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Il doppio volto dello Zar

Riccardo Brizzi - 31.07.2014
L'abbattimento del volo MH17

Nuove sanzioni europee contro Mosca

 

Mentre l'inchiesta sull'abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines procede tra mille difficoltà e infuriano i combattimenti nell'est dell'Ucraina, martedì 29 luglio a Bruxelles gli ambasciatori dei 28 paesi dell'Ue hanno adottato una serie di sanzioni economiche contro la Russia per convincere Putin a interrompere il sostegno ai separatisti filorussi. L'accordo blocca l'accesso ai mercati europei ad aziende e banche russe, vieta la vendita di armi e di tecnologie sensibili nel settore energetico e dei beni a duplice uso, sia civile che militare, e congela i beni di alcune imprese e di uomini d'affari vicini al presidente russo, accusati di beneficiare dell'annessione della Crimea o di complicità con i separatisti. Misure salutate con soddisfazione da Barack Obama, che ha annunciato a ruota nuove sanzioni americane rivolte contro «settori chiave dell'economia russa» quali l'energia, la difesa e la finanza. Secondo il presidente Usa - che tuttavia nega l'avvio di una «nuova guerra fredda» - l'atteggiamento europeo prova come Washington non sia sola a «perdere la pazienza» verso Mosca, accusata dall'intelligence Usa di apprestarsi a fornire ai ribelli nuovi lanciamissili più potenti per fronteggiare l'offensiva dell'esercito ucraino.

 

 

L'abbattimento dell'aereo malese e il via della «fase 3»

 

Lo sdegno per l'abbattimento del volo MH17, costato la vita a 298 persone (192 olandesi, tra cui molti bambini), e l'indignazione per la mancata collaborazione di Mosca nell'individuazione  dei responsabili e nel recupero delle spoglie delle vittime (non ancora concluso, nonostante l'attivismo del premier olandese Rutte e del ministro degli Esteri Timmermans), ha spinto gli europei - sino ad oggi piuttosto divisi - a una maggiore coesione. Anche le capitali più dubbiose, Londra (porto molto accogliente per i capitali russi) e Roma (in virtù della dipendenza sul versante energetico) in primis, hanno acconsentito al varo della famosa «fase 3» delle sanzioni, volta a colpire settori-chiave dell'economia russa, a partire dalla finanza. Queste sanzioni - che si aggiungono alla sospensione dei finanziamenti a progetti infrastrutturali russi annunciati la scorsa settimana da Banca mondiale e Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo - rischiano di portare un duro colpo ad un'economia russa già col fiato corto: crescita zero, 57 miliardi di euro di fughe di capitali nei primi sei mesi del 2014 e una riduzione del 50% degli investimenti esteri.

 

L'immagine di Putin deteriorata in Europa

 

A trentuno anni di distanza dall'abbattimento del volo 007 della Korean Air Lines da parte di un caccia dell'aeronautica sovietica, è nuovamente un disastro aereo a mettere in difficoltà il Cremlino di fronte all'opinione pubblica internazionale. L'abbattimento dell'aereo malese non ha modificato soltanto gli equilibri diplomatici interni alla Ue, ma ha trasformato profondamente anche l'immagine del presidente russo Putin, passato dal rango di interlocutore affidabile, faticosamente costruito, a quello di partner (nuovamente) infrequentabile. Meno di un anno fa, la rivista americana «Forbes» lo aveva incoronato come «l'uomo politico più potente del mondo»: il presidente russo non spodestava soltanto Obama dal gradino più alto del podio, ma veniva celebrato per la statura internazionale e la mediazione diplomatica nel dossier siriano. Se l'annessione della Crimea aveva irrigidito i rapporti con molti partner occidentali, l'abbattimento dell'aereo malese rappresenta uno spartiacque che ha tolto ogni equivoco. Per mesi Mosca si è dimostrata maestra nel dividere gli europei per meglio pesare sull'Ucraina. Ora si è sancita una nuova tappa: alla logica dell'indignazione e della dissuasione è seguita quella delle sanzioni, rispetto alle quali tuttavia Mosca ostenta indifferenza. Il ministro degli esteri, Sergej Lavrov, annunciando un embargo sulle importazioni di frutta provenienti da alcuni paesi dell'Ue, ha ribadito che le sanzioni Ue non preoccupano la Russia: «Supereremo le difficoltà in ambito economico e forse ne usciremo più indipendenti e più sicuri della nostra forza».

 

Putin celebrato in patria

 

Compromessa ad Ovest, la popolarità di Putin è invece alle stelle in patria, attorno all'80%. Un recente sondaggio, commissionato dal Centro di analisi politica, dimostrerebbe come negli ultimi due anni, l'immagine di Putin sia ulteriormente migliorata agli occhi del 20% dell'opinione pubblica russa (deteriorata solo per il 4%), in particolare tra i giovani. L'organizzazione riuscita dei Giochi olimpici di Sochi e gli eventi in Crimea avrebbero consentito a Putin di riconquistare il sostegno di chi ne aveva preso le distanze durante la presidenza Medvedev. La sua decisione di accelerare il coinvolgimento russo nel conflitto in Ucraina trova il sostegno di buona parte dei russi, convinti di essere assediati da un Occidente ostile. Nonostante a Washington si smentisca l'avvio di «una nuova guerra fredda» per comprendere il clima che si respira a Mosca, è forse utile citare l'esito di un recente sondaggio condotto in Russia sulle cause della prima guerra mondiale: secondo il 73% degli intervistati a scatenare il conflitto sarebbero stati gli...Stati Uniti!