Ultimo Aggiornamento:
20 ottobre 2021
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Argomenti

La legge del pendolo (che si muove veloce)

Paolo Pombeni - 20.10.2021

Lasciate perdere le dichiarazioni di leader nazionali, di vincitori e perdenti locali: è roba più o meno di repertorio, retorica per i media. Aiutano fino ad un certo punto le pur importanti analisi tecniche su variazioni e flussi del consenso. Il tema vero in politica è sempre il significato da dare a quanto è accaduto in questa tornata di elezioni amministrative.

E allora proviamoci. Il primo punto è che queste elezioni hanno avuto un significato più di tendenza del sentimento pubblico (nazionale) che di radicamento nelle realtà amministrative. Almeno per le città maggiori, tranne il caso di Milano, c’era poco da giudicare sulle capacità di governo dei candidati, personaggi nuovi o comunque marginali come “leader” (significa: guide) delle rispettive comunità cittadine. Hanno pesato molto di più i riflessi di scelte demagogiche assunte a livello nazionale. La dissennata campagna propagandistica di Salvini e Meloni alla rincorsa di quella che pensavano fosse la “pancia” del paese ha delegittimato un centrodestra che ha raccolto un doppio frutto avvelenato: un restringimento del suo perimetro di consenso e una spinta di gran parte del paese verso il rifiuto della politica da talk show, come si è visto con l’esplosione dell’astensionismo.

Questo ci consegna una nuova geografia del consenso politico? leggi tutto

Contraddizioni in termini: quando il totalitarismo sostiene di perdere la libertà

Fulvio Cammarano * - 20.10.2021

Fossi un no-vax o un no-green pass mi preoccuperebbe avere al mio fianco sostenitori che, raggiungessero il potere, mi impedirebbero qualunque forma di libera espressione o manifestazione di dissenso. Forse fa parte dell’ironia della storia il fatto che formazioni che si richiamano esplicitamente alle ideologie totalitarie fasciste e naziste debbano utilizzare slogan e argomenti che apparentemente sono dalla parte delle libertà dei cittadini, mentre in realtà appaiono solo il pretesto per guadagnare spazio d’azione utilizzando il disagio di alcuni settori sociali. L’attacco alla sede della Cgil sembra confermare questa strategia. Dietro il paravento dell’agitazione attorno al tema delle costrizioni vaccinali, Forza Nuova è riuscita a sferrare un attacco al nemico storico del fascismo, il sindacato. L’aggressione alla sede romana della Cgil non ha nulla di casuale, ma rappresenta un messaggio simbolico, direi quasi una sorta di richiamo della foresta, per tutti coloro che vedono nel sindacato, qualunque tipo di sindacato, l’istituzione che difende la necessità e l’inevitabilità di quel conflitto di classe che il fascismo sin dalle sue origini ha inteso sradicare dalla società. Colpire le sedi sindacali significa dunque individuare uno degli anelli, forse oggi il più debole, del pluralismo conflittuale, fondamento di ogni costituzionalismo democratico. leggi tutto

L'autorevolezza di Draghi frena le pregiudiziali ideologiche

Francesco Provinciali * - 16.10.2021

Sta dimostrando di possedere le buone doti del decisore politico che lui stesso aveva enunciato nella lectio magistralis alla Cattolica per il conferimento della laurea ad honorem, Mario Draghi, nella sua attuale veste di Presidente del Consiglio.

Al punto che ancora da Palazzo Chigi o dal Quirinale, la sua presenza si rivelerebbe salutare per la buona politica e rassicurante per il popolo italiano. Se quelle doti sono ancora la conoscenza-competenza, il coraggio e l’umiltà, il premier dimostra una accurata conoscenza dei meccanismi istituzionali e si muove a suo agio nei meandri del politically correct ma con un occhio di riguardo alle dinamiche internazionali, puntando su un più saldo accreditamento dell’Italia nell’Unione europea e nella geopolitica mondiale, esprime il coraggio necessario ad affrontare i problemi reali a livello economico e sociale nel perdurare dell’allerta pandemico e sa essere umile al punto giusto – come gli potrebbe raccomandare  William Shakespeare (“presta a molti il tuo orecchio e a pochi la tua voce”) -  nel considerare con par condicio le forze politiche del rassemblement atipico che sta sostenendo l’azione di Governo.

La sua esperienza ai vertici della Banca d’Italia e della BCE ha affinato le doti personali e il talento innato e si sta rivelando leggi tutto

“Autonomie differenziate”: uguaglianza distinta dalle prospettive di vita?

