Ultimo Aggiornamento:
11 luglio 2020
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Argomenti

Seduti su un cumulo di macerie

Francesco Provinciali * - 17.06.2020

Ho ascoltato recentemente una riflessione di Giuseppe De Rita che considera imparagonabile l’attuale fase critica, economica e sociale, post-pandemica con il periodo di ricostruzione del dopoguerra.

Mi è venuto in mente quando mi raccontò delle notti trascorse a guardare le ellissi sul soffitto per le allucinazioni dovute alla fame: una metafora significativa per rappresentare un’idea di Paese distrutto e ridotto alla  miseria. Guardandoci intorno e valutando i danni dello tsunami provocati dal Covid-19 , anche nella loro proiezione nel medio-lungo periodo ci rendiamo conto che le due epoche non sono comparabili.

Allora si ripartiva da zero, oggi non siamo nelle condizioni di vedere rimosso del tutto ciò che lentamente abbiamo costruito: l’economia, l’industria, le tutele sociali, persino le rendite accumulate dalla “società signorile di massa” di cui ci parla il sociologo Luca Ricolfi (nella sua ultima definizione divenuta “società parassita di massa”), ciò che osserviamo intorno a noi nella realtà e nella virtualità dell’esistenza, tutto ci spiega di due condizioni storiche diverse, di un certo benessere raggiunto.

Ed è proprio il lungo periodo di ricostruzione post-bellica che enfatizza il disagio provocato dal dover rinunciare ad abitudini, conquiste, condizioni di vita di un contesto antropologico consolidato.

Ci sono limitazioni oggettive nei comportamenti individuali e leggi tutto

Regioni ordinarie, a settembre si vota

Luca Tentoni - 13.06.2020

Il voto nelle sei regioni a statuto ordinario, fissato per il 20 e il 21 settembre, sarà un esame per le forze di governo e opposizione. Non conteranno solo le "bandierine" (cioè le presidenze conquistate: si parte da quattro a due per il centrosinistra, ma potrebbe finire tre pari) ma anche i voti alle "famiglie politiche". Alcune liste, infatti, fra le quali quella del Pd, saranno certamente penalizzate dalla presenza di "partiti del presidente" (così come accadrà alla Lega in Veneto con la lista Zaia), quindi i bilanci andranno fatti nel complesso, non nel dettaglio, a maggior ragione perché le specificità del voto in ciascuna delle sei realtà locali possono portare a scostamenti percentuali elevate rispetto al 2015, al 2018 e al 2019 che invece - prendendo tutte le regioni alle urne nel complesso - possono essere ricondotti a parametri di ragionevole utilità. Va innanzitutto fatta una distinzione fra il diverso rendimento strutturale dei tre poli nelle sei regioni: i Cinquestelle sono sistematicamente sovrastimati rispetto al dato nazionale (2018: 35,8% contro 32,7%; 2019: 19,5% contro 17,1%) mentre il destra-centro è sottostimato (35,3% nel 2018 contro il 37% nazionale; 48,4% nel 2019 contro 49,6%) e il centrosinistra è invece in linea (2018: regioni 22,5%, Camera 22,9%; 2019: 27,5% contro 28,1%). Se dunque le regionali sembrano in grado di restituirci una proiezione attendibile sul peso del centrosinistra, va fatta leggi tutto

Quel mattino di primavera

Francesco Domenico Capizzi * - 13.06.2020

La notizia che la pandemia abbia portato gli Stati Uniti alla testa della triste classifica mondiale dei contagi e dei decessi e, nel contempo, causato finora  oltre 20 milioni di disoccupati, difficilmente riassorbibili nel mercato del lavoro, conduce ad inevitabili considerazioni che sconfessano uno dei fondamenti su cui è costruita la Costituzione americana: “ tutti gli uomini sono stati creati uguali… dotati di Diritti inalienabili, fra questi la Vita, la Libertà, la ricerca della Felicità”. Infatti, la situazione di precarietà socio-sanitaria degli USA poggia su uno storico, e ancor solido modello liberista, gravato dal più elevato tasso di privato conosciuto in ogni ambito delle organizzazioni sanitarie dell’Occidente con l’effetto inevitabile di divaricare le diseguaglianze sociali fino alla rottura con conseguenze incalcolabili, estensibili in ogni piega della società.

Difficile mantenere intenti ideali tanto alti, addirittura di stampo teleologico, se perfino la American Medical Association nel 2007 ha dichiarato pubblicamente la sua  “contrarietà alla Riforma sanitaria per un possibile deragliamento del sistema sociale verso un modello d’impianto socialista” di fronte alla volontà e alle iniziali misure dell’Amministrazione Obama di estendere, a fasce bisognose di popolazione, la gratuità dei diritti assistenziali.

