Ultimo Aggiornamento:
03 dicembre 2022
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Argomenti

A proposito del “Ministero dell’Istruzione e del Merito”: elementi di riflessione dall’Italia all’Europa e oltre

Raffaella Gherardi * - 09.11.2022

Fin dal cambio o integrazione dei titoli di alcuni Ministeri, il Governo Meloni ha scelto di mandare fin da subito messaggi precisi all’esterno, in forza di efficaci parole-chiave, con ogni probabilità ritenute idonee a testimoniare la volontà di cambiamento e di imboccare un nuovo corso rispetto al passato. Del resto sia nelle promesse elettorali che immediatamente dopo la vittoria dello schieramento Destra-Centro, la leader di Fratelli d’Italia aveva più volte evocato un cambio di passo rispetto alla politica del passato e la volontà di dar corpo a una nuova squadra di Governo competente e all’altezza, idonea ad affrontare i gravosi compiti che le si parano dinanzi nel panorama interno e internazionale. Ora è apparso chiaro fin dalle prime battute della formazione del Governo, che i nomi che hanno cominciato a circolare e che poi si sono effettivamente tradotti in cariche ministeriali a vario livello erano in gran parte quelli dei soliti noti; anche la promessa della competenza è rimasta alla prova dei fatti largamente sulla carta. Valga per tutti il caso che giornali e media si sono divertiti a richiamare alla memoria della opinione pubblica di un attuale sottosegretario alla cultura che solo pochi anni fa aveva affermato di non aver letto leggi tutto

Fra speranze e paure

Francesco Domenico Capizzi * - 09.11.2022

Intelligenze artificiali “allenate grazie al dataset”, robot che si comportano come “esseri umani“, che imparano dai propri errori” e si allenano per migliorare le proprie prestazioni” e “formulano specifiche previsioni, anche “aggiustando il tiro in caso di errori fino a trovare la relazione giusta fra dati emersi e dati reali… fino a lavorare correttamente in modo autonomo raggiungendo affidabilità vicine al 100%” per guidare automobili e complessi industriali, istruire economia e finanza, formulare diagnosi ed eseguire terapie e interventi chirurgici, assistere malati ed anziani, indirizzare il mondo della finanza e del commercio, ideare e comminare intrecci e disastri geopolitici e poi… nei teatri di guerra…tutto secondo algoritmi…

Oggi parlare di innovazione tecnologica appare riduttivo, rispetto ai cicli di crescita progressivi ed impetuosi, più debitamente definibile “rivoluzione tecnologica”, non soltanto a causa della sua espansione, ma per l’uso di apparati sistemici tali da rendere i nostri più prossimi antenati, per la semplicità dei mezzi adoperati, più vicini ai secoli medioevali che a quelli della “rivoluzione industriale”.

Le rapide evoluzioni tecnologiche e tecnocratiche, che constatiamo estendersi in tutte le fasi del giorno e della vita quotidiana, verificandone l’efficacia e l’utilità, sono da apprezzare, leggi tutto

La discriminazione sui lavoratori fragili lascia in grave difficoltà coloro che non possono usufruire dello Smart Working

Francesco Provinciali * - 05.11.2022

Solo chi vive sulla propria pelle il vulnus normativo lasciato in eredità dal Governo uscente può descrivere la solitudine, il disagio e la frustrazione che concretamente ne derivano.

Ecco: assenza di lungimiranza, di conoscenza delle realtà diversificate nel mondo del lavoro, di bisogni e di diritti dei soggetti più deboli ed esposti al pericolo di contagio e mancanza di senso della concretezza hanno caratterizzato la soluzione politica al problema dei lavoratori fragili privi di tutele, segnatamente per il vuoto normativo che – dopo due anni di rattoppi e provvedimenti retroattivi - ha lasciato davvero senza fiato e senza speranze alcune migliaia di persone a cui non sono state prorogate integralmente le previgenti tutele, scadute il 30 giugno u.s.

Nonostante le promesse che hanno preceduto la campagna elettorale la montagna ha partorito un topolino nel cd. “decreto aiuti-bis”: il Ministro del Lavoro Orlando l’ha appunto definita una promessa mantenuta, per la quale si è speso in prima persona e ha messo sul piatto un obolo di diciotto milioni di euro, il tutto per rinnovare solo una delle due tutele sulle quali in passato - nei due anni di pandemia -  i fragili potevano contare, quello smart working che è stato propagandato come brillante soluzione al problema ma che leggi tutto

L’irresistibile pulsione a fare scena

Paolo Pombeni - 02.11.2022

C’era qualche speranza che Giorgia Meloni puntasse se non sulla rifondazione, almeno sul restyling della destra italiana. Dopo un avvio cauto, sembra che si metta in moto quella maledizione che già pesò sulla sinistra con l’invettiva morettiana al “dì qualcosa di sinistra”. In quel caso si è aperta una china che non ha portato bene. Temiamo che lo stesso succederà con i cedimenti alla speculare invettiva indirizzata al nuovo governo: “dì qualcosa di destra”. Nell’uno e nell’altro caso più che di ideologia, si tratta di populismo pseudo identitario veicolato dai media e dalle mode per i duelli.

