Ultimo Aggiornamento:
26 settembre 2020
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Argomenti

Pos, Bot, contante: come ridurre il peso del debito pubblico

- 05.07.2014

L’idea di rendere obbligatoria la disponibilità del POS presso tutti gli esercizi commerciali per pagamenti sopra i 30 euro può essere forse utile per ridurre un po’ l’evasione, ma finisce per indebolire l’attività economica in misura determinante in un momento molto critico per la nostra economia. Quello che si recupera dall’evasione potrebbe inoltre rivelarsi molto inferiore del gettito fiscale derivante da una attività economica più sostenuta senza i POS. Probabilmente  rivedremo di nuovo quello che è successo per tante misure a capocchia del governo tecnico di Monti, che hanno messo in ginocchio in serie piccola cantieristica, porti turistici, produzione di auto di lusso  e tante altre attività economiche.  La regola dei POS è poi, nella lunga scia montiana, un indubbio beneficio al sistema bancario che conquista una ulteriore fetta nel sistema dei pagamenti. leggi tutto

Il dottorato, una risorsa non sfruttata

Dario Braga * e Silvia Ghiselli ** - 19.06.2014

L’ANVUR ha pubblicato poche settimane fa il Rapporto sullo stato del sistema universitario. Il rapporto tratta anche del dottorato di ricerca, istituito, come si ricorderà, con la ‘382/ 1982. Recitava la legge Ruberti: “E' istituito il dottorato di ricerca quale titolo accademico valutabile unicamente nell'ambito della ricerca scientifica.” Questa definizione conteneva in sé il limite della innovazione: mentre introduceva anche nel nostro ordinamento accademico il PhD (per diventare poi, con  il “Bologna process”, il terzo livello della formazione universitaria) lo confinava all’ambito della carriera universitaria impedendone così, sul nascere, uno sviluppo verso la professione e la ricerca extra universitaria. E infatti, per oltre venti anni, il PhD ha fornito al nostro sistema universitario quel “periodo di prova” che i ruoli a tempo indeterminato non consentivano. Questa configurazione non poteva certo resistere alla “grande crisi”, ai tagli ai bilanci degli atenei e ai limiti imposti al turnover. Il problema occupazionale dei PhD è diventato quindi e finalmente un (nuovo) problema nazionale, come dimostrato, inter alia, dalle iniziative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Emilia e Romagna con lo strumento dell’alto apprendistato. leggi tutto

Eppur si muove! Il sistema culturale italiano ai tempi della crisi

Maurizio Cau - 17.06.2014

Lustri di immobilismo

Da almeno vent’anni la politica culturale italiana si muove entro un singolare paradosso, quello di un Paese che si bea di detenere una fetta significativa del patrimonio culturale mondiale, ma che nel proprio sviluppo culturale investe molto meno della media degli stati europei. Così l’irragionevole mantra che percorre a tutti i livelli il discorso pubblico italiano sulla cultura, quello per cui il nostro Paese ospiterebbe il 70% (altri, più modestamente, parlano del 50%) del patrimonio culturale mondiale, risulta fastidioso non tanto e non solo per la sua completa infondatezza, quanto perché se così fosse, l’immobilismo della politica italiana nei riguardi della sfera culturale risulterebbe ancor più scellerato. 

Che nella vita politica italiana l’interesse per la cultura abbia progressivamente perso di centralità lo descrive molte bene (pur con qualche eccezione) il profilo dei ministri chiamati negli ultimi anni a guidare il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: politici con improbabili velleità letterarie, uomini di cultura leggi tutto

La Chiesa tra elogio alla povertà ed equilibrismi finanziari

Claudio Ferlan * - 14.06.2014

Esistono foto capaci di una portata evocativa superiore a quella di mille parole. Fortunatamente di parole noi ne abbiamo a disposizione di meno, così che rimanendo fedeli alla sintesi possiamo forse raccontare il senso di un’immagine senza dire né troppo, né troppo poco.

Lo scatto risale all’undici novembre 2007, quando a Champay (Argentina, provincia di Rio Negro) l’allora segretario pontificio Tarcisio Bertone proclamò beato Ceferino Namuncurá (1886-1905). Ceferino era un salesiano, come Bertone, di origine mapuche (araucane), una delle tribù che più di ogni altra in America del Sud oppose una strenua resistenza alla conquista spagnola e all’evangelizzazione. Accanto al segretario pontificio siede l’allora primate d’Argentina, cardinale Jorge Mario Bergoglio.

