Ultimo Aggiornamento:
06 luglio 2024
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Argomenti

Eutanasia, corte costituzionale, parlamento

Francesco Domenico Capizzi * - 23.02.2022

Capita di trovarsi davanti a persone con estrema sofferenza fisica, raramente psico-fisica, senza alcuna speranza verso il futuro e il recupero di consapevolezza di sé stessi, e chiedersi che cosa poter fare e augurare: impossibile restare estranei, magari disquisendo su diritti e doveri, principi religiosi o agnostici. Piuttosto diventa naturale sperare nella morte come atto risolutivo dettato da sentimenti di carità e compassione umana nell’immanente debolezza e povertà collettiva di fronte al mistero della vita e del suo rovescio.

Resta difficile, comunque, in ogni situazione data e per chiunque, distin­guere il limite estremamente sottile che separa l’eutanasia passiva (non-accanimento terapeutico ed effetti nocivi della se­dazione profonda) dall’eutanasia attiva (somministrazione di un farmaco letale). Di fronte a ma­lati ridotti a gusci pietrificati, che percorrono sentieri di sofferenza in tempi e spazi desolati e immobili, soltanto la deontologia medica ippocratica può travalicare definizioni, normative, atti istituzionali, fondamentalismi giuridici e religiosi e tattiche politiche se la morte provocata, nelle intenzioni, assumesse la prospettiva di un’azione dettata da carità e compassione.

Libertà di coscienza e principio di autodeterminazione sono alla base di ogni scelta attuata di fronte alla irreversibilità della condizione clinica constatata: l’eutanasia attiva, quale intervento intenzionale e programmato, leggi tutto

Il paradosso di Achille e la tartaruga

Francesco Domenico Capizzi * - 12.02.2022

In Italia ogni anno vengono diagnosticati oltre 377.000 nuovi casi di tumore, esclusi quelli d’origine cutanea: nel complesso una persona di sesso maschile su due e una femminile su tre ne risultano affetti nel corso della vita; di questi, il 10% in persone con età sotto i quarantanove anni, il 39% dai cinquanta ai sessantanove anni, il 51% negli ultrasettantenni. La sopravvivenza media, considerando tutta la “platea neoplastica”, si attesta sul 60% entro i cinque anni dalla diagnosi, con una tendenza a lievi miglioramenti delle prognosi nell’ultimo decennio per merito di screening, che favoriscono la diagnosi precoce, esistenza del Servizio sanitario universalistico e disponibilità di terapie e tecnologie specifiche indirizzate al controllo delle oltre 40 differenti tipologie di neoplasia.

Non è casuale che in questo campo l’Italia si attesti al primo posto in Europa con  i 1.300 prodotti antineoplastici in fase di sviluppo clinico, il numero elevato di sperimentazioni cliniche autorizzate e per l’ammontare di investimenti in innovazioni farmacologiche e tecnologiche, tante e tali da tenere fronte alla crisi economica contribuendo all’economia nazionale con circa il 10% del PIL (AIFA 2020). Non è neppure casuale che la spesa per i soli farmaci oncologici sia passata, nell’ultimo decennio, da 1 miliardo a 4,5 miliardi di euro e che il costo oncologico complessivo, a leggi tutto

Sulla buona strada verso la catastrofe?

Francesco Domenico Capizzi * - 02.02.2022

Al termine del ‘700 un grande chirurgo, John Hunterartificiere della Medicina per attitudine professionale, ciononostante, sosteneva dalla sua cattedra nell’Università di Londra che “la chirurgia è come l’azione armata che affronta con la forza quanto una società civilizzata può risolvere mediante una strategia” (Storia della Medicina, Feltrinelli 1977). La sua esperienza clinica era iniziata a Glasgow e continuata a Londra nel mezzo della crescita esponenziale della rivoluzione industriale, accompagnata dalla spropositata frequenza di politraumi e tragedie che si abbattevano quotidianamente su tanti lavoratori.

