima sottoscrizione avvenne da parte della Turchia, lo stesso paese che poco più di un mese fa ha revocato la sua partecipazione alla Convenzione suddetta. Quest’ultima riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione, dal che consegue che gli Stati vengono ritenuti responsabili se non garantiscono misure adeguate ai fini della prevenzione di tale violenza. Ora, se appare a tutti chiaro che le finalità appena richiamate non vanno molto d’accordo con un regime come quello di Erdogan, non certo modello dal punto di vista dei princìpi cardine dello Stato di diritto e tanto meno dei diritti delle donne, occorre forse interrogarsi da vicino sullo stato in cui versa attualmente la Convenzione di Istanbul all’interno dei quarantasette paesi appartenenti al Consiglio d’Europa, innanzitutto a partire  dalla stessa Unione Europea e dai ventisette Stati che ne sono membri. È del giugno 2017 la sottoscrizione da parte della UE della Convenzione in oggetto, seguita poi, nel novembre 2019, da una risoluzione del Parlamento europeo in leggi tutto

Un sistema in panne

Paolo Pombeni - 05.05.2021

Più passa il tempo, più diventa chiaro che il sistema politico è in panne. Il tentativo di sbloccarlo facendo appello ad una fase di tregua della lotta politica motivata dalla necessità di poter trarre profitto da un enorme finanziamento europeo al momento sta riuscendo per metà. Infatti su un versante abbiamo un governo che sotto la guida di Draghi sta realizzando alcuni obiettivi preliminari (per quelli finali si deve aspettare), sul versante opposto abbiamo dei partiti che si stanno inabissando nelle polemiche reciproche. Non è un sistema in equilibrio.

Volendo fare un po’ di storia, ci permettiamo di ricordare che il buon Max Weber ai tempi suoi (cioè nel primo quindicennio del XX secolo) ascriveva l’incapacità del sistema della Germania imperiale di produrre leadership politica alla peculiarità di una costituzione che al governo aveva dei burocrati e lasciava ai partiti solo lo spazio dell’agitazione per cui quelli si fissavano sempre più sulle loro propagande e non riuscivano a produrre un personale di governo, come invece stava accadendo in Gran Bretagna. Poi venne la Prima Guerra Mondiale e Weber dovette constatare che il paese non aveva veri leader, ma al più dilettanti nel ruolo, sicché la guerra non era governata e fatalmente finiva

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I tanti coni d'ombra

Francesco Domenico Capizzi * - 05.05.2021

Nonostante le reiterate raccomandazioni igienico-comportamentali, individuali e comunitarie, e l’interposizione di alcune limitazioni di tipo organizzativo, la decisione del Governo di riaprire le attività commerciali e culturali in quasi tutto il Paese suscita una serie di precipue preoccupazioni di tipo socio-sanitario:

I° - sebbene alcuni parametri epidemiologici stiano registrando minute flessioni della curva epidemica italiana, è necessario osservare che dette variazioni non posseggono una reale significatività sul piano statistico per il carattere casuale, non sistematico, della raccolta-dati basata quasi esclusivamente sul numero dei tamponi effettuati quotidianamente e in assenza di un meccanismo di tracciamento del diffondersi dell’infezione. Sarebbero state opportune verifiche e solide conferme sull’effettivo andamento temporale e qualitativo dei dati, peraltro a fronte di livelli di vaccinazione che ancora si attestano su circa il 20% della popolazione che ha ricevuto soltanto una prima dose;

    b – i dati attuali dal segno blandamente positivo risentono dei recenti confinamenti attuati nelle zone rosse ed arancione: il loro affievolirsi potrebbe produrre notevoli effetti rebound di infezioni e malattie conclamate, si calcola, fra la fine del mese di maggio e gli inizi di giugno. Il rischio concreto incombente è di disperdere quel poco vantaggio acquisito con conseguenze incalcolabili sul piano sociale e dell’organizzazione sanitaria;

    c – l’esplosione epidemica in leggi tutto

Resistere alle parole

Francesco Provinciali * - 01.05.2021

Uno è padrone di ciò che tace e schiavo di ciò di cui parla.
(Sigmund Freud)

 

“Sturm und drang”: tempesta e assalto.

