Ultimo Aggiornamento:
15 luglio 2026
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Argomenti

Un mondo sempre più in tensione

Paolo Pombeni - 07.01.2026

L’aveva detto Mattarella nel suo messaggio di fine anno: “il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante [sottolineiamo il termine] il rifiuto di chi la nega perché si sente il più forte”. Ciò senza sorvolare sul fatto che “abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale” e che “siamo in tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente”. Nel precedente discorso agli ambasciatori aveva anche sottolineato come “l’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere” e “a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.

Quel che è successo in Venezuela il 3 gennaio colora drammaticamente le considerazioni del nostro Presidente. Siamo infatti di fronte ad un nuovo capitolo di quel ritorno all’imperialismo come cultura dominante nelle relazioni internazionali che è stato il cruccio di tutti gli osservatori nell’anno appena concluso. 

Si tratta, dobbiamo dirlo, di una tematica estremamente difficile da dominare che la rincorsa agli slogan ad effetto che dominano nella comunicazione dei politici e nelle analisi dei talk show non aiuta certo a capire.

C’erano già due scenari molto complicati. Il primo era la questione ucraina dove il mese scorso si è continuato leggi tutto

Un'Italia che resiste al presente e vive il quotidiano

Francesco Provinciali * - 20.12.2025

In una intervista che ho realizzato con lui qualche giorno prima della presentazione del 59° Rapporto CENSIS, il Presidente Giuseppe De Rita evidenziava come fosse vero che nell’opinione pubblica tutti i Rapporti precedenti erano conosciuti e commentati più per il fermo-immagine delle pagine introduttive che per le centinaia di quelle dedicate ai dati e alle valutazioni sui settori di intervento sociale. “E’ il nostro ruolo strutturale, e continuativo nel tempo, e su tale ruolo sappiamo di esser giudicati dalle centinaia di professionisti del sociale (ricercatori, operatori, docenti, amministratori) che utilizzano la nostra accumulazione e le nostre elaborazioni dei dati”. Dopo circa sessant’anni di osservazione del Paese e del suo sviluppo socio-economico e culturale al Presidente questa sottolineatura è parsa importante, per evidenziare da un lato l’evoluzione storica e documentata del Paese – la chiamiamo “continuità” – dall’altro quel “tenace continuismo” che ha sempre caratterizzato il suo stile personale e la mission dell’Istituto da lui guidato.

Anche questo 59° Rapporto non si sottrae a questa duplice connotazione: da un lato la rappresentazione suggestiva, persino iconografica, delle molte fotografie dell’Italia contemporanea, ricca di narrazioni evocative e di metafore avvincenti, dall’altra la ricchezza dei dati raccolti che le integrano e le esplicitano nei dettagli, giustificando gli aggiornamenti affascinanti

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L’Italia e la questione ucraina

Paolo Pombeni - 17.12.2025

Siamo in una settimana molto importante, se non decisiva, per quanto riguarda il ruolo dell’Europa (e dunque anche dell’Italia) nella questione ucraina. Si sa che Trump vorrebbe, per ragioni di immagine, poter festeggiare il Natale con un accordo che metta fine alla guerra guerreggiata, ma constatiamo che non sembra facile dal momento che Peskov, il portavoce di Putin, ha affermato una volta di più che la Russia vuole la pace e non si accontenta di una tregua, cioè di un cessate il fuoco. Se questo continuasse a significare che lo zar vuole la vittoria alle sue condizioni, non ci sarebbe molto da sperare, ma siccome si fanno filtrare speranze per dei passi avanti nei negoziati e lo dice anche Trump può anche darsi che qualcosa si stia muovendo.

Certamente c’è una atmosfera da fiato sospeso in vista del Consiglio europeo del 18-19 dicembre. A Berlino sono in corso negoziati che coinvolgono sia gli americani che gli ucraini sotto l’egida dei volonterosi che questa volta vedono presente anche la nostra Presidente del Consiglio. I messaggi di speranza lanciati dai vari interlocutori prima e durante l’incontro serale del 15 dicembre possono far parte della liturgia diplomatica, che non vuole diffondere pessimismo specie in un leggi tutto

