Ultimo Aggiornamento:
13 luglio 2019
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Il diritto a insegnare. I gesuiti dell’Indiana contro l’omofobia

Claudio Ferlan - 26.06.2019

L’arcidiocesi di Indianapolis ha recentemente proibito di definirsi ‘cattolica’ alla Brebeuf Jesuit Preparatory School, una high school fondata e diretta dai gesuiti. Perché? Il provvedimento è una reazione dell’arcivescovo locale al rifiuto opposto dal preside, il gesuita William Verbryke, e dall’organo di gestione dell’istituto alla richiesta di licenziare una o un docente (l’identità non è stata rivelata) che ha contratto un matrimonio civile con una persona del suo stesso sesso. I vertici dell’arcidiocesi avevano presentato verbalmente l’istanza, per voce del sovrintendente all’educazione cattolica, dopo essere venuti a conoscenza del fatto attraverso i social network. Questo accadeva nell’estate del 2017. La risposta dei gesuiti è stata un circostanziato «No». Il consiglio scolastico ha valutato che non vi fossero gli estremi per il licenziamento, poiché l’insegnante in questione meritava ampiamente di rimanere al suo posto, in quanto è altamente qualificato/a, è impiegato/a nella scuola da tempo e gode di un largo apprezzamento per il proprio lavoro. Inoltre, non si tratta di un insegnante di religione e per questo l’autorità ecclesiastica non ha alcuna competenza sulla sua nomina.

La reazione al diniego si è fatta attendere ma è arrivata e il 20 giugno 2019 è stata notificata alla Brebeuf la decisione dell’arcidiocesi per la quale leggi tutto

L’oro blu non deve smettere di scorrere. L’emergenza acqua nei secoli

Claudio Ferlan - 30.03.2019

Lo scorso 22 marzo si è celebrata la Giornata mondiale dell’acqua, voluta per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale, politici e investitori all’obiettivo numero 6 del progetto per lo sviluppo sostenibile mondiale: acqua per tutti entro il 2030. Il motto della giornata è stato non lasciamo nessuno indietro (leaving no one behind). Indietro, però, sono ancora in tanti, troppi.

 

Ieri e oggi

La questione è attuale ma niente affatto nuova. La disponibilità di acqua potabile è stata per secoli un problema talvolta insormontabile. Qualche esempio, tenendo conto che c’è ancora molto da studiare. La storia racconta che nei monasteri tedeschi del 1300 si consumavano tra i due e i quattro litri di vino pro capite. I padri pellegrini (e i loro figli) imbarcati sulla Mayflower, la nave che portò i primi coloni inglesi nel Nuovo Mondo (1620), preferivano la birra e il gin all’acqua. Erano tutti grandi bevitori? No, non tutti. Affrontavano con i mezzi a loro disposizione una difficoltà strutturale della propria quotidianità: la pessima qualità dell’acqua disponibile e provavano a disinfettarla o sostituirla. Per alcune popolazioni indigene americane era diffusa l’abitudine di consumare succhi di frutta leggi tutto

Il diritto di mangiare bene. Obesità, sotto-nutrizione e riscaldamento globale: questioni connesse

Claudio Ferlan - 13.02.2019

Qualcuno certo si ricorderà di Super Size Me, documentario girato e interpretato da Morgan Spurlock nel 2004. Seguito da tre medici, Spurlock decise di nutrirsi per un mese solo da McDonald’s, scegliendo tra l’altro particolari forme di menù e limitando il suo movimento a poco più di niente (2.500 passi al giorno), in linea con le abitudini dell’americano medio. I risultati furono un sensibile aumento di peso e una serie di disturbi fisici e dell’umore. Dopo il documentario, McDonald’s inserì dei cambi sostanziali nella propria offerta, pur negando di averlo fatto in conseguenza del film.

 

Sindemia

Super Size me può essere ricordato come uno dei momenti di svolta nella denuncia dei pericoli dell’obesità e, contestualmente, nella sensibilizzazione verso la necessità di lottarvi contro. Senza la risonanza di un film di successo (che fu pure candidato all’Oscar), i lavori della commissione Lancet si pongono lo stesso obiettivo. Mettendo insieme alte competenze di vario genere, il gruppo di lavoro organizzato dalla prestigiosa rivista inglese ha infatti denunciato i pericoli della diffusione dell’obesità su scala globale, sottolineando la necessità di pensarla in relazione con due altri fattori decisivi per le malattie della nostra epoca: la sotto-nutrizione e il cambiamento climatico. Si parla a questo proposito leggi tutto

Una rivoluzione alimentare globale: modelli sani e sostenibili per la nutrizione nel Terzo Millennio

Claudio Ferlan - 23.01.2019

Per le persone che oggi abitano il nostro pianeta le principali cause di malattia e mortalità sono legate all’alimentazione: le cifre sono impressionanti. Più di 820 milioni di persone soffrono attualmente di sottonutrizione, due miliardi presentano carenze alimentari mentre 2,4 miliardi sono obese o sovrappeso. Se sommiamo tutte assieme, come abitualmente si faceva nel computo delle perdite in guerra non distinguendo tra morti e feriti, le vittime di abusi di droga, tabacco e alcool e di malattie sessualmente trasmesse non raggiungiamo simili cifre. Questo paragone ci può restituire con efficacia le dimensioni del problema.

