Ultimo Aggiornamento:
18 settembre 2021
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Il Kirchentag 2015: le Chiese evangeliche guardano al futuro analizzando il presente.

Claudio Ferlan - 09.06.2015
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Domenica scorsa, 7 giugno, è terminata a Stoccarda la 35a edizione del Kirchentag, manifestazione che dal 1949 raduna i fedeli delle Chiese evangeliche tedesche. Tradizionalmente le giornate sono dedicate a temi che mettono in dialogo il mondo ecclesiastico con quello della società civile. Il motto scelto dagli organizzatori dell’appuntamento 2015 è stato: “Affinché diventiamo saggi” (Salmo 90,12), un versetto preso a simboleggiare l’impegno per la costruzione di modelli di vita più sostenibili. A testimoniare saggezza è stato quantomeno il comportamento dei visitatori, lodato dal direttore della polizia cittadina, Andreas Stolz, che ne ha evidenziato pazienza, cortesia e gentilezza. Di fronte a inevitabili code e lunghi tempi d’attesa, resi per di più disagevoli da un caldo poco abituale, tutto è filato alla perfezione; la disponibilità di tutti ha consentito la celebrazione di una vera e propria festa di pace, ha commentato Stolz.

 

Numeri e creatività

 

Come riassume efficacemente l’ottimo sito kirchentag.de, le cifre non mentono ed evidenziano la riuscita dell’evento: 100.000 presenze all’inaugurazione, 95.000 alla messa conclusiva, 600.ooo in totale le persone accorse nella capitale del Baden-Württemberg per il Kirchentag, più di 50.000 dei quali di fede cattolica. A dare conto della maestosità dell’iniziativa, va ricordata almeno un’altra cifra: 2.500 avvenimenti tra conferenze, dibattiti, studi biblici, celebrazioni, spettacoli teatrali, mostre, concerti, workshop. Impossibile dunque pretendere di riassumere quanto successo a Stoccarda, meglio porre la lente d’ingrandimento su alcuni temi portanti, che a nostro parere restituiscono la capacità delle chiese evangeliche di guardare al futuro con serenità e con la volontà di farvi attivamente parte.

Guardiamo al “Mercato delle possibilità” (Markt der Möglichkeiten), la “Fiera della società civile” che ha offerto a gruppi, organizzazioni, promotori di iniziative sociali ed ecclesiastiche una piattaforma per presentare proposte creative. L’invito ha avuto ottocento risposte e ha consentito l’esposizione di progetti concreti, oltre che lo svolgimento di vivaci discussioni, il tutto incentrato sui temi portanti del Kirchentag: politiche globali, conflitti e crisi geopolitiche, migrazioni, cooperazione internazionale e idee di sviluppo. Lo sforzo organizzativo ha coinvolto soggetti tra loro molto diversi: dalle piccole comunità parrocchiali ai referenti della cura d’anime tra i militari, dai missionari impegnati in ogni parte del mondo ai responsabili di centri per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo, dagli avanzati gruppi di ricerca medica ai responsabili della comunicazione di massa.

All’insegna della creatività si è posta anche la riflessione sulla messa. Partendo dalla domanda retorica “Cosa sarebbe un Kirchentag senza messe?”, i responsabili della festa di Stoccarda hanno chiesto di  proporre idee (ancora una volta) creative e sperimentali, capaci di mettere la liturgia sotto una nuova luce, con l’aiuto, per esempio, della musica e di nuove forme di partecipazione. I suggerimenti ecumenici hanno avuto la parte del leone, ma ci sono state anche idee per sperimentare il plurilinguismo e nuove forme di processioni o per trovare il modo di coinvolgere in maniera più attiva le persone con disabilità.

Questi pochi esempi non esauriscono certo i temi affrontati, tra i quali vanno ricordate questioni che la Chiesa cattolica accosta con difficoltà molto più evidenti di quanto non succeda nel mondo evangelico: teologia queer, omosessualità e parità di genere nell’affidamento delle responsabilità ecclesiastiche.

 

Presidenti e futuro

 

Ottomila persone hanno assistito al dinamico dibattito tra il sociologo Hartmut Rosa e il presidente federale Joachim Gauck (pastore luterano) intitolato “Buona vita, vita intelligente. Che cosa può fare la politica per la convivenza civile?”. Anche Angela Merkel (figlia di un pastore luterano) ha partecipato, parlando dell’impatto dei social network sulla quotidianità e sulla vita politica, mettendo in evidenza pregi e difetti della connettività e testimoniando la personale e condivisibile esigenza di non essere reperibile ventiquattro ore su ventiquattro.

La ricchezza del programma del Kirchentag è ben evidenziata dalla guida, un vero e proprio libro di 600 pagine che merita di essere consultato anche a manifestazione terminata: può essere un’utile guida ai temi più importanti sui quali l’attualità ci interroga. E, perché no, rappresentare anche un suggerimento per chi, tra due anni, potrebbe essere interessato a partecipare alla 36a edizione, prevista a Berlino in concomitanza con il Quinto Centenario della Riforma luterana.