Ultimo Aggiornamento:
14 dicembre 2019
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ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 94 del 14.12.2019

Una nuova firma sulle banconote

Dopo un presidente olandese, Duisenberg, uno francese, Trichet e l’italiano Draghi, è la francese Lagarde ad insediarsi alla testa della BCE e a porre la sua firma sulle banconote che ci troveremo tra le mani dal prossimo anno. La provenienza transalpina della Lagarde evita una moneta europea troppo made in Germany, ma rivela un peso eccessivo della Francia nel governo dell’Europa. In più il francese Trichet non diede buona prova di sé. Commise errori di politica monetaria che in buona parte causarono la crisi dei debiti sovrani in Europa nel 2010 e nel 2011 della quale stiamo ancora pagando le conseguenze. La BCE sottovalutò l’onda lunga della crisi finanziaria americana e adottò misure restrittive quando se ne richiedevano di espansive. Il risultato furono alti tassi d’interesse e un cambio insostenibile che toccò 1.6 dollari per euro facendo saltare come birilli in serie Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Dobbiamo però vedere il lato positivo della nuova presidenza francese perché sembra preannunciarsi in continuità con quella di Mario Draghi che ha cambiato radicalmente ruolo e peso della nostra banca centrale. Che nessuno si azzarda a definire federale ma che in effetti lo è essendosi ritagliata sin dall’inizio una fetta di sovranità che i paesi aderenti all’euro hanno leggi tutto

Il furore di vivere degli italiani in una società ansiosa

Francesco Provinciali *

Lungamente atteso – specie da coloro che il Presidente De Rita definisce “amici della cultura CENSIS” ma anche dalla politica e dalle istituzioni – è stato pubblicato il 53° Rapporto sulla società italiana, ispirato a quel cimento del continuismo analitico, descrittivo e propositivo a cui l’Istituto si è sempre attenuto dal dopoguerra ad oggi, pur in una esponenzialmente accentuata deriva di frammentazioni e discontinuità.

Il Rapporto affronta subito il tema dominante: descrivere il presente per cogliere le evidenze sociali, economiche, politiche, emotive, individuali e collettive immaginando i contorni di un futuro possibile ma ancora vuoto di contenuti rassicuranti, e definisce entrambi “incerti”: “così è per gli italiani il presente e così è il futuro percepito. Pensando al domani, il 69% dei cittadini dichiara di provare incertezza, il 17,2% pessimismo e il 13,8% ottimismo, con i pesi relativi di questi ultimi due stati d’animo quasi equivalenti, che finiscono per neutralizzarsi”.

“Oggi il 69% degli italiani è convinto che la mobilità sociale è bloccata; il 63,3% degli operai crede che in futuro resterà fermo nell’attuale condizione socio-economica, perché è difficile salire nella scala sociale; il 63,9% degli imprenditori e dei liberi professionisti teme invece la scivolata in basso. Inoltre, il 38,2% degli italiani è convinto che nel futuro i figli o i nipoti staranno peggio di loro, leggi tutto

Indigenza, malattia, attesa di vita

Francesco Domenico Capizzi *

A parte gli annunci demagogici, povertà e malattia restano tuttora un binomio inscindibile alla cui base vengono erroneamente posti tre elementi: la fatalità, la sventura e la devianza. Vale citare a proposito M. Vovelle in La mentalità rivoluzionaria (Laterza,1981), ed Ernesto Rossi in Abolire la miseria (Laterza, 1945), i quali sostengono che per difendere la salute bisogna combattere la povertà: “la miseria è una malattia infettiva... chi ne è colpito demoralizza tutti coloro con cui si trovano ad essere in contatto”, “l’uguaglianza formale davanti alla legge resta distinta dall’uguaglianza delle prospettive di vita”,

          In sostanza, il tocco regale (M. Bloch, I Re taumaturghi, Einaudi,1989) deve essere sostituito da riforme della società di cui devono farsi carico Politica, Istituzioni, Corpi intermedi e la stessa Medicina espressa dal Corpus medicus e dai Sistemi sanitari che il Comitato per l’abolizione di mendicità e malattie nel 1793 voleva abolire perché di stampo paternalistico ed autoritario nella convinzione che le malattie derivino direttamente dalla indigenza e pertanto destinate a sparire con l’avvento imminente di libertà, ugua­glianza e fraternitàDue anni dopo il Direttorio abrogherà la improvvida norma liquidatoria per permettere a tanti un ricovero e di trovare un giaciglio ed un po’ di cibo. La Medicina sopravviverà nelle leggi tutto