Ultimo Aggiornamento:
01 agosto 2026
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Argomenti

Le difficoltà del mito bipolarista

Paolo Pombeni - 24.06.2026

Il mito bipolarista è un vecchio attrezzo della politica italiana. Un tempo si esprimeva come elogio del bipartitismo sul modello inglese e americano. Si era iniziato e fine Ottocento, ma era tornato in auge anche con l’avvento della repubblica: sembrava che solo in un contesto del genere la politica democratica potesse esprimersi al meglio: al massimo si poteva avere l’appendice di un partito minore come era dopo il 1948 nella Repubblica Federale Tedesca, con il piccolo partito liberale oscillante fra la CDU-CSU e la SPD.

Da noi niente di simile, perché c’era la repubblica dei partiti, con governi che non si formavano tanto a livello di scelte elettorali, ma di dinamiche parlamentari, peraltro limitate dal fatto che il secondo grande partito più votato, il PCI, per ragioni di equilibri internazionali non poteva entrare nella competizione se non come opposizione di sistema (e allora si parlò di “bipartitismo imperfetto”).

Altri tempi, è cambiato tutto, e il classico bipartitismo non c’è più in nessuna grande democrazia, nemmeno nella classica e iconica Gran Bretagna. Eppure è rimasta la nostalgia per un sistema politico che possa chiedere agli elettori di scegliere loro direttamente per una formazione di un governo. Solo che la faccenda è più che problematica quando si

 

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Una indagine sui siti web e le app utilizzate dai bambini

Francesco Provinciali * - 20.06.2026

La Rete globale per l'applicazione delle norme sulla privacy (Global Privacy Enforcement Network) è stata istituita nel 2010 su raccomandazione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). A distanza di dieci anni dalla prima rilevazione sull’utilizzo dei siti web e delle APP da parte dei bambini effettuata nel 2015, l’indagine del 2025 ci consegna dati aggiornati sulla base di un campione di 900 siti e il coinvolgimento in diversi Paesi di 27 autorità garanti della tutela dei dati personali.

Luci ed ombre emergono dalla raccolta delle informazioni: da un lato cresce la sensibilità da parte delle autorità, degli addetti ai lavori, delle istituzioni e delle associazioni a tutela della privacy rispetto all’esigenza di un controllo che parta dalla produzione delle fonti e giunga alla verifica sulle abitudini dell’utenza finale. Dall’altro il monitoraggio ha permesso di evidenziare negligenze rispetto alla facilità con cui i minori vengono richiesti (ove non siano artatamente sollecitati a farlo) di fornire i propri dati personali già al momento dell’ingresso delle piattaforme dei social media. Rispetto al 2015 si registra un incremento di queste intrusioni nella privacy dei bambini e si tratta di una crescita lenta ma esponenziale che va interrotta anche perché tali informazioni – una volta carpite – potrebbero essere condivise con leggi tutto

Lo spettro Vannacci

Paolo Pombeni - 17.06.2026

Sembra che sia tornato in campo qualcosa di simile a quello che Marx ed Engels denunciarono in apertura del Manifesto del partito comunista. Allora lo spettro che si aggirava per l’Europa era il comunismo, che aveva diverse tipologie da loro accuratamente elencate, oggi è il populismo anch’esso con la sua notevole varietà di tipologie, fra cui spicca quella qualunquistica di estrema destra. Nel nostro Paese prende l’incarnazione del ex generale e attuale europarlamentare Roberto Vannacci, che scuote ulteriormente un panorama politico già notevolmente radicalizzato.

Non si può infatti ragionare sul fenomeno del nuovo partito di destra estrema senza inquadrarlo in un trend che sta interessando tutta la nostra vita pubblica. Per illustrare il fenomeno basta partire dal recente episodio della richiesta di una dichiarazione di antifascismo a tutti gli espositori ad una fiera libraria. L’assurdità della richiesta è evidente: che bisogno c’è di dichiarazioni di fede a priori, quando ove eventualmente si riscontrino esaltazioni del fascismo possono essere respinte dagli organizzatori sulla base delle leggi vigenti e, in questo caso sì, della libertà di un soggetto di non dare spazio ad ideologie espresse in concreto in pubblicazioni che questi considerino non accettabili.

Il fatto è che ormai siamo immersi nel mito della dichiarazione: leggi tutto

Dalla tv ai reel le nuove gerarchie dell’informazione in Italia

Francesco Provinciali * - 13.06.2026

Nel paesaggio mediatico italiano del 2025 emerge un paradosso che il 21° Rapporto sulla comunicazione del CENSIS mette in evidenza con chiarezza: i consumi mediatici appaiono stabili, ma i significati sociali dell’informazione sono in piena trasformazione. Non siamo di fronte a una crisi lineare dei media, bensì a una loro riconfigurazione profonda, che investe tecnologie, linguaggi e comportamenti collettivi.

