Ultimo Aggiornamento:
24 febbraio 2024
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Argomenti

Se la storia potesse avere un peso …

Paolo Pombeni - 21.08.2014

Tra le varie effervescenze agostane c’è adesso il dibattito attorno alla proposta dell’on. Fioroni di intitolare l’edizione di quest’anno della Festa dell’Unità ad Alcide De Gasperi. Un po’ perché la proposta è bizzarra, un po’ perché bisogna pur scrivere di qualcosa, i giornali hanno dato spazio alla faccenda. Ne è uscita l’immagine di un ceto politico ed intellettuale, almeno per quel che riguarda gli interpellati dai giornali, diciamo non proprio all’altezza dei tempi.

Ci si consenta di aprire con una notazione curiosa. Tutti hanno discusso della proposta Fioroni, che alla fine è pur sempre la trovata di un singolo, ma, se non ci siamo distratti, non è stato messo in rilievo un fatto ben più singolare: in alcuni giornali nazionali è apparsa una inserzione pubblicitaria piuttosto corposa in memoria di De Gasperi firmata e pagata dal gruppo parlamentare PD. A noi è sembrato qualcosa di ben più significativo.

Ciò su cui vale la pena di discutere non è la bizzarria di dedicare una kermesse che mischia l’intrattenimento gastronomico-musicale con un po’ di talk show della politica-spettacolo alla memoria di qualche illustre personaggio del passato, quanto la reazione che ciò ha suscitato. Perché in realtà i temi forti del contendere (si fa per dire) sono stati due: il primo se fosse più o meno ragionevole dedicare una festa “comunista” alla memoria di un avversario storico del comunismo; leggi tutto

Una strana estate

Paolo Pombeni - 14.08.2014

Non è un’estate strana solo dal punto di vista meteorologico: lo è anche dal punto di vista politico. Renzi ha vinto il round al Senato sulla riforma costituzionale, ma deve prepararsi ad una battaglia d’autunno che si preannuncia molto difficile. Certo vi giunge ancora col favore popolare e senza un vero sfidante alternativo (almeno stando ai sondaggi), ma sono in molti a scommettere sulla possibilità di coglierlo in fallo ed a prepararsi a trarne profitto.

Le strategie per ottenere questo risultato sono più d’una, ma tutte ruotano attorno ad perno: mandare in crisi la situazione interna del PD. Da un certo punto di vista verrebbe da commentare: niente di nuovo sotto il sole, visto che per i quarant’anni della centralità DC è stata la caratteristica stabile della vera opposizione ad essa. Essendo la DC un partito composito, la destra esterna cercava di aizzare quella interna cattolica a rompere con quelli che allora si chiamavano più o meno i “comunistelli di sacrestia”, e la sinistra esterna faceva appello alla sinistra cattolica perché rompesse l’alleanza con capitalisti e conservatori. leggi tutto

La nuova geografia della Chiesa. Storia di un prete in Nicaragua.

Claudio Ferlan - 07.08.2014

Ha avuto notevole eco la notizia che papa Francesco ha dato il suo assenso perché sia revocata la sospensione a divinis dell’ottantunenne padre Miguel d’Escoto Brockmann, religioso nicaraguense membro negli anni ottanta del governo sandinista.

Perché una notevole eco? Per comprenderlo serve fare un passo indietro e guardare alla storia recente della Chiesa latinoamericana.

 

Il viaggio di Giovanni Paolo II

 

In Nicaragua nel 1979 la rivoluzione sandinista riuscì a deporre la lunga dittatura della dinastia Somoza. Nel nuovo governo la presenza della Chiesa locale non era affatto marginale. Per fare alcuni esempi: D’Escoto aveva assunto la carica di ministro degli esteri, il gesuita Fernando Cardenal quella di ministro dell’educazione, suo fratello Ernesto quella di ministro della cultura. Erano gli anni in cui molti aderenti alla teologia della liberazione guardavano al marxismo come a un efficace metodo di analisi, di promozione della consapevolezza delle storture dell’ordine costituito. Lo consideravano anche un possibile leggi tutto

La soluzione soddisfacente? L’università e la riforma della pubblica amministrazione

Novello Monelli * - 07.08.2014

Sosteneva il ministro Giannini che «la soluzione a cui si è arrivati sull’età di pensionamento dei docenti universitari è soddisfacente». Naturalmente adesso sembra che non sia più così, perché siamo il paese delle marce indietro, ma a prescindere da questi ripensamenti (frutto di lobbysmo?) forse è utile ragionare come se la marcia indietro non ci fosse stata. Soprattutto nell’ottica del fatto che forse, un giorno non lontano, al tema si tornerà a dedicare la giusta attenzione.

