Ultimo Aggiornamento:
09 maggio 2026
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Argomenti

Università senza futuro

Francesco Provinciali * - 18.04.2026

Una riflessione non solo sul ruolo e sulla funzione delle Università (peraltro significativamente più datate e radicate nella storia della istituzionalizzazione della cultura in Italia e nel mondo, ma in particolare in Europa, di quanto sia stata la scuola dell’obbligo, o gli apprendimenti basilari dell’alfabetizzazione popolare o la durata dei curricula fino agli studi secondari) risulta opportuna per entrare dentro questa enclave accademica: chi apre la “porta di ingresso” al visitatore curioso di capire è Luca Solari, un docente che vi insegna e si occupa di Organizzazione aziendale presso il Dipartimento di. Scienze Sociali e Politiche dell'Università degli Studi di Milano, in quanto Presidente del Collegio Didattico del Corso di Laurea magistrale in Management of Human Resources.

Molto opportunamente l’autore di questo saggio - circa il valore degli studi universitari (e sull’utilità della stessa Università come istituzione) - si sofferma in esordio sulla descrizione delle dimensioni delle istituzioni universitarie italiane nel loro complesso.

I dati ufficiali del Ministero riferiti all’anno accademico 2023/2024 sono utili e significativi per comprendere le dimensioni di una realtà molto spesso frammentata e certamente connotativa di una dimensione alla fin fine persino ingombrante e significativa: si parla di 1.960.00 studenti, 113.400 docenti (compresi ricercatori e docenti a contratto) e 57.200 amministrativi e tecnici. leggi tutto

Un docente con disabilità ha diritto ad una sede scolastica vicina al domicilio

Francesco Provinciali * - 11.10.2025

Dopo l’entrata in vigore della legge 18 luglio 2025 n. 106 “Tutela dei lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche, invalidanti con invalidità del 75%”, si sono riscontrate disapplicazioni del principio di conservazione del posto di lavoro e della sede di servizio nei casi di assenze previste dall’art.1 della citata norma. La competenza esclusiva di un capo d’istituto nell’assegnazione del plesso ad inizio anno scolastico – prerogativa introdotta dal combinato disposto dello status dirigenziale e dell’autonomia scolastica – trova infatti un limite nel diritto soggettivo del docente a veder riconosciute alcune tutele che riguardano le proprie condizioni di salute. Si è già ampiamente evidenziato come l’art.21 della legge 104/92 stabilisca che un docente titolare di invalidità pari a 2/3 unita al possesso dei requisiti di cui all’art. 3 comma 1 della stessa legge 104 non consenta il suo spostamento di sede se non per urgenti ed indifferibili motivi organizzativi di cui spetta al dirigente scolastico produrre l’onere della prova, oltre all’obbligo di consultare il docente interessato e di acquisirne il consenso. Figuriamoci se ciò avviene spostando l’interessato fuori dal comune di domicilio, creando una situazione di evidente disagio. Sulla materia l’On.le Debora Serracchiani firmataria del DDL 153 presentato alla Camera che ha originato l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione unanime e bipartisan della legge leggi tutto

Il 6 in condotta e il compitino di cittadinanza

Francesco Provinciali * - 10.09.2025

Dopo il Senato (74 sì e 56 no) anche la Camera (154 sì, 97 no e 7 astenuti) ha approvato in via definitiva il cd. DDL Valditara “Revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento delle studentesse e degli studenti'. Il provvedimento prevede diverse novità per la scuola: dalla bocciatura con il 5 in condotta alle secondarie di secondo grado, al ritorno della valutazione numerica sul comportamento a quelle del primo grado, fino alle multe per aggressioni al personale scolastico. La scuola primaria mantiene la soluzione docimologica dei giudizi sintetici nella valutazione periodica e conclusiva.  La novità più rilevante, quella che fa già discutere addetti ai lavori, professionisti della scuola, famiglie e studenti riguarda il voto minimo di condotta che sarà 7, per essere ammessi alla classe successiva. Gli alunni che al termine dell’anno scolastico riceveranno invece 6 dovranno sostenere una prova attualmente definita “compito di cittadinanza” che costituirà oggetto di valutazione dirimente al fine del passaggio alla classe successiva, ovvero alla bocciatura.  Questo nuovo criterio di valutazione riguarderà al momento solo le scuole superiori: un voto pari al 6 darà automaticamente luogo ad una sorta di ‘debito formativo’ da sanare attraverso un elaborato allo stato attuale genericamente afferente all’ambito dell’educazione civica. Il voto di condotta per questo leggi tutto

Legge 106/2025 di tutela dei malati oncologici, cronici e invalidi. Le prime difficoltà applicative nella scuola

Francesco Provinciali * - 06.09.2025

Aspettavamo al varco applicativo la legge 18 luglio 2025 n.° 106, di cui si è già illustrata la ratio di tutela dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti ed ecco che un problema emerge per i docenti che intendono avvalersene, a partire dall’inizio del nuovo anno scolastico.

