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Estate, una breve girandola di illusioni, abitudini ed emozioni
Archiviamo un’estate densa e breve, infuocata e alluvionata, lungamente attesa e salutata senza postume nostalgie. Non una pausa dalle fatiche ma faticosa essa stessa, tra code e lavori in corso, sold out del turismo di massa, miscuglio etnico, chiassose kermesse musicali, solitudini siderali, abbandoni, rituali ripetitivi e stanchi e consumo di tutto: del suolo, dell’aria, dei risparmi, del tempo inutile, delle vacanze brevi per vivere e sopravvivere al resto dell’anno. Abbiamo avuto la stagione più calda di sempre, la settimana più rovente, il giorno (pare il 21 luglio) più bollente. Di tutto e di più: i piromani e gli incendi devastanti (questa gente meriterebbe l’ergastolo perché chi uccide la natura uccide l’umanità), i crolli degli edifici, l’esondazione dei fiumi, i tornadi e le trombe d’aria, le contese balneari, il ritorno del Covid accompagnato dal vaiolo delle scimmie, il bostrico che divora gli alberi in montagna e il granchio blu con il vermocane che impestano i mari. La Foresta Amazzonica, polmone del pianeta, che fornisce il 20% dell’ossigeno che ci è necessario per respirare, quest’anno ha subìto un’impennata del 98% di incendi rispetto all’estate del 2023: una cifra da capogiro. Il cambiamento climatico l’ha fatta da padrone, dallo scioglimento dei ghiacciai alle tempeste d’acqua, alla leggi tutto
Poco teatrino, tanta responsabilità politica
Non ci voleva molto per capire che l’affaire San Giuliano-Boccia era buono per fare teatrino politico, ma avrebbe inciso poco sulla politica vera. Le ragioni sono intuibili: 1) la gente pensa che quella roba lì faccia più o meno parte della routine del potere e che possa affliggere tutti i partiti; 2) il ministero della Cultura non è ritenuto da gran parte dell’opinione pubblica un ganglio vitale dello Stato (non è giusto, ma è così); 3) la faccenda ha tutti i caratteri di una telenovela e come tale è percepita. Di conseguenza ha ragione Meloni a ritenere che il governo non rischia quasi nulla, a parte, e non sarebbe poco, l’ennesima reazione qualunquistica per cui tutti vengono ritenuti eguali (alla faccia delle sue pretese di inaugurare un nuovo stile).
I problemi che insidiano la tenuta del quadro politico sono altri e riguardano sia la maggioranza che l’opposizione. Il principale è come si possa far fronte ad una situazione economica che, piuttosto accettabile in superfice, in profondità pone il tema del declino dell’Europa. L’ha messo in luce con la sua autorevolezza Mario Draghi presentando il rapporto che ha steso per la UE: o si riprende la via degli investimenti creativi e dello sviluppo tecnologico, o l’Europa finisce ai margini leggi tutto
Il primo giorno di scuola
Il giorno fatidico è arrivato, quello tanto atteso dalle mamme, dai papà, dai nonni e dai parenti che formano il nucleo famigliare più allargato dei bambini e delle bambine.
Ma possiamo dire altrettanto per loro, per i nostri figli?
Oppure l’attesa – carica di emozioni, qualche volta di ansie incontenibili – è un fatto che riguarda prevalentemente gli adulti, di cui i piccoli percepiscono forse gli aspetti più deteriori, legati ai preparativi e al lungo rituale di acquisti, di corredo, di impegni e di un’immaginazione spesso fantasiosa?
Parliamo del primo giorno di scuola, naturalmente: un evento che si carica di significati allusivi prevalentemente legati alle suggestioni e al modo di pensare dei grandi.
Perché i diretti protagonisti - i figli-alunni - vivono di riflesso questo ‘avvenimento’ e spesso arrivano persino troppo preparati, tesi come se dovessero comportarsi seguendo strettamente un copione già scritto dai loro genitori.
E invece sono proprio loro, i bambini, i depositari delle proprie emozioni.
Mamme e papà, lasciate entrare vostro figlio con fiducia in quella scuola!
Non preoccupatevi subito dei risultati: arriveranno secondo i tempi e i ritmi di ciascuno, l’importante è che i bambini vivano con naturalezza il loro percorso scolastico, senza sentire il peso dell’ansia anticipatoria degli adulti. leggi tutto
La politica delle incertezze
Non ci sono sicurezze negli oroscopi della politica, né a destra, né a sinistra. Le dichiarazioni ufficiali di entrambe le parti dicono il contrario, ma basta tenere d’occhio le evoluzioni in corso per vedere il dominio di un discreto spaesamento.
