Ultimo Aggiornamento:
07 marzo 2026
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Argomenti

Il crepuscolo dell'umano

Francesco Provinciali * - 31.01.2026

Il fluire degli eventi della Storia, nella sua ininterrotta continuità, finisce per caratterizzare l’evoluzione del pensiero e le sue declinazioni esistenziali. Da tempo questa epoca pare dominata dal tema dei rapporti tra uomo e tecnica, fino ai più recenti sviluppi dell’I.A., della digitalizzazione (che secondo Gordon E. Moore, fondatore di INTEL” è il motore del mondo”) come processo irreversibile e del metaverso, rappresentazione simbolica della declinazione del reale nel virtuale. Si tratta di una deriva del 900 che già Martin Heidegger aveva anticipato intuendone sviluppi e conseguenze, seguito da Walter Benjamin, Ernst Cassirer e che molti illustri filosofi hanno poi ripreso, basti considerare i saggi di Emanuele Severino, Giulio Giorello, Umberto Galimberti, per rimanere dalle nostre parti. Capitalismo dominante e globalizzazione dilagante hanno favorito questa emergenza tematica che non riguarda solo la dimensione antropologica in senso stretto ma suscita e richiama riflessioni ontologiche e assiologiche, fino ad interrogarsi sui destini dell’umanità, in un contesto caratterizzato dall’accelerazione vorticosa impressa dall’innovazione e dal conseguente spaesamento di senso e di orientamento. Quel rifugiarsi nel presente per viverlo e dominarlo segnala una carenza di memoria del passato, travolto dai cascami che la tecnica produce attraverso la tecnologia e un’incapacità di progettare modelli di vita pur circoscritti leggi tutto

L'Europa e Trump

Paolo Pombeni - 28.01.2026

I fuochi pirotecnici di Trump continuano a costituire una grossa incognita per il futuro degli stati europei, sia come singoli, sia come associati nella UE. Interpretare le uscite del presidente americano è un’impresa pressoché impossibile, tanto sono in continuo cambiamento e contraddittorie fra loro (fino al punto da far sospettare sulla sua salute mentale…). Tuttavia i leader europei devono di necessità fare i conti con questo inaspettato politico a cui si potrebbe applicare il ritratto feroce che venne fatto per Bismarck: un giocoliere con tre palle di cui una sempre in aria.

Per chi governa il problema è come affrontare il rapporto con un personaggio che sta distruggendo i rapporti con l’Europa e non si capisce bene a qual fine. Indubbiamente interpreta un sentimento isolazionista che in America è sempre esistito e che oggi, anche per i tempi di crisi globale che stiamo affrontando, guadagna un maggiore consenso fra quella parte di popolazione che è incerta sul proprio futuro. Tuttavia per lisciare il pelo a questi sentimenti non ci sarebbe bisogno di spingersi in scontri che non hanno un senso compiuto.

Prima la politica folle sui dazi (rientrata abbastanza rapidamente, ma la cui ripresa è continuamente minacciata), poi la pretesa di annettersi la Groenlandia dove leggi tutto

La legge che muove il mondo è la digitalizzazione

Francesco Provinciali * - 24.01.2026

Preceduto da una minuziosa e argomentata presentazione di Alessandro Aresu (già consulente scientifico del Governo Draghi) , l’agile volumetto di Liberilibri riporta una serie di saggi di Gordon E. Moore (Cramming More Components onto Integrated Circuits (1965) - Progress In Digital Integrated Electronics (1975) - Lithography and the Future of Moore's Law (1995) - Intel: Memories and the Microprocessor (1996) - Speech at the International Solid-State Circuits Conference (2003)), tradotti per la prima volta in italiano a cura del prefatore.

Riletti tenendo presenti le date di redazione e rivisitati alla luce dell’illuminante introduzione di Aresu, questi scritti-conferenze, esprimono una lungimirante e profetica predizione di ricerca pura ed applicata in materia di elettronica e digitalizzazione nei processi di conoscenza, archiviazione e utilizzo dei dati.

Da un genio della chimica, dell’informatica e dell’imprenditoria come Gordon Moore, fondatore di INTEL e ideatore della cd. “Legge di Moore”, non ci si poteva attendere qualcosa di diverso, una spiegazione semplicistica, una riduzione ai minimi termini della straordinaria evoluzione scientifica che ha caratterizzato la storia dei transistor, dei diodi e dei semiconduttori.

