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Conoscere il fine. Profitto, scopo e motivazione.
Anni fa tentai di spiegare a un economista il funzionamento di un calorimetro elettromagnetico (un tipo di rivelatore usato in fisica per misurare l’energia delle particelle elementari) e le sfide ingegneristiche legate alla sua realizzazione. L’interlocutore, poco colpito, a un certo punto domandò e se non fosse semplicemente possibile “copiare i calorimetri”.
Ora, la costruzione di un rivelatore è un processo che unisce creatività, competenze tecnologiche d’avanguardia e manualità tipica dell’alto artigianato, per cui l’idea di “copiarlo” come se fosse un file, appare alquanto bislacca. Tuttavia il problema di dare una risposta alla domanda rimane e per farlo occorre scardinare la mitologia pragmatista da cui essa trae legittimazione.
Infatti, dietro l’idea di “copiare” si affaccia il preconcetto del “non perdere tempo” evidentemente al fine di massimizzare la produttività e in ultima analisi il profitto. Questo modello di business ancora legato al vecchio sistema del bastone e della carota ha certamente funzionato con successo nel secolo XX e in quelli precedenti quando i fattori della produzione erano agganciati prevalentemente al lavoro fisico-meccanico e a compiti ripetitivi.
Per contro, nel mondo contemporaneo, specialmente nelle società avanzate, la natura delle attività produttive è radicalmente mutata leggi tutto


