Ultimo Aggiornamento:
19 giugno 2024
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Argomenti

La politica italiana dell’era Covid 19: misteri e irresponsabilità di troppo

Raffaella Gherardi * - 07.09.2022

Gli storici del futuro si troveranno di fronte a un vero e proprio rompicapo per quanto riguarda la politica dell’era Covid 19 nel nostro Paese, se vorranno tentare di ritrovarvi qualche elemento di razionalità o perlomeno di ragionevolezza. Basti pensare, restringendo lo spettro di osservazione al 2022, ai “balletti” insensati di molti leader di partito in occasione della elezione del Presidente della Repubblica, poi per fortuna risoltisi, per qualche miracolosa congiuntura di cui gli storici stessi cercheranno di tracciare le coordinate, nella rielezione di Sergio Mattarella. Che dire poi di una classe politica che da ultimo, (quando la pandemia non è ancora debellata così come i suoi pesanti contraccolpi economico-sociali e in più la guerra di aggressione di Putin all’Ucraina ha innescato devastanti conseguenze sul piano globale), ha mandato a casa un Presidente del Consiglio che, alla testa di una larga coalizione di Governo, aveva saputo dare nuova credibilità all’Italia sia sul piano interno che sul piano internazionale? Quanto alle modalità con cui il Draghicidio è avvenuto, gli storici di cui sopra avranno molto da pensare e arrabattarsi se cercassero mai di andare alla ricerca di qualche canone di ragionevolezza, non solo nei termini dell’interesse dell’Italia ma anche per le modalità attraverso le quali 5 Stelle, leggi tutto

“Caino” un libro di Josè Saramago

Francesco Domenico Capizzi * - 07.09.2022

Commento di Francesco Domenico Capizzi*

Ancora nel secondo dopoguerra Saramago non avrebbe potuto, senza ostacoli, esibire pubblicamente “Caino” in Italia, edito da Feltrinelli nel 2009: la “società cristiana” esigeva “l’ordine sociale” dettato da stantie sacralità dalle origini clericali e da clericalismi nelle loro vaste articolazioni d’ispirazione fondamentalista, palesi e criptiche, strutturali, mediatiche e politico-amministrative.

Nel 1965 la fantasiosa ragione dell’inagibilità in sicurezza del teatro capitolino di prosa, prima, e la forzata deformazione interpretativa delle norme concordatarie costituzionali, immediatamente dopo, formarono i pretesti ufficiali, neppure velati da parte del prefetto di Roma, per ordinare la sospensione immediata della pièce teatrale “Il Vicario”, diretta da Gian Maria Volonté

La figura di Pio XII, il “Pastore angelico”, veniva caricata della responsabilità di consapevoli omissioni e perduranti passività in discriminazioni e persecuzioni e genocidi perpetrati dai nazi-fascisti sulle Comunità ebraiche di tutta l’Europa, con epicentro in Germania es Italia, a Roma in particolare inizialmente.

La fede cattolica da secoli si era secolarizzata, istituzionalizzata avendone edificato un poderoso sistema politico-amministrativo omnicomprensivo, etico e morale assorbente leggi tutto

Guida alla lettura dei sondaggi pre-elettorali

Luca Tentoni - 03.09.2022

Fra pochi giorni non si potranno più diffondere sondaggi d'opinione. In questo modo, le posizioni dei partiti verranno "cristallizzate" a quindici giorni prima del voto; il problema è che quei dati saranno confrontati con i risultati elettorali, dando verosimilmente adito all'ennesima polemica sui sondaggisti che sbagliano. Da quando è nata la cosiddetta Seconda Repubblica, i sondaggi sono diventati un elemento importante della campagna elettorale (Berlusconi, per esempio, ha usato i più vantaggiosi già nel 1994 per far propaganda al suo partito), però ancora non si è capito che questo strumento ha un limite. Così, soprattutto sui social (dove l'ignoranza e la malafede trovano un certo brodo di coltura) ci si scaglia contro i "sondaggi taroccati dal potere" (ogni tanto un bel complottone ci vuole, altrimenti alcuni internauti si sentono inappagati). Le rilevazioni delle società che operano seriamente e da molto tempo sul mercato sono degne di attenzione, anche se non si sottolineano quasi mai le istruzioni per l'uso: 1) il sondaggio fotografa l'esistente (neanche quello di oggi, ma di uno o due giorni fa quando sono state fatte le interviste); 2) a seconda del campione, il margine d'errore può essere più o meno alto (di solito è il 3%: ciò vuol dire che un partito del 12,5% vale in leggi tutto

