Ultimo Aggiornamento:
10 ottobre 2026
Iscriviti al nostro Feed RSS

Argomenti

Ricordo di Felice Gimondi: impersonificava il valore etico dello sport

Francesco Provinciali * - 01.08.2026

Tra gli italiani dopo Bartali e Coppi, lui. Ma guardandolo negli occhi non avvertivo la sensazione di essere al cospetto di uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi. Anche se parlando di Merckx, il suo avversario per eccellenza, mi disse: “Secondo me è stato il più grande di sempre: aveva doti naturali straordinarie ma poi in Eddy c’era l’applicazione, la volontà, il carattere. Una macchina costruita per vincere”.

Quegli occhi esprimevano mitezza e compostezza, ci leggevo l’umiltà del vero, grande campione che non dimenticava le sue origini e correva per vincere ma anche per riscattare un’immagine bistrattata dell’Italia e della nostra gente: “Il fascino più importante e significativo per me è l’emblema della fatica, che ti mette sullo stesso piano di tanta povera gente che deve lavorare, tribolando. Ricordo a Liegi quegli italiani che venivano sotto il mio albergo a chiamarmi e applaudirmi: era gente che lavorava in miniera e faceva della mia vittoria motivo di riscatto. Non dimenticherò mai gli italiani che ho incontrato all’estero, per via delle mie corse: avvertivo la loro sofferenza e correvo anche per loro.

Sentivo la loro nostalgia per il nostro Paese: io portavo loro il ricordo della patria lontana, quando gli italiani erano leggi tutto

Un momento inquietante

Paolo Pombeni - 29.07.2026

I fatti di Chiomonte in Val di Susa pongono interrogativi inquietanti. Sono stati messi in rapporto con i tumulti degli antagonisti a Bologna ad inizio della scorsa settimana, ma il nesso è piuttosto ambiguo, sebbene in entrambi i casi si sia assistito alla degenerazione di manifestazioni che si muovevano in modo più o meno pacifico.

Insistiamo sul più o meno. Infatti mentre a Bologna la manifestazione di protesta per la morte del marocchino Fakir indetta un po’ troppo disinvoltamente da un sindaco in cerca di visibilità aveva una modalità denunciataria pacifica, non si può dire lo stesso per quella della Val di Susa che era programmaticamente antagonista, sia pure non necessariamente orientata al tipo di violenza che si sarebbe visto in atto. È significativo soffermarsi sulle differenze tra i due episodi. A Bologna c’è stata una azione dell’antagonismo diremmo ordinario, che cerca lo scontro con le forze dell’ordine ma nel quadro di un tumulto di piazza per quanto molto pesante che ha utilizzato come armi quel che ha trovato per strada. A Chiomonte si è vista in azione una forza militarizzata, addestrata, con divise, organizzazione, strumentazione preparata in precedenza, tutto pianificato. Non si è neppure trattato per la maggior parte di soggetti legati al leggi tutto

Fame e spreco il mondo diviso tra carenza e abbondanza

Francesco Provinciali * - 25.07.2026

Nel 2024 circa 673 milioni di persone – pari all’8,2% della popolazione mondiale – hanno sofferto la fame secondo il più recente rapporto delle agenzie ONU sulla sicurezza alimentare.

Un dato in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma ancora superiore ai livelli pre-pandemici e lontano dagli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Ancora più ampio è il fenomeno dell’insicurezza alimentare: circa 2,3 miliardi di persone (28% della popolazione mondiale) vivono senza accesso stabile ad un cibo sufficiente e nutriente.

Il fenomeno è fortemente diseguale se rapportato alle aree più colpite: in Africa ci sono oltre 307 milioni di persone denutrite pari ad oltre il 20% della popolazione, in Asia occidentale si stima che circa il 12,7% della popolazione complessiva ne sia colpita, mentre in America Latina e in Asia meridionale vengono segnalate fragilità strutturali con segnali di lieve miglioramento.

In particolare i dati più recenti evidenziano come l’America Latina presenti una prevalenza della ‘condizione di fame’ intorno al 5-6%, pari a circa 41 milioni di persone, mentre nell’Asia meridionale il fenomeno assume dimensioni molto più rilevanti, coinvolgendo circa 229 milioni di individui, pari a oltre il 10% della popolazione. Tali differenze dimostrano che la fame non è un fenomeno uniforme, ma espressione di modelli diversi di disuguaglianza e accesso alle risorse alimentari.

Secondo le leggi tutto

In nome della demagogia

Paolo Pombeni - 22.07.2026

I tempi pre-elettorali sono per definizione propizi ad una impennata della demagogia, ma quando si sposano con fasi di grande crisi della politica gli argini che la contengono nei limiti della patologia dei mezzi di mobilitazione franano. Lo si sta vedendo molto chiaramente in questo momento con il parossismo a cui si è arrivati nella vicenda della richiesta di grazia a furor di popolo per il gioielliere Roggero condannato dopo tre gradi di giudizio per aver ucciso due rapinatori e cercato di farlo anche con un terzo membro della banda quando questi ormai stavano fuggendo dal suo negozio che avevano assaltato.

