Ultimo Aggiornamento:
28 ottobre 2020
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Saranno le donne a sconfiggere Donald Trump?

Hillary Clinton ha messo alle corde l’avversario repubblicano con una storia risalente agli anni Novanta. Ecco come è successo

Francesco Maltoni * - 08.10.2016
Hillary  Clinton e Donald Trump

Donald Trump ha un problema: le donne. La corsa verso la Casa Bianca del magnate newyorchese sembra a una battuta d’arresto. A metterlo in difficoltà, non è stata l’ennesima sparata sul muro di confine con il Messico, un reflusso di islamofobia o l’ennesima battuta fuori luogo, e neanche la sua ritrosia a mostrare le proprie cartelle fiscali. No, ciò che potrebbe davvero segnare la sua sconfitta alle elezioni presidenziali del 4 novembre sono le elettrici americane, a cui Hillary Clinton si è rivolta in maniera diretta nel corso del primo - vittorioso - faccia a faccia.

Certo, di Trump, tre volte sposato e dalle tante chiacchierate liaison nel corso della sua carriera, non si può certo dire che sia un marito modello. Ma questi aspetti della vita privata sono ben noti al pubblico americano e, anzi, fino a pochi giorni fa sembravano parte integrante della sua specifica “narrazione”. Un personaggio in grado di andare oltre tutti i cliché, oltre il politicamente corretto, oltre le convenzioni linguistiche e sociali a cui un candidato presidente dovrebbe sempre sottoporsi agli occhi dell’opinione pubblica. E, insomma, fino a una settimana fa questo suo anticonformismo pareva la sua benzina elettorale, tanto da permettergli di ottenere la nomination e, secondo alcuni sondaggi, addirittura lanciandolo in pole position verso Washington. Con l’arrivo dei dibattiti - tre, di cui solo il primo ha avuto luogo finora - ci si attendevano però degli scossoni e così è stato. All’indomani del primo confronto, si è detto che Hillary si era aggiudicata la serata apparendo più presidenziale, competente e rassicurante. In realtà, queste caratteristiche sono proprio i tratti che hanno reso possibile l’ascesa di una personalità come Trump, capace di proporsi come l’esatta antitesi rispetto all’ex first lady, da decenni immanicata nei palazzi americani, avendo ricoperto anche i ruoli di senatrice e di segretario di Stato. Ebbene, proprio quando tutti si aspettavano il colpo di grazia del tycoon, Hillary ha tirato fuori le unghie mettendo seriamente in difficoltà il suo avversario repubblicano: “Questo è un uomo che ha chiamato le donne “cagne” o “maiali”, dicendo che le gravidanze sono un problema per i datori di lavoro. Lui ama i concorsi di bellezza, li sponsorizza, ma una volta ha chiamato una partecipante “Miss Piggy” prima e “Miss governante”, poi, in quanto latinoamericana”. Affermazioni a cui Trump, visibilmente sorpreso, ha risposto con qualche smorfia, naturalmente cercando di negare. La ragazza di cui ha parlato la Clinton, si chiama Alicia Machado, venezuelana che divenne miss Universo nel 1996, pochi mesi dopo l’acquisizione del concorso proprio da parte di Trump. Quest’ultimo, a pochi mesi dall’incoronazione la umiliò pubblicamente di fronte ai mass media per aver messo su qualche chilo di troppo. Peccato che, in seguito a quel trattamento, la giovane, oggi 39enne cittadina americana, entrò per cinque anni nel tunnel dell’anoressia. Una storia confermata anche dai filmati di epoca rintracciabili in rete e che ha messo il candidato repubblicano all’angolo come non era ancora capitato in questa campagna. Attacco, insomma, ben pianificato dall’entourage democratico, che infatti ha visto aumentare la considerazione verso la Clinton nelle ore immediatamente successive, e in particolare proprio dalle donne. La forza di Donald Trump, sin qui, era stata quella di riuscire a dettare l’agenda dei mezzi di comunicazione, ormai allineati nel raccontare il cammino verso le presidenziali in base alle sue uscite ed esagerazioni. Ora, invece, pare  si sia tolto definitivamente il velo verso il lato debole della sua immagine, quella di un anziano ricco e in ombra di misoginia. Già nei mesi scorsi erano apparse evidenti le sue difficoltà con l’elettorato femminile: secondo una ricerca dello scorso giugno da parte del Pew Research Center, nella fascia 18-34 anni Clinton raccoglierebbe maggiori preferenze per 18 punti percentuali in più rispetto all’avversario. E non è un caso se nel corso della convention repubblicana che lo aveva ufficialmente indicato come proprio candidato, si era tentato di ingentilire la figura di Trump agli occhi delle donne, portando sul palco l’attuale coniuge, Melania Trump. Obiettivo: raccontare agli americani il lato familiare, deciso e insieme rassicurante dell’imprenditore ”prestato” alla politica. Tentativo fallito miseramente poche ore dopo, quando si scoprì come il discorso dell’aspirante first lady era stato copiato di sana pianta da un precedente intervento di Michelle Obama. Così, non sono gli atteggiamenti sprezzanti verso le minoranze, la presunta evasione fiscale o gli ammiccamenti a Putin ad aver suscitato serie difficoltà al tycoon. È una considerazione della donna strumentale e offensiva, tuttora non smentita, ad averlo messo in crisi, in una parabola che ricorda sempre più da vicino quella di Silvio Berlusconi, la cui immagine aveva iniziato ad appannarsi non già per i processi o i fallimenti politici, ma con lo scoperchiamento degli scandali. In vista del prossimo faccia a faccia, Trump ha promesso nuove scintille nei confronti di Hillary Clinton. Quali cartucce deciderà di utilizzare lo si scoprirà solo nel “rematch” contro la candidata democratica di domenica 9 ottobre, ma è innegabile che il gender gap sia, per il magnate, il vero tallone d’Achille.

 

 

 

 

* Classe 1984, giornalista professionista, sociologo, dottore magistrale in “Mass-media e politica”. Ha svolto esperienze in Rai (sede di New York) e Sky.