Ultimo Aggiornamento:
19 giugno 2024
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Il voto in Basilicata

Luca Tentoni - 10.04.2024
Basilicata al voto

Il 21 e il 22 aprile si vota per il rinnovo del consiglio regionale e per l'elezione del presidente della Basilicata. Anche in questo caso, come in Abruzzo, non ci sarà il voto disgiunto, quindi non sarà possibile vedere molte differenze fra i dati alle liste e quelli ai candidati presidenti, sebbene ci sia la facoltà per l'elettore di scegliere solo l'aspirante presidente (nel 2019 lo hanno fatto solo seimila persone su trecentomila votanti). La Basilicata è l'unica regione al voto nel 2024 che almeno dal 2018 ha avuto come primo partito il M5s: i pentastellati hanno ottenuto il 20,3% alle scorse regionali, il 29,7% alle europee, il 25% alle politiche. Ciò nonostante, il "campo largo" di centrosinistra non parte favorito nei confronti della coalizione che attualmente governa la regione. Infatti, il "terzo polo" appoggia il presidente Bardi (Forza Italia). La destra allargata ai terzopolisti aveva il 51% alle scorse regionali, ma solo il 42,3% alle europee dello stesso anno, per arrivare al 48,5% delle politiche del 2022. Il centrosinistra "allargato" al M5s (ma senza i terzopolisti) aveva raccolto il 44,9% alle regionali, il 55,3% alle europee e il 46,6% alle politiche. Con soli due punti di svantaggio rispetto alla destra, la partita sarebbe giocabile, ma sommare partiti diversi come il Pd e il M5s è forse più difficile che unire piccoli partiti di centro ad un'alleanza di destra che già governa la Basilicata con un esponente moderato. Inoltre, il M5s perde sempre voti alle amministrative, sia quando si presenta da solo (perchè alcuni lo votano esclusivamente alle politiche), sia quando è in alleanza (una parte dei pentastellati detesta il Pd o perchè è di destra o perchè comunque non vuole "contaminarsi" con altri partiti). L'astensione può avere un ruolo nella competizione: di norma è sempre elevata. Si va dal 46,5% delle scorse regionali al 52,7% delle europee 2019 per scendere (neanche tanto, tutto sommato) al 41,2% delle politiche 2022. E pensare che la destra, in Basilicata, non ha avuto grossi serbatoi elettorali: nel 2019, pur vincendo per le divisioni altrui, aveva il 42,4%, passato al 42,3% alle europee e al 38,7% alle politiche. Ma la dinamica coalizionale può cambiare tutto. In quanto ai singoli partiti, la Lega ha avuto il 19% alle regionali, il 23,3% alle europee, ma solo il 9% alle politiche; Fratelli d'Italia è andata migliorando dal 5,9% delle regionali all'8,4% delle europee, fino al 18,2% delle politiche, mentre Forza Italia è rimasta costantemente intorno al 9-9,5%. A sinistra, il Pd ha avuto fra il 17,4% delle europee e il 15,2% delle politiche. La Basilicata è sempre stata una roccaforte centrista, da quando era la regione del leader democristiano Emilio Colombo e potrebbe essere ancora governata da un moderato (il presidente uscente) a meno che i lucani non ricordino che il centrosinistra ha avuto la guida della regione ininterrottamente dal 1995 al 2019 e desiderino tornare alla tradizione.