Ultimo Aggiornamento:
20 novembre 2019
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Argomenti

Orientarsi in Siria: alcuni suggerimenti

Gli eventi bellici in corso nel Nord della Siria, che vedono l’esercito turco bombardare e invadere i territori a ridosso del confine da mercoledì 9 ottobre sono purtroppo la nuova tappa della drammatica guerra in Siri: guerra che combina forze interne, regionali ed internazionali. Per orientarsi nel drammatico conflitto, che dura da oltre otto anni, risulta utile ricordare alcuni punti fermi, o processi di lungo respiro che possano dare un senso alla cronaca militare, umanitaria e politica di questi giorni.

 

In primo luogo, sia per motivi etici che politici bisogna ricordare le sofferenze umane patite dalla popolazione siriana, con quasi cinque milioni di rifugiati all’estero, sette milioni di rifugiati interni e una stima di quasi mezzo milione di morti su una popolazione di circa 23 milioni di persone nel 2011 e una generazione di bambini e ragazzi che ha perso anni scolarizzazione ed è cresciuta in contesti di deprivazione e violenza. Questa guerra è sì “stupida” ma non “ridicola” come sostiene il Presidente Usa Trump nella sua sincera e violenta discriminazione.

 

In secondo luogo, se l’esistenza individuale e collettiva dei siriani ha senso ovviamente per loro stessi, tutte le altre forze esterne hanno considerato la Siria come uno strumento per realizzare le proprie ambizioni politiche leggi tutto

Una legge elettorale per il paese o per i partiti?

Michele Iscra * - 12.10.2019

Che fine farà l’accordo in base al quale il PD ha cercato di salvarsi l’anima accettando il diktat dei Cinque Stelle sull’approvazione secca della riduzione del numero dei parlamentari? In questo momento ecco la domanda delle domande, perché non si capisce se l’accordo sottoscritto su un documento molto generico alla vigilia del voto parlamentare porterà davvero ad una riforma del nostro sistema elettorale che possa avere delle reali possibilità di razionalizzare la fase confusa in cui vive la politica italiana.

Ci sono due modi per affrontare la questione. Il primo è quello che sembra prevalere in questo momento, cioè muoversi nell’ottica di quel che serve agli attuali partiti in lotta. Ci porterebbe quasi di sicuro ad una nuova “porcata” più o meno in stile Calderoli. Il secondo è quello di mettersi nell’ottica di cosa servirebbe al paese, ma temiamo che su questo punto stiamo ragionando puramente di fantasia.

I partiti hanno interessi confliggenti, che non sono semplicemente quelli del governo e dell’opposizione o della destra contro la sinistra. Sono pulsioni trasversali. In estrema sintesi, ci pare abbiano due obiettivi su cui, sia pure per vie tortuose, convergono. Da un lato devono decidere se convenga o meno mettere un freno alla proliferazione dei

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Fino a che punto servono schiaffi e sculacciate ai figli?

Francesco Provinciali * - 12.10.2019

Il deputato verde John Finnie del Parlamento scozzese di Edimburgo sarebbe forse stato un politico destinato all’oblio o all’ordinaria amministrazione della cosa pubblica  se non avesse dato la stura ad una campagna di sensibilizzazione contro le punizioni corporali dei genitori sui figli, coinvolgendo larghi settori dell’opinione pubblica come lo Scottish National Party (Snp) di Sturgeon e alcune ong per la tutela dell'infanzia, oltre a godere del consenso politico dei laburisti e dei socialdemocratici. Poiché il governo scozzese può contare su una solida maggioranza parlamentare è assai probabile che la proposta di mettere al bando schiaffi, sberle e buffetti - sinora ammessi  dalla normativa attuale che negli Stati del Regno Unito autorizza un uso "ragionevole" della forza in famiglia per educare e punire i figli - possa diventare legge e cambiare quindi una lunga tradizione di moderato autoritarismo domestico tipico della mentalità anglosassone. D’altra parte risulta che già in altri Paesi il ricorso alle punizioni corporali per “raddrizzare” comportamenti poco consoni o inclini all’obbedienza da parte dei figli minori sia stato stigmatizzato e rimosso.

Tra i sostenitori della "non violenza" fisica c’è una lista di 51 paesi già da tempo contrari a qualsiasi forma di punizioni corporali considerate inutili leggi tutto

Una politica sospesa

Paolo Pombeni - 09.10.2019

Che dire della attuale fase della politica italiana? Tutto sembra sospeso, eppure agli scricchiolii che si avvertono in continuazione non corrisponde al momento alcun reale pericolo di crollo della situazione, per la semplice ragione che nessuno può permettersi una crisi. Le ragioni sono quasi banali. La prima è che siamo ormai in area di legge di bilancio. Dopo aver predicato per mesi sui pericoli dell’esercizio provvisorio, dopo i continui “vade retro” proclamati contro l’aumento dell’Iva, chi potrebbe presentarsi agli elettori essendo responsabile di avere aperto la strada alla realizzazione di quanto era stato presentato come disastroso?

