Ultimo Aggiornamento:
03 dicembre 2022
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Argomenti

Se c’è il Covid lo decide la politica

Francesco Provinciali * - 03.12.2022

Dopo 2 anni, 9 mesi e 7 giorni dal primo caso ufficiale in Italia ho capito che il Covid c’è o non c’è a seconda di cosa decide la politica.

David Quammen molti anni fa aveva previsto la pandemia con esaurienti spiegazioni nel celeberrimo libro Spillover ma era stato giudicato un visionario da pubblicistica divulgativa. Ritornando sul tema nel volumetto “Perché non eravamo pronti” (dove teorizzava tra l’altro che l’eziopatogenesi derivasse dal pangolino prima che dal pipistrello), aveva scolpito nell’ultima pagina questo monito inascoltato: “Occorre risolvere il problema alle origini, sono necessarie altre ricerche sul campo, altre campionature di animali selvatici, altri esami sui genomi. Una maggiore consapevolezza del fatto che le infezioni animali possono diventare infezioni umane, perché gli esseri umani sono animali. Viviamo in un mondo di virus e a malapena abbiamo iniziato a comprendere questo”. Dal canto suo il biologo Edward Osborne Wilson, una vita a sussurrare alle formiche, aveva fatto due conti sulla sostenibilità della presenza umana sul Pianeta concludendo come dettagliatamente riferitomi in una intervista dal Prof Arnaldo Benini, Emerito a Zurigo, che...”una volta superati i 6 miliardi di persone l’umanità è prossima all’incompatibilità con l’ambiente. La popolazione è di 7 miliardi e mezzo e cresce di 70 e più milioni l’anno. leggi tutto

L’incognita del Terzo Polo

Paolo Pombeni - 30.11.2022

Si può discutere se l’alleanza fra Azione e Italia Viva sia appropriatamente definita “terzo polo” o se, visto che i Cinque Stelle non vogliono fare “polo” col PD e che hanno il doppio dei suoi consensi, non sia più esatto definirla un “quarto polo”. Non è una questione di lana caprina, se vogliamo ragionarci un poco.

L’idea del terzo polo nasceva dalla tesi che esistessero due poli tradizionali, la destra e la sinistra, certamente piuttosto divisi e variegati nelle rispettive compagini, ma tenuti insieme ciascuno dalla normale divisione in due del campo politico. Si trattava di vedere se in mezzo ci fosse spazio per un qualcosa che non voleva appartenere né all’uno, né all’altro campo. Da questo punto di vista è una vecchia questione non solo della politica italiana, e cioè lo spazio che ci può essere per un partito “di centro”. Nella nostra storia l’esperimento di maggior successo e anche l’unico di quel tipo  è stata la Democrazia Cristiana che da un lato ha rifiutato di collocarsi o nella destra o nella sinistra dello schieramento e che dall’altro ha cercato, in verità con alterne fortune, di tenersi dentro tanto istanze di destra quanto istanze di sinistra.

Nella situazione attuale il quadro è troppo leggi tutto

Un milione di alberi e di posti di lavoro

Francesco Provinciali * - 26.11.2022

Inaugurando la nuova sede regionale di Forza Italia in Via Vincenzo Monti a Milano, Silvio Berlusconi, forte anche dell’ennesima assoluzione nel lungo tormentone del Ruby-ter, ha sfoderato un classico del suo repertorio: come creare – praticamente ex novo, cioè dal nulla – un milione di posti di lavoro, in particolare per i giovani dai 18 ai 34 anni, detassando le imprese che li assumeranno.

Inoltre come favorire la ripresa edilizia e imprenditoriale sciogliendo ogni lacciolo burocratico con l’invio di una semplice raccomandata r.r. di inizio attività. Il Cav si sa, va sempre “all’ingrosso”.

Anche se nel programma del governo di cui fa parte non c’è traccia di questo obiettivo, né lo si trova scartabellando le richieste dei sindacati confederali, da cui eventualmente attingere per blandire e rassicurare la piazza, la promessa conserva un fascino antico ed un appeal che riscuote consensi.

A cominciare da quello dei fedelissimi capigruppo di Camera e Senato, al fianco del Cavaliere fino al taglio del nastro, che con ampi cenni del capo hanno annuito dall’inizio alla fine del discorso del loro leader. Non si sa quanto possa giovare al premier Giorgia Meloni questo endorsement peraltro autorevole, considerata l’esperienza di lungo corso di Berlusconi e il suo indiscutibile carisma, leggi tutto

I tormenti del PD

Paolo Pombeni - 23.11.2022

Quel che sta succedendo nel Partito Democratico non può essere derubricato ad una questione in fondo settoriale che interessa un numero limitato di persone. Non si può per più di una ragione: perché in questo momento si tratta del maggior partito di opposizione, e la democrazia ha bisogno di una forte dialettica; perché ciò che sta succedendo da quelle parti rappresenta plasticamente la crisi della “forma partito” così come l’avevamo ereditata dalla trasformazione politica del Novecento.