La legge prevede - oltre ai 24 mesi anche frazionabili di assenza (non retribuita e senza contributi figurativi, riscattabili a totale carico dell’interessato) per patologie oncologiche, immunodepressive, croniche e invalidanti in concomitanza al possesso del 75% di invalidità certificata - anche la conservazione del posto per i soggetti richiedenti. Ad inizio anno scolastico vengono invece segnalati casi di docenti che si trovano in queste condizioni di patologie certificate e di invalidità, oltre che titolari di legge 104/92, che – in taluni casi senza preavviso e senza il loro consenso - vengono assegnati - senza prendervi servizio - ad altra sede, spesso più disagiata e lontana dal domicilio e senza alcuna spiegazione, se non un eventuale motivo di organizzazione interna, a discrezione del dirigente scolastico. La conservazione del posto e della sede di servizio è invece – per queste categorie di lavoratori che la legge 106/2025 intende tutelare - un diritto soggettivo inalienabile: tanto è vero che questi docenti sono esclusi dalle graduatorie di istituto dei perdenti posto. Ciò vale

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Le linee guida di Valditara per il primo ciclo: ci sono le radici ma servono le ali

Francesco Provinciali * - 05.04.2025

Sono molte le novità che il testo delle indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione - licenziato dalla commissione ministeriale - potrebbe introdurre nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado.  A cominciare dal latino, come insegnamento facoltativo a partire dal secondo anno della scuola media inferiore: un ripescaggio – si legge nella bozza - che mira a “comunicare e rafforzare la consapevolezza della relazione storica che lega la lingua italiana a quella latina e a rendere evidente come il latino costituisca un’eredità condivisa e un elemento di continuità tra le diverse culture europee”. Il ministro Valditara ha caldeggiato questa scelta come un ‘ritorno al futuro’ sottolineando che studiare il latino è importante per quattro motivi: “È una palestra di logica e abitua al ragionamento; come diceva Gramsci, abitua a studiare, aiuta a capire la grammatica e la sintassi italiana e ad esprimersi meglio, infine è la testimonianza di una civiltà che ha condizionato la civiltà occidentale.”. A questa materia sarà dedicata “un’ora alla settimana, che le scuole decideranno come inserire nell’orario”, ha spiegato il ministro, “farà parte del curriculum, per cui metteremo a disposizione le risorse umane necessarie” e sarà soggetta a valutazione docimologica.

Fa decisamente notizia anche il ritorno della storia – nella leggi tutto

Le linee guida di Valditara e la formazione dei docenti

Francesco Provinciali * - 29.03.2025

A cinquant’anni dai decreti delegati e a venticinque dall’autonomia scolastica la Commissione incaricata di redigere linee di indirizzo didattico per il primo ciclo di istruzione presenta al Ministro Valditara la bozza delle proposte che saranno socializzate per un più ampio dibattito che coinvolga le scuole e la società civile.

Non si tratta – come con frettolosa approssimazione una certa critica, composta in prevalenza da sedicenti esperti o aspiranti tali, ha etichettato – di veri e propri Programmi prescrittivi formalizzati con un provvedimento legislativo, come finora è stato per ogni ordine e grado del nostro sistema scolastico.

Si presume infatti che il testo definitivo sarà licenziato come ‘decreto ministeriale’: inutile sottolineare come anche la veste normativa avrà la sua importanza. Non si tratta peraltro di un provvedimento autoritativo del Ministro poiché anche i sistemi scolastici anglosassoni – che sovente idolatriamo copiando lessico e contenuti didattici- muovono da tempo dal decentramento dei programmi verso un “common core” (un curricolo comune) senza essere tacciati di nazionalismo. Ciò premesso, al fine di comprendere l’indirizzo che il Ministero intende attribuire alle linee guida è utile partire da un presupposto che lo stesso Valditara considera esplicativo e dirimente per descriverne il basilare proposito: “prendere il meglio della nostra tradizione per costruire leggi tutto

Quali motivazioni pedagogiche sottendono le linee guida del Ministro Valditara

Francesco Provinciali * - 22.03.2025

Il Ministro Valditara presenta le indicazioni nazionali per il primo ciclo del nostro ordinamento scolastico e subito si scatena la canea degli oppositori che le additano come il “manuale dello studente sovranista”.

Si tratta in genere di giudizi severi espressi sulla carta da persone che non mettono piede in una scuola da quando la frequentavano come studenti, ne conservano forse un cattivo ricordo e giudicano in modo ideologicamente preconcetto il testo licenziato dalla commissione ministeriale, includendo ad es. la scuola dell’infanzia (che ha i ‘suoi’ Orientamenti educativi) nel primo ciclo di istruzione.

In questa premessa vorrei tentare di interpretare alcune motivazioni pedagogiche che hanno sollecitato i nuovi indirizzi didattici nazionali che cercherò di considerare nel merito in una successiva riflessione.  

