Ultimo Aggiornamento:
24 settembre 2022
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Argomenti

Vaghe Stelle del firmamento politico

Paolo Pombeni - 22.06.2022

La spaccatura fra governisti e barricadieri era inevitabile scoppiasse prima o poi nei Cinque Stelle. Magari era difficile pensare qualche tempo fa che il governista sarebbe stato l’ex capo politico Di Maio e il barricadiero il nuovo capo politico Conte, ma in un quadro in cui il supremo orizzonte è il tirare a campare, il che. come insegnava Andreotti, è meglio che tirare le cuoia, non c’è da stupirsi di nulla.

Curiosamente a terremotare il sistema hanno lavorato gli stessi Cinque Stelle, vuoi con la regola dei due mandati che è troppo stretta, vuoi con il taglio del numero dei parlamentari. La prima regola non è affatto una novità grillina: in teoria c’è anche in altri partiti, solo che lì è temperata dalla possibilità dei vertici di concedere “eccezioni” (regolari per i leader più in vista), ma soprattutto dal fatto che riguarda ogni ambito elettivo, per cui puoi fare due anni in un comune, due in una regione, due in parlamento. Si dice che qualcosa di simile volesse proporre Grillo, ma la difficoltà è che non c’è paragone fra quel che si “guadagna” da più punti di vista nei diversi ambiti e soprattutto che nel caso presente si tratterebbe per tutti i parlamentari di una retrocessione, leggi tutto

L'ordine liberale è evoluzione

Tiziano Bonazzi * - 22.06.2022

Dovevamo proprio farci sbattere in faccia da Putin al Forum economico di San Pietroburgo che è finito l'ordine liberale mondiale dominato dagli Stati Uniti con l'alleata l'Europa compartecipi di una storia spesso tragica, ma comune? Dovevamo lasciare che fosse Putin a far uscire dai circoli degli esperti e a sbattere in prima pagina questa ovvietà? È successo perché è una ovvietà che fa male e che costringe ad abbassare la cresta a noi opinione pubblica, opinione politica, galletti indomiti perché ciechi. Facciamo un esempio illustre che risale ai tempi aurei della conquista europea del mondo e della costruzione dell'universo politico moderno, l'esempio di Alexis de Tocqueville, uno dei grandi padri del liberalismo. Nella prima metà dell'Ottocento Tocqueville scoprì in America la democrazia trionfante, ne preconizzò con timore l'allargarsi in Europa e teorizzò che negli Stati Uniti la democrazia poteva sussistere perché era una democrazia costituzionale e liberale che divideva il potere fra molti centri istituzionali in modo che nessuno potesse prevaricare e al tempo stesso costituzionalizzava i diritti individuali. Un grande; ma un grande che negli anni Quaranta approvò la guerra devastante della Francia in Algeria, i continui massacri che l'Armée commetteva per assoggettare gli arabi e giudicò necessaria la colonizzazione leggi tutto

Le elezioni amministrative del 2022

Luca Tentoni - 18.06.2022

In un decennio nel quale la mobilità elettorale si è rivelata enormemente superiore al passato, trarre previsioni sulle politiche del 2023 dalle amministrative del 12 giugno scorso è sbagliato. Tuttavia, ci sono delle linee di fondo che si colgono nel breve e nel medio periodo: così come l'ascesa dei Cinquestelle alle politiche del 2013 fu annunciata nel 2012 a Parma dall'inattesa vittoria di Pizzarotti e la vittoria del 2018 fu preceduta dalla conquista di Roma e Torino, anche il 34% della Lega alle europee del 2019 aveva visto il Carroccio crescere in modo sempre più impetuoso fra il 2015 e il 2018 e, in misura maggiore, nei test precedenti il voto per l'Europarlamento. Le tendenze di oggi sono molto chiare: la netta crescita di Fratelli d'Italia, che moltiplicando (nei ventisei capoluoghi di provincia) per quasi tre volte la percentuale ottenuta alle comunali del 2017 è il primo partito del destracentro, con Lega e FI in ripiegamento (il Carroccio perde un decimo dei consensi, gli azzurri un quinto); il primo posto del Pd in assoluto (con un progresso dell'1,9% rispetto al 2017); il netto declino del M5s, che perde 119mila voti su 156mila rispetto alle precedenti comunali, cedendo il 64% dei consensi anche nei capoluoghi regionali dove (in particolare Genova e Palermo) era più forte e strutturato. leggi tutto

