Ultimo Aggiornamento:
24 settembre 2022
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Argomenti

L’Italia e le debolezze europee

Paolo Pombeni - 01.06.2022

I vertici europei raramente sono passeggiate, a meno che non abbiano all’ordine del giorno temi più o meno di facciata (un po’ di retorica non si nega a nessuno). Non è stato così in quello del 30-31 maggio che doveva misurarsi con la spinosissima questione delle sanzioni alla Russia. In questo frangente una volta di più è emersa la difficoltà di promuovere una politica unitaria fra 27 paesi che hanno interessi e problemi niente affatto convergenti. Soprattutto nel momento in cui si restringono le possibilità di distribuire a chi si trova in posizioni sfavorevoli quelli che col nostro vecchio linguaggio dei tempi di pandemia si sarebbero chiamati “ristori”.

La situazione è divenuta evidente quando si è dovuto affrontare il tema delle sanzioni sul petrolio russo. Qui si è subito presentata la questione del diverso peso che il blocco delle importazioni del greggio di Putin avrebbe avuto a seconda delle diverse collocazioni geografiche e non solo. Dal primo punto di vista era evidente che bloccare la possibilità di rifornirsi del prezioso combustibile avrebbe avuto ricadute diverse per quei paesi che potevano comunque acquistarne da altri fornitori sfruttando le vie marine, e chi come alcuni paesi del centro Europa (Ungheria, Cechia, Slovacchia) non avendo sbocchi al mare si vedeva leggi tutto

Fronte del Donbass: il ritorno del “dio della guerra” staliniano

Leonardo Goni * - 01.06.2022

Abbandonato, per ora, il progetto di conquistare l’intero territorio ucraino, l’armata russa ha concentrato i suoi sforzi per il controllo dell’Ucraina meridionale e orientale, dove il conflitto si sta trasformando in una guerra di posizione, un enorme tritacarne stile Prima guerra mondiale, fatta di trincee e soprattutto di massiccio uso di artiglierie.

Il Donbass nuovo Verdun, come titolava, alcuni giorni fa, lo Spiegel? Forse, ma con le tecnologie di un secolo dopo, come i missili e i droni per l’acquisizione degli obiettivi, che permettono a chi designa i bersagli per l’artiglieria, di vedere, rapidamente, le posizioni del nemico e dirigere un fuoco preciso. Precisione ulteriormente assicurata dall’utilizzo di proiettili a guida laser in grado di colpire con ben pochi margini di errore.

In questo teatro di operazioni i russi stanno applicando la "tradizionale" strategia già usata durante le loro offensive nella Seconda guerra mondiale, basata su forti concentrazioni di artiglieria per spianare ogni difesa e scuotere il morale dei difensori sottoposti ad un martellamento incessante, per minarne la capacità di resistenza.

Per Stalin l'artiglieria costituiva infatti "il dio della guerra" e la dottrina d’impiego sovietica, ereditata dall’armata di Putin - come evidenziato dagli esperti militari occidentali – prevede la concentrazione massima di leggi tutto

Abuso di antibiotici: 700.000 decessi nel Mondo, 33.000 in Europa, 10.000 in Italia

Francesco Domenico Capizzi * - 01.06.2022

La pandemia ha determinato un ulteriore abuso di antibiotici, cui corrisponde l’incremento dell’antibiotico-resistenza. Porre un limite a questo fenomeno rappresenta una delle priorità assolute in ambito socio-sanitario  (International Translational Research and Medical Education, Albert Einstein Institute of Medicine, maggio 2022).
Nel complesso gli antibiotici sono risultati del tutto inutili contro l’infezione da Coronavirus: il loro utilizzo indiscriminato è stato assolutamente improprio, in quanto non compiono alcuna azione diretta o indiretta sul virus, e non hanno trovato giustificazione nemmeno come prevenzione di un'eventuale sovrapposizione batterica polmonare.

Davanti ai segni di un’infezione virale il loro uso, divenuto comune, non poggia su basi scientifiche: contribuisce a favorire la resistenza verso batteri con conseguenti costi in termini di vite umane e socio-sanitari.

Bisogna considerare che l’utilizzo improprio di antibiotici risale all’immediato dopoguerra con la fabbricazione e l’immissione sul mercato dei primi antibiotici (penicillina). La novità del prodotto, uno dei simboli della modernità e dell’incipiente consumismo, ha indotto medici e veterinari ad utilizzare grandi quantità di antibiotici contribuendo con rapida progressione alla resistenza batterica, cioè alla selezione dei peggiori batteri, da cui derivano i resistenti appunto, che sopravvivono leggi tutto

Il deserto dei Tartari: il lungo tempo dell'inutile attesa, struggente metafora della vita.