Francesco Domenico Capizzi * - 16.10.2021

Dopo l’aggiunta, corre voce con la “solita manina notturna fra il 29 e il 30 settembre”, al DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata” la possibile, a questo punto, concessione di un’autonomia politico-gestionale alle tre Regioni che la richiedono – Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna – in aggiunta alle cinque a Statuto speciale già in essere, pur rispettando gli articoli 116, 117 e 119 del Dettato costituzionale e premettendo pari sussidiarietà e dignità fra le componenti territoriali dello Stato, previsti dalla riforma del Titolo V della Costituzione, corre il grave rischio di alterare i principi di uguaglianza, in termini di qualità e costi su tutto il territorio nazionale, nelle prestazioni essenziali  quali sono le socio-sanitarie: non soltanto sanitarie! Perché queste si conformano indissolubilmente legate alle sociali ed insieme costituiscono un binomio inscindibile.

L’art.3 della Costituzione, infatti, nel secondo comma, stabilisce che “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Un principio di uguaglianza che salvaguardia diritti e prestazioni essenziali, quali le socio-sanitarie, su tutto il territorio nazionale in costanza di medesime condizioni per accesso, qualità e costi. leggi tutto

La demagogia e la questione fiscale

Paolo Pombeni - 13.10.2021

Quando non è impegnato coi migranti, green pass, e altro, Salvini si butta volentieri sulla questione fiscale. La sua richiesta di avere un “impegno scritto” a non aumentare le tasse sulla casa nel 2026 è semplicemente ridicola: non solo perché anche in tempi normali (e questi non lo sono) è impossibile prevedere come saremo fra cinque anni, ma perché nessuno sa che maggioranza politica ci sarà allora (come minimo ci sarà stata una tornata di elezioni nazionali) e che governo sarà in carica. Ammesso e davvero non concesso che Draghi possa essere così balordo da infilarsi a sottoscrivere un impegno del genere, non avrebbe nessun valore, non diciamo giuridico, ma neppure politico.

Ciò che tuttavia stupisce di più è che non si riesca mai a impostare un serio discorso sul problema fiscale. Certo ogni tanto qualcuno ricorda che c’è un abisso fra quel che si raccoglie con la tassazione e quel che lo stato spende: secondo l’istituto “Itinerari previdenziali” nel 2019 con l’IRPEF si sono incassati 15 miliardi, per scuola, sanità, assistenza, ecc. se ne sono spesi 174. Ovviamente ci sono altre forme di entrate a cui lo stato può attingere, come la tassazione indiretta, ma nessuno crede che bastino a colmare questo divario, sicché alla fine è tutto debito pubblico, leggi tutto

Riflessioni sull'Afghanistan

Francesco Provinciali * - 13.10.2021

Direttore Prof. Caracciolo, in un editoriale per il settimanale londinese “The Economist” Henry Kissinger ha scritto che gli USA hanno fallito la lunga missione in Afghanistanperché “gli obiettivi militari sono stati troppo assoluti e irraggiungibili e quelli politici troppo astratti e sfuggevoli”. È una valutazione sintetica ma sostanzialmente esplicativa ed attendibile?

 

Credo di si, la condivido in linea di massima. Il punto sta nel fatto che gli americani sono andati in Afghanistan senza un progetto che non fosse quello di dare all’opinione pubblica americana il senso della reazione all’attacco dell’11 settembre. Tutto questo è stato deciso, tra l’altro, in una atmosfera di paura e di rabbia che certamente non ha favorito una lettura strategica dell’operazione. Risultato: gli americani sono rimasti incastrati venti anni in un Paese dove non avevano nulla da fare e lo hanno lasciato in malo modo, con un grave danno di reputazione che sicuramente dovranno scontare anche in futuro.

 

 

Indubbiamente il ritiro dei militari americani dopo venti anni di presenza logorante e – alla fin fine – inconcludente ha fatto cadere come un castello di carte un equilibrio precario che ha coinvolto la politica estera USA (ripetendogli errori commessi in Vietnam) e quella del mondo occidentale.

In particolare USA ed Europa leggi tutto

La fine del "traino dei sindaci"

Luca Tentoni - 09.10.2021

Sull'esito del primo turno delle elezioni amministrative è stato scritto molto, soprattutto per quanto riguarda le liste e le coalizioni. È passato invece un po' sotto silenzio il rendimento reale dei candidati sindaci. Il destra-centro ha scaricato l'insuccesso nelle metropoli sugli aspiranti primi cittadini (dopo averli scelti) ma forse bisognerebbe guardare oltre, anche al centrosinistra. Ad una coalizione che - in due casi col M5s - ha saputo mettere insieme un milione e 56mila voti (compresi quelli ai candidati sindaci) nelle sei metropoli andate alle urne, col 43,3% delle liste, si può dire poco, soprattutto se si considera che il destracentro si è fermato al 31,5% e 772mila voti (fra liste e consensi ai candidati sindaci). Eppure, qualcosa non torna. Se i due maggiori schieramenti hanno raccolto nelle sei "capitali regionali" (Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Trieste) il 74,8% dei voti di lista, spazzando via i "terzi incomodi", è però vero che i voti ai soli candidati sindaci dei due poli ammontano solo al 55,3%, cioè 103,9 mila sui 187,6 totali. La facoltà di esprimere un voto solo per il candidato sindaco è ormai utilizzata da pochi (75 votanti su mille), però si tratta di espressioni di consenso alla persona che hanno un valore politico. A Roma, per esempio, è successo di tutto: su 94.959 leggi tutto

