Ultimo Aggiornamento:
14 settembre 2019
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Argomenti

Dai test invalsi esce una scuola depotenziata negli apprendimenti di base

Francesco Provinciali * - 17.07.2019

Leggendo i risultati delle prove INVALSI (l’istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico italiano) a conclusione dell’anno scolastico 2018/19 non si può dimenticare la famosa Ricerca del linguista (e poi Ministro della Pubblica istruzione) Prof. Tullio De Mauro dalla quale emergeva un dato culturalmente significativo e socialmente allarmante: il 70 % degli italiani adulti non è in grado di comprendere un testo di media difficoltà.

Dalle prove INVALSI si ricava sostanzialmente che il 35 % degli alunni di terza media non ‘capisce’ un testo di italiano: quel “non capire” significa in pratica che dopo la lettura di un brano (sia esso letterario o un semplice dettato) gli alunni – nella percentuale indicata – non riescono a riassumerlo, ad esprimerne il senso, a ripeterlo con le proprie parole, a penetrarne gli argomenti e i temi di fondo e caratterizzanti.

Questa è solo una delle evidenza critiche riferite dalla tabulazione dei dati raccolti dall’Istituto e commentati e l’analogia con la situazione riscontrata a suo tempo dalla Ricerca di De Mauro è sufficientemente eloquente nel significare un impoverimento culturale di fondo, tra adolescenti e adulti, in una società dove la conoscenza dei classici, della cultura tramandata e la lettura di un libro vanno scomparendo sotto l’invasione delle nuove tecnologie e degli stili comunicativi leggi tutto

Lo spazio e il tempo del confronto nell'era della "politica veloce"

Luca Tentoni - 13.07.2019

Mai, nella storia, le persone hanno avuto accesso ad una quantità di informazioni paragonabile a quella disponibile oggi, grazie ai mezzi di comunicazione di massa (in particolare Internet e specificamente i social network). In politica l'accelerazione è stata più marcata che altrove, perché fino a circa un decennio fa i partiti avevano una certa diffidenza nei confronti delle potenzialità della "rete". Anche cinque o sei anni fa, a ben pensarci, in Italia solo Grillo (e, in modo embrionale, Renzi) aveva scoperto internet come grande piazza virtuale dove aggregare consensi politici veri. Forse il momento iniziale di questo nuovo corso - quello che oggi viviamo - è stato caratterizzato dall'elezione del presidente della Repubblica nel 2013, quando consensi e dissensi nei confronti dei "papabili" si espressero in modo massiccio e forte (qualcuno giunse ad affermare che alcuni "grandi elettori" ne furono colpiti e in qualche modo influenzati). Negli Stati Uniti, invece, tutto iniziò con Obama. L'evoluzione nell'uso dei mezzi più moderni ha però portato presto ad un'esasperazione del linguaggio (Trump si esprime in modo molto più "diretto" – e brusco - di Obama, per dirne una). Ora la vita politica è "in diretta" (poco importa se spontanea o costruita sapientemente), in un flusso che coinvolge i fruitori dei messaggi leggi tutto

Il rancore e l'insicurezza come fattori di discontinuità

Francesco Provinciali * - 13.07.2019

In un agile volumetto fuori commercio (“Il cimento del continuismo nelle turbolenze della discontinuità”), scritto per “gli amici della cultura Censis” il sociologo Giuseppe De Rita, fondatore, Direttore e ora Presidente dell’Istituto di ricerche sociali, ripercorre con rapidi fotogrammi il susseguirsi delle derive di discontinuità e delle fratture che hanno accompagnato il Paese nel secondo dopoguerra e le riassume in rapida sintesi: la stretta monetaria del 62, il fiammeggiante 68, il terrorismo degli anni 70, la vicenda di Tangentopoli, la crisi economica del 2008, il governo del cambiamento del 2018.

Ricercatore capace di analisi profondissime ed ermeneutiche nello scandaglio dei fenomeni macro economici e sociali sempre legati alla guida o al traino della politica, ma soprattutto ineguagliabile nel riassumerne i tratti connotativi e denotativi, attraverso sintesi vigorose e definizioni descrittive, persino iconografiche, per fermo-immagine,  il Prof. De Rita finisce per riscoprirsi cucita addosso la nomea dell’inguaribile continuista, di colui che con determinazione e fede nell’uomo non perde di vista la necessità di saper guardare oltre, verso le soluzioni delle fasi critiche, cercando sempre di esprimere coerenza interpretativa e visione prospettica, affinché si possa dire che c’è un domani ad ogni problema, un dopo che andrà gestito e guidato e che il primo dovere dell’analista sociale è leggi tutto

Il prezzo del teatrino della politica

Paolo Pombeni - 10.07.2019

Di “politica-spettacolo” si discute da almeno quarant’anni, con una accentuazione del tema ai tempi d’oro del berlusconismo. Riandando indietro con la memoria però essa era dilettantesca rispetto alla fase attuale quando ormai si è affermata la professionalizzazione delle messe in scena continue a cui ricorrono tutte le forze politiche, anche se non con la stessa abilità: in questa fase non c’è paragone fra quanto riesce a fare la Lega, ma anche con quanto, pur con una verve molto minore, riescono a fare i Cinque Stelle e quanto sono capaci di fare le opposizioni.

