Ultimo Aggiornamento:
20 aprile 2024
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Salvare la Domus Aurea e smentire Goethe (almeno per una volta)

Gabriele D'Ottavio - 06.11.2014

«I Romani hanno lavorato per l’eternità ed hanno previsto tutto, meno la ferocia devastante di quelli che sono venuti dopo». Così scriveva Johann Wolfgang Goethe nel suo Viaggio in Italia. Il poeta tedesco aveva ammirato le opere romane, la bellezza e la solidità degli edifici, dei templi, dei teatri ma non aveva potuto fare a meno di lanciare un grido di rabbia e di dolore nel vedere come erano male conservati. Tra le vittime eccellenti di questa «ferocia devastante di coloro che erano venuti dopo» c’è anche la Domus Aurea, l’imponente villa che l’imperatore Nerone fece costruire dopo l’incendio del 64 d.C che distrusse Roma: 16.000 metri quadrati, 153 stanze, pareti ricoperte di marmi pregiati, volte di dodici metri decorate d’oro e di pietre preziose, giardini popolati con animali, fontane e ninfee.

Alla morte di Nerone i suoi successori cercarono di cancellare ogni traccia del palazzo imperiale. Nell’anno 104 d.C. Traiano fece interrare la reggia per costruirvi sopra le terme traianee che la protessero per secoli. Le fastose decorazioni a fresco e a stucco della Domus Aurea rimasero nascoste fino al Rinascimento. Allora alcuni artisti appassionati di antichità, tra cui Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello, Giovanni da Udine e Giulio Romano, calandosi dall’alto con le torce, iniziarono a copiare i motivi decorativi delle volte. leggi tutto

L’Alternativa per la Germania: l’opposizione tedesca alla Merkel di cui è meglio non parlare

Gabriele D'Ottavio - 18.09.2014

La principale novità emersa dagli ultimi appuntamenti elettorali in Germania è il rilevante ingresso sulla scena politica di un nuovo partito. Si tratta di Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland-AfD), sorta nel febbraio 2013 su iniziativa di un gruppo di economisti guidato da un professore di Amburgo, Bernd Lucke. Alle politiche del 22 settembre 2013, l’AfD ha ottenuto il 4,7% dei consensi, quasi due milioni di voti. Alle successive elezioni europee del 24 e 25 maggio 2014 ha registrato il 7% delle preferenze, più del doppio dei voti conseguiti dallo storico Partito liberaldemocratico tedesco (Fdp). Infine, alle recenti elezioni regionali nei tre Länder orientali – in Sassonia (31 agosto) e in Turingia e Brandeburgo (14 settembre) – l’AfD ha ottenuto, rispettivamente, il 9,7%, il 10,6% e il 12,2% dei consensi.

 

L’antimerkelismo tedesco ignorato

 

Siamo dunque in presenza di un fenomeno politico tutt’altro che effimero. Eppure di questo partito, che di fatto ha già intaccato la tradizionale stabilità del sistema partitico tedesco, in Italia si è parlato finora molto poco. leggi tutto

La «potenza civile» tedesca alla prova della crisi ucraina

Gabriele D'Ottavio - 19.08.2014

Nel tardo pomeriggio di domenica 17 agosto si è tenuto a Berlino un vertice straordinario sulla crisi ucraina. Oltre al ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, all’incontro hanno preso parte gli omologhi di Francia, Russia e Ucraina. Preceduto da un colloquio telefonico tra la Cancelliera Merkel e il Presidente Putin avvenuto il giorno di ferragosto, il summit era stato convocato per far fronte alle nuove tensioni che sono state registrate lungo la frontiera orientale ucraina, in concomitanza con il crescente flusso di materiali bellici, consiglieri militari e personale armato proveniente dalla Russia. L’obiettivo dichiarato da Steinmeier alla vigilia dell’incontro era «una tabella di marcia verso un cessate il fuoco e una cornice per garantire controlli effettivi alle frontiere». Tuttavia, dalle prime indiscrezioni trapelate il vertice di Berlino non sembrerebbe aver prodotto alcun risultato concreto in vista dell’auspicata soluzione politica della crisi. leggi tutto

La locomotiva d’Europa s’inceppa, ma i tedeschi rinnovano la fiducia alla Cancelliera

Gabriele D'Ottavio - 12.08.2014

Smaltita la sbornia dopo la vittoria ai mondiali di calcio in Brasile, una mattina di mezza estate i tedeschi sono stati bruscamente svegliati da una doccia fredda. Il 21 luglio scorso la Bundesbank ha reso noti i dati relativi al trimestre aprile-giugno che indicavano una stagnazione dell’economia, principalmente dovuta al rallentamento del settore industriale. La locomotiva d’Europa sembrerebbe dunque essersi inceppata. In Italia – come spesso accade quando si parla di Germania – la notizia è stata accolta con sentimenti contrastanti. Alcuni hanno gioito delle disgrazie altrui, esprimendo quel sentimento di Schadenfreude per il quale, curiosamente, non esiste un termine corrispettivo nella lingua italiana. Altri, più saggiamente, hanno manifestato preoccupazione per le conseguenze negative che un rallentamento della locomotiva tedesca potrebbe avere sull’economia europea e dunque anche su quella italiana. Gli incorreggibili ottimisti, infine, hanno intravisto nel primo vero passo falso del gigante economico un barlume di speranza circa la possibilità che i tedeschi decidano finalmente di rivedere la loro politica europea basata sul rigore finanziario. leggi tutto

Il duello Italia-Germania sulla flessibilità. Così è (se vi pare)

