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La Mission della nuova Silicon Valley
Preceduto da un’ampia e approfondita, erudita prefazione di Andrea Venanzoni che introduce il saggio di Peter Thiel come esempio di tecnoteologia politica, il libro che ora la casa editrice Liberilibri diffonde anche in versione cartacea è – come presentato dall’editore – ‘una cavalcata nella mission della nuova Silicon Valley, concepita sempre meno quale spazio esclusivamente economico-finanziario e sempre più come argine contro la stagnazione e la decadenza della civiltà occidentale’. L’autore è decisamente accreditato per proporre una linea ermeneutico-interpretativa delle derive attualizzate negli indirizzi politici di governo e di gran parte dell’immaginario collettivo a stelle e strisce: Peter Thiel è infatti uno dei più influenti venture capitalist della Silicon Valley, già allievo di René Girard e tra i primi giganti del Tech ad aver sostenuto Donald Trump. In questa argomentata narrazione egli traccia le ragioni filosofiche della piena convergenza tra innovazione tecnologica e sicurezza, con ampi riferimenti culturali a Leo Strauss e al tema dell’intelligenza artificiale, a Carl Schmitt e agli algoritmi, alla Palantir Technologies (azienda statunitense specializzata nell'analisi dei big data, fondata nel 2003 dallo stesso Thiel e di sua proprietà) e alla teoria mimetica. Tutto ciò partendo retrospettivamente da John Locke, padre del liberalismo moderno e ampiamente rivisitando la palingenesi ottimista e razionalista dell’Illuminismo leggi tutto
L’Italia e il difficile tornante internazionale
La situazione internazionale va sempre più complicandosi e per il nostro Paese fronteggiarla non è cosa semplice. In termini generali siamo una nazione che fa contemporaneamente riferimento alla Unione Europea e all’Alleanza Atlantica: non semplicemente due “collocazioni”, ma per un rilevante fattore storico due scelte di campo. Su questo convergono il presidente Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come ha avuto modo di ribadire nella conferenza stampa di inizio anno. Certamente una affermazione non banale.
Passare però dalle prese di posizione ad una politica attiva è meno semplice di quanto sembri, a meno di non credere a quell’approccio ingenuo alle relazioni internazionali che pensa che tutto funzioni più o meno come nei rapporti fra privati liberi di ispirarsi, si spera, a valutazioni di ordine generale. Così non è mai stato, ma non lo è in particolare nel momento in cui il quadro della geopolitica è, a dir poco, in subbuglio.
Le pulsioni neo imperiali che sono diventate dominanti condizionano le azioni di tutti gli stati, perché nessuno può prescindere dal venir meno del quadro di relativo equilibrio di cui abbiamo goduto sino ad alcuni anni fa. Oggi si muovono tre attori che sconvolgono tutto e grazie a questo acquistano spazi di azione alcuni leggi tutto
La vera storia di Bettino Craxi
L’incipit di questa seconda edizione del libro di Fabio Martini “Controvento. La vera storia di Bettino Craxi”, pubblicato da Rubbettino, contiene un’affermazione che dovremmo mandare a mente, ogni volta che ci si esprime – nell’immediatezza degli eventi – sul presente che sta diventando passato prossimo: da sempre la Storia (con la S maiuscola) si ripensa e si riscrive più volte in modo direttamente proporzionale al trascorrere del tempo. Più ci si allontana dai fatti e più la loro narrazione viene rivisitata, più i contorni delle vicende e dei loro personaggi vengono focalizzati con meno enfatizzazione emotiva e più discernimento critico.
E’ una regola non scritta che trova conferma ‘molti anni dopo’ per usare una celebre espressione di Gabriel Garcia Marquez, senza che si debba cadere forzatamente in una sorta di revisionismo di maniera, addirittura la narrazione acquisisce dettagli – persino inediti – che emergono a poco a poco e inducono a ripensamenti perché nei corsi e ricorsi storici di vichiana memoria il passato si compara con il presente e quella che un tempo appariva come verità scontata e assoluta viene invece contestualizzata per essere meglio interpretata, con maggior discernimento critico.
Anche la biografia personale e politica di Bettino Craxi, politico controverso e carico di leggi tutto
Un mondo sempre più in tensione
L’aveva detto Mattarella nel suo messaggio di fine anno: “il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante [sottolineiamo il termine] il rifiuto di chi la nega perché si sente il più forte”. Ciò senza sorvolare sul fatto che “abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale” e che “siamo in tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente”. Nel precedente discorso agli ambasciatori aveva anche sottolineato come “l’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere” e “a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.
