Ultimo Aggiornamento:
21 ottobre 2020
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Argomenti

La condanna del 1 agosto 2013: l’inizio della fine

Maurizio Griffo * - 15.07.2020

La recente sentenza del tribunale civile di Milano che ha rimesso in discussione la sentenza della corte di Cassazione con cui, nell’agosto del 2013, Berlusconi venne condannato per frode fiscale, è stata variamente commentata dagli organi di informazione. Commenti che, in un senso o nell’altro, si sono soffermati sulla vicenda personale dell’imprenditore milanese, soprattutto sul fatto se egli sia stato o meno oggetto di una persecuzione giudiziaria. Personalmente propendiamo per il sì ma, più che aggiungere una ulteriore puntata alla infinita telenovela delle disavventure giudiziarie dell’ex presidente del consiglio, in questa sede è opportuno affrontare il problema sotto un’altra angolazione, finora trascurata. Risulta più utile, infatti, provare a svolgere  una riflessione sugli effetti di quella sentenza di condanna rispetto al quadro politico di sette anni addietro, analizzandone le conseguenze esiziali.

Al momento della condanna di Berlusconi, era stato da poco varato un governo di larghe intese presieduto dal vice-segretario del Pd, Enrico Letta. A sua volta quel governo era la via di uscita a una grave crisi politico-istituzionale. Come si ricorderà, le elezioni del febbraio 2013 avevano visto il grande successo di una formazione politica antisistema, il Movimento 5stelle, che raccoglieva ben il 25% dei voti. Un risultato che destrutturava i precari equilibri del nostro leggi tutto

Una riflessione sul tema del Covid 19 in un recente studio tedesco

Detlev Schild * - 15.07.2020

Karina Reiss - Sucharit Bhakdi, Corona Fehlalarm? Zahlen, Daten, Hintergründe, Goldegg Verlag, Wien-Berlin, 2020 (Corona Falso allarme? Cifre, dati e contesti, Goldegg editore, Vienna-Berlino 2020)

 

I proff. K. Reiss e S.Bhakdi rispondono alla domanda se la parziale sospensione dei diritti umani fondamentali durante l’epidemia di Covid 19, senza precedenti dal 1949, sia necessaria. Gli autori trattano specificamente la situazione in Germania, offrendo numerosi paragoni con altri paesi.

«Il virus è ancora tra noi!», «non vogliamo le condizioni italiane»; «guardate gli Stati Uniti, l’India, il Brasile!», «in Europa ci aspetta la seconda ondata». Davanti alla raffica di informazioni e commenti di questo genere le persone reagiscono in maniera diversa: alcuni non ne possono più di sentire litanie di questo genere, altri si chiudono a riccio tremanti di paura. Chi ha ragione?

Allo stesso tempo si è diffusa la notizia che nelle unità di terapia intensiva di tutti gli ospedali tedeschi non si trovano quasi più pazienti con infezioni da Covid-19. In un paese di 80 milioni di abitanti come la Germania i pazienti ricoverati, al 6 luglio 2020, in un reparto di terapia intensiva, erano 146. Una crescita esponenziale di contagi avrebbe sopraffatto la capacità del sistema sanitario tedesco? leggi tutto

Le spallate a vuoto dell'opposizione

Luca Tentoni - 11.07.2020

Dopo esserci occupati della maggioranza, nello scorso appuntamento con Mentepolitica, stavolta volgiamo lo sguardo verso le opposizioni. Ce ne sono almeno tre: quella di centrosinistra, rappresentata da Più Europa, Azione di Calenda e pochi altri; quella di centro-destra, con Forza Italia; infine, quella di destra o - meglio - estrema destra, costituita dalla Lega sovranista di Salvini e da Fratelli d'Italia, il partito neomissino guidato dalla Meloni. Se della prima opposizione (quella di centrosinistra) si sente parlare ma non se ne avverte la pericolosità per la maggioranza (al di là di qualche scambio dialettico del tutto fisiologico), la seconda - "azzurra" - è invece la più complessa da analizzare, perché - differentemente dalla terza, che ha toni e posizioni radicali - appare di volta in volta dialogante se non addirittura in piena consonanza col governo, sui temi europei. Ci si è spinti, perciò, ad ipotizzare che Forza Italia possa votare il prossimo scostamento di bilancio e il "Mes sanitario", da un lato salvando la maggioranza da "colpi di testa" dei dissidenti pentastellati e, da un altro lato, entrando di fatto in una specie di limbo nel quale Berlusconi potrebbe diventare socio di Conte e Zingaretti senza esserlo formalmente e addirittura lasciandosi le mani libere per andare a vincere leggi tutto

Effetti collaterali

Francesco Provinciali * - 11.07.2020

Non so se nei nostri comportamenti sociali, nel nostro dire e nel nostro fare in rapporto al prossimo, valga di più la motivazione o l’esempio, se si agisca più consapevolmente di propria iniziativa o se contino di più i condizionamenti diretti o indiretti che riceviamo dall’agire altrui.

