Ultimo Aggiornamento:
22 maggio 2019
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ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 40 del 22.05.2019

Un post-elezioni che dovrà fare i conti con la realtà

Che dopo la tornata elettorale del prossimo 26 maggio si dovranno fare i conti con la realtà lo dicono tutti, ma in genere si allude al problema economico che si presenterà con la stesura della legge di bilancio. Ci sono dai 23 ai 30 miliardi da trovare per evitare che il deficit superi la linea di guardia fissata dall’Europa (che peraltro in questo caso è ragionevole) e non viene detto dove si potranno trovare se non aumentando le tasse, vuoi quelle indirette come l’IVA, vuoi avventurandosi in quelle dirette come sarebbe la famosa “patrimoniale”.

Tutto vero indubbiamente, ma, ci si perdoni il gioco di parole, non è tutto. L’incognita maggiore riguarda l’equilibrio del sistema politico italiano, che è, lo si voglia o no, la pre-condizione perché da un lato si possa “fare politica” e dall’altro ci sia abbastanza fiducia perché si mantengano e possibilmente crescano gli investimenti economici. Purtroppo al momento non sembra che questa incognita verrà sciolta con i risultati delle prossime urne.

A meno di impennate dell’ultima ora non sembra essere alle viste un esito elettorale che incoroni un vincitore. Diciamo subito che già di loro le elezioni europee sono poco adatte alla bisogna: tutti ricordano l’irrilevanza finale del 40% raccolto da Renzi la volta precedente. leggi tutto

Una democrazia impoverita

Francesco Provinciali *

Del loro contratto di governo - finché dura - i due soggetti contraenti evidenziano le rispettive riforme di cui si attribuiscono la paternità non senza stigmatizzare gli errori e i difetti del partner con accentuata enfasi in prossimità del voto europeo. Dentro la coalizione gialloverde c’è tutto: maggioranza e opposizione, infatti si parla appunto di contratto e non di alleanza. Ma il crescendo del conflitto è impressionante, va ben oltre la diaspora o i distinguo altrimenti ricomponibili perché si esprime con attacchi diretti assai più pesanti di quelli che vengono riservati alle altre forze politiche. Ogni tema o singolo episodio è occasione per litigare e accentuare il gap che separa anziché unire i due partiti e i loro leader, scivolando spesso nella personalizzazione di critiche, accuse, insulti.

Tutto questo indebolisce il governo fino al limite della rottura ma finisce per indebolire la stessa democrazia perché in un marasma del genere non solo vengono meno stabilità e identità, concretezza, coerenza d’azione e di visione ma si ha quasi l’impressione che nella partita del botta e risposta si attenda ormai solo di sapere quale dei due giocatori riuscirà a piazzare il match point finale.

E mentre gli aspetti coreografici e le invettive prendono il sopravvento sui leggi tutto

E' la somma che fa il totale

Stefano Zan *

Proprio a ridosso delle elezioni europee si ha l’impressione che l’immagine di Salvini come leader indiscusso si sia affievolita e stia mostrando alcuni aspetti che non piacciono a gran parte dell’elettorato. Certamente su questo ha inciso la sistematica campagna di contrapposizione alle sue posizioni che i 5Stelle hanno lanciato negli ultimi due mesi per distinguersi dalla Lega e per far valere la diversità delle loro posizioni. Ma questo da solo non basta. Come sempre, come diceva Totò, è la somma che fa il totale e sono numerosi gli addendi negativi che negli ultimi tempi hanno indebolito la leadership di Salvini.

Sulla questione morale, oltre alla vecchia ma non risolta storia della scomparsa dei 49 milioni, si sono aggiunti il caso Siri, l’arresto del sindaco di Legnano e resta aperta la questione Rixi. Su questo versante i leghisti sanno che non potranno contare su alcuna indulgenza del Movimento che ne ha fatto da sempre il suo principale cavallo di battaglia.

La questione sicurezza sembra ormai diventata una vera e propria ossessione che non solo non ha alcun riscontro con la realtà ma che non riesce andare al di là di roboanti e minacciose dichiarazioni. Gli sbarchi sono diminuiti ma in realtà i porti leggi tutto