Quel che è successo in Venezuela il 3 gennaio colora drammaticamente le considerazioni del nostro Presidente. Siamo infatti di fronte ad un nuovo capitolo di quel ritorno all’imperialismo come cultura dominante nelle relazioni internazionali che è stato il cruccio di tutti gli osservatori nell’anno appena concluso.
Si tratta, dobbiamo dirlo, di una tematica estremamente difficile da dominare che la rincorsa agli slogan ad effetto che dominano nella comunicazione dei politici e nelle analisi dei talk show non aiuta certo a capire.
C’erano già due scenari molto complicati. Il primo era la questione ucraina dove il mese scorso si è continuato leggi tutto
Un'Italia che resiste al presente e vive il quotidiano
In una intervista che ho realizzato con lui qualche giorno prima della presentazione del 59° Rapporto CENSIS, il Presidente Giuseppe De Rita evidenziava come fosse vero che nell’opinione pubblica tutti i Rapporti precedenti erano conosciuti e commentati più per il fermo-immagine delle pagine introduttive che per le centinaia di quelle dedicate ai dati e alle valutazioni sui settori di intervento sociale. “E’ il nostro ruolo strutturale, e continuativo nel tempo, e su tale ruolo sappiamo di esser giudicati dalle centinaia di professionisti del sociale (ricercatori, operatori, docenti, amministratori) che utilizzano la nostra accumulazione e le nostre elaborazioni dei dati”. Dopo circa sessant’anni di osservazione del Paese e del suo sviluppo socio-economico e culturale al Presidente questa sottolineatura è parsa importante, per evidenziare da un lato l’evoluzione storica e documentata del Paese – la chiamiamo “continuità” – dall’altro quel “tenace continuismo” che ha sempre caratterizzato il suo stile personale e la mission dell’Istituto da lui guidato.
Anche questo 59° Rapporto non si sottrae a questa duplice connotazione: da un lato la rappresentazione suggestiva, persino iconografica, delle molte fotografie dell’Italia contemporanea, ricca di narrazioni evocative e di metafore avvincenti, dall’altra la ricchezza dei dati raccolti che le integrano e le esplicitano nei dettagli, giustificando gli aggiornamenti affascinanti
«Il Mondo» contro i finali prevedibili
Nel dicembre 2023, a Lucca, si è tenuto un convegno dedicato al giornalismo, alla letteratura e all'impegno civile nei primi vent’anni dell’Italia repubblicana. L’ha promosso il Centro Pannunzio di Torino. Chi se lo fosse perso può riascoltare gli interventi su Radio Radicale, oppure – meglio ancora – leggerli nel volume che li raccoglie, (Giornalismo, letteratura e impegno civile nel primo ventennio dell’Italia repubblicana, a cura di Gerardo Nicolosi e Carla Sodini, tab edizioni («Le ragioni del tempo – collana di storia e politica»), Roma, 2025, 342 pp.).
Gli atti di convegno, si sa, spesso invecchiano in fretta. Questo libro, invece, compatto e polifonico, promette di tenere a lungo compagnia al lettore. Al centro, c’è il milieuliberal-radicale de «Il Mondo» (1949-1966) di Mario Pannunzio, il più bel settimanale del dopoguerra: una terza via (una via di fuga) rispetto ai dogmatismi uguali e contrari di comunisti e democristiani. Una buona occasione, questa, per scoprire zone in ombra di Flaiano, Brancati, Benedetti o Silone: scrittori amanti della libertà e allergici agli arruolamenti definitivi. Figurarsi. Flaiano una volta, sparigliatore di sé stesso, abbandonò un ottimo lavoro e a un’amica confidò: «Io odio i finali che si possono indovinare».
Gli autori non vogliono andare per l’ennesima volta la sera in Via Veneto. leggi tutto
L’Italia e la questione ucraina
Siamo in una settimana molto importante, se non decisiva, per quanto riguarda il ruolo dell’Europa (e dunque anche dell’Italia) nella questione ucraina. Si sa che Trump vorrebbe, per ragioni di immagine, poter festeggiare il Natale con un accordo che metta fine alla guerra guerreggiata, ma constatiamo che non sembra facile dal momento che Peskov, il portavoce di Putin, ha affermato una volta di più che la Russia vuole la pace e non si accontenta di una tregua, cioè di un cessate il fuoco. Se questo continuasse a significare che lo zar vuole la vittoria alle sue condizioni, non ci sarebbe molto da sperare, ma siccome si fanno filtrare speranze per dei passi avanti nei negoziati e lo dice anche Trump può anche darsi che qualcosa si stia muovendo.
