Ultimo Aggiornamento:
28 ottobre 2020
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Luci e ombre della pubblicizzazione del privato.

Donatella Campus * - 19.10.2016
Karine Le Marchand

Una prova recente dell’avvenuta contaminazione tra politica e spettacolo è sicuramente venuta dagli USA con la candidatura di Donald Trump. Se il modello di Trump è quello del reality show (in linea con il suo famoso programma « The Apprentice », nel quale l’elemento centrale è quello della gara), altrove il terreno di incontro tra politica e cultura pop sembra essere piuttosto quello dell’intimizzazione, ovvero la politicizzazione della vita privata dei politici.

 

In Francia, ad esempio, da tempo la politica è caratterizzata dal fenomeno della « peopolizzazione »  (qui la parola « people» indica la gente famosa, soprattutto star dello spettacolo e dello sport). Almeno a partire dall’elezione presidenziale del 2007, nella quale i due sfidanti Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal erano divenuti  protagonisti della stampa popolare, il privato del politico è fortemente mediatizzato, sia in forma consensuale – cioè sono i politici che rivelano sé stessi in dichiarazioni e interviste ­– sia in forma non consensuale – dettagli e situazioni della loro sfera personale sono resi pubblici su iniziativa dei media.

 

A conferma di tutto ciò, la sera di domenica 9 ottobre è andata in onda una nuova trasmissione, Ambition Intime, condotta  da Karine Le Marchand, volto noto della televisione francese anche in quanto presentatrice del reality show « L’amour est dans la pré».  Oggetto di Ambition Intime è chiaramente il mondo della politica (i primi ospiti sono stati Nicolas Sarkozy ; Arnaud Montebourg, candidato alle primarie socialiste ; Bruno Le Maire, candidato alle primarie della destra e del centro; Marine Le Pen). Tuttavia, i quattro personaggi sono stati intervistati su argomenti che avevano ben poco a che fare con la loro attività politica. Hanno invece parlato della loro vita, delle loro emozioni, dei loro affetti, insomma, per dirla in una parola sola, della loro intimità. Nella prossima puntata sono previsti i gollisti Alain Juppé e Francois Fillon e due politici di lungo corso come il centrista François Bayrou e il leader di sinistra Jean-Luc Mélenchon. A quanto pare, quindi, i politici più in vista del panorama francese hanno accettato di rinunciare a parte della propria privacy e di comparire a raccontarsi in TV in prima serata.

 

Quanto l’intimizzazione serve ai politici?

 

Le Figaro ha tirato fuori vecchie dichiarazioni di alcuni degli ospiti di Ambition intime, tutte nel segno della condanna della politica spettacolo http://www.lefigaro.fr/politique/le-scan/couacs/2016/10/10/25005-20161010ARTFIG00201-quand-les-invites-de-karine-le-marchand-s-erigeaient-contre-la-peopolisation.php. A quanto pare i tempi cambiano e i politici hanno capito che questo aspetto della propaganda può tornare utile a impressionare favorevolmente l’immaginario degli elettori. Ovviamente, poi, ognuno ha i suoi obiettivi: c’è chi è già ben noto e usa l’intimizzazione per addolcire un’immagine aggressiva (ad esempio, questo potrebbe essere il caso di Sarkozy e Le Pen); chi vuole semplicemente farsi conoscere meglio dai cittadini. Ad ogni modo, questa forma di esposizione pubblica è per i politici a basso rischio in quanto non si tratta di interviste in grado di metterli in difficoltà e, se ben gestita, può avere un buon ritorno in termini di immagine. Tuttavia, esiste il rovescio della medaglia. Infatti, caduto il velo di protezione che un tempo esisteva rispetto al privato dei politici, la peopolizzazione significa anche programmi e riviste di gossip pronte a fare lo scoop, e quindi a rivelare dettagli scomodi, come infedeltà coniugali o altre indiscrezioni. In sintesi, ciò che può essere di aiuto a costruire l’immagine, può anche finire col danneggiarla.

 

E quale effetto ha sui cittadini ?

 

Ambition intime ha avuto un buon successo di pubblico, superando l’audience di altre consolidate trasmissioni di argomento politico. Non ha, tuttavia, mancato di sollevare polemiche. Ovviamente, la domanda di fondo è se questo tipo di infotainment non rischi di snaturare la politica rendendola sempre più povera di contenuti.  Si è parlato addirittura di una « demagogia emotiva » (vedi Serge Hefez in

http://www.elle.fr/Societe/News/Une-ambition-intime-l-emission-de-Karine-Le-Marchand-la-pipolisation-de-la-vie-politique-est-elle-dangereuse-3323020 ) che potrebbe indurre a votare per qualcuno che risulta simpatico e nel quale ci si riconosce sul piano delle emozioni senza valutare attentamente le sue idee e i suoi progetti politici. Sul fronte opposto, l’argomento forte a sostegno dell’intimizzazione è che, in una fase in cui i leader hanno acquisito grande centralità, è giusto che gli elettori scelgano dopo essersi fatti un’idea il più possibile completa. In quest’ottica, non ci sarebbe nulla di male nel presentare il privato di un politico. Resta, però, da capire in che misura la politicizzazione della sfera personale sia diventata un veicolo di identificazione tra politici e cittadini e se davvero vi sia la possibilità che arrivi a mettere in secondo piano il vero dibattito politico.

 

 

 

 

* Docente di Comunicazione politica, Università di Bologna