Ultimo Aggiornamento:
04 luglio 2020
Iscriviti al nostro Feed RSS

Argomenti

Un'Italia incivile

Francesco Provinciali * - 24.06.2020

In un recente saggio pubblicato nella Rivista il Mulino (n.2/2020), Giovanni B. Sgritta, professore emerito di Sociologia all’Università Sapienza di Roma, ragiona sul “senso civico degli italiani”: tema non nuovo e spesso dibattuto allo scopo di evidenziarne la labilità in ogni contesto, dagli stili di vita cd. “quotidiani”, ai luoghi di lavoro, nella città, alla vita sociale del Paese in generale. Un approccio, dunque, che ha radici letterarie, politiche e morali, lontane, ma che racconta una storia basata più su suggestioni che su solide indagini empiriche.

L’analisi del Prof. Sgritta, che avevamo già apprezzato in un lavoro con M. Raitano sulle “disuguaglianze intergenerazionali”, prende le mosse da un lavoro di Carlo Tullio Altan del 1986, da quella “sindrome di arretratezza socio-culturale” da cui “emergeva una costellazione di disvalori, che possono essere riassunti nella povertà di spirito pubblico, di corresponsabilità collettiva, di senso civico”.

La base empirica del saggio di Sgritta è il Rapporto pubblicato nel 2019 dall’Istat sul senso civico degli italiani; un’indagine che ha il pregio di basarsi su un’ampia dimensione campionaria, oltre ad aprire lo sguardo su un largo ventaglio «di comportamenti e atteggiamenti che attengono al rispetto degli altri e delle regole di vita in comunità». I dati raccolti dall’Istat leggi tutto

Il voto omnibus del 20-21 settembre

Luca Tentoni - 20.06.2020

L'election day, forse, si farà. I giorni scelti per chiamare gli italiani alle urne per rinnovare sette consigli regionali (sei ordinari, uno a statuto speciale), migliaia di consigli comunali e per il referendum costituzionale sul "taglio" di 115 seggi al Senato e 230 alla Camera, dovrebbero essere domenica 20 (150° anniversario della presa di Roma) e lunedì 21 settembre. Normalmente questo tipo di accorpamento delle consultazioni è giustificato - come stavolta, del resto - con risparmi mirabolanti di bilancio per le casse dello Stato (che invece sono infinitesimali; per di più, è il costo della democrazia, cioè di un bene che non ha prezzo). Stavolta, però, lo si spiega con la necessità di votare nella "finestra" fra l'estate e la possibile ripresa autunnale della diffusione del Covid-19. Se teoricamente è una buona ragione, non vanno però trascurati alcuni fatti non del tutto accessori. Il primo è l'effettuazione del referendum costituzionale insieme alle amministrative, che finisce non solo per "dopare" l'affluenza alle urne (forse più quella del referendum che quella di comunali e regionali, dato l'esito pressoché scontato della consultazione sul taglio dei seggi) ma anche per fornire ad un partito oggi in enormi difficoltà (il M5s) una vetrina eccezionale per sovrapporre alle difficoltà nell'insediamento locale e al calo di consensi (generato leggi tutto

Università: investimenti e organizzazione della didattica

Gianpaolo Rossini - 20.06.2020

La didattica a distanza ha consentito di salvare l’anno accademico con buoni risultati in quasi tutti gli atenei. Ora occorre guardare al prossimo semestre con un occhio al futuro. Le università potrebbero fornire soluzioni utili anche per altri settori dell’istruzione e dei servizi trasmissibili. Non sarà però facile. Una malintesa concorrenza tra atenei e un grado di autonomia eccessivo tendono a produrre soluzioni diverse anche tra atenei pubblici vicini territorialmente generando confusione e complicazione burocratica. Basti pensare alle infinite modalità per il reclutamento dei professori e dei ricercatori che ogni ateneo ha voluto dipingere con la sua bandiera complicando i compiti dei commissari, riducendo trasparenza e confrontabilità dei risultati nella penisola.  E’ un peccato che il mondo accademico non riesca a contribuire alla semplificazione e alla sburocratizzazione.  L’organizzazione della didattica per il semestre che ci aspetta  a settembre può essere occasione di riscatto. Le incertezze sanitarie dovrebbero indurre a percorsi semplici e omogenei per tutti gli atenei del paese. Basterebbero un unico principio e un programma di più lungo respiro. Il principio è quello di garantire da subito didattica a distanza per tutti gli insegnamenti per i quali è possibile in tutta Italia. Questa decisione va seguita da interventi immediati a favore leggi tutto

Sulla questione delle statue e della necessità dell’ingiustizia

Lucrezia Ranieri * - 20.06.2020

“Il pensiero che vuol essere sempre giusto si paralizza.

Il pensiero progredisce quando cammina tra ingiustizie simmetriche,

come tra due file di impiccati.”

