Ultimo Aggiornamento:
17 luglio 2019
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Il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà

Stefano Zan * - 03.10.2018
Renzi e Di Maio

Il “perbenismo” degli oppositori a questo governo impedisce di comprendere il crescente consenso di cui gode. Eppure non è difficile capire che:

-          tra i cittadini c’era e c’è una profondissima insofferenza per la vecchia politica

-          che i nuovi stili di comunicazione, nella loro volgarità, sono più in sintonia con il volgo

-          che dopo anni in cui l’austerità è stato il totem della politica è venuto il momento dei sogni

-          che a tutti piacerebbe vivere in un mondo in cui si pagano meno tasse, si va in pensione prima, se non si trova un lavoro c’è un sussidio, tutto è più semplice e semplificato, chi sbaglia paga

-          che anche se la teoria dice che non si può, potrebbe essere sbagliata la teoria

Con i proclami del Governo (non sono ancora programmi dettagliati) vincono tutti, tutti ci guadagnano ad esclusione di quei quattro gatti che godono dei vitalizi e delle pensioni cosiddette d’oro (che comunque vinceranno i ricorsi alla magistratura).

Non esistono nemici interni ma solo esterni: i migranti, un’Europa comunque già scassata e alla vigilia di nuove elezioni, i sempre fantomatici mercati.

Sul carro dei vincitori ci sono decine di migliaia di posti da riempire da qui a cinque anni e il maggior titolo di merito non sarà quello della competenza, ma quello di non aver fatto parte del vecchio establishment, aprendo ampie prospettive a chi in precedenza non ne aveva nessuna.

I corpi intermedi hanno già dato segnali chiari di voler stare al gioco.

Il governo propone un gioco a somma superiore a zero, un gioco dove vincono tutti.

E il consenso cresce.

L’opposizione balbetta perché non ha ancora capito a cosa deve opporsi: ai sogni degli italiani richiamando il totem dell’austerità e di tutte le teorie che dicono che quei sogni sono irrealizzabili?

Ma può una teoria opporsi ai sogni e alle speranze? No.

Solo la realtà può opporsi ai sogni e alle speranze, ma la realtà ha bisogno di tempo per manifestarsi in tutta la sua portata. Non solo, avendo solo nemici esterni, anche se la realtà dimostrerà che non è possibile realizzare quanto promesso e prefigurato il consenso politico potrebbe non calare perché le colpe saranno del nemico esterno e non del governo.

E la realtà potrebbe riservare sorprese. In fondo anche il calabrone vola, eppure non dovrebbe.

Tra il vecchio e reiterato “pessimismo della ragione” che ci perseguita da decenni e il nuovo e incosciente “ottimismo della volontà” non ci si dovrebbe stupire se la maggioranza degli Italiani propende, oggi, per questa seconda ipotesi.

Sarà la realtà, non l’opposizione, a dire nel medio termine chi ha ragione.

Ma se avranno avuto ragione i pessimisti, la soddisfazione di affermare “io l’avevo detto” sarà davvero misera e i costi per i cittadini saranno elevati. E allora oltre ai sostenitori espliciti aumenteranno i “possibilisti”, quelli che in teoria non ci credono ma per evitare conseguenze più gravi saranno disposti a dar credito al governo sperando che non fallisca.

E anche questo non aiuta chi vuole stare all’opposizione e non ha ancora capito cosa fare.

 

 

 

 

* E' stato docente universitario di Teoria delle organizzazioni. Il suo blog è ww.stefanozan.it