Ultimo Aggiornamento:
12 giugno 2021
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Mente Politica è un periodico on line di libera consultazione e libera citazione e ripresa. Esce ogni mercoledì e sabato

ULTIMO NUMERO: Anno 8 uscita 46 del 12.06.2021

Adolescenti e linguaggio dei social

Francesco Provinciali *

Ogni generazione ha un suo linguaggio prevalente e molte delle incomprensioni tra giovani e adulti derivano proprio dalle reciproche specificità espressive.

Non si tratta solo di tratteggi semantici, di approccio narrativo, di forma.

Ci sono anche i contenuti, le ricorrenti analogie del dire e del fare che riflettono la corrispondenza con le esperienze di vita e i modi di pensiero e che sono lo specchio dei tempi e dei luoghi dell’esistenza.

Gli stili espositivi replicano gli stili di vita.

I bambini, i ragazzi di oggi si esprimono con più facile disinvoltura, sono più svincolati dai codici espressivi consegnati dalla famiglia e dalla scuola, a volte usano una terminologia ripetitiva e generalista, quasi disarmante.

Tra di loro però si capiscono e questo rafforza il teorema del gap generazionale.

E poi c’è tutto il mondo delle nuove tecnologie, dei telefonini, del rap e della musica metal: un mondo di marchingegni e diavolerie che ha affinato certe competenze e certe abilità a discapito di altre.

Non dobbiamo però vedere tutto in termini negativi, anche il nostro punto di vista è in fondo relativo.

Mi sembra che il linguaggio dei giovani meriti più benevolenza critica e più indulgenza emotiva di quanto gli venga solitamente riservato. leggi tutto

L'iceberg

Francesco Domenico Capizzi *

Nell’impegno politico-istituzionale e mediatico il monopolio acquisito dalla pandemia virale, con connesse logistiche vaccinali e a fronte di avversioni e di effetti collaterali indesiderati, espone a rischi simmetrici e maggiori: l’oblio, forse inconsapevole, delle forme cliniche di pandemie non virali ancor più estese e gravi che da molti decenni attanagliano sempre più da vicino ogni popolazione, nessuna esclusa.

La battaglia contro il Covid, con i suoi effetti devastanti, non deve liberare alcuna Istituzione pubblica e privata dal senso di responsabilità, nell’emergenza virale sopita, verso le galoppanti malattie cronico-degenerative e neoplastiche, anzi dovrebbe risvegliarla per la loro azione dimostratasi fortemente aggravante sul decorso clinico della malattia da Covid -19 con esiti infausti fino al 50% dei casi (ISTAT, ISS 2021).

È del tutto corretto porre l’obbiettivo prioritario di vaccinare in fretta tutta la popolazione, oggi come nel futuro, ma quest’obbiettivo non deve disgiungersi da strategie socio-sanitarie e sociali rivolte all’abbattimento preventivo primario delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche che, trascorsa l’emergenza attuale, continueranno a gravare sulla normale attività clinica in misura del 75-80% mentre riempiono Trattati medico-chirurgici e Attività accademiche.

La loro definizione biologica si fonda su differenziazioni cellulari, in larga parte d’origine ambientale e legate a stili di vita, che conducono ad evoluzioni cliniche ed esiti leggi tutto