Francesco Provinciali * - 28.05.2022

Dino Buzzati, giornalista, scrittore, pittore, autore teatrale, mente eclettica in uno spirito mite, riservato, riflessivo, intimista, meditativo può essere annoverato nella schiera di talenti assoluti di cui si sta scoprendo e valorizzando la grandezza, la genialità, la capacità di esprimere sentimenti universali e con essi la nostra gratitudine per aver ricevuto in dono capolavori assoluti e unici.

Il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa (1972-2022) può essere l’occasione per la riscoperta e una doverosa valorizzazione, specie se consideriamo che si tratta di un autore i cui libri – in particolare “Il deserto dei Tartari”, l’opera più famosa e letta- sono tradotti in molte lingue, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, forse più di quanto gli dovrebbe in riconoscenza e gratitudine anche il nostro Paese.

Ed è a questo capolavoro della letteratura del ‘900 che rivolgiamo la nostra attenzione: ci interessa non tanto o non solo la trama narrativa (”Di sicuro risulta piuttosto agevole raccontare la trama poiché, sostanzialmente, non succede niente”) quanto una certa visione dell’esistenza umana, fondata su eventi attesi e sul dovere di stare al proprio posto per aspettarli e fronteggiarli. Ma non è vero che “non succede niente”: trascorre una lunga e importante fase della vita, quella- per descrivere sommariamente la trama leggi tutto

Scherzare col fuoco

Paolo Pombeni - 25.05.2022

La maggioranza non si sa se esista e soprattutto perché esista. Draghi sembra essersi stancato di lasciar correre sulle intemerate dei partiti incapaci di sottrarsi alle loro ansie elettoralistiche. La situazione internazionale si sta complicando e abbiamo bisogno di non perdere credibilità nei confronti dell’Europa e del mondo. Già la scelta di pubblicizzare alla buona un piano di pace per l’Ucraina non negoziato precedentemente con gli alleati non ci ha portato bene: l’unico che ha fatto mostra di prenderlo in considerazione è stato Putin, probabilmente perché ha visto che non trovava seguito, molti nostri partner hanno fatto sapere con fastidio di averlo appreso dai giornali anziché dai canali diplomatici (come dire: così fanno i dilettanti …).

Può essere considerato un episodio tutto sommato modesto, ma testimonia di un clima poco sereno. L’ulteriore botta è arrivata quando dopo un articolato e saggio intervento di Gentiloni che cercava di richiamare il nostro paese al dovere della serietà si è avuta la reazione isterica di Salvini che non contento di aver detto che noi non ci facciamo dettare la linea da nessuno ha aggiunto la volgarità di invitare la UE ad attaccarsi al tram.

A questi politici andrebbe ricordato che se non si volevano “lezioni”, cioè condizionamenti leggi tutto

Cosa diciamo quando diciamo Occidente?

Fulvio Cammarano * - 25.05.2022

Tra le diverse motivazioni con cui Putin e il suo gruppo dirigente hanno voluto giustificare l’invasione russa dell’Ucraina, una delle più esplicite è quella che si richiama alla necessità di contrastare l’Occidente, non solo in quanto concreta minaccia militare (“L’Occidente stava preparando una invasione dei nostri territori”, ha detto Putin durante la parata del 9 maggio), ma anche, se non soprattutto, in quanto espressione di una cultura deteriore impegnata nell’opera di dissolvimento della Russia, attraverso l’accerchiamento militare e la distruzione dei suoi valori. "L'Occidente – ha sostenuto Putin - sta tentando di spaccare la società russa e distruggere la Russia dall'interno". Non è, dunque, un caso che ad assurgere ad un livello chiave nell’ambito della comunicazione di guerra sia stato il Patriarca di Mosca, Kirill il quale ha legittimato l’aggressione in nome di valori e tradizioni russofile antioccidentali. Per Kirill è in corso una lotta della virtù contro gli immorali modelli di vita espressi dall’Occidente.

La vaghezza del concetto di Occidente, a metà strada tra modello culturale e realtà geopolitica, risulta molto utile, in ambito polemico, per individuare colpevoli senza indicarne nomi e cognomi. L’Occidente, per Putin, è in primo luogo tutto ciò che promana dagli Stati Uniti e dalle realtà considerate legate al carro di Washington, leggi tutto

