Ultimo Aggiornamento:
25 aprile 2018
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ULTIMO NUMERO: Anno 5 uscita 32 del 25.04.2018

Chi semina vento …

Michele Iscra *

Chi semina vento raccoglie tempesta, recita un tradizionale detto popolare. Le prove sulla saggezza di questa asserzione non mancano e diremmo che anche nelle circostanze attuali se ne hanno conferme.

Partiamo da una osservazione forse estemporanea, ma probabilmente no. Si dice che Silvio Berlusconi abbia manifestato irritazione perché varie trasmissioni delle sue TV sono campioni nella diffusione della mentalità populista. Verrebbe da commentare: meglio tardi che mai. Si scopre però che questi talk show saranno forse ridimensionati, ma con cautela, perché sarebbe controproducente offrirsi agli attacchi inevitabili di chi vi vedrebbe una censura contro gli umori del popolo. Berlusconi del resto dovrebbe ricordarsi che quanto a cavalcare gli animal spirits della gente non è stato secondo a nessuno. Certo gli è successo – ma era inevitabile - come  all’apprendista stregone che non è stato capace di tenere sotto controllo gli spiriti che ha evocato.

Il fatto è che il leader e fondatore di Forza Italia non è stato solo in questa corsa. La sinistra, che fa la schizzinosa quando sono meccanismi usati dagli altri, ha una storia lunga in questo settore. La sua presunzione di rappresentare il “partito dei puri” contro i corrotti, fossero i democristiani, i socialisti, o i nuovi partiti sorti dalle ceneri della seconda repubblica, leggi tutto

I miracoli di Buffalo Bill

Stefano Zan *

Buffalo Bill, rigorosamente con una effe sola, è colui che racconta bufale una dietro l’altra.

Giggino Di Maio, il Buffalo Bill dei nostri tempi, sta riuscendo in un’operazione straordinariamente innovativa. Tutti, almeno i non più giovani, ricorderanno la feroce battuta con la quale Andreotti rispondeva alla consueta litania degli oppositori che sostenevano che, col tempo, il potere logora: “Il potere logora chi non ce l’ha!”

Oggi stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno: il potere sta logorando Buffalo Bill che il potere ancora non ce l’ha. Vediamo con ordine.

Pur di andare al governo in qualità di Presidente del Consiglio, raccontando la bufala di aver vinto le elezioni, il nostro si è fatto prendere totalmente dalla sindrome del conte Ugolino che si mangiò i figlioletti giustificandosi con la celebre frase: “Più dell’onor potè il digiuno”.

Di Maio in queste settimane si è mangiato diversi figlioletti:

Intanto si è mangiato il programma votato dagli iscritti e sul quale si sono espressi 11 milioni di elettori. Il nuovo programma, molto più accondiscendente e moderato non è più contro l’euro, l’Europa, la Nato; non prevede più il taglio delle pensioni sopra i 3.000 euro netti al mese; è fatto di 24 punti anziché di 20. Affermare che si tratti di semplici modifiche dell’editing mi leggi tutto

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