La televisione resta il medium più diffuso, con il 93,2% dell’utenza complessiva. Tuttavia, il dato aggregato nasconde una dinamica interna significativa: la televisione tradizionale cala al 79,5% (-3,6 punti percentuali), mentre crescono in modo speculare la web tv (62,0%, +3,6) e la mobile tv (38,6%, +3,7). La stabilità del sistema televisivo è dunque il risultato di una compensazione tra vecchie e nuove modalità di fruizione. Anche la tv satellitare, stabile al 47,8%, conferma questa logica di coesistenza. La televisione non perde centralità, ma cambia pelle, adattandosi a un consumo sempre più individualizzato e on demand.

La radio, spesso considerata un medium del passato, si conferma invece sorprendentemente resiliente. Con un’utenza del 78,4%, mantiene una presenza significativa nella vita quotidiana degli italiani. L’autoradio resta il canale privilegiato (70,0%, in crescita di 1,2 punti), mentre la radio tradizionale si attesta al 46,8%. Sul fronte digitale, si osserva un’espansione dell’ascolto via smartphone (28,2%, +2,8) e una stabilità della radio via internet

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Il mondo brucia, noi guardiamo ai ballottaggi?

Paolo Pombeni - 10.06.2026

Adesso il test delle amministrative è completato perché si sono tenuti anche i ballottaggi. Come sempre in questi casi l’analisi andrebbe fatta in profondità caso per caso, ma in un contesto ossessionato dal prevedere come potranno andare le elezioni nazionali dell’anno prossimo quel che al momento attira l’attenzione è il dato complessivo. Ebbene, nelle sei principali città il risultato è un pari e patta: tre vanno al centro sinistra (Agrigento, Trani, Chieti), tre al centro destra (Lecco, Arezzo, Macerata). Nessun segnale di una grande inversione di tendenza nelle preferenze degli elettori: per dire nella rossa Emilia Ronagna dopo la vittoria del campo largo al primo turno ad Imola, Faenza e Cervia, nei ballottaggi il centro destra si è preso Vignola e Comacchio. Sempre per citare casi in cui si va contro le aspettative a Vigevano dove al primo turno c’era stato un exploit del partito di Vannacci, al ballottaggio ha vinto il candidato del centro destra nonostante il boicottaggio dei fedeli del generale.

In complesso a stare ad una valutazione di Youtrend, in genere affidabile, su 118 comuni che sono andati al voto, 50 sono andati al centrosinistra (più o meno campo largo), 40 al centrodestra, 28 a candidati civici o di partiti fuori dei due grandi raggruppamenti. leggi tutto

Il gesto che pensa: riscoprire la scrittura a mano

Francesco Provinciali * - 06.06.2026

Tra le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, una in particolare merita attenzione al di là del clamore mediatico quotidiano: il ritorno della scrittura corsiva a partire dalle Elementary School. Per gli addetti ai lavori e le famiglie degli alunni rappresenta pur sempre un’inversione di tendenza per certi aspetti sorprendente visto che dai sistemi scolastici a matrice linguistica anglosassone era partita la lunga stagione delle tecnologie applicate alla didattica.

A cominciare dal New Jersey e dalla Pennsylvania l’onda lunga del ripensamento si è estesa finora a 27 Stati della Confederazione e promette di non fermarsi qui, nella patria della Silicon Valley.

In Europa avevamo già rubricato la retromarcia della Finlandia che dopo aver abolito nel 2016 l’uso del corsivo (residuando il solo stampatello) e l’introduzione generalizzata di tablet, computer e smartphone nell’apprendimento della letto-scrittura è ritornata alle metodologie tradizionali, visti gli scadenti risultati ottenuti dalle tecnologie pervasive: al termine del primo ciclo di istruzione si era infatti appurato che gli alunni non erano in grado di mettere la propria firma sotto un elaborato né di scrivere con carta e matita la lista della spesa. Troppo affidamento ad hardware e software produceva una sorta di dipendenza totale dalle dotazioni digitali in uso, banalmente messe in leggi tutto

Riforma elettorale: la storia infinita

Paolo Pombeni - 03.06.2026

Assopite le diatribe sull’esito della tornata delle amministrative, adesso (quasi) tutta l’attenzione del ceto politico sembra essersi spostata sulla riforma della legge per regolare le elezioni nazionali. La maggioranza di governo ha deciso di accelerare nella speranza di arrivare all’approvazione entro l’autunno del nuovo testo che ha elaborato, tenendo conto di qualche osservazione dei costituzionalisti (laddove non toccavano interessi dei ceti dirigenti dei partiti).

Alcuni delle opposizioni che speculano su tutto sostengono che la riforma si fa per andare a votare già quest’anno, ma è quanto meno improbabile. Innanzitutto perché solo a marzo del 2027 i parlamentari conseguiranno il numero di mesi necessari per avere computata l’attuale legislatura ai fini pensionistici. In secondo luogo perché in autunno c’è la sessione di bilancio e nelle circostanze attuali sarebbe azzardato per qualunque governo uscisse dalle urne affrontare come prima prova il passaggio di una legge che, visto che non ci sono margini di manovra coi fondi pubblici, prevedibilmente scontenterà una platea ampia.