In sostanza, Hunter anteponeva alla sua opera di chirurgo, come fattori di fondo limitanti e risolutivi, l’organizzazione del lavoro, la sua sicurezza e la tutela dei lavoratori da raggiungere mediante la supremazia della Politica e delle Istituzioni sulle procedure terapeutiche e prima ancora di ricorrere ad amputazioni e riparazioni tissutali, per quell’epoca alquanto rischiose e incerte nei risultati.

Venne posta da Hunter una questione pratica basata sul buon senso, non soltanto ispirata dal Giuramento ippocratico: analizzare le origini di tanta carneficina e concertare una soluzione adatta alla sicurezza del lavoro senza rinunciare all’industrializzazione del Paese.

Dopo due secoli e mezzo, oggi, la sicurezza sul lavoro è ben lontana da una svolta: si registrano oltre tre decessi al giorno, quasi 500.000 infortuni leggi tutto

Il medico resta un esile segmento della Medicina

Francesco Domenico Capizzi * - 26.01.2022

Dal Piemonte alla Sicilia si susseguono minacce, intimidazioni, violenze verbali, insulti ed aggressioni a medici ed infermieri addetti, spesso volontari, alle vaccinazioni anti-covid. Un fenomeno analogo si registra anche nei confronti di immunologi ed infettivologi, giornalisti e uomini politici che partecipano a trasmissioni televisive o via radio dedicate alla pandemia. In qualche caso il Ministro dell’interno ha ritenuto di dovere ricorrere ai servizi di scorta.

 In alcuni Ospedali e Poliambulatori -in Bologna, Ancona, Pesaro, Rovigo, ecc. – dopo assalimenti al grido "No obbligo vaccinale e no green pass…libertà libertà libertà" le autorità preposte si sono sentite in obbligo di assumere personale addetto alla sicurezza e fare impiantare sistemi di audio-video-registrazione e di allarme.  

Appena varata la obbligatorietà vaccinale per gli ultra cinquantenni si sono avute contestazioni, sebbene in numero esiguo negli spazi dedicati, rivolte al personale sanitario come se ognuno e tutti insieme rappresentassero l’intero Governo e fossero complici di dittature sanitarie e alle dipendenze di poteri forti di varia natura.

Le frasi raccolte, personalmente, da Colleghe e Colleghi volontariamente resisi vaccinatori, sparsi in tante Regioni italiane, sono riassumibili in: “io non firmo il consenso perché è lei che si deve assumere la responsabilità di quello che mi sta facendo e leggi tutto

Vaccini e teorema di Gödel

Francesco Domenico Capizzi * - 19.01.2022

Nel suo articolo “Scoprire tutto: impossibile” (www.smips.org) Vincenzo Balzani avverte che “nell’aritmetica, e quindi nella Scienza che ne fa largo uso, esiste una indecidibilità, cioè vi si trovano affermazioni la cui validità o falsità non potranno essere stabilite”.  Ne deriva una semplice considerazione: se per le Scienze esatte non è possibile costruire un sistema assiomatico ed omnicomprensivo, omniesplicativo ed omnirisolutivo in grado di scoprire e utilizzare tutte le leggi che le governano, bisognerà ammettere che la Medicina, tutt’altro che Scienza esatta, nelle sue vaste articolazioni biologico-chimiche, fisiopatologiche e cliniche, non possa evitare incertezze e contraddizioni nell’interpretare malattie e nell’impostare rimedi, a cominciare dalle origini delle primitive lesioni cellulari che molto spesso riconoscono un coacervo di molteplici fattori fisio-patogenetici, culturali ed ambientali.

Non esistono, infatti, in Scienza e Medicina, verità definitive, ma temporanee, avendo acquisito una propria evoluzione di pari passo con le trasformazioni di Culture fondanti una civiltà: l’aristotelica ha dato origine al sistema tolemaico, la newtoniana la copernicana al newtoniano, l’illuminismo al positivismo che inaugura, con rapidità inedita, l’era raziocinante e tecnologica e la Medicina anatomo-bio-clinico-diagnostico-terapeutica che soppianta la Medicina degli umori divenendo olistica e organicistica.