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La libertà nella ricerca scientifica

Francesco Domenico Capizzi * - 14.06.2014

Nel contesto liberal-democratico  scienza e cultura dovrebbero essere pienamente libere di ricercare indirizzi autonomi rispetto ai poteri economici e politici, al riparo dalle reprimende dei tempi lontani. Non tanto lontani se l’idealità scientifica, teorizzata tra i secoli XVII e XIX a partire da Francis Bacon, risultasse  ostacolata fino a vanificare la sua indipendenza nella realtà dello straordinario sviluppo industriale e nell’espansione inedita delle potenze finanziarie con il rischio di blandire la scienza, e la cultura, per acquisire obiettivi predeterminati e solidali ad interessi particolari. E’ vero che investire in ricerca comporti competitività e che un mancato suo sviluppo conduca ad arretramenti economici e sociali, ma è altrettanto vero che la libertà di ricerca scientifica deve essere garantita ed incoraggiata, mentre l’industria e la finanza sono disposte a finanziare programmi finalizzati redditizi: larga parte della ricerca biomedica leggi tutto

Soldi e cultura. Perché se l’Italia va a rotoli la colpa è dell’ignoranza al potere.

Marco Mondini * - 12.06.2014

In un recente intervento alla trasmissione “Otto e Mezzo” il presidente di Confindustria Veneto, Roberto Zuccato, ha dichiarato che affrontare un nuovo rinascimento e uscire da una crisi «non esclusivamente economica» è possibile solo attraverso la cultura. E’ un’opinione di notevole intelligenza, soprattutto perché espressa dal rappresentante di una categoria, quella degli industriali, che non ha mai brillato per fiducia nel sapere e nell’istruzione. Si può sperare che le parole di Zuccato, che è anche presidente della Fondazione Campiello, segnino uno spartiacque tra l’elogio dell’ignoranza, che ha sovente caratterizzato molti suoi colleghi di corporazione, e il riconoscimento che formazione e ricerca sono le basi per la sopravvivenza nell’economia globale? leggi tutto

Collusione e corruzione

Stefano Zan * - 12.06.2014

I comportamenti collusivi tra pubblica amministrazione (nelle sue varie declinazioni) e imprese realizzatrici delle diverse opere pubbliche che frequentemente salgono agli onori della cronaca non possono essere spiegati (solamente) con la disonestà di numerosi individui ma vanno invece compresi nelle loro caratteristiche strutturali e sistemiche. Il punto di partenza è che esiste una straordinaria asimmetria informativa tra l’ente appaltante e l’ente realizzante. Il altri termini la PA non ha al suo interno le competenze  per valutare se l’offerta presentata dall’ente proponente ha le caratteristiche tecnico-scientifche in linea con il livello delle conoscenze in essere e nemmeno le competenze leggi tutto

La ricerca di base e lo sviluppo economico

Dario Braga * e Fiorenzo Stirpe ** - 05.06.2014

Il presidente Napolitano, nel suo discorso d'insediamento, parlò del "valore delle proposte...per potenziare l'istruzione e il capitale umano, favorire la ricerca, l'innovazione e la crescita delle imprese". Fu ammirevole l'accostamento fra queste voci e preveggente: le società colte, quelle che investono di più in formazione e ricerca, stanno recuperando molto più rapidamente rispetto ai tempi della crisi di quelle, come la nostra, con una tradizione di scarsi investimenti nella ricerca. E' un fatto che le imprese crescono se fanno innovazione, e che l'innovazione è figlia della ricerca.


In sintonia con il Presidente Napolitano, il fisico inglese Brian Cox nella Faraday Lecture della Royal Society di Londra afferma che raddoppiare i fondi per l'università e la ricerca sarebbe un ottimo investimento. Questo è leggi tutto

Qualità vo cercando. De-meritocrazia e ope legis uccidono la scienza, impoveriscono il paese (e annientano una generazione)

Marco Mondini * - 03.06.2014

Non è un paese per meritevoli


La recente presentazione del rapporto ISTAT 2014 ha sollevato la consueta ondata di gemiti ed alti lai sul destino di una nazione che sta diventando sempre di più un deserto di talenti e cervelli. Negli ultimi cinque anni, quasi centomila “giovani” in età lavorativa (fino a 34 anni) hanno lasciato l’Italia in cerca di miglior fortuna all’estero: una parte rilevante di costoro (il 25% degli emigrati nel solo anno di rilevamento 2012) è costituita da personale altamente qualificato, in possesso di una laurea o di un titolo post-lauream. leggi tutto

La concretezza dei simboli. Parole e gesti di un gesuita diventato papa.

Claudio Ferlan * - 03.06.2014

Non si spegne l’eco del viaggio di Francesco in Terra Santa, anche perché il prossimo 8 giugno saremo testimoni di una prima sua conseguenza concreta, l’incontro di preghiera in Vaticano con i presidenti di Israele, Shimon Peres, e Palestina, Abu Mazen. Proprio la mancanza di consistenza è una delle accuse che più di frequente vengono mosse a Bergoglio, secondo alcuni molto abile nella comunicazione ma tutto sommato poco mobile nel percorso di rinnovamento della Chiesa che potrebbe avere, secondo i critici, solo formalmente avviato. Sono obiezioni comprensibili ma che rischiano forse di non tenere pienamente conto del contesto entro il quale un papa, e quello regnante in particolare, si muove. leggi tutto