Ultimo Aggiornamento:
15 luglio 2026
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Argomenti

Aspettando l’autunno

- 31.07.2024

È un classico: in questa stagione la politica ragiona lanciando assaggi più o meno provocatori in attesa di un autunno in cui sono sempre attesi eventi più o meno sconvolgenti. Quest’anno non fa eccezione. L’ipotesi ventilata di una possibile crisi di governo è un sasso lanciato nello stagno per vedere l’effetto che fa, in attesa delle prove d’autunno: la legge di bilancio (la vecchia “finanziaria”), le tre tornate elettorali regionali in Liguria, Emilia Romagna e Umbria, il tutto col contorno dell’attesa per le pronunce sui referendum avviati, sia in termini di raccolta delle firme necessarie per promuoverli (il cui successo pare scontato), sia a livello di ammissibilità dei quesiti da parte delle Corti.

Ancor prima, probabilmente, si saprà cosa ha deciso von der Leyen a Bruxelles circa il ruolo da assegnare al commissario italiano, per vedere poi se e come avrà il via libera dal parlamento europeo. Non una faccenduola di scarsa importanza per la premier Meloni, che a seconda di come andrà, potrebbe o rafforzarsi in qualche misura, o finire sotto l’attacco concentrico delle opposizioni e di qualche alleato di maggioranza.

Infine ci sarà da vedere se e come andranno avanti le procedure per le due riforme istituzionali, quella sul premierato leggi tutto

L’autonomia differenziata e il potere di coalizione della Lega

Maurizio Griffo * - 31.07.2024

Come è noto, nello scorso mese di giugno è stata approvata la legge sull’autonomia differenziata (Legge del 26 giugno 2024 n.86), che definisce le procedure legislative e amministrative per l’applicazione del terzo comma dell’articolo 116 della costituzione così come modificato nel 2001. L’approvazione di questa legge è stata unanimemente considerata un successo politico della Lega che la ha promossa e di cui un importante esponente, Roberto Calderoli, ministro per gli affari regionali e le autonomie, è stato relatore in parlamento.

Questo successo è ancora più significativo se si considera che il partito leghista non gode di un consenso crescente nel paese. Al contrario, invece, il partito di Salvini, alle ultime consultazioni elettorali, ha visto ridursi in modo significativo i propri voti. Per intenderlo basterà indicare alcune percentuali. Alle elezioni politiche del 2018 la Lega aveva riportato oltre il 17% dei voti validi superando per la prima volta Forza Italia (ancora guidata da Silvio Berlusconi) che si attestava al 14% e distanziando di molto Fratelli d’Italia che doveva accontentarsi di un modesto 4,35%. Quattro anni dopo alle elezioni politiche anticipate del settembre 2022, che proprio la Lega aveva provocato determinando la caduta del governo Draghi, il partito leghista riscontrava una assai notevole perdita di consensi. In questa occasione, infatti, la Lega si attestava ad una leggi tutto

Mordere il cielo

Francesco Provinciali - 27.07.2024

Per capire la metafora con cui Paolo Crepet ha intitolato il libro bisogna cogliere e spiegare le ragioni di quelle contraddizioni esistenziali a cui abbiamo dato il nome di ‘complessità’ per connotare il presente: un limbo indeterminato che contiene il tutto e il suo contrario, dal negazionismo, all’indifferenza, dalle incertezze, alle paure, al rancore, all’ignavia che ci rendono isolati e simili alle monadi di leibniziana memoria. L’omologazione culturale spinge verso i luoghi comuni: è più facile usare il pensiero pensato da altri che fare appello alla ragionevolezza e al pensiero pensante, dovrebbe essere questo il tabernacolo che racchiude le nostre irripetibili identità ma risulta più facile affidarsi alle idee e ai modelli già in circolazione. Questo risparmio di fatica può costarci una involuzione irreversibile. Sarà un refrain ricorrente ma è indubbio che l’utilizzo sempre più intensivo delle tecnologie ha provocato una sorta di anestesia dell’anima e della mente mentre dai codici semantici, simbolici ed espressivi utili per comunicare va gradatamente scomparendo l’alfabeto del cuore e dei sentimenti. Crepet non nega l’utilità del progresso scientifico ma ad una condizione: che sia sempre l’uomo ad impugnare il timone della vita e a orientarne la rotta. Osservando il futuro non è difficile preconizzare – ne aveva leggi tutto

Il quadro politico si va complicando

Paolo Pombeni - 24.07.2024

Qualcosa si muove nella politica italiana a fronte di quanto è avvenuto dopo le votazioni a Strasburgo per la riconferma di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea. Anche se inizialmente si era detto che quel che accadeva nel parlamento europeo non avrebbe avuto ricadute sulla politica di casa nostra, così non è stato.

