Ultimo Aggiornamento:
01 dicembre 2021
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Argomenti

A congelare tutto non si risolve nulla

Paolo Pombeni - 01.12.2021

È singolare questo vasto consenso nel voler congelare tutto. A parte Giorgia Meloni, tutti gli altri leader politici si proclamano granitici nel voler tenere Draghi a Palazzo Chigi. Si sprecano i riconoscimenti alla sua statura, gli avvertimenti sulla delicatezza del momento tanto sul piano della lotta alla pandemia quanto su quello dell’avvio del PNRR. Poi si va a vedere come questi partiti che così tanto amano il premier collaborano a gestire l’attuale passaggio delicato e lì non è che si trovino le conferme che uno si aspetterebbe.

La legge di bilancio è una cartina di tornasole piuttosto eloquente. Nessun partito rinuncia alle sue bandierine, ma soprattutto in generale ognuno spinge per incrementare la spesa pubblica secondo una logica antica per cui quella è un pozzo senza fondo. Del resto se il rapporto deficit/Pil nel 1993 era al livello, all’epoca registrato come terribilmente preoccupante, del 118,6% ed oggi sfioriamo senza particolari allarmi il 130% qualcosa vorrà pur dire.

In un clima del genere immaginarsi che mantenere Draghi alla testa del governo significhi una vera convergenza su una linea politica condivisa ci pare esercizio arduo. Non si dica neppure che evitare un cambio alla testa dell’esecutivo significa portare la legislatura alla scadenza naturale del marzo 2023, perché nessuno può dare leggi tutto

Stato d'emergenza e lavoratori fragili: decidere prima, non dopo

Francesco Provinciali * - 27.11.2021

Di tutti i provvedimenti assunti dal Consiglio dei Ministri del 24 novembre e illustrati nella Conferenza stampa dal Presidente Draghi e dai Ministri Gelmini e Speranza è stato dato ampio resoconto da giornali e TV. Forse l’informazione poteva essere più accurata e chiara, soprattutto comprensibile: scienza e politica nei due anni della pandemia raramente hanno trovato una sintesi unificante che permettesse di parlare come si mangia. Sui modi e sui tempi delle comunicazioni e delle informazioni (due parole che non hanno lo stesso significato) ci sono sempre state ulteriorità e cascami da puntualizzare. Già ai tempi dei DPCM di Conte tutto era estremamente burocratizzato, contorto, parcellizzato ma non sempre comprensibile. Anche adesso parlare di green pass base e super green pass assomiglia più ad un linguaggio commerciale, ad una distinzione lessicale variamente interpretabile e cangiante che ad un profilo certo di tipo medico- normativo-prescrittivo-istituzionale. Sempre troppi distinguo, rimandi, particolarità di situazioni specifiche che- per quanto tentino di abbracciare la molteplicità dei comportamenti da regolamentare- non completano e non saturano la totalità delle situazioni e delle evenienze. C’è sempre un punto che rimane non definito, una prassi che ammette deroghe, si promettono sanzioni in caso di irregolarità accertate ma l’impressione è che prepotenti, leggi tutto

Non è con la tattica politica che si risolveranno i problemi dell’Italia

Paolo Pombeni - 24.11.2021

Che il nostro paese abbia un bel po’ di problemi, lo sanno quasi tutti. Molti ce li trasciniamo dietro da decenni, altri si sono acuiti per la disgraziata contingenza della pandemia di Covid 19 ancora presente e per certi aspetti ancora da capire in tutte le sue implicazioni. Eppure la politica sembra appassionarsi solo al tema della scelta del successore di Sergio Mattarella, neppure tanto per la consapevolezza dell’importanza di avere al Quirinale un presidio per la tenuta del sistema, quanto piuttosto nella convinzione che con quella “operazione” si possa uscire da uno stallo generalizzato che interessa il quadro attuale dei partiti.

Definire miope quest’ottica è persino riduttivo. Mentre in una quota significativa dei gruppi dirigenti si comincia a chiedersi come si farà a gestire l’opportunità offerta dai soldi del Recovery europeo visto lo stato poco edificante in cui si trovano ampie filiere importanti delle nostre istituzioni, si continua a bombardare l’opinione pubblica con il toto nomi per il sommo Colle e ad appassionarsi nell’analisi su chi riuscirà ad approfittare del grande marasma che promette un parlamento balcanizzato e in una quota non banale rappresentato da personaggi di assai scarso spessore (dispiace dirlo, ma è un tema che andrebbe esplicitato, almeno per mettere leggi tutto

