Ultimo Aggiornamento:
18 maggio 2024
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Argomenti

Leadership "virtuali"

Luca Tentoni - 12.11.2022

La nostra è ormai diventata una "democrazia personalizzata". Non è un caso che quasi tutti i leader dei partiti maggiori siano stati o siano - nel caso della Meloni - presidenti del Consiglio (Conte, Letta, Renzi, Berlusconi, Salvini vicepremier per due volte, Meloni) e neppure che tutti (tranne Letta) siano praticamente insostituibili. Nel M5s, nella Lega, in Forza Italia, in FdI non si vede all'orizzonte un leader emergente in grado non solo di rimpiazzare, ma neanche di andar vicino ad insidiare la primazia degli attuali (in quanto a Italia viva e ad Azione, sono identificabili con i loro due capi). Senza contendibilità dei partiti e con un accentramento del potere (anche governativo, come dimostrano i tanti ex premier capi politici), il sistema sembra slittare verso una demo-oligarchia. Non è un fenomeno nuovo, ed è stato variamente etichettato (come la "democrazia del capo", per esempio). La stessa Seconda Repubblica sembra totalmente appoggiarsi su questo schema: partiti personali o personalizzati, tendenza ad andare al potere anziché solo al governo (un pericolo che Giovanni Spadolini vide bene e segnalò, all'esordio di questa era politica), sistemi elettorali che creano maggioranze, partiti che identificano gli ideali e gli interessi degli elettori di governo come quelli dell'intero Paese ("l'Italia ha eletto il leggi tutto

Minori al centro della cronaca

Francesco Provinciali * - 12.11.2022

La cronaca ci propone con accentuazioni sempre più incalzanti episodi in cui i minori sono al centro di contesti di violenza subita o agita. Ci sono padri e madri che scaricano sui figli le proprie frustrazioni esistenziali o più semplicemente la propria immaturità e incapacità genitoriale: l’abbandono fisico e affettivo è forse il caso più ricorrente ma non sono rare situazioni di violenza fisica e sessuale, comportamenti agghiaccianti e innaturali perpetrati su creature in tenerissima età, come quel padre che recentemente ha ammesso di aver scaraventato fuori dalla finestra la figlioletta di 2 anni.

L’esperienza di ascolto consente di conoscere situazioni che vanno dal disagio familiare a contesti promiscui dove un figlio è spesso motivo di disturbo e un ostacolo al delirante abbandono alle pulsioni di egoismo e narcisismo sfrenato degli adulti, oppure viene fatto oggetto di veri e propri atti di abuso, spesso alimentati dalle droghe e dall’alcool, altre volte in assenza di relazioni affettive primarie, di disinteresse o di conflitti di coppia. Quanto tutto questo si ripercuota – nel migliore dei casi – sull’insuccesso formativo e sul fallimento scolastico dei minori lo si deduce dalle segnalazioni che i servizi sociali o gli stessi istituti inoltrano alle autorità giudiziarie minorili a partire dalla scuola dell’infanzia. leggi tutto

I disastri della politica spettacolo

Paolo Pombeni - 09.11.2022

Nonostante la premier non si spenda molto in dichiarazioni ad effetto, sembra che nel complesso non si riesca ad uscire dalla spirale della politica spettacolo. Comprensibile se si tiene conto della tenuta del populismo tanto a destra quanto a sinistra, ma non per questo meno dannosa.

Soprattutto nel momento in cui si registra un cambio di equilibri politici sarebbe opportuno avere consapevolezza di quanto sia necessario raffreddare le situazioni emarginando quei politici (e loro compari) che amano aizzare le tifoserie. Naturalmente le zuffe sono elementi di distrazione di massa che consentono di evitare che si facciano i conti con le vere debolezze di questo paese: la fragilità dell’amministrazione pubblica nel gestire tanto la parte economica quanto quella sociale (vale tanto al Nord quanto al Sud, salvo eccezioni che pure esistono); la questione fiscale che continua a tenere sotto scacco un paese in cui molti pagano imposte salate in rapporto ovviamente alle loro entrate e non pochi evadono allegramente; il problema del nostro rapporto con la situazione bellica apertasi in Europa; la sistemazione dei conti pubblici per toglierci almeno in parte il peso di un debito che altrimenti finirà per travolgerci.