La questione, per i molti che non avessero trovato particolarmente intrigante la vicenda parlamentare del cosiddetto “disegno di legge Madia” (altrimenti noto come riforma della pubblica amministrazione) votato il 31 luglio dalla Camera, può essere riassunta così: la tendenziale resistenza dei docenti universitari (e di altre categorie, quali magistrati e medici) a farsi pensionare anzitempo (diciamo più o meno alla metà della sesta decade di vita), ostacolo non da poco nella marcia trionfale della ministra per lo svecchiamento del mare magnum dei dipendenti dello Stato. leggi tutto

Voci in difesa della terra: dal Vaticano all'Amazzonia.

Claudio Ferlan - 31.07.2014

La Chiesa cattolica sta riservando una nuova attenzione al rapporto dell'uomo con l'ambiente. Non potrebbe essere diversamente, se pensiamo al nome scelto dal papa regnante e alla correlata dichiarazione di responsabilità per quella che il Santo di Assisi chiamava nel Cantico delle creature “sora nostra matre terra”. Sappiamo che Francesco sta lavorando ad un'enciclica in tema, ma forse è meno noto che anche il suo predecessore ha detto molto a proposito.

 

Il pensiero di Benedetto XVI


Nel 2012 sono usciti per la Libreria Editrice Vaticana due libri: Josef Ratzinger-Benedetto XVI, “Per una ecologia dell'uomo. Antologia di testi” (227 pagine) e Benedetto XVI, “Pensieri sull'ambiente” (63 pagine). Il primo volume contiene riflessioni del cardinale, il secondo riporta discorsi del papa. Tra i due testi c'è continuità di pensiero. Il punto di partenza è una puntualizzazione: la natura non deve essere idolatrata, altrimenti ci sarebbe il rischio di cadere in una sorta di panteismo, di neopaganesimo. leggi tutto

La giusta distanza

Novello Monelli * - 31.07.2014

C’è del ridicolo in Italia.


Che il centenario della prima guerra mondiale avrebbe portato con sé la riesumazione (è il caso di dirlo) di antiche polemiche, era prevedibile. L’enorme successo internazionale di un libro tutt’altro che originale (ma innegabilmente accattivante) come I sonnambuli di Cristopher Clarke è la migliore dimostrazione di quanto la guerra del 1914 sia ancora d’ attualità. E’ bastato che l’autore riprendesse in mano la questione delle responsabilità del conflitto europeo, trasferendolo dai cattivi tedeschi alla controparte slava (serbi e russi) per suscitare un pandemonio. In Germania autorevoli specialisti come Gerd Krumeich si sono precitati a dissentire, sostenendo la validità di un giudizio sulle colpe del governo (e soprattutto dello Stato maggiore) del Reich che si riteneva assodato fin dai tempi della Fischer Kontroverse negli anni Sessanta. D’altra parte, molti lettori (e persino alcuni parlamentari) hanno espresso pubblicamente la loro soddisfazione per questa retroattiva assoluzione al tribunale della storia. Meno bene l’hanno presa i nuovi colpevoli: a Belgrado l’associazione tra Princip e i terroristi di Al Qaeda è piaciuta poco, e ancor meno l’immagine (estremamente convincente) di una leadership Serba leggi tutto