25 maggio, giornata mondiale dei minori scomparsi

Francesco Provinciali * - 25.05.2022

Istituita dall’ONU nel 1983 la “Giornata mondiale dei minori scomparsi” rileva dati drammaticamente crescenti. In Italia secondo un’indagine di Telefono azzurro nel 2018 spariva un bambino ogni 48 ore: sono diventati 21 al giorno, quasi uno ogni ora, nel 2020, secondo la relazione della Commissaria di Governo Silvana Riccio. Due anni fa sono scomparsi nel nostro Paese 7.672 minori (9656 del 2021), dei quali 5.511 stranieri pari al 71,8% (6960 nel 2021). Quelli ritrovati sono stati 3.332, il 43,3%, di cui il 75% italiani. Ma questi numeri si aggiungono agli scomparsi “storici”: al 31 dicembre 2020 (dal 1° gennaio 1974), si contano 136.884 denunce di scomparsa di minori di cui 43.655 di nazionalità italiana e 93.229 di nazionalità straniera. Di questi stabilmente oltre il 50% quelli mai ritrovati. I dati più preoccupanti riguardano i cd. “minori stranieri non accompagnati”, divenuti ormai un vero fenomeno sociale. Quanto all’età, la fascia più numerosa va dai 14 ai 17 anni ed è legata sovente ad allontanamenti volontari, a fallimenti scolastici, a dissoluzioni familiari, mentre preoccupa e non poco la scomparsa dei bambini, specie se associata a fenomeni migratori che occultano traffici illeciti, dall’acquisto del minore su commissione allo sfruttamento sessuale, fino al trapianto di organi. Sono situazioni estremamente variegate, in prevalenza gestite dalla criminalità, leggi tutto

La violenza simbolica, dalla distorsione pedagogica al potere dominante

Francesco Provinciali * - 21.05.2022

Di tutte le forme di persuasione occulta, la più implacabile è quella esercitata semplicemente dall’ordine delle cose. (P. Bourdieu)

Dobbiamo al sociologo francese Pierre Bourdieu – che la usò nei suoi saggi agli inizi degli anni ’70 – l’introduzione nel lessico, poi divenuto corrente, della locuzione “violenza simbolica”.

Essa intenzionalmente esplicita tutta una serie di forme di violenza agìte non in forma fisica, bensì attraverso una sorta di imposizione occulta, a partire dalla visione del mondo in senso lato per declinarsi nei ruoli sociali, nelle categorie cognitive, nelle forme mentali attraverso cui viene percepita e pensata la realtà, da parte di soggetti dominanti verso soggetti dominati. Essa si manifesta dunque in forma apparentemente invisibile anche se dagli esiti tangibili ad una attenta osservazione dei comportamenti individuali e sociali, configurando veri e propri rapporti di forza tra chi la esercita e chi la subisce: questo tema della distinzione tra dominante e dominato è un vero e proprio assioma che spiega i meccanismi della persuasione occulta o “dolce” , come la definisce lo stesso Bourdieu che formulò le sue deduzioni a partire da uno studio di tipo pedagogico sulla trasmissione del sapere nella sua forma istituzionalizzata e codificata del sistema scolastico francese, inoltre su uno studio leggi tutto

Un perverso gioco del cerino

Paolo Pombeni - 18.05.2022

Le forze politiche sembrano per lo più impegnate in un perverso gioco del cerino: se lo passano rapidamente di mano in mano nella speranza che a scottarsi, magari seriamente, sia il vicino. In questo caso dietro la metafora del cerino sta la permanenza del governo Draghi, che a parole nessuno, Meloni a parte (ma anche lei più per dire che per fare), intende far cadere, mentre molti lavorano a minarne la tenuta.

Poi sarà magari vero che per ora si accontentano di azzopparlo, perché nessuno vorrebbe veramente correre subito alle urne coi tempi che corrono, ma è piuttosto difficile immaginare che si possa andare avanti in queste condizioni senza che prima o poi scatti il corto circuito. Draghi comincia ad essere messo sotto accusa da una parte di commentatori che lo vedono troppo disponibile a retrocedere sulle riforme (e non parliamo dei non pochi membri dei gruppi dirigenti che non lo amano per via di passati diverbi o anche un po’ per l’invidia di non essere al suo posto). Non parliamo di Salvini e Conte che non perdono occasione per proporre alternative alle politiche del governo e per reclamare come loro grandi vittorie qualsiasi modesto aggiustamento delle riforme in itinere. leggi tutto

Le donne e la guerra di Putin

Raffaella Gherardi * - 18.05.2022

Il conflitto è una follia oltre ogni limite, con le donne al potere non sarebbe scoppiato”: così suona il titolo sotto il quale “La Stampa” ha riassunto qualche giorno fa il testo di una intervista al Presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato. È evidente come alle lettrici tutte non possa che aver suscitato un impulso di immediata e spontanea adesione un titolo che le rendeva possibili, immaginarie artefici di una politica “altra” rispetto a quella di una drammatica guerra in corso le cui responsabilità venivano identificate in testa ad individui di sesso maschile.  Per la verità anche relativamente a questi ultimi responsabilità ben diverse appaiono in capo a Putin e Zelensky, maschi sì entrambi, ma rispettivamente l’ uno iniziatore della invasione a suon di missili e carri armati di uno Stato sovrano, l’altro Premier democraticamente eletto di un Paese che dà prova di una eroica resistenza a difesa della propria integrità territoriale e anche della sua stessa esistenza come popolo contro le mire espansionistiche di un tiranno e della sua politica di potenza.

Certo fiumi e fiumi di inchiostro sono stati versati a proposito della dimensione prettamente maschile della guerra, delle sue valenze di forza e violenza, degli individui maschi che, più leggi tutto