Ultimo Aggiornamento:
07 dicembre 2019
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Calma e sangue freddo

Stefano Zan * - 14.03.2018
PD-M5S

La passione che spinge e anima ogni campagna elettorale all’esito della stessa gioca brutti scherzi.

Tutti perdono lucidità. Chi ha “vinto” si esalta più del dovuto dimenticando, per esempio, che ha pur sempre contro più del 60% del Paese. Chi ha perso si deprime più del dovuto dimenticando che è comunque il secondo partito del Paese. Gli osservatori, gli opinion maker che oggi si chiamerebbero influencer, vanno letteralmente giù di testa e dicono sciocchezze a ruota libera.

Chi, come Scalfari e D’Alema sostiene che i 5stelle sono di sinistra perché sono stati votati da persone che prima votavano PD dimenticano: collocazione internazionale, programma, e governance del partito di Casaleggio; dimenticano che in parlamento siedono gli eletti e non gli elettori (e non mi pare che gli eletti, almeno quelli noti siano di sinistra); inoltre cominciano a costruire una profezia che si autoadempie: se è vero che i 5stelle sono di sinistra allora alla prossima elezione tanto vale votare loro che almeno vincono.

Poi c’è chi parla di obbligo morale per il PD di favorire subito la costituzione di un governo. Pasquino sostiene che il PD che si colloca all’opposizione è addirittura eversivo dimenticando che tutte le democrazie moderne hanno una maggioranza e un’opposizione che spesso si alternano e nessuno si sogna di definire eversiva l’opposizione. Se così fosse 5stelle e centro destra sarebbero stati eversivi fino a ieri, e lo SPD sarebbe stato eversivo per sei mesi.

Se ci liberiamo tutti dal pathos elettorale e ricerchiamo un po' di lucidità possiamo sviluppare alcune riflessioni interessanti.

Intanto, tecnicamente, non ha vinto nessuno, perché nessuno è in grado di formare un governo. Anche la Merkel ha preso più voti degli altri ma fino ad oggi non è stata in grado di formare un governo. In secondo luogo, a differenza di cinque anni fa quando eravamo sull’orlo del baratro, non c’è nessuna urgenza drammatica di formare un nuovo governo. L’economia è in ripresa, investitori e mercati sono tranquilli e resteranno altrettanto tranquilli finche c’è Gentiloni che cura l’ordinaria amministrazione. Del resto Belgio, Spagna, Germania dimostrano che non muore nessuno se i partiti si prendono un po' di tempo per costruire soluzioni solide e stabilizzanti.

Si da per scontato che non si possa fare un accordo 5stelle – Centro destra perché, al di là di alcuni punti di programma rappresentano due blocchi sociali profondamente diversi (banalizzando nord vs. sud laddove il nord vuole meno tasse e l’abolizione della Fornero e il sud vuole la rendita di cittadinanza). Questo dato colloca tecnicamente il PD al centro attribuendogli quello che in letteratura si chiama potere situazionale che non è il potere che deriva dalle risorse (il numero dei seggi in parlamento) ma dalla posizione che consente di arrivare alla soluzione del problema. Detto in altri termini il PD ha perso le elezioni ma senza il PD non si forma alcun governo. Di qui comincia la negoziazione che ha bisogno di tempo perché tutti riacquistino lucidità. Sia Di Maio che Salvini hanno detto al PD: se accettate i nostri programmi e i nostri ministri e venite a parlarci vi prendiamo volentieri e possiamo dimenticare che negli ultimi anni non solo vi abbiamo fatto una ferrea opposizione ma vi abbiamo anche insultato in tutti i modi possibili. Il potere situazionale del PD gli consente di stare, almeno al momento, fermo immobile all’opposizione in attesa che chi ha “non vinto” venga a cercarlo con una disponibilità a trattare (programmi e ministri) diversa da quella attuale che è politicamente assolutamente ridicola e fuori dalla storia e dalla democrazia parlamentare. Nel frattempo il PD dovrebbe/potrebbe avviare una seria riflessione al suo interno che, inevitabilmente richiede calma e sangue freddo.

Da ultimo non dimenticherei che nella storia delle democrazie parlamentari è successo più di una volta che il governo sia stato guidato non da chi aveva più voti ma da chi aveva, almeno al momento, un maggiore potere situazionale: Spadolini e Craxi tanto per non far nomi.

Lasciamo decantare la situazione (per tutti) ma se il PD non si suicida con le faide interne ha ancora ampi spazi per fare politica evitando di piangersi (troppo) addosso.

 
 
 
 
* E' stato docente universitario di Teoria delle organizzazioni