L’episodio era il tipico caso di cronaca che muove i sentimenti popolari più istintivi: si tratta di un uomo che, dopo essere stato non solo oggetto di aggressione personale ed essere stato testimone di pesante violenza contro la moglie e la figlia, aveva deciso di farsi giustizia da sé. Di conseguenza una quota robusta dell’opinione pubblica, scossa dal montare di violenza nella vita di tutti i giorni e dalla relativa capacità o possibilità delle forze di polizia di colpirla, si schierava istintivamente dalla parte di chi l’aveva fatta pagare ai delinquenti. Naturalmente un simile sentimento non trovava accoglienza nelle aule

  leggi tutto

L'ora dell'Europa

Francesco Provinciali * - 18.07.2026

Per come pensa e scrive Vittorio Emanuele Parsi – ordinario di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, Accademico dei Lincei ed uno tra i più autorevoli politologi del nostro tempo – mi ricorda una definizione di cui mi aveva messo a parte Giulio Andreotti (anche se nello specifico riferita ad uno statista del 900): “usa più spesso e volentieri i sostantivi che gli aggettivi”. Significativamente un complimento perché Parsi esprime la rara capacità di andare al cuore dei temi che affronta e sui quali si misura con competenza e conoscenza indiscusse. Era stato così per ‘Titanic - Naufragio o cambio di rotta per l'ordine liberale’, e si conferma tale con altrettanta e forse più penetrante e mirata lucidità in questo libro “Contro gli imperi – Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale” edito nella collana Saggi Bompiani.

Quantomeno la consapevolezza di stringere i tempi per decollare con una presenza unita, forte, coesa dell’Europa è speculare al tambureggiante, imprevedibile incedere della politica estera di Trump in materia di alleanze e di difese strategiche comuni alle democrazie occidentali.

Se nella precedente riflessione Parsi considerava i pericoli di una lenta agonia dell’ordine liberale e del pensiero occidentale, pena l’inabissamento nell’irrilevanza geopolitica, in questo nuovo e recentissimo saggio leggi tutto

Pettegolezzi, storiacce, impasse della politica

Paolo Pombeni - 15.07.2026

Va bene, è estate, sicché tutto fa brodo per occupare l’attenzione dei lettori distratti dalle vacanze, però alcune vicende sono al limite dell’eccesso. Ci riferiamo innanzitutto alla vicenda dell’attentato a Sigfrido Ranucci, che si è scoperto orchestrato, in maniera apparentemente dilettantesca, dal suo amico Valter Lavitola, faccendiere già noto alle cronache politico giudiziarie.

Senza entrare nella valutazione poliziesca di quanto è accaduto, visto che non si dispone neppure di un quadro indiziario un minimo interpretabile, ci limitiamo a segnalare come siamo di fronte alla solita storiaccia politica: un giornalista d’inchiesta, ovvero costruttore di storie di denuncia su casi che possono fare scandalo, prima glorificato come l’inquisitore/denunciatore delle nostre corruzioni tanto da farne un quasi idolo del radicalismo di sinistra, poi da quegli stessi sponsor citato come obiettivo emblematico di un potere che voleva “intimidirlo”, infine ridimensionato come professionista con almeno una frequentazione amicale a rischio, frequentazione che gli si sta ritorcendo contro. Tutto questo occasione non per suggerire ai politici un po’ più di cautela nel magnificare, così come nel demonizzare un giornalismo spettacolo, ma per rilanciare l’attenzione sulla corta visione e la mancanza di (auto)critica da parte di personaggi che pensano ancora di guadagnare credito gettando in caciara ogni fatto di cronaca: leggi tutto

L'Italia della longevità

Francesco Provinciali * - 11.07.2026

Ci sono ricerche che si limitano a descrivere la realtà e altre che aiutano a comprenderla. Il nuovo Rapporto del CENSIS, "Invecchiare nell'Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani", appartiene certamente alla seconda categoria in quanto non offre soltanto una fotografia dell'invecchiamento della popolazione italiana, ma propone una chiave interpretativa di una delle trasformazioni più profonde destinate a segnare il XXI secolo: l'affermarsi della longevità come nuova stagione della vita e come paradigma sociale, economico e culturale.

Il CENSIS accompagna da sempre l'evoluzione della società italiana attraverso il tradizionale Rapporto annuale sulla situazione del Paese, e giungerà ormai alla sessantesima edizione in questo 2026.

Accanto a questa fondamentale attività di ricerca, l'Istituto ha progressivamente sviluppato una serie di Rapporti tematici dedicati a specifici fenomeni sociali che rappresentano un prezioso valore aggiunto.