Sono certamente argomenti difficili con cui è arduo accendere le fantasie leggi tutto

A proposito del “Ministero dell’Istruzione e del Merito”: elementi di riflessione dall’Italia all’Europa e oltre

Raffaella Gherardi * - 09.11.2022

Fin dal cambio o integrazione dei titoli di alcuni Ministeri, il Governo Meloni ha scelto di mandare fin da subito messaggi precisi all’esterno, in forza di efficaci parole-chiave, con ogni probabilità ritenute idonee a testimoniare la volontà di cambiamento e di imboccare un nuovo corso rispetto al passato. Del resto sia nelle promesse elettorali che immediatamente dopo la vittoria dello schieramento Destra-Centro, la leader di Fratelli d’Italia aveva più volte evocato un cambio di passo rispetto alla politica del passato e la volontà di dar corpo a una nuova squadra di Governo competente e all’altezza, idonea ad affrontare i gravosi compiti che le si parano dinanzi nel panorama interno e internazionale. Ora è apparso chiaro fin dalle prime battute della formazione del Governo, che i nomi che hanno cominciato a circolare e che poi si sono effettivamente tradotti in cariche ministeriali a vario livello erano in gran parte quelli dei soliti noti; anche la promessa della competenza è rimasta alla prova dei fatti largamente sulla carta. Valga per tutti il caso che giornali e media si sono divertiti a richiamare alla memoria della opinione pubblica di un attuale sottosegretario alla cultura che solo pochi anni fa aveva affermato di non aver letto leggi tutto

Fra speranze e paure

Francesco Domenico Capizzi * - 09.11.2022

Intelligenze artificiali “allenate grazie al dataset”, robot che si comportano come “esseri umani“, che imparano dai propri errori” e si allenano per migliorare le proprie prestazioni” e “formulano specifiche previsioni, anche “aggiustando il tiro in caso di errori fino a trovare la relazione giusta fra dati emersi e dati reali… fino a lavorare correttamente in modo autonomo raggiungendo affidabilità vicine al 100%” per guidare automobili e complessi industriali, istruire economia e finanza, formulare diagnosi ed eseguire terapie e interventi chirurgici, assistere malati ed anziani, indirizzare il mondo della finanza e del commercio, ideare e comminare intrecci e disastri geopolitici e poi… nei teatri di guerra…tutto secondo algoritmi…

Oggi parlare di innovazione tecnologica appare riduttivo, rispetto ai cicli di crescita progressivi ed impetuosi, più debitamente definibile “rivoluzione tecnologica”, non soltanto a causa della sua espansione, ma per l’uso di apparati sistemici tali da rendere i nostri più prossimi antenati, per la semplicità dei mezzi adoperati, più vicini ai secoli medioevali che a quelli della “rivoluzione industriale”.

Le rapide evoluzioni tecnologiche e tecnocratiche, che constatiamo estendersi in tutte le fasi del giorno e della vita quotidiana, verificandone l’efficacia e l’utilità, sono da apprezzare, leggi tutto

La discriminazione sui lavoratori fragili lascia in grave difficoltà coloro che non possono usufruire dello Smart Working

Francesco Provinciali * - 05.11.2022

Solo chi vive sulla propria pelle il vulnus normativo lasciato in eredità dal Governo uscente può descrivere la solitudine, il disagio e la frustrazione che concretamente ne derivano.

Ecco: assenza di lungimiranza, di conoscenza delle realtà diversificate nel mondo del lavoro, di bisogni e di diritti dei soggetti più deboli ed esposti al pericolo di contagio e mancanza di senso della concretezza hanno caratterizzato la soluzione politica al problema dei lavoratori fragili privi di tutele, segnatamente per il vuoto normativo che – dopo due anni di rattoppi e provvedimenti retroattivi - ha lasciato davvero senza fiato e senza speranze alcune migliaia di persone a cui non sono state prorogate integralmente le previgenti tutele, scadute il 30 giugno u.s.

Nonostante le promesse che hanno preceduto la campagna elettorale la montagna ha partorito un topolino nel cd. “decreto aiuti-bis”: il Ministro del Lavoro Orlando l’ha appunto definita una promessa mantenuta, per la quale si è speso in prima persona e ha messo sul piatto un obolo di diciotto milioni di euro, il tutto per rinnovare solo una delle due tutele sulle quali in passato - nei due anni di pandemia -  i fragili potevano contare, quello smart working che è stato propagandato come brillante soluzione al problema ma che leggi tutto

L’irresistibile pulsione a fare scena

Paolo Pombeni - 02.11.2022

C’era qualche speranza che Giorgia Meloni puntasse se non sulla rifondazione, almeno sul restyling della destra italiana. Dopo un avvio cauto, sembra che si metta in moto quella maledizione che già pesò sulla sinistra con l’invettiva morettiana al “dì qualcosa di sinistra”. In quel caso si è aperta una china che non ha portato bene. Temiamo che lo stesso succederà con i cedimenti alla speculare invettiva indirizzata al nuovo governo: “dì qualcosa di destra”. Nell’uno e nell’altro caso più che di ideologia, si tratta di populismo pseudo identitario veicolato dai media e dalle mode per i duelli.