La premier Meloni punta a tenere ferma la barra per una legge di bilancio senza cedimenti alla voglia di bonus e mancette (comunque camuffati) per avere a disposizione risorse per investimenti e per sostenere almeno un poco i redditi dei meno fortunati e delle classi medio-basse. Lodevole obiettivo, non fosse che poi fa fatica a contenere le pretese di chi ha lucrato in anni passati e non vuole arrendersi alla fine degli anni di privilegio: vedi alla voce questione dei balneari, che è una vergogna, ma a cui non si riesce a dare una soluzione accettabile (non solo dall’Europa, ma da tutti quelli che di rendite di posizione non ne hanno mai avute).
Le opposizioni puntano a fare “campo largo” su temi che difficilmente possono essere oggetto di dissociazione: salario minimo, politica sanitaria efficiente, un ambientalismo dato ormai per scontato, difesa dell’equilibrio distributivo delle risorse nazionali. Peccato che siano tutte etichette sotto cui non si vedono progetti articolati in modo da
Quando il mobbing lavorativo diventa stalking
La recentissima Sentenza della terza sezione penale della Corte di Cassazione n° 32770 del 21 agosto 2024 rappresenta un importante punto di svolta nella considerazione del mobbing lavorativo – quel comportamento che si estrinseca attraverso reiterate azioni vessatorie nei confronti di un lavoratore, deliberatamente messe in atto allo scopo di umiliarlo, emarginarlo, compromettere la sua integrità psico-fisica e persino costringerlo ad abbandonare il posto di lavoro o ad estrometterlo dallo stesso, solitamente generate in senso deteriore e fuorviante da un rapporto di sovraordinazione gerarchica (ma anche tra pari, il cd. ‘mobbing orizzontale’) che, ove ripetuto assumendo sembianze sistematiche, finalizzate e persecutorie, può essere assimilato al reato penale di stalking, ai sensi degli artt. 572, 610 e 612 bis del c.p.
Non sono infrequenti le situazioni lavorative – solitamente addebitabili al datore di lavoro – nelle quali il dipendente è fatto oggetto di trattamenti umilianti, offensivi, lesivi della sua dignità personale e professionale, esplicitando un accanimento nei suoi confronti, che sovente viene emarginato o escluso da comunicazioni o applicazione di norme che lo riguardano e persino da attività lavorative che potrebbe normalmente svolgere così come – di converso – attraverso l’assegnazione di compiti faticosi o umilianti, fino ad imporre in modo unilaterale e non concordato condizioni personali di lavoro, allo scopo di creare
Si vocifera
I toni miti non sembrano appartenere alle consuetudini comunicative del nostro tempo.
Difficile trovare consensi parlando sottovoce: le ragioni si conquistano con modi sovrastanti, vince l’effetto domino, non ci si può sottrarre alla gratificante soddisfazione dell’essere i depositari dell’ultima battuta.
Si parla, ci si scambiano idee e opinioni, si partecipa più o meno convintamene a questo straordinario palcoscenico planetario della recita a soggetto, dove ormai nessun contatto ci è precluso.
Si pensa, si parla, si dice: ma si sa anche ascoltare?
C’è una selezione naturale nelle scelte di quello che si ascolta, operata dalla nostra mente, dai nostri interessi e dalla nostra attenzione ma non sempre ci riesce di escludere quello che vorremmo restasse fuori.
Viviamo infatti nel magma indistinto della comunicazione al punto che ci riesce difficile separare la realtà dalla sua rappresentazione.
In una società definita complessa, senza centro e senza periferie, finisce per essere vero il tutto ma anche il suo contrario, prevalgono sempre i punti di vista, la soggettività.
Siamo solisti che ambiscono di appartenere al coro ma abbiamo la velleità di pensare che il consenso è meglio acquisirlo partendo dalle nostre personali valutazioni.
Il vociare indistinto che ci circonda finisce col diventare un limbo di soggettività. leggi tutto
Una politica che torna in movimento?
Terminato il classico periodo a cavallo del Ferragosto quando la politica si dedica a lasciar partire un po’ di fuochi d’artificio, viene il tempo in cui si deve stringere e capire cosa ci aspetta per l’autunno che sarà assai più “militante” dell’estate annunciata da Elly Schlein.
Il tema di fondo sarà inevitabilmente il varo della legge finanziaria: tema arduo non essendoci che modeste risorse a disposizione per interventi di sostegno ad un’economia appesantita da una situazione sociale che vede salari depressi e consumi a rischio contrazione, mentre i partiti, tutti, hanno bisogno di annunciare ai rispettivi elettorati una distribuzione di risorse che compiacciano le attese delle molte corporazioni italiane.
