Ultimo Aggiornamento:
16 ottobre 2019
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ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 77 del 16.10.2019

Governare è decidere e scegliere

Che la scrittura della legge di bilancio sia un passaggio complicato lo sanno tutti: è sempre stato così da metà Ottocento ad oggi e non solo in Italia, ma ovunque si sia avuto un sistema di libera concorrenza fra partiti. Quando poi ci sono governi di coalizione, i problemi sono anche più complicati. Quel che stupisce dunque di questa fase della nostra politica non sono le difficoltà di trovare una sintesi fra le richieste dei quattro partiti al governo, ma piuttosto che non si siano prese da subito misure per contenere le tensioni.

In fondo la coalizione gialloverde era stata più furba, premurandosi di mettere a base del suo accordo un simulacro di “contratto” in cui ciascun contraente si garantiva che l’altro lo avrebbe supportato nel raggiungere certi obiettivi (poi non ha funzionato tanto, ma questa è un’altra storia). È vero che per arrivare a quella conclusione allora c’era stato più tempo, mentre la crisi di agosto ha costretto i partiti a chiudere in fretta senza predisporre alcun programma comune degno di questo nome. Tuttavia adesso i nodi del mancato accordo di quadro stanno venendo al pettine.

Ogni componente ha due problemi da risolvere: farsi vedere il più possibile (perché ci sono un leggi tutto

L’insostenibile leggerezza di essere Forza Italia

Stefano Zan *

È sorprendente come nel commentare i risultati delle ultime elezioni l’attenzione degli osservatori si sia concentrata sulle cocenti sconfitte di Di Maio e di Renzi e dei rispettivi partiti dimenticandosi quasi completamente di Forza Italia. Andrebbe invece ricordato che Berlusconi (e il suo partito) è il leader che in assoluto ha perso il maggior numero di voti in tempi rapidi nella recente storia d’Italia. Molti lo considerano ancora un grande leader politico, qualcuno dice addirittura uno statista, ma i dati (elezioni e sondaggi) dicono tutt’altra cosa. Ormai il suo partito, in costante calo, è stimato intorno al 5%. È un partito fatto praticamente solo di parlamentari e poco altro incapaci di reagire all’evidente declino. Qualche malumore certamente esiste: Toti se ne è andato portando con sé quasi nessuno; la Carfagna è isolata; qualcuno si ritrova a cena ma niente di nuovo o rilevante succede.

Berlusconi non è mai riuscito a trovare un successore credibile perché non cerca un delfino ma un clone di sé stesso e ovviamente non lo trova. Ogni tanto si vocifera di un congresso ma i dirigenti di Forza Italia non sanno nemmeno da che parte cominciare per organizzare un vero congresso che non hanno mai fatto in vita loro. La leadership di Berlusconi, ancorché leggi tutto