Ultimo Aggiornamento:
20 ottobre 2021
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Argomenti

I nodi verranno al pettine

Paolo Pombeni - 14.07.2021

C’è poco da illudersi: i nodi politici della situazione italiana verranno al pettine. Il “corsaro” per eccellenza, cioè Matteo Renzi, si è rimesso in moto fiutando la nuova atmosfera. Il dibattito in Senato sul DDL Zan sarà probabilmente solo l’assaggio di quello che potrebbe diventare un campo di battaglia parlamentare quando il 23 luglio arriveranno in parlamento le riforme progettate dalla ministro Cartabia.

Non si sa come Draghi sia riuscito a compattare i ministri Cinque Stelle sul sostegno a quel progetto in modo da farlo passare con l’unanimità in Consiglio dei Ministri. Si dice che sia il frutto di una telefonata a Grillo, ma non crediamo sia bastato. Le voci di corridoio parlano di una minaccia del premier di salire al Colle presentando le dimissioni ove l’unanimità non ci fosse stata, ma Palazzo Chigi ha smentito. Può darsi che non sia stato detto esplicitamente, ma è certo che qualcuno ha fatto presente che oggi mettere in crisi il governo avrebbe significato imboccare la via delle urne, perché il semestre bianco scatterà solo il prossimo 3 agosto e tutti sanno che i Cinque Stelle (ma non solo) sono poco intenzionati a rimetterci un anno abbondante di stipendio.

Il problema però è solo rinviato. Al momento Conte,

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Novelli eccessi antichi discernimenti

Francesco Domenico Capizzi * - 14.07.2021

” Gli eccessi nel consumo di alcool sono fra le principali cause di malattia, disabilità e morte prematura in Europa, al primo posto nel Mondo. Si registrano soprattutto sulle persone in età lavorativa e produttiva, un fattore importante che ostacola lo sviluppo socio-economico e determina notevoli oneri per la società” (OMS, 2020). La situazione generale può definirsi, a ragione, drammatica (World Health Organization, 2016-2021; OMS, 2016-2021; International Agency for Research on Cancer, 2018-2021; Osservatorio Nazionale Alcol, ISS, 2020-2021)

-        l’alcool si colloca tra le sostanze psicoattive più utilizzate in Europa e il suo consumo è considerato il quinto fattore di rischio all’origine di malattie gravi;

-        per l’Italia basterà rilevare che il consumo di alcool puro pro-capite ammonta ad oltre 7 litri/anno: il vino normalmente contiene dal 10 al 14% di alcool;

-        in Italia 10 milioni di persone rischiano la cirrosi epatica e la sua trasformazione dalla forma sub-clinica alla conclamata;

-        nonostante i 25 miliardi di euro/anno spesi in Italia per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni e di decessi alcool-connessi di 75.000 persone/anno;

-        sul piano epidemiologico è noto, fra alcuni addetti e non certo alla cittadinanza, che il consumo leggi tutto

Il bandolo della matassa

Francesco Provinciali * - 10.07.2021

Il fascino della vita consiste nei suoi chiaroscuri: quando ci sembra di aver capito tutto, di aver afferrato il bandolo della matassa, ci tocca di cominciare tutto da capo.

Possiamo forse dire: ho capito, è tutto chiaro, ecco la soluzione?

L’evidenza dei fatti e le smentite della vita mettono spesso in discussione il nostro acume ma la difficoltà ancora più grande consiste nell’ammettere quanto sia arduo condividere i reciproci punti di vista.

Siamo letteralmente immersi nei luoghi comuni: di tutte le spiegazioni avute, di quelle date e sentite nessuna è stata finora così convincente da metterci d’accordo su uno zoccolo duro, un comune denominatore di sentimento e di civiltà, nel darci quattro o cinque principi che ci consentano di vivere in armonia prima di accorgerci che l’esistenza è troppo breve e sempre piena di imprevisti e fregature.

L’aspetto più grottesco della situazione consiste nel fatto che abbiamo tutti ragione da vendere: chi parla, chi tace, chi urla, chi rivendica, chi annuisce, chi contesta, chi protesta, chi comanda, chi ubbidisce.
La regola dei distinguo, dei “ma” e dei “se” è trasversale: età, paese, ceto sociale, cultura, religione.