Resta in sospeso se si voterà la prossima primavera dopo marzo, o se si andrà all’inizio del prossimo autunno. La ragione dell’incertezza è che ci sarà anche, prevedibilmente intorno a maggio-giugno, una tornata elettorale amministrativa per i sindaci di alcune città molto importanti leggi tutto

Di test in test

Paolo Pombeni - 27.05.2026

Dunque abbiamo avuto il secondo test sulla tenuta della maggioranza di destra-centro. Dopo aver interpretato il risultato del referendum sulla riforma Nordio (bocciata) come segno di una ripresa del campo largo ecco i risultati delle comunali che smentiscono quella lettura, perché la maggioranza di governo esce abbastanza bene dalla prova. La prima osservazione da fare ora è che era sbagliata la lettura del risultato referendario, la seconda è che interpretare il voto di queste comunali è tutt’altro che semplice.

La sconfitta della proposta governativa sulla riforma della giustizia non è stata ottenuta grazie al lavoro dei partiti del campo largo, ma grazie alla mobilitazione populista dei talk show che hanno diffuso la tesi (farlocca) che si aveva di mira lo stravolgimento della costituzione e che si voleva punire una magistratura tutta impegnata nella lotta ai mali della politica. Non si è riusciti a contenere l’ondata di populismo e gran parte degli elettori hanno votato seguendo quella piuttosto che farsi arruolare in una futura maggioranza di governo alternativa.

In occasione di questa tornata di comunali la mobilitazione generale di opinione pubblica è del tutto mancata. A livello nazionale, giornali e TV avevano dedicato poca attenzione all’appuntamento col rinnovo dei sindaci, persino con quelli di città importanti come

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Il tempo fragile della maternità e della paternità

Francesco Provinciali * - 23.05.2026

Nella location dell’Accademia nazionale di San Luca a Roma sono stati presentati i dati raccolti dal CENSIS nell’ambito di una organica ricerca sul tema “Essere genitori oggi – Valori e significati della genitorialità nella società italiana.” Il documento che, per corposità e scansione analitica dei vari aspetti considerati in quanto esponenziali e significativi, ha preso le sembianze di un vero e proprio Rapporto, è stato presentato da Giorgio De Rita, Segretario Generale del CENSIS, illustrato nei dati statistici più rilevanti da Costanza Corsini, Ricercatrice Area Consumi, Mercati e Welfare dell’Istituto e commentato da un panel di quattro esperti invitati all’evento: Stefania Andreoli – Psicoterapeuta, Alli Beltrame – Counselor professionista e scrittrice, fondatrice di Educazione Responsabile, Mauro Magatti – Professore di Sociologia, Università Cattolica di Milano e Maria Pontillo – Psicoterapeuta dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il CENSIS – fondato e Presieduto da Giuseppe De Rita – finissimo conoscitore della società italiana dal dopoguerra ad oggi ed attento, ineguagliabile interprete delle sue derive socioeconomiche, culturali e di costume, ci ha abituato nei suoi Rapporti annuali a seguire lo sviluppo e la crescita del Paese: nel 2025 siamo giunti al 59° Rapporto che , unito ai precedenti, costituisce un corpus conoscitivo e di scandaglio analitico preziosissimo, un riferimento per leggi tutto

Una politica alla ricerca del colpo d'ala

Paolo Pombeni - 20.05.2026

Che viviamo ormai sospesi alla preparazione della prova elettorale del 2027 è una costatazione banale. Lo stanco e stiracchiato dibattito sulla riforma della legge elettorale ne è una prova, ma non è neppure l’elemento determinante. La questione centrale è che tutti i partiti sono alla ricerca del colpo d’ala che consenta a ciascuno di insediarsi stabilmente al centro della mente dell’elettore. Ma è un’impresa quasi disperata.

Ovviamente un governo che cerca la riconferma deve puntare ad offrire a chi lo vota dei vantaggi: tutt’altro che facile nelle attuali contingenze. La spiegazione è più che semplice. Soldi a disposizione sostanzialmente non ce ne sono, si è già raschiato il fondo del barile per contenere gli effetti immediati della crisi iraniana e nessuno sa se e quando quella crisi potrà trovare un allentamento o una soluzione. Certi piani anche coraggiosi della premier come quello per un incremento dell’edilizia popolare non convincono una popolazione abituata a considerare ogni programma politico più o meno come promesse da marinaio.

In questo contesto Giorgia Meloni ha provato a giocare una carta pesante: ha scritto alla von dee Leyen chiedendo alla UE autorizzazioni alla revisione dei vincoli di bilancio a fronte della crisi energetica. In caso di risposta positiva avrebbe a disposizione non solo i leggi tutto