N. G. Dàvila, Escolios a un texto implìcito I


Che persone più o meno legittimamente arrabbiate possano prendersela, durante una dimostrazione o una rivolta, con un simbolo ad esse ostile, scegliendo di imbrattarlo, sradicarlo o distruggerlo non è un vero problema; o meglio, si tratta di un gesto che, considerato lecito o meno, è quello che è: un’azione dimostrativa, una manifestazione di liberatoria rivalsa contro la quale ci si potrà pure indignare, purché consapevoli di quanto ciò possa apparire vano.

Assume invece tratti sinceramente inquietanti il tentativo agito a mente fredda di elevare a sistema un atto dalla natura essenzialmente identitaria, e dunque di supporre una sorta di riproducibilità ideologica di qualcosa che ha senso ed è sostenibile soltanto se preso nella sua individualità, nella specificità della circostanza, nella dialettica esclusiva tra il soggetto e l'oggetto coinvolto; considerare cioè come perfettamente equivalente divellere la statua di Edward Colston durante un riot a Bristol nel quadro di una più generale rivendicazione antirazzista con il chiedere su facebook la rimozione leggi tutto

Un governo senza pace

Paolo Pombeni - 17.06.2020

Conte afferma che alla fine sarebbe felice di tornare a fare il suo mestiere: se lo dice per scaramanzia o perché non ne può più di tutte le tensioni continue non sapremmo stabilirlo. Certamente lui e il suo governo, a dispetto dei sondaggi che gli assegnano una popolarità altissima, non attraversano un buon momento.

Per ora gli Stati Generali vanno così così: non male, ma neppure bene. La parata di star delle istituzioni europee solo dai suoi elogiatori professionali può essere considerata una prova dell’alta considerazione di Conte sul piano internazionale. Difficilmente potevano sottrarsi all’invito, per di più poco impegnativo come è un’incursione in teleconferenza, invito che veniva dal vertice di uno dei paesi fondatori, ma il fatto vero è che nessuno degli intervenuti ha detto più che parole di circostanza.

Il vero cuore della faccenda è se avrà successo il confronto diretto iniziato questa settimana con le varie corporazioni del paese, che è poi il modo con cui il premier punta a bypassare i partiti. La cosa non è sfuggita al “Corriere” che l’ha trovata interessante. Vedremo se avrà successo, perché per ora il gran consenso dei ceti dirigenti delle varie categorie sociali non si è visto. Conte ha proseguito sulla via degli interventi tampone, leggi tutto

Macron e Parigi alla prova del Covid

Michele Marchi - 17.06.2020

Quella legata al Covid-19, come tutte le crisi strutturali, ha evidenziato una serie di criticità già in atto finendo per estremizzarle. Anche la Francia, da questo punto di vista, ha mostrato tutte quelle difficoltà di adattamento al XXI secolo più volte emerse nell’ultimo ventennio.

Nel suo terzo discorso televisivo alla nazione dall’esplosione della pandemia il presidente Macron, senza dichiarare chiusa la fase dell’emergenza sanitaria, ha avanzato alcune linee guida per la possibile ripartenza del Paese. Dopo l’atteggiamento quasi marziale e il tono simile a quello del Gaulle del 18 giugno 1940 di marzo (“siamo in guerra”), dopo il lirismo e l’intimismo di aprile (“è necessario reinventarsi, io per primo”), è giunto il tempo dello sguardo di medio-lungo periodo. Obiettivo ricostruzione e allo stesso tempo campagna elettorale per una complicata, ma non impossibile, rielezione tra meno di due anni.

Occorre innanzitutto sottolineare la dimensione più contingente dell’intervento di Macron. L’inquilino dell’Eliseo ha enfatizzato la definitiva riapertura del Paese, simboleggiata dalla ripresa delle attività di ristorazione e dei bar (le brasserie e i cafés nell’immaginario collettivo dei francesi non sono meri luoghi fisici, ma veri e propri luoghi dello spirito) e da quella di tutte le scuole, a partire dal 22 giugno e con l’obbligo di leggi tutto

Seduti su un cumulo di macerie

Francesco Provinciali * - 17.06.2020

Ho ascoltato recentemente una riflessione di Giuseppe De Rita che considera imparagonabile l’attuale fase critica, economica e sociale, post-pandemica con il periodo di ricostruzione del dopoguerra.

Mi è venuto in mente quando mi raccontò delle notti trascorse a guardare le ellissi sul soffitto per le allucinazioni dovute alla fame: una metafora significativa per rappresentare un’idea di Paese distrutto e ridotto alla  miseria. Guardandoci intorno e valutando i danni dello tsunami provocati dal Covid-19 , anche nella loro proiezione nel medio-lungo periodo ci rendiamo conto che le due epoche non sono comparabili.

Allora si ripartiva da zero, oggi non siamo nelle condizioni di vedere rimosso del tutto ciò che lentamente abbiamo costruito: l’economia, l’industria, le tutele sociali, persino le rendite accumulate dalla “società signorile di massa” di cui ci parla il sociologo Luca Ricolfi (nella sua ultima definizione divenuta “società parassita di massa”), ciò che osserviamo intorno a noi nella realtà e nella virtualità dell’esistenza, tutto ci spiega di due condizioni storiche diverse, di un certo benessere raggiunto.

