Ultimo Aggiornamento:
14 luglio 2018
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Mentepolitica uscirà regolarmente di mercoledì e di sabato.

ULTIMO NUMERO: Anno 5 uscita 55 del 14.07.2018

Politica e mass media: dalle passioni alle emozioni

Nei precedenti interventi su Mentepolitica si è fatto riferimento all'estrema volatilità (per certi versi volubilità) che caratterizza una parte consistente dell'elettorato italiano. Fra le tante interpretazioni possibili del fenomeno (oltre alla mobilitazione permanente, figlia di una campagna elettorale ininterrotta e all'affermazione di "partiti del leader") c'è anche un fattore che insieme è tecnico, politico ed emotivo. Lo sviluppo dei social network e il loro utilizzo come arma di diffusione dei messaggi politici, ma anche di lotta fra partiti e leader (oltre che fra i supporters dei diversi schieramenti, incitati a lanciarsi in duelli virtuali "all'arma bianca" da una comoda tastiera di computer contro altri utenti, creando masse di manovra e acuendo fratture sociali e culturali già esistenti nel mondo reale) ha orientato lo stesso rapporto fra i soggetti politici e gli operatori dell'informazione ad adeguarsi a ritmi e a canoni comunicativi molto diversi rispetto al passato. La stessa crisi della carta stampata, il calo di attenzione dei lettori nei confronti di articoli lunghi, rendono ormai necessari messaggi brevi, diretti. Una buona battuta, uno slogan, un'invettiva sintetica sono molto più efficaci di discorsi ponderati, ricchi di contenuti, di idee, di progetti concreti. Accade un po' ciò che successe molti anni fa quando l'audience leggi tutto

Macron tra Versailles e l’Europa

Nel momento in cui numerosi sondaggi cominciano pericolosamente ad avvicinare il livello di gradimento di Emmanuel Macron a quelli decadenti di Nicolas Sarkozy e di François Hollande a quindici mesi dalla loro elezione, il presidente in carica parla alle camere riunite in congresso a Versailles.

Innanzitutto il calo di popolarità e di gradimento preoccupa per due ragioni principali. Da un lato perché le due “estreme”, cioè il Rassemblement National (di Marine Le Pen) e la France Insoumise (di Mélenchon) non sembrano recedere nelle intenzioni di voto in vista delle europee della prossima primavera. Dall’altro perché se l’elettorato di centro-destra (Les Républicains) che lo aveva votato al ballottaggio presidenziale tutto sommato continua a sostenerlo, quello socialista che lo aveva scelto al primo turno (preferendolo ad Hamon) e in maniera massiccia al ballottaggio (in funzione anti-Le Pen) sembra oggi scontento e tende ad abbracciare lo slogan del “président des riches”.

Un’altra precisazione va poi fatta in relazione alla scelta di parlare a Versailles. Dopo la riforma del 2008 la procedura è prevista dalla Costituzione revisionata (in precedenza il presidente della Repubblica poteva inviare messaggi alle Camere che dovevano essere letti non in sua presenza). Sarkozy e Hollande avevano utilizzato questa leggi tutto

L’etno-nazionalismo sotto osservazione dell’ONU

Il recente report della Relatrice speciale dell’ONU su razzismo, xenofobia e intolleranza ad essi connessi, E. Tendayi Achiume, continua a far discutere. Presentato al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite riunito a Ginevra dal 18 giugno al 6 luglio nella sua 38° sessione, la giurista esperta in migrazioni internazionali dell’Università della California ha ribadito che a milioni di persone è negato il diritto alla cittadinanza in nome di nozioni di purezza nazionale, etnica o razziale. Un affondo contro l’etno-nazionalismo già presentato all’Assemblea Generale a New York lo scorso 21 febbraio e che aveva suscitato polemiche già in quella sede. Nella relazione è descritta la condizione di milioni di apolidi in tutto il mondo, spesso membri di gruppi di minoranza, che è vittima di una discriminazione di lunga data che li considera “stranieri”, anche se residenti in un Paese da generazioni o addirittura da secoli. Al contempo si perpetuano leggi patriarcali che determinano una discriminazione di genere rendendo impossibile per le donne trasferire la propria cittadinanza ai figli o al coniuge di origine straniera: un’altra strategia per preservare la “purezza” nazionale, etnica e razziale, e che in alcuni casi determina la perdita di nazionalità per le stesse donne che scelgono di sposare leggi tutto