Ultimo Aggiornamento:
26 settembre 2020
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Argomenti

Scuola: contenitore e contenuti

Francesco Provinciali * - 19.09.2020

Di tutte le preoccupazioni che accompagnano strada facendo i preparativi per l’avvio del prossimo anno scolastico la più pressante, impellente e dirimente è che le scuole si possano finalmente riaprire, le aule e gli spazi ragionevolmente attrezzabili  riescano ad ospitare tutti gli alunni che avranno il diritto di accedervi, che il numero degli insegnanti sia sufficiente a coprire gli organici necessari per far fronte allo spacchettamento orario e fisico delle classi e che tutto ciò possa aver luogo in un contesto sicuro, accogliente, organizzato, con tutte le tutele igienico sanitarie lungamente studiate e previste per garantire una profilassi adeguata all’incombente pericolo del contagio.

Questo pensiero turba il sonno degli addetti ai lavori –  dal Ministero ai dirigenti scolastici , ai docenti e ai collaboratori amministrativi, tecnici e ausiliari – ma anche delle famiglie e, ad un livello di consapevolezza rapportato all’età dell’utenza, agli studenti stessi.

Uscire da un lungo periodo di lockdown e dalla sperimentazione – frammentaria, non sistematica, spesso improvvisata e geograficamente diseguale  - della “didattica a distanza” per riaprire i battenti ad una incerta e indefinita aspirazione di normalità ‘in presenza’ necessita di dotarsi di una specie di paracadute per un atterraggio morbido, sul piano organizzativo e funzionale e su quello psicologico e relazionale. leggi tutto

Un alunno modello

Francesco Provinciali * - 12.09.2020

L’anno scolastico iniziato – il più insidioso e problematico dal dopoguerra ad oggi- oscilla tra il ‘dover essere’ e il ‘poter fare’. Per adottare tutte le misure utili a fronteggiare contagi nelle scuole sono state emanate fior di linee guida, indicazioni, prescrizioni, in modo ponderoso e incalzante, una minuziosa e dettagliata serie di ordini e divieti che i singoli istituti scolastici devono adattare al proprio contesto, modulandoli ai vari gradi e ordini di studio. I dirigenti scolastici, all’atto pratico sono gravati di responsabilità in ordine al regolare svolgersi delle attività didattiche e si può dire che non si sono fatti cogliere impreparati, avendo trascorso l’estate a leggere le carte, misurare, ordinare banchi, prodotti di pulizia, studiare tutte le soluzioni possibili per accogliere gli alunni, regolamentare e adattare gli spazi, prevedere l’utilizzo del personale. Peccato che dopo aver proclamato lo stato di emergenza il 31 gennaio il governo e il ministero abbiano lasciato passare alcuni mesi, addossando tutta la congerie infinita dei problemi a ridosso dell’estate. Ci sono aspetti non ancora risolti, come l’assegnazione del personale aggiuntivo necessario, la dotazione di banchi omologati, l’orario di apertura e funzionamento: l’autonomia degli istituti scolastici consente di partire dove finiscono le competenze ministeriali e le leggi tutto

Scuola, dal lockdown al countdown

Francesco Provinciali * - 26.08.2020

Oltre gli spazi e i tempi come coordinate di fondo dello scenario della ripresa delle lezioni che proiettati su un diagramma cartesiano rendono l’idea di una sorta di quadratura del cerchio senza soluzioni certe,  i banchi attesi e si spera in arrivo, gli organici aggiuntivi da assegnare, le linee guida organizzative e sanitarie, il distanziamento, le mascherine, l’alternativa della didattica a distanza ridotta al rango di ipotesi mal digerita, il trasporto degli alunni da e per la scuola, il loro accompagnamento da parte di un solo genitore, il divieto di ingresso dei familiari nei locali scolastici, la misurazione preventiva della temperatura corporea effettuata al mattino a casa, la mensa, l’uso degli spazi esterni, il ricorso a locali messi a disposizione o richiesti ad enti vari, nuove e grigie nubi si addensano sull’inizio dell’anno scolastico.

Metro in una mano e manuale delle linee guida nell’altra i dirigenti scolastici hanno preso tutte le misure possibili ai locali scolastici, vagliato tutte le soluzioni esperibili, sondato – consultandosi tra loro e gerarchicamente o con le autorità locali – ogni ipotesi percorribile: comunque andranno le cose ricorderanno per un po’ di anni questa estate infuocata nella quale si sono accumulate e sovrapposte congetture e preoccupazioni di ogni tipo. leggi tutto

Il nuovo anno scolastico? “Ci stiamo lavorando”.

