Ultimo Aggiornamento:
25 maggio 2022
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Argomenti

Napolitano-Mattarella, dall'invettiva alla speranza

Luca Tentoni - 05.02.2022

Giovedì abbiamo ascoltato il secondo discorso di rielezione di un Capo dello Stato. Rispetto al precedente del 2013, quando Giorgio Napolitano colse l'occasione per sferzare i partiti che l'avevano costretto ad un sacrificio più grande delle proprie forze, necessitato dalle circostanze di un Paese che allora era senza un governo e stentava a scegliere il Capo dello Stato, il panorama è cambiato. Non nell'emergenza, come Mattarella ha ricordato: la pandemia ha anzi aggravato problemi già esistenti, ampliato la sofferenza sociale ed economica. Se però nel discorso di Napolitano si avvertiva la tensione verso la classe politica incapace di trovare soluzioni, nelle parole di Mattarella si è colto un nuovo inizio, per il Parlamento e per l'Italia. Napolitano puntò molto sulla drammaticità e sul rimprovero; Mattarella ha scelto la "pars construens". Quello di ieri è stato il discorso del riscatto di un Paese provato ma che ha grandi potenzialità e un’eccezionale guida morale al Quirinale. Le Camere tornano centrali: lo si capisce col riferimento al "necessario, indispensabile dialogo collaborativo fra Governo e Parlamento" e all'importanza che quest'ultimo "sia sempre posto in condizione di poter esaminare gli atti fondamentali e valutarli in tempi adeguati". In altre parole, Mattarella augura buon lavoro e un futuro fattivo al leggi tutto

Un sistema al capolinea?

Paolo Pombeni - 02.02.2022

Se si vuole una conferma che le elezioni quirinalizie sono state un test per quelle politiche future basta constatare che come accade dopo quelle tutti hanno proclamato di avere vinto. Non è proprio così e forse sarebbe giusto dire che non ha vinto nessuno, ma si è arrivati al capolinea col sistema che si era impiantato dopo il crollo della vecchia repubblica dei partiti.

Quel che pare di poter rilevare è che è andato in crisi lo schema del bipolarismo dominante: da una parte il centrodestra, dall’altro il centrosinistra. Il primo aveva orgogliosamente sostenuto che questa volta era il suo turno nel dare le carte, illudendosi di contare su una maggioranza parlamentare che sarebbe stata tenuta insieme dalla prospettiva di una sua sicura vittoria alle prossime elezioni. Questo è tutto da vedere perché è convinzione basata sui sondaggi che non solo fotografano le risposte di getto degli intervistati, ma non tengono conto di una quota molto alta che non si esprime. Comunque il corpo parlamentare non si è mostrato convinto della prospettiva e si è compattato nel proporre che per adesso si congelasse la situazione esistente.

Quanto al secondo, il centrosinistra ha offerto la prova provata della sua aleatorietà in quanto non si sa più se includa davvero leggi tutto

La consapevolezza della complessità non deve spingerci al nichilismo

Francesco Provinciali * - 29.01.2022

In un brillante saggio pubblicato dal Corriere della sera con l’intrigante titolo “Imparare a vivere- Un’epoca in bilico tra lumi e oscurantismo” il Prof. William John Morgan, Emerito alle Università di Cardiff e di Nottingham, traccia una rapida e vigorosa sintesi delle contraddizioni e delle potenzialità del nostro tempo, sotto vari profili di considerazione: colpisce la sua capacità di inquadrare in un efficace fermo-immagine una serie di tematiche di incalzante attualità e lo fa occupando lo spazio di una mezza pagina di giornale, partendo  da una ‘colossale monografia’ di Michael Grant – I gladiatori – scritta 50 anni fa, grazie anche all’impeccabile traduzione a cura dello Studio Annita Brindani (Busseto-Parma).

Nel vasto mondo romano, questo è il contesto storico considerato nell’incipit, “milioni di persone si sentivano inette, ignorate, trascurate, smarrite e soprattutto annoiate”: la metafora del ‘panem et circenses’ di Giovenale era la risposta della classe dirigente a questa alienazione di massa. Morgan ritrova questa condizione – a un tempo- di alienazione e di insoddisfazione nelle efferatezze perpetrate dall’umanità nei secoli successivi, fino al nostro tempo. Evidenziando peraltro come si viva oggi in un mondo che offre straordinarie opportunità di conoscenze e dotazione di mezzi per cercare un sostenibile equilibrio esistenziale. Impossibile che sia sfuggito leggi tutto

Il labirinto parlamentare

Paolo Pombeni - 26.01.2022

I partiti hanno trasformato il grande parlamento che deve eleggere il successore di Sergio Mattarella in un labirinto da cui non si riesce ad uscire. Tutti attendono che qualcuno porga loro il mitico filo di Arianna che li porti fuori, ma fino al momento in cui scriviamo (martedì 25 gennaio ore 21) non vediamo traccia di qualcosa di simile.

