Ultimo Aggiornamento:
17 febbraio 2018
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ULTIMO NUMERO: Anno 5 uscita 13 del 17.02.2018

Il "non voto" e il Sud alla prova del 4 marzo

C'è una forza - probabilmente la più grande, in Italia - che può cambiare l'esito del voto del 4 marzo: l'esercito estremamente eterogeneo formato da chi, il giorno delle elezioni, non va a votare oppure annulla la scheda o la riconsegna bianca. Sono ben 12,9 milioni di italiani a fare questa scelta (che talvolta, va detto, è compiuta per necessità o per impedimento). Nel 2013 i non votanti, alla Camera, sono stati 11 milioni e 635 mila, ai quali possiamo aggiungere il milione e 265 mila che è andato ai seggi ma non ha scelto alcun partito (395 mila schede bianche, 870mila nulle). Quest'ultimo gruppo aveva dimensioni, per intenderci, di poco superiori a Sel e di poco inferiori alla Lega nord. Un milione e quasi 300mila italiani che va a votare, aumentando la percentuale della partecipazione, ma poi opta per una scelta "apartitica" (alcuni di essi - va precisato - la compiono per errore, perché fra le schede nulle ci sono anche quelle nelle quali l'elettore ha messo qualche segno di troppo). Fatto è che questo 27,5% nazionale di "non voto" (27,8% nei capoluoghi) sembra destinato a crescere. Dal maggiore o minore incremento dell'astensione può dipendere il futuro di alcuni partiti che hanno un elettorato deluso e incerto e di altri che hanno un elettorato deluso leggi tutto

Una Chiesa rivivificata. Il pensiero di Blase Cupich, arcivescovo di Chicago

Il settimanale cattolico inglese The Tablet ha pubblicato nei giorni scorsi una lunga intervista con il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, molto interessante soprattutto nella sua analisi della portata rivoluzionaria del pontificato in atto. In verità, sono state diverse le interviste a Cupich fatte da giornalisti inglesi, in occasione di una lezione da lui tenuta presso l’Istituto Von Hügel del St. Edmund College di Cambridge e intitolata La rivoluzione della misericordia di papa Francesco: Amoris Laetitia come nuovo paradigma della cattolicità.

 

Blase Cupich

Cupich, nominato cardinale il 9 ottobre 2016, è considerato uno dei più eminenti rappresentanti della Chiesa liberal degli Stati Uniti e la scelta di Francesco di affidargli l’arcidiocesi di Chicago nel settembre 2014 fu accolta con sfavore e preoccupazione dagli ambienti conservatori americani e da quei siti internet pronti ad accusare il papa di eresia, li stessi che Bergoglio stesso ha recentemente affermato di non leggere per salvaguardare la propria salute mentale. Cupich ha fatto discutere in passato per alcune sue nette prese di posizione: da vescovo di Spokane, (Washington), per esempio, proibì al proprio clero di prendere leggi tutto

La politica del pigliatutto: una tattica per il consenso sul nulla (e per la distruzione del senso civico)

Raffaella Gherardi *

Oltre a contraddistinguersi come la campagna elettorale delle innumerevoli e spesso ridicole promesse abolizionistiche, la presente propaganda in vista delle imminenti elezioni si va in misura esponenziale profilando nel segno di slogan del tutto contraddittori all'interno dei partiti, (da parte di singoli esponenti), e, soprattutto, delle coalizioni. Ormai da qualche tempo  non sono soltanto i grandi obiettivi a far sì che leader alleati innalzino  bandiere avverse quali, per esempio, quelle della fedeltà all'Europa o invece del nazionalismo. Anche più modesti e contingenti problemi nostrani vengono infatti, a cascata e quasi ogni giorno, su terreni opposti,  ritenuti in grado di scaldare i cuori (si fa per dire …)  degli elettori; così se per esempio qualche illustre esponente della politica nazionale dà fiato alle trombe della promessa di sanatoria di ogni abusivismo edilizio, si può star certi che qualche suo fido alleato, di altrettanto grande prestigio, brandirà a tambur battente lo scettro della lotta contro ogni scempio perpetrato sul paesaggio e in spregio alle regole. Di volta in volta gli avversari di turno punteranno il dito contro siffatti esempi di "coerenza di obiettivi" fra alleati per additarli agli elettori e rilanciare  loro il grido: "Ma come faranno a governare insieme se già ora leggi tutto

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