Ultimo Aggiornamento:
18 settembre 2021
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Mente Politica è un periodico on line di libera consultazione e libera citazione e ripresa. Esce ogni mercoledì e sabato

ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 65 del 18.09.2021

Perché conserviamo le email

Francesco Provinciali *

L’evoluzione tecnologica incessante, utile e per certi aspetti pervasiva, ci aiuta e ci sovviene nel facilitare la comunicazione, l’informazione, la conoscenza di notizie che circolano nell’universo globalizzato del web, imponendoci peraltro una continua selezione per distinguere ciò che può essere vero, attendibile, da verificare o si nasconde sotto le mentite spoglie delle fake news. Anche per i testi che noi stessi componiamo, dal laconico “grazie”, dal saluto, ad una interlocuzione più dettagliata e complessa pc, tablet e smartphone costituiscono ormai un supporto indispensabile, l’hardware e il software dei nostri mezzi sono basi organizzative imprescindibili: nel lavoro, nel tempo libero, persino nelle relazioni più affettive e personali. Una volta per una dichiarazione d’amore si scriveva una lettera, adesso si manda una mail o un ancora più veloce whatsapp. Il nostro account diventa anche – e questo è un aspetto interessante e non ancora adeguatamente studiato – la chiave d’accesso all’archivio che via via abbiamo costruito, siano essi i documenti o le stesse email: mentre per i primi appare logico dotarsi di un catalogo implementabile a cui attingere, le seconde dovrebbero in teoria avere un range temporale di utilizzo più ristretto alle necessità spazio-temporali contingenti.

Eppure ci priviamo malvolentieri o per abitudine della “posta elettronica” leggi tutto

Armonia di sesta napoletana

Francesco Domenico Capizzi *

Recensione del film “Qui rido io”, 2021

Regia: Mario Martone

Protagonista principale: Toni Servillo

 

L’armonia di “sesta napoletana”, IV grado della scala minore con intervallo di terza e sesta, conclude la bella Mazurca in si minore op.33 n.4 di Chopin composta nel 1838: una delle sue tante innovazioni che traggono ispirazione dalla Napoli capitale della musica, da Alessandro e Domenico Scarlatti a Durante, Cimarosa, Greco, Paisiello con le sue opere buffe, e del teatro dei Cammarano e infine di Salvatore e Antonio Petito. Questo clima avvertito di una decadenza culturale da parte di giovani intellettuali, quali Di Giacomo, Bovio e Croce, pervade l’intero film che vede protagonista assoluto Edoardo Scarpetta, resa marginale la dinastia dei Petito, con la sua ineffabile travolgente forza creativa ed espressiva che dilaga in tutta la città e la pervade, ormai orfana di teatranti, mescolando insieme accenni farseschi, drammi, parodie, pantomime…mentre in un convulso travaglio, a parte, ribollono insieme cinema, teatro, canzoni... 

Scarpetta: incoronato o Re da un’intera città che vuol sentirsi immortale, prima ancora che europea, aristocratica prima ancora che dedita al divertimento facile e all’oblio offerto a manate dall’istrionismo del suo beniamino, nonostante sia assunto a evidenti ricchezze e potenze tali da sottomettere ai suoi

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