Ultimo Aggiornamento:
11 luglio 2020
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Argomenti

Un nuovo “whatever it takes” contro il rischio sistemico

Gianpaolo Rossini - 11.03.2020

La drammatica risposta dei mercati alla epidemia deve spingere ad agire con tempestività. L’Italia e l’Europa non sono in grado di sostenere oltre al contagio sanitario anche una pandemia finanziaria. Sarebbe un danno gravissimo alla nostra sofferta ma indispensabile integrazione continentale che ci hanno lasciato i padri fondatori e grandi riformatori. Dall’Europa non basta il permesso di sforare e altre concessioni per noi e partners in difficoltà. Occorre un intervento forte e immediato su più fronti da parte della BCE, unica istituzione che ha i mezzi e la velocità di intervento che oggi è richiesta. Abbiamo bisogno di un rinnovato e rinforzato “whatever it takes” con cui Mario Draghi ha salvato l’euro dichiarando agli operatori di mercato che la BCE avrebbe usato ogni strumento possibile per impedire il naufragio della moneta unica nelle acque agitate di crisi di debiti sovrani e depressione globale del secondo decennio del nuovo secolo. Ci sono almeno tre fronti su cui la BCE può muoversi da subito: 1. Erogando direttamente, con i suoi bracci operativi che sono le banche centrali nazionali, fondi a imprese e istituzioni sanitarie a interesse zero da restituire in un arco di tempo di 5 – 10 anni. 2. Intervenendo senza vincoli nei mercati dei titoli di leggi tutto

Non diventi la "peste nera"

Francesco Domenico Capizzi * - 11.03.2020

“La prevenzione è preferibile alla cura: evitare droghe, eccitazioni e il ridere fino a scoppiare” suggeriva Erasmo da Rotterdam ad un caro amico mentre invitava i regnanti ad impedire “la vendita di vino acido e di pesce putrido”. Raccomandazioni che i medici allora avrebbero potuto impartire, ma vi si astenevano per il timore di minare i sistemi politico-sociali pur essendo “gli uomini più potenti, perché papi e imperatori debbono sottostare ai loro ordini” (R. H. Bainton, “Erasmo della cristianità”, ed. Sansoni 1970).

Nell’attuale emergenza la Medicina parla e la Politica ascolta ed agisce attraverso i poteri del Governo di una Nazione democratica, quale è l’Italia, avvalendosi del parere di una “cabina di regia” e seguendo la "linea della massima precauzione": sospensione in tutto il Paese, come per le zone rosse, di manifestazioni ed eventi "di qualsiasi natura e in qualsiasi luogo", chiusura delle Scuole di ogni ordine e grado, l’invito diffuso a rispettare le raccomandazioni dell'Istituto superiore di Sanità, l’impegno a rafforzare le strutture sanitarie e che “nessun posto di lavoro vada perso”.

Cosa si poteva e si potrebbe fare di più? Purtroppo nulla. Non si possono fermare tutte le attività individuali e comunitarie, compresi i trasporti pubblici. Non si possono ridurre leggi tutto

L'astensione e i metodi alternativi di espressione del voto

Luca Tentoni - 07.03.2020

Le recenti elezioni suppletive per la sostituzione di un deputato e di un senatore (un'altra è in programma domani in Umbria per il collegio uninominale 2 del Senato) hanno fatto registrare un'affluenza bassissima: il 9,52% a Napoli (collegio uninominale 7 del Senato) e il 17,66% a Roma (collegio uninominale 1 - Lazio 1, Camera dei deputati). Anche se qualcuno, del tutto impropriamente, ha aggiunto l'"effetto Coronavirus" alle cause che hanno tenuto gli elettori lontani dai seggi, la realtà è molto diversa. In questo tipo di consultazioni, che spesso sono ignorate dai mezzi di comunicazione di massa anche in tempi normali, la salienza del voto è minima: non è un seggio che può mutare i destini del governo o delle forze politiche. Inoltre, ci sono elettori normalmente meno propensi a recarsi alle urne in queste occasioni (i Cinquestelle, i simpatizzanti del centrodestra) a fronte di altri (i votanti di centrosinistra) fra i quali una certa mobilitazione - sia pure non vistosa e neppure di eccezionale portata - è sempre attiva. Qualcuno ipotizzava, partendo dai dati delle suppletive, che anche il referendum costituzionale inizialmente previsto per il 29 marzo sarebbe stato caratterizzato da una massiccia astensione; in questo caso, nelle regioni del Nord, la diffusione del Covid 19 sarebbe diventata realmente una possibile concausa di diserzione dei seggi. leggi tutto

