Ultimo Aggiornamento:
18 maggio 2024
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Argomenti

Il problema della classe dirigente (e del suo reclutamento) in Italia

Francesco Provinciali - 13.04.2024

Da quando uscì nel 2007 suscitando molto scalpore, il libro LA CASTA di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella ha raggiunto negli anni un indice di gradimento del 66% tra i lettori. Il successo editoriale va attributo al merito degli autori, capaci di sintetizzare una deriva negativa di immagine e accreditamento della classe politica nel nostro Paese, descrivendone i difetti più radicati e ricorrenti, dall’incompetenza all’autoreferenzialità, dai cambi di casacca dei voltagabbana ai privilegi, alle immunità, alle prebende, ai vitalizi. Se fosse riscritto oggi quel libro dovrebbe volgere al plurale il suo titolo poiché nel frattempo di sono accreditate  altre categorie un tempo in sordina ma negli anni via via emergenti e sempre più spesso al centro della cronaca, in una dimensione di spettacolarizzazione di ruoli e funzioni, a cominciare dalla magistratura, per proseguire nel mondo dell’informazione fino ai cenacoli sindacali che trovo svuotati di indipendenza e autonomia e collocati in una sorta di collateralismo ai partiti a livello centrale-nazionale, pur residuando in periferia l’importante ruolo dell’assistenza dei patronati.

Innovazione e sviluppo economico hanno creato una differenziazione nel mondo del lavoro ma le crisi aziendali e le chiusure delle piccole e medie imprese sono all’ordine del giorno, presto si aggiungeranno l’intelligenza artificiale, leggi tutto

Il voto in Basilicata

Luca Tentoni - 10.04.2024

Il 21 e il 22 aprile si vota per il rinnovo del consiglio regionale e per l'elezione del presidente della Basilicata. Anche in questo caso, come in Abruzzo, non ci sarà il voto disgiunto, quindi non sarà possibile vedere molte differenze fra i dati alle liste e quelli ai candidati presidenti, sebbene ci sia la facoltà per l'elettore di scegliere solo l'aspirante presidente (nel 2019 lo hanno fatto solo seimila persone su trecentomila votanti). La Basilicata è l'unica regione al voto nel 2024 che almeno dal 2018 ha avuto come primo partito il M5s: i pentastellati hanno ottenuto il 20,3% alle scorse regionali, il 29,7% alle europee, il 25% alle politiche. Ciò nonostante, il "campo largo" di centrosinistra non parte favorito nei confronti della coalizione che attualmente governa la regione. Infatti, il "terzo polo" appoggia il presidente Bardi (Forza Italia). La destra allargata ai terzopolisti aveva il 51% alle scorse regionali, ma solo il 42,3% alle europee dello stesso anno, per arrivare al 48,5% delle politiche del 2022. Il centrosinistra "allargato" al M5s (ma senza i terzopolisti) aveva raccolto il 44,9% alle regionali, il 55,3% alle europee e il 46,6% alle politiche. Con soli due punti di svantaggio rispetto alla destra, la partita sarebbe giocabile, ma sommare partiti diversi come il Pd e il M5s è forse leggi tutto

Putin alza il tiro e punta all'Europa

Francesco Provinciali - 06.04.2024

Fonti vicine alla Casa Bianca, al Pentagono e al Dipartimento di Stato avanzano l’ipotesi che Putin, intensificando per numero e potenza di fuoco l’aggressione militare all’Ucraina, punti a giocare allo scoperto, avvalendosi di minacce e provocazioni: non più ‘operazione militare speciale’ ma dichiaratamente “guerra” vera e propria, estesa “oltre”, a cominciare dai Paesi Baltici, in primis l’Estonia. Come se il mondo che osservava cosa stava accadendo in questi due anni fosse stato composto da un’accozzaglia di minchioni disposti a credere al teorema della denazificazione e della riconquista delle sole regioni orientali dell’Ucraina. Non bastano le blasfeme benedizioni del Patriarca Kirill (ex KGB) a convincere il popolo russo sull’apertura delle porte del Paradiso per coloro che si immolano per la Patria. Aver perso più di 300 mila uomini sui campi di battaglia non ha indotto lo Zar a ripensamenti: la strategia era stata elaborata da tempo e puntava lontano. Le elezioni plebiscitarie-farsa al quinto mandato (inframmezzato dalla parentesi puramente formale del rincalzo Medvedev) con l’87% dei consensi, l’omicidio di Navalny e Prigozhin e gli arresti di altri oppositori al regime stanno rinsaldando Vladimir Vladimirovic nel convincimento che nulla gli è precluso: un delirio di onnipotenza che va fermato senza permettergli di alzare l’asticella leggi tutto

L’attesa sfiancante delle urne europee

Paolo Pombeni - 03.04.2024

Non c’è verso: la politica non si libera dall’ossessione per i risultati delle elezioni europee. Le amministrative che in buon numero le vengono affiancate non sono oggetto di considerazione particolare, a meno che non arrivino con qualche anticipo sul fatidico 9 giugno, come è nel caso delle regionali in Basilicata (ma anche in questo caso l’attenzione si è già molto smorzata).

