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La temperanza, virtù rivoluzionaria
L’unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti è di non oltrepassarli mai.
(Giacomo Leopardi)
Il saggio sulla temperanza di Gennaro Carillo, edito da Il Mulino, non ha la pretesa della monografia tematica: piuttosto offre al lettore spunti di riflessione attinti dai classici del pensiero, da Platone, Sofocle, Euripide ai giorni nostri. Le chiamerei “scintille di luce” queste citazioni, perché illuminano la storia dell’umanità con intuizioni che restano – nelle parole pronunciate e nelle metafore che evocano – e che ci servono oggi in modo speciale, per ricomporre una dialettica e una filosofia della mitezza in un mondo che sembra “uscire dai cardini”. Un’agile ed utile riflessione che esprime la profonda cultura umanistica dell’autore che si rivolge a tutti, perché ritrovare una giusta misura nel dire e nel fare è un compito che ci riguarda tutti, intimamente.
La rivisitazione etimologica e di senso di questa virtù dimenticata che il Prof. Carillo ha realizzato suggerisce al lettore di trovarne una propria. È questo il pregio fondamentale di un libro: leggere, metabolizzare, riflettere per cercare una propria ‘Weltanschauung’, una concezione del mondo che orienti la nostra vita.
Facendo mia questa “intuita intuizione” mi piace riportare deduzioni e argomentazioni personali, confidando di restare fedele all’ispirazione leggi tutto
Il diritto di odiare? Una piccola inchiesta
La casa editrice Liberi Libri presenta questo ‘libello’ come un lavoro redazionale composto con l’ausilio dell’I.A.: per provare a seguire ed applicare l’innovazione anche al contesto narrativo, poiché l’avanzare inarrestabile della tecnologia impone adeguamenti negli stilemi espressivi e linguistici.
Leggendolo ho evocato a me stesso tre suggestioni personali.
La prima: reduce da un ricordo di Alda Merini nell’anniversario della sua scomparsa avevo concluso il mio amarcord con una frase estrapolata dall’intervista (l’ultima della sua vita) che la poetessa mi aveva concesso nella sua casa dei Navigli. ““Cosa può renderci migliori, più buoni?“, le chiesi. Il perdono – mi rispose – come sentimento più alto”. Parole nobili che ho subito comparato al titolo del libro che mi accingevo a leggere e che prima ancora di iniziarlo suscitava inevitabili interrogativi in termini di suggestiva comparazione.
La seconda: con lo scorrere delle pagine ho piacevolmente trovato conferma e conforto ad un assioma di cui mi sono sempre fatto convinto assertore e che riguarda – nelle alterne vicende della vita, nei comportamenti del genere umano e nel giustificazionismo che copre le mistificazioni spesso implicite nella ‘lettura’ delle cose – la differenza che corre tra la teoria e la pratica. La prima suggerisce in genere principi etici ed affermazioni leggi tutto
Sull'eguaglianza di tutte le cose
Il saggio di Carlo Rovelli – balzato subito in cima alle classifiche di vendita – è una raccolta argomentata e sequenziale di sette lezioni tenute dal Professore nel novembre-dicembre 2024 presso il dipartimento di filosofia dell’Università di Princeton, accorpate in un libro affascinante curato dalla casa Editrice Adelphi.
Così l’autore presenta la sua opera e la concatenazione di riflessioni correlate tra loro: si tratta di una ricerca che Rovelli conduce da decenni e che avevamo già apprezzato in “Buchi bianchi”. Essa spazia dall’osservazione della realtà e delle sue rappresentazioni viste dal fisico quantistico che intercetta le implicazioni filosofiche della rivoluzione scientifica e culturale in atto. Scrive dunque Rovelli: “«Sull’eguaglianza di tutte le cose» ( 齊物論) è il titolo dello straordinario secondo capitolo del « Zhuangzi », uno dei grandi libri dell’antichità. Allude all’antifondazionalismo a cui ritengo ci conduca la scienza moderna: elettroni e mente, sassi e leggi, giudizi e galassie non sono di natura essenzialmente diversa gli uni dagli altri. Sono nozioni che si illuminano a vicenda. Questo è il mondo che vedo emergere dalla rivoluzione scientifica del XX secolo…. È un mondo che non è fatto di oggetti, non occupa uno spazio, non si svolge in un tempo e non è governato da cause ed effetti. È tessuto da relazioni, composto dall’intrecciarsi di leggi tutto
Ci sono anche i doveri nella giornata dell'infanzia e dell'adolescenza
Letta inforcando gli occhiali della cronaca quotidiana, la ricorrenza della Giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – voluta dall’ONU con la solenne Convenzione del 1989 – evoca più inquietanti interrogativi che certezze e ricorda, più di ogni altra consacrazione giuridica di principi etici a tutela dei minori, quanto si stia dilatando nella società di questo tempo il gap tra affermazioni di principio e realtà, tra teoria e pratica. Non è certo un’occasione da bypassare con rassegnata indifferenza, se mai impone una riflessione necessaria sulla mancata realizzazione di molti diritti conclamati e sul suo correlato speculare: l’assenza nei dibattiti, nei convegni, nei documenti ufficiali, nel confronto politico istituzionale e persino nelle piazze di un tema troppo a lungo dimenticato. Quello dei doveri che riguarda coloro che per natura o vocazione si occupano della condizione minorile – dalla famiglia, alla scuola, al mondo dell’associazionismo – ma anche dei bambini e degli adolescenti stessi, adultizzati e resi protagonisti di fatti di cronaca che li vede attori di episodi di violenza fisica o simbolica, in un crescendo statisticamente allarmante che spesso fa il paio con un uso disinvolto e fuori controllo delle tecnologie.
