Ultimo Aggiornamento:
01 agosto 2026
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Cari lettori, con questa uscita entriamo nella pausa estiva.
Vi auguriamo buone vacanze! Ricominceremo a pubblicare il 26 agosto.

ULTIMO NUMERO: Anno 13 uscita 60 del 01.08.2026

Il Pianeta ha esaurito le risorse rigenerative: dal 31 luglio viviamo a debito

Francesco Provinciali *

Un allarmante Rapporto del WWF di questi giorni ci pone di fronte ad una realtà di sostenibilità ambientale e antropologica che ha i connotati dello scenario distopico. Secondo l’organizzazione mondiale che da 60 anni si occupa di tutelare la salvaguardia e la sopravvivenza delle specie viventi a partire dal 30 luglio 2026 l’umanità ha azzerato le risorse naturali disponibili poiché nei sette mesi precedenti ha richiesto e utilizzato più risorse e servizi ecosistemici di quanti la Terra sia in grado di rigenerare in un anno. Dal giorno successivo vivremo quindi in debito ecologico, utilizzando risorse oltre la capacità di rigenerazione del Pianeta. Il WWF ricorda che oggi consumiamo infatti l’equivalente di 1,73 ‘pianeti Terra’ e che è necessario invertire questa corsa, in particolare intervenendo sulle città, responsabili di una quota rilevante del consumo di risorse e degli impatti ambientali. Esaurito questo budget medio annuale il Pianeta piomba in uno stato di debito ecologico al quale occorrerà far fronte. Questa data fatidica è chiamata Earth Overshoot Day cioè ‘Giorno del sovrasfruttamento della Terra’ o ‘Giorno dello sforamento’ ed è il preludio di una condizione deficitaria di compatibilità tra l’uomo e l’ambiente: si tratta peraltro di una situazione che si rinnova di anno in anno da circa mezzo leggi tutto

Ricordo di Felice Gimondi: impersonificava il valore etico dello sport

Francesco Provinciali *

Tra gli italiani dopo Bartali e Coppi, lui. Ma guardandolo negli occhi non avvertivo la sensazione di essere al cospetto di uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi. Anche se parlando di Merckx, il suo avversario per eccellenza, mi disse: “Secondo me è stato il più grande di sempre: aveva doti naturali straordinarie ma poi in Eddy c’era l’applicazione, la volontà, il carattere. Una macchina costruita per vincere”.

Quegli occhi esprimevano mitezza e compostezza, ci leggevo l’umiltà del vero, grande campione che non dimenticava le sue origini e correva per vincere ma anche per riscattare un’immagine bistrattata dell’Italia e della nostra gente: “Il fascino più importante e significativo per me è l’emblema della fatica, che ti mette sullo stesso piano di tanta povera gente che deve lavorare, tribolando. Ricordo a Liegi quegli italiani che venivano sotto il mio albergo a chiamarmi e applaudirmi: era gente che lavorava in miniera e faceva della mia vittoria motivo di riscatto. Non dimenticherò mai gli italiani che ho incontrato all’estero, per via delle mie corse: avvertivo la loro sofferenza e correvo anche per loro.

Sentivo la loro nostalgia per il nostro Paese: io portavo loro il ricordo della patria lontana, quando gli italiani erano leggi tutto