Ultimo Aggiornamento:
20 ottobre 2021
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Argomenti

Tra pressapochismo delle informazioni e condizionamenti delle fake news

Francesco Provinciali * - 28.08.2021

Secondo il Prof Ruben Razzante - docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e al Master in giornalismo dell’Università Lumsa di Roma “si è avuta l’impressione, soprattutto dopo la prima ondata del Covid, che il ‘Festival della virologia a reti unificate’, alimentato in modo incosciente dal circuito mediatico, sia stato funzionale alla narrazione dominante della pandemia e quindi si sia rivelato un elemento di propaganda. Un vero vulnus alla democrazia una comunicazione autoreferenziale e persuasoria che ha preso il sopravvento sulla comunicazione di pubblica utilità, contribuendo a destabilizzare le persone sul piano psichico. È un abuso del quale pagheremo le conseguenze per anni, anche se ora nessuno ne parla. È mancata la democrazia dell’informazione, intesa come garanzia del diritto dei cittadini ad essere informati correttamente senza spettacolarizzazioni, allarmismi ma anche senza sottovalutazioni. Ha difettato l’equilibrio nei flussi comunicativi, improvvisati, schizofrenici e contraddittori”. Una tendenza che non si è interrotta e cresce esponenzialmente con il pericolo di una nuova ondata pandemica: secondo un report dagli USA pubblicato dal Corriere della sera il 25/7 u.s esiste una vera e propria rete della disinformazione, che si avvale di consulenze scientifiche mirate a diffondere falsità sui vaccini. “Sotto accusa come al solito, soprattutto Facebook che veicola leggi tutto

Costituzione, omeostasi, eco-bio-sociosfera

Francesco Domenico Capizzi * - 28.08.2021

Possibili e ricorrenti risultano gli equilibri/squilibri indotti nell’ambiente naturale, nella formazione della persona e nell’organizzazione sociale, a causa di creazioni e irruzioni continue di complesse e infinite interrelazioni fra modelli culturali, ideali e politico-economici che conducono a sviluppi, progressi e regressioni nella costruzione e sedimentazione di storie individuali e comunitarie. Questi fenomeni fondamentali non sono mai lineari né tantomeno rigidamente indeterminati ed inevitabili, ma soggetti a gradi differenti di pervasività che si riversano nella “eco-bio-sociosfera” sotto forma di impulsi ed inibizioni con effetti differenti e limitati di deformabilità, tolleranza e capacità riparative. In sostanza, si realizza, su vasta scala o sul singolo organismo, un processo omeostatico che “presiede al controllo di possibili alterazioni negli organismi mediante specifici recettori che concorrono a stabilizzare l’uniformità del mezzo interno, nonostante le infinite variazioni del mezzo esterno in cui vivono”, dove i recettori sono gli organuli sensitivi sparsi variamente nell’organismo animale (mezzo interno), e Culture, Costituzioni, Istituzioni democratiche, Sistemi organizzativi di salvaguardia della salute, corpi intermedi sono l’architrave di ogni Società fondata sul bene comune (mezzo esterno). Ne consegue, se corretto è l’assioma, la potenzialità di autoriparazioni, correzioni e risanamenti di lacerazioni e drammi contingenti e di portata storica, compresi quelli politici, ambientali ed educativi, leggi tutto

Disagio degli adolescenti e nuova scuola

Francesco Provinciali * - 24.07.2021

Non sempre il patto che dovrebbe saldare la famiglia e la scuola per la migliore tutela dei nostri ragazzi funziona.

Non ci sono colpe ma qualche responsabilità sì.

A cominciare dalla diffidenza inoculata nei figli nei confronti dei loro insegnanti, da parte di alcuni genitori patologicamente possessivi.

L’aprioristica “difesa d’ufficio” non dà mai buoni risultati, siamo passati da un eccesso all’altro.

Un tempo se i genitori venivano a conoscenza di un rimprovero, di un brutto voto preso a scuola erano soliti rincarare la dose: la prima cosa che si insegnava in casa era il rispetto per l’istituzione e l’autorità degli insegnanti. Adesso – di fronte ad un richiamo, ad una valutazione severa di un tema, di un elaborato, di un compito – ci sono padri e madri che partono in quarta con esposti in Procura. Si troverà mai un giusto punto di equilibrio? È una cosa necessaria, trattandosi di personalità in formazione.

