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20 luglio 2019
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Garanzia europea sui depositi: una buona notizia dall’Europa

Gianpaolo Rossini - 07.11.2015
Deutsche Bank

Abituati alle critiche quotidiane ad un’Europa che si muove a stento in un mondo in fibrillazione dobbiamo essere felici dell’impegno esplicito della BCE e del suo presidente Mario Draghi a dare vita a breve ad una delle colonne portanti della unione monetaria e della integrazione bancaria. Si tratta della assicurazione federale dei depositi bancari dei risparmiatori e delle imprese. Se una banca appartenente all’area euro fallirà chiudendo i battenti i depositi dei suoi clienti saranno salvaguardati e liquidati interamente ai depositanti fino ad una somma che dovrebbe essere attorno ai centomila euro. Questo dovrà avvenire in maniera omogenea in tutta eurolandia e in modo indipendente dagli stati. Oggi invece ciascun membro  euro è dotato di una sua propria parziale salvaguardia sui depositi. Si tratta di assicurazioni difformi tra loro e basate su agenzie che hanno un carattere nazionale e che soffrono delle vicende finanziarie di ciascun paese. E quindi non riscuotono interamente la fiducia degli operatori e dei risparmiatori. Nelle recenti crisi di fiducia dal 2011 in diversi paesi del sud Europa e in Irlanda, colpiti dalle tempeste dei debiti sovrani, si sono avute forti fughe di capitali e corse agli sportelli per ritirare contante. Erano dovute in larga parte al timore che il sistema bancario del paese in difficoltà venisse travolto e non fosse più in grado di risarcire i depositanti. In Grecia nel 2014 e 2015 abbiamo visto vere e proprie code agli sportelli di risparmiatori che temevano l’uscita dall’euro e soprattutto l’incapacità della banca presso cui avevano depositato a restituire i depositi qualora fosse stata in grande difficoltà o addirittura fosse fallita. Analoghe vicende si sono viste a Cipro nel 2013 e in misura minore anche in Italia nel 2011. I costi di tutto questo sono stati enormi e hanno aggravato i problemi finanziari dei paesi sotto schiaffo dei mercati finanziari. Hanno generato contagio internazionale e squilibri possenti nella politica monetaria della BCE impossibilitata a tamponare le falle nei sistemi bancari nazionali colpiti da improvvisa perdita di fiducia da parte dei clienti. Con l’introduzione di una assicurazione sui depositi a marchio BCE gran parte di questi problemi sono eliminati in quanto il destino di una banca non coinvolgerà più i risparmiatori in un paese già in apnea finanziaria. Sarà infatti del tutto indipendente dal paese in cui sta e avrà un carattere federale. Con l’assicurazione federale sui depositi l’unione bancaria giungerà al suo completamento dopo aver visto la nascita della vigilanza federale e del meccanismo federale di risoluzione delle crisi bancarie. L’introduzione dell’assicurazione europea sui deposti bancari è in agenda da tempo. E’ diventata un impegno piuttosto serio nel 2012 senza però una chiara definizione dei tempi. Ora lo scenario è cambiato sotto diversi aspetti. La BCE ha messo mano all’espansione dell’offerta di moneta cercando di riportare i prezzi in territorio positivo per uscire da una spirale deflazionistica piuttosto pesante. La politica di Draghi è risultata vincente perché il pericolo dell’inflazione, paventato dai conservatori della Bundesbank,  non esiste. Anzi dobbiamo lottare contro il suo contrario. Se non avessimo seguito la ricetta Draghi, tanto avversata in Germania all’inizio, ora saremmo preda di una deflazione ancora più profonda e con economie in caduta libera. In più il sistema bancario ed industriale tedesco ha evidenziato crepe gigantesche. Il colosso Deutsche bank cammina su una voragine di perdite miliardarie e ha un programma di licenziamenti di 35000 dipendenti. La Volkswagen è alle prese con perdite colossali, con un costoso processo di ristrutturazione reputazionale e una difesa legale che peserà non poco sul sistema bancario tedesco. In queste condizioni facilitate si può avviare celermente l’assicurazione federale sui depositi con un buon consenso. Mario Draghi ha inoltre aggiunto un vero colpo da maestro della diplomazia internazionale con un invito a partecipare a questa agenzia ai paesi della Ue che sono fuori dall’euro, in primis la Gran Bretagna che trarrebbe grande giovamento e così ridurre le forti spinte antieuropa che minacciano l’intera Unione. Le alterne fortune dei paesi nell’euro favoriscono la ripresa decisa del cammino di integrazione. Può fare un grande passo in avanti l’unione monetaria non solo sul piano tecnico bancario ma anche su quello di una vera condivisione solidale dei rischi economici tra i suoi membri. Coraggio Europa. Riesci a camminare senza fermarti anche in mezzo alle difficoltà.