Il problema fondamentale è, come ormai hanno riconosciuto tutti, mettere insieme la soluzione del problema Quirinale con quella del governo e non solo nel caso, che al momento non sembra più molto probabile (ma in politica conta sempre l’ultimo minuto), in cui fosse Draghi stesso a salire al Colle. Il tema di fondo è che la soluzione trovata a febbraio scorso da Mattarella per risolvere la crisi di impotenza delle forze politiche rimane fortemente legata alla presenza chiave di Draghi, personalità capace di imporsi su una coalizione molto larga, ma anche all’equilibrio da lui trovato nella distribuzione dei ministeri. Intendiamoci: non tutte le scelte sono state meravigliose, non tutto funziona alla perfezione, ma non riusciamo a convincerci che ci siano le condizioni per ridisegnare in un modo migliore la compagine dell’attuale esecutivo.

Anche se ci sono state le sementite di prammatica, le indiscrezioni parlano del leggi tutto

Nelle spire di un passato che non passa

Paolo Pombeni - 19.01.2022

La politica italiana è prigioniera del suo passato. Tutti sono disposti a sottoscrivere l’affermazione guardando alla rinascita di Berlusconi che si prende il centro della scena e rimette in pista l’eterna diatriba tra pro e contro il Cavaliere. Che lui sia una presenza ingombrante non c’è dubbio. Che susciti più di un interrogativo inquietante anche.

Ci vuole naturalmente una certa disinvoltura a considerarlo “adatto” per un ruolo come la presidenza della repubblica. Non è tanto questione di suoi guai giudiziari, che certo qualche problema lo pongono, ma alla fine potrebbero anche, sia pure a fatica, essere messi fra parentesi. Le due riserve maggiori riguardano come ha svolto il suo mandato al governo. Basta leggersi quello che ha registrato Marzio Breda nel suo libro Capi senza Stato (Marsilio 2022), a proposito del suo rapporto con Ciampi per farsi venire molti dubbi sulle sue qualità di “statista” (e Breda non è giornalista di una testata pregiudizialmente di parte, né Ciampi era un esponente della “sinistra” che partiva dalla demonizzazione dell’uomo di Arcore). Aggiungiamoci però, ed è la più pesante delle palle al piede che si trascina Berlusconi, che si tratta di un uomo di grande ricchezza, con interessi economici personali notevolissimi, soprattutto nel campo della comunicazione. leggi tutto

Quel linguaggio burocratico che pervade le leggi

Francesco Provinciali * - 15.01.2022

Agli inizi del suo settennato – quindi trent’anni fa - il Presidente Oscar Luigi Scalfaro aveva chiesto se la dichiarazione annuale dei redditi potesse essere semplificata e ridotta in quattro fogli chiari e intellegibili per i cittadini: richiesta non esaudita visto che il modulo da compilare è diventato sempre più corposo e complicato. Credo che l’Italia detenga il record della pervasività burocratica e non da ieri. Prendiamo ad esempio e leggiamo un comma a caso del D.L. 30/12/2021 n.° 228, il cosiddetto “Decreto mille proroghe”: “Art 1 – comma 8 – punto2) il comma 7 è sostituito dal seguente: «7. Le assunzioni di personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco previste, per gli anni 2020 e 2021, dall'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in relazione alle cessazioni dal servizio verificatesi negli anni 2019 e 2020, dall'articolo 1, comma 287, lettere c) e d), della legge 27 dicembre 2017, n. 205, dall'articolo 1, comma 381, lettere b) e c), della legge 30 dicembre 2018, n. 145, dall'articolo 19, commi 1, lettera a), e 3, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, e dall'articolo 1, comma 984, lettera a), della legge 30 dicembre 2020, n. 178, possono essere effettuate entro 31 dicembre 2022.»

Consideriamo, per restare in tempi recentissimi, anche l’art 17 comma 1 del DL 24/12/2021 n.° 221: “Sono prorogate le disposizioni di leggi tutto

Draghi e la querelle sul Quirinale

Paolo Pombeni - 12.01.2022

La conferenza stampa del premier Draghi è stata in genere accolta male da molti esponenti della grande stampa. Si è ritenuto intollerabile che rifiutasse domande sul suo futuro (al Quirinale o a palazzo Chigi), ci si è lamentati che avesse perso decisionismo (dopo naturalmente essersi lamentati nei mesi scorsi del suo piglio decisionista).

In realtà le cose sono più complicate, ma ormai il teatrino della politica commentata non tollera che qualcuno rifiuti di rivestire i panni che gli sono stati assegnati nella rappresentazione. A Draghi troppi non perdonano di non avere fatto il miracolo, cioè avere cancellato la pandemia. Altri si beano nel rilevare che loro l’avevano sempre detto che non ce l’avrebbe fatta. Ovviamente sono due atteggiamenti ridicoli, perché nessuno in nessuna parte del mondo è stato in grado di cancellare questa pandemia, ma Draghi non solo ha fatto molto per metterla il più possibile sotto controllo, ma ha al tempo stesso evitato che essa producesse la catastrofe economica che era profetizzata da vari osservatori.