Qualcuno sostiene, per certi versi non a torto, che è proprio questa situazione bloccata che consente a tutti i vari giochetti della politica pirotecnica: si possono fare i fuochi d’artificio, ma si è sicuri che non si incendierà nulla. Un po’ di fan si confermeranno nella loro fiducia nelle potestà taumaturgiche dei leader, ma questi non dovranno sobbarcarsi la responsabilità di gestire una crisi. I più maligni sussurrano che qualcuno (il solito Renzi?) potrebbe più banalmente sfruttare questa situazione bloccata non per far cadere il governo e andare alle elezioni, ma semplicemente per cambiare il premier.

L’ipotesi ci pare frutto di un ragionamento poco realistico. Per sbarazzarsi leggi tutto

Un parlamento indebolito è un vulnus per la democrazia

Francesco Provinciali * - 09.10.2019

Dunque, cedendo alle pressioni di Di Maio, Grillo e della Casaleggio associati, dopo 70 anni di vita democratica e Repubblicana, il Parlamento italiano verrà alleggerito in quanto a consistenza numerica di deputati e senatori, in nome di un risparmio di spesa pubblica stimato dai fautori dell’iniziativa in 500 milioni di euro all’anno. Eliminati di netto 345 seggi: 230 alla Camera e 115 al Senato, avremo dunque 400 deputati e 200 senatori. Un taglio quantitativo considerevole che pone problemi di interfaccia tra paese legale e paese reale.

Forse questo è il modo in cui i grillini avevano promesso di scardinare la scatola di sardine.

Colpisce la facilità con cui il M5S ha fatto breccia nel partito con cui condivide il Governo del Paese e in quelli di opposizione, affondando la lama della demagogia nel burro marcescente dell’inconsistenza di qualsivoglia argomentazioni dissuasive. Il fatto che  – come sottolineato da Emma Bonino a nome di ‘Più Europa’- non sia stato svolto uno studio preliminare di accertamento sulla fattibilità e sulle conseguenze tecniche, politiche, di funzionalità del Parlamento la dice lunga sul pressapochismo con cui le forze politiche hanno di fatto bypassato un serio e approfondito esame sulle imprevedibili conseguenze che sconvolgeranno il principio della rappresentanza: il legame che univa i parlamentari al leggi tutto

Una nuova legge elettorale

Stefano Zan * - 09.10.2019

Di solito si parla di legge elettorale a fine legislatura quando la maggioranza uscente promuove una nuova legge nella speranza (spesso delusa) di essere riconfermata. Questa volta se ne parla a inizio legislatura per il combinato disposto della (inopinata) riduzione del numero dei parlamentari e per la richiesta di referendum per l’abolizione della quota proporzionale dell’attuale legge, presentata dal centro destra. La particolarità della situazione non modifica però lo scontro tutto ideologico che si è già aperto tra i sostenitori del maggioritario o del proporzionale, anche tra chi, nel frattempo ha cambiato opinione.

Secondo alcuni l’unico sistema veramente democratico è quello maggioritario perché chi prende un voto in più governa e la sera stessa delle elezioni si sa già chi governerà.

Secondo altri l’unico sistema veramente democratico è quello proporzionale perché da una rappresentazione puntuale degli orientamenti e delle volontà degli elettori.

In sintesi: il maggioritario garantisce la governabilità; il proporzionale garantisce la rappresentatività.

Il confronto è sempre ideologico per una pluralità di ragioni. Intanto non esiste una legge elettorale ottimale. Se esistesse dopo decenni di democrazia in centinaia di paesi tutti avremmo più o meno la stessa legge, quella veramente democratica, e così non è.

In secondo luogo non si tiene conto delle evidenze leggi tutto

L’autunno caldo della politica, fra taglio dei parlamentari e referendum elettorale

Luca Tentoni - 05.10.2019

Il nodo della riforma elettorale non è destinato a sciogliersi in poche settimane. La questione sarà presente nel dibattito politico per almeno tutta la prima metà del 2020. Il destino del sistema di trasformazione dei voti in seggi è legato a due fattori: la revisione costituzionale che sta per ridurre da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori e il referendum proposto dalle regioni di centrodestra e presentato da Salvini e Calderoli in Cassazione. Per quanto riguarda la legge che “taglia” i parlamentari, il percorso non è affatto concluso: il voto ormai imminente della Camera inaugura un nuovo iter, che può prevedere un referendum (i favorevoli alla riforma, infatti, sono stati meno di due terzi dei componenti nella seconda lettura in Senato, quindi anche un voto a larghissima maggioranza da parte di Montecitorio non scongiurerebbe la consultazione popolare). In tal caso, entro tre mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge costituzionale (quindi entro metà gennaio 2020) un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque consigli regionali possono chiedere di affidare al popolo la decisione se dar corso o meno alla riforma. La domanda è presentata in Cassazione, all’ufficio centrale per il referendum, che decide entro un mese leggi tutto