Rientrano a scuola i docenti no-vax e i lavoratori fragili privi di tutele

Francesco Provinciali * - 03.09.2022

Mentre noti virologi che hanno sempre ispirato le decisioni sanitarie sul Covid da parte dei Governi in carica si candidano alle elezioni o si mettono a disposizione dell’esecutivo per rafforzare una linea di tendenza preventiva ispirata dalla scienza e dalla medicina, giunge alle scuole una Circolare del Ministro dell’Istruzione sul rientro in servizio dal 1° settembre dei docenti no-vax. Con il 31 agosto cessano le misure di protezione sanitaria e anche i professori non vaccinati potranno ritornare a scuola, anche se impegnati in compiti diversi dall’insegnamento. Nonostante la più recente media nazionale si attesti su circa 25 mila nuovi casi e 100 decessi giornalieri, con un indice di positività tra il 15 e il 20 % a seconda delle regioni, si allentano le restrizioni ed è significativo che ciò avvenga anche a scuola, dove non sono stati adottati gli attesi provvedimenti sull’aerazione delle aule, l’organizzazione della didattica in presenza, il sovraffollamento delle classi, i distanziamenti e la profilassi dei casi: le scuole sono un luogo di compresenze variegate per età di alunni e personale ma prive di presìdi sanitari di controllo specie da quando la figura del medico scolastico è stata giubilata.

Nel frattempo, nonostante emendamenti e odg presentati in Parlamento dagli On.li De Toma e Dall’Osso, e leggi tutto

Una legislatura costituente?

Paolo Pombeni - 31.08.2022

A vedere come si sta sviluppando la campagna elettorale non sembrerebbe di trovarsi di fronte a partiti che ragionano nei termini della futura legislatura che, se sarà normale, durerà cinque anni. Per lo più si va avanti a slogan, o al massimo si pensa ai problemi contingenti. Alcuni sono molto seri, come la crisi economica che si prospetta a seguito delle emergenze nel campo energetico o anche, più brutalmente come ha ricordato il presidente francese Macron, perché è finita “l’età dell’abbondanza”. Tuttavia anche per queste ragioni si renderà necessario sistemare il quadro delle nostre istituzioni, per metterle in grado di rispondere in maniera efficace alle dure prove che ci attendono.

Ad essere vissuta come una questione istituzionale è attualmente solo la proposta di introduzione di un sistema presidenziale, obiettivo malamente presentato da Giorgia Meloni che prima l’ha buttato sul tappeto nei termini vaghi di far scegliere agli elettori il vertice della nazione e poi, sommersa da varie critiche, ha un po’ ma non molto raddrizzato il tiro. La questione è molto complicata, ridurla alla banale storiella del tentativo di introdurre in Italia una democrazia illiberale sul modello dell’Ungheria di Orban è una mistificazione polemica.

Il tema era presente già nell’assemblea costituente, quando alcuni proposero leggi tutto

Rappresentatività contro rappresentanza

Fulvio Cammarano * - 31.08.2022

Come è noto, con il sistema elettorale detto “Rosatellum” gli elettori non avranno modo di scegliere i propri rappresentanti, ma dovranno limitarsi a sottoscrivere, sia nell’uninominale sia nel proporzionale, quelli indicati dai partiti. Il sistema è certamente discutibile, ma nessuna forza politica ha fatto una qualche battaglia per cercare seriamente di cambiare il sistema. Perché le segreterie di partito avrebbero dovuto perdere il privilegio di creare i propri rappresentanti? Nessuno può dire se tale selezione risulti più efficace e virtuosa di quella che avrebbero fatto gli elettori se fosse stata data loro la possibilità di individuare chi inviare in Parlamento. Tuttavia, a fronte di tale dubbio, una questione non banale comunque va posta: perché quei nomi e non altri?

Il problema è un classico della polemica antiparlamentare che dall’Unità d’Italia in poi, ha costantemente ritenuto inadeguati, per non dire peggio, i deputati succedutisi su quei contesi scranni. Sappiamo che per gran parte dell’800 gli eletti erano in sostanza notabili provenienti dalle classi più agiate. È stata la crescita del ruolo dei partiti a modificare tale realtà incentrata sul privilegio sociale, permettendo, con l’estendersi del suffragio, l’ingresso alla Camera anche di figure la cui candidatura era frutto delle scelte dei primi grandi partiti di massa, leggi tutto

Il “Rosatellum” alla prova della riduzione del numero di parlamentari

Daniele Coduti * - 31.08.2022

Il prossimo 25 settembre gli elettori saranno chiamati a rinnovare i due rami del Parlamento, concretizzando per la prima volta quanto disposto da due riforme costituzionali: la riduzione del numero dei parlamentari (operata con la legge costituzionale 1/2020) e l’estensione del diritto di voto a tutti i maggiorenni anche per l’elezione del Senato della Repubblica (conseguente alla legge costituzionale 1/2021).

A fronte di tali novelle costituzionali, che possono avere rilevanti ripercussioni sulla composizione e sul funzionamento del Parlamento, nonché su quello della forma di governo, si tornerà a votare con il sistema elettorale definito con la legge 165/2017, il c.d. Rosatellum.

Tale disciplina era stata approvata negli ultimi mesi della XVII Legislatura per far fronte alla complicata situazione normativa delineatasi dopo la reiezione della riforma costituzionale del 2016 e le pronunce della Corte costituzionale sui sistemi elettorali allora vigenti per le due Camere. Infatti, in mancanza dell’intervento legislativo del 2017, i due rami del Parlamento sarebbero stati eletti con due sistemi elettorali decisamente differenti e basati su due leggi entrambe censurate dalla Corte costituzionale: per il Senato, la legge 270/2005 (c.d. Porcellum), dichiarata parzialmente incostituzionale con la sent. 1/2014; leggi tutto

Il 2022 sarà come il 2001?