Certamente c’è una atmosfera da fiato sospeso in vista del Consiglio europeo del 18-19 dicembre. A Berlino sono in corso negoziati che coinvolgono sia gli americani che gli ucraini sotto l’egida dei volonterosi che questa volta vedono presente anche la nostra Presidente del Consiglio. I messaggi di speranza lanciati dai vari interlocutori prima e durante l’incontro serale del 15 dicembre possono far parte della liturgia diplomatica, che non vuole diffondere pessimismo specie in un leggi tutto
L'Habeas Corpus e il consenso libero e attuale
La Legge 2 dicembre 2025, n. 181 – approvata all’unanimità – ha finalmente normato misure serie per fronteggiare la dolorosa piaga del femminicidio, un delitto vergognoso e per troppo tempo sottostimato, al fine di contrastare la dilagante violenza di genere. Ci si chiede come tolleranza, ricerca di attenuanti, omissioni, denunce inascoltate, silenzi complici e impunità abbiano così a lungo ritardato questo provvedimento che non risolverà il problema perché (come dice Vittorino Andreoli) la volontà di distruzione aggrava odio e senso di possesso fino a connotare il gesto omicida, ma potrà costituire un deterrente se ci sarà certezza e severità della pena. A condizione che non si ripetano atteggiamenti di indulgenza, procrastinamento e rinvio dei casi o cervellotici provvedimenti giudiziari di clemenza che hanno finito spesso per uccidere due volte le donne vittime. La prevenzione è sempre la strategia efficace ma in caso di reato la punizione dovrà essere inflessibile e senza sconti. Troppe vittime hanno già pagato con la vita, troppe famiglie sono state lacerate da un dolore insostenibile, sovente senza ottenere piena giustizia. Il passo in avanti è significativo e postula una precoce e diffusa pedagogia del rispetto verso le donne, a cominciare dall’educazione scolastica e dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, espungendo senza remore coperture e connivenze. leggi tutto
USA, Europa, Italia
In quel gioco di specchi che è diventata al momento la politica internazionale ci si interroga sul peso da dare al documento programmatico dell’amministrazione americana che prova a disegnare il futuro della sua politica estera scagliandosi con violenza con l’Europa. Come era da aspettarsi questo accende un dibattito anche nella nostra vita politica, considerando le sue incertezze e le scelte pro Trump della presidente Meloni.
Ma andiamo con ordine. Quanto al significato del documento americano ci sono fra gli osservatori pareri contrastanti. Se tutti sottolineano il tributo che esso paga alle mode della destra statunitense, il mondo sbrigativamente etichettato MAGA, per cui vanno messi nel conto eccessi retorici, ci si divide se considerarlo un piano che riflette andamenti reali o un manifesto retorico che è più che altro destinato a mandare messaggi provocatori a vari interlocutori. A nostro modesto avviso le due interpretazioni non si eludono a vicenda, ma sono integrate.
La storia delle relazioni internazionali contiene non pochi esempi di documenti di quel tipo che hanno sbandierato una linea abbandonata in seguito per adeguarsi al contesto delle forze e delle tensioni in campo. Avverrà così anche questa volta, soprattutto se i messaggi subliminali mandati a vari interlocutori andranno o non andranno leggi tutto
La temperanza, virtù rivoluzionaria
L’unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti è di non oltrepassarli mai.
(Giacomo Leopardi)
Il saggio sulla temperanza di Gennaro Carillo, edito da Il Mulino, non ha la pretesa della monografia tematica: piuttosto offre al lettore spunti di riflessione attinti dai classici del pensiero, da Platone, Sofocle, Euripide ai giorni nostri. Le chiamerei “scintille di luce” queste citazioni, perché illuminano la storia dell’umanità con intuizioni che restano – nelle parole pronunciate e nelle metafore che evocano – e che ci servono oggi in modo speciale, per ricomporre una dialettica e una filosofia della mitezza in un mondo che sembra “uscire dai cardini”. Un’agile ed utile riflessione che esprime la profonda cultura umanistica dell’autore che si rivolge a tutti, perché ritrovare una giusta misura nel dire e nel fare è un compito che ci riguarda tutti, intimamente.
La rivisitazione etimologica e di senso di questa virtù dimenticata che il Prof. Carillo ha realizzato suggerisce al lettore di trovarne una propria. È questo il pregio fondamentale di un libro: leggere, metabolizzare, riflettere per cercare una propria ‘Weltanschauung’, una concezione del mondo che orienti la nostra vita.
Facendo mia questa “intuita intuizione” mi piace riportare deduzioni e argomentazioni personali, confidando di restare fedele all’ispirazione leggi tutto