Capiamo bene che la premier è tallonata da un Salvini che vuole dettare l’agenda del governo e che lo fa nell’unico modo che ha a disposizione: demagogia spicciola sui soliti temi. Non può più di tanto insistere su bollette ed inflazione, i veri temi che preoccupano la gente, perché è un argomento agitato da tutti e da tutti, maggioranza od opposizione che siano, messo al primo posto. Così per distinguersi deve tornare sui soliti slogan, come l’immigrazione che ci invade, oppure inventarsene di nuovi piuttosto cervellotici come è l’abolizione del limite all’uso del contante: le indagini demoscopiche mostrano che è un tema che non appassiona l’opinione pubblica. Non leggi tutto

Un nuovo negazionismo politico nell’Italia di Meloni?

Raffaella Gherardi * - 02.11.2022

Alla voce “negazionismo” l’Enciclopedia Treccani recita: «Termine con cui viene indicata una corrente antistorica e antiscientifica del revisionismo la quale, attraverso l'uso spregiudicato e ideologizzato di uno scetticismo storiografico portato all'estremo, non si limita a reinterpretare determinati fenomeni della storia contemporanea ma, spec. con riferimento ad alcuni avvenimenti connessi al fascismo e al nazismo (per es., l'istituzione dei campi di sterminio nella Germania nazista), si spinge fino a negarne l'esistenza.»

Dopo un sintetico excursus sulle origini e gli sviluppi del negazionismo nel secolo scorso, la parte conclusiva è dedicata alle più recenti declinazioni del negazionismo affermatesi nel nuovo millennio. In senso figurato e attraverso un processo di ampliamento semantico, sotto tale termine è possibile infatti individuare ora fenomeni, riconducibili a nuovi negazionismi, volti a confutare fatti scientificamente o empiricamente accertati e che sempre più si alimentano di fake news diffondendosi con estrema velocità grazie ai social network. Di fronte a tali eventi recenti, che spesso sfociano in complottismi di varia natura, tendenti a evolvere in teorie cospirazionistiche e anche in atteggiamenti violenti, c’è chi ha introdotto il termine di “post-negazionismo”. Ecco allora, da inizio Millennio fino alla cronaca presente, negazionismi di tipologie diverse, improntate a forme e ambiti differenti di leggi tutto

Il porto di Genova Prà: un caso mondiale di stravolgimento ambientale

Francesco Provinciali * - 29.10.2022

Il Governo di Singapore fa le cose sul serio in quanto a politica espansiva nella gestione dei sistemi portuali italiani. La fusione di PSA Genova Prà (con sede e direzione generale a Singapore) e SECH con sede a Genova ha creato in quel di Genova un colosso in grado di contendere il mercato del trasporto via mare e delle strategie portuali a MSC e alla cinese COSCO. Mentre PSA è già un colosso mondiale al suo confronto SECH è realtà piccola e locale: l’operazione è consistita quindi nell’inglobare SECH in PSA. 

Tradotto in soldoni ciò significa che il gigante PSA ha la quota azionaria di maggioranza per la governance dei due terminal containers del Porto di Genova, il SECH (terminal contenitori di Genova spa che gestisce la Calata Sanità) e il PSA di Prà, ormai diventato il più importante terminal import-export italiano.

Si aggiunga l’alleanza cinese con la Maersk (il primo gruppo armatoriale per il trasporto dei container al mondo) nel porto di Savona mentre nel mirino finisce anche La Spezia dove c’è il terminal di Contship con MSC. E mi scuso per eventuali imprecisioni. Chi vive in quei contesti territoriali avverte un senso di declino ambientale inarrestabile: basta osservare lo sfascio ecologico leggi tutto

Se la destra sceglierà l’alternanza, anziché l’alternativa

Paolo Pombeni - 26.10.2022

Ci si interroga su quanto durerà il governo Meloni e ci si spacca fra chi propende per la profezia di Calenda (“durerà sei mesi”) e chi affascinato dall’abilità di posizionarsi della nuova premier scommette che resterà in sella per un bel po’ di tempo. Ovviamente nessuno è in grado di sciogliere le molte incognite che pesano sull’esperimento: dalla possibile pulsione di Salvini e Berlusconi a renderle la vita difficile all’evoluzione della situazione economica ed internazionale.

C’è però un elemento sul quale converrebbe puntare l’attenzione: la capacità o meno della giovane leader di scegliere fra il puntare ad accreditare un sistema di alternanza o farsi risucchiare nel gorgo di instaurare una alternativa. Detta così può suonare un po’ criptica, ma vediamo di spiegarci. Una certa visione tradizionale, che fa comodo a tanti membri delle classi dirigenti, è che la politica sia la contrapposizione fra visioni contrapposte che non possono fare altro che cercare di eliminarsi a vicenda (in senso politico e metaforico, si capisce…). In Italia è stato a lungo così e per cavarsela si usa dire che siamo il paese dei guelfi e dei ghibellini, dei Montecchi vs. i Capuleti e via elencando. Chi stava al potere avvertiva che quando avessero vinto “gli

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