Francesco Provinciali * - 27.06.2020

“La ministra ha incontrato i sindacati e gli enti locali. Stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre”. Credo che dopo le parole “coronavirus” e “Covid-19” , quelle pronunciate dal Presidente Conte dal 31 gennaio (giorno del decreto emergenza sanitaria) ad oggi, siano state le più ascoltate: stiamo lavorando, stiamo provvedendo, ci stiamo organizzando e via dicendo.

Se il Governo fosse forte e coeso, credibile, sarebbero espressioni rassicuranti: essendo l’Italia all’ultimo posto dei Paesi OCSE in tema di fondi stanziati per l’istruzione, qualche dubbio sorge spontaneo.

In questi mesi di lockdown, dalla chiusura delle scuole a fine febbraio il tema del sistema formativo è stato vistosamente accantonato, quasi espunto dall’agenda politica. E’ stata elaborata una modulistica plurima e minuziosamente dettagliata per regolamentare le uscite da casa, gli spostamenti, i distanziamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici ma per le scuole – una volta sospese le lezioni in presenza e attivata, su iniziativa di ogni singolo istituto la DaD, nulla è stato previsto fino ad arrivare a ridosso degli esami di licenza media e di maturità. Eppure Istituto superiore di sanità, Protezione civile, virologi, Ministero della salute nel frattempo seguivano picchi e discese del contagio sociale: leggi tutto

Università: investimenti e organizzazione della didattica

- 20.06.2020

La didattica a distanza ha consentito di salvare l’anno accademico con buoni risultati in quasi tutti gli atenei. Ora occorre guardare al prossimo semestre con un occhio al futuro. Le università potrebbero fornire soluzioni utili anche per altri settori dell’istruzione e dei servizi trasmissibili. Non sarà però facile. Una malintesa concorrenza tra atenei e un grado di autonomia eccessivo tendono a produrre soluzioni diverse anche tra atenei pubblici vicini territorialmente generando confusione e complicazione burocratica. Basti pensare alle infinite modalità per il reclutamento dei professori e dei ricercatori che ogni ateneo ha voluto dipingere con la sua bandiera complicando i compiti dei commissari, riducendo trasparenza e confrontabilità dei risultati nella penisola.  E’ un peccato che il mondo accademico non riesca a contribuire alla semplificazione e alla sburocratizzazione.  L’organizzazione della didattica per il semestre che ci aspetta  a settembre può essere occasione di riscatto. Le incertezze sanitarie dovrebbero indurre a percorsi semplici e omogenei per tutti gli atenei del paese. Basterebbero un unico principio e un programma di più lungo respiro. Il principio è quello di garantire da subito didattica a distanza per tutti gli insegnamenti per i quali è possibile in tutta Italia. Questa decisione va seguita da interventi immediati a favore leggi tutto

Ciò che serve alla scuola, tra ripartenza e rinascita

Francesco Provinciali * - 10.06.2020

E’ praticamente dal ’68 che il sistema scolastico italiano non conosce tregua tra crisi vere e crisi inventate.

I decreti delegati del 1974 da un lato avevano avuto il pregio di definire ruoli e funzioni del personale in un contesto istituzionale che consacrava le spinte dell’evoluzione sociale, dall’altro avevano sofferto le difficoltà del transito da una struttura ordinamentale verticistica e gerarchizzata ad un modello che integrava nuovi soggetti e si apriva ad  una gestione collegiale: ne sono derivati alcuni vantaggi e molte difficoltà che vigono tuttora, ereditate.

Paradossalmente la deriva di democratizzazione dei processi decisionali ha assecondato una tendenza in atto nella società italiana e nei suoi apparati: la bulimia legislativa, con una esponenzialmente crescente proliferazione di nuove disposizioni,  in un contesto generalizzato di burocrazia paralizzante che ha prodotto una sorta di narrazione autoreferenziale fuorviante e inconcludente.

Ci si aspettava che accadesse il contrario: le logiche di buon governo e di programmazione dovrebbero favorire la semplificazione delle procedure e la focalizzazione degli obiettivi e dei fini che ciascuna istituzione deve perseguire.

Da quando nella scuola è entrato di tutto i corollari hanno a poco a poco sostituito  i compiti essenziali del sistema formativo, con una sovrapposizione di ruoli, iniziative e funzioni che leggi tutto

Riapertura delle scuola a settembre: più incognite che certezze

Francesco Provinciali * - 03.06.2020

Una delle conseguenze più evidenti della diffusione pandemica del COVID-19 – oltre il dato strettamente epidemiologico e sanitario che ne costituisce certamente l’aspetto più grave ed eclatante – è stata la brusca interruzione delle attività didattiche, la sospensione delle lezioni e la chiusura delle scuole in corso di anno scolastico: ciò ha riguardato all’atto pratico i sistemi formativi di tutti i Paesi del mondo, pur con differenti approcci e livelli decisionali. Analogamente il problema si riproporrà al momento della riapertura del nuovo anno scolastico e ciò a motivo del fatto che le misure di contenimento della pandemia possono subire variazioni e prevedere accorgimenti diversi in una situazione ove permangono vaste aree di contagio, non essendo stato debellato il virus ed essendo verosimilmente ancora lontano il momento in cui si potrà disporre di un antidoto vaccinale.