Ora, se volessimo esibirci in un po’ di riflessione storica, ricorderemmo che lo scrittore politico inglese di metà Ottocento che si chiamava Walter Bagehot aveva già teorizzato che in politica ci fossero due versanti: la “scena teatrale” che era data dagli scontri parlamentari ed elettorali, ed il “segreto efficiente” che era l’azione di governo che in concreto, magari anche con qualche dialogo fra maggioranza e opposizione, veniva svolta attraverso l’attività legislativa ed amministrativa per affrontare i problemi reali. Bene: per lungo tempo questo schema politico ha funzionato, più o meno bene a seconda dei vari periodi. Ora invece del “segreto efficiente” si è persa completamente memoria e tutto è affidato leggi tutto

Crisi DB segnale per la Germania

Gianpaolo Rossini - 10.07.2019

Deutsche Bank (DB) è la maggiore banca tedesca e la sua lunga crisi sembra mettere a nudo alcuni degli errori della politica economica tedesca del nuovo secolo, spesso considerati con indulgenza dalle autorità economiche e monetarie europee. Ma quali sono le ragioni dei conti in rosso di DB quando è ancora calda la crisi fotocopia della Commerz Bank, seconda banca tedesca? Le debolezze di DB sono almeno due. Attività di trading-investimento in titoli esteri. Tassi d’interesse negativi sui Bund, titoli del debito pubblico teutonico, che si scaricano su tutta l’economia e in particolare su banche e assicurazioni.

Gli eccessivi e rischiosi investimenti in titoli e derivati della DB sono figli della grande disponibilità di risparmio che non trova impieghi in Germania.  Due decenni di cospicuo surplus del conto corrente della bilancia dei pagamenti con l’estero ne sono fonte e specchio. Quando in un mercato (ad esempio Usa) si esporta a lungo più di quello che si importa si finisce per acquistarne attività finanziarie. Il cronico surplus con l’estero di Berlino non solo ammorba i rapporti economici globali, in particolare con gli Usa, ma richiede al sistema bancario di investire capitale all’estero anche in forme rischiose. Un caso? DB perde in un solo

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La fine del "ciclo politico regionale"

Luca Tentoni - 06.07.2019

È tempo di anniversari. Se nel 2018 le elezioni politiche si tenevano esattamente settanta anni dopo il voto per la Prima legislatura repubblicana, nel 2019 si è andati alle urne per le europee, quaranta anni dopo il primo appuntamento con la consultazione per l'Europarlamento. Nel 2020 il voto per l'elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario compirà cinquanta anni. Mezzo secolo che si può dividere in due periodi, più una tappa di transizione. Dal 1970 a tutto il 1990, le elezioni chiamavano alle urne i cittadini di ben quindici regioni italiane: si votava con la proporzionale; i partiti presentavano i propri simboli tradizionali in tutte le regioni, avendo cura di considerare il "test" amministrativo come una tappa verso le successive elezioni politiche. Come accadrà dal '79 per le europee (nelle quali, tuttavia, sarà costante il voto "in libera uscita", molto più marcato che alle regionali), dal 1970 il rinnovo dei consigli ha rappresentato il termometro più affidabile per i partiti. Nel 1975, l'avanzata del Pci alle regionali (col partito di Berlinguer al 33,5% contro il 35,3% della Dc) rese concreta la possibilità del "sorpasso" (un tema che caratterizzò un intero anno di dibattiti politici, fino al voto del 20 giugno 1976). L'anno successivo, alle politiche, i democristiani fecero appello a quello che oggi leggi tutto

Sopravvivere, tra attesa e rinvio

Francesco Provinciali * - 06.07.2019

“Trascorriamo la nostra vita dedicando più tempo a preparare che a fare”: in questo aforisma de “Il riformatore del mondo” di Thomas Bernhard sta una chiave di lettura per capire il dilemma dell’esistenza umana che oscilla tra la ricerca di una soluzione ai mali del mondo, e l’eterna insoddisfazione dei risultati raggiunti. L’uomo finisce per concepire la vita stessa come perenne attesa di una condizione migliore, relegando la quotidianità ad una mera alternanza di abitudini, tra eterno presente da definire e incerto e indefinito futuro da perseguire.