Fermare Pechino

Francesco Provinciali * - 20.11.2021

Breve recensione del libro di Federico Rampini – Mondadori Editore

Nella breve parodia con cui introduce il corposo volume, Federico Rampini, attraverso un dialogo apocrifo e immaginifico, cerca di evidenziare tutto ciò che unisce anziché dividere Joe Biden e Xi Jinping anche se chiude questa simulazione affermando che in realtà il Presidente USA ha due motivi per invidiare il suo omologo cinese: il primo è la durata dell’incarico, lui è agli esordi mentre Xi è al vertice dal 2012 e non ha limiti temporali di mandato. Il secondo è che Biden guida una nazione lacerata, “quasi mezza America lo considera un usurpatore mentre Xi usa il nazionalismo come collante ideologico per spronare i cinesi alla coesione”. Il resto del libro è una lunga e interessante analisi su un conflitto geopolitico e geoeconomico tra le due superpotenze, rispetto a cui chi vive in Europa e in Italia può avere solo una pallida rappresentazione. Basterebbe il titolo del saggio di Rampini per comprendere l’impostazione data al testo: “Fermare Pechino” non è un eufemismo sulla soffice via della seta (un errore tutto italiano aver firmato quel Memorandum: Presidente Draghi, anche quello è da ‘fermare’) ma una sorta di imperativo categorico-strategico perché possa realizzarsi il progetto americano “di invertire la rotta prima che sia troppo tardi”. leggi tutto

Il grande garbuglio

Paolo Pombeni - 17.11.2021

Il dibattito sulle elezioni quirinalizie non conosce soste. Chi come Letta sostiene che si rinvii la discussione a gennaio parla di una vaga buona intenzione: al massimo potrebbe ottenere che se ne discutesse un po’ meno in pubblico, cosa peraltro difficilissima di questi tempi.

La realtà è che è tutto un grande garbuglio, una specie infinita di cosiddetti “commi 22”, quelli dove la prima affermazione viene contraddetta radicalmente dalla seconda. In più nel quadro di un sistema che continua a sfarinarsi alle prese con la “diversità” del governo di Mario Draghi, che non è solo di emergenza, ma è sostenuto da un impegno per l’utilizzo fruttuoso della montagna di soldi che si pensa in arrivo dal Recovery europeo.

I partiti sono sempre più in affanno. Letta ha provato, con una intuizione che gli va riconosciuta, a proporre di rappattumare in qualche modo i cocci. Prima si discuta fra i capi partito e Draghi la legge di bilancio e poi si affronterà insieme il problema delle modalità per scegliere il candidato per il Quirinale. Significherebbe tornare in qualche modo alla “repubblica dei partiti” e infatti tutti i diversi leader si sono detti interessati. Vorrebbe però anche dire smontare la caratteristica del premier Draghi, che non sarebbe leggi tutto

Imparare a scrivere: meglio con la penna o con il tablet?

Francesco Provinciali * - 13.11.2021

Per un Paese come la Finlandia che destina oltre il 7% del PIL nazionale alle spese di istruzione decidere di abolire l’apprendimento della lingua scritta con il corsivo per sostituirlo con l’uso del tablet in classe da parte di ciascun alunno fin dal primo anno della scuola dell’obbligo potrebbe rivelarsi nel tempo una scelta lungimirante, visto che le scuole della Repubblica Finlandese sono considerate dall’OCSE tra le più avanzate al mondo in quanto a metodologie didattiche ed efficienza-efficacia del sistema formativo. Occorre tuttavia un fisiologico periodo di sperimentazione prima di arrivare a conclusioni enfatiche o affrettate. Tutto questo è peraltro già in atto dal 2016: l’introduzione dell’apprendimento della letto-scrittura attraverso le tecnologie informatiche sta avvenendo in forma estensiva ma graduale, il corsivo è sostituito dalla digitazione della tastiera ma la scrittura a stampatello continuerà ad affiancare il nuovo metodo come insegnamento facoltativo (Finnish National Agency for Education EDUFI - Istituto Nazionale per l’Educazione Finlandese). Ciò comporta non solo un grande investimento in dotazioni tecnologiche ma anche una preliminare e obbligatoria formazione del personale docente all’uso quotidiano in classe dei mezzi informatici. Il livello di padronanza delle nuove tecnologie nelle giovanissime generazioni già prima del loro ingresso a scuola dovrebbe rendere più facile il compito dei leggi tutto

Domande a cui i partiti non vogliono rispondere

Paolo Pombeni - 10.11.2021

Stacchiamoci un attimo dal totonomi per il Quirinale, che è sempre più un gioco di “influencer” che sperano di farsi dei meriti sostenendo questo o quello. Le questioni più importanti sono altre e dipendono da domande che i partiti politici si rifiutano di prendere in considerazione.

La prima riguarda come si pensa di continuare a tenere insieme questa maggioranza larghissima che quasi tutti giudicano imprescindibile per la messa sui giusti binari del PNRR. Una almeno relativa coesione nazionale si stenta a vedere. Tutti rincorrono il mantenimento e l’allargamento del proprio bacino di consenso, come si nota benissimo dai vari interventi sulla legge di bilancio. Non c’è un clima diverso rispetto al solito: ciascuno punta a tutelare qualche sacca di privilegio, grande o piccolo che sia, e le alleanze sono più che altro “competitive” nel disputarsi il consenso di qualche settore specifico.

