Ultimo Aggiornamento:
25 gennaio 2020
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Mentepolitica esce regolarmente ogni mercoledì e sabato.

ULTIMO NUMERO: Anno 7 uscita 7 del 25.01.2020

L'ennesima riforma elettorale

Il dibattito in corso sulla riforma della legge elettorale ripropone, come sempre, un dilemma: è opportuno scegliere una soluzione che serva a risolvere problemi politici contingenti oppure puntare - a costo di rimetterci - su un'impostazione che guardi di più al medio-lungo periodo (come il sistema francese, per esempio)? La proposta della maggioranza, che non può essere definita "alla tedesca" solo perché ha una soglia di sbarramento al 5% (il sistema per il Bundestag è ben più complesso e di certo meglio costruito di quello oggi in discussione in Italia) serve per impedire a Salvini e Meloni di vincere da soli le prossime elezioni politiche: lo scopo principale è questo, inutile negarlo. Così come la controproposta della Lega (il "Mattarellum") è un'opzione utile per chi l'ha formulata, che può essere facilmente contrastata con gli argomenti di chi - proprio nel centrodestra del 2005 - sostituì la legge che porta la firma dell'attuale Capo dello Stato con un meccanismo (il "Porcellum") fatto apposta per impedire a Prodi di vincere le elezioni del 2006. Se il dibattito sulla riforma delle leggi elettorali si deve sempre svolgere all'insegna della convenienza del momento, non ci si può meravigliare del fatto che il legislatore italiano ha prodotto, dal 1994 in poi, quattro meccanismi diversi (senza contare quelli leggi tutto

Vent'anni di Putin: 1) la politica interna

Francesco Cannatà *

Russia o la necessità della politica interna. Quello che sembrava uno slogan pubblicistico è rapidamente diventato una necessità. Il paese, alla soglia del terzo decennio di potere di Vladimir Putin, si caratterizza infatti per la strutturale incapacità del sistema a riformarsi, la crescente richiesta sociale di cambiamento e l’emergere del nervosismo delle elite. Nel 2019 infatti tra Cremlino e cittadini si è creato un solco profondo e duraturo. Ambiente, inquinamento, diritti elettorali e democratici, corruzione, repressione, richieste economiche e sociali, questi i temi che dallo scorso anno guidano il disagio popolare. Maggio: manifestazioni a Jekaterinburg contro un progetto di discarica. Giugno: Mosca si ribella contro l’arresto di un giornalista investigativo. Aprile-settembre: proteste ad Archangelsk contro la costruzione in un parco pubblico di una cattedrale ortodossa. Nell’estate 2019 i vari fronti della la questione sociale sono tornati a scuotere la Russia.
 
Quando arriverà davvero il giorno? Con questo titolo nel 1860 il poeta Aleksandr Dobroljubov recensiva il romanzo Alla vigilia di Ivan Turgenev. Un anno dopo, liberando i servi della gleba, Alessandro II si schiererà a fianco di chi riteneva quell’atto indispensabile alla modernizzazione zarista.
Ad oltre un secolo e mezzo da quell’evento le elite russe attendono febbrilmente un'altra vigilia: il 2024. Come mantenere Putin al potere leggi tutto

Digitalizzazione e sindrome del 70%

Francesco Provinciali *

I ripetuti richiami del Censis sull’impoverimento culturale della politica fanno il paio con la ricerca pubblicata nel 2011 (ma sempre attuale) da Tullio De Mauro, “principe dei linguisti” ed ex Ministro dell’Istruzione, in una delle sue ultime ricerche sul patrimonio linguistico degli italiani.

Richiami, osservazioni e analisi sociologiche che sono state rapidamente metabolizzate nel nulla, passate quasi inosservate e inascoltate, come in una sorta di nemesi che conferma l’assioma iniziale.

Il decadimento culturale riguarda i contenuti e i toni del linguaggio politico, non certo elevati sul piano dell’etica ed eloquentemente negativi circa le modalità espressive e di comunicazione.

Sono ben noti i siparietti televisivi e le interviste a sorpresa dei parlamentari all’uscita della Camera o del Senato: mi è rimasta impressa la definizione del Darfur come ‘un tipo di cioccolata’ e la definizione degli ‘esodati’ come il risultato della bollitura delle uova sode.

Forse però le osservazioni ripetute negli ultimi anni dal Censis riguardano soprattutto l’assenza disarmante di proposte politiche sostenute da contenuti culturali nobilitanti. Dopo il tramonto delle ideologie e dei loro retaggi bene o male radicati nella tradizione e nella storia siamo in presenza di una cultura politica ibrida e indefinita, senza capo né coda, senza sostanza e senza meta, leggi tutto