Il genocidio dell'Holodomor e le opinioni politiche in Italia, oggi ribaltate

Francesco Provinciali * - 18.06.2022

La mozione presentata alla Camera dal PD sul genocidio dell’Holodomor perpetrato tra il 1932 e il 1934 ad opera del regime staliniano (morirono per carestia e per fame cinque milioni di persone di cui tra i tre e i quattro milioni erano ucraini) intende chiarire che si trattò del più grave sterminio della storia europea del XX secolo dopo l’Olocausto. Esso si verificò nei territori allora facenti parte dell’ex URSS, nelle aree geografiche attualmente corrispondenti all’Ucraina, al Kazakhistan e alla regione del Volga. “Holodomor è una parola ucraina che significa “sterminio per fame”: milioni di persone furono private dei mezzi di sostentamento, della possibilità di spostarsi, lavorare, procurarsi il cibo, confinate in intere città e i loro beni confiscati, assoggettate ad operazioni di persecuzione e blocchi stradali ad opera della polizia anche per stroncare l’identità politica del popolo ucraino e degli oppositori del totalitarismo sovietico. Questi fatti storici furono documentati per la prima volta dallo storico inglese Robert Conquest nel 1986 e nel 2023 ne ricorrerà il novantesimo anniversario. Significativo l’intendimento di questa mozione: impegnare il governo d’intesa con il Parlamento a riconoscere l’Holodomor come genocidio messo in atto dal regime comunista sovietico per volere di Stalin, che mirava ad annientare una parte di popolazione leggi tutto

Suggestioni dalle urne

Paolo Pombeni - 15.06.2022

La lettura dei dati elettorali è sempre complicata, ma lo è specialmente quella che deve estrarre dei trend nazionali da competizioni amministrative inevitabilmente caratterizzate dai fattori locali. L’esame tecnico lo lasciamo agli specialisti (lo farà il nostro Luca Tentoni sabato), noi ci limitiamo a valutare le suggestioni che emergono da quanto è accaduto domenica 12 giugno.

Il primo dato che ci colpisce è il calo della voglia di partecipazione politica. Quasi drammatico nel caso dei referendum (mal impostati e peggio gestiti), ma notevole anche per quanto riguarda realtà locali, grandi, medie e piccole, dove sostanzialmente quasi la metà degli elettori manifestano indifferenza circa il possibile risultato. Temiamo che stia montando sempre più la convinzione in larga parte dei cittadini che “questo o quello per me pari sono”, tanto poi i problemi non si risolvono. È un po’ qualunquistico dirlo, ma nella ricezione della gente Roma era invasa dai rifiuti e dai cinghiali con la Raggi e la situazione è più o meno uguale con Gualtieri. I due personaggi sono molto diversi, ma una realtà degradata non si lascia domare.

I partiti hanno fatto uno sforzo modesto per riportare i confronti per i sindaci nell’alveo di impostazioni “nazionali”, il che è abbastanza curioso visto che i comuni saranno enti

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“Le conseguenze della guerra”: dalla dolente Europa di Rubens a….?

Raffaella Gherardi * - 15.06.2022

Mentre l’Europa è dilaniata dalla Guerra dei Trent’anni (1618-1648), Peter Paul Rubens, (testimone delle distruzioni in atto a ogni livello e delle numerosissime vittime che essa viene sempre più mietendo non solo fra gli eserciti che si combattono ma anche fra i civili, a causa delle epidemie e della carestia che essa ha innescato e contribuito a diffondere), porta a termine un grande quadro che intitola “Le conseguenze della guerra”. Anche nei secoli a venire questa opera suonerà a potente critica della guerra e magistrale rappresentazione dei suoi effetti devastanti. All’interno di un universo profondamente simbolico e allegorico campeggia la figura di Marte, Dio della guerra, che vince su Venere, Dea dell’amore, che invano cerca di trattenere il suo impeto. Egli avanza da trionfatore, calpestando inesorabilmente ogni simbolo della cultura, della scienza, dell’arte e ogni forma di civile convivenza. Altre figure spaventose balzano poi alla ribalta nel cupo scenario che il pittore rappresenta: così i mostri della peste e della carestia e la figura assai inquietante della furia Aletto, personificazione di una irrefrenabile e incontenibile discordia, capace di strappare via lo stesso Marte dall’abbraccio di Venere. La sua forza trascinatrice è talmente potente che niente e nessuno può resisterle: sul suo cammino ogni leggi tutto

Verso la scuola 4.0 nel PNRR, tra digitalizzazione, nuove forme di reclutamento e aggiornamento del personale

Francesco Provinciali * - 11.06.2022

La relazione del sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli  al Consiglio dei Ministri del 26 maggio u.s. ha fatto cenno ad alcune piste su cui intende muoversi il Governo per presentare un modello di scuola definito 4.0, in linea con il Decreto Legge PNRR/2- bis pubblicato sulla GU n.°100 del 30/4 e ora in discussione alle Camere, per aderire alle richieste dell’U.E. di innovazione del sistema formativo e per consentire l’accesso ai finanziamenti europei del Recovery Fund- Next generation EU.

Ambiziosamente la relazione aggiorna gli obiettivi di giugno per il piano di trasformazione del Paese, in tutto 30 di cui 18 definiti “conseguiti” e riguarda tutti i Ministeri: sullo sfondo la riconversione ecologica e il piano di trasformazione digitale della P.A.

In materia di istruzione, con il citato Decreto Legge è stata riformata la carriera dei docenti con la definizione di nuovi sistemi di reclutamento e di formazione.

