Ultimo Aggiornamento:
03 dicembre 2022
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Argomenti

Che cosa insegneremo della guerra

Francesco Provinciali * - 01.10.2022

“L’istruzione non è memorizzare che Hitler ha ucciso 6 milioni di ebrei.
L’istruzione è capire come è stato possibile che milioni di persone comuni fossero convinte che fosse necessario farlo.
L’istruzione è anche imparare a riconoscere i segni della storia, se si ripete.” (Noam Chomsky)

 

La storia è maestra di vita ma sovente insegna a pessimi scolari.

Tanto è vero che ne faremmo volentieri a meno, immersi come siamo in quel presentismo totalizzante che ci pervade e ci copre – scrive Marcello Veneziani- come una “cappa” sotto cui tutto si avvolge, si confonde e si dimentica: un segno dei tempi è la prevalente preoccupazione di salvare il diritto all’oblio rimuovendo con disinvoltura il dovere della memoria. Tanto è vero che da alcuni anni a questa parte la scuola la insegna sempre meno e in modo discrezionale, episodico, frammentato,  privandola di quel nesso di continuità che lega gli eventi, oppure fermandosi ad un certo punto perché quella recente è troppo densa di avvenimenti, suscettibile di interpretazioni, legata a residui ideologici sopravvissuti: il programma di studio non la contempla tutta, è quasi paradossale che la seconda metà del 900 sia come rimossa dai libri di testo o dai programmi di insegnamento. E così finiamo per vivere il presente senza essere consapevoli o informati degli eventi leggi tutto

Un ministero per la ricerca pura e applicata

Francesco Provinciali * - 17.09.2022

Possiamo agevolmente risalire al pregevole volume “La società scientifica” di Saverio Avveduto – edizioni Etas Kompass, 1968, per inquadrare il tema della ricerca nel contesto culturale, antropologico e istituzionale di una società italiana in rapida e profonda trasformazione. L’autore di questa opera - che all’epoca rappresentava una significativa novità sul piano epistemologico e scientifico, ma anche nel contesto delle tematiche formative di cui iniziava ad occuparsi l’allora Ministero della Pubblica Istruzione di cui era Direttore Generale, prima per l’educazione popolare e poi per gli scambi culturali - insegnò dal 1966 al 1996 Sociologia dell’educazione all’Università La Sapienza di Roma, contribuendo a sistematizzare i contenuti metodologici e didattici di questa nuova disciplina emergente.

La lettura di questo saggio è fondamentale per comprendere come mai il tema della ricerca, studiato in forma sistematica e introducendo per la prima volta nei compiti di cui il Ministero si occupava la logica dell’analisi comparativa tra il nostro sistema scolastico e quello degli altri Paesi, fosse un argomento di pertinenza dell’ambito formativo e dell’istruzione. Ma questo spiega anche come in quel contesto istituzionale la tematica della ricerca e dell’istruzione universitaria spingeva per muoversi in uno spazio autonomo, slegato dall’ordinamento per ordini e gradi di studi che andava dalla scuola materna statale (istituita proprio leggi tutto

Rientrano a scuola i docenti no-vax e i lavoratori fragili privi di tutele

Francesco Provinciali * - 03.09.2022

Mentre noti virologi che hanno sempre ispirato le decisioni sanitarie sul Covid da parte dei Governi in carica si candidano alle elezioni o si mettono a disposizione dell’esecutivo per rafforzare una linea di tendenza preventiva ispirata dalla scienza e dalla medicina, giunge alle scuole una Circolare del Ministro dell’Istruzione sul rientro in servizio dal 1° settembre dei docenti no-vax. Con il 31 agosto cessano le misure di protezione sanitaria e anche i professori non vaccinati potranno ritornare a scuola, anche se impegnati in compiti diversi dall’insegnamento. Nonostante la più recente media nazionale si attesti su circa 25 mila nuovi casi e 100 decessi giornalieri, con un indice di positività tra il 15 e il 20 % a seconda delle regioni, si allentano le restrizioni ed è significativo che ciò avvenga anche a scuola, dove non sono stati adottati gli attesi provvedimenti sull’aerazione delle aule, l’organizzazione della didattica in presenza, il sovraffollamento delle classi, i distanziamenti e la profilassi dei casi: le scuole sono un luogo di compresenze variegate per età di alunni e personale ma prive di presìdi sanitari di controllo specie da quando la figura del medico scolastico è stata giubilata.

Nel frattempo, nonostante emendamenti e odg presentati in Parlamento dagli On.li De Toma e Dall’Osso, e leggi tutto

Il docente esperto: la strana invenzione del Ministro Bianchi, oltre il CCNL e lo stato giuridico

Francesco Provinciali * - 27.08.2022

Quando assunse la guida del Ministero dell’Istruzione il Prof. Patrizio Bianchi disse che avrebbe voluto una “scuola affettuosa”. Ora che se ne va per le dimissioni del Governo, la lascia “litigiosa e insoddisfatta”.

