Ultimo Aggiornamento:
28 novembre 2020
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Argomenti

L’affondamento della “Arandora Star” - Un episodio atroce?

Terri Colpi * - 14.10.2020

L’80° anniversario dell’affondamento della nave “Arandora Star” celebrato il 2 luglio 2020 è stato sottolineato da un intervento assai significativo del presidente Mattarella che ha definito la tragedia “un episodio atroce” ed ha espresso la sua solidarietà ai discendenti delle 446 vittime italobritanniche  che affogarono nel 1940.

Questo evento bellico ha avuto un impatto pesante sulla comunità degli italiani residenti da lungo tempo in Gran Bretagna ed ancora oggi continua a provocare forti emozioni. Più o meno durante l’ultima decade  per impulso delle comunità italobritanniche sono stati realizzati in Gran Bretagna alcuni memoriali civili permanenti.  Questo risveglio tardivo che viene dopo 60 o 70 anni dal naufragio, rende palese la sfida di una minoranza che vuol trovare una voce all’interno della storia dominante della vittoria britannica, la quale concede poco spazio alla narrazione delle vittime. La ripresa di una memoria sul versante italiano iniziò nel 1968 a Bardi (Parma), l’epicentro di provenienza della comunità delle vittime, ma anche in Italia i morti dell’Arandora non vengono generalmente registrati fra i caduti di guerra e non sono stati sempre adeguatamente ricordati. Il messaggio di Mattarella mette in luce non soltanto il crescere di una consapevolezza in Italia, ma altresì una prospettiva che si differenzia da quella dell’establishment britannico compreso l’ambiente degli storici. leggi tutto

La riforma elettorale

Luca Tentoni - 10.10.2020

L'ipotesi che, fra le riforme in discussione, venga approvata dal Parlamento una legge elettorale proporzionale con preferenze e soglia d'accesso al 5% è finora remota. Le intenzioni del Pd sembrano un po' diverse da quelle del M5S e di Leu, mentre è ancora da capire se Forza Italia avrà il coraggio - sul Mes sanitario e sulla legge elettorale - di fornire alla maggioranza i voti necessari per compensare quelli eventualmente mancanti a causa di scissioni o defezioni sui singoli provvedimenti. Dando però per scontato ciò che non è, ovvero che la riforma elettorale alla fine sia quella voluta da Zingaretti, resta da domandarsi quali interpreti avremo sulla scena nel 2022 o 2023 quando si voterà. Con la soglia al 5%, la sinistra dovrà provare a costruire un patto col Pd (di confluenza nelle liste, magari accompagnato da una distinzione politica, un po' come fecero un tempo i radicali che si candidarono con i Democratici) mentre Italia viva e i centristi dovranno trovare una collocazione; il tutto, mentre Berlusconi si avvierà a superare gli 85 anni e ad affrontare un'eventuale competizione elettorale guidando Forza Italia (con la prossima legislatura che scadrà nel 2027 o 2028, cioè quando il Cavaliere avrà superato la novantina). A destra, Lega e Fratelli d'Italia resteranno come sono, leggi tutto

Dove nasce la violenza?

Francesco Provinciali * - 10.10.2020

L’avvicendarsi di fatti di cronaca nera ci lascia esterrefatti e increduli: ripetuti e quotidiani gesti di violenza che si superano per efferatezza e bestialità. “Homo homini lupus”: da sempre è così ma oggi tutto è amplificato ed enfatizzato dai media, delle ‘buone nuove’ si è persa ogni traccia.

E’ tutto un rimbalzare di episodi atroci e criminali: comunque li si voglia chiamare o definire si appalesano come evidenze drammaticamente negative sia del vivere sociale che dei comportamenti individuali.

Una lunga catena di gesti inconsulti di cui ci si attende quotidianamente l’anello successivo, come se la notizia di quelli precedenti fosse del tutto ininfluente rispetto ad ogni remora, incapace di fermare una mano assassina, come in una sfida dove il delitto vince la ritrosia, i freni inibitori, il timore di essere scoperti e puniti, per non parlare delle regole morali che vengono infrante: il rispetto della sacralità della vita, il diritto all’identità e al futuro per ogni essere umano, il pudore e il pentimento verso ogni possibile offesa della sua dignità.

A Colleferro (Roma) quattro balordi energumeni hanno ucciso a botte un ragazzo di 15 anni, a Casale Monferrato (Alessandria) un giovane poco più che ventenne ha bruciato suo padre.

La violenza come atteggiamento ripetuto leggi tutto

Una proposta che merita attenzione

Paolo Pombeni - 07.10.2020

Probabilmente finirà in nulla, come tante altre iniziative del genere. Ci riferiamo alla bozza del disegno di legge costituzionale predisposta dal PD e presentata con una certa solennità la settimana scorsa per poi finire subito nel disinteresse generale. Era il mantenimento della promessa di affiancare il sì al referendum grillino con una proposta di sistemazione di alcune debolezze del nostro sistema parlamentare.

