Ultimo Aggiornamento:
15 giugno 2019
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Mentepolitica esce regolarmente di mercoledì e di sabato.

ULTIMO NUMERO: Anno 6 uscita 47 del 15.06.2019

Coalizioni "a responsabilità limitata"

Dopo il "vertice" di maggioranza (una pratica non nuova, anche se il governo vuole essere "del cambiamento") la navigazione dell'Esecutivo procede, anche se in acque non certo calme. La crisi può attendere, le elezioni pure. Del resto, a ben vedere, il contratto non rappresenta solo una garanzia esplicita per i contraenti, quella visibile che è rappresentata dall'elenco di temi e di "paletti". C'è anche una garanzia implicita, molto più forte: una controassicurazione che riprende la natura e la prassi dei governi di coalizione (anche di quelli della Seconda Repubblica) e deresponsabilizza i contraenti e i principali esponenti (partiti e leader). A parte i due "nemici" sempre evocati da chi guida il Paese, non volendo assumersi la responsabilità di ciò che non va bene (le colpe vanno ai governi precedenti e, da qualche anno, ai "poteri forti" o agli alleati o alla minoranza del partito che "purtroppo" ti ostacola, impedendo di realizzare paradisi in terra del tutto illusori), il "contratto" fornisce ai soci lo stesso salvacondotto deresponsabilizzante dei vecchi "accordi di coalizione". Così, se non si può realizzare una politica, è colpa del contratto, cioè della necessità di convivere con forze diverse. Naturalmente, non bisogna pensare che il "decisionismo" sia la risposta: anzi, leggi tutto

Flat tax: voto di scambio n.2 e dintorni

Il reddito di cittadinanza può essere visto come una forma di voto di scambio tra il partito di governo che lo sostiene e chi beneficia del provvedimento. La flat tax, tanto cara alla Lega e ad una parte del partito di Berlusconi, appartiene alla stessa categoria di interventi. Si vuole infatti cercare un sostegno elettorale che duri nel tempo tra le categorie medio alte di contribuenti, primi beneficiari della flat tax. Un premio generalizzato per legare al partito di Salvini ceti che in parte votano Lega e che in parte volgono il loro consenso soprattutto a sinistra. La flat tax costa molto dal punto di vista del gettito e rischia di scardinare in maniera irreversibile i conti pubblici già in zona rischiosa. Non stimola la crescita perché esiste già per le imprese e per le categorie professionali autonome che sono quelle più dinamiche. E quindi non farà altro che aumentare il risparmio delle famiglie a spese del crescente disavanzo pubblico. L’unica esigenza a cui la flat tax potrebbe andare incontro è quella della semplificazione. Ma non c’è nessuna garanzia che questo avvenga perché per questo occorre eliminare o raggruppare molte imposte, come quelle locali, che la flat tax non sfiora neppure. leggi tutto

Rapporto OCSE: saldo negativo per l'Italia tra fuga di cervelli e nuovi ingressi

Francesco Provinciali *

È stato appena licenziato un Rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) che fornisce dati preoccupanti per l’Italia circa il saldo uscite/nuovi ingressi nell’area dei “talenti” potenzialmente utilizzabili nel contesto di professioni altamente qualificate.

Un saldo negativo in quanto la cd. “fuga dei cervelli” in esodo dal nostro Paese non è compensata da un equivalente trend in entrata e ciò a motivo di un evidente sbilanciamento tra le opportunità offerte all’estero per chi emigra rispetto a quel mix di fattori che potrebbero costituire per chi fa ingresso in Italia un corrispettivo e reciproco motivo di scelta prioritaria.

Il piatto pende sul versante “exit” e non ci sono contrappesi sul piatto opposto per il mix di ragioni che l’Istituto parigino analizza in un’ottica comparativa tra Paesi aderenti, dati alla mano.

Gli studi più recenti dell’Istat e del Censis sulla emigrazione culturale hanno già evidenziato per conto loro un progressivo impoverimento nelle professioni “alte” dovuto al trend crescente degli esodi dei neo laureati alla ricerca di un impiego corrispondente al livello di studi. leggi tutto