Ultimo Aggiornamento:
21 ottobre 2020
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Argomenti

Semestre tedesco. Ritorno all'idea di Europa?

Francesco Cannatà * - 01.07.2020

Ogni sei mesi la Presidenza del consiglio dell’UE passa da un paese dell’Unione all’altro. Oggi, dopo 27 semestri, il compito torna alla Germania. Era dal 2007 che Berlino non usufruiva di questo incarico. A tredici anni da quel momento due sono i punti tra le due presidenze tedesche. Come allora l’Europa si trova di fronte a una grossa sfida politica. Come allora la guida della Germania è nelle mani di Angela Merkel. Nel 2007 la crisi europea aveva la forma del recente fallimento del Trattato per la Costituzione europea, bocciato dal no francese al referendum. Un rifiuto che oltre a segnare l'atto di nascita ufficiale del movimento populista e anti-europeo azzerava anni di tentativi riformisti continentali. Nel 2007 la presidenza tedesca elaborava e approvava un piano che, salvando l’essenziale del progetto di Costituzione, rappresentava il primo passo verso il Trattato di Lisbona. Oggi è il Coronavirus che pone l’Europa di fronte all’ennesimo “compito decisivo”. E anche oggi è Angela Merkel che affronta la situazione. La prova che la dirigente tedesca e il suo paese sono coscienti dell’importanza del momento, si è avuta lunedì 18 maggio. Quel giorno in una teleconferenza comune Angela Merkel e Emmanuel Macron si sono detti pronti a porre le cornici del rilancio economico dell’Unione Europea. leggi tutto

La battaglia sul governo e la torta della spesa pubblica

Luca Tentoni - 27.06.2020

Mai come ora, negli ultimi venticinque anni, un governo ha potuto disporre di risorse ingenti (anche se tutte in deficit e per un periodo breve, in una circostanza del tutto eccezionale). Non è una novità di poco conto: stretti fra le necessità di tenere i conti dello Stato in ordine, con un rapporto fra debito e PIL ben oltre il 100%, gli Esecutivi della Seconda Repubblica hanno potuto osare poco (anche se, dopo la parentesi di Monti, hanno a nostro avviso speso e osato fin troppo, dagli ottanta euro di Renzi al reddito di cittadinanza e a quota 100 per le pensioni, tanto per parlare delle principali iniziative di spesa pubblica a fini elettorali). Per certi versi, il limite all'espansione della spesa ha rappresentato un impedimento ai progetti delle maggioranze, mentre per altri hanno evitato - o meglio, limitato - "assalti alla diligenza" da parte di singoli parlamentari e delle categorie socioeconomiche. C'è stato, però anche un "self restraint", cioè il richiamo ad un senso della misura. Purtroppo, quasi mai si è investito in futuro (scuola, sanità, ricerca, occupazione) ma spesso, invece, lo si è fatto per iniziative immediatamente paganti in termini di consenso. Oggi, la notevole mole di potenziale spesa a disposizione del governo Conte provoca leggi tutto

Il nuovo anno scolastico? “Ci stiamo lavorando”.

Francesco Provinciali * - 27.06.2020

“La ministra ha incontrato i sindacati e gli enti locali. Stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre”. Credo che dopo le parole “coronavirus” e “Covid-19” , quelle pronunciate dal Presidente Conte dal 31 gennaio (giorno del decreto emergenza sanitaria) ad oggi, siano state le più ascoltate: stiamo lavorando, stiamo provvedendo, ci stiamo organizzando e via dicendo.

Se il Governo fosse forte e coeso, credibile, sarebbero espressioni rassicuranti: essendo l’Italia all’ultimo posto dei Paesi OCSE in tema di fondi stanziati per l’istruzione, qualche dubbio sorge spontaneo.

In questi mesi di lockdown, dalla chiusura delle scuole a fine febbraio il tema del sistema formativo è stato vistosamente accantonato, quasi espunto dall’agenda politica. E’ stata elaborata una modulistica plurima e minuziosamente dettagliata per regolamentare le uscite da casa, gli spostamenti, i distanziamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici ma per le scuole – una volta sospese le lezioni in presenza e attivata, su iniziativa di ogni singolo istituto la DaD, nulla è stato previsto fino ad arrivare a ridosso degli esami di licenza media e di maturità. Eppure Istituto superiore di sanità, Protezione civile, virologi, Ministero della salute nel frattempo seguivano picchi e discese del contagio sociale: leggi tutto

