Ultimo Aggiornamento:
06 giugno 2020
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ULTIMO NUMERO: Anno 7 uscita 45 del 06.06.2020

Partito: una parola tabù

Alla base della Seconda repubblica c’è un elemento di grande ipocrisia. Riguarda l'uso della parola "partito", che dopo il 1993 ha fatto la stessa fine della parole "patria"; ogni volta che "cade un regime", insomma, non sapendo fare i conti con la nostra storia li facciamo con la toponomastica (come in effetti è giusto) ma anche con il linguaggio corrente. Però, così come la Patria non è morta neanche l'8 settembre del 1943 (e semmai è risorta il 2 giugno 1946, a volerla dire con enfasi), tanto da essere rivalutata da un Capo dello Stato antifascista come Carlo Azeglio Ciampi, anche i partiti non sono affatto defunti. Anzi, già dal 1994, cioè nel primo parlamento della "Seconda repubblica", molti gruppi e molti soggetti politici (tranne il Ppi e il Pds, ad onor del vero) hanno continuato e continuano tutt'oggi ad agire come partiti, vergognandosi però di definirsi tali. Ciò è accaduto per tre motivi: negli ultimi ventisette anni, partito è sinonimo di corruzione, burocrazia politica, tangenti. In tutti i sondaggi il discredito per i partiti è a livelli record. Però è il nome che non piace, perché' se nove su dieci non amano i partiti, almeno sette su dieci (alle elezioni) li votano. Strano, vero? Il secondo motivo attiene al rinnovamento: leggi tutto

I topi non devono fumare

Francesco Domenico Capizzi *

Istituzioni e politica potranno ignorare che i fumatori positivi al Coronavirus presentano, rispetto ai non fumatori, situazioni cliniche più gravi e suscettibili di terapia intensiva e di ventilazione meccanica? L’esperienza cinese ha dimostrato una significativa differenza di genere nei tassi di letalità – il 4.7% degli uomini contro il 2,8% delle donne - attribuita al tabagismo: i maschi cinesi fumano in misura del 50%  contro il 3% delle femmine (fonte: Istituto Superiore di Sanità).

Il tabacco agisce quale reale fattore di rischio degenerativo, oltre che cariocinetico, su tutti gli apparati, nessuno escluso, promuovendo bronco-pneumopatie cronico-ostruttive (BPCO), ulcere pepti­che, reflussi gastro-esofagei, ipertensioni arteriose, infarti miocardici, arteropatie, aterosclerosi, ictus e deperimenti cerebrali, diabete mellito, cataratte, degenerazione maculare, paradontopatie e carie, ipoacusie, riduzioni di fertilità e ritardi e patologia dello sviluppo embrionale e fetale, disturbi al normale ritmo veglia-son­no, effetti anoressizzanti ed eccitanti. ecc. a causa delle quasi 7.000 (sic!) sostanze chimiche, di cui 70 connesse alle patologie neoplastiche, che si sprigionano nella combustione del tabacco.

Da oltre un secolo è nota la relazione fra tabagismo e insorgenza di cancro polmonare (v. grafico), senza contare altre localizzazioni, delle quali una è raffigurata plasticamente nel proscenio di Luigi Pirandello de “ L’uomo dal fiore in bocca” (1922): “Venga... le faccio vedere una cosa... Guardi, leggi tutto