Ultimo Aggiornamento:
23 ottobre 2021
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ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 75 del 23.10.2021

Il ruolo degli intellettuali contro la pandemia dell'ignoranza

Francesco Provinciali *

                                     Breve recensione del libro “Intellettuali” di Sabino Cassese

Il libro di Sabino Cassese, eminente giurista, già Ministro e Giudice Emerito della Corte Costituzionale, non poteva forse trovare collocazione migliore di quella che la casa editrice Il Mulino gli ha riservato nella collana “parole controtempo”. E nell’incipit della sua opera l’autore riassume una formula che spiega perché egli abbia dedicato la sua riflessione al tema degli “intellettuali”, una tipologia metastorica di pensatori, che origina dagli esordi delle prime civiltà e conserva vivi ed attuali il suo ruolo e la sua missione: “se uno vale uno, l’uno vale l’altro, non c’è differenza tra il sapiente e l’ignorante”. Ed è proprio nei “tempi bui” che si avverte l’assenza e insieme la necessità degli intellettuali, oltre a quella dei mezzi di cui possano avvalersi per farsi ascoltare”. Non è necessario un tomo ponderoso al Prof. Cassese per esplicitare la sua argomentazione sul tema, gli sono sufficienti un centinaio di pagine ed una appendice ricca di citazioni bibliografiche che esprimono una cultura metabolizzata che apre ad una visione ampia della realtà.

Perché un vero intellettuale è innanzitutto una persona colta e desiderosa di conoscere e di sapere, requisiti necessari e prodromici per chi vuole spiegare, “disvelando” e illuminando. leggi tutto

Il carcere come misura della civiltà di una nazione: prevenire, non reprimere, riabilitare

Francesco Domenico Capizzi *

Recensione del film ARIAFERMA, Italia 2021 

Regia: L. Di Costanzo, attori principali: S. Orlando, T. Servillo

Un imponente carcere della Sardegna, piuttosto fatiscente, divenuto ingestibile, deve essere chiuso e, pertanto, la sua popolazione trasferita altrove. La complessa macchina organizzativa subisce un imprevisto arresto ed una dozzina di carcerati deve rimanere in quel carcere ancora per pochi giorni, custoditi da cinque agenti. Le celle utilizzate, affacciate in un androne circolare con lucernaio, mostrano il loro squallore. Tutte le attività di ogni ordine annullate, l’ora d’aria da usufruirne all’interno dell’androne o in un angusto cortile cosparso di calcinacci, la cucina chiusa, il vettovagliamento di provenienza esterna. Alla prima distribuzione del cibo, affidata ad un ragazzo recidivo appena rientrato nel penitenziario, i carcerati inscenano una vibrata protesta per la cattiva qualità del cibo fino a rifiutarlo e, di fatto, a proclamare lo sciopero della fame. Gaetano, capo degli agenti, mostra e chiede pazienza, anche rivelando che i poliziotti mangiano il medesimo cibo. A questo punto un carcerato, riconosciuto come leader, avanza la proposta di riattivare la cucina del carcere e si propone a gestirla. Gaetano accetta la proposta, fra lo sconcerto dei subordinati, e comanda al ragazzo di affiancare il neo cuoco, leggi tutto