Ultimo Aggiornamento:
16 gennaio 2021
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Mente Politica è un periodico on line di libera consultazione e libera citazione e ripresa. Esce ogni mercoledì e sabato

ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 4 del 16.01.2021

Il senso della vita nel Paese dei piagnoni

Massimo Nava *

La prima parola che viene in mente quando si prova a riflettere sulla pandemia che ci affligge ormai da un anno, fra momenti di effimero sollievo e di drammatiche ricadute, è “smarrimento”. Siamo quotidianamente bombardati - da giornali, programmi tv e dirette web -  da cifre e statistiche sull’andamento della pandemia, sul numero di contagi e di decessi, sul rapporto fra la situazione italiana e quella mondiale. Il tutto mescolato a pareri contraddittori di esperti - virologhi e scienziati, alcuni dei quali ormai più famosi di Vasco Rossi e Claudio Baglioni e c’è da scommetterci prossimi a candidature in parlamento - polemiche politiche strumentali, scorrerie mediatiche negli anfratti più bui della vicenda, che amplificano un caso singolo (ad esempio, il decesso o il contagio di una persona appena vaccinata) con il risultato di sollevare dubbi e confusione laddove occorrerebbe una comunicazione chiara, semplice e il più possibile univoca. Leggiamo ogni giorno decine di pagine sulla pandemia (ridotte soltanto il giorno della morte di Maradona e dopo l’assalto a Capitol Hill) che tuttavia non aiutano a trovare la bussola. L’effetto è di un tutto indistinto e quindi dello “smarrimento”. Ciascuno, alla fine, resta della propria opinione, si affida al sentito dire o all’esperienza personale di amici e parenti, leggi tutto

Il vero discrimine è la coscienza morale

Francesco Provinciali *

Chiodo schiaccia chiodo, nel senso più doloroso dell’avvicendamento degli eventi: basta ripercorrere fatti ed avvenimenti dell’ultimo anno per cogliere una forte accelerazione nella disgregazione della realtà in termini ubiquitari. Come se la ruota della storia che ci aveva abituato ad una ciclicità persino annunciata fosse uscita dal perno che la sorreggeva per frantumarsi in una implosione scomposta e imprevedibile.

A livello geopolitico e geoeconomico si stanno configurando scenari imponderabili e dagli esiti indefiniti.

Guardando a ritroso e intorno a me mi è venuto in mente l’aforisma scolpito sull’architrave all’ingresso della baita di Martin Heidegger, nella Foresta Nera: “Il fulmine governa ogni cosa” . Ce ne riferisce Hans-Georg Gadamer nel suo “Eraclito”, ma l’intuizione che mi ha riportato al filosofo tedesco del 900 mi ha fatto pensare a lui come depositario di alcune profezie che riguardano il presente, a cominciare proprio da quell'insolubile unità e dualità di svelamento e nascondimento, di luce e oscurità, in cui il pensiero dell'uomo si trova avvolto. E’ come se la filosofia si riappropriasse di un codice semantico che le è lungamente appartenuto, per provare a spiegare una serie di cortocircuiti che stano scompaginando la nostra vita. Non posso dimenticare lo ‘spaesamento’ di cui da oltre trent’anni ci parla Gianni Vattimo (La società trasparente è del 1989), leggi tutto