Ultimo Aggiornamento:
25 maggio 2022
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Argomenti

I rendimenti decrescenti degli investimenti sociali

Francesco Provinciali * - 02.04.2022

IL DIBATTITO

È consuetudine in casa CENSIS fare il punto della situazione sul ‘sistema Italia’, in occasione dell’annuale ricordo di Gino Martìnoli, uno dei fondatori dell’Istituto di ricerca e studio, a lungo presieduto da Giuseppe De Rita. Come descritto nell’annuncio della conferenza “quest’anno viene affrontato il tema dei rendimenti decrescenti degli investimenti sociali. Mentre la tanto attesa uscita dalla pandemia si diluisce nella nuova crisi legata al conflitto armato in Ucraina, la società italiana appare segnata da un disincanto verso la modernità. La crisi di fiducia non è solo la risposta estemporanea ai traumi vissuti di recente, bensì l’esito dell’erosione del lungo ciclo storico-sociale precedente: una fase in cui gli strumenti della ragione proteggevano dalle incertezze e dai rischi esistenziali, e gli investimenti sociali, sia pubblici che privati, favorivano la crescita del benessere individuale e collettivo”. Invitati a discuterne, moderati dal direttore generale dell’Istituto Massimiliano De Valeriis, relatori di livello: Giuseppe De Rita, Presidente CENSIS, Elsa Fornero, Docente di Economia all’Università di Torino, Innocenzo Cipolletta, Presidente FEBAF, Stefano Parisi, imprenditore, Giulio Tremonti, Presidente ASPEN Institute.

Il Presidente De Rita, illustrando i motivi che hanno indotto alla scelta del tema della video conferenza (non senza aver prima ricordato la figura di Gino leggi tutto

"Determinanti sociali" a parte

Francesco Domenico Capizzi * - 02.04.2022

“Il giorno dopo non morì nessuno…ventiquattr’ore senza un decesso per malattia, una caduta mortale, un suicidio condotto a buon fine, neppure uno di quegli incidenti automobilistici…” Il paradosso di Josè Saramago, che regge l’intera narrazione (Le intermittenze della morte, Feltrinelli 2012), poggia su un dato epidemiologico reale che, ovviamente, esula dalla visione del Premio Nobel per la Letteratura: non nella tarda età, quale naturale e finale fattore di rischio, a parte i determinanti sociali, risiede la ragione del fine vita, ma nella condizione patogena che, effettivamente, affligge larga parte degli anziani tendendo a ulteriormente diffondersi e ad associarsi stabilendosi, ormai da tempo, come la principale causa di morte.

Entro il 2035 due anziani su dieci saranno affetti da quattro o più malattie, passando da una prevalenza del 9,8% registrata nel 2015 al 17% del 2035, un terzo soffrirà di depressione o di danni cognitivi. Di conseguenza gran parte degli anni di vita guadagnati saranno impegnati in larga misura a diagnosticare e curare più comorbilità, fra cui la crescita del 179,4% delle neo­plasie e del 118,1% del diabete per eccessi di massa corporea e obesità, di cui è affetta 1/3 della popolazione (il 10% in modo “grave”), e per inattività fisica. Queste situazioni rappresentano elevati fattori di rischio per l’attivazione leggi tutto

Una maggioranza in bilico?

Paolo Pombeni - 30.03.2022

Le singolari uscite di Giuseppe Conte, Salvini che vuol farsi passare per una specie di vice-papa, sono già da soli segnali di una crisi di quella maggioranza di semi-unità nazionale che a suo tempo Mattarella era riuscito a far nascere per far fronte all’emergenza pandemica. Non che quella coalizione sia mai stata veramente coesa: era una soluzione accettata per disperazione, con il retropensiero che Draghi avrebbe sistemato un quadro che perdeva pezzi da tutte le parti e poi si sarebbe presto tornati alla “normalità”, cioè al grande scontro fra centrodestra e centrosinistra e si sarebbe visto chi risultava vincitore.

A scompigliare le carte è arrivata la crisi dovuta all’aggressione della Russia contro l’Ucraina. Proprio quando da diversi versanti, dentro e a fianco della colazione governativa, si stava lavorando per “ridimensionare” Draghi, anche a fronte dei vari pasticci combinati nella battaglia per la successione di Mattarella, la guerra ha scompigliato il quadro. Per la verità si è continuato a lavorare contro l’attuale premier, con l’argomento, fra lo stupido e il velenoso, secondo cui non veniva tenuto in gran conto nel gioco diplomatico, tanto che non lo invitavano a qualche summit. Poi però si è visto abbastanza presto sia che l’argomento non teneva, sia che leggi tutto

Quella in corso per il voto presidenziale previsto il 10 e 24 aprile è un’anomala campagna elettorale

Michele Marchi - 30.03.2022

Prima dell’invasione russa dell’Ucraina pur non mancando alcune incognite e zone d’ombra, la rielezione di Macron era data per probabile e questo anche a causa di una serie di competitors difficilmente ascrivibili al novero dei “presidenziabili”. Dopo il 24 febbraio tutti i sondaggi hanno registrato un’importante crescita di intenzioni di voto nei confronti del presidente uscente. Ad oggi pensare ad una non rielezione di Macron il 24 aprile significa muoversi sul terreno della fantapolitica, piuttosto che su quello dell’analisi razionale. Dunque il primo elemento di anomalia è senza dubbio la convinzione diffusa tra i sostenitori di Macron ma in larga parte anche presso chi vi si oppone, che per vedere una competizione presidenziale aperta ed incerta occorrerà attendere il 2027.

