Ultimo Aggiornamento:
24 settembre 2022
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Argomenti

Nelle spire di un passato che non passa

Paolo Pombeni - 19.01.2022

La politica italiana è prigioniera del suo passato. Tutti sono disposti a sottoscrivere l’affermazione guardando alla rinascita di Berlusconi che si prende il centro della scena e rimette in pista l’eterna diatriba tra pro e contro il Cavaliere. Che lui sia una presenza ingombrante non c’è dubbio. Che susciti più di un interrogativo inquietante anche.

Ci vuole naturalmente una certa disinvoltura a considerarlo “adatto” per un ruolo come la presidenza della repubblica. Non è tanto questione di suoi guai giudiziari, che certo qualche problema lo pongono, ma alla fine potrebbero anche, sia pure a fatica, essere messi fra parentesi. Le due riserve maggiori riguardano come ha svolto il suo mandato al governo. Basta leggersi quello che ha registrato Marzio Breda nel suo libro Capi senza Stato (Marsilio 2022), a proposito del suo rapporto con Ciampi per farsi venire molti dubbi sulle sue qualità di “statista” (e Breda non è giornalista di una testata pregiudizialmente di parte, né Ciampi era un esponente della “sinistra” che partiva dalla demonizzazione dell’uomo di Arcore). Aggiungiamoci però, ed è la più pesante delle palle al piede che si trascina Berlusconi, che si tratta di un uomo di grande ricchezza, con interessi economici personali notevolissimi, soprattutto nel campo della comunicazione. leggi tutto

Quel linguaggio burocratico che pervade le leggi

Francesco Provinciali * - 15.01.2022

Agli inizi del suo settennato – quindi trent’anni fa - il Presidente Oscar Luigi Scalfaro aveva chiesto se la dichiarazione annuale dei redditi potesse essere semplificata e ridotta in quattro fogli chiari e intellegibili per i cittadini: richiesta non esaudita visto che il modulo da compilare è diventato sempre più corposo e complicato. Credo che l’Italia detenga il record della pervasività burocratica e non da ieri. Prendiamo ad esempio e leggiamo un comma a caso del D.L. 30/12/2021 n.° 228, il cosiddetto “Decreto mille proroghe”: “Art 1 – comma 8 – punto2) il comma 7 è sostituito dal seguente: «7. Le assunzioni di personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco previste, per gli anni 2020 e 2021, dall'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in relazione alle cessazioni dal servizio verificatesi negli anni 2019 e 2020, dall'articolo 1, comma 287, lettere c) e d), della legge 27 dicembre 2017, n. 205, dall'articolo 1, comma 381, lettere b) e c), della legge 30 dicembre 2018, n. 145, dall'articolo 19, commi 1, lettera a), e 3, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, e dall'articolo 1, comma 984, lettera a), della legge 30 dicembre 2020, n. 178, possono essere effettuate entro 31 dicembre 2022.»

Consideriamo, per restare in tempi recentissimi, anche l’art 17 comma 1 del DL 24/12/2021 n.° 221: “Sono prorogate le disposizioni di leggi tutto

Draghi e la querelle sul Quirinale

Paolo Pombeni - 12.01.2022

La conferenza stampa del premier Draghi è stata in genere accolta male da molti esponenti della grande stampa. Si è ritenuto intollerabile che rifiutasse domande sul suo futuro (al Quirinale o a palazzo Chigi), ci si è lamentati che avesse perso decisionismo (dopo naturalmente essersi lamentati nei mesi scorsi del suo piglio decisionista).

In realtà le cose sono più complicate, ma ormai il teatrino della politica commentata non tollera che qualcuno rifiuti di rivestire i panni che gli sono stati assegnati nella rappresentazione. A Draghi troppi non perdonano di non avere fatto il miracolo, cioè avere cancellato la pandemia. Altri si beano nel rilevare che loro l’avevano sempre detto che non ce l’avrebbe fatta. Ovviamente sono due atteggiamenti ridicoli, perché nessuno in nessuna parte del mondo è stato in grado di cancellare questa pandemia, ma Draghi non solo ha fatto molto per metterla il più possibile sotto controllo, ma ha al tempo stesso evitato che essa producesse la catastrofe economica che era profetizzata da vari osservatori.

