Ultimo Aggiornamento:
01 ottobre 2022
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Cari lettori, speriamo che abbiate tutti fruito di un meritato periodo di riposo. Mente Politica riprende il ritmo normale delle pubblicazioni il mercoledì e il sabato. Avremo mesi non facili, ma cercheremo come sempre di offrirvi un servizio di analisi e di riflessione

ULTIMO NUMERO: Anno 9 uscita 70 del 01.10.2022

Il voto del 2022 nelle "capitali regionali"

Il voto del 25 settembre nelle "capitali regionali" (i capoluoghi di regione) ha rispettato la tradizione. Il centrosinistra è molto più forte che a livello nazionale, mentre la destra è più debole. La coalizione della Meloni è passata dal 31,2% al 33,9%, mentre quella di Letta è al 33,1% (32,9% nel 2018); seguono il M5s col 16,5% (31,1%) e Azione/Italia viva col 10,2% (non presente quattro anni fa). L'affluenza è passata dal 70,6% (72,9% nazionale) del 2018 al 64,1% (63,9% nazionale), scendendo meno che nel resto d'Italia e allineandosi quasi perfettamente al dato complessivo. Resta il fatto, però, che è stato un gioco "a perdere": la destra ha avuto 1,512 milioni di voti (74mila in meno che nel 2018), il centrosinistra 1,478 (198mila in meno), il M5s 0,737 (844mila in meno); ha guadagnato solo Calenda (455mila voti) solo perché nel 2018 alle politiche non c'era. La differenza fra risultati nelle capitali regionali e resto del Paese è notevole, come si diceva: la destra perde il 9,8%, il centrosinistra guadagna il 7%, il M5s ha un +1,1% e Azione/Italia viva è a +2,4%. A livello territoriale, nelle metropoli, i rapporti di forza fra i poli sono i seguenti: Nord-Ovest, destra 33,9%, centrosinistra 37,1%, M5s 10,5%, Az/Iv 12,5%; Nord-Est, destra 39%, centrosinistra 33,3%, M5s 8,3%, Az/Iv 8,6%; Centro "ex rosso", destra 29,5%, centrosinistra 41%, M5s 10,8%, Az/Iv 11,6%; Roma, destra 37,4%, centrosinistra 32,4%, M5s 14,1%, Az/Iv 10,8%; Sud, destra 29,8%, centrosinistra 25,1%, M5s 33,8%, Az/Iv 5,9%; Isole, destra 30%, centrosinistra 23,1%, M5s 32,1%, Az/Iv 5,9%. Fra i leggi tutto

Che cosa insegneremo della guerra

Francesco Provinciali *

“L’istruzione non è memorizzare che Hitler ha ucciso 6 milioni di ebrei.
L’istruzione è capire come è stato possibile che milioni di persone comuni fossero convinte che fosse necessario farlo.
L’istruzione è anche imparare a riconoscere i segni della storia, se si ripete.” (Noam Chomsky)

 

La storia è maestra di vita ma sovente insegna a pessimi scolari.

Tanto è vero che ne faremmo volentieri a meno, immersi come siamo in quel presentismo totalizzante che ci pervade e ci copre – scrive Marcello Veneziani- come una “cappa” sotto cui tutto si avvolge, si confonde e si dimentica: un segno dei tempi è la prevalente preoccupazione di salvare il diritto all’oblio rimuovendo con disinvoltura il dovere della memoria. Tanto è vero che da alcuni anni a questa parte la scuola la insegna sempre meno e in modo discrezionale, episodico, frammentato,  privandola di quel nesso di continuità che lega gli eventi, oppure fermandosi ad un certo punto perché quella recente è troppo densa di avvenimenti, suscettibile di interpretazioni, legata a residui ideologici sopravvissuti: il programma di studio non la contempla tutta, è quasi paradossale che la seconda metà del 900 sia come rimossa dai libri di testo o dai programmi di insegnamento. E così finiamo per vivere il presente senza essere consapevoli o informati degli eventi leggi tutto

Cosa sono le “Sindromi funzionali”, come si combattono?

Francesco Domenico Capizzi *

In ogni ambito sociale e professionale l’abitudine a ricondurre sintomi vari e mutabili ad una specifica malattia organica rischia di creare vasti coni d’ombra sulle sindromi funzionali inorganichele cui origini non risiedono in lesioni e malfunzionamenti di organi ed apparati. In queste sindromi, a differenza delle malattie (organiche), si manifestano sintomi e condizioni di malessere, anche gravi, niente affatto sostenute da cause fisiopatologiche e dunque da malattie di organi ed apparati.

Un caso esemplare: se una persona accusa difficoltà significative e reiterate durante gli atti della deglutizione (disfagia), ma se risultano nella norma, in primis, l’esame clinico, e poi, se ritenute indispensabili, le indagini endoscopiche e funzionali esofagee (manometria esofagea), si potrà escluderla dalle varianti anatomo-patologiche dell’acalasia esofagea (difetto della motilità esofagea e spasmo permanente dello sfintere esofageo inferiore) suscettibile di risoluzione chirurgica mininvasiva.

Questa persona sofferente, ma indenne dalla malattia organica andrebbe ad aggiungersi alla quota rilevante (6-10%) di popolazione con sindromi funzionali inorganiche che si rivolge al medico di Medicina generale e allo specialista, ai quali spetta il corretto inquadramento nosologico della situazione di angustia, evitando, se clinicamente opportuno, che la diagnosi si fondi soltanto leggi tutto