Ed è proprio il lungo periodo di ricostruzione post-bellica che enfatizza il disagio provocato dal dover rinunciare ad abitudini, conquiste, condizioni di vita di un contesto antropologico consolidato.

Ci sono limitazioni oggettive nei comportamenti individuali e leggi tutto

Regioni ordinarie, a settembre si vota

Luca Tentoni - 13.06.2020

Il voto nelle sei regioni a statuto ordinario, fissato per il 20 e il 21 settembre, sarà un esame per le forze di governo e opposizione. Non conteranno solo le "bandierine" (cioè le presidenze conquistate: si parte da quattro a due per il centrosinistra, ma potrebbe finire tre pari) ma anche i voti alle "famiglie politiche". Alcune liste, infatti, fra le quali quella del Pd, saranno certamente penalizzate dalla presenza di "partiti del presidente" (così come accadrà alla Lega in Veneto con la lista Zaia), quindi i bilanci andranno fatti nel complesso, non nel dettaglio, a maggior ragione perché le specificità del voto in ciascuna delle sei realtà locali possono portare a scostamenti percentuali elevate rispetto al 2015, al 2018 e al 2019 che invece - prendendo tutte le regioni alle urne nel complesso - possono essere ricondotti a parametri di ragionevole utilità. Va innanzitutto fatta una distinzione fra il diverso rendimento strutturale dei tre poli nelle sei regioni: i Cinquestelle sono sistematicamente sovrastimati rispetto al dato nazionale (2018: 35,8% contro 32,7%; 2019: 19,5% contro 17,1%) mentre il destra-centro è sottostimato (35,3% nel 2018 contro il 37% nazionale; 48,4% nel 2019 contro 49,6%) e il centrosinistra è invece in linea (2018: regioni 22,5%, Camera 22,9%; 2019: 27,5% contro 28,1%). Se dunque le regionali sembrano in grado di restituirci una proiezione attendibile sul peso del centrosinistra, va fatta leggi tutto

Quel mattino di primavera

Francesco Domenico Capizzi * - 13.06.2020

La notizia che la pandemia abbia portato gli Stati Uniti alla testa della triste classifica mondiale dei contagi e dei decessi e, nel contempo, causato finora  oltre 20 milioni di disoccupati, difficilmente riassorbibili nel mercato del lavoro, conduce ad inevitabili considerazioni che sconfessano uno dei fondamenti su cui è costruita la Costituzione americana: “ tutti gli uomini sono stati creati uguali… dotati di Diritti inalienabili, fra questi la Vita, la Libertà, la ricerca della Felicità”. Infatti, la situazione di precarietà socio-sanitaria degli USA poggia su uno storico, e ancor solido modello liberista, gravato dal più elevato tasso di privato conosciuto in ogni ambito delle organizzazioni sanitarie dell’Occidente con l’effetto inevitabile di divaricare le diseguaglianze sociali fino alla rottura con conseguenze incalcolabili, estensibili in ogni piega della società.

Difficile mantenere intenti ideali tanto alti, addirittura di stampo teleologico, se perfino la American Medical Association nel 2007 ha dichiarato pubblicamente la sua  “contrarietà alla Riforma sanitaria per un possibile deragliamento del sistema sociale verso un modello d’impianto socialista” di fronte alla volontà e alle iniziali misure dell’Amministrazione Obama di estendere, a fasce bisognose di popolazione, la gratuità dei diritti assistenziali.

Al di là delle enunciazioni e contrapposizioni di principio i dati essenziali parlano chiaro: negli leggi tutto

L’enigma Conte

Paolo Pombeni - 10.06.2020

Va di moda fare l’oroscopo al governo Conte: non cade, cade, quando cade, come cade, ecc. L’unica cosa su cui c’è un consenso abbastanza ampio è che per ora regge, più che altro per mancanza di alternative (il che non è il modo migliore per reggere). Una crisi al buio, di questi tempi, non è augurabile per nessuno, neppure per l’opposizione, che certo lavora perché Conte lasci Palazzo Chigi, ma vorrebbe sapere con quali scenari per il dopo. In fondo uno sfascio totale non sarebbe nell’interesse di nessuno, neppure di Salvini e Meloni, che sono politici abbastanza navigati da sapere che il salto nel buio non è lo sport più consigliabile.

Al premier viene rinfacciata l’inclinazione al solipsismo. Ne ha data ampia prova durante la fase 1 della pandemia con l’uso eccessivo dei DPCM, la mania delle conferenze stampa che tanto somigliavano al desiderio di ergersi a colui che parla a tu per tu con la nazione. Ha proseguito in sostanza nella fase 2, mitigandosi appena un poco, ed è ricaduto nel vizio all’apertura della fase 3 con l’annuncio in solitaria di aver indetto gli Stati Generali dell’Economia.

I partiti che lo sorreggono non l’hanno presa bene, ed è comprensibile. La mossa è indirizzata ad intestarsi in prima persona la leggi tutto