Capiamo bene che la premier è tallonata da un Salvini che vuole dettare l’agenda del governo e che lo fa nell’unico modo che ha a disposizione: demagogia spicciola sui soliti temi. Non può più di tanto insistere su bollette ed inflazione, i veri temi che preoccupano la gente, perché è un argomento agitato da tutti e da tutti, maggioranza od opposizione che siano, messo al primo posto. Così per distinguersi deve tornare sui soliti slogan, come l’immigrazione che ci invade, oppure inventarsene di nuovi piuttosto cervellotici come è l’abolizione del limite all’uso del contante: le indagini demoscopiche mostrano che è un tema che non appassiona l’opinione pubblica. Non leggi tutto

Un nuovo negazionismo politico nell’Italia di Meloni?

Raffaella Gherardi * - 02.11.2022

Alla voce “negazionismo” l’Enciclopedia Treccani recita: «Termine con cui viene indicata una corrente antistorica e antiscientifica del revisionismo la quale, attraverso l'uso spregiudicato e ideologizzato di uno scetticismo storiografico portato all'estremo, non si limita a reinterpretare determinati fenomeni della storia contemporanea ma, spec. con riferimento ad alcuni avvenimenti connessi al fascismo e al nazismo (per es., l'istituzione dei campi di sterminio nella Germania nazista), si spinge fino a negarne l'esistenza.»

Dopo un sintetico excursus sulle origini e gli sviluppi del negazionismo nel secolo scorso, la parte conclusiva è dedicata alle più recenti declinazioni del negazionismo affermatesi nel nuovo millennio. In senso figurato e attraverso un processo di ampliamento semantico, sotto tale termine è possibile infatti individuare ora fenomeni, riconducibili a nuovi negazionismi, volti a confutare fatti scientificamente o empiricamente accertati e che sempre più si alimentano di fake news diffondendosi con estrema velocità grazie ai social network. Di fronte a tali eventi recenti, che spesso sfociano in complottismi di varia natura, tendenti a evolvere in teorie cospirazionistiche e anche in atteggiamenti violenti, c’è chi ha introdotto il termine di “post-negazionismo”. Ecco allora, da inizio Millennio fino alla cronaca presente, negazionismi di tipologie diverse, improntate a forme e ambiti differenti di leggi tutto

Il porto di Genova Prà: un caso mondiale di stravolgimento ambientale

Francesco Provinciali * - 29.10.2022

Il Governo di Singapore fa le cose sul serio in quanto a politica espansiva nella gestione dei sistemi portuali italiani. La fusione di PSA Genova Prà (con sede e direzione generale a Singapore) e SECH con sede a Genova ha creato in quel di Genova un colosso in grado di contendere il mercato del trasporto via mare e delle strategie portuali a MSC e alla cinese COSCO. Mentre PSA è già un colosso mondiale al suo confronto SECH è realtà piccola e locale: l’operazione è consistita quindi nell’inglobare SECH in PSA. 

Tradotto in soldoni ciò significa che il gigante PSA ha la quota azionaria di maggioranza per la governance dei due terminal containers del Porto di Genova, il SECH (terminal contenitori di Genova spa che gestisce la Calata Sanità) e il PSA di Prà, ormai diventato il più importante terminal import-export italiano.

Si aggiunga l’alleanza cinese con la Maersk (il primo gruppo armatoriale per il trasporto dei container al mondo) nel porto di Savona mentre nel mirino finisce anche La Spezia dove c’è il terminal di Contship con MSC. E mi scuso per eventuali imprecisioni. Chi vive in quei contesti territoriali avverte un senso di declino ambientale inarrestabile: basta osservare lo sfascio ecologico leggi tutto

Se la destra sceglierà l’alternanza, anziché l’alternativa

Paolo Pombeni - 26.10.2022

Ci si interroga su quanto durerà il governo Meloni e ci si spacca fra chi propende per la profezia di Calenda (“durerà sei mesi”) e chi affascinato dall’abilità di posizionarsi della nuova premier scommette che resterà in sella per un bel po’ di tempo. Ovviamente nessuno è in grado di sciogliere le molte incognite che pesano sull’esperimento: dalla possibile pulsione di Salvini e Berlusconi a renderle la vita difficile all’evoluzione della situazione economica ed internazionale.