Tutto però si è ulteriormente complicato quando si è aperta la questione di una possibile investitura dell’attuale premier come prossimo presidente della repubblica. La prospettiva suscita preoccupazione nelle forze politiche per due ragioni. La prima è che non sanno come possono

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Mattarella passa la staffetta al successore

Luca Tentoni - 05.01.2022

Quello del 31 dicembre è stato il congedo - nonostante alcuni sperino ancora, invano, in un ripensamento - di un fermo e coraggioso Capo dello Stato. Un vero arbitro, che è intervenuto quando necessario e che non ha esercitato funzioni "semipresidenziali": semplicemente, ha fatto quanto era in suo potere per assicurare la difesa e il buon funzionamento delle istituzioni repubblicane. Ha richiamato, nel suo settennato, diritti e doveri; in ultimo, ha censurato nuovamente l'atteggiamento dei "no vax" (ampiamente sopravvalutati dai mass media) con parole che la stragrande maggioranza degli italiani non può che sottoscrivere e condividere. Nell'ultimo discorso di fine anno Mattarella ha esaltato la compattezza degli italiani nella crisi pandemica: "il volto reale di una Repubblica unita e solidale". Sebbene il Presidente abbia certamente informazioni maggiori delle nostre, ci è parso che l'Italia non sia affatto uscita dalla pandemia (che, peraltro, è tuttora in corso) più giusta e più unita di prima. Si diceva: ne usciremo migliori; così, però, non è stato, né per i partiti, né per un popolo diviso a causa della pervicacia di pochi "evasori vaccinali". Il discorso di Mattarella ha avuto una parte politica non ampia, ma ricca, fatta di poche espressioni disseminate nel contesto, ma molto chiara. Alla Meloni che vuole un leggi tutto

"In un volo di storni"

Francesco Provinciali * - 24.12.2021

Leggere il libro del Prof. Giorgio Parisi, Premio Nobel 2021 per la FISICA assegnatogli per la sua ricerca sui “sistemi complessi” e rimanerne affascinati è un tutt’uno: c’è la sua biografia accademica, ci sono le descrizioni scientifiche, la vita di uno scienziato però va oltre.

Non basta la passione, serve il talento: una dote intuitiva e folgorante che il giovanissimo studente universitario dimostrò di possedere allorquando – incerto tra il corso di matematica e quello di fisica scelse la seconda. Forse per il fatto che – come spiega nel libro – la fisica può essere considerata una sorta di matematica applicata, aprendo vasti orizzonti deduttivi e applicativi.

Già a 25 anni sfiorò il medesimo Premio ma per studi in un campo diverso della Fisica: mentre si lavava nella vasca da bagno della casa dei suoi genitori, si soffermò a guardare le piastrelle colorate del muro e fu colto da una intuizione che può scaturire solo da una mente geniale: non proviamo neanche a descriverla, ogni tentativo sarebbe riduttivo. Ma ciò dimostra (e lui lo spiega più volte) come la “lampadina” dell’Eureka possa accendersi all’improvviso, una volta in casa, in altre occasioni leggendo, un’altra volta ancora mentre si è al volante dell’auto: a lui successe proprio così. leggi tutto

Tre problemi e nessuna soluzione

Paolo Pombeni - 22.12.2021

I tre problemi più volte richiamati su queste colonne sono sempre lì senza che si intuisca qualche spiraglio di soluzione. Il fatto è che continuano ad essere affrontati separatamente dalle forze politiche che non hanno il coraggio di affrontarli insieme togliendoli dal loro intrico.

I tre problemi sono: la ricerca di una candidatura adeguata per il Quirinale; la decisione su come sistemare la guida del governo non solo nel passaggio in attesa delle elezioni, ma anche dopo; l’intesa su una legge elettorale che sia in grado di prendersi il carico dell’effetto del taglio dei parlamentari (e dell’attuale frammentazione politica).

È illusorio pensare che si possano risolvere le questioni in successione ed affrontandole una alla volta. Come infatti è evidente, la scelta per il Colle di un candidato condiviso il più possibile comporta decidere come si va avanti con l’attuale governo di larghe intese e siccome comunque vada ci sarà il problema delle elezioni al più tardi a primavera 2023 è necessario che i partiti sappiano con che regole si correrà per almeno immaginarsi come potrebbe andare a finire.

Lo si voglia ammettere o meno, tutto ruota attorno alla posizione di Draghi. Oramai lo si è messo in una situazione tale per cui o lo si nomina al Quirinale, leggi tutto

La dissoluzione dell'identità

Francesco Provinciali * - 18.12.2021

Sosteneva Hume che ogniqualvolta riflettiamo sulla nostra identità personale ci troviamo di fronte a una serie di percezioni che ci appartengono ma tra le quali non possiamo mai isolare quella distinta che riguarda il nostro io: «Non riesco mai a sorprendere me stesso senza percezione e a cogliervi altro che percezione» Da questa prospettiva di valutazione l’identità personale diventa una mera suggestione, l’integrità della persona una supposizione, un’entità sommativa e fittizia assoggettata alla mutevolezza anche temporale delle percezioni. Come già in Locke la riflessione di Hume si muove tra empirismo e razionalismo, come derivazione del cogito cartesiano ma in una cornice più ontologica (l’essere) che gnoseologica (il conoscere), anche se in lui segue la direzione della probabilità e dello scetticismo. Credo sia questo il fondamento filosofico da cui prende corpo il tema dell’identità lungamente cercata e della sua progressiva dissoluzione, ereditato dal ‘900, attraverso Kant, Hegel e Nietzsche.