Tutto però si è ulteriormente complicato quando si è aperta la questione di una possibile investitura dell’attuale premier come prossimo presidente della repubblica. La prospettiva suscita preoccupazione nelle forze politiche per due ragioni. La prima è che non sanno come possono

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Mattarella passa la staffetta al successore

Luca Tentoni - 05.01.2022

Quello del 31 dicembre è stato il congedo - nonostante alcuni sperino ancora, invano, in un ripensamento - di un fermo e coraggioso Capo dello Stato. Un vero arbitro, che è intervenuto quando necessario e che non ha esercitato funzioni "semipresidenziali": semplicemente, ha fatto quanto era in suo potere per assicurare la difesa e il buon funzionamento delle istituzioni repubblicane. Ha richiamato, nel suo settennato, diritti e doveri; in ultimo, ha censurato nuovamente l'atteggiamento dei "no vax" (ampiamente sopravvalutati dai mass media) con parole che la stragrande maggioranza degli italiani non può che sottoscrivere e condividere. Nell'ultimo discorso di fine anno Mattarella ha esaltato la compattezza degli italiani nella crisi pandemica: "il volto reale di una Repubblica unita e solidale". Sebbene il Presidente abbia certamente informazioni maggiori delle nostre, ci è parso che l'Italia non sia affatto uscita dalla pandemia (che, peraltro, è tuttora in corso) più giusta e più unita di prima. Si diceva: ne usciremo migliori; così, però, non è stato, né per i partiti, né per un popolo diviso a causa della pervicacia di pochi "evasori vaccinali". Il discorso di Mattarella ha avuto una parte politica non ampia, ma ricca, fatta di poche espressioni disseminate nel contesto, ma molto chiara. Alla Meloni che vuole un leggi tutto

"In un volo di storni"

Francesco Provinciali * - 24.12.2021

Leggere il libro del Prof. Giorgio Parisi, Premio Nobel 2021 per la FISICA assegnatogli per la sua ricerca sui “sistemi complessi” e rimanerne affascinati è un tutt’uno: c’è la sua biografia accademica, ci sono le descrizioni scientifiche, la vita di uno scienziato però va oltre.

Non basta la passione, serve il talento: una dote intuitiva e folgorante che il giovanissimo studente universitario dimostrò di possedere allorquando – incerto tra il corso di matematica e quello di fisica scelse la seconda. Forse per il fatto che – come spiega nel libro – la fisica può essere considerata una sorta di matematica applicata, aprendo vasti orizzonti deduttivi e applicativi.

Già a 25 anni sfiorò il medesimo Premio ma per studi in un campo diverso della Fisica: mentre si lavava nella vasca da bagno della casa dei suoi genitori, si soffermò a guardare le piastrelle colorate del muro e fu colto da una intuizione che può scaturire solo da una mente geniale: non proviamo neanche a descriverla, ogni tentativo sarebbe riduttivo. Ma ciò dimostra (e lui lo spiega più volte) come la “lampadina” dell’Eureka possa accendersi all’improvviso, una volta in casa, in altre occasioni leggendo, un’altra volta ancora mentre si è al volante dell’auto: a lui successe proprio così. leggi tutto

Tre problemi e nessuna soluzione

Paolo Pombeni - 22.12.2021

I tre problemi più volte richiamati su queste colonne sono sempre lì senza che si intuisca qualche spiraglio di soluzione. Il fatto è che continuano ad essere affrontati separatamente dalle forze politiche che non hanno il coraggio di affrontarli insieme togliendoli dal loro intrico.

I tre problemi sono: la ricerca di una candidatura adeguata per il Quirinale; la decisione su come sistemare la guida del governo non solo nel passaggio in attesa delle elezioni, ma anche dopo; l’intesa su una legge elettorale che sia in grado di prendersi il carico dell’effetto del taglio dei parlamentari (e dell’attuale frammentazione politica).

È illusorio pensare che si possano risolvere le questioni in successione ed affrontandole una alla volta. Come infatti è evidente, la scelta per il Colle di un candidato condiviso il più possibile comporta decidere come si va avanti con l’attuale governo di larghe intese e siccome comunque vada ci sarà il problema delle elezioni al più tardi a primavera 2023 è necessario che i partiti sappiano con che regole si correrà per almeno immaginarsi come potrebbe andare a finire.

Lo si voglia ammettere o meno, tutto ruota attorno alla posizione di Draghi. Oramai lo si è messo in una situazione tale per cui o lo si nomina al Quirinale, leggi tutto