Giorgia Meloni ha sottovalutato la portata di quel che si stava formando negli equilibri della UE. La sua scelta di opporsi alla selezione dei candidati ai vertici nel Consiglio europeo e poi di non votare la nomina della von der Leyen l’ha messa nella sgradevole posizione di perdere una quota non insignificante del prestigio che si era guadagnata. È stata oggettivamente intrappolata dalla scelta di Macron, Scholz e Sanchez di dare una torsione “partitica” alla configurazione di vertici UE, rompendo lo schema tradizionale del condominio a livello di stati. Non ha colto che le debolezze interne in alcuni contesti nazionali chiave spingevano all’arrocco, dimostrando così di non voler dare spazio ad un conclamato “vento di destra” che in realtà era meno forte di quanto voleva apparire. Questo spingeva a negare a Meloni un ruolo chiave come possibile “ponte” verso un conservatorismo di destra che in realtà non leggi tutto

Dalla nazionalizzazione dell'energia elettrica al caos del mercato libero

Francesco Provinciali - 20.07.2024

Il quarto governo guidato da Amintore Fanfani depositando il 26 giugno 1962 il disegno di legge n. 3906, intitolato “Istituzione dell’Ente per l’energia elettrica e trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche”, intendeva assumere un provvedimento che garantisse una gestione equa, omogenea, controllata della produzione e distribuzione dell’energia elettrica nell’ottica della sua nazionalizzazione. La legge istitutiva fu approvata il 6 dicembre 1962.  Fanfani era un politico di rango, un cavallo di razza, il cui pregio principale consisteva in una visione lungimirante e pragmatica del governo del Paese e della sua crescita tumultuosa in epoca di boom economico, capace di una esposizione sintetica del proprio pensiero, caratterizzata da un eloquio fluente e convincente, che anteponeva gli aggettivi ai sostantivi. Il contrario di quello che Andreotti mi raccontò molti anni dopo parlandomi della Thatcher, che di aggettivi non ne usava proprio, andando subito al sodo. Sul piano strettamente politico la nazionalizzazione dell’energia elettrica (con l’istituzione dell’ENEL) ma anche il concomitante “piano casa” (più esattamente INA CASA) tendente e realizzare una estesa progettualità residenziale sull’intero territorio nazionale (ideato da Fanfani tra il 1949 e il 1963 come Ministro del Lavoro), rappresentava un’apertura al nascente centro-sinistra (il primo Governo a guida Moro nacque il 4 dicembre 1963) e il particolare al leggi tutto

La politica estera è una cosa seria

Paolo Pombeni - 17.07.2024

Siamo alla vigilia del voto del parlamento europeo per la nomina del presidente della Commissione, ci confrontiamo con i risultati del recente vertice Nato e con le prospettive non proprio serene delle prossime presidenziali americane (complicate dall’attentato a Trump), siamo stati da poco messi di fronte all’ennesima follia della guerra fra Israele e Hamas. Ebbene di tutto questo nella politica italiana si parla con una superficialità sconcertante.

Da un lato c’è il solito Salvini che pontifica su argomenti che non padroneggia, perché solo questo può spiegare le sue affermazioni contro l’invio di armi all’Ucraina perché così si prolunga il conflitto. Certo se si disarma quel paese si apre la strada ad una vittoria totale di Putin che sta conducendo la sua guerra di aggressione con una ferocia che dovrebbe essere evidente a tutti. Sul versante opposto ci sono quelli che lamentano gli impegni del nostro governo per aumentare le spese per la difesa sostenendo che quei soldi dovrebbero essere impiegati per la sanità e per le spese sociali. Obiettivi che certo vanno perseguiti, ma senza dimenticare che sarà possibile farlo bene solo se il nostro Paese si mostrerà in grado di ottemperare alla sua parte nel quadro delle alleanze che leggi tutto

Avviso ai lettori

Paolo Pombeni - 06.07.2024
Cari lettori,
per cause tecniche dobbiamo sospendere le pubblicazioni la prossima settimana.
Riprenderemo regolarmente mercoledì 17 luglio.
 
Siamo una piccola realtà di volontariato e non sempre riusciamo a gestire qualche problema che si presenta.
La consueta pausa estiva quest'anno andranno andrà dal 5 agosto (ultima uscita sabato 3 agosto) a sabato 31 agosto. Riprenderemo regolarmente ad uscire mercoledì 4 settembre.
 