Molto spesso alla scuola si attribuiscono pregiudizialmente “colpe” o “mancanze” proprio da parte di famiglie problematiche: l’esperienza di ascolto dei minori da parte dei Servizi Sociali o degli stessi Tribunali minorili dimostra che c’è più di un nesso: c’è una corrispondenza diretta e statisticamente accertata tra casi di inadempienza all’obbligo, di leggi tutto

Enhancement

Francesco Domenico Capizzi * - 24.07.2021

Alla finale di Londra il puntuale commento tecnico al femminile di Katia Serra, giornalista e calciatrice, ha segnato un punto positivo sulla via ancora impervia della effettiva parità di genere, addirittura discorrendo… di football! … e di che football! …  e in che sede e circostanza eccezionale! … davanti al Mondo intero schierato emotivamente al maschile e tuttora tenacemente e incontestabilmente maschilista, sebbene fra contrapposti applausi e fischi. Succedutosi alla vergognosa discriminazione esemplare di un sultano, al momento ben tollerata da Charles Michel, verso la Signora Ursula Von der Leyen, l’evento in ambito calcistico ha rappresentato una novità assoluta di gran lunga superiore al risultato agonistico, alle sue metafore e agli effetti collaterali conseguiti a partire dagli esaltanti festeggiamenti istituzionali e dagli entusiasmi popolari diffusi.

Le donne presiedono Istituzioni pubbliche e private, occupano ambiti di responsabilità in tutte le professioni, rappresentano una quota importante e addirittura maggioritaria fra i laureati italiani ed europei, ma, appunto, è opportuno avanzare un auspicio ed un invito a tutte le donne, qualunque sia il peso del loro ruolo nella società, e all’insieme del movimento di emancipazione femminile: non seguano le solite e diffuse usanze maschili nell’ambito degli stili di vita. Infatti, eccessi nel consumo di alcoolici e tabagismo

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Qualche dato per controbattere le resistenze alla vaccinazione diffusa

Giorgio Provinciali * - 24.07.2021

Doverosamente premesso che -volenti o nolenti- dovremo convivere con questo virus, che sta già diventando endemico, la cosa che possiamo, anzi, dobbiamo fare è renderlo il più innocuo possibile per l’uomo. 

 

L’efficacia del vaccino, in tal senso, è comprovata dal fatto che:

1) riduce del 97,3% le ospedalizzazioni e i casi gravi e 95,8% quelli mortali (dati ISS)

2) riduce dell’88,5% (dati ISS) la probabilità d’infezione e almeno a soltanto un terzo la possibilità d’infettarsi con la variante Delta: giusto ricordare che chi non è infetto non può infettare

3) qualora s’incappasse in quel terzo di probabilità d’infezione, un vaccinato sarebbe vettore di una carica virale incredibilmente più bassa rispetto a un non vaccinato. 

 

Questo si traduce nel fatto che un non vaccinato che entra in contatto con persone immunodepresse (pazienti oncologici, ma anche diabetici, ecc.) di fatto ha un’alta probabilità di condannarle a morte, o comunque alla forma più grave d’infezione, mentre un vaccinato, no. 

Questo deve essere chiaro.

 

Di conseguenza, anche il SSN non andrebbe in collasso per leggi tutto

Scherzando col fuoco

Paolo Pombeni - 21.07.2021

Dunque niente Conte barricadiero, ma il solito felpato e verboso navigatore nei marosi della politica. Si sprecano quelli che l’avevano previsto, sottovalutando che da quelle parti ciò che dici oggi può tranquillamente essere capovolto domani. Non che vogliamo sottovalutare il mancato scontro fra Cinque Stelle e Draghi per salvare l’immagine del soldato Bonafede e dei suoi pretoriani. Ci limitiamo a dire che l’ex premier è sempre stato abile a rinviare gli scontri, perché di suo è un galleggiatore ed è probabile che i suoi punti di riferimento nell’establishment, di una sezione del quale è esponente, l’abbiano invitato a non mettere a rischio l’avvio dell’operazione sul PNRR.

Tanto la partita sarà lunga ed essendo in movimento tutto il quadro politico le occasioni per provare a forzare la situazione si ripresenteranno. In questo momento tutti stanno allegramente scherzando col fuoco, convinti che tanto non si brucerà nessuno, un po’ perché siamo ad un passo dal semestre bianco, un po’ perché nessuno è così forte da poter tentare il colpo di mano.

Basta guardare al centrodestra per rendersene conto. A stare ai sondaggi e alle aspettative sarebbe in grado di vincere le elezioni nazionali e di insediarsi al governo. Ma è diviso, non ha una leadership politica accettata da leggi tutto

Elogio del silenzio nei frastuoni della pandemia

Raffaella Gherardi * - 21.07.2021

Dallo scorso anno, e nella fattispecie da quando è esplosa la pandemia covid 19, ben pochi mostrano di aver fatto tesoro del celebre aforisma di Oscar Wilde secondo il quale “a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Così nell’era dei virologi molti  abituali frequentatori dei vari salotti televisivi si sono trasformati in esperti pronti a dare ricette sicure di fronte a un virus largamente ignoto agli stessi scienziati, così come tanti politici non hanno avuto il men che minimo dubbio a cavalcare facili risposte, quelle che il loro pubblico voleva sentirsi dire, magari riservandosi poi di smentirle nei fatti in tutto o in parte di lì a poco, quando il percorso della pandemia imboccava vie molto lontane da quelle che essi avevano preconizzato. Qualcuno ha per caso sentito qualche politico di casa nostra chiedere scusa dei propri errori anche relativamente a errate misure invocate e a dubbi comportamenti da essi stessi messi in atto sulla scena pubblica in spregio a ogni precauzione idonea a contenere la diffusione del virus? Meno che mai, naturalmente!!! La vera forza della politica, quella che non teme di riconoscere pubblicamente anche i propri eventuali errori, poteva semmai manifestarsi in altri leggi tutto