La pedagogia sociale dell'informazione quotidiana

Francesco Provinciali * - 05.10.2019

Efferati delitti, serial killer, crimini orrendi, inaudite violenze, ferocia disumana, furia omicida, tempeste politiche, brogli elettorali, bufere giudiziarie, autorizzazioni a procedere, uragani sociali, terremoti ai vertici, esplosione di casi, asili degli orrori, ospizi lager, ospedali nel caos, calciopoli, vallettopoli, tangentopoli, treni paralizzati, bullismo, nonnismo, esodo da bollino nero, serpentoni d’acciaio sulle strade, agguato in autostrada, shock in autogrill, vicende orribili, coca e sesso, stupri di gruppo, branchi assassini, profanazione di tombe, bestie di satana, torture psicologiche, vendette trasversali, vacanze shock, follie omicide, mazzette, inciuci, ingorgoni, terrorismo internazionale, gogna mediatica, pedopornografia, abusi sessuali, baby-gang, circonvenzione di incapaci, prestiti usurai, riciclaggio, borseggi, rapine, bande del buco, razzie nelle ville, soggetti a rischio, frodi alimentari, sofisticazioni, pandemie, influenza aviaria, conti gonfiati, imbrogli, trame, mobbing, statali fannulloni, tassi usurai, impiegati assenteisti, cartellini falsificati, concorsi truccati, gioco d’azzardo, gare taroccate, illeciti sportivi, arbitri venduti, violenze negli stadi, conti salati, caro-mutui, donne violate, minori abusati, anziani truffati, malati raggirati, accanimenti terapeutici,  infermiere ammazza-vecchietti, mostri, orchi, streghe, papponi, mammane, padri padroni, figli aguzzini, finti ispettori, cocktail micidiali, nuove povertà, caporetto dei consumi, vendette trasversali, silenzi glaciali, servizi deviati, intrighi internazionali, infanticidi, femminicidi, sequestri lampo, riscatti, rincari record, tassi alle stelle, inflazione galoppante, recessione economica, pensioni da fame, leggi tutto

Un governo senza coesione

Paolo Pombeni - 02.10.2019

Arriva il primo passo per la legge di bilancio, cioè il Documento di Economia e Finanza (DEF) che è una specie di sommario delle buone intenzioni del governo, poi si vedrà nella legge vera e propria come verrà dettagliato. Vale dunque la pena di discuterne a fondo? Per certi versi no, ma per un altro decisamente sì: siccome è un documento di prospettiva vale la pena di chiedersi se la prospettiva c’è.

Un’analisi impietosa del contesto spinge ad esprimere forti dubbi al proposito e per due ragioni. La prima è che il documento è stato scritto di fatto sotto dettatura delle attese indotte nella pubblica opinione da una lunga estate di agitazioni. Evitare che scattassero le clausole di aumento dell’Iva era il mantra agitato da tutti, ma soprattutto da coloro che hanno spinto per il varo della nuova maggioranza. Alla fine si è rimasti intrappolati da quei discorsi, impedendo che si potesse anche solo discutere seriamente di una rimodulazione delle aliquote Iva. Ci si è aggiunta un po’ di retorica sull’economia verde e roba simile.

Non c’è da meravigliarsi che sotto l’attacco delle opposizioni i partiti di maggioranza avessero difficoltà sul tema del blocco degli aumenti Iva, ma soprattutto i Cinque Stelle, che dovevano giustificare il leggi tutto

Darei tempo al tempo

Stefano Zan * - 02.10.2019

In questi ultimi giorni una quarta civetta si è posata sul comò della politica italiana: Italia Viva.

Confesso che la cosa che più mi ha colpito è la quantità di giudizi negativi che da ogni parte sono stati formulati su questa iniziativa di Renzi: ambizione personale, sete di potere, indebolimento del PD, momento inopportuno, creazione di un partitino minuscolo, e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente non mi riconosco in questi giudizi non perché io dia un giudizio positivo dell’iniziativa ma perché ritengo che quelli formulati ad oggi siano pre-giudizi che non tengono conto di due aspetti fondamentali tra loro strettamente collegati. Il primo è la prospettiva temporale: giudicare un progetto di questa natura (non dico portata) nel giro di pochi giorni significa da un lato fare un processo alle intenzioni e dall’altro rafforzare le ragioni che hanno portato Renzi a questa scelta. Il secondo, ancora più importante, è che il giudizio vero sulla validità o meno della creazione di Italia Viva lo daranno i fatti in maniera molto semplice: se di qui a qualche mese la somma dei consensi PD-Italia Viva sarà superiore a quella del PD di oggi (diciamo il 22% delle europee) l’operazione sarà riuscita, viceversa sarà stata un fallimento. leggi tutto