Ultimo Aggiornamento:
23 gennaio 2021
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Argomenti

Il virus influisce anche sull'analisi politica

Luca Tentoni - 31.10.2020

Se l'analisi politica è normalmente difficile, dovendo tenere conto di molteplici fattori che non riguardano solo i partiti ma anche le istituzioni, la società, l'economia, il contesto internazionale, in questi tempi di pandemia e di disorientamento tutto diventa più complesso. Gli attori politici sono costretti a cambiare registro: così, nessuno può dire più che col reddito di cittadinanza la povertà è abolita (M5s), che dobbiamo fermare a tutti i costi gli immigrati che arrivano sulle coste italiane (come se non entrassero anche via terra, in numero ancor maggiore), causa presunta di tutti i mali e i problemi del Paese (Lega-FdI) perché l'agenda è cambiata e il "pubblico" (così è reputato l'elettorato, spesso) non segue più la musica di un anno fa, diventata improvvisamente démodé. Dopo goffi tentativi di sbilanciarsi sulla necessità di "aprire tutto" e "chiudere tutto" a giorni alterni (si è visto a marzo che certe dichiarazioni di leader di vario colore politico mutavano repentinamente, creando un effetto che in altre circostanze - non tragiche come quelle - sarebbe stato comico), si è passati ad altro. C'è chi ancora parla di rimpasto (sottovoce, però, perché forse al Quirinale l'ipotesi non trova udienza) o ripete il solito giochino di sfilarsi subito dopo un'intesa (Renzi, che ormai fa leggi tutto

Via della seta, Trieste e Genova: chi esce e chi resta

Francesco Provinciali * - 31.10.2020

Il Memorandum del marzo 2019 sottoscritto da Italia e Cina aveva previsto l’individuazione delle aree portuali di Genova e Trieste quali“ terminali europei della via della seta”, a significare un accordo strategico sul piano geopolitico e geoeconomico , fortemente voluto dai ‘5 stelle’ nel primo governo Conte.

Dopo lo tsunami pandemico che ha investito il pianeta, questo tema è stato accantonato per dar spazio ad emergenze sanitarie ed economiche ben più gravi e pressanti: sarebbe interessante sapere se quella destinazione d’uso dei due porti italiani sopravviverà a tutto quel che è accaduto dopo, compresi i dubbi sulla genesi della pandemia, gli altri accordi commerciali su telefonini, monopattini e mascherine non omologate UE,  le tesi complottiste sul virus da laboratorio, supportate dalle dichiarazioni della virologa cinese Ly Me Yang (intervistata a fine settembre da Maria Luisa Rossi Hawkins) : "Presto pubblicherò un altro rapporto, oltre a quello che ho già diffuso. Conterrà molti dettagli specifici su come sia stato sviluppato il virus e su chi era in possesso delle sostanze utilizzate. A quel punto tutti potranno vedere che ho ragione". Purtroppo queste affermazioni non hanno avuto seguito e ci si chiede se la scienziata in questione fosse a libro paga di Trump (come qualcuno ha maliziosamente spifferato) leggi tutto

Davanti ad un futuro problematico

Paolo Pombeni - 28.10.2020

L’ennesimo DPCM non ha ristabilito alcuna tranquillità nel rapporto fra politica e società. Più passa il tempo, più la questione centrale diventa la problematicità del futuro che abbiamo davanti: nessuno riesce a proporre un orizzonte verso cui muoversi.  Nella prima fase della pandemia ci si è cullati nel famoso slogan “andrà tutto bene”: sottintendeva che l’attacco del Covid 19 fosse un fenomeno momentaneo a cui certo si era dovuto reagire con misure sgradevoli, ma per un tempo limitato e una fase passeggera. Costi ce ne sarebbero stati, ma il sistema, grazie anche agli aiuti europei, sarebbe poi stato in grado di farvi fronte. Nel subconscio collettivo si pensava ad una emergenza tipo le catastrofi naturali: sono pesanti, a volte terribili, ma finiscono relativamente presto (soprattutto per chi non ne è toccato direttamente e poi si torna come prima).

Del resto quel che è accaduto in estate e la sua stessa coda con le elezioni settembrine sembravano confermare questa impressione. Adesso la seconda ondata ha distrutto questa percezione e il subconscio collettivo pensa più o meno che non sappiamo come si andrà a finire. E’ questo cambiamento che ha spiazzato la politica, tanto per le forze che stanno al governo, quanto per quelle che si collocano all’opposizione. leggi tutto

Una democrazia popolare per salvare l’ideale democratico…o no?