Sfatiamo subito la leggenda che il grande partito di opposizione possano essere i Cinque Stelle. Almeno per ora non è così. Innanzitutto dal punto di vista dei numeri: il PD alla Camera ha 69 deputati, M5S 52, al Senato siamo 38 a 29. Nella dialettica parlamentare contano i seggi non le percentuali rilevate settimanalmente dai sondaggi. In secondo luogo fra le opposizioni solo il partito attualmente ancora guidato da Enrico Letta è alla testa di un numero significativo di regioni e di comuni, i Cinque Stelle non sono neppure lontanamente paragonabili e men che meno gli altri. Ora per fare seria opposizione poter contare sul controllo di sedi di potere come sono le regioni e i comuni non è una cosa marginale. Che poi il PD in questo momento non se leggi tutto

Prove di futuro: il Metaverso

Francesco Provinciali * - 19.11.2022

Nella home page di TIME 2030, il magazine della prestigiosa rivista madre – che lo descrive come un progetto decennale che seguirà il nostro progresso verso un mondo sostenibile ed equo – si legge: “The next decade will likely determine whether the planet will remain fit for human habitation”, letteralmente…’il prossimo decennio probabilmente determinerà se il pianeta resterà una dimora abitabile per l’Uomo’.

A margine della pagina un orologio scandisce il contdown in anni, mesi, giorni, ore, minuti e secondi che ci separano da questo programmato traguardo di verifica. Tutti gli studi, le ricerche, i dati, le riviste scientifiche e antropologiche a livello mondiale e le premonizioni delle più autorevoli istituzioni -inclusa l’ONU- convergono nel rimarcare come il pianeta e i suoi abitanti si trovino in una fase cruciale e decisiva per i destini del mondo: è in gioco la sostenibilità della vita, tra rischio di estinzione globale, cambiamenti climatici e urgente ricerca di nuovi equilibri nella sussistenza delle biodiversità. I passaggi cruciali di questo progetto, secondo TIME 2030, si riassumono nei temi dell’innovazione, delle uguaglianze, della sostenibilità, dell’economia, delle giovani generazioni e infine delle leadership che auspicabilmente guideranno il percorso difficile ma necessario verso un ecosistema che comprenda uomo e ambiente. leggi tutto

Destra e sinistra di fronte al problema della pandemia **

Francesca Rigotti * - 19.11.2022

“Sono nato in una famiglia, la sinistra – diceva di sé lo scrittore francese premio Nobel Albert Camus - nella quale morirò”. Ho sempre pensato di me la stessa cosa, convinta che la partizione destra-sinistra abbia ancora senso, anche se molti lo negano. In particolare essere di sinistra significa stare dalla parte degli sfruttati e degli svantaggiati e battersi per la giustizia sociale e economica, nel rispetto, ritengo, dei valori di libertà e eguaglianza nonché dei diritti umani, umani, dell’umanità intera, non soltanto dei cittadini di uno stato nazionale.

Ultimamente però questa visione, chiamatela utopia, sogno o ideologia, se preferite, è offuscata da pesanti accuse sorte dalla crisi pandemica e dalle opinioni e dai comportamenti che ne sono sorti. È dunque nata e si va diffondendo una vulgata che sostiene che essere critici delle misure antipandemiche equivale a essere no-vax, negazionisti, terrapiattisti etc., comunque “di destra”, parificati a quei personaggi mascherati da bisonti che assaltarono il Campidoglio a Washington nel gennaio del 2021, o anche a Trump e a Bolsonaro (sic). Chiunque si ribelli a imposizioni paternaliste che non tengono conto dei criteri di adeguatezza, proporzionalità e necessità, sarebbe “di destra”. Anch’io? Il problema è che la vulgata non tiene nessun conto delle profonde differenze tra

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L’eterno paese dei guelfi e dei ghibellini?

Paolo Pombeni - 16.11.2022

Difficile negare che il nostro paese attraversi una fase complicata. La percezione che se ne ha non è lineare: da un lato si susseguono gli annunci pessimistici sulle nostre condizioni (l’inflazione già sta facendo calare gli acquisti per Natale, faremo meno vacanze, molta gente non sa come arrivare a fine mese), dal lato opposto le statistiche sull’andamento della produzione non vanno male, per quel che si può percepire le persone vivono più o meno la vita di sempre. Certo ciò non significa che non ci sia una sacca di povertà crescente, che una quota significativa dei nostri concittadini non debba fare i conti con una contrazione delle loro disponibilità in termini di reddito, ma semplicemente che non essendo la situazione catastrofica ci sarebbero i margini per correggerne gli squilibri e per recuperare quel che si sta perdendo.