Si prevede inoltre un Decreto ministeriale per l’adozione del piano Scuola 4.0 al fine di favorire la transizione digitale del sistema scolastico italiano per creare scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori, partendo dalla trasformazione di 100.000 classi in ambienti di apprendimento innovativi e alla creazione di laboratori per le nuove professioni digitali in tutte le scuole del II ciclo. leggi tutto

Dopo la Sibilla elettorale

Paolo Pombeni - 08.06.2022

Ricordate la storiella che ci raccontavano a scuola sulla Sibilla che ti dava un responso così ambiguo che si sarebbe comunque rivelato esatto consolidando così le facoltà divinatorie della Signora? “Ibis redibis non morieris in bello”, ovvero: andrai ritornerai non morirai in guerra. Tutto dipendeva da dove mettevi la virgola: se dopo “redibis non,” morirai, se dopo “redibis” allora non morirai. Ovviamente dove mettere la virgola toccava all’interprete, la Sibilla ti avrebbe reclamato la risposta giusta dopo che il fatto fosse accaduto.

Bene, questa storiella ci è venuta in mente vedendo il dibattito sul peso che avrà il test elettorale del prossimo 12 giugno, perché crediamo che sarà un enigma che tutti interpreteranno come vogliono e non ci sarà nessuna ricaduta “oggettiva”, ma solo un gioco di letture che ciascun contendente metterà in campo per dire di essere in buona salute (politica). Un po’ lo si è sempre fatto, ma questa volta ci sono tutte le condizioni per farlo alla grande.

Partiamo dalla lettura dei risultati del referendum. Nella previsione molto probabile che non si raggiunga il quorum questo verrebbe interpretato come una sconfitta di Salvini che fra i politici ne è stato il principale sostenitore. Ma si possono vedere le cose diversamente. Se leggi tutto

La dispersione scolastica implicita: un quindicenne su due non comprende ciò che legge

Francesco Provinciali * - 04.06.2022

A margine del Convegno “Impossibile” promosso da ‘Save The Children’ sulle problematiche (ricorrenti) e sulle aspettative (inevase) che riguardano bambini e adolescenti, restano i dati impietosi sciorinati, nella quattro giorni di confronto e riflessione, dal Presidente Claudio Tesauro.

Ci sono tendenze e derive che si stanno consolidando, come la cd. “dispersione scolastica implicita” che consiste nei deludenti risultati in termini di apprendimento e formazione che gli studenti conseguono nel corso del curricolo degli studi, già considerando le abilità di base. Se utilizzassimo come parametro di valutazione degli esiti di istruzione la tassonomia di Bloom (conoscenza-comprensione-applicazione-analisi-sintesi e valutazione) ci accorgeremmo che un quindicenne su due non è in grado di comprendere il significato di un testo scritto sottopostogli come lettura. Fermandosi forse ben prima dei livelli sopra richiamati: siamo lontanissimi dal conseguimento del ‘problem solving’, come capacità di coniugare intelligenza e intuizione, che presuppone il possesso di tutti i passaggi apprenditivi “a salire” enunciati nella tassonomia stessa. L’OCSE da tempo evidenzia una sorta di inefficacia formativa del sistema scolastico italiano, mentre i test INVALSI (per quanto antipatici, ostici e parziali) confermano questa scia negativa che si protrae e ingloba livelli e gradi del corso di studi: secondo i dati del 2021 due quattordicenni leggi tutto

La pandemia tabagica causa malattie e stragi evitabili

Francesco Domenico Capizzi * - 04.06.2022

Accantonata l’idea, dimostratasi balzana, che il fumo di tabacco possegga il potere di incrementare le capacità intellettive e di suggerire all’osservatore un segno distintivo personale, in mezzo alla crescente emersione delle indistinte masse popolari, è residuata la pretesa aurea di emancipazione e convivialità insita nella cerimonia del fumo.

Trascorsi molti decenni dal 1938, allorché la già prestigiosa Rivista scientifica Science denunciò le conseguenze patogene derivanti dal tabagismo, in termini di degenerazioni tissutali, malattie, invalidità e significativa minore attesa di vita, nulla di serio è stato ideato e realizzato per combattere la pandemia tabagica da cui derivano stragi annuali in tutti i Paesi dell’intero globo per malattie evitabili cronico-degenerative. Di fatto il tabagismo conduce direttamente o favorisce, soprattutto nei Paesi industrializzati (in Italia provoca 90-93.000 e oltre decessi per anno), a tumori (30-95% a seconda delle localizzazioni), arteriopatie (90%), enfisemi polmonari (80%), infarti cardiaci (4/5), ictus cerebrali (80%), cataratte (70%), sordità (20%), e sostanzialmente contribuisce plasticamente alla stesura di ogni indice di Trattati di Patologia medica e chirurgica (OMS 2020, ISTAT 2021).

La linea di confine socio-sanitaria, in realtà, si colloca fra chi fuma, sigarette e affini, prima ancora delle quantità e delle modalità, e chi non fuma e non sia soggetto a fumo di seconda mano (fumo passivo) o a fumo di terza

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