Ultimo Aggiornamento:
20 luglio 2019
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Argomenti

Appunti sulla riduzione del numero dei parlamentari

Luca Tentoni - 20.07.2019

Senza troppa attenzione da parte dei mezzi di comunicazione di massa, sta passando in Parlamento la riduzione del numero dei deputati e dei senatori. Palazzo Madama ha già concluso la seconda lettura, licenziando il testo con un sì sufficiente per l'approvazione ma non per evitare l'eventuale referendum. Poi sarà la volta dell'Assemblea di Montecitorio. Quindi si attenderanno le eventuali richieste di consultazione popolare sul testo: se arrivassero,  assisteremmo ad una campagna fra i fautori del sì e quelli del no, prima dell'esito delle urne (senza quorum di validità, che invece è presente nei referendum abrogativi). Come recita la Costituzione, infatti, "le leggi (di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali) sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti". In altre parole, la riforma non entrerà in vigore se non saranno trascorsi i tre mesi per l'attesa di richieste leggi tutto

L'Italia porto d'Europa per la Cina e per l'Africa

Francesco Provinciali * - 20.07.2019

 “La Cina è vicina”, era il titolo di un film di Marco Bellocchio del 1967 : sono passati più di 50 anni e possiamo dire che la Cina e i suoi prodotti commerciali hanno invaso l’occidente e il mondo.

A fine marzo u.s. è stato firmato un accordo che prevede interscambi ancora più intensi rispetto a quelli già in atto: il Ministro del lavoro ha riferito che tale accordo vale 2,5 miliardi su un potenziale di 20.

Siamo abituati alla politica delle iperbole e delle promesse, forse era il correlato speculare della campagna elettorale per le europee: infatti dopo la firma dei 29 punti che compongono il memorandum,  di questo accordo non se ne è più parlato se non per polemizzare sull’incipit avviato dall’Italia rispetto ai partner dell’U.E. Dovremo capire se questa primazia italiana nel siglare l’intesa bilaterale con la Cina porterà più vantaggi per il nostro Paese o se finiremo surclassati dalla potenza dell’impero economico del Sol Levante: il timore è infatti che da questi interscambi i cinesi si prendano il meglio per barattarlo con una congerie di plastiche, tecnologie low cost e prodotti mediocri.

Forse è una mera, soggettiva intuizione pessimistica ma a quel banchetto più che mangiare saremo mangiati. Non siamo una società  in crescita ma una preda leggi tutto

I nodi del governo vengono al pettine?

Paolo Pombeni - 17.07.2019

L’iniziativa del vicepremier Salvini di convocare al Viminale 43 associazioni del mondo economico per presentare loro le iniziative che la Lega intende proporre per i prossimi mesi è qualcosa che va al di là di una scorrettezza istituzionale come l’ha definita il premier Conte. Ovviamente lo è, perché Salvini gestisce quella che potrebbe essere una in sé normale iniziativa di partito (tutti ne hanno sempre fatte di simili) trasportandola nell’ambiguità della sua posizione governativa e per di più facendola svolgere nella sede del suo ministero (il quale, fra il resto, non ha neppure competenze in materie economiche). Il motivo che lo ha spinto a muoversi in questo modo non è chiarissimo, a parte la sua incomprimibile passione per occupare sempre e comunque il centro della scena.

Si è detto che lo ha fatto per mettere in ombra il pasticcio dell’ affaire Russia, ma non crediamo sia tanto ingenuo da pensare che una mossa del genere possa davvero riuscirgli, e infatti il dossier va avanti, viene comprensibilmente cavalcato dalle opposizioni e continua a tenere banco nei media.  E’ più probabile che abbia voluto rimarcare la centralità sua e del suo partito come punto di riferimento per coloro che hanno a cuore lo sviluppo dell’economia italiana. In leggi tutto

Dai test invalsi esce una scuola depotenziata negli apprendimenti di base

Francesco Provinciali * - 17.07.2019

Leggendo i risultati delle prove INVALSI (l’istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico italiano) a conclusione dell’anno scolastico 2018/19 non si può dimenticare la famosa Ricerca del linguista (e poi Ministro della Pubblica istruzione) Prof. Tullio De Mauro dalla quale emergeva un dato culturalmente significativo e socialmente allarmante: il 70 % degli italiani adulti non è in grado di comprendere un testo di media difficoltà.

Dalle prove INVALSI si ricava sostanzialmente che il 35 % degli alunni di terza media non ‘capisce’ un testo di italiano: quel “non capire” significa in pratica che dopo la lettura di un brano (sia esso letterario o un semplice dettato) gli alunni – nella percentuale indicata – non riescono a riassumerlo, ad esprimerne il senso, a ripeterlo con le proprie parole, a penetrarne gli argomenti e i temi di fondo e caratterizzanti.