In realtà anche prima dell’accelerazione drammatica in Ucraina, la campagna elettorale transalpina stentava a decollare. Da un lato Macron ha fatto di tutto per ritardare la sua ricandidatura in parte sfruttando l’emergenza pandemica, in parte riproponendo un approccio di Charles de Gaulle nel 1965 (all’epoca con risultati non memorabili). Dall’altro lato per ragioni oggettive, è complicato fare bilanci sui cinque anni di guida del Paese. Se si esclude sostanzialmente il primo anno, il quinquennato macroniano è stato dominato da tre clamorose emergenze. La prima tutta interna al leggi tutto

Scrofole e tocchi regali

Francesco Domenico Capizzi * - 30.03.2022

Per molti secoli credulità, miseria e miracoli si intrecciarono nel rito del toccoregale da parte di cristianissimi re taumaturghi di mezza Europa: pseudo-liturgie di piazza intendevano esaudire le suppliche di tanti che, impotenti, si affidavano fiduciosi all’autorità suprema che volentieri elargiva tocchi benefici e benedizioni paterne (M. Bloch, I re taumaturghi, Einaudi 2016). Il senso del miracolo sussisteva nel rito, ben codificato, la cui efficacia veniva confermata e sostenuta da sporadiche guarigioni delle scrofole per merito, in verità, non del tocco ma della ippocratica vis sanatrix naturae, spontanea risorsa in soccorso a taumaturghi antichi, moderni e contemporanei.

Il senso dell’evento salvifico si attenuò quando Robert Koch, il 24 marzo 1882 (ricorrenza oggi celebrata come “Giornata mondiale contro la Tbc”), annunciò la scoperta del Mycobacterium tuberculosis ed evaporò quando, conferitigli Premio Nobel e Laurea ad Honorem dall’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 1905, fu riconosciuta l’etiologia infettiva di emoftoe, emottisi e scrofole. Poi entrarono nella pratica clinica metodi adiuvanti quale l’induzione meccanica del pneumotorace, inventato da Carlo Forlanini a Pavia nel 1882, e le cure d’aria ed elioterapie che gli abbienti ricevevano in esclusivi alberghi svizzeri, austriaci e meranesi, mentre intanto si costruivano i primi leggi tutto

La guerra, i due Sasha e tutti gli altri bambini vittime innocenti

Francesco Provinciali * - 26.03.2022

La bandiera ucraina che sventola sul pennone accanto alla colonna di Majdan Nezaležnosti (Piazza Indipendenza) e nei palazzi governativi che le stanno attorno al centro di Kiev, sarà l’ultimo presidio della resistenza a capitolare, se le armate russe prenderanno possesso della capitale esautorando il Governo di Zelens’kyi, oppure sarà il simbolo attorno al quale si stringerà idealmente il popolo che è rimasto a difendere ciò che resterà di una mattanza, se l’indipendenza del Paese sarà conservata.

Mentre scrivo ogni esito è incerto: le trattative proseguono a fatica mentre la carneficina dei civili locali e dei militari dei due eserciti segna ogni giorno un nuovo drammatico evento. Mariupol è la città simbolo del massacro, dopo l’ospedale pediatrico, le scuole e le case è stato bombardato il teatro dove avevano trovato rifugio centinaia di civili, tutti rimasti sotto le macerie: conta sapere chi è morto e chi sopravvissuto?

Nel suo messaggio video al Parlamento italiano, Zelens’kyi ha paragonato per dimensioni del disastro Mariupol a Genova: pensandoci, vengono i brividi.

La morte è atroce ma restare perdendo tutto, casa, famiglia, lavoro e sopravvivere in un contesto surreale, devastato, spegne le energie residue e le speranze. L’eccidio dei 13 cittadini di Chernihiv, un sobborgo nei pressi di Kiev, che erano leggi tutto

L’Italia nella crisi ucraina

Paolo Pombeni - 23.03.2022

Ha suscitato qualche apprensione la sparata di un medio funzionario del Ministero degli Esteri russo sulle “conseguenze irreversibili” che peserebbero sull’Italia nel caso continuasse ad appoggiare una politica sanzionatoria nei confronti del suo paese. Come si sa queste uscite sono sempre ambigue. Non è facile capire se il funzionario, con un passato di console russo a Milano e vari rapporti col nostro paese da cui ha ricevuto anche onoreficenze, parlasse su iniziativa personale per conquistarsi dei meriti o se agisse per mandato dei suoi vertici. Quali possano poi essere queste conseguenze irreversibili non è poi molto chiaro, perché qualsiasi ritorsione è di per sé reversibile, sia pure magari a fatica.

