Ultimo Aggiornamento:
16 novembre 2019
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ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 86 del 16.11.2019

Verso un nuovo sistema partitico?

La difficoltà che si incontra nel circoscrivere il periodo che comunemente è definito "Seconda Repubblica" non sta nell'individuazione dell'inizio del nuovo assetto (1993-'96) ma nello stabilirne la fine (se è avvenuta nel 2011-'13 o nel 2018; se sta avvenendo; se deve avvenire). Una delle caratteristiche della Seconda Repubblica è stata rappresentata dal bipolarismo (con due schieramenti ampi ed eterogenei e pochi partiti rilevanti fuori dai blocchi, tranne la Lega nel 1996 e l'Udc nel 2008) strutturatosi con le elezioni regionali del 1995 e rimasto sostanzialmente stabile nel corso di quindici anni. Persino l'uscita del Carroccio dal centrodestra berlusconiano e l'espulsione dell'Udc dalla Cdl non hanno mutato la struttura ad esito binario della competizione: nel '96 se ne è avvantaggiato il centrosinistra, mentre nel 2008 l'esito è stato comunque favorevole al centrodestra. Le elezioni politiche del 2013 hanno visto la presenza di tre soggetti o poli sostanzialmente sullo stesso piano, fra il 25 e il 30% (centrosinistra, centrodestra, M5s) più un quarto raggruppamento minore di centro (Monti-Scelta Civica, Udc, Fli). La rapida dissoluzione di quest'ultimo (2014, in coincidenza con l'affermazione del Pd alle europee) ha portato, nel 2018, alla conferma dell'assetto tripolare, con il M5S (32,7%) e il centrodestra (37%) oltre il 30%, mentre il centrosinistra guidato dal Pd è rimasto intorno al 23%. Il voto del 2019 (europee) e i più recenti sondaggi ci leggi tutto

Gli orchi, i bambini e le fiabe alla rovescia

Francesco Provinciali *

Le fiabe della nostra infanzia erano popolate di personaggi fantasmagorici, ci rannicchiavamo nel divano, nel lettino, in braccio ai nonni mentre ci venivano raccontate, ascoltavamo a bocca aperta e ci immedesimavamo nelle situazioni, imprevedibili e ricche di sorprese ma sempre rassicuranti.

Principesse, cavalieri, maghi, streghe, gnomi, folletti, orchi: un mondo fantastico e ricco di allegorie dove il racconto suscitava visioni ed emozioni a non finire.

Era una narrazione immaginifica che ci portava lontani da casa e ci restituiva ogni volta, dopo mille paure, un finale a lieto fine, quasi mai uguale a se stesso anche se il bene trionfava sempre sul male e i cattivi erano puniti, con nostra grande consolazione.

“… E vissero tutti felici e contenti”: questo ci permetteva di addormentarci in santa pace e – come dice Massimo Gramellini – di “fare bei sogni”. Il poeta napoletano del ‘600 Giambattista Basile,  l’inventore di Cenerentola prima che uscisse dalle favole di Charles Perrault, curò una raccolta di fiabe ‘pe li piccirilli’ che fu definita da Benedetto Croce il più bel libro italiano barocco: “Lo cunto de li cunti”. In esso così descriveva la figura fisica dell’orco: “aveva i capelli come setole di porco, neri neri, che gli ricadevano fino ai malleoli; leggi tutto

C’è da imparare anche dall’analisi delle elezioni europee

Marco Almagisti *

Nella letteratura sugli studi elettorali mancava una monografia espressamente dedicata all’analisi sistematica delle elezioni europee nel nostro Paese. Ora questa lacuna è colmata dal libro Le elezioni europee in Italia. Un percorso fra storia e dati. 1979 – 2019 (il Mulino, Bologna), scritto da Luca Tentoni, uno studioso molto attento all’evoluzione storica dei dati elettorali e che l’anno scorso aveva pubblicato, sempre per la casa editrice bolognese, Capitali regionali, un denso volume dedicato al voto nei capoluoghi di regione italiani in età repubblicana.

Con la sua tipica scrittura, semplice e mai banale, limpida e farcita di dati, Tentoni ci guida in una ricognizione delle nove tornate elettorali europee svoltesi, in Italia, fra il 10 giugno 1979 e il 26 maggio 2019, indicando tre percorsi paralleli: il primo è incentrato sul tempo, ossia sul raffronto fra i suffragi ai partiti da un’elezione europea all’altra; il secondo, invece, è legato allo spazio, segue cioè la differente distribuzione territoriale dei consensi alle forze politiche; mentre il terzo confronta tipi differenti di elezioni: ossia il voto per le elezioni europee con quello per le politiche, segnatamente per la Camera dei Deputati. In particolare, questo terzo percorso risulta significativo, leggi tutto