Gabriele D'Ottavio - 12.07.2014

L’inizio del semestre italiano di Presidenza dell’Unione europea è stato segnato dal duello sulla flessibilità ingaggiato da Matteo Renzi prima con il tedesco Manfred Weber, neoeletto capogruppo del Ppe, e poi con il presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Alle osservazioni critiche del primo ha replicato che l’Italia non prende lezioni da nessuno, rinfacciando alla Germania il fatto di aver in passato chiesto e ottenuto la sospensione della procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Alle insinuazioni del secondo sulla scarsa credibilità del programma di riforme annunciato da Renzi a Strasburgo, il Presidente del Consiglio ha invece risposto invitando la Bundesbank a non immischiarsi nel dibattito politico italiano e contrapponendo all’«Europa dei banchieri» l’idea di un’«Europa dei cittadini». leggi tutto

La riforma del senato e il modello tedesco immaginario

Gabriele D'Ottavio - 26.06.2014

Nell’attuale dibattito sulla riforma del Senato, il Bundesrat tedesco viene sempre più spesso menzionato come il principale modello di riferimento. In realtà, e come abbiamo già avuto modo di osservare (Mentepolitica, 15.4.2014), non sempre gli accostamenti al caso tedesco appaiono appropriati e soprattutto coerenti con l’obiettivo della riforma costituzionale dichiarato dal governo. Se l’ambizione infatti è quella di ridimensionare in maniera significativa il ruolo politico della seconda camera non è al Bundesrat che occorre guardare. leggi tutto

La «Cenerentola d’Europa» vista da Berlino. Da sorvegliato speciale a partner strategico?

Gabriele D'Ottavio - 31.05.2014

All’indomani del voto europeo, agli elettori italiani più esperti saranno forse tornate alla mente le elezioni amministrative del giugno 1975 e le successive elezioni politiche del 1976, quando il Pci balzò d’un tratto al 34,4%. È fin troppo ovvio rilevare che sul piano storico ogni possibile accostamento lascia il tempo che trova. Il Pd non è il Pci e il contesto del 2014 non ha nulla a che vedere con quello della metà degli anni Settanta. Eppure, può essere interessante ricordare la risonanza internazionale che ebbe all’epoca il risultato del Pci e riflettere sul modo in cui è stato accolto all’estero il recente successo del Pd, soprattutto in Germania. leggi tutto

Qual è la posta in gioco? Italia e Germania alla vigilia del voto

Gabriele D'Ottavio - 24.05.2014

Domani si vota. Ma qual è la posta in gioco? Proviamo a rispondere prendendo per buoni e comparando i messaggi veicolati dalle campagne elettorali di due grandi paesi come l’Italia e la Germania. In Italia si è parlato assai poco di Europa, un po’ più dei «cattivi tedeschi» e dell’euro, molto dei politici italiani corrotti e moltissimo di Beppe Grillo e Matteo Renzi. In Germania non si è parlato quasi per nulla dell’Italia (ad eccezione delle sconcertanti offese di Berlusconi e Grillo), molto poco dell’euro, un po’ più d’Europa e dell’antieuropeismo montante fuori dai confini nazionali, molto di Martin Schulz ma assai meno di Jean-Claude Juncker. leggi tutto

I tedeschi al voto senza sbarramento

Gabriele D'Ottavio - 03.05.2014

Alle prossime elezioni europee i tedeschi voteranno con una legge elettorale senza sbarramento. Lo ha deciso la Corte costituzionale di Karlsruhe con la sentenza del 26 febbraio scorso. In Italia la notizia è passata sotto silenzio. Eppure sono diversi gli elementi di interesse. Innanzitutto, scopriamo che l’Italia non è l’unico Paese in Europa a votare con leggi elettorali che vengono successivamente dichiarate incostituzionali. È dal 1979, infatti, che in Germania la legge elettorale per le elezioni del Parlamento europeo prevedeva uno sbarramento. Nel 2011 il Bundestag aveva provveduto ad abbassare la soglia dal 5% al 3%, in seguito a un pronunciamento del Tribunale costituzionale federale con cui i giudici di Karlsruhe avevano di fatto già cassato la legge elettorale vigente per le elezioni europee. leggi tutto

L’antigermanesimo elettorale. Cui prodest?

Gabriele D'Ottavio - 29.04.2014

A cent’anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale l’antigermanesimo torna a essere un’utile risorsa propagandistica. In Italia a sfruttare la sua efficacia è stato Silvio Berlusconi, il più abile e spregiudicato interprete della nostra democrazia mediatica, almeno fino ad oggi. Così sabato scorso a Milano, durante la presentazione degli eurocandidati di Forza Italia, Berlusconi ha cercato di trasformare lo sconveniente episodio che nel 2003 lo aveva visto protagonista di uno spettacolare scontro con Martin Schulz in una nuova conveniente occasione per accreditarsi come il leader politico più determinato a ribellarsi alla presunta sudditanza dell’Italia nei confronti della Germania. Altro che «nuova gaffe». La frase pronunciata sabato, «per i tedeschi i lager non sono mai esistiti», fa parte di una precisa strategia elettorale, peraltro già collaudata alle politiche del 2013. Già un anno fa Berlusconi passò buona parte della sua campagna elettorale ad additare la Germania di Angela Merkel come la responsabile di tutti i mali nostrani, dallo spread all’Imu, e a criticare l’allora Presidente del Consiglio Mario Monti per aver seguito una politica troppo germano-centrica. Ricordate? leggi tutto