Questa è solo una delle evidenza critiche riferite dalla tabulazione dei dati raccolti dall’Istituto e commentati e l’analogia con la situazione riscontrata a suo tempo dalla Ricerca di De Mauro è sufficientemente eloquente nel significare un impoverimento culturale di fondo, tra adolescenti e adulti, in una società dove la conoscenza dei classici, della cultura tramandata e la lettura di un libro vanno scomparendo sotto l’invasione delle nuove tecnologie e degli stili comunicativi leggi tutto

Lo spazio e il tempo del confronto nell'era della "politica veloce"

Luca Tentoni - 13.07.2019

Mai, nella storia, le persone hanno avuto accesso ad una quantità di informazioni paragonabile a quella disponibile oggi, grazie ai mezzi di comunicazione di massa (in particolare Internet e specificamente i social network). In politica l'accelerazione è stata più marcata che altrove, perché fino a circa un decennio fa i partiti avevano una certa diffidenza nei confronti delle potenzialità della "rete". Anche cinque o sei anni fa, a ben pensarci, in Italia solo Grillo (e, in modo embrionale, Renzi) aveva scoperto internet come grande piazza virtuale dove aggregare consensi politici veri. Forse il momento iniziale di questo nuovo corso - quello che oggi viviamo - è stato caratterizzato dall'elezione del presidente della Repubblica nel 2013, quando consensi e dissensi nei confronti dei "papabili" si espressero in modo massiccio e forte (qualcuno giunse ad affermare che alcuni "grandi elettori" ne furono colpiti e in qualche modo influenzati). Negli Stati Uniti, invece, tutto iniziò con Obama. L'evoluzione nell'uso dei mezzi più moderni ha però portato presto ad un'esasperazione del linguaggio (Trump si esprime in modo molto più "diretto" – e brusco - di Obama, per dirne una). Ora la vita politica è "in diretta" (poco importa se spontanea o costruita sapientemente), in un flusso che coinvolge i fruitori dei messaggi leggi tutto

Il rancore e l'insicurezza come fattori di discontinuità

Francesco Provinciali * - 13.07.2019

In un agile volumetto fuori commercio (“Il cimento del continuismo nelle turbolenze della discontinuità”), scritto per “gli amici della cultura Censis” il sociologo Giuseppe De Rita, fondatore, Direttore e ora Presidente dell’Istituto di ricerche sociali, ripercorre con rapidi fotogrammi il susseguirsi delle derive di discontinuità e delle fratture che hanno accompagnato il Paese nel secondo dopoguerra e le riassume in rapida sintesi: la stretta monetaria del 62, il fiammeggiante 68, il terrorismo degli anni 70, la vicenda di Tangentopoli, la crisi economica del 2008, il governo del cambiamento del 2018.

Ricercatore capace di analisi profondissime ed ermeneutiche nello scandaglio dei fenomeni macro economici e sociali sempre legati alla guida o al traino della politica, ma soprattutto ineguagliabile nel riassumerne i tratti connotativi e denotativi, attraverso sintesi vigorose e definizioni descrittive, persino iconografiche, per fermo-immagine,  il Prof. De Rita finisce per riscoprirsi cucita addosso la nomea dell’inguaribile continuista, di colui che con determinazione e fede nell’uomo non perde di vista la necessità di saper guardare oltre, verso le soluzioni delle fasi critiche, cercando sempre di esprimere coerenza interpretativa e visione prospettica, affinché si possa dire che c’è un domani ad ogni problema, un dopo che andrà gestito e guidato e che il primo dovere dell’analista sociale è leggi tutto

Il prezzo del teatrino della politica

Paolo Pombeni - 10.07.2019

Di “politica-spettacolo” si discute da almeno quarant’anni, con una accentuazione del tema ai tempi d’oro del berlusconismo. Riandando indietro con la memoria però essa era dilettantesca rispetto alla fase attuale quando ormai si è affermata la professionalizzazione delle messe in scena continue a cui ricorrono tutte le forze politiche, anche se non con la stessa abilità: in questa fase non c’è paragone fra quanto riesce a fare la Lega, ma anche con quanto, pur con una verve molto minore, riescono a fare i Cinque Stelle e quanto sono capaci di fare le opposizioni.

