Ultimo Aggiornamento:
28 luglio 2018
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ULTIMO NUMERO: Anno 5 uscita 59 del 28.07.2018

L'incerto destino delle forze tradizionali

La crisi delle “famiglie politiche” tradizionali in Italia e in molti paesi dell'UE non consegnerà la maggioranza del prossimo Europarlamento ai partiti sovranisti, però - com'è stato dimostrato da alcune proiezioni - rafforzerà decisamente il ruolo dei soggetti "anti sistema". In Italia, l'opposizione (dalla quale escludiamo FdI, non solo per l'astensione nei confronti del governo Conte, ma per la consonanza che ha su molti temi con la Lega e con i movimenti della destra sovranista europea) è divisa e disorientata. Forza Italia è costretta a subire l'offensiva di Salvini (che sta sottraendo al partito del Cavaliere molti voti e sembra in grado di intaccare, alla lunga, gli stessi gruppi parlamentari azzurri), ma non può rispondere competendo sullo stesso terreno. Nè, d'altro canto, Berlusconi può puntare tutto sul PPE e sulla "ex nemica" Merkel (la quale, in patria, non sta vivendo un momento facile) e neppure su quella che era una caratteristica forte dell'elettorato italiano, l'europeismo (che però nel centrodestra è sempre stato più flebile che nel centro e nel centrosinistra). Altrove, le cose non vanno meglio: i modelli della sinistra potrebbero essere Corbyn e Sanchez, come a suo tempo lo fu Tsipras (senza contare Podemos o La France Insoumise, ancora meno avvicinabili alla realtà italiana), leggi tutto

Una riflessione personale sulla crisi politica italiana

Pasquale Pasquino *

Ferdinand Lassalle, il geniale creatore del movimento operaio tedesco, scriveva al padre, a dopo le elezioni in Prussia nel 1849:

«La situazione politica qui è tanto ridicola quanto interessante. Cretini da tutte le parti».

Sembra l’Italia di oggi.

 

Provo a fare un ragionamento politico, anche perché io non riesco ad andare in vacanza dalla politica, nemmeno l’estate.

Non si tratta di fare previsioni, ma di farsi delle idee.

Potrei dire: la situazione è confusa e non me la sento di dire niente. Ma a me sembra di capire almeno qualcosina. Magari sbaglio, ma è un rischio inevitabile per chi pensa.

Di Maio non può mollare Salvini perché per ora e per un bel po’ se lo molla si ritrova semplicemente all’opposizione, cioè liquidato. Salvini può sempre sperare in sondaggi che gli diano una maggioranza con la destra senza bisogno di Di Maio. Ma per ora non mi pare che questa maggioranza ci sia, con la legge elettorale in vigore. Finita la spinta propulsiva dell’anti-negher non è facile per la Lega conquistare seggi uninominali al sud di Roma.

Il PD come sappiamo per ora e chissà per quanto, non c’è. Il vecchio centro sinistra conserva un pacchetto di voti virtuali del 20% circa, ma è molto diviso fra leggi tutto