C’è però un elemento sul quale converrebbe puntare l’attenzione: la capacità o meno della giovane leader di scegliere fra il puntare ad accreditare un sistema di alternanza o farsi risucchiare nel gorgo di instaurare una alternativa. Detta così può suonare un po’ criptica, ma vediamo di spiegarci. Una certa visione tradizionale, che fa comodo a tanti membri delle classi dirigenti, è che la politica sia la contrapposizione fra visioni contrapposte che non possono fare altro che cercare di eliminarsi a vicenda (in senso politico e metaforico, si capisce…). In Italia è stato a lungo così e per cavarsela si usa dire che siamo il paese dei guelfi e dei ghibellini, dei Montecchi vs. i Capuleti e via elencando. Chi stava al potere avvertiva che quando avessero vinto “gli

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“Grande” guerra, soltanto per le dimensioni

Francesco Domenico Capizzi * - 26.10.2022

4 novembre: ricordare quei ragazzi utilizzati come “viti di una macchina che si scaglia avanti e nessuno sa dove, che si rigetta indietro e nessuno conosce il perché…”

 

All’alba del 31 gennaio 1917 un ragazzo alto ed esile dai modi gentili e miti, appena diciottenne e senza un filo di barba, in completo blu e cravatta verde scuro salì sul vagone di prima classe alla stazione di Patti. Alle motivate rimostranze del capotreno contrappose, svettante in mezzo alla dozzina di suoi coetanei, uno straordinario diritto appena acquisito: l’appartenenza al Regio Esercito Italiano. Non potrà, infine, che ripiegare insieme agli altri sul vagone di coda riservato ai coscritti.

 La lunga sosta nella stazione di Napoli Mergellina gli permise di apprendere da un ufficiale che il convoglio, divenuto tradotta militare, viaggiava verso la stazione di Milano. Con il carico di assiderati, affamati e assetatiinconsapevoli della destinazione finale, vi giungerà il 7 febbraio. Ufficiale e coscritto proseguirono insieme verso San Felice d’Intelvi, dove era in costruzione la linea Cadorna, distante dal fronte ma non tanto da evitare il riverbero delle esplosioni e i bagliori dei bengala, angoscianti nelle ore notturne.

Quel ragazzo era Giuseppe Capizzi, mio padre, l’ufficiale Felice Alimonte, cappellano militare, il quale, uso a leggi tutto

Le molte facce della povertà nel 21° rapporto Caritas

Francesco Provinciali * - 22.10.2022

Dovrebbe essere utile all’agenda politica del nascente Governo e del nuovo Parlamento il 21° Rapporto della Caritas italiana sulla povertà in Italia, presentato il 17 ottobre u.s. sulla base dei dati raccolti dai circa 2800 “centri di ascolto” del Paese. In attesa del 56° Rapporto CENSIS, l’elaborazione delle evidenze da parte del più importante organismo di assistenza delle persone indigenti costituisce un documento utile per conoscere, analizzare, comprendere e intervenire sul crescente disagio che i riflessi e le ricadute della pandemia, della guerra in Ucraina, della ripresa dell’inflazione, dell’incombente recessione e del gap sempre più divaricato in tema di disuguaglianze sociali stanno vistosamente accelerando.

I dati sono eloquenti e significativi, presentando i molteplici aspetti della povertà che ormai interessano e coinvolgono 1 milione 960 mila famiglie, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione).

Lo studio di Caritas Italia comprende inoltre un’indagine comparativa transnazionale condotta complessivamente in 10 paesi europei, congiuntamente a Caritas Europa e Don Bosco International, sul tema della transizione scuola-lavoro per i giovani che vivono in famiglie in difficoltà, mettendo al centro delle conseguenti riflessioni le politiche di lotta alla povertà, utilmente declinabili per chi dovrà porre mano alla gestione del Pnrr e al Programma europeo Next generation.

I dati esposti dalla Caritas presentano dunque uno leggi tutto

La politica ha bisogno di una prospettiva

Paolo Pombeni - 19.10.2022

C’è la politica politicante e poi c’è la politica seria, quella che costruisce o almeno prova a costruire una qualche prospettiva. Il confine fra le due componenti è incerto e molto mobile, ma esiste, sebbene la prima provi costantemente a ricattare la seconda.

Appartiene alla politica politicante il confronto fra i partiti della coalizione di destra-centro che ha vinto le elezioni: spartirsi i ministeri (e vedremo poi cosa succederà con i sottosegretari), le presidenze di Camera e Senato, mostrare i muscoli per sottolineare i pesi reciproci. Questa è una dimensione che non si esaurirà certo negli esordi della legislatura. Abbiamo sentito anche questa volta ripetere da Salvini il famoso “dureremo cinque anni”, frase che non porta fortuna: ricordarsi che lo diceva anche il presidente Prodi e non gli andò benissimo.

Il primo round l’ha vinto Giorgia Meloni, ma al prezzo di concedere molto a Salvini, anche se non proprio tutto quello che voleva. La posizione di vicepremier non sarà paragonabile a quella che condivise con Di Maio nel Conte 1, ma gli consentirà di fare show, una pulsione a cui non sa sottrarsi. Berlusconi esce fortemente ridimensionato nella sua ambizione di mettere in scena la sua seconda “discesa in campo”, ma riuscendo a leggi tutto