Al di là delle enunciazioni e contrapposizioni di principio i dati essenziali parlano chiaro: negli leggi tutto

L’enigma Conte

Paolo Pombeni - 10.06.2020

Va di moda fare l’oroscopo al governo Conte: non cade, cade, quando cade, come cade, ecc. L’unica cosa su cui c’è un consenso abbastanza ampio è che per ora regge, più che altro per mancanza di alternative (il che non è il modo migliore per reggere). Una crisi al buio, di questi tempi, non è augurabile per nessuno, neppure per l’opposizione, che certo lavora perché Conte lasci Palazzo Chigi, ma vorrebbe sapere con quali scenari per il dopo. In fondo uno sfascio totale non sarebbe nell’interesse di nessuno, neppure di Salvini e Meloni, che sono politici abbastanza navigati da sapere che il salto nel buio non è lo sport più consigliabile.

Al premier viene rinfacciata l’inclinazione al solipsismo. Ne ha data ampia prova durante la fase 1 della pandemia con l’uso eccessivo dei DPCM, la mania delle conferenze stampa che tanto somigliavano al desiderio di ergersi a colui che parla a tu per tu con la nazione. Ha proseguito in sostanza nella fase 2, mitigandosi appena un poco, ed è ricaduto nel vizio all’apertura della fase 3 con l’annuncio in solitaria di aver indetto gli Stati Generali dell’Economia.

I partiti che lo sorreggono non l’hanno presa bene, ed è comprensibile. La mossa è indirizzata ad intestarsi in prima persona la leggi tutto

Ciò che serve alla scuola, tra ripartenza e rinascita

Francesco Provinciali * - 10.06.2020

E’ praticamente dal ’68 che il sistema scolastico italiano non conosce tregua tra crisi vere e crisi inventate.

I decreti delegati del 1974 da un lato avevano avuto il pregio di definire ruoli e funzioni del personale in un contesto istituzionale che consacrava le spinte dell’evoluzione sociale, dall’altro avevano sofferto le difficoltà del transito da una struttura ordinamentale verticistica e gerarchizzata ad un modello che integrava nuovi soggetti e si apriva ad  una gestione collegiale: ne sono derivati alcuni vantaggi e molte difficoltà che vigono tuttora, ereditate.

Paradossalmente la deriva di democratizzazione dei processi decisionali ha assecondato una tendenza in atto nella società italiana e nei suoi apparati: la bulimia legislativa, con una esponenzialmente crescente proliferazione di nuove disposizioni,  in un contesto generalizzato di burocrazia paralizzante che ha prodotto una sorta di narrazione autoreferenziale fuorviante e inconcludente.

Ci si aspettava che accadesse il contrario: le logiche di buon governo e di programmazione dovrebbero favorire la semplificazione delle procedure e la focalizzazione degli obiettivi e dei fini che ciascuna istituzione deve perseguire.

Da quando nella scuola è entrato di tutto i corollari hanno a poco a poco sostituito  i compiti essenziali del sistema formativo, con una sovrapposizione di ruoli, iniziative e funzioni che leggi tutto

Partito: una parola tabù

Luca Tentoni - 06.06.2020

Alla base della Seconda repubblica c’è un elemento di grande ipocrisia. Riguarda l'uso della parola "partito", che dopo il 1993 ha fatto la stessa fine della parole "patria"; ogni volta che "cade un regime", insomma, non sapendo fare i conti con la nostra storia li facciamo con la toponomastica (come in effetti è giusto) ma anche con il linguaggio corrente. Però, così come la Patria non è morta neanche l'8 settembre del 1943 (e semmai è risorta il 2 giugno 1946, a volerla dire con enfasi), tanto da essere rivalutata da un Capo dello Stato antifascista come Carlo Azeglio Ciampi, anche i partiti non sono affatto defunti. Anzi, già dal 1994, cioè nel primo parlamento della "Seconda repubblica", molti gruppi e molti soggetti politici (tranne il Ppi e il Pds, ad onor del vero) hanno continuato e continuano tutt'oggi ad agire come partiti, vergognandosi però di definirsi tali. Ciò è accaduto per tre motivi: negli ultimi ventisette anni, partito è sinonimo di corruzione, burocrazia politica, tangenti. In tutti i sondaggi il discredito per i partiti è a livelli record. Però è il nome che non piace, perché' se nove su dieci non amano i partiti, almeno sette su dieci (alle elezioni) li votano. Strano, vero? Il secondo motivo attiene al rinnovamento: leggi tutto

I topi non devono fumare

Francesco Domenico Capizzi * - 06.06.2020

Istituzioni e politica potranno ignorare che i fumatori positivi al Coronavirus presentano, rispetto ai non fumatori, situazioni cliniche più gravi e suscettibili di terapia intensiva e di ventilazione meccanica? L’esperienza cinese ha dimostrato una significativa differenza di genere nei tassi di letalità – il 4.7% degli uomini contro il 2,8% delle donne - attribuita al tabagismo: i maschi cinesi fumano in misura del 50%  contro il 3% delle femmine (fonte: Istituto Superiore di Sanità).