Non si tratta di pedanti nozioni teoretiche ma di un percorso di innovazione che ha cambiato il concetto di elaborazione, conservazione, utilizzazione dei dati e dei processi, raccontato attraverso la descrizione di evidenze pratiche. leggi tutto

Oltre la piccola tattica pre-elettorale

Paolo Pombeni - 21.01.2026

Con un mondo impazzito che rischia di deragliare non si sa bene in quale direzione, dalla politica italiana ci sarebbe da aspettarsi qualcosa di meglio di una trita rincorsa alla demagogia pre-elettorale. D’accordo, alle elezioni politiche manca circa un anno e qualche mese, potrebbe anche darsi che venissero anticipate un poco anche se a stare alle previsioni di chi frequenta i gangli della vita politica l’ipotesi non trova grande credito (a meno, ovviamente, di sussulti oggi imprevedibili). Si capisce che alle forze politiche sembri un tempo non così ampio se si vogliono spostare in modo significativo dei consensi da un campo all’altro, magari riuscendo a recuperare un poco di astensione.

L’idea largamente condivisa nei loro vertici è che, se la distribuzione del voto rimane più o meno quella che si può ricavare dai sondaggi, la partita sia assolutamente in bilico, con un’alta probabilità di avere un parlamento senza una solida maggioranza, dunque soggetto a tutte le possibili fluttuazioni con una classe politica in cui se non tutti, una buona parte alla fine in circostanze del genere si comporta senza seguire le indicazioni dei partiti. Gli inglesi chiamano questa situazione “il parlamento appeso”, ma tant’è: il nocciolo duro è che in condizioni del leggi tutto

La Mission della nuova Silicon Valley

Francesco Provinciali * - 17.01.2026

Preceduto da un’ampia e approfondita, erudita prefazione di Andrea Venanzoni che introduce il saggio di Peter Thiel come esempio di tecnoteologia politica, il libro che ora la casa editrice Liberilibri diffonde anche in versione cartacea è – come presentato dall’editore – ‘una cavalcata nella mission della nuova Silicon Valley, concepita sempre meno quale spazio esclusivamente economico-finanziario e sempre più come argine contro la stagnazione e la decadenza della civiltà occidentale’. L’autore è decisamente accreditato per proporre una linea ermeneutico-interpretativa delle derive attualizzate negli indirizzi politici di governo e di gran parte dell’immaginario collettivo a stelle e strisce: Peter Thiel è infatti uno dei più influenti venture capitalist della Silicon Valley, già allievo di René Girard e tra i primi giganti del Tech ad aver sostenuto Donald Trump. In questa argomentata narrazione egli traccia le ragioni filosofiche della piena convergenza tra innovazione tecnologica e sicurezza, con ampi riferimenti culturali a Leo Strauss e al tema dell’intelligenza artificiale, a Carl Schmitt e agli algoritmi, alla Palantir Technologies (azienda statunitense specializzata nell'analisi dei big data, fondata nel 2003 dallo stesso Thiel e di sua proprietà) e alla teoria mimetica. Tutto ciò partendo retrospettivamente da John Locke, padre del liberalismo moderno e ampiamente rivisitando la palingenesi ottimista e razionalista dell’Illuminismo leggi tutto

La vera storia di Bettino Craxi

Francesco Provinciali * - 10.01.2026

L’incipit di questa seconda edizione del libro di Fabio Martini “Controvento. La vera storia di Bettino Craxi”, pubblicato da Rubbettino, contiene un’affermazione che dovremmo mandare a mente, ogni volta che ci si esprime – nell’immediatezza degli eventi – sul presente che sta diventando passato prossimo: da sempre la Storia (con la S maiuscola) si ripensa e si riscrive più volte in modo direttamente proporzionale al trascorrere del tempo. Più ci si allontana dai fatti e più la loro narrazione viene rivisitata, più i contorni delle vicende e dei loro personaggi vengono focalizzati con meno enfatizzazione emotiva e più discernimento critico.

E’ una regola non scritta che trova conferma ‘molti anni dopo’ per usare una celebre espressione di Gabriel Garcia Marquez,  senza che si debba cadere forzatamente in una sorta di revisionismo di maniera, addirittura la narrazione acquisisce dettagli – persino inediti – che emergono a poco a poco e inducono a ripensamenti perché nei corsi e ricorsi storici di vichiana memoria il passato si compara con il presente e quella che un tempo appariva come verità scontata e assoluta viene invece contestualizzata per essere meglio interpretata, con maggior discernimento critico.

Anche la biografia personale e politica di Bettino Craxi, politico controverso e carico di leggi tutto

Un mondo sempre più in tensione

Paolo Pombeni - 07.01.2026

L’aveva detto Mattarella nel suo messaggio di fine anno: “il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante [sottolineiamo il termine] il rifiuto di chi la nega perché si sente il più forte”. Ciò senza sorvolare sul fatto che “abbiamo di fronte problemi vecchi e nuovi accresciuti dall’incertezza del contesto internazionale” e che “siamo in tempo in cui tutto diventa globale e interdipendente”. Nel precedente discorso agli ambasciatori aveva anche sottolineato come “l’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere” e “a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.

Quel che è successo in Venezuela il 3 gennaio colora drammaticamente le considerazioni del nostro Presidente. Siamo infatti di fronte ad un nuovo capitolo di quel ritorno all’imperialismo come cultura dominante nelle relazioni internazionali che è stato il cruccio di tutti gli osservatori nell’anno appena concluso. 

