Ultimo Aggiornamento:
18 settembre 2019
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Cari Lettori, riprendiamo regolarmente le nostre pubblicazioni, come al solito ogni sabato e ogni mercoledì.

ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 69 del 18.09.2019

Sciame sismico

Come è noto, dopo i terremoti arrivano gli sciami sismici: è il susseguirsi, che può essere anche piuttosto lungo come durata, delle cosiddette scosse di assestamento. È quel che sta accadendo nella politica italiana. Dopo il terremoto del marzo 2018 che ha visto crollare la tenuta dei partiti cardine delle seconda repubblica, abbiamo assistito a continue scosse di assestamento: il governo gialloverde, le elezioni europee, una tornata di amministrative che hanno ripetuto gli scossoni, poi le europee, poi la rottura di Salvini e la nascita di una nuova coalizione apparentemente poco immaginabile, il governo giallorosso, e infine (ma sarà davvero la fine?) la molto annunciata e poi messa improvvisamente in scena con un colpo di teatro uscita di Renzi dal PD.

Il tutto è nel segno di un riequilibrio o di una nuova dislocazione della geografia del territorio politico italiano. In parte, come sempre, si costruisce su macerie già evidenti (quelle del vecchio partito berlusconiano, ma anche dell’estrema sinistra), in parte presenta un panorama di edifici pericolanti che non si capisce bene se cadranno o verranno messi in sicurezza (il PD) e di nuovi edifici o edifici restaurati alla bisogna che non si sa se saranno gli elementi chiave del nuovo skyline (M5S, Lega). leggi tutto

Rivedere il Patto di Stabilità, ma come?

Le dichiarazioni del presidente Mattarella e del ministro francese dell’economia sulla necessità di riformare il Patto di stabilità potrebbero aprire una pagina nuova nelle politiche economiche nell’area euro. Ma cos’è il Patto e come lo si può cambiare?  Il Patto di Stabilità e Crescita nasce nel 1997 come completamento del Trattato di Maastricht per regolare le politiche fiscali dei paesi una volta entrati nell’euro. Alla base c’è il timore, concentrato nel Nord Europa, che eccessivi deficit pubblici di un paese (come l’Italia) facciano aumentare i tassi d’interesse in tutta l’area euro danneggiando anche gli stati fiscalmente virtuosi. Questa aspettativa si rivela però errata soprattutto a partire dal 2010 quando politiche fiscali poco rigorose fanno salire i tassi d’interesse del paese indisciplinato danneggiandolo mentre quelli degli stati virtuosi scendono traendo vantaggio dagli spread. È l’effetto della potente azione dei mercati finanziari che liquida la ragione prima delle regole fiscali contenute nel Patto. Nonostante questo il Patto è rivisto in modo restrittivo nel 2012 quando diventa Fiscal Compact tracciando percorsi di rientro a tappe forzate da debito pubblico eccessivo. L’Europa soffre questo irrigidimento essendo da poco entrata nel tunnel della crisi dei debiti sovrani scoppiata in Grecia nel 2011 e propagatasi poi a Spagna, Portogallo e Irlanda. leggi tutto

Progressisti o conservatori

Stefano Zan *

È lecito collocare i 5Stelle nel fronte dei progressisti? La domanda è semplice, la risposta è molto complessa. Premetto che non ho mai considerato i 5Stelle di sinistra e che nel mio recente volume (Parliamo di politica, Pendragon 2019) li ho collocati tendenzialmente tra i neo conservatori reattivi, ma forse qualcosa sta cambiando e non mi riferisco certo all’attuale alleanza di governo (che potrebbe risultare anche in un semplice espediente tattico).

Prima di entrare nel merito vale la pena ricordare che quello che per comodità espositiva chiamo il fronte dei progressisti, in Italia, Europa, ma anche negli Stati Uniti è un fronte articolato, variegato, (dis)articolato, spesso confuso e a tratti ambiguo che spesso si caratterizza più per l’opposizione alla destra conservatrice ed ancora non ha trovato un partito egemone che lo sappia rappresentare.

L’altro aspetto da ricordare è che il processo di istituzionalizzazione che i 5Stelle stanno vivendo, da movimento antisistema a partito di governo, prevede tra le altre cose anche un processo di stabilizzazione ideologica che ridefinisce e consolida in itinere i veri valori di riferimento. Quelle che molto spesso sono state definite come giravolte, tradimenti, cambiamenti di posizione fanno pienamente parte della stabilizzazione ideologica oltre che, ovviamente, delle contingenze momentanee. leggi tutto