Ultimo Aggiornamento:
15 luglio 2020
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Oggi, mercoledì 15 luglio 2020 apprendiamo la terribile notizia della scomparsa di Gianpaolo Rossini. Membro sin dall’inizio del piccolo gruppo che ha dato vita a “Mente Politica”, Gianpaolo aveva sempre contribuito con la generosità e l’acume delle sue analisi economiche al lavoro di informazione e analisi che svolgiamo. La sua perdita è un grave colpo per la nostra piccola comunità, ma anche per gli studiosi di economia, scienza a cui si era dedicato con passione e intelligenza contribuendo anche alla formazione di tanti giovani attraverso il suo insegnamento nell’università di Bologna. Dire che ci mancherà non è affatto una frase retorica.

ULTIMO NUMERO: Anno 7 uscita 56 del 15.07.2020

Le eccezioni e la regola: considerazioni sullo stato di emergenza

Ormai negli ultimi anni dell’attuale fase politica abbiamo esaurito tutti gli aggettivi che descrivono i dibattiti in corso: lunari, stellari, senza capo ne coda, improvvisati e via elencando. Vale ovviamente anche per la questione della proroga dello stato di emergenza improvvidamente buttata lì dal premier Conte e poi subito ridimensionata, pasticciata e quant’altro (ma nessuno gli ha insegnato l’opportunità di pensare prima di aprire bocca?).

Tuttavia più che insistere sulla scarsa sensibilità dell’attuale presidente del Consiglio nel valutare la portata della situazione in cui si trova ad operare, vale la pena di sottolineare come si stia perdendo l’occasione storica per regolamentare una condizione che non si pensava potesse presentarsi, ma che adesso sappiamo essere nel novero delle cose possibili. Perché il problema non è solo discutere di quanto possa essere opportuno disporre di poteri d’intervento veloci per far fronte ad emergenze molto complesse, e neppure perdersi a ragionare se Conte possa avere la tentazione di fare l’Orban de noantri, quanto piuttosto quello di prendere coscienza che in questo momento il nostro paese non ha un quadro legislativo, di profilo costituzionale, con cui gestire emergenze di grande portata.

Partiamo da una premessa: strumenti per operare in stato di emergenza ce ne sono leggi tutto

La condanna del 1 agosto 2013: l’inizio della fine

Maurizio Griffo *

La recente sentenza del tribunale civile di Milano che ha rimesso in discussione la sentenza della corte di Cassazione con cui, nell’agosto del 2013, Berlusconi venne condannato per frode fiscale, è stata variamente commentata dagli organi di informazione. Commenti che, in un senso o nell’altro, si sono soffermati sulla vicenda personale dell’imprenditore milanese, soprattutto sul fatto se egli sia stato o meno oggetto di una persecuzione giudiziaria. Personalmente propendiamo per il sì ma, più che aggiungere una ulteriore puntata alla infinita telenovela delle disavventure giudiziarie dell’ex presidente del consiglio, in questa sede è opportuno affrontare il problema sotto un’altra angolazione, finora trascurata. Risulta più utile, infatti, provare a svolgere  una riflessione sugli effetti di quella sentenza di condanna rispetto al quadro politico di sette anni addietro, analizzandone le conseguenze esiziali.

Al momento della condanna di Berlusconi, era stato da poco varato un governo di larghe intese presieduto dal vice-segretario del Pd, Enrico Letta. A sua volta quel governo era la via di uscita a una grave crisi politico-istituzionale. Come si ricorderà, le elezioni del febbraio 2013 avevano visto il grande successo di una formazione politica antisistema, il Movimento 5stelle, che raccoglieva ben il 25% dei voti. Un risultato che destrutturava i precari equilibri del nostro leggi tutto

Una riflessione sul tema del Covid 19 in un recente studio tedesco

Detlev Schild *

Karina Reiss - Sucharit Bhakdi, Corona Fehlalarm? Zahlen, Daten, Hintergründe, Goldegg Verlag, Wien-Berlin, 2020 (Corona Falso allarme? Cifre, dati e contesti, Goldegg editore, Vienna-Berlino 2020)

 

I proff. K. Reiss e S.Bhakdi rispondono alla domanda se la parziale sospensione dei diritti umani fondamentali durante l’epidemia di Covid 19, senza precedenti dal 1949, sia necessaria. Gli autori trattano specificamente la situazione in Germania, offrendo numerosi paragoni con altri paesi.

«Il virus è ancora tra noi!», «non vogliamo le condizioni italiane»; «guardate gli Stati Uniti, l’India, il Brasile!», «in Europa ci aspetta la seconda ondata». Davanti alla raffica di informazioni e commenti di questo genere le persone reagiscono in maniera diversa: alcuni non ne possono più di sentire litanie di questo genere, altri si chiudono a riccio tremanti di paura. Chi ha ragione?

Allo stesso tempo si è diffusa la notizia che nelle unità di terapia intensiva di tutti gli ospedali tedeschi non si trovano quasi più pazienti con infezioni da Covid-19. In un paese di 80 milioni di abitanti come la Germania i pazienti ricoverati, al 6 luglio 2020, in un reparto di terapia intensiva, erano 146. Una crescita esponenziale di contagi avrebbe sopraffatto la capacità del sistema sanitario tedesco? leggi tutto