Scuola: la riapertura di settembre tra variante Delta, problema degli organici, fallimento della Dad e dei progettifici

Francesco Provinciali * - 17.07.2021

La riapertura dell’anno scolastico dopo la pausa estiva è sempre stato un momento di particolari criticità.

Quella che ci attende il prossimo settembre lo sarà ancor di più, nubi dense e minacciose si addensano sopra il cielo della scuola.  Il regolare funzionamento delle lezioni è fino ad ora andato in tilt a causa degli effetti dalla pandemia: leggendo la circolare del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute prot. 5032/COV19 del 9 luglio u.s. avente oggetto “Allerta internazionale variante Delta: incremento dei casi Covid 19 in diversi Paesi europei” si ha il sentore di un pericolo incombente, di cui il mondo scientifico e i decisori politici sono al corrente e rispetto a cui si avverte la necessità di porre mano con decisioni condivise, serie, tempestive ed efficaci. Il virus non è sconfitto e neanche scomparso, ha una dimensione planetaria  ed ogni focolaio rischia di avere effetti pervasivi, in particolare proprio per la rapidità del passaggio di contagio della variante Delta, stimato in Australia tra i 5 e i 10 secondi, sul presupposto di una semplice compresenza fisica di due o più persone: inevitabilmente il pensiero corre agli stadi fino a pochi giorni fa stracolmi di persone senza mascherine e senza controlli preventivi di tamponi rapidi oltre che di leggi tutto

I limiti di una classe dirigente

Luca Tentoni - 17.07.2021

I mugugni del M5s sulla riforma della giustizia sono emblematici non soltanto della difficoltà di stare in una coalizione eterogenea (i pentastellati, però, dovrebbero aver imparato qualcosa durante le due precedenti esperienze di governo), ma soprattutto di come sia complicato far entrare le forze politiche italiane in una logica di riassetto complessivo del sistema istituzionale. Decenni di immobilismo - o di riforme fatte male o con intenti personalistici o ideologici - possono ora essere spazzati via grazie al Recovery Plan e agli impegni assunti dal Paese. Su giustizia, fisco, pubblica amministrazione possiamo e dobbiamo cambiare, ma c'è sempre il problema delle "bandierine" (come le chiama Draghi). Sull'obbligo vaccinale le destre (che sanno di avere svariati sostenitori fra gli scettici, se non anche fra qualche settore "no vax") minacciano le barricate se passerà anche da noi la "linea Macron". Certo, quest'ultimo non è un tema da Recovery Plan (così come non lo è il ddl Zan, sul quale infuria la battaglia) ma ci restituisce bene il senso della situazione. I partiti sono ingabbiati nella coalizione attuale e nell'intelaiatura disegnata fino al 2026 dal programma europeo, ma non hanno affatto intenzione di esercitare la propria ragionevolezza. Pochi mesi con Draghi fanno già fibrillare la maggioranza: lo si leggi tutto

I Significati di una coppa “europea”

Fulvio Cammarano * - 17.07.2021

La vittoria dell’Italia sull’Inghilterra nel campionato europeo contiene molti aspetti che vanno ben al di là dell’incontro calcistico in sé, come è inevitabile per ogni manifestazione sportiva di grande impatto mediatico. Non manca chi si lamenta dell’eccessivo significato attribuito ad una partita di calcio, ma è evidente che una simile estensione dipende dalla natura umana, cioè dalla inevitabile tendenza ad attribuire alle grandi vicende della vita materiale significati che vanno oltre il fatto. Una partita di quel livello, ad esempio, non sarà mai solo un confronto pedatorio, ma verrà sempre letta attraverso una lente generatrice di simboli a partire, ad esempio, da quello della forza o debolezza dell’intero Paese. In un mondo organizzato in nazioni, queste competizioni non fanno altro che ribadire l’esistenza di appartenenze e confini che dalle grandi rivoluzioni settecentesche sino alla fine della Seconda guerra mondiale (e anche oltre) sono sempre state confermate attraverso le guerre. Come è noto, infatti, le competizioni sportive non sono altro che la forma depotenziata e civilizzata dello spirito bellico, causa ed effetto di quel bisogno di identificazione e appartenenza che incanala e organizza la vita di miliardi di persone nel mondo. Non è d’altronde un caso che il premier britannico Boris Johnson, leggi tutto