Ultimo Aggiornamento:
26 settembre 2020
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Berlino e le unioni matrimoniali omosessuali. L’impatto del referendum irlandese sul dibattito tedesco

Maurizio Cau - 06.06.2015
Unioni matrimoniali omosessuali

L’onda lunga del referendum sul matrimonio tra coppie omosessuali tenutosi in Irlanda il 23 maggio è arrivata fino in Germania, dove il dibattito intorno ai diritti delle coppie dello stesso sesso ha ripreso vigore al grido di “l’Irlanda è possibile”.

Dal punto di vista giuridico i passi per legalizzare le unioni matrimoniali omosessuali non risultano particolarmente complessi. Non è necessaria una modifica della carta costituzionale, poiché il Grundgesetz garantisce la tutela del matrimonio senza definirne le caratteristiche. La costituzione tedesca è in altre parole aperta ad altre tipologie matrimoniali, comprese quelle dello stesso sesso. La definizione del nuovo orizzonte normativo compete al legislatore ordinario, che dovrebbe registrare nel codice civile la nuova forma matrimoniale, e indirettamente al tribunale costituzionale di Karlsruhe, che si troverebbe a valutarne la legittimità. Finora il Bundesverfassungsgericht si è sempre pronunciato in favore dell’immagine classica della famiglia come incontro tra uomo e donna, ma ha sottolineato in più occasioni (si pensi alla  Transexxuellenentscheidung del gennaio 2011 e alla parificazione dei diritti tra coniugi e coppie di fatto espressa nel marzo 2013) che la costituzione tedesca garantisce l’istituto matrimoniale non nella sua astrattezza, ma nella concretezza delle opinioni prevalenti espresse in forma di legge. 

Come molti osservatori hanno sottolineato in queste settimane, manca solo un piccolo passo per consentire che l’ordinamento giuridico  tedesco sia specchio fedele dei mutamenti culturali che si sono fatti largo nella società contemporanea. Un piccolo passo che è il legislatore a dover compiere.

 

Il dibattito politico

 

Vale allora la pena considerare le prese di posizione espresse dalla politica. Lo scenario appare diviso. Nel Bundesrat (l’organo attraverso il quale i Länder concorrono all’attività legislativa) la maggioranza si è espressa in favore della parificazione delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali, ma nel Bundestag, a cui spetta la parola definitiva, la maggioranza è meno definita. La SPD, tendenzialmente favorevole al provvedimento, è costretta a fare i conti con i delicati equilibri di coalizione. Il ministro degli affari economici del Baden-Württemberg (SPD) ha proposto l’indizione di un referendum analogo a quello irlandese per poter consentire ai tedeschi di esprimersi in ordine all’apertura dell’istituto matrimoniale. Il ministro della giustizia Heiko Maas (SPD) ha presentato una proposta di legge per favorire, a vantaggio delle unioni omosessuali, la progressiva equiparazione tra matrimonio e coppie di fatto.

Di segno opposto, invece, alcuni rappresentanti della CDU, che sottolineano come nel patto di coalizione del dicembre 2013 non trovi spazio il riconoscimento del matrimonio delle coppie omosessuali.  Lo ha del resto confermato Steffen Seibert, responsabile della comunicazione del governo tedesco, in occasione dell’ultima conferenza stampa. Il governo, ha detto il suo portavoce, ha come obiettivo l’abolizione di tutte le discriminazioni verso gli omosessuali, ma in questo quadro non rientra il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. 

 

Il vento dIrlanda nella società e nella Chiesa

 

L’opinione pubblica non resta nel frattempo a guardare e si attiva per rilanciare il dibattito e fare pressione sulla classe politica perché dia corso a una riflessione articolata capace di sfociare in misure legislative concrete a garanzia dei diritti delle coppie omosessuali. È di pochi giorni fa l’appello lanciato da 150 intellettuali e figure di varia estrazione politica e culturale che ha chiesto pubblicamente ad Angela Merkel un intervento in materia.  

Le stesse voci espresse di recente dalla comunità cristiana, tradizionalmente poco sensibile al tema, non sembrano uniformi e in molte parti sottolineano le aspettative nei riguardi di un diretto intervento del pontefice da un lato, nei possibili sviluppi del sinodo sulla famiglia in programma per ottobre dall’altro. Mentre la Conferenza dei vescovi ha respinto le proposte di apertura dell’istituto matrimoniale alle coppie di pari sesso, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi ha proposto l’estensione dei sacramenti alle coppie omosessuali e alle unioni tra divorziati.

Anche Berlino ha, infine, il proprio Parolin. Non è un uomo di Chiesa ma un rappresentante politico, la presidentessa del Saarland (CDU), la quale si è lasciata andare a una spericolata comparazione tra il matrimonio tra omosessuali, l’incesto e la poligamia, un’uscita che ha creato più di un imbarazzo nella stessa segreteria nazionale del partito.

 

Se la Germania sarà la prossima Irlanda non è dato sapere. Una parte significativa del dibattito pubblico spinge in ogni caso in quella direzione.