Cosa lo impedisce? Sicuramente un ruolo non secondario lo ha la spirale demagogica da cui le forze politiche non riescono a liberarsi. Anziché concentrarsi a studiare il modo migliore per affrontare la congiuntura pesante che abbiamo davanti (pesante anche perché non semplicissima da interpretare), più o meno tutte sono affascinate dal mito di darsi e di imporre una loro “identità”. Una volta sarebbe stato leggi tutto

Leadership "virtuali"

Luca Tentoni - 12.11.2022

La nostra è ormai diventata una "democrazia personalizzata". Non è un caso che quasi tutti i leader dei partiti maggiori siano stati o siano - nel caso della Meloni - presidenti del Consiglio (Conte, Letta, Renzi, Berlusconi, Salvini vicepremier per due volte, Meloni) e neppure che tutti (tranne Letta) siano praticamente insostituibili. Nel M5s, nella Lega, in Forza Italia, in FdI non si vede all'orizzonte un leader emergente in grado non solo di rimpiazzare, ma neanche di andar vicino ad insidiare la primazia degli attuali (in quanto a Italia viva e ad Azione, sono identificabili con i loro due capi). Senza contendibilità dei partiti e con un accentramento del potere (anche governativo, come dimostrano i tanti ex premier capi politici), il sistema sembra slittare verso una demo-oligarchia. Non è un fenomeno nuovo, ed è stato variamente etichettato (come la "democrazia del capo", per esempio). La stessa Seconda Repubblica sembra totalmente appoggiarsi su questo schema: partiti personali o personalizzati, tendenza ad andare al potere anziché solo al governo (un pericolo che Giovanni Spadolini vide bene e segnalò, all'esordio di questa era politica), sistemi elettorali che creano maggioranze, partiti che identificano gli ideali e gli interessi degli elettori di governo come quelli dell'intero Paese ("l'Italia ha eletto il leggi tutto

Minori al centro della cronaca

Francesco Provinciali * - 12.11.2022

La cronaca ci propone con accentuazioni sempre più incalzanti episodi in cui i minori sono al centro di contesti di violenza subita o agita. Ci sono padri e madri che scaricano sui figli le proprie frustrazioni esistenziali o più semplicemente la propria immaturità e incapacità genitoriale: l’abbandono fisico e affettivo è forse il caso più ricorrente ma non sono rare situazioni di violenza fisica e sessuale, comportamenti agghiaccianti e innaturali perpetrati su creature in tenerissima età, come quel padre che recentemente ha ammesso di aver scaraventato fuori dalla finestra la figlioletta di 2 anni.

L’esperienza di ascolto consente di conoscere situazioni che vanno dal disagio familiare a contesti promiscui dove un figlio è spesso motivo di disturbo e un ostacolo al delirante abbandono alle pulsioni di egoismo e narcisismo sfrenato degli adulti, oppure viene fatto oggetto di veri e propri atti di abuso, spesso alimentati dalle droghe e dall’alcool, altre volte in assenza di relazioni affettive primarie, di disinteresse o di conflitti di coppia. Quanto tutto questo si ripercuota – nel migliore dei casi – sull’insuccesso formativo e sul fallimento scolastico dei minori lo si deduce dalle segnalazioni che i servizi sociali o gli stessi istituti inoltrano alle autorità giudiziarie minorili a partire dalla scuola dell’infanzia. leggi tutto

I disastri della politica spettacolo

Paolo Pombeni - 09.11.2022

Nonostante la premier non si spenda molto in dichiarazioni ad effetto, sembra che nel complesso non si riesca ad uscire dalla spirale della politica spettacolo. Comprensibile se si tiene conto della tenuta del populismo tanto a destra quanto a sinistra, ma non per questo meno dannosa.

Soprattutto nel momento in cui si registra un cambio di equilibri politici sarebbe opportuno avere consapevolezza di quanto sia necessario raffreddare le situazioni emarginando quei politici (e loro compari) che amano aizzare le tifoserie. Naturalmente le zuffe sono elementi di distrazione di massa che consentono di evitare che si facciano i conti con le vere debolezze di questo paese: la fragilità dell’amministrazione pubblica nel gestire tanto la parte economica quanto quella sociale (vale tanto al Nord quanto al Sud, salvo eccezioni che pure esistono); la questione fiscale che continua a tenere sotto scacco un paese in cui molti pagano imposte salate in rapporto ovviamente alle loro entrate e non pochi evadono allegramente; il problema del nostro rapporto con la situazione bellica apertasi in Europa; la sistemazione dei conti pubblici per toglierci almeno in parte il peso di un debito che altrimenti finirà per travolgerci.

Sono certamente argomenti difficili con cui è arduo accendere le fantasie leggi tutto