Carlo Marsonet * - 28.10.2020

Sergio Labate, docente di filosofia teoretica presso l’Università di Macerata, prende di petto il tema ormai onnipervasivo del populismo in un agile volumetto uscito nella collana “Astrolabio” di “Salerno Editrice”: “La virtù democratica. Un rimedio al populismo” (2019, pp. 104). Come esplicitato fin dal titolo, il volume tenta di elaborare una risposta “militante”, scrive Labate, e non solo formale, alla crisi della democrazia: «solo una democrazia popolare può salvare l’ideale democratico dall’oligarchia o dal populismo». Ma cosa egli intende con “ideale democratico” da rigenerare tramite un’infusione di “democrazia popolare”? La definizione più prossima la rinviene in Gramsci, e più precisamente nel dodicesimo quaderno dal carcere: «la tendenza democratica, intrinsecamente, non può solo significare che un operaio manovale diventa qualificato, ma che ogni “cittadino” può diventare governante e che la società lo pone, sia pure astrattamente, nelle condizioni generali per poterlo diventare: la democrazia politica – conclude Gramsci – tende a far coincidere governanti e governati (nel senso del governo col consenso dei governati)».

Nella tesi sostenuta da Labate vi è una buona dose di pedagogia politica: in sostanza, affinché una democrazia funzioni, ogni cittadino dovrebbe cercare di migliorare le proprie qualità o, se si preferisce, leggi tutto

Leçons sur les phénomènes de la vie

Francesco Domenico Capizzi * - 28.10.2020

Ritorno al passato: mi vesto nei panni di un famoso chirurgo del tardo XIX secolo per impartire una lezione accademica di Clinica chirurgica a Vienna. Si svolge nell’anfiteatro del Policlinico davanti ad aiuti-chirurghi che occupano le prime file insieme ad assistenti e chirurghi in formazione. A seguire, sugli spalti, gli studenti della Facoltà medico-chirurgica. Una disposizione topografica che corrisponde alla gerarchia di funzioni e responsabilità.

Gli applausi accolgono l’ingresso del docente mentre gli inservienti si apprestano a collocare sulla cattedra due arcelle ed una larga bacinella ricoperta da uno spesso telo bianco. Fra coltelli, forbici, specilli, pinze, flanelle ed ampolle campeggia un bernoccoluto pezzo anatomico grigiastro, stranamente opaco, immerso in una soluzione di formolo che, volatilizzatasi, raggiunge l’olfatto di tutti. Servendosi di pinze il docente dispone il reperto su un telo prima di prendere la parola.

“Come già sapete si tratta del segmento di stomaco asportato ieri ad una giovane donna la quale da mesi accusava un’astenia ingravescente che ha convinto il medico condotto a disporre il ricovero in ospedale. La malata, emaciata con polso flebile e frequente, presentava una tumefazione palpabile all’epigastrio che non lasciava dubbi sulla diagnosi: un cancro dello stomaco. Nei nove casi precedenti, purtroppo non operabili,

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La questione del voto a distanza

Luca Tentoni - 24.10.2020

Le assenze in Parlamento dovute al contagio da Covid 19 o da quarantena precauzionale cominciano ad essere troppe, soprattutto considerando che il margine della maggioranza non è così ampio (in Senato; alla Camera, pur essendo rassicurante, non ha evitato la mancanza del numero legale, tempo fa). L'idea di conteggiare questi assenti come in missione può andar bene per assicurare la validità delle sedute, ma una sproporzione fra contagiati o parlamentari in quarantena di maggioranza e opposizione può rovesciare i rapporti di forza: non per motivi politici - il che sarebbe accettabile - ma per una semplice - inaccettabile - casualità. Ecco perché il senatore del Pd Stefano Ceccanti sta raccogliendo le firme dei suoi colleghi per dare il via al voto a distanza, che in altri paesi è stato già sperimentato. Eppure, il centrodestra (in particolare la destra neomissina di FdI e quella leghista) non vuole introdurre deroghe alla normale procedura. Tuttavia, è bene ricordare che - in occasione della legge contro l'omofobia - il rinvio dei lavori parlamentari è stato chiesto proprio dal centrodestra (che un po' temeva di soccombere e un po' voleva rinviare sine die il varo di un testo molto sgradito a Salvini e Meloni). Poiché la concordia e il "disarmo bilaterale" della prima fase della pandemia è leggi tutto

Il travagliato ma utile ritorno dell’educazione civica nelle scuole

Francesco Provinciali * - 24.10.2020

Il precedente Ministro del MIUR (ora Ministero dell’istruzione) Marco Bussetti l’aveva annunciato con enfasi,  come una svolta epocale: “Oggi è una giornata storica! Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Il compito della scuola è di educare alla cittadinanza attiva, al rispetto delle regole, all’accoglienza e all’inclusione, valori alla base di ogni democrazia”.

