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Pettegolezzi, storiacce, impasse della politica
Va bene, è estate, sicché tutto fa brodo per occupare l’attenzione dei lettori distratti dalle vacanze, però alcune vicende sono al limite dell’eccesso. Ci riferiamo innanzitutto alla vicenda dell’attentato a Sigfrido Ranucci, che si è scoperto orchestrato, in maniera apparentemente dilettantesca, dal suo amico Valter Lavitola, faccendiere già noto alle cronache politico giudiziarie.
Senza entrare nella valutazione poliziesca di quanto è accaduto, visto che non si dispone neppure di un quadro indiziario un minimo interpretabile, ci limitiamo a segnalare come siamo di fronte alla solita storiaccia politica: un giornalista d’inchiesta, ovvero costruttore di storie di denuncia su casi che possono fare scandalo, prima glorificato come l’inquisitore/denunciatore delle nostre corruzioni tanto da farne un quasi idolo del radicalismo di sinistra, poi da quegli stessi sponsor citato come obiettivo emblematico di un potere che voleva “intimidirlo”, infine ridimensionato come professionista con almeno una frequentazione amicale a rischio, frequentazione che gli si sta ritorcendo contro. Tutto questo occasione non per suggerire ai politici un po’ più di cautela nel magnificare, così come nel demonizzare un giornalismo spettacolo, ma per rilanciare l’attenzione sulla corta visione e la mancanza di (auto)critica da parte di personaggi che pensano ancora di guadagnare credito gettando in caciara ogni fatto di cronaca: leggi tutto