CSM: occorre una seria riflessione, non slogan

Stefano Zan * - 27.06.2020

In tutte le organizzazioni in cui i vertici vengono eletti dalla base di riferimento si creano delle aggregazioni extra professionali di carattere culturale, valoriale, ideale, ideologico e financo partitico. La funzione di queste aggregazioni è da un lato quella di connettersi ad alcune componenti del mondo esterno alla professione stessa sostenendone i valori all’interno della propria organizzazione, dall’altro di orientare il voto degli aventi diritto in conformità appunto a valori di identità e identificazione più generali. In magistratura si chiamano correnti. Nel mondo accademico, per la scelta dei componenti le commissioni di concorso, si chiamano cordate. Nel mondo sindacale (CGIL ad esempio) una volta si chiamavano componenti oggi si chiamano sensibilità congressuali. I punti di riferimento variano ma hanno sempre un riferimento più o meno diretto con il mondo politico: non esistono solo i partiti, oggi sempre meno attrattivi, ma contano anche massoneria, Opus Dei, Comunione e Liberazione, ecc. o, più semplicemente la contrapposizione, in senso lato, tra progressisti e conservatori.

Una volta costituite, spesso sulla base appunto di valori e visioni del mondo condivise, queste aggregazioni hanno come funzione strutturale fondamentale quella di garantire il massimo dei benefici ai propri aderenti soprattutto in termini di carriera e di accesso ai leggi tutto

Una nuova fase politica?

Paolo Pombeni - 24.06.2020

Non è chiarissimo, ma ci sbilanciamo a sostenere che si sta aprendo una nuova fase politica. Non è il frutto degli Stati Generali dell’Economia che sono stati una modesta occasione per raccogliere le lamentele, a volte travestite da suggerimenti, delle più varie rappresentanze di categoria, nonché per sentire qualche cosiddetta “intelligenza brillante” che non sappiamo cosa abbia esposto perché tutto si è svolto a porte chiuse.

Ciò che sta spingendo una pluralità di attori dentro e fuori il parlamento a riconsiderare il quadro sono due fattori. Il primo è la gestione di quella che si presume sarà una marea di soldi in arrivo dall’Europa. Il secondo è l’apertura anticipata della campagna per la successione a Mattarella (si può pensare sia troppo presto, ma non è così: semplicemente questa volta avviene più rapidamente allo scoperto rispetto alle precedenti).

Di fronte al problema della gestione delle risorse UE l’opposizione cerca una via diversa dal banale muro contro muro a cui si era affidata sinora. Inizia a dubitare che ci si possa aspettare un crollo della maggioranza di governo tale da consentirle la presa del potere. Ci vorrebbe un passaggio elettorale che al momento non si può ottenere a meno di una catastrofe che neppure l’opposizione può augurarsi in leggi tutto

Angela e Ursula al volante safety car

Massimo Nava * - 24.06.2020

L’Europa è spesso descritta come un’eterna incompiuta, una casa senza tetto, una governance zoppa. Gli egoismi nazionali prevalgono sugli ideali dei padri fondatori. Ma l’emergenza sanitaria ha rovesciato il tavolo, ha cambiato prospettive, ha imposto una riflessione urgente e collettiva, ha avuto l’effetto di un drammatico spartiacque.

Dopo una prima fase in cui ciascun governo è andato per conto suo, come se il virus avesse infettato anche le istituzioni oltre che i cittadini, si sono fatti passi importanti, forse irreversibili, verso una maggiore integrazione e solidarietà. Nell’emergenza, l’Europa è diventata un’arca di Noè in cui tutti dovevano trovare un rifugio. I Paesi che hanno sofferto di più riceveranno più aiuto, a prescindere dallo stato di salute delle loro finanze. E nell’epoca in cui la governance globale e il dialogo fra grandi potenze sembrano una chimera, l’Europa è ancora progetto sostenuto da valori condivisi, in primis, la solidarietà. I sovranisti sono nell’angolo.

Come succede in un Gran Premio automobilistico, quando c’è tempesta, è entrata in pista la safety car. E due donne – Angela Merkel e Ursula von der Leyen –, due donne tedesche, si sono messe alla guida dell’auto, che, come si sa, anche nei Gran Premi, leggi tutto

Un'Italia incivile

Francesco Provinciali * - 24.06.2020

In un recente saggio pubblicato nella Rivista il Mulino (n.2/2020), Giovanni B. Sgritta, professore emerito di Sociologia all’Università Sapienza di Roma, ragiona sul “senso civico degli italiani”: tema non nuovo e spesso dibattuto allo scopo di evidenziarne la labilità in ogni contesto, dagli stili di vita cd. “quotidiani”, ai luoghi di lavoro, nella città, alla vita sociale del Paese in generale. Un approccio, dunque, che ha radici letterarie, politiche e morali, lontane, ma che racconta una storia basata più su suggestioni che su solide indagini empiriche.

L’analisi del Prof. Sgritta, che avevamo già apprezzato in un lavoro con M. Raitano sulle “disuguaglianze intergenerazionali”, prende le mosse da un lavoro di Carlo Tullio Altan del 1986, da quella “sindrome di arretratezza socio-culturale” da cui “emergeva una costellazione di disvalori, che possono essere riassunti nella povertà di spirito pubblico, di corresponsabilità collettiva, di senso civico”.