Penso che l’avvento della tecnologia e la sua contestualizzazione nella nostra quotidianità abbiano favorito l’omologazione e la standardizzazione dei modi di essere della gente, ormai tutto ciò che passa attraverso i canali dei mezzi di comunicazione e di informazione viene metabolizzato molto in fretta, entra nelle nostre case, incide sulle nostre abitudini, cambia i nostri stili di vita e modifica profondamente il nostro modo di essere.

Per questo, pur godendo di una serie di tutele formali un tempo impensabili semplicemente perché non necessarie, finiamo per essere meno indipendenti e meno capaci di compiere scelte autonome, trovo infatti che i condizionamenti esterni costituiscano ormai una rete, una sorta di involucro che ci avvolge e ci costringe, lasciandoci solo l’apparente illusione della libertà.

E’ evidente allora che in un mondo dove prevalgono le logiche computazionali, cioè i criteri di efficienza, di efficacia e di interesse – che a loro volta producono modelli sociali pedagogicamente devastanti come leggi tutto

I dilemmi di una riforma elettorale

Paolo Pombeni - 08.07.2020

A fine mese la maggioranza, ma sarebbe meglio dire il PD, proverà a far approvare almeno alla Camera il disegno di legge che rinnova il nostro sistema elettorale. Era parte dei patti che avevano dato vita al governo giallorosso per compensare il taglio senza logica del numero dei parlamentari. I Cinque Stelle hanno portato a casa quel risultato, ma poi non hanno fatto molto per tenere fede al patto, tranne il fatto che la bozza in discussione  è intitolata al loro presidente della Commissione Affari Costituzionali, l’on. Brescia.

Si tratta del cosiddetto “Germanicum”, un sistema battezzato così solo perché dal sistema tedesco prende la soglia del 5% per ammettere al conseguimento della rappresentanza parlamentare (peraltro pasticciandolo con un ambiguo “diritto di tribuna” che è una spiritosa invenzione della politica). Del sistema tedesco è l’unico elemento che prende e, a dire al verità, in questo momento anche quel sistema è messo in discussione anche in Germania per problemi vari.

Però oggi il dibattito è ripreso sul solito classico tema: ha senso andare ad un sistema proporzionale, come è nel caso della bozza in discussione, o non sarebbe meglio un sistema che obbliga a scegliere fra due coalizioni, così si sa subito chi ha vinto e chi ha perso? leggi tutto

“Era solo vento; non abbiamo portato salvezza al Paese”

Francesco Domenico Capizzi * - 08.07.2020

“L’Uomo crea l’Universo attorno a sé con il lavoro. Ricordati dello sguardo che tu gettavi sui campi dopo una giornata di raccolto. Come era diverso dallo sguardo del passante per il quale i campi non sono che un fondale!” (S. Weil, Quaderni, G. Gaeta, vol. I, pag.127, Adelphi 1982). Infinità di strumenti mediatici, ritenuti o percepiti e divenuti indispensabili, invadono tutti gli spazi possibili e immaginabili, tradotti in film, fotografie, interviste, osservazioni, numeri, grafici, impressioni e previsioni, pareri e proclami in nome di una scientificità a volte, e spesso, deformata e violata, aggiornamenti in tempo reale, non senza contraddizioni, sulla pandemia, le sue conseguenze socio-sanitarie e i possibili rimedi strutturali e organizzativi presenti e futuri…Ora, almeno momentaneamente, trascorso il periodo emergenziale virale, da più parti emersa la necessità di  potenziare il Servizio sanitario pubblico, sarebbe opportuna una riflessione diversa dallo sguardo del passante per rivisitare le fondamenta su cui poggia il nostro Sistema sanitario, riesaminarne funzioni e disfunzioni, insufficienze e inadeguatezze e nel medesimo tempo combattere le origini delle grandi classi di malattie (neoplasie, processi degenerativi, cirrosi, obesità, virosi, demenze) per riorganizzarsi, evitarle fin dal nascere, prevenirle e poterle curare nelle fasi iniziali. Ecco, sono questi i campi di leggi tutto

Il governo "calabrone"

