Ultimo Aggiornamento:
16 ottobre 2019
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La locomotiva d’Europa s’inceppa, ma i tedeschi rinnovano la fiducia alla Cancelliera

Gabriele D'Ottavio - 12.08.2014
Angela Merkel

Smaltita la sbornia dopo la vittoria ai mondiali di calcio in Brasile, una mattina di mezza estate i tedeschi sono stati bruscamente svegliati da una doccia fredda. Il 21 luglio scorso la Bundesbank ha reso noti i dati relativi al trimestre aprile-giugno che indicavano una stagnazione dell’economia, principalmente dovuta al rallentamento del settore industriale. La locomotiva d’Europa sembrerebbe dunque essersi inceppata. In Italia – come spesso accade quando si parla di Germania – la notizia è stata accolta con sentimenti contrastanti. Alcuni hanno gioito delle disgrazie altrui, esprimendo quel sentimento di Schadenfreude per il quale, curiosamente, non esiste un termine corrispettivo nella lingua italiana. Altri, più saggiamente, hanno manifestato preoccupazione per le conseguenze negative che un rallentamento della locomotiva tedesca potrebbe avere sull’economia europea e dunque anche su quella italiana. Gli incorreggibili ottimisti, infine, hanno intravisto nel primo vero passo falso del gigante economico un barlume di speranza circa la possibilità che i tedeschi decidano finalmente di rivedere la loro politica europea basata sul rigore finanziario.

 

I tedeschi non si disperano e si affidano a Frau Merkel

 

E i tedeschi come hanno reagito alla notizia? Contrariamente alle aspettative, la notizia della frenata registrata tra l’aprile e il giugno scorso, per il momento, non sembra aver avuto particolari effetti sulla fiducia dei cittadini verso il governo di Grande coalizione. Secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dalla società Emnid, il consenso per i cristiano-democratici viene stimato attorno al 41%, mentre i socialdemocratici vengono dati al 27% (Emnid, 10 agosto 2014). Secondo un altro recente studio, il 74% degli intervistati ha dichiarato di essere soddisfatto o molto soddisfatto rispetto all’operato della Cancelliera (Statista, agosto 2014). Angela Merkel ha a sua volta voluto ripagare la fiducia dei suoi concittadini, smentendo durante una conferenza stampa le voci su un suo possibile ritiro anticipato che erano circolate sulle pagine del settimanale «Der Spiegel». Alla Merkel sono bastate poche parole per mettere a tacere coloro i quali le attribuivano l’ambizione di puntare a incarichi di rilevanza internazionale, come la Segretaria generale delle Nazioni Unite o la presidenza del Consiglio dell’Unione europea, entrambi in scadenza prima della fine della sua terza legislatura: «La legislatura scade nel 2017 ed è mia intenzione restare fino alla fine. Su questo i tedeschi possono stare tranquilli» (dpa18 luglio 2014).

 

Le sfide future

 

Sul dopo-Merkel è ancora troppo presto per azzardare delle previsioni, anche se già da qualche tempo l’attuale ministro della Difesa Ursula von der Leyen (Cdu) viene indicata come una possibile candidata alla successione della Kanzlerin. D’altra parte, prima che si arrivi al 2017 molta acqua dovrà passare sotto i ponti. Sul versante economico, diverse sono le incognite. Nonostante le assicurazioni della Bundesbank e del ministero delle Finanze sulla ripresa congiunturale del paese – confortate dalle analisi del Fondo monetario internazionale (Fmi) che per la fine dell’anno prevede un aumento del Pil superiore a quello inizialmente stimato (1,9% contro l’1,7%) – sul funzionamento della locomotiva tedesca peseranno gli sviluppi delle tensioni geopolitiche nell’est dell’Ucraina e nel Medio Oriente. Resta inoltre da vedere l’impatto che avrà l’entrata a regime, a partire dal 1° gennaio 2015, del salario minimo garantito: come ha sostenuto il Fmi, non è escluso infatti che questa misura possa comportare «una notevole perdita di posti di lavoro» (Fmi, luglio 2014). Sul versante politico, invece, la Germania è attesa da vari appuntamenti elettorali. Già a fine agosto i cittadini della Sassonia saranno chiamati alle urne. A metà settembre saranno invece i turingi a rinnovare l’assemblea del loro Land. Pur trattandosi di elezioni regionali, i prossimi appuntamenti elettorali saranno due test significativi, dopo il buon risultato ottenuto alle europee, per valutare la tenuta del governo di Grande coalizione.