Ultimo Aggiornamento:
14 maggio 2022
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Il medico resta un esile segmento della Medicina

Francesco Domenico Capizzi * - 26.01.2022
Medico

Dal Piemonte alla Sicilia si susseguono minacce, intimidazioni, violenze verbali, insulti ed aggressioni a medici ed infermieri addetti, spesso volontari, alle vaccinazioni anti-covid. Un fenomeno analogo si registra anche nei confronti di immunologi ed infettivologi, giornalisti e uomini politici che partecipano a trasmissioni televisive o via radio dedicate alla pandemia. In qualche caso il Ministro dell’interno ha ritenuto di dovere ricorrere ai servizi di scorta.

 In alcuni Ospedali e Poliambulatori -in Bologna, Ancona, Pesaro, Rovigo, ecc. – dopo assalimenti al grido "No obbligo vaccinale e no green pass…libertà libertà libertà" le autorità preposte si sono sentite in obbligo di assumere personale addetto alla sicurezza e fare impiantare sistemi di audio-video-registrazione e di allarme.  

Appena varata la obbligatorietà vaccinale per gli ultra cinquantenni si sono avute contestazioni, sebbene in numero esiguo negli spazi dedicati, rivolte al personale sanitario come se ognuno e tutti insieme rappresentassero l’intero Governo e fossero complici di dittature sanitarie e alle dipendenze di poteri forti di varia natura.

Le frasi raccolte, personalmente, da Colleghe e Colleghi volontariamente resisi vaccinatori, sparsi in tante Regioni italiane, sono riassumibili in: “io non firmo il consenso perché è lei che si deve assumere la responsabilità di quello che mi sta facendo e può succedermi… se mi succede qualcosa la vengo a scovare io in qualunque posto si trova…lei sta giocando col mio sangue…questo non è un vaccino, è un farmaco…noi non siamo cavie…state sperimentando questa m. su di noi…i dati dei ricoveri con le percentuali sono falsificati…io so che la verità è diversa…il rischio che corro è di avere un tumore magari fra vent’anni…persone come lei dovrebbero andare in galera…questa non è democrazia…questa è dittatura!”.

Bisogna aggiungere che i più accaniti resistenti all’obbligo vaccinale risultano medici di famiglia e ospedalieri, infermieri e insegnanti di ogni ordine e grado con i quali il dialogo può assumere toni inaccettabili sul piano del metodo e del merito.

Risulta, anche per constatazione personale, che un centinaio di medici e infermieri sono stati sospesi dal Servizio sanitario, e senza stipendio, in quanto rifiutano il vaccino.

Al contrario, la stragrande maggioranza dei neo-vaccinati si congratula con gli addetti sanitari vaccinatori per l’organizzazione complessiva e mostra la propria gratitudine verso i sanitari vaccinatori, in continuità con quanto già accadde nella primavera del 2020 e nei mesi successivi, quando i balconi erano pieni di bandiere tricolori e di osannanti medici e infermieri.

Non è facilmente comprensibile come possa verificarsi una siffatta radicale divergenza di comportamento se i dati, per tutti disponibili, parlano chiaro: l'80% delle persone affette da covid ricoverate in reparti di terapia intensiva risultano non vaccinate;  il rischio di ammalarsi gravemente e di decesso ammonta nei non vaccinati a 10-20 volte e negli ultra ottantenni a 60 volte in più rispetto ai vaccinati; i ricoveri e i decessi avvengono “per covid e non con covid”; i minorenni contagiati vanno aumentando ad un ritmo quasi esponenziale; i reparti ordinari e di terapia intensiva vengono adibiti ad accogliere malati covid in misura del 50-80%, con il relativo ammanco di disponibilità di sala operatoria, sottraendoli  a persone affette da malattie cronico-degenerative, e addirittura neoplastiche, con il rischio che la condizione patologica subisca aggravamenti; in Italia sono stati rinviati a data da destinarsi oltre 500.000 interventi chirurgici ed hanno subito forti rallentamenti gli screening e in genere gli esami diagnostici e i controlli clinici (Fonti: Società Italiana di Chirurgia, 18, 1, 2021, Agenzia Nazionale per i Servizi SanitariRegionali,16.1.2021;  https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_gennaio_11/allarme-chirurghi-rinviati-causa-covid-meta-interventi-2c961c94-724f-11ec-b185-e6e7d7d180a3.shtml; https://www.adnkronos.com/covid-oggi-italia-bollettino-protezione-civile-e-contagi-regioni-17-gennaio_5Hin5VXezmsqlO3sBJkHU4).

Bisogna anche sottolineare che ogni cittadino dovrebbe sapere che il Diritto alla salute, definito non a caso fondamentale, è stabilito dall’articolo 32 della  nostra Costituzione, in simbiosi con la proclamazione dei Diritti fondamentali della persona umana. Inoltre, dovrebbe essere noto che il comma 2 della Costituzione e il Diritto internazionale, come sancito dalla Corte europea nel 2020, prevedono la possibilità di limitare alcuni Diritti in nome della salvaguardia della salute pubblica: confinamenti, obblighi vaccinali, certificazioni.   

In questo contesto di divaricazione radicale delle opinioni è bene ricordare a tutti i Cittadini il Giuramento ippocratico che impegna preliminarmente, in permanenza e senza deroghe, ogni medico sul piano etico-deontologico: mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio…”. Non è dato sapere tuttora le ragioni che trasformano gli alleati in avversari, anche perché il medico è quasi un prestanome, non agisce in solitudine, apprende da esperienze e ricerche di altri e trasmette ad altri le proprie contribuendo a formare e trasformare, rendendola attuale, la Medicina. La responsabilità dell’esito finale gli appartiene, ma chiama in causa tutta la Medicina nelle sue plurime articolazioni.

Il medico resta un esile segmento della Medicina.

 

 

 

 

* Già docente di Chirurgia generale nell’Università di Bologna e direttore delle Chirurgie generali degli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna