Ultimo Aggiornamento:
04 dicembre 2021
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ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 87 del 04.12.2021

Le incognite dell’elezione presidenziale

La battaglia per il Quirinale è una delle poche competizioni politiche ricche di rigide regole non scritte, ma che riserva esiti quasi sempre imprevedibili. Ripartiamo dall’articolo pubblicato su questa rivista il 22 novembre 2014 per delineare i fattori, le consuetudini e i piccoli particolari determinanti per la scelta del Capo dello Stato. Anche in questa occasione è azzardato avventurarsi in pronostici che dipendono da molti fattori ma, soprattutto, dagli umori dei mille e più "grandi elettori". Con la riforma costituzionale sul “taglio” dei parlamentari, questa volta sarà l'ultima con un collegio elettorale così folto (630 deputati, 315 senatori più quelli a vita e di diritto, 58 delegati regionali): la prossima volta saranno in tutto poco più di 660, al posto degli attuali mille. Possiamo tracciare alcune caratteristiche che serviranno ai partiti (e agli eventuali "franchi tiratori") per orientare le proprie scelte. Durante la Prima Repubblica c'era la regola dell'alternanza fra i democristiani e gli altri. Era concepita come un equilibrio di medio-lungo periodo, perché abbiamo avuto elezioni consecutive di non Dc (1946 e 1948: De Nicola, Einaudi), di democristiani (1955 e 1962: Gronchi, Segni), ancora di Dc (1985, 1992: Cossiga, Scalfaro) e di non Dc (1999 e 2006-2013: Ciampi, Napolitano) per concludere con un altro Dc (2015: Mattarella). La vera e propria alternanza “perfetta” ha avuto luogo leggi tutto

Il caleidoscopio dell'accoglienza

Francesco Provinciali *

Ho imparato che la realtà va letta attraverso l’analisi oggettiva dei dati, piuttosto che sull’onda di valutazioni emotive. Così è stato per un approfondimento del tema “Italia, paese delle culle vuote”, considerato dall’ISTAT sulla base di una Ricerca della Sapienza, ripassato alla luce delle osservazioni dei Rapporti CENSIS (è appena stato pubblicato il 55°), così intervistando il Presidente dell’ISTAT Prof. Giancarlo Blangiardo, docente di demografia alla Bicocca, ho avuto una rappresentazione sintetica di un quadro prospettico che ci attende negli anni a venire, in tema di migrazioni e accoglienze.

Le valutazioni più recenti indicano in circa 7,6 miliardi il numero di esseri umani che oggi popolano il Pianeta e se ne contano poco più di 60 milioni in Italia. Guardando al passato vediamo come ci siano voluti numerosi millenni per arrivare al primo miliardo di cittadini del mondo, mentre è stato sufficiente un solo secolo per sfondare il muro dei 5 miliardi e già pochi decenni dopo si viaggia velocemente verso il confine dei dieci. Ma ciò che è rilevante non è solo la crescita della popolazione mondiale bensì, e soprattutto, la divaricazione tra i paesi economicamente più sviluppati – il loro attuale miliardo di abitanti resterà tale anche in futuro- e quelli etichettati come “in via di sviluppo”, cui leggi tutto

Quando un politico mostra emozione: note a margine di COP 26 e oltre

Raffaella Gherardi *

A metà novembre scorso hanno fatto il giro del mondo le immagini delle lacrime a stento trattenute da Alok Sharma, Presidente di COP 26, importante uomo politico e già Segretario di Stato inglese, al momento di dare l’annuncio dell’accordo conclusivo raggiunto da parte dei paesi partecipanti alla suddetta Conferenza internazionale sul clima delle Nazioni Unite tenutasi a Glasgow. La emozione/delusione manifestata dal Presidente aveva per oggetto il profondo rincrescimento da parte sua per aver dovuto accettare una variazione introdotta all’ultimo minuto dall’India, spalleggiata dalla Cina e altri, nel testo finale dell’accordo relativamente al paragrafo sulla decarbonizzazione. Si tratta in effetti, come da più parti sarà rilevato, di una variazione solo apparentemente piccola e che in realtà rischia largamente di svuotare di significato l’intero paragrafo e gli impegni relativi da parte dei paesi sottoscrittori dell’accordo: a proposito dell’uso del carbone il termine “phase out” (eliminazione) viene infatti sostituito nel testo finale da “phase down” (riduzione). Benché a lungo applaudito dai delegati presenti nel momento in cui egli col groppo in gola e con la voce spezzata aveva sottolineato il suo dispiacere per il blitz attuato dai paesi leggi tutto