I dati si possono consultare nel ricco rapporto recentemente pubblicato dalla Commissione Food-Lancet, costituita da un nutrito e multidisciplinare gruppo di studiosi impegnati nel campo della cultura dell’alimentazione (food culture). Il lavoro della commissione non si è limitato a mappare i problemi, ma ha al contrario la virtuosa ambizione di promuovere il cambiamento globale nelle diete, il titolo del rapporto lo rivela: Food in the Anthropocene: the EAT–Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems. Salute e sostenibilità sono dunque le due parole chiave per ragionare sui possibili miglioramenti leggi tutto

Gustavo Gutiérrez. I novant´anni di un teologo che guarda al futuro

Claudio Ferlan - 13.06.2018

Venerdì otto giugno il padre domenicano Gustavo Gutiérrez, peruviano nativo di Lima, ha compiuto novant’anni. E ha ricevuto una lettera di auguri da papa Francesco. Potrebbe sembrare a prima vista una notizia di poco conto, ma solo a uno sguardo distratto. Gutiérrez infatti è uno dei fondatori della teologia della liberazione, una corrente condannata ai tempi di Woytila e del prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger, ma in seguito meglio compresa e riabilitata a livello ecclesiale.

 

La lettera di Jorge Mario Bergoglio

Il testo, scritto naturalmente in spagnolo, è breve ma denso di significato: “Caro fratello, per il tuo novantesimo compleanno ti scrivo per farti gli auguri e per assicurarti la mia preghiera in questo momento significativo della tua vita. Mi unisco alla tua azione di grazie a Dio, e ti ringrazio anche per il contributo che hai dato alla Chiesa e all’umanità attraverso il tuo servizio teologico e il tuo amore preferenziale per i poveri e gli abbandonati dalla società. Grazie per tutti i tuoi sforzi e per il tuo modo di interpellare la coscienza di ognuno, perché nessuno resti indifferente di fronte al dramma della povertà e dell’esclusione. Con questi sentimenti, ti incoraggio a leggi tutto

Una Chiesa rivivificata. Il pensiero di Blase Cupich, arcivescovo di Chicago

Claudio Ferlan - 17.02.2018

Il settimanale cattolico inglese The Tablet ha pubblicato nei giorni scorsi una lunga intervista con il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, molto interessante soprattutto nella sua analisi della portata rivoluzionaria del pontificato in atto. In verità, sono state diverse le interviste a Cupich fatte da giornalisti inglesi, in occasione di una lezione da lui tenuta presso l’Istituto Von Hügel del St. Edmund College di Cambridge e intitolata La rivoluzione della misericordia di papa Francesco: Amoris Laetitia come nuovo paradigma della cattolicità.

 

Blase Cupich

Cupich, nominato cardinale il 9 ottobre 2016, è considerato uno dei più eminenti rappresentanti della Chiesa liberal degli Stati Uniti e la scelta di Francesco di affidargli l’arcidiocesi di Chicago nel settembre 2014 fu accolta con sfavore e preoccupazione dagli ambienti conservatori americani e da quei siti internet pronti ad accusare il papa di eresia, li stessi che Bergoglio stesso ha recentemente affermato di non leggere per salvaguardare la propria salute mentale. Cupich ha fatto discutere in passato per alcune sue nette prese di posizione: da vescovo di Spokane, (Washington), per esempio, proibì al proprio clero di prendere leggi tutto

Ancora in periferia. La fitta agenda di Francesco per il viaggio in Cile e Perù

Claudio Ferlan - 13.01.2018

Lunedì prossimo 15 gennaio papa Francesco partirà da Fiumicino con destinazione Santiago del Cile, prima tappa di un viaggio apostolico dal programma, al solito, particolarmente intenso. Oltre alla capitale, visiterà infatti anche Temuco e Iquique, site rispettivamente nelle regioni Araucanía (a sud del paese) e Tarapacá (a nord). Si sposterà poi in Perù, toccando Lima e le città di Puerto Maldonado (regione Madre de Dios, Amazzonia) e Trujillo (regione La Libertad, costa pacifica settentrionale). Il viaggio si concluderà il 22 gennaio e si svolgerà all’insegno del motto “condividere l’annuncio della pace e confermare nella speranza”.