Le espansioni scientifiche, e i sistemi tecnologi che ne sono derivati, hanno interagito con leggi tutto

Terapia intensiva

Francesco Domenico Capizzi * - 12.01.2022

"Terribilis est locus iste! Haec domus Dei est et porta coeli" (Genesi, 28; 17): allocuzione che, scolpita in numerose abbazie e cattedrali, sollecita clero, fedeli e visitatori al “timore reverenziale” in quanto “casa di Dio e porta del cielo”. Il medesimo sentimento incute la dicitura “Reparto di terapia intensiva” in medici e operatori sanitari, malati e parenti in quanto luogo adatto a salvaguardare la vita, necessario dopo azioni chirurgiche complesse e nelle situazioni in cui siano opportuni supporti metabolici, farmacologici e meccanici come in caso di grave malattia da Covid.

Da due anni le “terapie intensive” hanno accolto principalmente malati affetti da Covid: nel primo anno la discriminante principale, per l’accesso, era data dall’età avanzata dei malati con associate malattie cronico-degenerative; nel secondo anno la discriminante è stata segnata dalla vaccinazione o non vaccinazione: il 75-80% dei ricoverati in terapie intensive non è vaccinato Si prevede la loro saturazione entro 3-4 settimane e ciò impedirà o ritarderà le cure di molte malattie cronico-degenerative e neoplastiche” (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani). A questa osservazione sono da aggiungerne molte altre:

- la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia ha lanciato un messaggio a tutte le donne in gravidanza: "La vaccinazione è sicura e preserva la mamma ed il bambino dal Covid. Vaccinatevi!"; leggi tutto

"Se Atene piange Sparta non ride". Si privilegi il dialogo

Francesco Domenico Capizzi * - 05.01.2022

La contrapposizione aperta fra cittadini no-vax, da una parte, e Istituzioni politiche e scientifiche, sostenute da una larga maggioranza di cittadini, dall’altra, rischia di concludersi con quanto la sapienza antica ha mirabilmente voluto rappresentare nell’espressione “se Atene piange Sparta non ride”: qualunque sarà l’esito della tensione crescente le conseguenze socio-sanitarie della pandemia danneggeranno, comunque, ambedue i contendenti, compresa la frazione, anche se maggioritaria, che prevarrà. Tali saranno i guasti prodotti sul piano sociale da poterli assimilare agli effetti di una guerra, anche se vinta. Vi saranno innumerevoli “morti e feriti” ed uno sconquasso sociale assimilabile al periodo post-bellico che ricadrà su tutti indistintamente e irrimediabilmente.

Di fronte al dilagare della pandemia e al rifiuto di vaccinarsi di circa un decimo della popolazione sarà, con ogni probabilità, inevitabile ricorrere a forme coercitive, dall’obbligo vaccinale previsto dall’articolo 32 comma 2 della Costituzione a forme di divieti, confinamenti e penalizzazioni, su cui, come è noto, si è orientata la totalità dei Paesi europei che, ancor più dell’Italia, mostrano una situazione pandemica al limite, forse estremo, di ogni attuabile controllo di natura medica e di ordine politico-sociale con possibili conseguenze leggi tutto

“LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!” MAI?

Francesco Domenico Capizzi * - 22.12.2021

I non vaccinati rappresentano una parte cospicua e variegata di popolazione che articola il proprio rifiuto, a parte i casi con impedimenti clinici e paure per sporadici eventi avversi, in contrapposizioni radicali verso Istituzioni democratiche e Organizzazioni sanitarie cliniche, di ricerca e di garanzia,  e in genere verso istanze scientifiche gridando espressioni fantasiose di sfida, e perfino allegoriche, che intendono denunciare i prodromi instaurativi di uno strisciante sistema universale autoritario e repressivo. In sostanza, i loro discorsi ed azioni configurano la negazione di principi stabiliti in Carte costituzionali, Dichiarazioni dei diritti fondamentali, Universalismi dei Servizi sanitari, Organismi internazionali, destituiscono di veridicità dati sanitari ufficiali e smentiscono l’efficacia delle conseguenti misure preventive fino a denunciare l’esistenza di un complotto e l’instaurazione di una dittatura sanitaria...

