Ultimo Aggiornamento:
20 luglio 2019
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La politica del pigliatutto: una tattica per il consenso sul nulla (e per la distruzione del senso civico)

Raffaella Gherardi * - 17.02.2018
Politiche 2018

Oltre a contraddistinguersi come la campagna elettorale delle innumerevoli e spesso ridicole promesse abolizionistiche, la presente propaganda in vista delle imminenti elezioni si va in misura esponenziale profilando nel segno di slogan del tutto contraddittori all'interno dei partiti, (da parte di singoli esponenti), e, soprattutto, delle coalizioni. Ormai da qualche tempo  non sono soltanto i grandi obiettivi a far sì che leader alleati innalzino  bandiere avverse quali, per esempio, quelle della fedeltà all'Europa o invece del nazionalismo. Anche più modesti e contingenti problemi nostrani vengono infatti, a cascata e quasi ogni giorno, su terreni opposti,  ritenuti in grado di scaldare i cuori (si fa per dire …)  degli elettori; così se per esempio qualche illustre esponente della politica nazionale dà fiato alle trombe della promessa di sanatoria di ogni abusivismo edilizio, si può star certi che qualche suo fido alleato, di altrettanto grande prestigio, brandirà a tambur battente lo scettro della lotta contro ogni scempio perpetrato sul paesaggio e in spregio alle regole. Di volta in volta gli avversari di turno punteranno il dito contro siffatti esempi di "coerenza di obiettivi" fra alleati per additarli agli elettori e rilanciare  loro il grido: "Ma come faranno a governare insieme se già ora mostrano di essere così divisi?" È questo un ritornello che i poveri elettori e le povere elettrici che vorrebbero pur continuare a sperare che la classe politica del loro paese li considerasse qualcosa di più che degli automi di cui accalappiare il voto, si sono stancati di sentirsi ripetere, dato che ci vuole ben poco per capire che il triste spettacolo di cui sopra, (quello in cui all'interno di una coalizione o di un partito si dice tutto e il contrario di tutto), è uno squallido gioco delle parti. L'appello a elettori dagli interessi differenti e addirittura opposti si configura infatti come una vera e propria strategia scientemente perseguita per acchiappare gli elettori di ogni tipo, facendo perno sullo galassia dei loro interessi, tanto meglio se tanto più frazionati. Questi ultimi si affastelleranno gli uni con gli altri,  esprimeranno  lo stesso voto, confluendo  nello stesso calderone elettorale e  la sommatoria finale consentirà ai partiti e alle loro coalizioni di arrivare all'agognato successo elettorale e al governo. Morti e sepolti i partiti che facevano riferimento alle grandi ideologie dello scorso secolo, affossata anche l'idea che la credibilità stessa delle varie parti politiche sia da ricondursi a programmi ragionevoli intorno ai quali chiamare a raccolta gli elettori, le parti politiche di casa nostra sembrano coagularsi intorno a un solo grido di battaglia: vincere e basta! La coerenza del programma? Roba da sopravvissuti e tutt'al più adatta all'immagine che non va più di moda di elettori ispirati a ragione e non alla mera fedeltà ai loro "leader/leaderini", sempre pronti a giurare e spergiurare su se stessi e su un domani di rose e fiori che essi saranno in grado di costruire per chi si fiderà ciecamente di loro, (non importa se le loro storie personali pregresse giocano in tutt'altro senso rispetto alla credibilità quale ispiratrice di fiducia, tanto le colpe eventuali sono sempre di altri di cui essi, vecchi o giovani che siano, sono o sono stati le povere e innocenti vittime). "Come faranno a governare coloro che sono tutti insieme appassionatamente nella condivisione del nulla progettuale?" Niente di più facile: si navigherà a vista e certamente qualcosa verrà fatto per accontentare  almeno brandelli della miriade degli interessi frazionali chiamati in causa durante la campagna elettorale. Qualche esempio possibile in tal senso? Un po' di Europa qua e là ma anche qualche afflato di politica sovranista e poi, per volare più basso, qualche condono (magari più o meno mascherato) sì, certo, ma non disgiunto da  impegni futuri a difesa dell'ambiente e via di seguito … Poco importa ai nostri illuminati protagonisti della campagna elettorale, (nella stragrande maggioranza tesi soltanto a portare a casa la vittoria, costruita sul nulla di progetti concreti e credibili intorno ai quali costruire un consenso consapevole e partecipe da parte degli elettori), se il senso civico dei cittadini viene messo a dura prova di fronte a tale spettacolo e così vengono minate le basi stesse della democrazia liberale ….. In fondo qualche "leaderino" nostrano potrebbe addirittura venirci a dire, (siamo ormai vaccinati a tutto, noi semplici cittadine e cittadini/oggetto di questa campagna elettorale), che ciò è un bene per noi, dato che in questo modo veniamo tutti liberati dalla fatica di pensare ….

 

 

 

 

* Professore ordinario di Storia delle dottrine politiche – Università di Bologna