Ultimo Aggiornamento:
13 dicembre 2017
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ULTIMO NUMERO: Anno 4 uscita 92 del 13.12.2017

Sarà come l’arca di Noé?

Matteo Salvini ha proclamato che non vuole che il suo partito, e se possibile la coalizione di cu fa parte, diventi l’arca di Noé in cui si fanno salire i rappresentanti delle varie specie politiche per preservarle dall’annegamento nel diluvio elettorale prossimo venturo. Sarebbe anche un ragionamento condivisibile, non fosse che alla fine lo stesso segretario della Lega quando gli fa comodo non fa più di tanto lo schizzinoso quanto a compagni di strada: bene per Alemanno e Storace, e poi al Sud si imbarca di tutto, perché lì di leghisti col pedigree specchiato ce ne sono pochini (e quelli, probabilmente, non hanno voti da portare).

Ora il fenomeno che un poco stupisce l’osservatore di questa campagna elettorale non è la presenza di personaggi variegati che si mettono in coda per trovare posto in qualche lista: è roba che, un po’ più pudicamente o con maggiore sfrontatezza, si è sempre vista. Quando una persona può portare ad un partito voti in misura significativa è difficile che gli chiudano la porta in faccia (salvo ovviamente casi estremi). Quello che ora si è accentuato è la pretesa di chi ambisce ad infilarsi in qualche compagine che spera vincente di esservi accolto con lo status di rappresentante di un leggi tutto

Un possibile futuro per l’Italia: una non democrazia speciale

Maurizio Griffo *

In previsione delle prossime elezioni politiche si cominciano a disegnare i possibili scenari futuri. Quasi tutti gli osservatori, confortati anche dalle indagini demoscopiche, danno per sicura una difficile governabilità. Considerato l’equilibrio di fatto tripolare che il nostro sistema politico ha assunto, considerato inoltre che si vota con un sistema elettorale a base largamente proporzionale, è molto difficile che dalle urne esca una maggioranza omogenea; al contrario appare logico pensare che il governo nascerà da accordi postelettorali. Non stupisce,  perciò, che uno degli scenari più accreditati preveda un governo di coalizione tra Forza Italia e il Partito Democratico. In sostanza una riedizione del governo di unità nazionale varato nella tarda primavera 2013 e brutalmente azzoppato dalla inopinata sentenza della magistratura del 1 agosto di quell’anno. Tuttavia almeno altrettanto possibile, anche se assai meno rassicurante  è anche un altro scenario che converrà provare a tratteggiare.

Stando ai sondaggi appare certo che il Movimento cinque stelle non vedrà scemare i suoi consensi; anzi, probabilmente risulterà il primo partito. Inoltre è ragionevole prevedere che i proprietari del marchio, cioè la Casaleggio e associati, faranno in modo di avere dei gruppi parlamentari il più possibile omogenei. In quest’ultima legislatura alcune decine di parlamentari del Movimento hanno defezionato o sono stati espulsi. leggi tutto

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