Luca Tentoni - 27.08.2022

Le prossime elezioni ci riconsegneranno - a meno di improbabili clamorosi successi di M5s e Azione/Iv - un sistema sostanzialmente bipolare, com'è stato dal 1996 al 2008. Nel 2013 abbiamo avuto i tre poli (centrosinistra, centrodestra, M5s) compresi ciascuno fra il 25 e il 30%, con un "mezzo polo" montiano a completare il sistema. Nel 2018, invece, si è scesi da 3,5 poli a 3 (il peso delle quarte forze è infatti passato dal 13,9% di cinque anni prima al 6,2%, minimo storico superato solo dallo 0,5% del 2006, quando praticamente non c'era nulla fuori da Ulivo e Polo). Nel 2022 avremo verosimilmente un ulteriore avvicinamento al bipolarismo, con la presenza di due poli (centrosinistra, centrodestra) e uno (M5S) o due (centristi) "mezzi poli". A nostro modesto avviso, un sistema può però dirsi bipolare se le due maggiori coalizioni superano singolarmente il 30% dei voti e complessivamente almeno l'80%: seguendo questo criterio, potremmo considerare bipolare (imperfetta) anche la competizione del 1994 (Progressisti più Polo: 76,1%), mentre lo sono state certamente quelle del 1996 (85,5%), 2001 (85,1%), 2006 (99,5%), 2008 (84,4%). Già nel 2013, invece, le prime due coalizioni ebbero solo il 58,8% (le prime tre l'84,4%) e nel 2018 il 59,9% (le prime tre: 92,6%). I "terzi" poli hanno invece oscillato, fra il 1994 e il 2008, fra l'11 e il 19% (con l'eccezione del 2006: 0,5%) mentre i "quarti" si sono attestati - come si diceva - al 13,9% nel 2013 e al 6,2% nel 2018. leggi tutto

Il docente esperto: la strana invenzione del Ministro Bianchi, oltre il CCNL e lo stato giuridico

Francesco Provinciali * - 27.08.2022

Quando assunse la guida del Ministero dell’Istruzione il Prof. Patrizio Bianchi disse che avrebbe voluto una “scuola affettuosa”. Ora che se ne va per le dimissioni del Governo, la lascia “litigiosa e insoddisfatta”.

All’avvio del nuovo anno scolastico manca meno di un mese ma si teme che – al netto delle varianti Covid con relativa organizzazione di specifiche e aggiornate misure di profilassi per alunni, docenti e personale (tra cui i lavoratori fragili rimasti senza tutele) - inevitabilmente si dovrà fare i conti con i problemi di sempre: carenze di organici, ritardi nelle nomine, classi pollaio, disabili senza sostegno, crescente doppia burocrazia che sommerà come sempre quella delle circolari ministeriali a quella dei progettifici della scuola dell’autonomia. Il disegno di una scuola 4.0 nell’ambito del Pnrr ha peccato di eccesso di annuncio: per adesso si prende atto della nascita di un nuovo organismo nella pletora già soffocante di quelli esistenti, la “Scuola di alta formazione e formazione continua”, che affiancherà le Direzioni generali e i Dipartimenti esistenti, dovrà coordinarsi con le scuole del territorio e si avvarrà della consulenza di INDIRE e INVALSI.

Il nome è roboante ma prelude ad un palinsesto faraonico per dispensare formazione on line, attraverso enti e associazioni che si leggi tutto

È l’ora della prova elettorale

Paolo Pombeni - 27.07.2022

Adesso tutta l’attenzione si concentra sulla campagna elettorale che presenta varie anomalie: un numero di seggi fortemente ridotto rispetto a quelli disponibili nella tornata precedente, una campagna concentrata in due mesi, il voto agli inizi di autunno (una novità nella storia della repubblica), un sistema elettorale che prevede in parte collegi uninominali di grandi dimensioni.

Tutto questo induce molti osservatori a concludere che si tratterà di una competizione in cui conteranno più che altro i riferimenti “nazionali”, la propaganda che si veicola sui media e sui social. Del resto i partiti, soprattutto i maggiori, al momento confermano questa visione avendo già da tempo impostato la loro comunicazione sia su argomenti cosiddetti “identitari”, sia sulla contrapposizione senza mediazioni fra due “campi”, ognuno dei quali tenta di presentare sé stesso come il bene assoluto e l’avversario come il disastro incombente.

È davvero così? Ci permettiamo di avanzare qualche riserva riguardo a queste semplificazioni, senza peraltro negare che contengano alcuni elementi oggettivi. Innanzitutto si sottovaluta lo shock che nell’opinione pubblica ha provocato la liquidazione poco seria del governo Draghi. Certo non tutti gli elettori seguono con attenzione gli eventi e ci sono fasce che possono essere conquistate dalle leggende metropolitane messe in giro da leggi tutto