I riflettori internazionali (di nuovo) sul sistema detentivo italiano

Miriam Rossi * - 24.07.2014

Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri perché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione”. Lo scrisse Voltaire a metà del Settecento ma non si sarebbe potuto esprimere diversamente Mads Andenæs col suo Working Group dell’ONU sulle detenzioni arbitrarie durante la visita effettuata in Italia dal 7 al 9 luglio scorsi. Per quanto sia universalmente accolto il principio secondo cui il sistema carcerario denota lo stato di diritto di un Paese, è invece con difficoltà che tanto i governi quanto la società civile percepiscono e identificano in un trattamento disumano o degradante, se non in una tortura, l’assenza di una serie di standard di tutela del detenuto. La costrizione, il disordine, l’“accatastamento di esseri umani” con ovvi limiti alla riservatezza delle persone, la carenza di strutture ricreative e sportive, spesso l’assenza di norme igieniche sono fattori che determinano una clamorosa incompatibilità con i parametri fissati non solo dagli standard internazionali quanto dall’obiettivo di “rieducazione del condannato” e di un autentico recupero sociale previsto dall’articolo 27 della Costituzione italiana. leggi tutto

Pos, Bot, contante: come ridurre il peso del debito pubblico

Gianpaolo Rossini - 05.07.2014

L’idea di rendere obbligatoria la disponibilità del POS presso tutti gli esercizi commerciali per pagamenti sopra i 30 euro può essere forse utile per ridurre un po’ l’evasione, ma finisce per indebolire l’attività economica in misura determinante in un momento molto critico per la nostra economia. Quello che si recupera dall’evasione potrebbe inoltre rivelarsi molto inferiore del gettito fiscale derivante da una attività economica più sostenuta senza i POS. Probabilmente  rivedremo di nuovo quello che è successo per tante misure a capocchia del governo tecnico di Monti, che hanno messo in ginocchio in serie piccola cantieristica, porti turistici, produzione di auto di lusso  e tante altre attività economiche.  La regola dei POS è poi, nella lunga scia montiana, un indubbio beneficio al sistema bancario che conquista una ulteriore fetta nel sistema dei pagamenti. leggi tutto

Il dottorato, una risorsa non sfruttata

Dario Braga * e Silvia Ghiselli ** - 19.06.2014

L’ANVUR ha pubblicato poche settimane fa il Rapporto sullo stato del sistema universitario. Il rapporto tratta anche del dottorato di ricerca, istituito, come si ricorderà, con la ‘382/ 1982. Recitava la legge Ruberti: “E' istituito il dottorato di ricerca quale titolo accademico valutabile unicamente nell'ambito della ricerca scientifica.” Questa definizione conteneva in sé il limite della innovazione: mentre introduceva anche nel nostro ordinamento accademico il PhD (per diventare poi, con  il “Bologna process”, il terzo livello della formazione universitaria) lo confinava all’ambito della carriera universitaria impedendone così, sul nascere, uno sviluppo verso la professione e la ricerca extra universitaria. E infatti, per oltre venti anni, il PhD ha fornito al nostro sistema universitario quel “periodo di prova” che i ruoli a tempo indeterminato non consentivano. Questa configurazione non poteva certo resistere alla “grande crisi”, ai tagli ai bilanci degli atenei e ai limiti imposti al turnover. Il problema occupazionale dei PhD è diventato quindi e finalmente un (nuovo) problema nazionale, come dimostrato, inter alia, dalle iniziative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Emilia e Romagna con lo strumento dell’alto apprendistato. leggi tutto

Eppur si muove! Il sistema culturale italiano ai tempi della crisi

Maurizio Cau - 17.06.2014

Lustri di immobilismo

Da almeno vent’anni la politica culturale italiana si muove entro un singolare paradosso, quello di un Paese che si bea di detenere una fetta significativa del patrimonio culturale mondiale, ma che nel proprio sviluppo culturale investe molto meno della media degli stati europei. Così l’irragionevole mantra che percorre a tutti i livelli il discorso pubblico italiano sulla cultura, quello per cui il nostro Paese ospiterebbe il 70% (altri, più modestamente, parlano del 50%) del patrimonio culturale mondiale, risulta fastidioso non tanto e non solo per la sua completa infondatezza, quanto perché se così fosse, l’immobilismo della politica italiana nei riguardi della sfera culturale risulterebbe ancor più scellerato. 

Che nella vita politica italiana l’interesse per la cultura abbia progressivamente perso di centralità lo descrive molte bene (pur con qualche eccezione) il profilo dei ministri chiamati negli ultimi anni a guidare il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: politici con improbabili velleità letterarie, uomini di cultura leggi tutto