Ultimo Aggiornamento:
24 luglio 2021
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Mente Politica è un periodico on line di libera consultazione e libera citazione e ripresa. Esce ogni mercoledì e sabato

Gentili lettori, vi auguriamo una buona estate e torneremo online il 28 agosto.

ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 58 del 24.07.2021

Disagio degli adolescenti e nuova scuola

Francesco Provinciali *

Non sempre il patto che dovrebbe saldare la famiglia e la scuola per la migliore tutela dei nostri ragazzi funziona.

Non ci sono colpe ma qualche responsabilità sì.

A cominciare dalla diffidenza inoculata nei figli nei confronti dei loro insegnanti, da parte di alcuni genitori patologicamente possessivi.

L’aprioristica “difesa d’ufficio” non dà mai buoni risultati, siamo passati da un eccesso all’altro.

Un tempo se i genitori venivano a conoscenza di un rimprovero, di un brutto voto preso a scuola erano soliti rincarare la dose: la prima cosa che si insegnava in casa era il rispetto per l’istituzione e l’autorità degli insegnanti. Adesso – di fronte ad un richiamo, ad una valutazione severa di un tema, di un elaborato, di un compito – ci sono padri e madri che partono in quarta con esposti in Procura. Si troverà mai un giusto punto di equilibrio? È una cosa necessaria, trattandosi di personalità in formazione.

Molto spesso alla scuola si attribuiscono pregiudizialmente “colpe” o “mancanze” proprio da parte di famiglie problematiche: l’esperienza di ascolto dei minori da parte dei Servizi Sociali o degli stessi Tribunali minorili dimostra che c’è più di un nesso: c’è una corrispondenza diretta e statisticamente accertata tra casi di inadempienza all’obbligo, di leggi tutto

Enhancement

Francesco Domenico Capizzi *

Alla finale di Londra il puntuale commento tecnico al femminile di Katia Serra, giornalista e calciatrice, ha segnato un punto positivo sulla via ancora impervia della effettiva parità di genere, addirittura discorrendo… di football! … e di che football! …  e in che sede e circostanza eccezionale! … davanti al Mondo intero schierato emotivamente al maschile e tuttora tenacemente e incontestabilmente maschilista, sebbene fra contrapposti applausi e fischi. Succedutosi alla vergognosa discriminazione esemplare di un sultano, al momento ben tollerata da Charles Michel, verso la Signora Ursula Von der Leyen, l’evento in ambito calcistico ha rappresentato una novità assoluta di gran lunga superiore al risultato agonistico, alle sue metafore e agli effetti collaterali conseguiti a partire dagli esaltanti festeggiamenti istituzionali e dagli entusiasmi popolari diffusi.

Le donne presiedono Istituzioni pubbliche e private, occupano ambiti di responsabilità in tutte le professioni, rappresentano una quota importante e addirittura maggioritaria fra i laureati italiani ed europei, ma, appunto, è opportuno avanzare un auspicio ed un invito a tutte le donne, qualunque sia il peso del loro ruolo nella società, e all’insieme del movimento di emancipazione femminile: non seguano le solite e diffuse usanze maschili nell’ambito degli stili di vita. Infatti, eccessi nel consumo di alcoolici e tabagismo

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Qualche dato per controbattere le resistenze alla vaccinazione diffusa

Giorgio Provinciali *

Doverosamente premesso che -volenti o nolenti- dovremo convivere con questo virus, che sta già diventando endemico, la cosa che possiamo, anzi, dobbiamo fare è renderlo il più innocuo possibile per l’uomo. 

 

L’efficacia del vaccino, in tal senso, è comprovata dal fatto che:

1) riduce del 97,3% le ospedalizzazioni e i casi gravi e 95,8% quelli mortali (dati ISS)

2) riduce dell’88,5% (dati ISS) la probabilità d’infezione e almeno a soltanto un terzo la possibilità d’infettarsi con la variante Delta: giusto ricordare che chi non è infetto non può infettare

3) qualora s’incappasse in quel terzo di probabilità d’infezione, un vaccinato sarebbe vettore di una carica virale incredibilmente più bassa rispetto a un non vaccinato. 

 

Questo si traduce nel fatto che un non vaccinato che entra in contatto con persone immunodepresse (pazienti oncologici, ma anche diabetici, ecc.) di fatto ha un’alta probabilità di condannarle a morte, o comunque alla forma più grave d’infezione, mentre un vaccinato, no. 

Questo deve essere chiaro.

 

Di conseguenza, anche il SSN non andrebbe in collasso per leggi tutto