L'Habeas Corpus e il consenso libero e attuale

Francesco Provinciali * - 13.12.2025

La Legge 2 dicembre 2025, n. 181 – approvata all’unanimità – ha finalmente normato misure serie per fronteggiare la dolorosa piaga del femminicidio, un delitto vergognoso e per troppo tempo sottostimato, al fine di contrastare la dilagante violenza di genere. Ci si chiede come tolleranza, ricerca di attenuanti, omissioni, denunce inascoltate, silenzi complici e impunità abbiano così a lungo ritardato questo provvedimento che non risolverà il problema perché (come dice Vittorino Andreoli) la volontà di distruzione aggrava odio e senso di possesso fino a connotare il gesto omicida, ma potrà costituire un deterrente se ci sarà certezza e severità della pena. A condizione che non si ripetano atteggiamenti di indulgenza, procrastinamento e rinvio dei casi o cervellotici provvedimenti giudiziari di clemenza che hanno finito spesso per uccidere due volte le donne vittime.  La prevenzione è sempre la strategia efficace ma in caso di reato la punizione dovrà essere inflessibile e senza sconti. Troppe vittime hanno già pagato con la vita, troppe famiglie sono state lacerate da un dolore insostenibile, sovente senza ottenere piena giustizia. Il passo in avanti è significativo e postula una precoce e diffusa pedagogia del rispetto verso le donne, a cominciare dall’educazione scolastica e dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, espungendo senza remore coperture e connivenze. leggi tutto

USA, Europa, Italia

Paolo Pombeni - 10.12.2025

In quel gioco di specchi che è diventata al momento la politica internazionale ci si interroga sul peso da dare al documento programmatico dell’amministrazione americana che prova a disegnare il futuro della sua politica estera scagliandosi con violenza con l’Europa. Come era da aspettarsi questo accende un dibattito anche nella nostra vita politica, considerando le sue incertezze e le scelte pro Trump della presidente Meloni.

Ma andiamo con ordine. Quanto al significato del documento americano ci sono fra gli osservatori pareri contrastanti. Se tutti sottolineano il tributo che esso paga alle mode della destra statunitense, il mondo sbrigativamente etichettato MAGA, per cui vanno messi nel conto eccessi retorici, ci si divide se considerarlo un piano che riflette andamenti reali o un manifesto retorico che è più che altro destinato a mandare messaggi provocatori a vari interlocutori. A nostro modesto avviso le due interpretazioni non si eludono a vicenda, ma sono integrate.

La storia delle relazioni internazionali contiene non pochi esempi di documenti di quel tipo che hanno sbandierato una linea abbandonata in seguito per adeguarsi al contesto delle forze e delle tensioni in campo. Avverrà così anche questa volta, soprattutto se i messaggi subliminali mandati a vari interlocutori andranno o non andranno leggi tutto

La temperanza, virtù rivoluzionaria

Francesco Provinciali * - 06.12.2025

L’unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti è di non oltrepassarli mai.

(Giacomo Leopardi)

 

Il saggio sulla temperanza di Gennaro Carillo, edito da Il Mulino, non ha la pretesa della monografia tematica: piuttosto offre al lettore spunti di riflessione attinti dai classici del pensiero, da Platone, Sofocle, Euripide ai giorni nostri. Le chiamerei “scintille di luce” queste citazioni, perché illuminano la storia dell’umanità con intuizioni che restano – nelle parole pronunciate e nelle metafore che evocano – e che ci servono oggi in modo speciale, per ricomporre una dialettica e una filosofia della mitezza in un mondo che sembra “uscire dai cardini”. Un’agile ed utile riflessione che esprime la profonda cultura umanistica dell’autore che si rivolge a tutti, perché ritrovare una giusta misura nel dire e nel fare è un compito che ci riguarda tutti, intimamente.

La rivisitazione etimologica e di senso di questa virtù dimenticata che il Prof. Carillo ha realizzato suggerisce al lettore di trovarne una propria. È questo il pregio fondamentale di un libro: leggere, metabolizzare, riflettere per cercare una propria ‘Weltanschauung’, una concezione del mondo che orienti la nostra vita.

Facendo mia questa “intuita intuizione” mi piace riportare deduzioni e argomentazioni personali, confidando di restare fedele all’ispirazione leggi tutto

Rebus elettorale

Paolo Pombeni - 03.12.2025

C’era da aspettarselo: il test delle regionali d’autunno ha continuato a fornire l’immagine di un paese spaccato e incerto, per cui la maggioranza attuale studia come potersi consolidare nella prossima legislatura e le opposizioni ragionano su come trarre profitto dalla situazione per giungere a prevalere alle prossime elezioni. In verità, confusione chiama confusione, sicché non c’è da aspettarsi molto di buono.