All’avvio del nuovo anno scolastico manca meno di un mese ma si teme che – al netto delle varianti Covid con relativa organizzazione di specifiche e aggiornate misure di profilassi per alunni, docenti e personale (tra cui i lavoratori fragili rimasti senza tutele) - inevitabilmente si dovrà fare i conti con i problemi di sempre: carenze di organici, ritardi nelle nomine, classi pollaio, disabili senza sostegno, crescente doppia burocrazia che sommerà come sempre quella delle circolari ministeriali a quella dei progettifici della scuola dell’autonomia. Il disegno di una scuola 4.0 nell’ambito del Pnrr ha peccato di eccesso di annuncio: per adesso si prende atto della nascita di un nuovo organismo nella pletora già soffocante di quelli esistenti, la “Scuola di alta formazione e formazione continua”, che affiancherà le Direzioni generali e i Dipartimenti esistenti, dovrà coordinarsi con le scuole del territorio e si avvarrà della consulenza di INDIRE e INVALSI.

Il nome è roboante ma prelude ad un palinsesto faraonico per dispensare formazione on line, attraverso enti e associazioni che si leggi tutto

Una scuola aperta a tutti

Francesco Provinciali * - 16.07.2022

Quando in una classe ci sono bambini e bambine di ogni parte del mondo si avverte quanto grande e importante, forse decisivo, potrebbe essere il significato di quella presenza per il futuro dell’umanità.

Dopo la famiglia, la scuola è il luogo della prima socializzazione, cioè dell’apertura di credito alle relazioni interpersonali, ma anche della formazione dell’intelligenza e del carattere e della trasmissione di quei valori di civiltà che possono dare un senso alla nostra vita.

C’è una ricchezza straordinaria insita in quel potenziale umano: di menti e di cuori pronti a ricevere buoni insegnamenti, di creature che stanno crescendo e alle quali si può indicare – con l’autorevolezza istituzionale e morale che è implicita nel compito degli educatori – la via del bene affinché possano trovare poi da sé quella della verità.

Sono bambini e bambine che non sanno ancora nulla delle cattiverie e delle malizie del mondo e che non attribuiscono certamente alle culture di provenienza, alle diverse etnie, alle confessioni religiose o al colore della pelle quei significati distintivi e selettivi, a volte di retaggio, che gli adulti solitamente usano quando si rapportano tra di loro.

Il compito più straordinario che attende ogni educatore è quello di formare menti aperte, critiche e libere leggi tutto

Verso la scuola 4.0 nel PNRR, tra digitalizzazione, nuove forme di reclutamento e aggiornamento del personale

Francesco Provinciali * - 11.06.2022

La relazione del sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli  al Consiglio dei Ministri del 26 maggio u.s. ha fatto cenno ad alcune piste su cui intende muoversi il Governo per presentare un modello di scuola definito 4.0, in linea con il Decreto Legge PNRR/2- bis pubblicato sulla GU n.°100 del 30/4 e ora in discussione alle Camere, per aderire alle richieste dell’U.E. di innovazione del sistema formativo e per consentire l’accesso ai finanziamenti europei del Recovery Fund- Next generation EU.

Ambiziosamente la relazione aggiorna gli obiettivi di giugno per il piano di trasformazione del Paese, in tutto 30 di cui 18 definiti “conseguiti” e riguarda tutti i Ministeri: sullo sfondo la riconversione ecologica e il piano di trasformazione digitale della P.A.

In materia di istruzione, con il citato Decreto Legge è stata riformata la carriera dei docenti con la definizione di nuovi sistemi di reclutamento e di formazione.

Si prevede inoltre un Decreto ministeriale per l’adozione del piano Scuola 4.0 al fine di favorire la transizione digitale del sistema scolastico italiano per creare scuole innovative, nuove aule didattiche e laboratori, partendo dalla trasformazione di 100.000 classi in ambienti di apprendimento innovativi e alla creazione di laboratori per le nuove professioni digitali in tutte le scuole del II ciclo. leggi tutto

La dispersione scolastica implicita: un quindicenne su due non comprende ciò che legge

Francesco Provinciali * - 04.06.2022

A margine del Convegno “Impossibile” promosso da ‘Save The Children’ sulle problematiche (ricorrenti) e sulle aspettative (inevase) che riguardano bambini e adolescenti, restano i dati impietosi sciorinati, nella quattro giorni di confronto e riflessione, dal Presidente Claudio Tesauro.

Ci sono tendenze e derive che si stanno consolidando, come la cd. “dispersione scolastica implicita” che consiste nei deludenti risultati in termini di apprendimento e formazione che gli studenti conseguono nel corso del curricolo degli studi, già considerando le abilità di base. Se utilizzassimo come parametro di valutazione degli esiti di istruzione la tassonomia di Bloom (conoscenza-comprensione-applicazione-analisi-sintesi e valutazione) ci accorgeremmo che un quindicenne su due non è in grado di comprendere il significato di un testo scritto sottopostogli come lettura. Fermandosi forse ben prima dei livelli sopra richiamati: siamo lontanissimi dal conseguimento del ‘problem solving’, come capacità di coniugare intelligenza e intuizione, che presuppone il possesso di tutti i passaggi apprenditivi “a salire” enunciati nella tassonomia stessa. L’OCSE da tempo evidenzia una sorta di inefficacia formativa del sistema scolastico italiano, mentre i test INVALSI (per quanto antipatici, ostici e parziali) confermano questa scia negativa che si protrae e ingloba livelli e gradi del corso di studi: secondo i dati del 2021 due quattordicenni leggi tutto

Imparare a scrivere: meglio con la penna o con il tablet?