Si tratta, dobbiamo dirlo, di una tematica estremamente difficile da dominare che la rincorsa agli slogan ad effetto che dominano nella comunicazione dei politici e nelle analisi dei talk show non aiuta certo a capire.

C’erano già due scenari molto complicati. Il primo era la questione ucraina dove il mese scorso si è continuato leggi tutto

Un'Italia che resiste al presente e vive il quotidiano

Francesco Provinciali * - 20.12.2025

In una intervista che ho realizzato con lui qualche giorno prima della presentazione del 59° Rapporto CENSIS, il Presidente Giuseppe De Rita evidenziava come fosse vero che nell’opinione pubblica tutti i Rapporti precedenti erano conosciuti e commentati più per il fermo-immagine delle pagine introduttive che per le centinaia di quelle dedicate ai dati e alle valutazioni sui settori di intervento sociale. “E’ il nostro ruolo strutturale, e continuativo nel tempo, e su tale ruolo sappiamo di esser giudicati dalle centinaia di professionisti del sociale (ricercatori, operatori, docenti, amministratori) che utilizzano la nostra accumulazione e le nostre elaborazioni dei dati”. Dopo circa sessant’anni di osservazione del Paese e del suo sviluppo socio-economico e culturale al Presidente questa sottolineatura è parsa importante, per evidenziare da un lato l’evoluzione storica e documentata del Paese – la chiamiamo “continuità” – dall’altro quel “tenace continuismo” che ha sempre caratterizzato il suo stile personale e la mission dell’Istituto da lui guidato.

Anche questo 59° Rapporto non si sottrae a questa duplice connotazione: da un lato la rappresentazione suggestiva, persino iconografica, delle molte fotografie dell’Italia contemporanea, ricca di narrazioni evocative e di metafore avvincenti, dall’altra la ricchezza dei dati raccolti che le integrano e le esplicitano nei dettagli, giustificando gli aggiornamenti affascinanti

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L’Italia e la questione ucraina

Paolo Pombeni - 17.12.2025

Siamo in una settimana molto importante, se non decisiva, per quanto riguarda il ruolo dell’Europa (e dunque anche dell’Italia) nella questione ucraina. Si sa che Trump vorrebbe, per ragioni di immagine, poter festeggiare il Natale con un accordo che metta fine alla guerra guerreggiata, ma constatiamo che non sembra facile dal momento che Peskov, il portavoce di Putin, ha affermato una volta di più che la Russia vuole la pace e non si accontenta di una tregua, cioè di un cessate il fuoco. Se questo continuasse a significare che lo zar vuole la vittoria alle sue condizioni, non ci sarebbe molto da sperare, ma siccome si fanno filtrare speranze per dei passi avanti nei negoziati e lo dice anche Trump può anche darsi che qualcosa si stia muovendo.

Certamente c’è una atmosfera da fiato sospeso in vista del Consiglio europeo del 18-19 dicembre. A Berlino sono in corso negoziati che coinvolgono sia gli americani che gli ucraini sotto l’egida dei volonterosi che questa volta vedono presente anche la nostra Presidente del Consiglio. I messaggi di speranza lanciati dai vari interlocutori prima e durante l’incontro serale del 15 dicembre possono far parte della liturgia diplomatica, che non vuole diffondere pessimismo specie in un leggi tutto

L'Habeas Corpus e il consenso libero e attuale

Francesco Provinciali * - 13.12.2025

La Legge 2 dicembre 2025, n. 181 – approvata all’unanimità – ha finalmente normato misure serie per fronteggiare la dolorosa piaga del femminicidio, un delitto vergognoso e per troppo tempo sottostimato, al fine di contrastare la dilagante violenza di genere. Ci si chiede come tolleranza, ricerca di attenuanti, omissioni, denunce inascoltate, silenzi complici e impunità abbiano così a lungo ritardato questo provvedimento che non risolverà il problema perché (come dice Vittorino Andreoli) la volontà di distruzione aggrava odio e senso di possesso fino a connotare il gesto omicida, ma potrà costituire un deterrente se ci sarà certezza e severità della pena. A condizione che non si ripetano atteggiamenti di indulgenza, procrastinamento e rinvio dei casi o cervellotici provvedimenti giudiziari di clemenza che hanno finito spesso per uccidere due volte le donne vittime.  La prevenzione è sempre la strategia efficace ma in caso di reato la punizione dovrà essere inflessibile e senza sconti. Troppe vittime hanno già pagato con la vita, troppe famiglie sono state lacerate da un dolore insostenibile, sovente senza ottenere piena giustizia. Il passo in avanti è significativo e postula una precoce e diffusa pedagogia del rispetto verso le donne, a cominciare dall’educazione scolastica e dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica, espungendo senza remore coperture e connivenze. leggi tutto