Negli ultimi decenni c’è stata una destrutturazione delle materie e delle discipline scolastiche a favore di un generalismo ibrido: ne è prova l’accorpamento di insegnamenti classici come la storia e la geografia nella cosiddetta “geo-storia”, un miscuglio di idee sovrapposte e depauperate da solide conoscenze.

Così come l’espunzione delle poesie mandate a memoria, delle tabelline (sostituite da calcolatrici e pc), della scrittura manuale, della musica e dell’arte ridotte a corollari sperimentali. Ora i temi si fanno usando ChatGPT, lo stesso dicasi leggi tutto

Scuola: la riforma Valditara tra anticipazioni, illazioni e pregiudizi

Francesco Provinciali * - 25.01.2025

Tra tutte le chiavi di lettura del testo di revisione dei programmi scolastici anticipato a grandi linee dal Ministro Valditara in una intervista al Giornale non ce n’è una che sia in grado di definire una traccia organica del disegno riformatore, la sua ampiezza, la sua portata, le materie oggetto di trattazione, in un certo senso le ambizioni sottese, la cornice e i contenuti organici, l’ordine e il grado di istruzione interessati.

Per ora lo stesso Ministro ha riferito di “nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo” che prenderanno corpo non prima di marzo anche se è probabile che l’ipotesi iniziale possa poi estendersi alla scuola secondaria.

Nessuna di queste chiavi – rubricate nell’armamentario degli opinionisti e dei preconcetti oppositori - apre il cassetto della scrivania del titolare del dicastero di Viale Trastevere dove è custodita la bozza in progress del testo che la Commissione incaricata della materia sta gradatamente assemblando. Non è neppure chiara la veste giuridica che assumerà il provvedimento: si parla di un decreto ministeriale, di un disegno di legge, di una normativa che sarà posta al vaglio del Parlamento per poi assumere lo status di DPR, alla stregua dei cd. “decreti delegati” del 31/5/1974 che hanno appunto compiuto mezzo secolo. Perché è fondamentale l’assetto, leggi tutto

Il primo giorno di scuola

Francesco Provinciali - 07.09.2024

Il giorno fatidico è arrivato, quello tanto atteso dalle mamme, dai papà, dai nonni e dai parenti che formano il nucleo famigliare più allargato dei bambini e delle bambine.

Ma possiamo dire altrettanto per loro, per i nostri figli?

Oppure l’attesa – carica di emozioni, qualche volta di ansie incontenibili – è un fatto che riguarda prevalentemente gli adulti, di cui i piccoli percepiscono forse gli aspetti più deteriori, legati ai preparativi e al lungo rituale di acquisti, di corredo, di impegni e di un’immaginazione spesso fantasiosa?

Parliamo del primo giorno di scuola, naturalmente: un evento che si carica di significati allusivi prevalentemente legati alle suggestioni e al modo di pensare dei grandi.

Perché i diretti protagonisti - i figli-alunni - vivono di riflesso questo ‘avvenimento’ e spesso arrivano persino troppo preparati, tesi come se dovessero comportarsi seguendo strettamente un copione già scritto dai loro genitori.

E invece sono proprio loro, i bambini, i depositari delle proprie emozioni.

Mamme e papà, lasciate entrare vostro figlio con fiducia in quella scuola!

Non preoccupatevi subito dei risultati: arriveranno secondo i tempi e i ritmi di ciascuno, l’importante è che i bambini vivano con naturalezza il loro percorso scolastico, senza sentire il peso dell’ansia anticipatoria degli adulti. leggi tutto

La laurea, un bene di famiglia

Francesco Provinciali - 03.08.2024

Nell’annuale Rapporto ISTAT sui “livelli di istruzione e i ritorni occupazionali” riferito ai dati rilevati nel 2023, si evidenzia come il titolo di studio posseduto dai genitori resti un valore aggiunto per il percorso formativo dei figli. Quando infatti i genitori hanno un basso livello di istruzione quasi un quarto dei figli (il 24%) abbandona precocemente gli studi mentre di converso questa percentuale scende precipitosamente al 2% se il padre o la madre sono laureati. E mentre in un contesto familiare culturalmente deprivato solo il 10% dei figli completa il corso di studi fino alla laurea, in presenza di un genitore in possesso di laurea questo dato sale fino al 70% dei casi. È di tutta evidenza come la famiglia sia non solo un ambiente relazionale e affettivo – realtà peraltro pur sempre fondamentale per una crescita psico-fisica positiva della prole – ma inoltre come il dato culturale e più specificatamente il possesso di un titolo di studio elevato- segnatamente una o due lauree – conseguito dei genitori, rappresenti un atout di assoluto rilievo peraltro incidentale nel curricolo scolastico dei figli fino al raggiungimento, a loro volta,  del più alto titolo di studio. Considerando inoltre la fascia di popolazione compresa tra i 25-64enni, il tasso di occupazione dei laureati è 11 leggi tutto