Ultimo Aggiornamento:
24 settembre 2022
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Argomenti

Giustizia civile

Stefano Zan * - 10.02.2021

Molti studi sostengono che una giustizia civile funzionante favorirebbe una crescita del pil di circa 1,5 punti nonché un sensibile aumento degli investimenti stranieri in Italia. Come noto si  tratta di questione antichissima che  ad oggi non ha trovato soluzioni soddisfacenti nonostante i numerosi interventi che sono stati fatti negli anni passati.

Le cause strutturali della lentezza della giustizia civile sono sostanzialmente due:

a)      un eccesso di conflitti, che non ha eguali in Europa, anche banali, viene portato in tribunale per essere risolto con una sentenza anche quando poterebbero essere sufficienti forme più semplici e rapide di risoluzione della conflittualità

b)      L’organizzazione del lavoro dei  giudici e dei tribunali fatica a gestire in modo efficiente un gran numero di cause anche con l’utilizzo di tecnologie telematiche che sono state introdotte negli ultimi 20 anni.

A questo vanno però aggiunte due evidenze empiriche:

a)      I numerosi cambiamenti del quadro normativo, leggi riforme del codice di procedura, non hanno mai risolto alcun problema in termini di tempi complessivi della giustizia.

b)      Il processo civile telematico, che pure ha semplificato una serie di procedure soprattutto per quanto riguarda l’uso del cartaceo, non è stato in alcun modo risolutivo

c)      A normativa vigente ci sono in giro leggi tutto

Giustizia e recovery plan

Stefano Zan * - 03.02.2021

Quella della giustizia è una delle riforme strutturali che ci vieni richiesta dall’Europa per dar corso ai finanziamenti previsti dai fondi del New Generation EU. Il rischio è che si proceda come si è sempre fatto fino ad oggi investendo poche risorse economiche per un aumento degli organici e con l’ennesima modifica del codice di procedura civile. A queste condizioni è facile prevedere che non cambierà nulla perché nulla è cambiato fino ad oggi.

Ci vuole un vero e proprio piano di medio-lungo termine che parta da pochi assunti fondamentali ed individui pochi percorsi base.

Da molti anni è convinzione comune e diffusa che il problema principale sia  un problema organizzativo e non di norme, procedure, tecnologie. Ma perché ci vuole un piano nazionale, poliennale e supportato da competenze manageriali esterne?

Per una ragione molto semplice. Esistono in giro per l’Italia numerosi casi di eccellenza intesi come prassi di gestione del processo che danno risultati di assoluto livello sia in termini qualitativi che quantitativi. Su singoli riti (lavoro, famiglia, fallimenti, ecc.) modi diversi di gestire la procedura, i testimoni, i consulenti tecnici, ecc. danno risultati sorprendentemente migliori di quanto non avvenga con le prassi più diffuse di tutti i tribunali e questo, si noti, a parità leggi tutto

Un silenzio assordante

Stefano Zan * - 27.01.2021

Anche un osservatore attento si trova in difficoltà a parlare di Recovery Plan perché le informazioni disponibili sulla stampa e sui media in generale sono poche, confuse e inadeguate al formarsi di un’idea precisa. Si parla del piano più per il suo impatto sulla cronaca politica quotidiana che per la sua valenza intrinseca. Molti lo paragonano al Piano Marshall per l’impatto che dovrebbe avere sull’economia del Paese nei prossimi anni ma nel merito è impossibile andare al di là di qualche vaga impressione.

In particolare due aspetti meritano alcune considerazioni critiche al di là dei tecnicismi naturalmente insiti in un progetto di questa natura.

La prima è l’assenza di una visione strategica, di sistema, di lungo periodo. Una visione spazio -temporale che vada al di là della semplice sommatoria di una serie di progetti specifici, alcuni vecchi altri nuovi, che poco si allontanano da un puro e semplice elenco della spesa. La visione dovrebbe non solo creare un interesse generale di prospettiva di medio lungo termine, ma dovrebbe coinvolgere nel dibattito e più ancora nella realizzazione del piano una serie di interlocutori che vanno ben al di là dell’impegno di alcuni ministri e ministeri.

Si dirà che ci sono stati gli Stati leggi tutto

Puntiamo sulla scuola

Francesco Provinciali * - 21.11.2020

Di tutte le preoccupazioni che hanno accompagnano la diffusione pandemica una della più avvertite, oltre il dato strettamente legato alla salute e ai contagi, è stata quella legata al funzionamento delle scuole: spazi, arredi, banchi, profilassi, sanificazione delle aule, organici dei docenti, orari di apertura, contenuti didattici, anche attraverso un ‘patto di solidarietà’ con le famiglie come auspicato dal Ministero.