Si è subito parlato di un attacco a quello che è considerato “l’anello debole” della UE e della Nato, per aprire una breccia dove si riteneva più facile farlo, considerando anche la presenza da noi di un dibattito pubblico da politica spettacolo, dove c’è una buona presenza di “alternativi” a vario titolo alle attuali politiche concordi con UE e Nato. Resta il fatto che bisogna capire quali siano le ritorsioni in grado di colpirci così duramente. Certamente ci sono le nostre dipendenze da alcuni settori dell’export russo (il gas è la punta di diamante), ma si leggi tutto

Gli spettri della guerra

Francesco Domenico Capizzi * - 23.03.2022

Ogni guerra tende a dilatare, nel tempo e nello spazio, il proprio spettro di azione tanto che le devastazioni socio-sanitarie colpiscono mortalmente nove persone su una deceduta direttamente a causa delle incursioni belliche (OMS).  A questo tragico fenomeno sono ascrivibili la regressione dei Servizi pubblici di assistenza e controllo, le deficienze sanitarie, la divaricazione nelle diseguaglianze sociali, la crescita esponenziale della povertà, le instabilità politico-istituzionali conseguenti, le migrazioni forzate foriere di rapide e lunghe scie di diffusioni di malattie infettive. Bisogna segnalare che queste regressioni si instaurano, in toni meno drammatici ma sempre inquietanti, nelle condizioni di difficoltà politico-economiche. In Venezuela, ad esempio, la crisi acuta di qualche anno fa, e ormai cronicizzata, ha determinato un numero significativo di infezioni da poliomielite, la ricomparsa della malattia tubercolare e una significativa impennata della mortalità infantile per malattie esantematiche.

Nell’attuale guerra perpetrata dall’esercito russo nei confronti dell’Ucraina i rischi a cui si è fatto cenno sono tutti presenti per l’intero Paese aggredito, ma anche per i Paesi limitrofi e per tutta l’Europa con possibili soffusioni che vanno ad irraggiarsi all’intero globo, viste le facili e insopprimibili opportunità di emigrazione e di immigrazione dentro e fuori i continenti con conseguenti funzioni vettoriali. leggi tutto

Alcune osservazioni sul conflitto Russia - Ucraina sotto il profilo delle ricadute economiche e finanziarie

Francesco Provinciali * - 19.03.2022

Una interessante videoconferenza promossa dal Bristol Talk (TRC Bologna) e condotta da Lorenzo Benassi Roversi ha proposto il tema dell’invasione dell’Ucraina, osservato dal punto di vista dell’Europa.

Ospiti illustri il teologo Vito Mancuso, il politologo Gianfranco Pasquino e l’economista ed esperto finanziario Rudi Bogni.

In questa sede, tra i temi trattati vorrei riproporre particolarmente le considerazioni di natura economica e finanziaria.

Secondo Bogni – che vive da anni nella City e si divide tra Londra e Basilea- il tema degli ‘oligarchi’ e delle sanzioni a loro carico è un problema di interesse per i media, la politica e la pubblica opinione, ma non tale da poter veramente influire sul corso della guerra.

Più interessanti sono le ricadute della guerra e delle sanzioni comminate dal mondo occidentale sulla Russia, sui mercati finanziari e la vita dei cittadini, in ordine alle preoccupazioni finanziarie

Le riserve della Banca Centrale russa sono circa 600 e più miliardi dollari equivalente, di cui la metà in titoli e obbligazioni occidentali, 150 miliardi sono invece con banche dell’Occidente, il 20% in oro depositato materialmente in Russia ed il resto in valuta cinese. Bloccata sul fronte dell’Occidente, quello che la Russia può fare è continuare ad esportare gas e petrolio: il petrolio più facilmente leggi tutto

Putin e l'Illuminismo

Tiziano Bonazzi * - 19.03.2022

Putin, purtroppo per noi, combatte una molto pericolosa battaglia di retroguardia che ci costringe a distogliere lo sguardo da altre in cui sarebbe più utile essere coinvolti. È una battaglia per l'eterna anima russa, legata a difendere la grandezza imperiale e spirituale della patria, la sua unità attorno alla Chiesa ortodossa e a un capo. Pare di leggere, con le dovute, profonde differenze storiche e intellettuali, le Considerazioni di un impolitico di Thomas Mann apparso nel 1918 e scritto negli anni immediatamente precedenti. Anche allora vi era una guerra, la Grande guerra, e Mann si poneva a difensore del nazionalismo contro l'universalismo illuminista e sosteneva l'assoluta superiorità della Kultur tedesca, spirituale, pura, una e imperiale, sulla Zivilisation britannica e francese, tutta tecnica e dibattito, materialista e distruttrice dell'anima dei popoli. Mann, però, era un grande ed ebbe il coraggio di diventare antinazista. A livello non di intellettuali, ma di popolo, abbiamo il caso dei sudisti statunitensi che per quanto in maggioranza non possedessero schiavi combatterono furiosamente contro il Nord per difendere “il focolare e la famiglia”, il loro tradizionale modo di vita identificato con la propria comunità prima che con la Confederazione. Un modo di vita fondato su un rapporto personale con leggi tutto