Ultimo Aggiornamento:
27 ottobre 2021
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ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 76 del 27.10.2021

Si fa presto a parlare di riformismo

Sembra che stia tornando di moda il riformismo, eterno fantasma che vaga nei territori della lotta politica. Forse si è capito che ridurre il bipolarismo fra destra e sinistra al desueto scontro fra generici fascisti ed altrettanto generici antifascisti era diventato una stucchevole commedia. Non che i rigurgiti di fascismo siano scomparsi: chi vuole mostrarsi un superuomo si attacca dove può ed ha bisogno di ideologie d’odio verso quello che percepisce come un mondo ostile. È però una patologia che fa parte delle debolezze umane e una quota marginale continuerà ad esserci: se non ci si riparerà sotto quell’ombrello pseudo-ideologico, se ne troveranno altri.

Non stiamo parlando però del grande contrasto che divide in due il campo del confronto politico. Oggi esso è tornato ad essere incentrato sul confronto tra massimalismo e riformismo. Che poi sia anche un retaggio di quel che successe cent’anni fa con l’affermarsi del fascismo fa parte della reazione ad una nuova incertezza sul nostro futuro: allora fu quella di ciò che sarebbe accaduto dopo una “Grande Guerra” che aveva sconvolto il mondo, oggi l’innesco è una pandemia da cui non sappiamo bene come e quando usciremo e che ha messo a nudo le molte debolezze del nostro contesto storico. leggi tutto

Vita da criceti: riflessioni per ripensare l’economia e la funzione educativa

Raffaella Gherardi *

Professore ordinario di Strategia d’impresa e docente di management presso l’Università di Bologna, Carlo Boschetti è autore di un volume che fin dal titolo delinea un progetto assai ampio, ai fini di una discussione che va ben oltre l’ambito delle discipline economiche, anche se intese in senso lato e assunte come punto di partenza del dibattito che egli intende affrontare: Il senso della vita e i criceti. Il futuro che prepariamo alle nuove generazioni (Aracne, 2021). E in effetti l’autore, fin dalla prima nota alle brevi considerazioni introduttive finalizzate a spiegare “perché leggere questo libro”, ha cura di sottolineare che chiunque percepisca se stesso come un criceto dovrà astenersi dalla lettura.  Nel corso del volume viene più volte portata alla ribalta, come una sorta di filo rosso, l’immagine simbolica di una contemporaneità che, su scala globale e alla fine di un secolare percorso che ha origine nel moderno Occidente, è costituita da individui/criceti acriticamente e parossisticamente costretti a girare su se stessi all’interno della ruota di un’economia che, dopo aver del tutto perso le ragioni delle sue fondamenta,  considera gli esseri umani esclusivamente come parte dei meccanismi di funzionamento  del sistema economico stesso. All’interno di una concezione del progresso misurato essenzialmente in termini leggi tutto