 

Cile

La scelta di quali regioni cilene toccare è il frutto del dialogo con l’episcopato locale, come anche della volontà di Francesco. A Santiago, centro del paese, il papa vedrà le autorità, il clero, i giovani e i gesuiti. Visiterà anche un penitenziario femminile, concretizzando l’abituale attenzione ai margini della società caratteristica del suo pontificato. Bergoglio ha poi voluto con decisione recarsi in Araucanía, la regione più povera del paese, dove da temposi vivono forti tensioni tra lo Stato e la minoranza indigena mapuche (“figli della terra”). Secondo i media cileni, i rappresentanti mapuche contano di dimostrare a Francesco la legittimità della lotta di rivendicazione per

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Il papa parla in aereo. Teologia e comunicazione nel viaggio in Asia

Claudio Ferlan - 09.12.2017

Non è raro leggere l’opinione di chi identifica papa Francesco come un teologo di livello inferiore a quello del suo predecessore. E chi lo sostiene proviene spesso da una cultura europea, preferibilmente tedesca o italiana. Cosa significa davvero questa affermazione? Forse essa rivela una scarsa attenzione alla pastorale pontificia e una conoscenza limitata alla tradizione teologica del Vecchio continente. Gli storici sono soliti definire questo atteggiamento come “eurocentrismo”.I contenuti della conferenza stampa tenuta dal papa durante il volo di rientro dal Bangladesh consentono dei ragionamenti importanti sulla questione.

 

Giocate a calcio?

L’unico riferimento alla teologia nel corso della conferenza testimonia, ancora una volta, la capacità comunicativa di Bergoglio. Riferendosi al suo incontro con i neo-ordinati preti cattolici in Bangladesh, ha raccontato di avere sempre l’abitudine di parlare privatamente con loro prima dell’ordinazione. E ha continuato:“Mi sono sembrati sereni, tranquilli, coscienti, avevano coscienza della missione, poveri, normali. Una domanda che ho fatto è stata: ‘Giocate a calcio?’ – ‘Sì!’, tutti. leggi tutto

Alce Nero. Un santo tra i Lakota?

Claudio Ferlan - 25.11.2017

Forse tra qualche anno nel calendario dei santi cattolici vi sarà spazio anche per Alce Nero (Heáka Sápa in lingua lakota, Black Elk in inglese, probabilmente 1863-1950), uomo della medicina della tribù oglala, nazione lakota, alleanza sioux.

 

Primi passi per la canonizzazione

 

Robert D. Gruss, vescovo di Rapid City, ha celebrato lo scorso 21 ottobre la messa solenne per richiedere l’apertura del processo di canonizzazione. Il 14 novembre Gruss ha poi presentato la causa all’assemblea dei vescovi statunitensi, ricevendone l’approvazione e il cammino si è dunque avviato. La diocesi di Rapid City e il suo vescovo non sono affatto marginali nella geografia ecclesiastica. Grussè stato a Roma vicerettore del Pontificio collegio americano del Nord e cappellano di Benedetto XVI prima di prendersi carico della diocesi di Rapid City (2011), dove lo avevano preceduto Charles A. Chaput (oggi arcivescovo di Philadelphia) e Blase J. Cupich (Chicago). Nella messa del 21 ottobre Gruss ha evidenziato la forza missionaria di Alce Nero, capace di “mostrare alla sua gente che non bisogna scegliere tra i due mondi, che si può essere di entrambi”. “Non ha abbandonato i suoi costumi nativi quando è diventato cristiano - ha continuato il vescovo nella propria omelia - erano due cose che procedevano di pari passo, leggi tutto

Cristianesimo e Riforma, 500 anni dopo Lutero

Claudio Ferlan - 04.11.2017

Il 31 ottobre scorso si è celebrato il 500° anniversario della Riforma luterana. Secondo una tradizione non confermata dalle fonti, il 31 ottobre 1517 Martin Lutero affisse sulla porta della Chiesa di Ognissanti di Wittenberg 95 Tesi con le quali condannava senza indugi il commercio delle indulgenze, fiorito all’epoca per finanziare la ricostruzione della basilica di San Pietro. Che sia stato o meno il 31 ottobre, poco cambia: il nocciolo della questione è che intorno a quella data ebbe origine un cambio di paradigma nelle vicende delle Chiese cristiane. Il centenario del 2017 apre una nuova pagina della storia delle relazioni cattolico-luterane, le cui prime righe sono state scritte da parte romana con il Concilio Vaticano II.

 

Il cammino ecumenico

Il 31 ottobre 2016 papa Francesco ha partecipato alla preghiera ecumenica nella cattedrale luterana di Lund, in Svezia, in occasione dell’apertura delle celebrazioni del cinquecentenario. Dopo secoli di conflitti spesso molto aspri, per la prima volta l’erede di Pietro si è recato di persona alla commemorazione della Riforma. In quell’occasione, Bergoglio ha definito Lutero un “riformatore” e ha riconosciuto l’errore della Chiesa di Roma nei suoi confronti.

Non è immaginabile pensare che 400 anni fa i cattolici avessero potuto partecipare alle celebrazioni luterane. Ma oggi? Giocando con la macchina del tempo, potremmo intravvedere in leggi tutto