La nostra idea del mondo

Francesco Provinciali * - 09.10.2021

Circolano milioni di notizie, repliche, opinioni, smentite. Nel mondo globale è normale che ciascuno dica la sua e lo faccia usando la molteplicità di mezzi di comunicazione di cui oggi disponiamo: molte parole finiscono subito dimenticate, altre ne alimentano di nuove in un crescendo ossessivo e assordante.

Sembra che non ci si possa sottrare da questa consuetudine che ha preso il sopravvento al punto che disponendo di moltissime opinioni finiamo per non averne una propria, meditata, convinta e decisa. Subiamo una sorta di condizionamento inconsapevole che ci rende incerti, possibilisti, insicuri e ondivaghi.

Praticamente la nostra vita si regge sulle informazioni: chi lo sa le usa per renderle il vero potere forte, capace di condizionare la politica, l’economia, la finanza, ma anche il nostro personale umore, i discorsi da bar e le chiacchere da pianerottolo.

Dovremmo riflettere più spesso sul fatto che la nostra concezione del mondo non si fonda sulla conoscenza diretta delle cose, dei fatti e degli avvenimenti e nemmeno sull’esperienza ma è sempre una conoscenza mediata da fonti esterne (di cui spesso ignoriamo l’attendibilità) che ci restituiscono un prodotto – la notizia appunto – senza minimamente domandarci da chi siamo inconsapevolmente orientati. E così politica, sistema elettorale, ambiente, salute, stili di leggi tutto

L'attenzione pura

Francesco Domenico Capizzi * - 09.10.2021

La piena copertura vaccinale resta la priorità assoluta nel contrasto alla pandemia e nel contributo personale alla difesa della propria e dell’altrui salute, verso cui è indispensabile l’attenzione di ogni cittadino, meglio dell’Attenzione pura come disposizione e moto dell’anima, compassione che esclude la forza fino a divenire universalismo, desiderio e preghiera (Simone Weil: Quaderni a cura di G. Gaeta, Biblioteca Adelphi 1982). Ne deriva l’invito a considerare alcuni dati recenti che si aggiungono a quelli già pubblicati in articoli precedenti su “Mentepolitica”:

Devono essere inquadrati come “fragili”, perché a maggior rischio di contrarre l’infezione Covid dal decorso ingravescente, coloro che accusano una sindrome depressiva cronica e in genere significativi stati psicotici. Il fenomeno, osservato nella pratica clinica anti-Covid, trova una spiegazione razionale nelle difficoltà insite in queste persone a rispettare appieno le raccomandazioni igienico-comportamentali. Nello stesso tempo la pandemia e la crisi socio-economica conseguente, incutendo incertezze e paura per il futuro prossimo, ha accentuato il livello e il numero delle sindromi depressive, le quali in Europa rasentavano già l’8% nel sesso maschile ed il 5% nel femminile, tassi piuttosto elevati rispetto alla media mondiale che risultava essere del 4-6% con una prevalenza nei leggi tutto

Un test importante, ma da analizzare bene

Paolo Pombeni - 06.10.2021

Mai come in politica vale il detto: una rondine non fa primavera. Se andiamo a ritroso e vediamo per esempio l’ultima fase della cosiddetta prima repubblica, troviamo numerosi casi in cui risalite della Dc o incrementi del Pci venivano interpretati come segni a seconda dei casi o della tenuta del vecchio sistema o dell’avvento incombente dell’opposizione al potere. Non è andata così e il sistema poi è crollato quasi di punto in bianco.

I movimenti in politica sono spesso lenti e sussultori. Probabilmente sta accadendo così anche oggi. E comunque è bene tenere conto che tutto si inserisce in un sistema più generale che certo subisce l’impatto degli eventi, ma che cerca di assorbirli in qualche modo, anche se non è detto che ci riesca.

Vediamo dunque di cogliere qualche elemento in quel che sta davanti a nostri occhi. Innanzitutto il fenomeno del pesante astensionismo. Ha indubbiamente molte cause ed è un fenomeno composito perché le ragioni per cui ci si astiene possono essere diverse. Ci permettiamo di sottolineare che un contributo non secondario all’astensione l’ha dato l’orgia di demagogia a cui abbiamo assistito. Quando si gioca a scatenare il disprezzo della gente per la fatica della politica, non ci si deve stupire se poi leggi tutto