Uno, nessuno e centomila’ è la metafora suggestiva usata da Luigi Pirandello per spiegare le contraddizioni tra l’unicità della persona e la molteplicità delle sue sembianze e dei ruoli sociali che ne sono la caleidoscopica rappresentazione: indossando le maschere imposte dalle circostanze la persona diventa personaggio ‘in cerca d’autore’, asservito alle lusinghe o alle leggi tutto

Una politica prigioniera dell’ambiguità

Paolo Pombeni - 15.12.2021

La storia infinita della preparazione per le elezioni quirinalizie mette in luce i limiti di partiti che sono nella loro maggioranza prigionieri delle pseudo-identità che si sono costruiti negli ultimi anni e che per uscire da queste posizioni poco fruttuose non riescono a fare altro che avvilupparsi nell’ambiguità.

La riprova più clamorosa si è avuta con la kermesse di Fratelli d’Italia sotto il titolo, incomprensibile ai più, di “Atreju”. Da un lato l’obiettivo piuttosto esplicito era mostrare come quel partito fosse pienamente legittimato come parte del sistema politico vigente, tanto da poter aprire un dialogo-show con tutte le altre componenti. Dal lato opposto nel suo intervento finale la leader Giorgia Meloni è tornata ai toni barricadieri del partito di alternativa netta contro tutto e contro tutti: con gradazioni e toni diversi (ma percepibili solo ad orecchie allenate), ma tali da confermare il proprio elettorato che si era poi quelli di sempre.

In maniera del tutto simile si stanno comportando gli altri partiti. Salvini alterna attacchi al governo a profferte di sé stesso come mediatore nella vicenda della successione a Mattarella. In Forza Italia non si riesce a decidersi se continuare ad essere i pretoriani di Berlusconi o il partito del conservatorismo ragionevole. leggi tutto

55° rapporto Censis: l'Italia disuguale tra irrazionalità e rancore

Francesco Provinciali * - 11.12.2021

Giunto alla sua 55esima redazione, l’annuale Rapporto CENSIS sullo stato del Paese non tradisce le aspettative e presenta una situazione complessa e ricca di dettagli connotativi che – per fermo immagini, analisi documentate da dati e percentuali, interpretazioni sempre originali e penetranti – offre spunti di conoscenza e riflessione non limitate ai soli addetti ai lavori, economisti o ricercatori sociali che siano.

L’approccio descrive un quadro d’insieme che spiega gli approfondimenti tematici, le considerazioni generali come sempre sono suffragate da evidenze significative, lo stesso incipit è a dir poco folgorante.

“L’irrazionale ha infiltrato il tessuto sociale. Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile. E poi: il 5,8% è convinto che la Terra è piatta, per il 10% l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna, per il 19,9% il 5G è uno strumento sofisticato per controllare le persone. Perché sta succedendo? È la spia di qualcosa di più profondo: le aspettative soggettive tradite provocano la fuga nel pensiero magico. Siamo nel ciclo dei rendimenti decrescenti degli investimenti sociali. Per l’81% degli italiani oggi è molto difficile per un giovane ottenere il riconoscimento delle risorse profuse nello studio.

Il rischio di un rimbalzo nella scarsità: ecco i fattori di freno alla ripresa economica e le incognite leggi tutto

La crisi del cosiddetto “campo largo” a sinistra

Paolo Pombeni - 08.12.2021

La decisione dell’ex premier Conte di declinare l’offerta dei vertici PD a candidarsi per il seggio lasciato libero da Roberto Gualtieri è un segnale da non sottovalutare perché mette sotto i riflettori la crisi di quella strategia del cosiddetto “campo largo” che più che un progetto politico è stata ed è una ossessione dei dirigenti del Nazareno da Zingaretti in poi (ma ha anche illustri precedenti nella storia del PCI).

La rinuncia di Conte non dipende solo dal fatto che non è mai stato un cuor di leone, bensì un personaggio portato dalla fortuna in posizioni apicali, perse le quali è finito rapidamente ridimensionato. L’offerta dei vertici PD appariva onestamente un invito a rischiare l’osso del collo con la quasi certezza di rimettercelo. Il Collegio di Roma 1 era stato sì brillantemente vinto da Paolo Gentiloni e poi passato senza colpo ferire a Gualtieri, ma erano altre persone e altri tempi. Entrambi a Roma erano radicati come militanza politica anche di base, entrambi avevano potuto contare su confronti con avversari di modesto profilo in un collegio che viene presentato come “borghese” e dunque meno incline al populismo.

Nonostante questo Gualtieri aveva sì vinto le suppletive parlamentari col 62% di preferenze, ma con una partecipazione elettorale molto modesta, leggi tutto