Questa sembra la migliore metafora per una immagine oggi prevalente: quella della vorticosa, incessante presenza delle parole nella nostra vita.

Non è forse la parola la più straordinaria espressione dell’intelligenza umana?

Descrive, spiega, anticipa, apre, conclude, è la chiave di accesso alla porta che si spalanca sul mondo, è il filo sottile che unisce l’umanità, ordito e trama di un invisibile alfabeto universale che ci permette di capire ed essere capiti.

Ma non sempre la sua presenza è così neutrale.

A volte la parola è il nemico invisibile con cui dobbiamo combattere, la catena opprimente che vorremmo spezzare, la verità apparente che ci preme di confutare.

Ci nutriamo avidamente di parole prima che siano loro a impossessarsi della nostra anima.

Volenti o no, siamo più che mai immersi in un oceano di cose dette e sentite, partecipiamo al chiacchiericcio universale che prende le sembianze dei tempi nuovi specie quando si materializza e si alimenta con l’uso delle nuove tecnologie.

È come se l’intero pianeta trattenesse il respiro, avvolto e soffocato dall’abbraccio stretto e infinito delle voci che si levano ovunque e che se potessero pure leggi tutto

La destra dei piccoli interessi e la sinistra delle utopie

Paolo Pombeni - 28.04.2021

Nonostante il prestigio di Draghi, riaffermatosi anche in questi ultimi giorni a livello europeo e internazionale, la maggioranza del suo governo rimane inquieta, per non dire traballante. Si dirà: ma è sempre stato così in tutti i governi di coalizione, figurati in quelli di coalizione amplissima, basta rileggersi un po’ di storia della nostra repubblica. Indubbiamente è vero, gli esecutivi che si reggono su accordi fra molti partiti debbono inevitabilmente tenere conto del fatto che in un regime democratico sono a termine e i partiti che li sorreggono non possono fare a meno di prepararsi al loro futuro una volta che cesserà quell’esperienza.

È ovvio che quanto più è “anomala” la coalizione, tanto più sarà viva la preoccupazione dei partiti di posizionarsi al meglio per competere quando finirà il tempo dell’anomalia. Dunque da questo punto di vista era da aspettarsi che fosse problematica la convivenza in una compagine molto articolata come è la maggioranza che è stata “costretta” a sostenere il governo Draghi. Certo sarebbe stato normale aspettarsi un po’ più di stile da parte di Salvini, ma anche i Cinque Stelle, nonostante lo stato comatoso in cui si trovano, non mancano qua e là di esibire le loro bandierine. Sulle fughe in avanti, per usare leggi tutto

La medicina come ultima difesa

Francesco Domenico Capizzi * - 28.04.2021

Storia, storia della Medicina, letteratura, memoria popolare hanno registrato il rapporto di causa-effetto degli stati morbosi ancor prima che la ricerca epide­miologica, involontaria necrofora, disvelasse che l’origine delle malattie segue andamenti ben definiti riguardo a culture, appartenenze sociali, gruppi etnici, residenze urbane o extra-urbane, varia da un continente all’altro, da una regione all’altra, da una condizione esistenziale ad un’altra: nelle società industriali prevalgono le malattie cardio­vascolari, immunitarie, da stress, da inquinamenti ambientali, metaboliche, tumori, obesità, affezio­ni renali, lesioni traumatiche; nelle società sottosviluppate permangono le malattie infettive e disnutrizionali per insufficienze alimentari, igieni­co-sanitarie, abitative, fognarie, idriche, energetiche, mancanza di terre, di mezzi di produzione, attrezzi da lavoro, di sussistenza, ecc.

Malattia e salute, in sostanza, risultano strettamente connessi al contesto socio-politico-geografico-istituzionale in cui le persone vivono: nei Paesi ricchi la salute dipende attorno al 50-60% da differenti stili di vita e condizioni socio-eco­nomiche ed ambientali, al 20-30% a predisposizioni dell’organismo, spesso acquisite e dunque divenute predisponenti e addirittura ereditarie, al 10-15% a qualità delle prestazioni sanitarie.

Si tratta di interrelazioni intuite già in epoche lontane: Ippo­crate affermava che “la democrazia produce cittadini sani e la tirannia, al contrario, sudditi malati”, Platone sosteneva che “un agente esterno rende malato leggi tutto