Ultimo Aggiornamento:
14 novembre 2018
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Mente politica esce ogni mercoledì e sabato.

ULTIMO NUMERO: Anno 5 uscita 81 del 14.11.2018

La società nel mare dell’incertezza politica

È un paese stanco quello che assiste al caos che domina l’attuale fase politica, tutta chiusa in lotte intestine fra partiti e all’interno di partiti, senza che ci si ponga minimamente il problema di come tirare fuori il nostro paese dall’incertezza che domina un po’ in tutti i campi.

Certo molti si affidano alla speranza sopravvalutando fenomeni che testimoniano un qualche risveglio della società civile. La grande manifestazione di Torino a favore della TAV, ma più che altro contro il vuoto ideologismo dei Cinque Stelle, è indubbiamente un fatto interessante, ma non va sopravvalutato. Si tratta di un moto di orgoglio, e in parte di stizza, che muove una città che non è disponibile per alcuna “decrescita felice”, ma come questo possa trasformarsi in una proposta politica alternativa non è affatto chiaro, non fosse altro perché ad essa manca un vero leader carismatico. Altrettanto si dica per le manifestazioni contro il progetto di riforma Pillon sull’affido dei figli nelle coppie che si sciolgono: al momento un confluire di istanze diverse che prendono spunto dalla proposta pasticciata di un politico che parla di cose su cui non ha competenza, ma che nascono da retroterra che vanno dal femminismo radicale al tradizionalismo para-cattolico.

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Quale futuro per l’Ue tra Berlino e Parigi

Lucrezia Ranieri *

Che l’Unione Europea permanga da molto tempo in uno stato a dir poco confusionale sembra un fatto ormai acclarato. Di tutte le questioni da tempo in esame a Bruxelles non sembra essercene una che sollevi un minimo di consenso condiviso, o della quale si prospetti una soluzione a breve termine. Ad un anno dall’inizio dei negoziati, l’accordo sulla Brexit appare ancora lontanissimo e i malumori sulla questione migranti sono tutt’altro che sopiti; quanto alla questione finanziaria, il braccio di ferro tra le pretese di spesa del governo italiano e l’indisponibilità della Commissione ha riportato a galla, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’evidenza di una permanente frattura tra le culture economiche dei paesi europei che rende assai difficile l’avanzare di un progetto comune di riforma dell’eurozona. Alle tensioni interne si aggiunge inoltre il globale deperimento del consenso verso quella forma di internazionalismo liberale nella quale l’Unione Europea stessa affonda le sue radici. Se l’ondata di elezioni nazionali del 2017 era stata anticipata, come un presagio, dall’elezione di Donald Trump, a gettare la sua ombra sull’Atlantico, questa volta, è l’ascesa alla presidenza brasiliana di Jair Bolsonaro. È in questo scenario poco roseo che ci si prepara ad affrontare una dura stagione di campagna leggi tutto