Furbi e pericolosi. AfD spaccherà la Germania

Francesco Cannatà * - 07.03.2020

Vagabundierender Hass. Odio deambulante. Cosi nel 2015 Heinz Bude descriveva le viscere della società tedesca. Per il docente di sociologia dell’Università di Kassel il 10% della popolazione del proprio paese agisce dominata dal rancore sociale. Un umore alla base di una aggregazione definita dal ricercatore lega degli amareggiati. Dietro questo concetto un po’ fumoso si trovano persone “con un grado di istruzione relativamente alto”, una visione del mondo da essi definita “aperta” ma ossessionati da una “esistenza” vissuta “al di sotto delle proprie possibilità”. Un destino “sopportato”. Un fato causato da condizioni impossibili da “determinare, gestire e controllare”. Una sventura fonte di “emarginazione” poiché di quanto accade a loro “non importa a nessuno”. Una situazione non riconducibile a “disoccupazione”, che non riguarda strati sociali “in declino” ma alla convinzione diffusa di “non contare più nulla”. Da qui un risentimento verso il mondo che trascura la loro esistenza ma “accoglie a braccia aperte persone di cui ignora tutto, persino cosa faranno in Germania”. Un clima razionalmente indecifrabile capace di spalancare formicai complottisti e deliranti. Attentatori trasformati in vittime. Complessità quotidiane risolte grazie a “cabale sataniste”. Caos mondiale leggi tutto

Noi e la vita degli altri

Francesco Provinciali * - 07.03.2020

Sono sempre stato affascinato dalla conoscenza: quella delle ‘cose’ mi permette di approfondire il contesto dove si svolge la mia vita per organizzarla meglio, possibilmente cercando una sostenibile armonia entro cui “esserci”, quella delle persone favorisce l’incontro delle molteplici, infinite esperienze e la comprensione umana e spirituale degli altri.

Ci vuole del tempo per accorgersene, i primi anni della nostra esistenza sono presi d’abbrivio, sullo slancio del fare: poi viene il tempo della riflessione, dei ricordi e della misura da attribuire al nostro rapporto con il mondo.

Non è mai troppo tardi – ad esempio – per apprezzare quanto sia utile indulgere nell’ascolto, se ne coglie l’utilità quando la narrazione delle esistenze altrui rimette in discussione o viceversa ravviva gli apprendimenti maturati, spesso consolidati inconsciamente in noi come granitiche certezze.

La formazione della nostra identità, ciò di cui siamo capaci, i nostri limiti e difetti, le virtù nascoste, le verità taciute e lentamente riaffiorate nel tempo ci accompagnano dal primo respiro di benvenuto al flebile sospiro di commiato: la vita è un lungo percorso di opportunità che si realizzano, di altre che restano incompiute, di rivisitazioni postume che ci permettono di leggere alla luce del presente, i significati reconditi leggi tutto

I nodi arrivano al pettine?

Paolo Pombeni - 04.03.2020

Non ci spingiamo a fare l’elogio delle emergenze che ci costringono a fare i conti con le nostre manchevolezze: personalmente saremmo della tesi di Brecht, “beata la patria che non ha bisogno di eroi”. Però è innegabile che con le emergenze alcune problematiche assumono contorni più chiari.

Nel caso dell’epidemia da Covid-19 oltre al tema della frammentazione della catena di comando per la gestione abbastanza disinvolta che è stata fatta della cosiddetta “devolution” dei poteri di governo della sanità emerge ora la questione di quale risposta si può dare alla crisi economica che vediamo avanzare a grandi passi. Non stiamo parlando di qualcosa di semplice che si possa affrontare semplicemente nella logica dei sussidi (temporanei?) da distribuire a settori che vengono e che verranno toccati dagli effetti indotti da questa emergenza sanitaria che sta assumendo dimensioni internazionali. Anzi il problema sarà proprio quello di evitare che tutto si riduca alla logica dei sussidi, che è un antico peccato del nostro modo di affrontare le difficoltà dell’economia nazionale.

Si parla ora con varie trovate verbali di qualcosa di assai impegnativo: cura da cavallo, interventi choc, nuovo piano Marshall. Questo fa pensare alla necessità di avere un governo molto solido, non solo per maggioranze politiche leggi tutto

Innovazioni asimmetriche presenti e future

Francesco Domenico Capizzi * - 04.03.2020

La crescita esponenziale della evidente bolla tecnologica con il proposito di rendere disponibili le sue infinite sfaccettature, in prospettiva applicabili in ogni piega delle attività umane, potrebbe favorire un sovvertimento inedito del modo di pensare, di agire e del vivere individuale e collettivo che riguardano le Istituzioni democratiche e amministrative fino, ed oltre, all’esercizio delle Professioni, della Ricerca e delle Arti, e al vivere quotidiano.

