Ultimo Aggiornamento:
28 ottobre 2020
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Progresso e sviluppo: i problemi della medicina

Francesco Domenico Capizzi * - 29.05.2014

La parola progresso è sparita dal vocabolario, in disuso nella politica e nelle organizzazioni e aggregazioni sociali. E’ assorbita da sviluppo, come se l’un termine equivalesse all’altro in una confusione fra progresso sociale e crescita industriale e tecnologica. Non che i due concetti debbano contrapporsi, anzi ambedue possono appartenere al medesimo circolo virtuoso. Questa constatazione vale anche per la Medicina, attiva sull’evento patologico ma  indifferente di fronte alle connessioni fra fattori patogeni e condizioni di vita subordinate all’espansione economico-produttiva al punto da ergersi centrale rispetto ad un diritto fondamentale: la tutela della salute, ormai affidata a tecnologie che generano tecnologie, a macchine che producono macchine, fino all’occultamento dei legami fra malattia, cultura ed organizzazione sociale. leggi tutto

Il Sistema Sanitario Pubblico (SSN): a dead walking man?

Giovanni Brandi * - 17.05.2014

Gli allarmi sulla sostenibilità del SSN, sono quotidiani. Più che frutto di analisi, questi warning sembrano dei mantra di avvertimento. Si dovrà credere che parametri obiettivi insormontabili, hanno portato a ciò. La causa prospettata è il moloch del debito pubblico. Si è riusciti occultare i veri responsabili della crisi (ricordate Lehman Brothers?) innalzando il debito pubblico ad un moloch devastante, cresciuto spaventosamente negli ultimi tempi. Guardando i dati reali si vede che la sostenibilità economica del paese sembra migliore di molti paesi europei. Il debito pubblico è alto, ma negli ultimi anni è cresciuto meno che altrove e dal 2000 al 2013 nel rapporto debito pubblico/numero di cittadini adulti siamo stati superati da almeno USA e Francia. Per debito aggregato (pubblico+privato) risultiamo i meno indebitati assieme alla Germania e superati da USA, GB, Francia. Dal confronto con altri paesi si vede che l’Italia eredita i suoi problemi dal passato mentre gli altri li stanno sviluppando ora. Politiche di austerity restrittive/recessive possono portare alla distruzione non solo d’industrie potenzialmente ancora sane ma anche al collasso d’interi sistemi complessi. Ricordiamo l’esempio della Tatcher che ha raso al suolo il sistema manifatturiero e quello sanitario inglese che ora si trova a spendere cifre superiori a molti altri paesi europei per ottenere risultati inferiori in termini di salute e di sopravvivenza. leggi tutto