Politici, medici e scienziati vengono additati, come si trattasse, s’intende in iperbole e in senso metaforico, di una “perniciosa razza di ributtanti vermiciattoli cui la natura abbia mai permesso di strisciare sulla superficie della terra” (J. Swift I viaggi di Gulliver, Mondadori 1958). La figlia del re dei “giganti” giungerà a racchiudere il protagonista in una culla mentre “cavalli resisi sapienti” assumeranno il ruolo degli umani: lillipuziani, oggi diremmo nani e ballerine, facitori di intrighi e perversioni, leggi tutto

Cecità

Francesco Domenico Capizzi * - 15.12.2021

“Non vedo, non vedo…si portò le mani agli occhi, le agitò…niente, è come stare in mezzo ad una nebbia…in un mare di latte... ma la cecità non è così... dicono che sia nera…”. Infine: “non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che, pur vedendo, non vedono” (J. Saramago, Cecità, Einaudi 1996).

Indifferenza? No: è l’incantamento tecnologico ad immergere la Medicina in un mare di latte che dilaga con il rischio di appannare le proprie sterminate e consolidate esperienze che dovrebbero porre dubbi, negli ambiti della pratica clinica e della ricerca, a causa di battaglie perdute non per carenze deontologiche, tecniche e tecnologiche, ma per assoggettamenti a sviluppi tecnologici, che non possono interferire nella biologia cellulare, e per assenza di appelli alle Istituzioni repubblicane per riformare l’organizzazione sociale nel suo modo di produrre e di consumare. Infatti, è irrinunciabile, sul piano etico-deontologico e clinico, il ricorso a forme di prevenzione primaria e secondaria nell’ampio capitolo delle neoplasie, in particolare contro le neoplasie pancreatiche, anche per quest’organo visti i legami fra cancerogenesi, ambiente e stili di vita e i risultati che chirurgia e terapie adiuvanti sono in grado di offrire (Helsinki Public National Health, 2019; Brit. J. of cancer 2020; International Agency for

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I no-vax pretendano informazioni non temano autodafè

Francesco Domenico Capizzi * - 08.12.2021

Addolora e preoccupa la notizia della morte per Covid di Johann Biacsics, leader indiscusso dei no-vax austriaci e fiero oppositore delle campagne vaccinali, nella sua abitazione dopo aver rifiutato le cure ospedaliere e scelto di autocurarsi con soluzioni a base di diossido di cloro, inventate da Jim Humble, esperto di mineralogia e cercatore d’oro, propagandate diffusamente come miracolose contro malaria, epatiti, tubercolosi, cancro, aids e, addirittura, contro l’autismo, ed esaltate come anti-Covid da siti negazionisti e cultori di fantomatiche terapie alternative domiciliari.

La triste notizia segue di poche settimane la tragica morte, dopo infezione da Covid, di Kevin e Misty Mitchem, quarantenni no-vax della Virginia, genitori di ben cinque figli e appena divenuti nonni. 

Addolora e preoccupa la disattenzione mostrata e la riluttanza di tante donne e tanti uomini ad esaminare dati epidemiologici e clinici, forniti da prestigiose molteplici fonti istituzionali e centri di ricerca nazionali e internazionali, aprioristicamente considerati di dubbia attendibilità, e, al contrario, la tendenza, opposta e simmetrica, a valorizzare orientamenti tipo: “cure alternative domiciliari…complotti per imporre la dittatura sanitaria…schedature e discriminazioni… leggi tutto