Qualche esempio di tecnologie emergenti:“virtuale apprezzamento a distanza di strette di mano, di abbracci ed altro; robot umanoidi per provocare emozioni alla scopo di socializzare con anziani, singole persone annoiate e per adiuvare l’elaborazione del lutto di individui e famiglie e prendere 

il posto fisicamente dei defunti; robot in grado di assistere negli acquisti e nei pagamenti; robot che interpretano testi e gesti, che elaborano discorsi e sostengono conversazioni; robot per comporre musica e testi lirici; robot per individuare all’istante l’insorgere di epidemie; progettazione di automobili senza autista, ecc…”(World economic forum, Boston 2018).

Di fronte ad un così vasto programma annunciato e degli ulteriori sviluppi, e in parte già in essere con almeno 50.000 esemplari di macchinari di questo tipo in circolazione, sarebbe auspicabile creare momenti di riflessione, non tanto sulle singole forniture di tecnologie leggi tutto

Carlo Cottarelli: all'Europa serve una politica fiscale condivisa

Francesco Provinciali * - 04.03.2020

Il Presidente uscente della BCE Mario Draghi ha evidenziato tre requisiti imprescindibili per il “decision maker”: la conoscenza, il coraggio e l’umiltà.


Sono requisiti che servono anche ai “decisori politici”?

I requisiti cui ha fatto riferimento il Presidente Draghi valgono per chi agisce a livello tecnico ma

anche a maggior ragione per i decisori politici. Essi si coniugano al possesso della competenza e

della responsabilità come pilastri del buon funzionamento di ogni istituzione.

Non c’è competenza senza responsabilità e non c’è responsabilità che possa essere disgiunta dal sicuro possesso di una competenza.

L’unica differenza che vedo tra i decision maker, come esecutori di decisioni politiche e i politici stessi è che i secondi li abbiamo scelti noi, attraverso le elezioni, sono i nostri rappresentanti e quindi sono competenti per il nostro mandato che abbiamo loro conferito.


Qualità e merito: come possono essere valorizzati e controllati?

Mi sembra che non ci sia meritocrazia laddove essa è figlia dello spoil system.

Però io preciserei una cosa: perché ci sia vera meritocrazia ci deve essere uguaglianza delle opportunità di partenza. Succede in Italia e all’estero, forse più in Italia che altrove. leggi tutto

La saga dell’aceto balsamico

Gianpaolo Rossini - 29.02.2020

Secondo la Corte di Giustizia della Ue, Belema produttore tedesco di aceto può porre sui suoi prodotti l’etichetta “Deutscher Balsamico” senza violare le tutele previste nella Ue per l’aceto balsamico di Modena, che ha aperto la causa. Il consorzio modenese protesta: non si può porre l’aggettivo “balsamico” su prodotti tedeschi. Da dicembre attende il terzo grado di giudizio per poi muoversi eventualmente sul piano giuridico e su altri fronti con nuove iniziative. La saga dell’aceto di Modena fa riflettere. Sono tre gli aceti balsamici italiani riconosciuti. L’Aceto Balsamico di Modena IGP, che può essere prodotto nelle province di Modena e Reggio. Poi c’è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP che proviene solo dalla provincia di Modena. E infine c’è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio DOP esclusivamente dalla provincia di Reggio. E’ quasi impossibile trovare consumatori (italiani) che apprezzino le differenze (ma quali) tra i primi due aceti di Modena. In più uno dei due può venire anche dalla provincia di Reggio che però ha in concorrenza un suo prodotto esclusivo e certificato. I consorzi di tutela hanno giocato sulle differenze tra IGP (indicazione geografica protetta) e DOP (denominazione di origine protetta), e DOP (denominazione di origine protetta), anche queste impossibili leggi tutto

La Cina è vicina

Francesco Provinciali * - 29.02.2020

Sono passati più di 50 anni dal film di Marco Bellocchio del 1967 – “ La Cina è vicina”: erano i tempi di Mao, del libretto rosso e della contestazione, di acqua ne è passata sotto i ponti ma quel modo di dire ha conservato nel tempo il significato di un incombente mistero. La Cina ha mantenuto le sembianze di un mondo ancora inesplorato e per certi aspetti inaccessibile e lontano, direi da Marco Polo in qua.

Differenze di tradizioni e culture che un volo aereo o la connessione via internet possono malcelare ma non annullare: la storia e la natura sono più forti dell’uomo e dettano sincronie e dissonanze imprevedibili e imperscrutabili  come in una nebulosa inaccessibile ai più. In epoca di crescenti opinioni e di decrescenti certezze antropologiche ed esistenziali il relativismo di un presentismo autoreferenziale (“tutto e subito”), il dilagare delle solitudini  e l’assenza di visioni strategiche rassicuranti ci fanno vivere in una sorta di limbo dell’indeterminato e dell’effimero. Aggrappati ad un filo di speranza, giorno per giorno.

A giugno 2019 i rappresentanti di 130 Paesi aderenti all’Ipbe (la piattaforma intergovernativa  scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi) si sono riuniti presso la sede UNESCO di Parigi per esaminare un Rapporto dell’ONU stilato in 3 leggi tutto