Vista la situazione e tenuto conto dei vincoli europei sulla determinazione del nostro bilancio oppresso da un debito molto alto, sarebbe necessario che si potesse avere un clima di responsabilità generalizzata per evitare zuffe parlamentari, nonché conseguenti risultati a capocchia che nuocerebbero alla tenuta della nostra affidabilità sul piano europeo e internazionale (una risorsa a cui non possiamo rinunciare). Attendersi qualcosa in questo senso appare purtroppo azzardato, perché la situazione è più che confusa sia nel campo della maggioranza di governo che in quello dell’opposizione.
La ragione è maledettamente semplice: siamo in attesa leggi tutto
La laurea, un bene di famiglia
Nell’annuale Rapporto ISTAT sui “livelli di istruzione e i ritorni occupazionali” riferito ai dati rilevati nel 2023, si evidenzia come il titolo di studio posseduto dai genitori resti un valore aggiunto per il percorso formativo dei figli. Quando infatti i genitori hanno un basso livello di istruzione quasi un quarto dei figli (il 24%) abbandona precocemente gli studi mentre di converso questa percentuale scende precipitosamente al 2% se il padre o la madre sono laureati. E mentre in un contesto familiare culturalmente deprivato solo il 10% dei figli completa il corso di studi fino alla laurea, in presenza di un genitore in possesso di laurea questo dato sale fino al 70% dei casi. È di tutta evidenza come la famiglia sia non solo un ambiente relazionale e affettivo – realtà peraltro pur sempre fondamentale per una crescita psico-fisica positiva della prole – ma inoltre come il dato culturale e più specificatamente il possesso di un titolo di studio elevato- segnatamente una o due lauree – conseguito dei genitori, rappresenti un atout di assoluto rilievo peraltro incidentale nel curricolo scolastico dei figli fino al raggiungimento, a loro volta, del più alto titolo di studio. Considerando inoltre la fascia di popolazione compresa tra i 25-64enni, il tasso di occupazione dei laureati è 11 leggi tutto
Aspettando l’autunno
È un classico: in questa stagione la politica ragiona lanciando assaggi più o meno provocatori in attesa di un autunno in cui sono sempre attesi eventi più o meno sconvolgenti. Quest’anno non fa eccezione. L’ipotesi ventilata di una possibile crisi di governo è un sasso lanciato nello stagno per vedere l’effetto che fa, in attesa delle prove d’autunno: la legge di bilancio (la vecchia “finanziaria”), le tre tornate elettorali regionali in Liguria, Emilia Romagna e Umbria, il tutto col contorno dell’attesa per le pronunce sui referendum avviati, sia in termini di raccolta delle firme necessarie per promuoverli (il cui successo pare scontato), sia a livello di ammissibilità dei quesiti da parte delle Corti.
Ancor prima, probabilmente, si saprà cosa ha deciso von der Leyen a Bruxelles circa il ruolo da assegnare al commissario italiano, per vedere poi se e come avrà il via libera dal parlamento europeo. Non una faccenduola di scarsa importanza per la premier Meloni, che a seconda di come andrà, potrebbe o rafforzarsi in qualche misura, o finire sotto l’attacco concentrico delle opposizioni e di qualche alleato di maggioranza.
Infine ci sarà da vedere se e come andranno avanti le procedure per le due riforme istituzionali, quella sul premierato leggi tutto
L’autonomia differenziata e il potere di coalizione della Lega
Come è noto, nello scorso mese di giugno è stata approvata la legge sull’autonomia differenziata (Legge del 26 giugno 2024 n.86), che definisce le procedure legislative e amministrative per l’applicazione del terzo comma dell’articolo 116 della costituzione così come modificato nel 2001. L’approvazione di questa legge è stata unanimemente considerata un successo politico della Lega che la ha promossa e di cui un importante esponente, Roberto Calderoli, ministro per gli affari regionali e le autonomie, è stato relatore in parlamento.
Questo successo è ancora più significativo se si considera che il partito leghista non gode di un consenso crescente nel paese. Al contrario, invece, il partito di Salvini, alle ultime consultazioni elettorali, ha visto ridursi in modo significativo i propri voti. Per intenderlo basterà indicare alcune percentuali. Alle elezioni politiche del 2018 la Lega aveva riportato oltre il 17% dei voti validi superando per la prima volta Forza Italia (ancora guidata da Silvio Berlusconi) che si attestava al 14% e distanziando di molto Fratelli d’Italia che doveva accontentarsi di un modesto 4,35%. Quattro anni dopo alle elezioni politiche anticipate del settembre 2022, che proprio la Lega aveva provocato determinando la caduta del governo Draghi, il partito leghista riscontrava una assai notevole perdita di consensi. In questa occasione, infatti, la Lega si attestava ad una leggi tutto


