Ultimo Aggiornamento:
15 giugno 2024
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Mentepolitica esce il mercoledì e il sabato.

ULTIMO NUMERO: Anno 11 uscita 48 del 15.06.2024

Europee: elezioni di svolta?

Forse si sta concludendo il lungo periodo, iniziato nel 2012 con le amministrative e arrivato ad un primo approdo con le politiche del 2022, caratterizzato da un'elevatissima mobilità elettorale, da una forte destrutturazione del sistema e da una sostanziale dissoluzione del bipolarismo a favore di un tripartitismo imperfetto. In tutti questi anni nei quali abbiamo, sulle colonne di Mente Politica, descritto e analizzato i dati elettorali e gli avvenimenti politici, le caratteristiche di una costante instabilità sono state sempre in primo piano. Il voto europeo dell'8-9 giugno 2024, invece, delinea tre tendenze: l'aumento dell'astensionismo, il ritorno della polarizzazione, l'inizio di una stabilizzazione del sistema. In quanto al primo, si è giunti per la prima volta ad avere - in un'elezione nazionale - un'affluenza inferiore al 50%: un 49,69%, che sicuramente sarebbe stato minore se non ci fosse stato l'"election day". Infatti, l'elettore sa quando mobilitarsi: alle europee meno, un po' di più (non tanto) alle regionali (Piemonte), ma molto di più alle comunali (62,61%). Non solo: la differenza con la precedente tornata ci restituisce un saldo negativo del 6,4% per le europee e dell'8% per le regionali, ma "solo" del 5% per le comunali. L'astensione è dunque selettiva. Il non voto contribuisce indirettamente alla polarizzazione, perchè nel caso italiano ha praticamente affondato leggi tutto

L’Unione Europea e l’Europa delle Nazioni

Francesco Provinciali

Fiumi di parole hanno fatto seguito ai risultati delle elezioni europee: c’è chi si sente rassicurato dalla possibile riedizione di una Commissione a guida Ursula Von Der Leyen e imperniata sul PPE e le alleanze che saranno fattibili, chi è rimasto scioccato dai risultati in Francia e in Germania dove rispettivamente Macron è stato surclassato dal Rassemblement National e Scholz è rimasto annichilito dalla duplice avanzata della CDU ( e fin qui il dato ha un prevalente significato di politica interna) e dall’Alternative für Deutschland -AFD, partito di estrema destra e xenofobo, ora alla ricerca di intese con analoghi movimenti più o meno emergenti in altri Paesi. Due schiaffoni ai quali chi “le ha prese” ha reagito in modo diverso: Macron ha sciolto l’Assemblea Nazionale e indetto nuove elezioni a breve termine, pur ribadendo di non essere intenzionato a dimettersi da Capo dello Stato. Certamente non basteranno i voti di Melenchon (che ha rotto con Putin) né quelli del movimento centrista emergente – quel Place publique di Raphael Glucksmann, anche perché il movimento gollista dei Républicains guidato da Eric Ciotti (che non è parente del nostro Don Luigi, fondatore di Libera) ha clamorosamente anticipato l’appoggio al Rassemblement della Le Pen da cui sembra invece leggi tutto