Ultimo Aggiornamento:
13 giugno 2026
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ULTIMO NUMERO: Anno 13 uscita 46 del 13.06.2026

Dalla tv ai reel le nuove gerarchie dell’informazione in Italia

Francesco Provinciali *

Nel paesaggio mediatico italiano del 2025 emerge un paradosso che il 21° Rapporto sulla comunicazione del CENSIS mette in evidenza con chiarezza: i consumi mediatici appaiono stabili, ma i significati sociali dell’informazione sono in piena trasformazione. Non siamo di fronte a una crisi lineare dei media, bensì a una loro riconfigurazione profonda, che investe tecnologie, linguaggi e comportamenti collettivi.

La televisione resta il medium più diffuso, con il 93,2% dell’utenza complessiva. Tuttavia, il dato aggregato nasconde una dinamica interna significativa: la televisione tradizionale cala al 79,5% (-3,6 punti percentuali), mentre crescono in modo speculare la web tv (62,0%, +3,6) e la mobile tv (38,6%, +3,7). La stabilità del sistema televisivo è dunque il risultato di una compensazione tra vecchie e nuove modalità di fruizione. Anche la tv satellitare, stabile al 47,8%, conferma questa logica di coesistenza. La televisione non perde centralità, ma cambia pelle, adattandosi a un consumo sempre più individualizzato e on demand.

La radio, spesso considerata un medium del passato, si conferma invece sorprendentemente resiliente. Con un’utenza del 78,4%, mantiene una presenza significativa nella vita quotidiana degli italiani. L’autoradio resta il canale privilegiato (70,0%, in crescita di 1,2 punti), mentre la radio tradizionale si attesta al 46,8%. Sul fronte digitale, si osserva un’espansione dell’ascolto via smartphone (28,2%, +2,8) e una stabilità della radio via internet

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