Luca Tentoni - 04.07.2020

La coalizione di governo è come - nella convinzione popolare errata che la scienza ha censurato più volte - un calabrone: per le sue caratteristiche, sembra impossibile che riesca a volare, però lo fa. In questa fase, nella quale la politica del rinvio attuata scientificamente dal presidente del Consiglio serve a non mettere in difficoltà i Cinquestelle, ma anche a far saltare pazienza ed equilibri del Pd, tutto - compresi i passaggi di senatori pentastellati alla Lega o al Misto - fa pensare che il calabrone stia per precipitare: magari non ora, ma a settembre, con la resa dei conti, prima nelle urne e poi in Parlamento. Questo governo - che abbiamo sempre definito giallorosa e non giallorosso, per la presenza della componente centrista/macroniana di Italia viva - è sorretto da due partiti maggiori e da due comprimari (entrambi indispensabili, visti i numeri in Senato). Il M5s è il soggetto politico che - sulla carta - dovrebbe essere egemone o almeno - dati i rapporti di forza fra i seggi parlamentari pentastellati e quelli del Pd - recitare il ruolo che fu della Dc nel pentapartito (mentre al partito di Zingaretti spetterebbe quello del Psi). Eppure, quel 32% delle politiche raccolto dai Cinquestelle e quel 18% del Pd sono retaggi del passato: l'ultima rilevazione Ipsos leggi tutto

La doppia identità

Francesco Provinciali * - 04.07.2020

C’è in ciascuno di noi una parte di coscienza e di volontà, di intelligenza e di sentimento che è protesa in quella onesta e trasparente ricerca della verità che si realizza nella conoscenza delle cose.

Siamo qui, nel mondo e davanti al mondo, immersi ogni giorno in una fitta rete di relazioni con tutto ciò che esiste al di fuori della nostra personalissima identità.

Ci educhiamo, impariamo, cresciamo e maturiamo entrando sistematicamente in contatto per scelta o per necessità con l’universo intorno a noi.

Questa parte è il periscopio della nostra anima che ci rende permeabili e quasi assorbenti verso la realtà.

C’è un altro aspetto della nostra identità che si esprime poi attraverso il consolidamento di  opinioni sulle cose, che ci caratterizza per la selezione che operiamo sui contenuti della conoscenza e che consiste in una progressiva metabolizzazione della realtà fino a farla coincidere con un soggettivo discernimento cui possiamo dare il nome di “giudizio”.

L’uso del pensiero critico ci consente di selezionare le acquisizioni della nostra mente e di modulare i nostri comportamenti sulla base delle esperienze che ogni giorno realizziamo nel nostro incessante rapporto con il mondo delle persone e delle cose.

Trovo nei comportamenti oggi ricorrenti una prevalenza leggi tutto

Se adesso il gioco si fa duro

Paolo Pombeni - 01.07.2020

Le ripetute uscite di Zingaretti sulla assoluta opportunità per l’Italia di ricorrere al MES sono davvero una svolta nel quadro politico attuale? E’ la domanda che non possiamo evitare di porci, visto che fino a poco tempo fa era sembrato che il PD assecondasse la politica di Conte del troncare e sopire. In effetti il clima è diventato piuttosto caldo e si potrebbe dire, parafrasando una celebre battuta da film, che adesso il gioco si fa duro. Che poi, continuando nella citazione, questo sia il momento in cui i duri cominciano a giocare lo vedremo: fino ad ora di duri veri non se ne sono visti in giro.

E’ comunque un fatto che Zingaretti ha battuto un colpo e si è trattato di un colpo forte. Perché l’abbia fatto, può prestarsi a diverse interpretazioni. La più banale è che si sia stancato dell’infantilismo dei Cinque Stelle che pretendono di condizionare la politica italiana alla loro incapacità di gestire la crisi interna al movimento. Ci sarà sicuramente anche questo, ma dubitiamo che sia la ragione principale, perché avrebbe potuto accorgersene anche prima. E’ più plausibile che il segretario del PD si stia rendendo conto che i Cinque Stelle chiedono sempre attenzione alle loro problematiche, leggi tutto

Il secondo turno delle elezioni municipali francesi è stato l’attesa debacle per il presidente Macron.

Michele Marchi - 01.07.2020

Qualsiasi considerazione politica sulla tornata elettorale deve tenere conto delle condizioni straordinarie nelle quali si è svolta, ad oltre tre mesi dal primo turno, con l’emergenza sanitaria ancora in atto e nel mezzo di una potenziale ed imminente crisi economico-sociale.

Tale premessa è fondamentale per ragionare sul primo dato inequivocabile: il più elevato tasso di astensionismo per elezioni municipali nella storia della V Repubblica. Il 59% dei francesi ha disertato le urne, con punte che hanno raggiunto il 77% e con sindaci eletti con il sostegno di un decimo dell’elettorato. Come detto la crisi sanitaria è stata certamente un fattore. Più in generale, un livello così scarso di partecipazione aumenta gli interrogativi sul mal funzionamento degli strumenti tradizionali di esercizio della democrazia. Il dato è ancora più preoccupante dal momento che riguarda l’elezione del sindaco, l’unico rappresentante politico ad oggi giudicato positivamente da tutte le indagini di opinione.

Il secondo elemento da sottolineare è la dimensione politica del voto, che dovrà essere prima di tutto meditata ed interpretata dal presidente della Repubblica, impegnato nel tentativo di rilancio dell’ultima parte di quinquennato, leggi tutto