Secondo il rapporto pubblicato dall’UNICEF (2024), più di 473 milioni di minorenni, cioè quasi uno su cinque, vivono leggi tutto
L'eredità politica e culturale del conservatorismo di Margaret Thatcher
La casa editrice Liberilibri ci fa dono di una raccolta di sei saggi curati da Luca Bellardini che – a distanza di cento anni dalla nascita di Margaret Thatcher e a dodici dalla sua scomparsa – ne rievocano la figura di donna e di statista, considerando gli aspetti caratteriologici della persona e la sua visione olistica che somma politica, economica, etica, concezione antropologica e welfare ridefinendo per l’epoca – e rendendoli ancora attuali – i concetti di conservatorismo e liberismo che una frettolosa agiografia ha consegnato ai posteri in modo certamente caratterizzante ma in taluni casi forzato e semplificativo. Si tratta di un’eredità complessa di cui vengono colte le sfaccettature più denotative che si ricompongono in un quadro d’insieme che potremmo definire interessante storicamente e quanto mai attuale in un contesto in cui l’essere “conservatore”, in un mondo che cambia troppo rapidamente e in modo convulso, ci restituisce i valori della tradizione e delle radici culturali di appartenenza, derive utili a fronte di un processo di globalizzazione e omologazione troppo spesso caratterizzato da confusioni semantiche e riduttive, prive di ideali e di riferimenti alti e dirimenti. Il volume a lei dedicato si compone di contributi e riflessioni di alto livello e profonda conoscenza del leggi tutto
Ricordo di Alda Merini: il silenzio e il perdono possono renderci migliori
Sono trascorsi quasi sedici anni dalla scomparsa di Alda Merini, anima bella e sofferente, ricca di umanità e passioni (“poeti si nasce, non si diventa”): le siamo tutti debitori di sentimenti ed emozioni che la sua esperienza umana e letteraria ci hanno lasciato in dono come scintille di luce in uno scrigno prezioso.
Spinto dalla curiosità di conoscere alcuni testimoni del nostro tempo (e scoprendo – frequentandoli - che il loro essere grandi coincide spesso con una naturale vocazione alla semplicità, essendo capaci di lasciarsi attraversare dai marosi della vita conservando l’innocenza del cuore, la lucidità della ragione, le rare virtù della dignità e del pudore) ebbi la fortuna di incontrarla nella sua casa dei Navigli a Milano e di realizzare l’ultima intervista della sua vita. Un dono incommensurabile, per la straordinaria personalità della donna e dell’artista. L’avevo contattata con titubanza, mi ero presentato come “persona desiderosa di conoscerla”: mi aveva sorpreso il suo assenso a ricevermi. Suonando due giorni dopo alla sua porta di casa ebbi il timore di un suo ripensamento: sull’uscio era incollato un perentorio avviso: “non si ricevono giornalisti per interviste”. Ma poco dopo sentii la sua voce: “Entri pure, le ho lasciato la porta aperta”. Era a
Ascesa e declino. Una storia dell'economia italiana
‘Uno splendido libro’ l’ha definito Sabino Cassese, mentre Michele Salvati ritiene che si tratti di un volume che qualsiasi italiano preoccupato per il destino del suo Paese dovrebbe avere nella propria biblioteca.