Molto sembra concentrarsi sul tentativo di fare l’ennesima riforma della legge elettorale, nella eterna illusione che basti inventarsi la “porcata” giusta (tanto per riprendere una famosa definizione di Calderoli) per raggiungere quel risultato che altrimenti non uscirebbe dalla decisione degli elettori. Si capisce che in un contesto dove a votare, se va bene, ci va la metà degli aventi diritto la spinta a sfruttare la situazione è molto forte. Come abbiamo già avuto occasione di scrivere, la scelta più che ambigua è puntare sulla radicalizzazione della spaccatura in due dell’elettorato. Qui l’ambiguità sta nel fatto che manca il presupposto per una applicazione razionale di questa strategia: il paese è artificialmente spaccato in due, in realtà è frammentato in molte più parti che possono, ma anche non possono riuscire a coalizzarsi in due campi, per cui si strologa su come fare a costringere la leggi tutto

Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta

Francesco Provinciali * - 29.11.2025

La casa editrice Liberi Libri presenta questo ‘libello’ come un lavoro redazionale composto con l’ausilio dell’I.A.: per provare a seguire ed applicare l’innovazione anche al contesto narrativo, poiché l’avanzare inarrestabile della tecnologia impone adeguamenti negli stilemi espressivi e linguistici.

Leggendolo ho evocato a me stesso tre suggestioni personali.

La prima: reduce da un ricordo di Alda Merini nell’anniversario della sua scomparsa avevo concluso il mio amarcord con una frase estrapolata dall’intervista (l’ultima della sua vita) che la poetessa mi aveva concesso nella sua casa dei Navigli. ““Cosa può renderci migliori, più buoni?“, le chiesi. Il perdono – mi rispose – come sentimento più alto”. Parole nobili che ho subito comparato al titolo del libro che mi accingevo a leggere e che prima ancora di iniziarlo suscitava inevitabili interrogativi in termini di suggestiva comparazione.

La seconda: con lo scorrere delle pagine ho piacevolmente trovato conferma e conforto ad un assioma di cui mi sono sempre fatto convinto assertore e che riguarda – nelle alterne vicende della vita, nei comportamenti del genere umano e nel giustificazionismo che copre le mistificazioni spesso implicite nella ‘lettura’ delle cose – la differenza che corre tra la teoria e la pratica. La prima suggerisce in genere principi etici ed affermazioni leggi tutto

Bipartitismo imperfetto o pluralismo polarizzato?

Paolo Pombeni - 26.11.2025

La duplice interpretazione sul sistema politico della prima repubblica proposta a suo tempo da Giorgio Galli e da Giovanni Sartori torna più che mai in campo dopo l’ennesimo test proposto dalla tornata di elezioni regionali di questo autunno. Spieghiamo in sintesi le due letture. Il bipartitismo imperfetto, figlio di un’epoca in cui si pensava che sul modello anglosassone la perfezione politica fosse la spaccatura dell’elettorato in due partiti, guardava all’idea che in Italia la “imperfezione” di avere molti partiti nascondesse il fatto che in realtà a contare davvero erano solo due, la DC e il PCI (che si trainava più o meno il PSI). Il pluralismo polarizzato proponeva invece di considerare che la pluralità dei partiti nel sistema italiano era un dato di fatto in cui ognuno stava saldo nell’occupazione della sua fetta di opinione pubblica, salvo per tutti la spinta a coalizzarsi per necessità intorno a dei “poli” che si contrapponevano.

Bene, a questo punto siamo ancora, se vogliamo guardare alle ultime tornate elettorali e ai tormenti che attanagliano i partiti nazionali. Le prove delle urne sembrano confermare l’instaurarsi di un nuovo tipo di pluralismo rispetto a quello della prima repubblica, ma simile ad esso sia per tecniche di

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Sull'eguaglianza di tutte le cose

Francesco Provinciali * - 22.11.2025

Il saggio di Carlo Rovelli – balzato subito in cima alle classifiche di vendita – è una raccolta argomentata e sequenziale di sette lezioni tenute dal Professore nel novembre-dicembre 2024 presso il dipartimento di filosofia dell’Università di Princeton, accorpate in un libro affascinante curato dalla casa Editrice Adelphi.

Così l’autore presenta la sua opera e la concatenazione di riflessioni correlate tra loro: si tratta di una ricerca che Rovelli conduce da decenni e che avevamo già apprezzato in “Buchi bianchi”. Essa spazia dall’osservazione della realtà e delle sue rappresentazioni viste dal fisico quantistico che intercetta le implicazioni filosofiche della rivoluzione scientifica e culturale in atto. Scrive dunque Rovelli: “«Sull’eguaglianza di tutte le cose» ( 齊物論) è il titolo dello straordinario secondo capitolo del « Zhuangzi », uno dei grandi libri dell’antichità. Allude all’antifondazionalismo a cui ritengo ci conduca la scienza moderna: elettroni e mente, sassi e leggi, giudizi e galassie non sono di natura essenzialmente diversa gli uni dagli altri. Sono nozioni che si illuminano a vicenda. Questo è il mondo che vedo emergere dalla rivoluzione scientifica del XX secolo…. È un mondo che non è fatto di oggetti, non occupa uno spazio, non si svolge in un tempo e non è governato da cause ed effetti. È tessuto da relazioni, composto dall’intrecciarsi di leggi tutto