Il tabacco agisce quale reale fattore di rischio degenerativo, oltre che cariocinetico, su tutti gli apparati, nessuno escluso, promuovendo bronco-pneumopatie cronico-ostruttive (BPCO), ulcere pepti­che, reflussi gastro-esofagei, ipertensioni arteriose, infarti miocardici, arteropatie, aterosclerosi, ictus e deperimenti cerebrali, diabete mellito, cataratte, degenerazione maculare, paradontopatie e carie, ipoacusie, riduzioni di fertilità e ritardi e patologia dello sviluppo embrionale e fetale, disturbi al normale ritmo veglia-son­no, effetti anoressizzanti ed eccitanti. ecc. a causa delle quasi 7.000 (sic!) sostanze chimiche, di cui 70 connesse alle patologie neoplastiche, che si sprigionano nella combustione del tabacco.

Da oltre un secolo è nota la relazione fra tabagismo e insorgenza di cancro polmonare (v. grafico), senza contare altre localizzazioni, delle quali una è raffigurata plasticamente nel proscenio di Luigi Pirandello de “ L’uomo dal fiore in bocca” (1922): “Venga... le faccio vedere una cosa... Guardi, leggi tutto

Si prepara la battaglia d’autunno?

Paolo Pombeni - 03.06.2020

Parlare di quel che accadrà in autunno quando non abbiamo ancora chiaro cosa accadrà nei prossimi mesi può sembrare strano. Ma è quello su cui ragiona la politica italiana, convinta che per il momento ci sia uno spazio di manovra relativo. Ciò non significa ovviamente starsene con le mani in mano, ma semplicemente limitarsi ad un poco di pre-tattica in vista della battaglia che si ritiene inevitabile si avrà in autunno.

Non è possibile sapere in quali condizioni, perché non poco dipenderà da cosa accade in questi mesi estivi, ma alcuni elementi si possono intravvedere. Non è per esempio chiaro in quali condizioni si troverà il paese. Molti scommettono che avremo una diffusa rabbia popolare, più o meno “sorda”, perché per allora sarà maturata una presa di coscienza dello stato di difficoltà in cui si muove l’economia italiana. Può essere, ma c’è da dire che questa situazione colpirà duramente alcuni settori, in maniera sopportabile altri, quasi per nulla altri ancora. La proporzione fra questi settori è difficile da calcolare, ma lo è ancor più la loro psicologia.

Prendiamo un settore che, almeno al momento, non vedrà alcun cambiamento, ed è quello di chi lavora nel pubblico impiego o gode di un reddito da pensione. Per ora leggi tutto

La Democrazia e i diritti dei lavoratori. Un anniversario da ricordare

Fulvio Cammarano * - 03.06.2020

Il 20 maggio 1970, 50 anni fa, entrava in vigore la legge 300, comunemente definitiva Statuto dei Lavoratori. Fu un evento di straordinaria importanza perché, come si è spesso ripetuto, la legge introduceva finalmente  lo spirito della Costituzione anche nell’impenetrabile e autoritario mondo del lavoro. Il big bang del ’68 e soprattutto la conflittualità nelle fabbriche durante l’autunno caldo erano stati determinanti nel condurre in porto un progetto a cui gli esponenti del riformismo più radicale del Partito socialista (Giacomo Brodolini e il giovane Gino Giugni, solo per fare due nomi) e della Democrazia Cristiana (Carlo Donat Cattin su tutti) stavano lavorando da tempo. Non era più una questione di innovazione degli orizzonti del diritto del lavoro, ma di una vera e propria cesura storica nelle vicende dello Stato italiano perché con lo Statuto si ponevano le basi per l’integrazione all’interno del sistema politico e sociale italiano del ribollente universo del mondo del lavoro. Quella legge può dunque considerarsi a tutti gli effetti, con il senno di poi, un successo della classe politica dell’Italia repubblicana perché aveva dimostrato come fosse in grado di confrontarsi con il problema dei problemi di un regime democratico: il governo della conflittualità del lavoro.

Quella legge può dunque leggi tutto

Riapertura delle scuola a settembre: più incognite che certezze

Francesco Provinciali * - 03.06.2020

Una delle conseguenze più evidenti della diffusione pandemica del COVID-19 – oltre il dato strettamente epidemiologico e sanitario che ne costituisce certamente l’aspetto più grave ed eclatante – è stata la brusca interruzione delle attività didattiche, la sospensione delle lezioni e la chiusura delle scuole in corso di anno scolastico: ciò ha riguardato all’atto pratico i sistemi formativi di tutti i Paesi del mondo, pur con differenti approcci e livelli decisionali. Analogamente il problema si riproporrà al momento della riapertura del nuovo anno scolastico e ciò a motivo del fatto che le misure di contenimento della pandemia possono subire variazioni e prevedere accorgimenti diversi in una situazione ove permangono vaste aree di contagio, non essendo stato debellato il virus ed essendo verosimilmente ancora lontano il momento in cui si potrà disporre di un antidoto vaccinale.

Le misure del distanziamento, dell’igiene delle mani e l’obbligo delle mascherine resteranno ancora per un tempo ragionevolmente lungo e  imprevedibile i primi, imprescindibili accorgimenti per monitorare il contagio, prevenirlo ed evitarne una possibile ripresa in concomitanza con l’allentamento di altre misure restrittive come previsto dalla cd. “fase 2”e in considerazione delle leggi tutto