Se il Rapporto annuale restituisce la visione d'insieme dell'Italia, questi studi monografici ne approfondiscono i singoli aspetti, offrendo una lettura più ravvicinata delle trasformazioni in atto.

Nel contesto più ampio di questa consolidata attività di ricerca, l'Istituto ha infatti progressivamente sviluppato una seconda e altrettanto importante linea di indagine, costituita dai Rapporti tematici, dedicati ad ambiti specifici della trasformazione sociale. Negli ultimi anni sono stati affrontati

  leggi tutto

Adesso la preoccupazione è "Dibba"

Paolo Pombeni - 08.07.2026

Quella riforma elettorale che sembrava marciasse spedita e senza particolari intoppi, questione delle preferenze a parte, si sta complicando e non poco per la presenza nel panorama delle forze politiche di ali estreme che si pensa potrebbero scardinare tutti i conti che sono stati fatti.

Prima è arrivata la novità di Futuro Nazionale di Vannacci che mette a serio rischio le speranze del destra-centro di arrivare al fatidico 42% che gli consentirebbe la vittoria col premio di maggioranza. Sembrava che allora fosse spianata la possibilità di vittoria del cosiddetto campo largo (a cui peraltro si vuole cambiare etichetta), ma anche su quel versante si sta affacciando una presenza che scompagina. Si tratta della formazione messa in campo dall’ex grillino, o grillino in servizio permanente effettivo (scegliete voi), Di Battista, formazione dal titolo ultimativo “Schieriamoci”, in cui si pensa potrebbero confluire varie star estremiste dei talk show, da Tomaso Montanari a Francesca Albanese (quest’ultima in verità ha per ora smentito).

I sondaggisti stimano che questo raggruppamento, ove riuscisse a presentarsi, toglierebbe voti al campo largo e aumenterebbe la platea dei votanti, rendendo anche in questo caso molto problematico il raggiungimento del quorum del 42%. Aggiungiamoci che questa incertezza sui risultati renderebbe ancor più problematica leggi tutto

Malcostume, mezzo gaudio

Francesco Provinciali * - 04.07.2026

I modi di essere della politica e dei partiti alimentano da tempo stati d’animo negativi, indifferenza, apatia, distacco e rassegnazione nella società civile.

L’astensionismo e il voto di protesta sono solo alcune espressioni eclatanti di una disaffezione generale, di un discredito che getta ombre inquietanti sulle speranze di certezze e alimenta nuove difficoltà.

Osservando e cercando di decifrare – tuttavia – fatti di cronaca diffusi e ricorrenti ci si chiede fino a che punto essi siano la conseguenza diretta della malapolitica e in quale misura essi esprimano – invece - comportamenti collettivi ormai radicati e dilaganti tra di noi.

Dare tutte le colpe alla politica è uno sport nazionale assai praticato ma non deve diventare un alibi.

Anche il tessuto sociale è intriso di azioni esecrabili (corruzione diffusa, violenza sulle donne e sui minori – spesso originata all’interno del nucleo familiare - evasione fiscale, truffe, raggiri, aggressività crescente…) e animata da sentimenti negativi (sospetto, rancore, invidia, delazione, tradimento…). C’è gente che gode più della sofferenza altrui che del proprio personale benessere.

La verità è che ci stiamo abituando reciprocamente al peggio: alzando ogni giorno l’asticella che ci separa dal senso del limite finiamo per invocare la condanna del nostro prossimo e trovare invece attenuanti per noi stessi. Giustificando le leggi tutto

Partiti impantanati nella pre-tattica

Paolo Pombeni - 01.07.2026

D’accordo, ormai è estate, per di più il caldo è opprimente, per cui l’attenzione verso la nostra vita politica interessa quel che resta dei militanti e dei professionisti del ramo, molto scarsamente l’opinione pubblica generale. Eppure quasi tutti sono convinti che la campagna elettorale per le elezioni politiche (che non si sa ancora se saranno il prossimo aprile o il prossimo ottobre) sia già robustamente iniziata, anche se a noi sembra che i partiti, ma ancor più i loro leader per ora siano impegnati in quella che una volta si chiamava pre-tattica.

Si stanno facendo i conti con un quadro che, come abbiamo già avuto modo di scrivere, non è più quello di prima, perché sconta una frammentazione più radicata di quel che si prevedeva. Le novità sono il partito di Vannacci, che cresce nei sondaggi, e l’arcipelago dei centristi, dove c’è di tutto e di più.

Si dice giustamente che l’ex generale non ha fatto altro che riassemblare gli “animal spirits” che avevano già evocato disinvoltamente sia la Lega che FdI. La differenza è che questi credevano di agitarli tanto per fare un po’ di propaganda populista e raccogliere voti, riservandosi poi di gestirli con moderazione o di lasciarli cadere nelle sedi politiche leggi tutto