Anche se finirà parcheggiata nei cassetti dei progetti di legge senza sviluppo, visto che al momento nessun partito l’ha degnata di attenzione (poca anche dal PD), la proposta elaborata dal gruppo composto dai parlamentari Ceccanti e Parrini nonché da Luciano Violante e con un contributo esterno del prof. Enzo Cheli merita di essere presa in considerazione perché se fosse approvata rimodellerebbe notevolmente il nostro sistema costituzionale.

Intendiamoci: non c’è nessuna vera rivoluzione, ma solo una razionalizzazione meditata dei nodi che sono presenti nel nostro sistema attuale. Partiamo da un dato che è stato molto pubblicizzato, ma in modo approssimativo: non c’è una vera sistemazione del problema del bicameralismo, ma semplicemente il passaggio ad un monocameralismo articolato.

Al contrario di quanto speravano una parte almeno dei nostri costituenti, non abbiamo mai veramente avuto due Camere che rappresentassero due filiere diverse leggi tutto

Nonostante il voto, i problemi del Pd restano

Luca Tentoni - 03.10.2020

Nonostante il buon risultato delle regionali del 20 e 21 settembre (un pareggio: più un viatico che un trionfo) il centrosinistra ha ancora parecchi problemi e nodi da sciogliere. Il Nord gli è ostile: Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto sono state confermate al centrodestra, nel 2018-'20, così come sempre in passato (per i casi lombardo e veneto) o dal 2013-'15 (per gli altri due). Nelle quattro regioni, i candidati presidenti del centrosinistra hanno avuto il 28% contro il 56% di quelli di centrodestra (la metà esatta). Non solo: il vantaggio di leghisti e alleati al Nord su Pd e altri, alle europee e alle regionali, è di circa 20 punti e tende a restare largo (per non parlare del Veneto: 50 punti). Grazie alle vittorie in Emilia-Romagna e Toscana le sconfitte in Umbria e Marche sono state compensate (e il vantaggio dei candidati presidenti delle quattro regioni è stato del 2,8%); nel Lazio Zingaretti, nel 2018, si è imposto di misura, confermando che una certa competitività del centrosinistra resiste, con vistose smagliature, almeno nella parte centrale della Penisola. Ma al Sud, dove pure i candidati presidenti di centrosinistra hanno ottenuto, fra il 2018 e il 2020, il 50,9% dei voti contro il 33,7% di quelli del centrodestra, la realtà non è quella che appare: su sei regioni, il Pd leggi tutto

La lezione di Max Weber

Francesco Provinciali * - 03.10.2020

A 100 anni dalla sua scomparsa corre l’obbligo di ricordare l’importanza dell’eredità culturale ricevuta dal grande sociologo e politologo tedesco Max Weber.

Parafrasando un pensiero di Marguerite Yourcenar e usandolo come metafora calzante, addentrarsi nel ‘granaio’ della sterminata produzione del grande pensatore “è come mettere da parte riserve contro l’inverno dello spirito, che da molti indizi mio malgrado vedo arrivare.“

Ci ha pensato recentemente il filosofo Massimo Cacciari a rievocare questa figura carismatica con la sua opera “Il lavoro dello spirito”, che implicitamente risponde al timore della scrittrice francese.

Più modestamente qui basterebbe richiamare – nella mole densa e feconda delle sue riflessioni– le due conferenze tenute dal Weber tra il 1917 e il 1919 all’Università di Monaco : “La scienza come professione” e “La politica come professione”, accorpate – nell’edizione a mie mani del 1971 -  con la pregevole e insuperata traduzione di Antonio Giolitti e la prefazione di Delio Cantimori , in un libro che le riassume sotto il titolo de “Il  lavoro intellettuale come professione”. Come acutamente osservato da Cacciari il senso delle due lezioni weberiane, oltre ad offrire fermenti di pensiero importanti alla Germania uscita sconfitta dalla 1° guerra mondiale e a tracciare il profilo dello scienziato e del politico secondo categorie concettuali utili a tracciarne le leggi tutto

Arriva il Conte due e mezzo?

Paolo Pombeni - 30.09.2020

Dopo un lungo periodo di stallo il premier Conte accelera. Lo fa a modo suo, puntando sulla comunicazione personale con interventi spot a iniziative varie, snobbando le sedi istituzionali (consiglio dei ministri, parlamento, vertici dei partiti). A quale fine? Vuol davvero rispondere al perentorio invito del PD a cambiare passo? In qualche modo certamente, ma, a nostro avviso, soprattutto come strategia per evitare che il suo governo possa andare a gambe all’aria e lui con esso.

Dubbioso che se il Conte due dovesse cadere si potrebbe passare ad un Conte tre, così come sarebbe anche nel caso di un rimpasto, si è messo a varare quello che scherzosamente potremmo chiamare il Conte due e mezzo: un esecutivo che non tocchi composizione ed equilibri attuali, ma che dia l’impressione di avere svoltato pagina rispetto al passato.