Il mondo è bello perché è vario, basterebbe almeno capirsi ma la pedagogia sociale è oggi scienza dei perdenti. leggi tutto

L’ambiente, la cultura, la storia: quando i simboli vanno in frantumi (e la politica anche)

Raffaella Gherardi * - 10.07.2021

Erano i primi giorni del 2018 quando in molti siti ambientalisti europei e anche in svariati media vennero riportate le immagini della scalata da parte di alcuni attivisti di Greenpeace della imponente ex Chiesa cattolica di San Lamberto a Immerath, in Germania (Immerather Dom), nella regione della Renania. Essi vi appesero un grande striscione giallo sul quale era scritto: “Chi distrugge la cultura distrugge anche gli esseri umani.” (Wer Kultur zerstőrt, zerstőrt auch Menschen.) Dopo alcune ore lo striscione venne rimosso e gli attivisti allontanati dalle forze dell’ordine e fu possibile di lì a breve procedere con efficienti mezzi meccanici all’abbattimento, già da tempo programmato, dello Immerather Dom, per far posto all’allargamento di una gigantesca miniera di lignite a cielo aperto. E immediatamente comparvero anche sul web i filmati della distruzione di quello che per secoli era stato un importante edificio di culto, (presente fin dal XII secolo e nei secoli successivi più volte riedificato e ampliato e ricostruito, nella sua forma tardo-ottocentesca, anche dopo i gravi danneggiamenti riportati nel corso della seconda Guerra mondiale), saturo della storia di un intero territorio tedesco e delle eredità in senso ampio e della cultura del suo popolo. I commenti che accompagnavano leggi tutto

L'ombelico dei partiti

Paolo Pombeni - 07.07.2021

Devono avere un ombelico molto bello i partiti, visto che passano il tempo a guardarselo. E non si tratta di questo o quel partito, perché è una sindrome che li coinvolge proprio tutti.

Fuor di battuta, è abbastanza evidente che in questo momento le forze politiche sono più impegnate a guardare gli zero virgola conquistati o perduti settimanalmente nei sondaggi che ad impegnarsi sulle grandi questioni che affaticano questo paese e interessano il suo futuro. Se si prova a farne un elenco si resta impressionati, ma se si guardano talk show e giornali sembra che l’unico tema decisivo sia il DDL Zan: che ha una sua importanza, lo si volesse de-ideologizzare e inquadrare in un contesto razionale, ma non tale da mettere in secondo piano i nodi del futuro del paese.

Partiamo dalla questione della giustizia. Quanto il nostro sistema giudiziario sia messo male è notissimo. Eppure accelerare una riforma che fra il resto ci viene imposta come condizione per i fondi UE sembra un’impresa titanica. Non c’è solo il tema di evitare una figuraccia al povero Bonafede in tempi in cui le manchevolezze del grillismo emergono ogni giorno. Altrettanto pesano gli interessi corporativi delle associazioni di rappresentanza di magistrati e avvocati, nonché leggi tutto

Etica, ecologia, responsabilità: conversazioni su l'etica dell'informazione

Francesco Provinciali * - 07.07.2021

Viviamo, oggi, una babele di linguaggi, creata dalle tecnologie sempre più
sofisticate: linguaggi utili, certamente, ma inadatti all’articolazione del pensiero.
Siamo sommersi da continue informazioni, sondaggi, notizie false o manipolate.
Di fronte a tutto questo, si fa urgente l’esigenza di una corretta informazione e
dei valori etici che devono guidarla
.

 

L’abstract con cui – sul proprio sito - la casa Editrice Armando presenta il libro è davvero un incipit adeguato all’analisi socio-culturale che gli autori sviluppano con linearità e coerenza, restando fedeli ai temi che sono sottesi ad un titolo tanto connotativo quanto efficace e decisamente impegnativo, come essi stessi spiegano: “è ciò che abbiamo tentato di fare in questa lunga conversazione, convinti che solo attraverso una comunicazione che si fa dialogo e una informazione fondata, chiara e a tutti accessibile sia possibile capirci e convivere”. Il tema della convivenza sostenibile tocca presente e futuro e riguarda il rapporto tra progresso e natura, i conflitti generazionali, i beni comuni, le compresenze interculturali e il loro rispetto, ma anche l’uomo al cospetto di un mondo interconnesso e digitalizzato.

L’introduzione di Giampiero Gamaleri, Ordinario di sociologia della comunicazione ed ex Consigliere di amministrazione della RAI, mette a fuoco gli ambiti e gli argomenti considerati nel testo, leggi tutto

Fare le cose per bene

Francesco Provinciali * - 03.07.2021

Come siamo cambiati? Come viviamo? Quali speranze coltiviamo per il nostro futuro?

Una prima osservazione riguarda lo straordinario progresso scientifico e tecnologico che ci ha offerto potenzialità di miglioramento un tempo impensabili.

Le aspettative di vita sono esponenzialmente cresciute in quantità e qualità

Non si può non constatare, poi, con che peso e in che misura l’economia abbia influito sugli stili di vita e come la teoria della crescita illimitata, del benessere diffuso, dell’offerta di beni e servizi si stia misurando – in tempo di crisi – con la realtà, sollecitando riflessioni, valutazioni e consuntivi in ogni aspetto del vivere.

Ma quando la gestione della ricchezza prodotta non è accompagnata da un solido fondamento etico si generano disuguaglianze, ingiustizie, nuove e crescenti povertà.