Le misure del distanziamento, dell’igiene delle mani e l’obbligo delle mascherine resteranno ancora per un tempo ragionevolmente lungo e  imprevedibile i primi, imprescindibili accorgimenti per monitorare il contagio, prevenirlo ed evitarne una possibile ripresa in concomitanza con l’allentamento di altre misure restrittive come previsto dalla cd. “fase 2”e in considerazione delle leggi tutto

Il Coronavirus, le scuole chiuse e l’istruzione a distanza

Francesco Provinciali * - 21.03.2020

La riforma Renzi-Faraone altrimenti definita della “buona scuola” aveva simbolizzato nell’immaginario collettivo la figura del “preside-sceriffo”: ciò a motivo del fatto che sembrava cogliersi nell’articolato (peraltro alquanto disarticolato) del provvedimento legislativo (legge 107/2015) una deriva decisionista che rafforzava le prerogative dei dirigenti scolastici.

Le recentissime puntualizzazioni del Ministro MIUR On.le Lucia Azzolina in materia di formazione e istruzione a distanza introducono una nuova metafora per responsabilizzare i capi di istituto in ordine all’attivazione di iniziative di didattica attuate coi mezzi telematici, in questo periodo di chiusura delle scuole e di sospensione delle lezioni in presenza: quella che li definisce “comandanti della nave”.

Facile intuire la volontà del Ministro di assicurare ‘comunque’  l’esercizio del diritto allo studio garantito dagli articoli 3 e 34 della Costituzione, dalla legislazione dei Decreti Delegati del 1974, dalla legge 517/1977 e dalle successive disposizioni, coerentemente ispirate al principio dell’assolvimento dell’obbligo scolastico  e formativo,  agli alunni costretti a casa dalla pandemia del Coronavirus per effetto leggi tutto

Derive critiche nella scuola della facilitazione

Francesco Provinciali * - 08.02.2020

Siamo ormai nel 46°anno dall’entrata in vigore dei cd. Decreti delegati nel sistema scolastico italiano (31 maggio 1974) e pare utile fare un provvisorio bilancio di questa importante riforma del sistema scolastico italiano e delle sue derive radicate in quasi mezzo secolo di esperienza.

Il Decreto più noto è il 416 poiché introdusse il principio della partecipazione democratica alla vita della scuola, istituendo i cd. organi collegiali che sancirono l’ingresso della componente dei genitori e – nelle superiori- anche di quella degli studenti nei consigli di classe e nei consigli di circolo e di istituto.

Molta acqua è passata sotto i ponti della gestione collegiale della scuola, con luci ed ombre: da un lato c’è chi ha lamentato una eccessiva ingerenza delle famiglie nelle questioni tecnico-didattiche-metodologiche proprie degli insegnanti. Altri hanno evidenziato come questo sistema abbia creato ulteriore burocrazia nella scuola, appesantendo le procedure di gestione con passaggi nuovi e spesso conflittuali, non di rado con interferenze della politica.

La partecipazione allargata alla gestione della scuola ha certamente favorito un processo di crescita e di consapevolezza intorno ai temi educativi e didattici, agli assetti organizzativi ed istituzionali, istituendo accanto alle tradizionali figure monocratiche una serie di organi collegiali a più livelli, composti dalla componente dei docenti, leggi tutto

Rinviato al 2020 il ritorno dell'educazione civica: il CNPI boccia il decreto Bussetti

Francesco Provinciali * - 25.09.2019

A parole praticamente avevano esultato tutti, forse eccetto chi a scuola ci lavora veramente ed ha un minimo di esperienza didattica e di insegnamento: ritornerà l’educazione civica nelle scuole, si insegnerà per 33 ore all’anno con tanto di voto in pagella, dalla scuola primaria alle superiori ma anche a partire dalle scuole dell’infanzia sono previste “iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile”: puntualizzazione fondamentale e da chiarire bene prima dell’inizio delle attività didattiche perché in questa fattispecie si tratta di bambini dai tre ai cinque anni.

Aveva esultato il Ministro uscente del MIUR Bussetti che ha tolto il tema scritto di storia alla maturità ma avrebbe affidato l’insegnamento dell’educazione civica ai docenti dell’area storico-geografica nella scuola primaria e media e a quelli dell’area economico-giuridica nelle secondarie di secondo grado (peccato che detta area non esista in tutte le scuole superiori). L’annuncio era stato trionfale: “Oggi è una giornata storica! Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Il compito della scuola è di educare alla cittadinanza attiva, leggi tutto