Dopo la riapertura di settembre, preceduta da un periodo di incertezze e di ritardi, in via sperimentale è stata avviata la didattica a distanza, che tuttavia – nonostante la buona volontà di dirigenti scolastici e docenti- ha palesato difficoltà procedurali, basti pensare che il 30% delle famiglie del Sud Italia non possiede un pc o un tablet. Proprio in questi giorni il Governo ha deliberato la concessione di un bonus ad hoc. La ripresa virulenta della pandemia e il lockdown a zone sta condizionando l’incerta e aspirazione di normalità e necessita di dotarsi di una specie di paracadute per un atterraggio morbido, sul piano organizzativo e funzionale e su quello psicologico e relazionale, a scuola e a casa.

Gli istituti scolastici hanno superato l’impatto della riapertura ma la fase quasi drammatica attuale rende complicata sia la gestione della didattica in presenza che la leggi tutto

Il travagliato ma utile ritorno dell’educazione civica nelle scuole

Francesco Provinciali * - 24.10.2020

Il precedente Ministro del MIUR (ora Ministero dell’istruzione) Marco Bussetti l’aveva annunciato con enfasi,  come una svolta epocale: “Oggi è una giornata storica! Finalmente ritorna l’educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese. Il compito della scuola è di educare alla cittadinanza attiva, al rispetto delle regole, all’accoglienza e all’inclusione, valori alla base di ogni democrazia”.

Correva lontana l’estate del 2019 e l’educazione civica sarebbe dovuta rientrare con pieno titolo tra le materie scolastiche nelle scuole di ogni ordine e grado con l’inizio dell’anno scolastico 2019/20, con 33 ore all’anno di insegnamento ad hoc. Poi era successo il pasticcio della tardiva pubblicazione della legge istitutiva sulla G.U. del 20 anziché del 16 agosto, a cui aveva tentato di rimediare lo stesso Ministro con un decreto ministeriale in data 27 agosto che introduceva la materia come “sperimentazione nazionale obbligatoria”, a sua volta definitivamente cassato dal Consiglio nazionale della P.I. che aveva ritenuto inopportuno un così tardivo provvedimento a tre giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Tutto rimandato ope legis al 2020/21, dunque: infatti con  lo scorso mese di settembre l’educazione civica è tornata ad essere materia curricolare, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. leggi tutto

Strategia a posteriori e mobilità sanitaria attiva e passiva

Francesco Domenico Capizzi * - 14.10.2020

Già nel 2017 il CENSIS affermava che “la Medicina moderna sta diventando troppo cara per essere vitale: la spesa sanitaria italiana cresce più rapidamente del PIL al punto che la forbice tra finan­ziamento statale e spesa prevedibile rischia di aprire una voragine nei conti pubblici”. Alla constatazione si potrebbe aggiungervi il motivo: il Servizio Sanitario Nazionale deve e non può non ricorrere a sistemi tecnologici complessi e molto onerosi di diagnosi e cura. Una problematica decisiva di politica socio-sanitaria che avrebbe dovuto già essere affrontata, per sé stessa da tempo cogente e di non facile soluzione, puntando decisamente sulla evitabilità e la prevenzione delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche, in cresci­ta costante fino a rappresentare grande parte delle patologie affrontate quotidianamente dall’organizzazione sanitaria le cui risorse e forze sono destinate, in Italia come in altri Paesi industria­lizzati, essenzialmente alla loro diagnosi e cura e con risultati non entusiasmanti.

I capitoli che pesano sul piano organizzativo ed economico, permanendo l’attuale gestione sanitaria, sono molteplici:

-      Politica e Istituzioni sanitarie continuano ad essere concepite come amministrazioni contabili e gestionali di strutture edilizie e tecnologiche la cui unica, se non esclusiva, progettualità si conforma, in definitiva, come mantenimento e sviluppo dell’esistente; leggi tutto

Scuola, dal lockdown al countdown

Francesco Provinciali * - 26.08.2020

Oltre gli spazi e i tempi come coordinate di fondo dello scenario della ripresa delle lezioni che proiettati su un diagramma cartesiano rendono l’idea di una sorta di quadratura del cerchio senza soluzioni certe,  i banchi attesi e si spera in arrivo, gli organici aggiuntivi da assegnare, le linee guida organizzative e sanitarie, il distanziamento, le mascherine, l’alternativa della didattica a distanza ridotta al rango di ipotesi mal digerita, il trasporto degli alunni da e per la scuola, il loro accompagnamento da parte di un solo genitore, il divieto di ingresso dei familiari nei locali scolastici, la misurazione preventiva della temperatura corporea effettuata al mattino a casa, la mensa, l’uso degli spazi esterni, il ricorso a locali messi a disposizione o richiesti ad enti vari, nuove e grigie nubi si addensano sull’inizio dell’anno scolastico.