Problemi da affrontare ce ne sarebbero: la gestione del PNRR non è che marci proprio splendidamente, dovendo scontare la debolezza dei nostri apparati burocratici, ma nessuno sembra intenzionato a varare un serio programma per la riforma della pubblica amministrazione. Il tema della finanza pubblica meriterebbe qualche attenzione, perché se è vero che qualche progresso si è fatto nella lotta all’evasione, siamo ben lontani dall’essercene fatti davvero carico.

Si va avanti col piccolo cabotaggio che punta solo a piantare bandierine. Al governo si perde tempo a varare proclami sulla presenza di ragazzi immigrati nelle nostre scuole, discettando stupidamente sulla opportunità o meno di un giorno di fermo alle lezioni per la chiusura del Ramadan (in un sistema scolastico che appena può chiude per qualunque “ponte”) o sulle percentuali accettabili di presenza di alunni non  italiani in una classe (mentre non ci sono programmi per integrare davvero leggi tutto

Svolgere un tema da soli o con l'intelligenza artificiale

Francesco Provinciali - 30.03.2024

La rivista Orizzonte Scuola riferisce una vicenda significativa per inquadrare nel panorama variegato degli istituti scolastici, quali situazioni e con quali conseguenze l’uso disinvolto delle tecnologie, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione pervasiva stiano radicalmente modificando la scuola e con essa il concetto di istruzione, apprendimento, educazione: insomma una visione decisamente alterata dei principi pedagogici che hanno ispirato la didattica fino ad oggi.

La notizia è questa: in una classe terza di scuola media inferiore (o secondaria di primo grado, che dir si voglia) 18 alunni su 23 hanno consegnato al professore di lettere un tema, assegnato come compito a casa, elaborato utilizzando ChatGPT (un trasformatore generativo pre-addestrato) che si basa sull’I.A. nell’interazione con un essere umano ed è in grado di elaborare testi simili a quelli che potrebbe produrre una persona decisamente acculturata. Il suo rendimento è infatti ‘tarato’ sulla “ottimizzazione” dei risultati. Nel caso considerato il tema restituito dagli studenti che non ne hanno scritto il contenuto ma si sono affidati all’I.A. risulta ineccepibile nella forma, logico e consequenziale nello sviluppo narrativo e semantico: peccato che gli pseudo-autori di cotanta eccellenza non siano poi stati in grado di spiegare la trama né di dimostrare di averne compreso il significato. Una mera applicazione dell’innovazione digitale leggi tutto

Una politica sempre più nervosa

Paolo Pombeni - 27.03.2024

Mentre il mondo pencola pericolosamente sull’orlo di un burrone, la politica di casa nostra si attorciglia sulle sue debolezze. Lo spettacolo a cui assistiamo non è dei più edificanti, ma, probabilmente, è lo specchio delle incertezze in cui si dibatte questa fase storica.

Ormai si dà per scontato che le elezioni europee, ma anche le concomitanti elezioni amministrative, saranno decisive per capire se il nostro sistema politico si stabilizzerà o meno e in che modi. Quella che fino a non molto tempo fa appariva come l’occasione per una sorta di sondaggio certificato sullo stato di salute dei vari partiti, senza che i suoi esiti potessero spostare molto, è possibile e probabile che sia il tornante per verificare la tenuta o meno dei molti sconvolgimenti che abbiamo vissuto nell’ultimo trentennio.

I partiti maggiori sottovalutano il ruolo che il nostro Paese dovrà giocare in Europa, basta dare un’occhiata alle diatribe sulla formazione delle liste. Tutto viene organizzato sulla base di un meccanismo acchiappa voti senza porsi il problema della delegazione da inviare al parlamento europeo: una sede in cui, se si vuole pesare almeno un poco, bisogna avere non generici “testimoni” di una presunta società civile, ma persone capaci di inserirsi in un contesto molto difficile, leggi tutto

Il vero e il falso. Il 19° rapporto Censis sulla comunicazione

Francesco Provinciali - 23.03.2024

L’11 marzo u.s. è stato presentato c/o la Sala degli Atti Parlamentari – Biblioteca del Senato ‘Giovanni Spadolini’ - g.c. - il 19° Rapporto del CENSIS sul tema della comunicazione, introdotto e coordinato dal Segretario Generale dell’Istituto di Piazza Di Novella a Roma, Dott. Giorgio De Rita.  La sintesi dell’indagine è raccolta in un fascicolo di 32 pagine, ricche di dati e informazioni sulle evidenze riscontrate, a loro volta catalogate in 6 paragrafi riassuntivi: 1) Le diete mediatiche degli italiani nel 2023, 2) L’Informazione: la riscossa dei social network, 3) Cercasi indipendenza e qualità, 4) Le Serie televisive: il trionfo della personal tv, 5) L’intelligenza artificiale: opportunità o minaccia? 6)Il Politically correct: dare importanza alle parole. Le analisi del CENSIS si avvalorano per l’ampiezza delle ricerche, il target di rilevazione, la scientificità nella raccolta e presentazione dei dati, la fedeltà rispetto alla consegna del tema, la prospettazione dei risultati e la pertinenza riguardo alle attese conoscitive a livello di comunicazione sociale oltre all’offerta di utili indicatori di approfondimento.

