Ultimo Aggiornamento:
23 febbraio 2019
Iscriviti al nostro Feed RSS

Mentepolitica esce regolarmente di mercoledì e di sabato.

ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 15 del 23.02.2019

Partiti, leader e mediazioni: tabù da superare

Le più recenti vicende politiche offrono spunti di riflessione su due discutibili opinioni che - per un certo periodo di tempo - hanno riscosso ampi consensi: l'idea che la democrazia possa fare a meno dei partiti; la negazione della mediazione, sia fra (e nei) soggetti politici, sia con i corpi sociali. Si è pensato, durante l'intera Seconda Repubblica ma soprattutto negli ultimi sei anni, che fosse sufficiente avere un potere "monocratico" (il leader, la Rete) per governare la complessità tipica delle democrazie contemporanee. Le quali, proprio perché complesse, hanno bisogno di più saperi, di un maggiore livello culturale e d'informazione dell'opinione pubblica, di un rapporto dialettico ma rispettoso delle differenze fra partiti, società e Stato. Il "direttismo", invece, ha tagliato tutti i rami dell'albero: niente partiti, meglio i movimenti ("partito" è una parola sconveniente, ormai); niente élites di competenti (meglio il televoto o il voto delle piattaforme informatiche); niente organizzazione sul territorio (roba vecchia, meglio una app sul telefonino); niente compromessi (il programma è come il Vangelo: chi non lo osserva o lo discute è accusato di apostasia e rapidamente esiliato dai suoi compagni); niente comunicazioni e protocolli ufficiali (meglio un comizio su Facebook, dove non c'è neanche un giornalista che potrebbe rivolgere domande sgradite); niente leggi tutto

Il congresso del PD

Stefano Zan *

Come avevamo anticipato in un precedente articolo il vero congresso del PD si apre adesso, con le primarie del 3 marzo. Gli esiti del congresso interno, quello riservato agli iscritti, sono andati come previsto con tre precisazioni che vale la pena richiamare.

Una scarsa partecipazione degli iscritti (ha votato circa la metà degli aventi diritto).

Nessun candidato ha raggiunto la soglia del 50%.

Giachetti ha avuto un consenso inaspettato.

Adesso si aprono i giochi veri che prevedono due condizioni perché sia possibile parlare di un congresso utile e positivo in quanto crea le condizioni per una svolta significativa e per una relativa ripresa dei consensi. Due condizioni di contesto che prescindono, in questa analisi, da qualsiasi considerazione di merito sulle posizioni specifiche dei tre candidati che non vengono nemmeno prese in esame.

La prima è che alle primarie partecipi un numero consistente di elettori. Nessuno si aspetta il milione e ottocentomila delle ultime votazioni ma un numero decisamente inferiore starebbe a segnalare la disaffezione degli elettori per un partito che comunque si propone di innovare profondamente rispetto al passato. Il numero dei partecipanti alle primarie è fondamentale per capire quanta attesa ci sia rispetto alla possibilità che il partito recuperi una posizione significativa nell’arena leggi tutto