Correva lontana l’estate del 2019 e l’educazione civica sarebbe dovuta rientrare con pieno titolo tra le materie scolastiche nelle scuole di ogni ordine e grado con l’inizio dell’anno scolastico 2019/20, con 33 ore all’anno di insegnamento ad hoc. Poi era successo il pasticcio della tardiva pubblicazione della legge istitutiva sulla G.U. del 20 anziché del 16 agosto, a cui aveva tentato di rimediare lo stesso Ministro con un decreto ministeriale in data 27 agosto che introduceva la materia come “sperimentazione nazionale obbligatoria”, a sua volta definitivamente cassato dal Consiglio nazionale della P.I. che aveva ritenuto inopportuno un così tardivo provvedimento a tre giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Tutto rimandato ope legis al 2020/21, dunque: infatti con  lo scorso mese di settembre l’educazione civica è tornata ad essere materia curricolare, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. leggi tutto

Senza visione

Paolo Pombeni - 21.10.2020

L’emergenza contagi è preoccupante, non sarebbe più tempo di attese per vedere come si evolverà, ma di azioni per metterla sotto controllo e possibilmente bloccarla. Il governo ricorre al solito sistema dei DPCM con la solita scusa che occorre fare presto. Peccato che poi i testi escano a sprazzi e bocconi, rivisti più volte, ed entrino in vigore almeno per varie norme dopo un qualche lasso di tempo. L’interlocuzione poi è solo con il Comitato Tecnico Scientifico, non esattamente un organismo di assoluta autorevolezza, visto che siamo invasi da opinioni le più varie e contrastanti di virologi e assimilati che vantano, almeno in non pochi casi, altrettanta se non maggiore autorevolezza scientifica dei membri del Cts.

Con le opposizioni non c’è uno straccio di confronto, neppure per snidarle dai loro numerosi e in parte assurdi preconcetti. Eppure il primo dovere della politica sarebbe in questo momento lavorare alla costruzione di un consenso nazionale, senza il quale difficilmente si potrà ottenere dalla popolazione una cooperazione convinta alla lotta contro il virus. Ci sono cose anche banali che un governo potrebbe fare: per esempio costruire un forum che coinvolga tutti i virologi e assimilati che sono presenti nel dibattito pubblico per costringerli a confrontarsi leggi tutto

Essere insegnanti oggi

Francesco Provinciali * - 21.10.2020

Nel salotto buono di una importante trasmissione televisiva ho sentito tempo fa una considerazione che mi sembra valga la pena di riprendere e approfondire.

Un noto uomo politico – per la par condicio ne taccio il nome ma l’acutezza delle sue osservazioni gli meriterebbe una favorevole citazione – ha esposto alcune riflessioni sulla professione dell’insegnante evidenziando come sia mutata nel tempo la sua considerazione sociale.

Il ragionamento è stato più o meno questo: una volta essere insegnante comportava un accreditamento positivo nell’immaginario collettivo perché se ne riconosceva soprattutto la valenza educativa, la straordinaria incidenza formativa nei processi di crescita culturale e morale delle giovani generazioni.

Oltre ad esercitare una mera funzione di trasmissione del sapere il docente era soprattutto depositario di valori etici e di una riconosciuta stima sociale che gli meritava il rispetto delle famiglie e delle istituzioni: l’insegnamento era – senza retorica – una missione e il maestro, o il professore, soprattutto un esempio per i suoi alunni.

Al contrario di oggi, dove questo profilo umano e professionale sembra adombrato da altri criteri di realizzazione sociale: vivendo in un mondo di interessi e finzioni che promette carriere facili e folgoranti, dove prevalgono parametri di stima e considerazione centrati sul profitto e sul successo, leggi tutto

Politica, società e "seconda ondata"

Luca Tentoni - 17.10.2020

Se appare verosimile che la gestione delle fasi uno e due (soprattutto la prima) della pandemia abbia portato consensi alla maggioranza di governo e ai presidenti delle regioni (escluso quello lombardo, visti i risultati del centrodestra alle comunali), è però altrettanto probabile che un eventuale nuovo periodo di chiusura e confinamento possa produrre effetti politici (non solo sociali ed economici) dirompenti. In questo momento, infatti, è la memoria a pesare: quando fummo tutti costretti dai fatti al "lockdown" non c'erano precedenti e soprattutto non era stato possibile avere tempo - prima del virus - per approntare difese e contromisure adatte. Ora, invece, sarebbe illusorio ripartire psicologicamente da capo con la stessa speranza di marzo-aprile e con la stessa coesione di allora. Anche la gestione dell'emergenza è diventata, una volta finita la prima fase, un tema di dibattito politico ed è improbabile che, una volta aperto il vaso di Pandora, un nuovo confinamento generale della popolazione non susciti proteste alimentate anche dai partiti di opposizione (in particolare da quelli di destra sovranista). C'è poi, ora la questione di come e da chi far gestire l'enorme flusso di denaro di Next generation EU: le ricette della maggioranza e delle minoranze parlamentari divergono molto, in tal senso. leggi tutto