Francesco Provinciali * - 13.11.2021

Per un Paese come la Finlandia che destina oltre il 7% del PIL nazionale alle spese di istruzione decidere di abolire l’apprendimento della lingua scritta con il corsivo per sostituirlo con l’uso del tablet in classe da parte di ciascun alunno fin dal primo anno della scuola dell’obbligo potrebbe rivelarsi nel tempo una scelta lungimirante, visto che le scuole della Repubblica Finlandese sono considerate dall’OCSE tra le più avanzate al mondo in quanto a metodologie didattiche ed efficienza-efficacia del sistema formativo. Occorre tuttavia un fisiologico periodo di sperimentazione prima di arrivare a conclusioni enfatiche o affrettate. Tutto questo è peraltro già in atto dal 2016: l’introduzione dell’apprendimento della letto-scrittura attraverso le tecnologie informatiche sta avvenendo in forma estensiva ma graduale, il corsivo è sostituito dalla digitazione della tastiera ma la scrittura a stampatello continuerà ad affiancare il nuovo metodo come insegnamento facoltativo (Finnish National Agency for Education EDUFI - Istituto Nazionale per l’Educazione Finlandese). Ciò comporta non solo un grande investimento in dotazioni tecnologiche ma anche una preliminare e obbligatoria formazione del personale docente all’uso quotidiano in classe dei mezzi informatici. Il livello di padronanza delle nuove tecnologie nelle giovanissime generazioni già prima del loro ingresso a scuola dovrebbe rendere più facile il compito dei leggi tutto

Scuola: si va verso la riduzione dei posti di docente di sostegno?

Francesco Provinciali * - 06.11.2021

Per comprendere la domanda posta nel titolo è utile fare riferimento ad un documento elaborato e diffuso dalla UIL SCUOLA, che riassume in una scheda alcuni quesiti e interrogativi posti a seguito della attivazione di corsi di formazione in servizio per il personale docente da parte del Ministero dell’Istruzione, segnatamente quello sul tema della ‘sicurezza’ e quello relativo al ‘sostegno educativo-didattico”.

Nel primo caso si tratta di un corso già svolto in larga parte delle scuole, nel secondo di una iniziativa di formazione in atto nel corrente anno scolastico che prevede 25 ore di impegno obbligatorio. In entrambe le fattispecie il Sindacato scuola UIL ribadisce e ricorda che la partecipazione deve intendersi compresa nelle 40 ore annuali di aggiornamento/formazione previste dal vigente contratto nazionale di lavoro. Sulla adesione la UIL ricorda inoltre che il piano della attività di cui trattasi deve essere deliberato dal collegio dei docenti, nell’ottica dell’autonomia scolastica, tenendo conto che il Contratto del 19 novembre 2019 assegna agli istituti scol.ci il 60 % delle risorse disponibili mente il restante 40% viene gestito direttamente dall’Amministrazione della P.I.

La UIL argomenta intorno al concetto di obbligatorietà dei due corsi sopra descritti: nel primo caso si tratta di una iniziativa che riguarda la formazione sul tema della sicurezza, leggi tutto

Alle origini del rischio educativo e del disagio scolastico

Francesco Provinciali * - 25.09.2021

Cresce il numero delle segnalazioni che le scuole inoltrano ai tribunali minorili per rappresentare situazioni di forte disagio riscontrate negli alunni, al di là dello “scolasticamente risolvibile”, con motivazioni variegate rispetto alle esperienze e ai vissuti, oltre che dense di significati impliciti o difficilmente intellegibili.

Da molti anni il sistema scolastico del nostro Paese presta particolare attenzione al tema del diritto allo studio, inteso come domanda sociale di istruzione ma anche come strumento per sviluppare le potenzialità di crescita intellettuale, emotiva, relazionale di ciascuno attraverso un’offerta di opportunità formative sempre più individualizzate e mirate. Disagio scolastico e insuccesso educativo riguardano bambini e adolescenti che in diversa misura non riescono a compiere il percorso dell’obbligo, che si assentano dalle lezioni per periodi a volte talmente lunghi da compromettere l’esito dell’anno scolastico ma questa “inadempienza” è sovente la punta di un iceberg che nasconde situazioni più complesse, cui la scuola da sola non sempre riesce a tener fronte, indipendentemente dalla collaborazione o viceversa dal disimpegno delle famiglie. L’esperienza di ascolto dei minori che attraversano momenti di difficoltà rispetto alla frequenza scolastica consente di risalire alle motivazioni che hanno originato il “gap”, il distacco, l’allontanamento dal contesto formativo: la pratica del colloquio con i leggi tutto