Ciò vale per l’annuale Rapporto sullo stato sociale del Paese e – in questa fattispecie – rispetto al particolare argomento di trattazione. Nella presentazione e nel contenuto complessivo del Rapporto balza subito in evidenza la dicotomia vero-falso che sostanzia e avvalora il titolo della Ricerca: il riferimento ‘macro’ leggi tutto

Coalizioni, alleanze, ammucchiate

Paolo Pombeni - 20.03.2024

Quel che è accaduto nel cosiddetto campo largo riguardo alle elezioni regionali in Basilicata fa sorgere seri dubbi sulla qualità politica di chi si muove in quell’area. Le battute sulla rincorsa al candidato cosiddetto civico si sono sprecate e non c’è da meravigliarsene. Per compiacere alle furberie di Giuseppe Conte e sodali non si è tenuto conto dell’elementare verità che per vincere una sfida elettorale contro un candidato alla riconferma che è accreditato sia di aver governato senza demeriti sia di avere un buon posizionamento personale (è un ex generale della Guardia di Finanza) ci voleva un competitore all’altezza. E qui è davvero cascato l’asino.

Innanzitutto si è visto che un politico con una storia personale di un certo peso come l’ex ministro Speranza si è prontamente tirato indietro: si dice perché non voleva lasciare il palcoscenico nazionale, ma sospettiamo che più sensatamente si sia chiesto se il gioco valeva la candela comportando un doppio rischio: se perdente di ricevere un colpo alla sua immagine, se vincente di doversi occupare di rilanciare secondo aspettative spericolate una macchina piena di limiti come è una amministrazione regionale, specie al Sud.

Allora è iniziato il giochetto miserevole della ricerca dei civici. Prima un uomo espressione di un sistema assistenziale-cooperativo che si dice leggi tutto

Bandiera bianca e bandiera rossa

Francesco Provinciali - 16.03.2024

Quando un Papa si esprime le sue parole hanno un peso specifico incomparabile. Per i cattolici aderire al suo pensiero è un atto di adesione spontanea. Anche se diventa obbedienza dovuta quando parla ex cathedra su materie di fede, in quanto interprete della parola di Dio. Mentre un giudizio politico dato dal Papa è pur sempre criticabile senza venire meno al rispetto dovuto al suo ufficio e questo mitiga un eventuale disallineamento rispetto alla sua visione delle cose.

Per i laici o per chi professa altre religioni conta la Sua statura morale, il suo essere il più autorevole e ascoltato riferimento ideale a livello planetario. Dialogando con il giornalista della Radio Televisione Svizzera – RSI, Lorenzo Buccella, Papa Francesco si è soffermato sulle guerre che tormentano l’umanità: non le ha mai dimenticate, ha sempre pregato per tutti coloro che ne sono stati coinvolti, dolorosamente, ha lanciato incessanti appelli per la pace, inascoltato. L’indifferenza, il relativismo etico, la mistificazione dei fatti sono una costante del nostro tempo che si accompagnano all’uso della violenza in tutte le sue orribili rappresentazioni fisiche e simboliche. E’ un dato di fatto con cui dobbiamo misurarci. Tuttavia in questa occasione alcune espressioni usate dal Santo Padre hanno provocato code polemiche leggi tutto

Un paese spaccato in due

Paolo Pombeni - 13.03.2024

Per quanto sia sempre opportuno invitare a non trasformare ogni elezione amministrativa in un giudizio apocalittico, non c’è dubbio che da esse si possano e si debbano trarre insegnamenti. Ci permettiamo di dire che il primo e più importante è che siamo un paese più o meno spaccato in due: ma non fra destra-centro e i suoi avversari che non si sa più come chiamare, ma fra una metà che partecipa al voto ed una che lo diserta. Anche in Abruzzo ha votato il 52,2% degli aventi diritto, nonostante una campagna che aveva spinto alla mobilitazione e che era stata drammatizzata non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale. Non è banale: di solito quando gli elettori si sentono investiti di un ruolo di rappresentanza per il futuro del sistema nel suo complesso si sentono più motivati a partecipare, anche come orgoglio per la considerazione di cui godono fuori dei loro confini.

Questo non è accaduto e non è bene far finta di nulla. Crolla sempre più la leggenda che gli astenuti siano truppe massicce di una delle parti in causa, moltitudini che si possono ri-mobilitare vincendo la loro presunta delusione per quei partiti.È piuttosto da considerare che, a parte i vari limiti leggi tutto