Grazie dell'attenzione con cui ci seguite e sin da ora buone vacanze a tutti
 
La redazione
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La criminalità minorile. Giustizia riparativa o giusta punizione?

Francesco Provinciali - 06.07.2024

L’omicidio di Thomas, il 16enne ucciso a coltellate a Pescara da due ragazzi poco più che coetanei, è solo l’ultimo di una serie impressionante di fatti di sangue, delitti, gesti criminali che stanno connotandosi come ‘fenomeno sociale’, nel senso che si ripetono con una frequenza disarmante e si estendono a tutti i target di estrazione e di provenienza ambientale e familiare. Il riferimento alla famiglia come soggetto interessato direttamente a queste vicende è d’obbligo visto che stiamo parlando di minorenni che in prevalenza vivono in un contesto familiare. Inevitabile quindi considerare il dolore inesprimibile dei genitori delle vittime ma anche quello, ugualmente angosciante e denso di interrogativi e sensi colpa dei padri e delle madri degli autori di questi gesti efferati, che scuotono le coscienze di tutti e squarciano il velo di apparente normalità dei contesti esistenziali di riferimento. Viviamo un tempo in cui stiamo abituandoci al peggio: qui non si tratta del solito refrain generazionale per cui si può dire che certi fatti accadevano anche in passato, solo che non se ne parlava. Vero è che i media e i social stanno diventando i megafoni del male, eppure ci sono tra i giovani esempi di serietà, impegno scolastico, rispetto dei genitori, solidarietà leggi tutto

Le lezioni francesi (e quelle britanniche)

Paolo Pombeni - 03.07.2024

Colpo atteso quello uscito dalle urne francesi, in quanto i dati consolidati non ridimensionano il successo del Rassemblement National, confermando il 33% attribuitogli dagli exit polls. Vedremo giovedì sera se i risultati delle elezioni che arriveranno dalla Gran Bretagna confermeranno anche in questo caso le previsioni: il colpo di maglio elettorale con i laburisti che vincono a valanga e i conservatori che registrano una autentica debacle.

È importante leggere in parallelo questi due casi, che sono ovviamente molto differenti, ma che, a modesto avviso di chi scrive, registrano entrambi i dilemmi in cui si battono le opinioni pubbliche in questi tempi così complicati.

In Francia si è registrato il tramonto del centrismo tecnocratico di Macron. Gli elettori si sono spaccati di fronte alle proposte di risistemazione oligarchica del quadro economico sociale fra chi ha deciso di affidarsi alla “reazione” della destra e chi scommette sulla accelerazione radicale della sinistra. La proposta del duo Le Pen-Bardella promette la difesa di quel sistema di benessere diffuso che aveva caratterizzato l’ultima fase del XX secolo rimuovendo (non si sa come) i fattori di cambiamento che si sono avuti nel contesto attuale. La sinistra, che non è molto distante in termini di percentuali di voti raccolti, leggi tutto

I difetti del progetto di riforma costituzionale sul premierato

Maurizio Griffo * - 03.07.2024

Nelle scorse settimane il Senato della repubblica ha approvato il disegno di legge costituzionale sul premierato ad elezione diretta. Com’è noto, si tratta solo della prima lettura e l’iter per un’approvazione definitiva è ancora lungo. Pertanto, può essere utile formulare qualche osservazione sul testo approvato che è ancora lontano dall’essere definitivo.

In premessa occorre ribadire che la intenzione che muove i promotori è senza dubbio condivisibile. La instabilità governativa che caratterizza il nostro paese (abbiamo avuto sessantotto governi in settantasette anni di repubblica) non fa bene né all’economia né alla credibilità internazionale dell’Italia. Perciò avere dei governi stabili ed efficaci è un obiettivo che merita di essere perseguito.

Anche la formula costituzionale che si è scelta, il cosiddetto premierato, non va rifiutata in modo preconcetto ma, in linea di principio, potrebbe essere valida se attuata in modo razionale come una forma di governo neo-parlamentare. D’altronde, per una fase non breve della cosiddetta seconda repubblica, il nostro sistema politico si stava indirizzando verso una sorta di premierato di fatto. Più volte (1994, 1996, 2001, 2006, 2008) i leader del centro destra e del centro sinistra sono stati designati come presidenti del consiglio dopo aver vinto le elezioni. Ed è un peccato che questo orientamento spontaneo dell’opinione non sia stato accompagnato da qualche leggi tutto