Così è in molti aspetti della realtà e della nostra condizione di viaggiatori che ondeggiano tra bisogno di approdi e pericolo di naufragi, in una vita di affetti e relazioni, assenze e presenze che recano ansie ed effimere certezze. Tra il tempo che scorre implacabile e il nostro bisogno di realizzare la pienezza esistenziale del presente c’è sempre un dettaglio da definire, un impegno da assolvere e un altro da accantonare. Il tempo dell’attesa è il luogo della preparazione e dell’incompiutezza, a volte della sofferenza interiore. Mi disse Reinhold Messner, confrontando il desiderio di scoperta di Ulisse alla paziente tessitura della tela di Penelope: “si guarda all’eroe che parte e non si considera la sofferenza leggi tutto

Un paese diviso fra indifferenti e fan club

Paolo Pombeni - 03.07.2019

La vicenda della Sea Watch 3, come era prevedibile, ha messo a nudo un paese che ormai si divide fra indifferenti e fan club degli opposti fronti, i truci e le anime belle. A dispetto dell’enfasi che i media dedicano all’episodio non si può dire che nel paese ci sia realmente una grande mobilitazione né in un senso né nell’altro: ne è prova proprio il fatto che le guide delle due fazioni soffiano sul fuoco in continuazione, proprio per evitare che si spenga.

Ad una mente che voglia esercitare l’arte della ragione ripugnano sia le intemerate senza limite di Salvini e compagni (è giunto a definire “criminale di guerra” la capitana della nave) sia le sceneggiate a difesa di quelli che invocano a vanvera i diritti universali dell’uomo e l’improbabile parallelo con il personaggio di Antigone.

Quel che stupisce di più è che in questo spettacolo, ormai chiaramente teatrale, vengano attirate come in un gorgo anche persone che dovrebbero avere un maggiore uso della ragione. Francamente sentire certe sentenze dal presidente della Repubblica Federale Tedesca fa un po’ senso, visto che il suo paese ci rimanda indietro i cosiddetti “dublinanti”, cioè quei profughi che approdati ed identificati in Italia sono poi riusciti a raggiungere

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Il mercimonio dei bambini

Francesco Provinciali * - 03.07.2019

Tra i tanti aspetti di criticità individuali e sociali di questa epoca densa di contraddizioni e di disvalori certamente la condizione minorile costituisce un focus per molte analisi e approfondimenti.

La lenta e progressiva crisi della famiglia – un tempo cellula fondante del tessuto sociale e ora snaturata anche come corpo intermedio di accoglienza, custodia, affetti ed educazione primaria – costituisce indubbiamente uno degli elementi di maggiore problematicità.

La cronaca ci racconta di vicende di violenze, abusi, maltrattamenti, persino omicidi efferati che nascono e si alimentano tra le mura domestiche che sono diventate l’epicentro dei conflitti di coppia, degli amori fugaci, delle procreazioni irresponsabili da parte di padri o madri sovente inadeguati.

Cresce esponenzialmente il numero dei fascicoli aperti presso i tribunali minorili per la valutazione dei casi di responsabilità – termine che ha sostituito il più obsoleto ”potestà”-  genitoriale: è un meccanismo  che si accende con una segnalazione da parte della scuola, dei vicini di casa, della cerchia parentale, attraverso la valutazione dei servizi sociali per essere sottoposta al vaglio decisionale dei giudici.

In questi ultimi mesi sono stati numerosi i casi in cui la giustizia è arrivata in ritardo poiché le condizioni di inadeguatezza genitoriale era chiusa e malcelata oppure occultata dietro la leggi tutto

Un fossato fra due (e più) Italie

Luca Tentoni - 29.06.2019

A un mese dalle elezioni europee, è giunto il momento di tornare su un aspetto apparentemente "minore" del voto del 26 maggio. Il Paese non è solo diviso fra Centronord a prevalenza leghista e Sud-Isole dove il M5s (indebolito rispetto al 2018) è il primo partito. Ci sono divisioni ben più profonde, che riguardano in primo luogo le città capoluogo di regione (soprattutto le più grandi: Roma, Milano, Torino, Napoli) differenziandole dal resto dei comuni e, in secondo luogo, la demarcazione - molto netta - fra zone centrali delle metropoli e quartieri periferici. I dati su questo doppio cleavage sono importanti perché spiegano quanto sia sempre più evidente la coesistenza di mondi diversi, di elettorati con sensibilità, opinioni, percezioni molto distanti fra loro. Si può ricondurre questa differenza nella categoria "inclusi/esclusi", far riferimento al tenore di vita o alla stabilità del lavoro o, ancora, far riferimento al grado di scolarità. Tuttavia, abbiamo di fronte moltissimi elementi che da soli non spiegano il perché di questa separazione profonda e forse inconciliabile fra due Italie, ma che - presi nell'insieme - ci danno un ritratto di incomunicabilità di mondi (non solo dovuto a quella che qualcuno ha definito tendenza pro o anti-globalizzazione o di coloro che, in questo ambito socio-economico, si leggi tutto