Leggendo le 400 pagine di questa lunga e articolata riflessione sulle alterne vicende che hanno storicamente caratterizzato le fasi di ascesa e di declino dell’economia italiana, si coglie uno sforzo descrittivo e interpretativo legato a doppio filo alle evidenze: non solo nell’indagine retrospettiva e lungamente prodromica ed esplicativa che porta al presente ma anche nella visione lungimirante, scaltrita e prospetticamente aperta delle dinamiche in divenire. Il Prof. Emanuele Felice – docente allo IULM di Milano – consegna all’editrice Il Mulino un’esplorazione aggiornata che non si riduce ad un compendio per ‘addetti ai lavori’ cucito con i panni della monografia universitaria ma offre una rivisitazione documentata e connotativa delle criticità e delle potenzialità delle condizioni economiche del nostro Paese, legate a dinamiche socio-politiche interne – come vettori di sviluppo e di ritrazione - ma inquadrate in un contesto multipolare e globale sempre più incisivo e condizionante. Quando quella romana era l’espressione della ‘più prospera fra tutte le economie preindustriali che si siano viste nella storia’ (Willem Jongman), l’Italia era il faro di un mondo leggi tutto
Tutele lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche - Legge 18 luglio 2025, n. 106
Approvata in sede deliberante in Senato l’8 luglio u.s, pubblicata sulla G.U. Serie Generale n.171 del 25/07/2025, la legge 18 luglio 2025 n.° 106 - “Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche” - entrerà in vigore a far data dal 9 agosto p.v.
Attivata alla Camera su iniziativa dell’On.le Debora Serracchiani, con DDL n.153 del 25 marzo 2025 la proposta legislativa ha seguito tutto l’iter parlamentare fino all’approvazione in Senato con Atto n.1430, grazie alla sollecita e partecipe condivisione di tutte le forze politiche, unanimi nell’ approvarla anche nelle Commissioni Referenti, con la regia della Senatrice Elena Murelli, relatrice di maggioranza che ha impresso una decisiva accelerazione alla conclusione della necessaria e propedeutica procedura, consapevole dell’importanza di questo provvedimento di tutela atteso con ansia da tutti i lavoratori pubblici e privati affetti da malattie oncologiche, immunodepresse, invalidanti e croniche in possesso di una percentuale di invalidità riconosciuta superiore al 74%. Se non fosse stato così il rischio di una successiva approvazione sarebbe stato - ad esempio per il personale della scuola - l’imminente inizio del nuovo anno scolastico che avrebbe sovrapposto incertezze e scadenze (assegnazione delle classi in primis), per chi leggi tutto
Assegnato a Vienna il Premio Access City Award 2025 della Commissione Europea
Potrebbe offrire qualche spunto di riflessione alla politica, alle istituzioni e alla stessa pubblica opinione la notizia dell’attribuzione a Vienna (Austria) del “Premio Access City Award 2025“ per le città a misura di disabili”. Si tratta di un importante riconoscimento che ogni anno – a partire dal 2010 – viene assegnato, previo apposito bando di concorso e selezione dei meriti certificati - dalla Commissione Europea con la collaborazione del ‘Forum per le persone disabili’ e la “Piattaforma AGE per gli anziani” alle città con più di 50 mila abitanti che abbiano realizzato significativi interventi di adeguamento e innovazione del proprio contesto urbano, infrastrutturale, edilizio e residenziale al fine di migliorarne l’accessibilità e la fruizione da parte delle persone con difficoltà, a partire proprio da quelle disabili e dagli anziani. La mission dell’iniziativa è di sensibilizzare la sempre più vasta platea di cittadini comunitari ai concreti problemi di spostamento, accesso e utilizzo dei servizi quotidianamente vissuti dalle persone con deficit motori, affinché possa prender corpo e consistenza la consapevolezza dei condizionamenti di queste oggettive e spesso insormontabili difficoltà e si diffonda una politica di “avvertita attenzione” e “adeguate iniziative” presso i governi centrali e le autorità locali per garantire ai disabili pari opportunità di accesso alla vita delle leggi tutto
Quando la piazza di paese era lo sballo delle sere d'estate
“La piazza è mia!”….”La piazza è mia!” gridava o bisbigliava il matto del paese nel film “Nuovo Cinema Paradiso” e anche noi ragazzi, senza rivendicarne la proprietà, avevamo una piazza tutta nostra dove trascorrere le sere d’estate.
Era un luogo di ritrovo spontaneo, sempre aperto ai nuovi ingressi in paese: i ragazzi venivano lì quando le loro famiglie si trasferivano ad abitare e si faceva amicizia.
Lasciavano i loro piccoli centri per venire in quei palazzoni grigi e anonimi di periferia, spinti dalle migliori opportunità di lavoro che la città sapeva offrire: si sono sistemati e integrati tutti ma l’insieme è in genere diventato come altrove un quartiere dormitorio con poche attrazioni e senza identità.
Scendere in piazza faceva parte dei riti quotidiani della giornata, in genere eravamo tutti ragazzi: non perché l’ambiente fosse misogino ma che allora le ragazze se ne stessero prevalentemente a casa era un segno dei tempi.
Solo qualche anno più tardi sarebbero venute anche loro e qualche coppia per la vita si sarebbe formata pure tra noi.
Nel suo piccolo era una vera e propria ‘agorà’, il centro di un paese che pure non aveva centro e faceva parte di una periferia come tante ma gli leggi tutto