La base empirica del saggio di Sgritta è il Rapporto pubblicato nel 2019 dall’Istat sul senso civico degli italiani; un’indagine che ha il pregio di basarsi su un’ampia dimensione campionaria, oltre ad aprire lo sguardo su un largo ventaglio «di comportamenti e atteggiamenti che attengono al rispetto degli altri e delle regole di vita in comunità». I dati raccolti dall’Istat leggi tutto

Il voto omnibus del 20-21 settembre

Luca Tentoni - 20.06.2020

L'election day, forse, si farà. I giorni scelti per chiamare gli italiani alle urne per rinnovare sette consigli regionali (sei ordinari, uno a statuto speciale), migliaia di consigli comunali e per il referendum costituzionale sul "taglio" di 115 seggi al Senato e 230 alla Camera, dovrebbero essere domenica 20 (150° anniversario della presa di Roma) e lunedì 21 settembre. Normalmente questo tipo di accorpamento delle consultazioni è giustificato - come stavolta, del resto - con risparmi mirabolanti di bilancio per le casse dello Stato (che invece sono infinitesimali; per di più, è il costo della democrazia, cioè di un bene che non ha prezzo). Stavolta, però, lo si spiega con la necessità di votare nella "finestra" fra l'estate e la possibile ripresa autunnale della diffusione del Covid-19. Se teoricamente è una buona ragione, non vanno però trascurati alcuni fatti non del tutto accessori. Il primo è l'effettuazione del referendum costituzionale insieme alle amministrative, che finisce non solo per "dopare" l'affluenza alle urne (forse più quella del referendum che quella di comunali e regionali, dato l'esito pressoché scontato della consultazione sul taglio dei seggi) ma anche per fornire ad un partito oggi in enormi difficoltà (il M5s) una vetrina eccezionale per sovrapporre alle difficoltà nell'insediamento locale e al calo di consensi (generato leggi tutto

Università: investimenti e organizzazione della didattica

- 20.06.2020

La didattica a distanza ha consentito di salvare l’anno accademico con buoni risultati in quasi tutti gli atenei. Ora occorre guardare al prossimo semestre con un occhio al futuro. Le università potrebbero fornire soluzioni utili anche per altri settori dell’istruzione e dei servizi trasmissibili. Non sarà però facile. Una malintesa concorrenza tra atenei e un grado di autonomia eccessivo tendono a produrre soluzioni diverse anche tra atenei pubblici vicini territorialmente generando confusione e complicazione burocratica. Basti pensare alle infinite modalità per il reclutamento dei professori e dei ricercatori che ogni ateneo ha voluto dipingere con la sua bandiera complicando i compiti dei commissari, riducendo trasparenza e confrontabilità dei risultati nella penisola.  E’ un peccato che il mondo accademico non riesca a contribuire alla semplificazione e alla sburocratizzazione.  L’organizzazione della didattica per il semestre che ci aspetta  a settembre può essere occasione di riscatto. Le incertezze sanitarie dovrebbero indurre a percorsi semplici e omogenei per tutti gli atenei del paese. Basterebbero un unico principio e un programma di più lungo respiro. Il principio è quello di garantire da subito didattica a distanza per tutti gli insegnamenti per i quali è possibile in tutta Italia. Questa decisione va seguita da interventi immediati a favore leggi tutto

Sulla questione delle statue e della necessità dell’ingiustizia

Lucrezia Ranieri * - 20.06.2020

“Il pensiero che vuol essere sempre giusto si paralizza.

Il pensiero progredisce quando cammina tra ingiustizie simmetriche,

come tra due file di impiccati.”

N. G. Dàvila, Escolios a un texto implìcito I


Che persone più o meno legittimamente arrabbiate possano prendersela, durante una dimostrazione o una rivolta, con un simbolo ad esse ostile, scegliendo di imbrattarlo, sradicarlo o distruggerlo non è un vero problema; o meglio, si tratta di un gesto che, considerato lecito o meno, è quello che è: un’azione dimostrativa, una manifestazione di liberatoria rivalsa contro la quale ci si potrà pure indignare, purché consapevoli di quanto ciò possa apparire vano.

Assume invece tratti sinceramente inquietanti il tentativo agito a mente fredda di elevare a sistema un atto dalla natura essenzialmente identitaria, e dunque di supporre una sorta di riproducibilità ideologica di qualcosa che ha senso ed è sostenibile soltanto se preso nella sua individualità, nella specificità della circostanza, nella dialettica esclusiva tra il soggetto e l'oggetto coinvolto; considerare cioè come perfettamente equivalente divellere la statua di Edward Colston durante un riot a Bristol nel quadro di una più generale rivendicazione antirazzista con il chiedere su facebook la rimozione leggi tutto