Forse si sarà colto che, per esempio, da un lato si manifesta qualche preoccupazione perché il rialzarsi dell’inflazione erode le possibilità di spesa di molte famiglie, e poi si continua a spingere nella politica dei “bonus” tipo quello per le terme che invero non ci sembra un prioritario obiettivo di rinascita. Ma è solo un esempio, basta spulciare le cronache e leggi tutto

Scuola: si va verso la riduzione dei posti di docente di sostegno?

Francesco Provinciali * - 06.11.2021

Per comprendere la domanda posta nel titolo è utile fare riferimento ad un documento elaborato e diffuso dalla UIL SCUOLA, che riassume in una scheda alcuni quesiti e interrogativi posti a seguito della attivazione di corsi di formazione in servizio per il personale docente da parte del Ministero dell’Istruzione, segnatamente quello sul tema della ‘sicurezza’ e quello relativo al ‘sostegno educativo-didattico”.

Nel primo caso si tratta di un corso già svolto in larga parte delle scuole, nel secondo di una iniziativa di formazione in atto nel corrente anno scolastico che prevede 25 ore di impegno obbligatorio. In entrambe le fattispecie il Sindacato scuola UIL ribadisce e ricorda che la partecipazione deve intendersi compresa nelle 40 ore annuali di aggiornamento/formazione previste dal vigente contratto nazionale di lavoro. Sulla adesione la UIL ricorda inoltre che il piano della attività di cui trattasi deve essere deliberato dal collegio dei docenti, nell’ottica dell’autonomia scolastica, tenendo conto che il Contratto del 19 novembre 2019 assegna agli istituti scol.ci il 60 % delle risorse disponibili mente il restante 40% viene gestito direttamente dall’Amministrazione della P.I.

La UIL argomenta intorno al concetto di obbligatorietà dei due corsi sopra descritti: nel primo caso si tratta di una iniziativa che riguarda la formazione sul tema della sicurezza, leggi tutto

Successione al Quirinale: una questione delicata

Paolo Pombeni - 03.11.2021

Si sta esagerando nel ridurre il problema della successione a Mattarella ad una questione di competizione fra i partiti. La vicenda dell’affossamento del DDL Zan, ampiamente prevedibile e prevista, ha innescato un’esplosione di più o meno sacri furori nelle varie componenti parlamentari che sono subito corse a proiettarli sulle prossime elezioni quirinalizie.

Nell’ottica dei dibattiti a cui assistiamo sembra che tutto si riduca a decidere se sia possibile utilizzare questo passaggio per stabilire quale sia la “coalizione” (termine sicuramente eccessivo) che può ambire a guidare il paese anticipando le prossime elezioni o se convenga trovare una soluzione di tregua momentanea puntando su una figura abbastanza “neutra” in modo che possa poi adattarsi al risultato che emergerà al più tardi dalle urne del 2023.

Tutto è nascosto sotto un involuto dibattito sulla scelta fra tenere Draghi alla guida del governo perché avvii in maniera più compiuta il PNRR o l’inviarlo sul Colle perché metta la sua statura internazionale a servizio della credibilità dell’Italia. C’è una buona dose di ipocrisia in questo modo di porre il problema. Innanzitutto perché per consentire davvero che l’attuale premier riesca nell’operazione di dare un solido avvio al PNRR sarebbe necessario che i partiti fossero disposti a lasciarlo lavorare leggi tutto

Verso un mondo post-globale

Francesco Provinciali * - 30.10.2021

In attesa della pubblicazione ormai prossima del 55° Rapporto CENSIS, Giuseppe De Rita ci fa dono di una riflessione che certamente ne anticipa temi e contenuti.

Non da ieri il grande sociologo argomenta intorno all’autoreferenzialità del presente, tanto dibattuto da rendersi “asfissiante”: una politica di corto respiro che non va oltre il rimuginamento sull’esistente, la blandizie verso la cronaca e il chiacchiericcio inconcludente, quando non si lancia invece nel tratteggiare disegni incompleti e astratti, avvinghiati a prospettive incerte e di maniera. La dimensione di un futuro immaginabile e gestibile attraverso la proposta di modelli sociali ed economici capaci di innescare e padroneggiare lo sviluppo sembra non le appartenga: per questo De Rita, riflettendo – forse con inguaribile ottimismo- su una rapida uscita dalla crisi pandemica che ci ha costretti ad una “casalinghità” di piccolo cabotaggio, argomenta sulla necessità di riprendere il cammino con piglio e vigore, attraverso idee e decisioni che esprimano la consapevolezza di un “profondo passaggio di fase o di ciclo di tutta l’economia… verso la costruzione di un mondo post-globale”.

Una caratteristica di questo mondo nuovo dovrebbe consistere- mi permetto di osservare – nel recupero del concetto di identità: la globalizzazione è stata un mare magnum indistinto e omologato verso il leggi tutto