Ultimo Aggiornamento:
15 dicembre 2018
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Internet: sovrabbondanza di dati – scarsità di informazione

Patrizia Fariselli * - 14.02.2015

La caratteristica fondamentale delle tecnologie digitali di rete è l’atomizzazione della materia informazione in bit, l’unità minima di codificazione. La digitalizzazione non riguarda solo i contenuti, ma anche i programmi e i sistemi di elaborazione e di trasmissione dell’informazione codificata, e la stessa infrastruttura che la veicola - e quindi la rete delle reti. Poiché tutto viene ridotto alla stessa sostanza, il risultato e il processo non sono separabili. Ciò ha un duplice effetto: da una parte l’informazione viene trasformata in dati digitali, e quindi acquisisce fisicità; dall’altra parte qualunque tipo di informazione diventa catturabile, comunicabile, accessibile, rielaborabile, manipolabile indipendentemente dal suo supporto originario (testo, audio, video), dalla competenza e dallo status di proprietari, autori e utilizzatori dei dati. Non solo: gli sviluppi delle tecnologie digitali di rete e la diffusione capillare di dispositivi a basso costo e ad alta prestazione hanno progressivamente eroso i confini tra i servizi, e tra produttori e utilizzatori dei dati. In uno smartphone sono concentrate molteplici funzionalità che l’uso di “app” rende tendenzialmente illimitate, e impiegando uno smartphone possiamo sia attingere che generare e diffondere dati in rete (Web 2.0). Il vantaggio tecnico e sociale è straordinario, pervasivo e irrinunciabile e va oltre la somma delle innovazioni tecnologiche, legittimando ogni sorta di enfasi (rivoluzione tecnologica; network society, economia digitale, etc.) nella letteratura e nella pubblica opinione. Una delle formule di cui si abusa per rappresentare l’esito sociale delle tecnologie digitali di rete è quella della “società dell’informazione”. leggi tutto

Conoscere il fine. Profitto, scopo e motivazione.

Federico Ronchetti * - 12.02.2015

Anni fa tentai di spiegare a un economista il funzionamento di un calorimetro elettromagnetico (un tipo di rivelatore usato in fisica per misurare l’energia delle particelle elementari) e le sfide ingegneristiche legate alla sua realizzazione. L’interlocutore, poco colpito, a un certo punto domandò e se non fosse semplicemente possibile “copiare i calorimetri”.

 

Ora, la costruzione di un rivelatore è un processo che unisce creatività, competenze tecnologiche d’avanguardia e manualità tipica dell’alto artigianato, per cui l’idea di “copiarlo” come se fosse un file, appare alquanto bislacca. Tuttavia il problema di dare una risposta alla domanda rimane e per farlo occorre scardinare la mitologia pragmatista da cui essa trae legittimazione.

 

Infatti, dietro l’idea di “copiare” si affaccia il preconcetto del “non perdere tempo” evidentemente al fine di massimizzare la produttività e in ultima analisi il profitto. Questo modello di business ancora legato al vecchio sistema del bastone e della carota ha certamente funzionato con successo nel secolo XX e in quelli precedenti quando i fattori della produzione erano agganciati prevalentemente al lavoro fisico-meccanico e a compiti ripetitivi.

 

Per contro, nel mondo contemporaneo, specialmente nelle società avanzate, la natura delle attività produttive è radicalmente mutata leggi tutto