Da bravo organizzatore della scena, il premier lancia così tre operazioni con forte contenuto emblematico: riforma dei decreti sicurezza, superamento di quota 100 nel sistema pensionistico, revisione decisa del reddito di cittadinanza. Prova così a sottolineare la rottura col Conte 1 a cui risalgono tutti e tre i provvedimenti, picchiando più forte, almeno a parole, su quelli cari a Salvini e potendo sfruttare un bel po’ di ambiguità

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Cato maior, “l'hommes machines” e il ministero alla solitudine

Francesco Domenico Capizzi * - 30.09.2020

“Ogni periodo di vita possiede un suo proprio carattere: la delicatezza dei fanciulli, la baldanza dei giovani, la serietà dell'età adulta e la sapienza della anzianità e della vecchiezza che portano un loro frutto naturale che, nel loro tempo, va raccolto” (N. Flocchini, Cato maior: de senectute, Mursia 2015).  La testimonianza di Cicerone su Marco Porcio Catone ottantacinquenne rivela la scansione della sua vita di vegliardo assimilabile a quella dei tanti di ogni epoca: da giovane “censore”, da adulto “sapiente” , da anziano “antico e  vecchio” ben consapevole che “opporsi alla natura è come combattere gli dei nelle vesti dei titani…la smemoratezza, tipica dell'età avanzata, è maggiore in chi non si dedica a una qualche operosa attività”. Nessuna traccia di compatimento, anzi la constatazione benevola delle varie fasi della sua lunga vita fino a prospettare un ruolo attivo nell’età attempata. Al contrario, l’odierno ageismo, moda minoritaria ma in ascesa, intenderebbe discriminare sulla base dell’età: colpisce quasi un europeo su tre al di sopra dei 60 anni, ben constatabile nel corso della pandemia, tanto che la Società Francese di Geriatria e Gerontologia (SFGG) e le Società omologhe europee, americane ed asiatiche hanno lanciato un allarme promuovendo "#OldLivesMatter" per sensibilizzare cittadini ed Istituzioni trascorsi leggi tutto

Bilancio del voto regionale

Luca Tentoni - 26.09.2020

Col voto del 20-21 settembre, tutte le quindici regioni a statuto ordinario hanno concluso il rinnovo di presidenti di giunta e Consigli, in ben otto appuntamenti elettorali iniziati con quello in Lombardia e Lazio del marzo 2018. Il riepilogo di tanti turni e di votazioni svolte in circostanze politiche diverse può essere in parte fuorviante, ma a nostro giudizio è ancora utile per delineare delle tendenze generali. A destra, la Lega passa dall'8,7% (più il 4,5% delle liste Maroni e Zaia) del 2013-'15 al 21,4% (più il 4,3% delle liste Fontana e Zaia) del 2018-'20, guadagnando il 12,7% (a livello nazionale, nel 2018, la Lega ebbe il 17,3%, dunque, proiettando - sia pur impropriamente - il dato delle regionali su quello delle politiche arriviamo intorno al 30%, cioè alla media dei sondaggi del triennio, che hanno visto prima il partito di Salvini al 33-35%, ora verso il 25-27%); il dato relativo alle sei regioni al voto domenica scorsa è invece del 24,1% (Lega più Zaia) contro il 14,5% del 2015: un progresso del 9,6% che, proiettato sul nazionale, farebbe arrivare Salvini al 27% circa (realistico). Fratelli d'Italia balza dal 3,6% all'8%, però il dato relativo alle sole sei regioni nelle quali si è votato il 20-21 settembre attribuisce al partito di Giorgia Meloni il 10,6% (quindi almeno l'11-12% su scala nazionale). Forza Italia, invece, perde il 5,6% leggi tutto

Aspettando Godot

Francesco Provinciali * - 26.09.2020

Interpretare gli umori popolari presume sensibilità e talento, sosteneva il grande attore teatrale Piero Mazzarella. Questo assioma vale anche in politica: il riscontro del voto referendario e di quello regionale ci induce a pensare che la lungimiranza non sempre coincide con i risultati attesi: il voto è condizionato da contingenze persino imprevedibili, ciò che è accaduto negli ultimi mesi, l’incidenza della pandemia, le paure e le emotività, direi il soggettivo e il relativo piuttosto che le stime oggettive e i sondaggi. Ho notato una grande ansia anticipatoria per l’esito del voto: una rincorsa ad azzeccare pronostici, le simulazioni del voto, le proiezioni, e prima di tutto questo le attese nella loro apparente logica evidenza.

Nulla è andato come ci si attendeva: speriamo che questo induca aruspici e maghi degli scenari postumi a più miti pretese. Sarebbe l’ora che la gente andasse al seggio in pace senza l’assillo dell’induzione coatta.

La vittoria del SI era scontata, ma il recupero del NO ha avuto le sembianze di un fiume carsico che ha attraversato il Paese:  si può anche affermare che mentre il SI era atteso come esito ineludibile di una lunga deriva di protesta contro la casta, il lento crescere del NO è stato il risultato leggi tutto