La forbice tra sovrabbondanza e indigenza si sta divaricando sempre più e non è fuori luogo  correlare questa tendenza con le azioni tardive della politica e dei governi, con la loro incapacità di riequilibrare questo crescente gap.

Soprattutto perché non si tratta di un fenomeno limitato a certe aree geografiche o alla differenza storicizzata tra paesi poveri e paesi benestanti.

Anche nelle più evolute civiltà occidentali si stanno generando nuove e inconsuete sacche di povertà emergenti, fino a modificare e a leggi tutto

Conte e il partito plebiscitario

Paolo Pombeni - 30.06.2021

Tutta l’attenzione è stata calamitata a capire se Conte chiudeva la porta in faccia a Grillo e se questi avrebbe reagito scaricando colui che aveva nominato motu proprio capo politico in pectore. Il corollario era ovviamente vedere come avrebbero reagito non i Cinque Stelle in generale, quei militanti di cui tutti parlano, ma che non hanno voce a meno che non gli si dia la possibilità di fare clic su qualche domanda posta dalla piattaforma, bensì il gruppo dirigente che è stato al centro della scena durante questa legislatura.

Nell’immediato i suoi membri hanno detto, per citare Toninelli, che Grillo e Conte sono una coppia fantastica e tale vogliono che rimanga. La ragione banale è che questo garantisce più di ogni cosa un futuro. Il gruppo dirigente spinge per un accordo fra i due “capi” e non si sa ancora se sarà possibile, sebbene Conte, al contrario di quel che scrive qualcuno che guarda troppo alla “recita”, non abbia spinto per una rottura. Non gli conviene, perché un partito suo difficilmente potrebbe mantenere un consenso paragonabile a quello che attualmente viene attribuito a M5S, ma non conviene neppure a Grillo, a meno che non sia preso dall’illusione di poter distruggere e ricostruire il

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Setter Gordon e Dna

Francesco Domenico Capizzi * - 30.06.2021

Trascorso oltre un secolo da quando il fumo di tabacco era riservato alle classi ambienti, come i magnifici setter gordon agli aristocratici, segni distintivi di un potere visibile, e constatato, come sostenuto da qualche intellettuale, che il fil di fumo non giova alla capacità di concentrazione, all’intelligenza e alla creatività, ma induce a degenerazioni tissutali, malattie, invalidità e ad una minore attesa di vita (Science, II, 1938), sarebbe doveroso per cittadini, società e Istituzioni politiche e sanitarie chiedersi se finalmente non sia, davvero, giunto il momento di adottare quelle misure, non coercitive ma informative ed organizzative, che possano indurre alla rinuncia alla cerimonia del fumo, già segno inconfondibile di spigliatezza, virilità, fascino, modernità e successo in ogni campo.

Ignorare i dati clinico-statistici della sottostante tabella riassuntiva, molto circoncisa, non commentata e minimale per i dati elencati,  e non portarli a conoscenza di tutti i cittadini, induce a deformazioni del significato del bene comune, al tradimento dell’articolo 32 della nostra Costituzione, a considerazioni erronee circa l’addebitare l’incremento esponenziale dei tumori ai soli devastanti inquinamenti ambientali e indulgere, anche inopinatamente da parte di medici, su modiche quantità di tabacco consumato. Infatti: “la rottura del DNA e l’innesto del processo tumorale, per doppie sfilacciature che leggi tutto

L'esperienza consolida la conoscenza

Francesco Provinciali * - 26.06.2021

Esperienza non è solo il nome che siamo soliti attribuire ai nostri errori, come maliziosamente ebbe a dire Oscar Wilde.

E’ piuttosto un valore aggiunto che integra e concretizza le conoscenze che possediamo, una personalizzazione del sapere che contribuisce a definire in ciascuno di noi diverse e originali identità.

Interessa riprendere in considerazione questo assunto, ogni volta che si sente parlare di scuola e di cultura: in genere la tendenza prevalente è quella opposta, si è portati a teorizzare e generalizzare laddove servirebbero maggior senso pratico, buoni esempi e capacità di stimolare il desiderio di apprendere.

Una buona formazione non consiste tanto nel riempire un secchio ma nell’accendere un fuoco (Plutarco- Rabelais) : è la motivazione la forza straordinaria che spinge ad imparare.

Sentendo parlare da anni di riforme e poi ancora di riforme, di ‘emergenza educativa’ e di derive critiche da ultima spiaggia viene da domandarsi se questi sussurri e queste grida non siano piuttosto il risultato di analisi astratte, di teorizzazioni problematizzanti, di forzature concettuali: polarizzando nella scuola i mali e le colpe dei conflitti generazionali ma soprattutto caricandola di responsabilità totalizzanti e senza appello si finisce col discettare di giustizia e di applicazione della pena con un imputato – suo malgrado- contumace e senza difesa. leggi tutto