Ora, se volessimo esibirci in un po’ di riflessione storica, ricorderemmo che lo scrittore politico inglese di metà Ottocento che si chiamava Walter Bagehot aveva già teorizzato che in politica ci fossero due versanti: la “scena teatrale” che era data dagli scontri parlamentari ed elettorali, ed il “segreto efficiente” che era l’azione di governo che in concreto, magari anche con qualche dialogo fra maggioranza e opposizione, veniva svolta attraverso l’attività legislativa ed amministrativa per affrontare i problemi reali. Bene: per lungo tempo questo schema politico ha funzionato, più o meno bene a seconda dei vari periodi. Ora invece del “segreto efficiente” si è persa completamente memoria e tutto è affidato leggi tutto

Crisi DB segnale per la Germania

Gianpaolo Rossini - 10.07.2019

Deutsche Bank (DB) è la maggiore banca tedesca e la sua lunga crisi sembra mettere a nudo alcuni degli errori della politica economica tedesca del nuovo secolo, spesso considerati con indulgenza dalle autorità economiche e monetarie europee. Ma quali sono le ragioni dei conti in rosso di DB quando è ancora calda la crisi fotocopia della Commerz Bank, seconda banca tedesca? Le debolezze di DB sono almeno due. Attività di trading-investimento in titoli esteri. Tassi d’interesse negativi sui Bund, titoli del debito pubblico teutonico, che si scaricano su tutta l’economia e in particolare su banche e assicurazioni.

Gli eccessivi e rischiosi investimenti in titoli e derivati della DB sono figli della grande disponibilità di risparmio che non trova impieghi in Germania.  Due decenni di cospicuo surplus del conto corrente della bilancia dei pagamenti con l’estero ne sono fonte e specchio. Quando in un mercato (ad esempio Usa) si esporta a lungo più di quello che si importa si finisce per acquistarne attività finanziarie. Il cronico surplus con l’estero di Berlino non solo ammorba i rapporti economici globali, in particolare con gli Usa, ma richiede al sistema bancario di investire capitale all’estero anche in forme rischiose. Un caso? DB perde in un solo

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La fine del "ciclo politico regionale"

Luca Tentoni - 06.07.2019

È tempo di anniversari. Se nel 2018 le elezioni politiche si tenevano esattamente settanta anni dopo il voto per la Prima legislatura repubblicana, nel 2019 si è andati alle urne per le europee, quaranta anni dopo il primo appuntamento con la consultazione per l'Europarlamento. Nel 2020 il voto per l'elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario compirà cinquanta anni. Mezzo secolo che si può dividere in due periodi, più una tappa di transizione. Dal 1970 a tutto il 1990, le elezioni chiamavano alle urne i cittadini di ben quindici regioni italiane: si votava con la proporzionale; i partiti presentavano i propri simboli tradizionali in tutte le regioni, avendo cura di considerare il "test" amministrativo come una tappa verso le successive elezioni politiche. Come accadrà dal '79 per le europee (nelle quali, tuttavia, sarà costante il voto "in libera uscita", molto più marcato che alle regionali), dal 1970 il rinnovo dei consigli ha rappresentato il termometro più affidabile per i partiti. Nel 1975, l'avanzata del Pci alle regionali (col partito di Berlinguer al 33,5% contro il 35,3% della Dc) rese concreta la possibilità del "sorpasso" (un tema che caratterizzò un intero anno di dibattiti politici, fino al voto del 20 giugno 1976). L'anno successivo, alle politiche, i democristiani fecero appello a quello che oggi leggi tutto

Sopravvivere, tra attesa e rinvio

Francesco Provinciali * - 06.07.2019

“Trascorriamo la nostra vita dedicando più tempo a preparare che a fare”: in questo aforisma de “Il riformatore del mondo” di Thomas Bernhard sta una chiave di lettura per capire il dilemma dell’esistenza umana che oscilla tra la ricerca di una soluzione ai mali del mondo, e l’eterna insoddisfazione dei risultati raggiunti. L’uomo finisce per concepire la vita stessa come perenne attesa di una condizione migliore, relegando la quotidianità ad una mera alternanza di abitudini, tra eterno presente da definire e incerto e indefinito futuro da perseguire.

Così è in molti aspetti della realtà e della nostra condizione di viaggiatori che ondeggiano tra bisogno di approdi e pericolo di naufragi, in una vita di affetti e relazioni, assenze e presenze che recano ansie ed effimere certezze. Tra il tempo che scorre implacabile e il nostro bisogno di realizzare la pienezza esistenziale del presente c’è sempre un dettaglio da definire, un impegno da assolvere e un altro da accantonare. Il tempo dell’attesa è il luogo della preparazione e dell’incompiutezza, a volte della sofferenza interiore. Mi disse Reinhold Messner, confrontando il desiderio di scoperta di Ulisse alla paziente tessitura della tela di Penelope: “si guarda all’eroe che parte e non si considera la sofferenza leggi tutto