Metro in una mano e manuale delle linee guida nell’altra i dirigenti scolastici hanno preso tutte le misure possibili ai locali scolastici, vagliato tutte le soluzioni esperibili, sondato – consultandosi tra loro e gerarchicamente o con le autorità locali – ogni ipotesi percorribile: comunque andranno le cose ricorderanno per un po’ di anni questa estate infuocata nella quale si sono accumulate e sovrapposte congetture e preoccupazioni di ogni tipo. leggi tutto

Conoscenza, coraggio e umiltà’: la ricetta dimenticata di Mario Draghi

Francesco Provinciali * - 18.07.2020

Rileggendo il discorso tenuto da Mario Draghi in occasione del conferimento della laurea honoris causa presso l’Università Cattolica di Milano, prima di lasciare la Presidenza della BCE, si ha come l’impressione di avere tra le mani una ricetta preziosa per fronteggiare le malattie che affliggono l’Europa e l’Italia in questa fase densa di problematiche da risolvere, per imprimere una svolta risoluta in vista di un superamento delle indecisioni che stanno paralizzando gli Stati membri dell’Unione. Non siamo ancora del tutto usciti dalle conseguenze devastanti della pandemia sul piano sanitario, economico, finanziario, delle relazioni e degli scambi di beni e persone e ciò non è dovuto solo a macro-problemi oggettivi ma anche alle diatribe e alle incertezze da un lato, ai veti e alle rivendicate primazie dall’altro che rendono estremamente parcellizzato e fragile il contesto che regola il passaggio dalle discussioni alle azioni.

Gettando uno sguardo d’insieme sul vecchio continente si coglie l’immagine di uno scacchiere dove le pedine sono paralizzate dal timore delle mosse dei giocatori: si avverte l’assenza di un play maker in grado di agire sulla base di una conoscenza esperta, di una silente ma efficace presenza al di fuori e al di sopra dei “particulari” impedienti, leggi tutto

Il nuovo anno scolastico? “Ci stiamo lavorando”.

Francesco Provinciali * - 27.06.2020

“La ministra ha incontrato i sindacati e gli enti locali. Stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre”. Credo che dopo le parole “coronavirus” e “Covid-19” , quelle pronunciate dal Presidente Conte dal 31 gennaio (giorno del decreto emergenza sanitaria) ad oggi, siano state le più ascoltate: stiamo lavorando, stiamo provvedendo, ci stiamo organizzando e via dicendo.

Se il Governo fosse forte e coeso, credibile, sarebbero espressioni rassicuranti: essendo l’Italia all’ultimo posto dei Paesi OCSE in tema di fondi stanziati per l’istruzione, qualche dubbio sorge spontaneo.

In questi mesi di lockdown, dalla chiusura delle scuole a fine febbraio il tema del sistema formativo è stato vistosamente accantonato, quasi espunto dall’agenda politica. E’ stata elaborata una modulistica plurima e minuziosamente dettagliata per regolamentare le uscite da casa, gli spostamenti, i distanziamenti, l’utilizzo dei mezzi pubblici ma per le scuole – una volta sospese le lezioni in presenza e attivata, su iniziativa di ogni singolo istituto la DaD, nulla è stato previsto fino ad arrivare a ridosso degli esami di licenza media e di maturità. Eppure Istituto superiore di sanità, Protezione civile, virologi, Ministero della salute nel frattempo seguivano picchi e discese del contagio sociale: leggi tutto

Ciò che serve alla scuola, tra ripartenza e rinascita

Francesco Provinciali * - 10.06.2020

E’ praticamente dal ’68 che il sistema scolastico italiano non conosce tregua tra crisi vere e crisi inventate.

I decreti delegati del 1974 da un lato avevano avuto il pregio di definire ruoli e funzioni del personale in un contesto istituzionale che consacrava le spinte dell’evoluzione sociale, dall’altro avevano sofferto le difficoltà del transito da una struttura ordinamentale verticistica e gerarchizzata ad un modello che integrava nuovi soggetti e si apriva ad  una gestione collegiale: ne sono derivati alcuni vantaggi e molte difficoltà che vigono tuttora, ereditate.

Paradossalmente la deriva di democratizzazione dei processi decisionali ha assecondato una tendenza in atto nella società italiana e nei suoi apparati: la bulimia legislativa, con una esponenzialmente crescente proliferazione di nuove disposizioni,  in un contesto generalizzato di burocrazia paralizzante che ha prodotto una sorta di narrazione autoreferenziale fuorviante e inconcludente.

Ci si aspettava che accadesse il contrario: le logiche di buon governo e di programmazione dovrebbero favorire la semplificazione delle procedure e la focalizzazione degli obiettivi e dei fini che ciascuna istituzione deve perseguire.

Da quando nella scuola è entrato di tutto i corollari hanno a poco a poco sostituito  i compiti essenziali del sistema formativo, con una sovrapposizione di ruoli, iniziative e funzioni che leggi tutto