Ultimo Aggiornamento:
06 marzo 2021
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Argomenti

Lei mi parla ancora

Francesco Provinciali * - 27.02.2021

Il regista Pupi Avati ci affascina sempre con le sue ambientazioni intimiste.

Nel Suo ultimo film “Lei mi parla ancora”, racconta (evocando il libro di memorie scritto dal farmacista Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta) la storia di una coppia che si è amata ed è stata insieme tutta la vita. Lei viene a mancare improvvisamente per prima e nella mente del marito riaffiora la memoria del tempo trascorso insieme, per 65 lunghi anni. In particolare dal giorno del matrimonio, quando lei aveva scritto e consegnato a lui una lettera che era un patto d’amore che li avrebbe resi immortali, come in un gioco di rimandi: lei per lui e lui per lei.

Nell’immedesimazione dell’epoca, per quella generazione i matrimoni erano legami intensi, fatti di quotidianità che rinnovava la promessa del primo giorno. Direi che, osservando l’immagine dello scorrere lento del Po (e l’esondazione nel Polesine a rimarcare le alterne vicende della vita), proposta con studiata intensità, con scorci che danno la visione di ampi spazi e di un contesto ambientale con una fisionomia ben nota, quelle unioni seguivano un ritmo che li rendeva parte della natura e dei suoi tempi, e forse celavano davvero un senso di appartenenza e di immortalità. leggi tutto

Quel che resta delle parole

Francesco Provinciali * - 20.02.2021

Ci sono uomini che usano le parole all’unico scopo di nascondere i loro pensieri (Voltaire)

 

La metafora del viaggio, anche nella suggestione della rivisitazione intimista, ben si presta a concedere pause di stacco dalle assorbenti consuetudini ed è occasione di riflessione sulle cose della vita.

Qualcuno rammenterà come fosse ben descritta nel romanzo “Quel che resta del giorno” di Kazuo Ishiguro, dal quale prese spunto il regista James Ivory per un omonimo film che ci fece dono della magistrale interpretazione di Antony  Hopkins.

Ciascuno, a un bel punto della propria esistenza, ha modo di ripercorrere il senso delle cose fatte, delle occasioni mancate e delle opportunità realizzate.

E’un cammino a ritroso nel labirinto dei ricordi, un percorso introspettivo che rinnova memorie, rimpianti, soddisfazioni, fatti, parole e che traccia sempre provvisori bilanci.

L’allegoria del ricordo riaffiora nei chiaroscuri dei dubbi e delle improbabili identità del signor Onoff (un grandioso Gerard Depardieu) in un’altra celebre pellicola – “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore - e nel leit motiv della sua colonna sonora : “ricordare, ricordare è un po’ come morire….perchè tutto ritorna anche se non vuoi. E scordare, scordare è più difficile….se vuoi ricominciare. Ricordare, ricordare quel che c’è da cancellare”.

Quello che resta della nostra leggi tutto

Social, anzi "dissocial"

Francesco Provinciali * - 06.02.2021

Quando scrissi per la “27° ora” del Corriere della Sera l’articolo “Eyeballing: la vodka negli occhi come collirio. I giochi estremi che divertono i ragazzi” tra i vari commenti postati alcuni dubitavano che tra gli adolescenti italiani circolassero passatempi come il ‘knockout game’ (prendere a pugni un passante a caso e lasciarlo per terra tramortito) o il ‘balconing’ (saltare da un balcone facendo a gara nel salire di piano in piano) e poi ancora ‘l’extreme drinking’ (misurarsi a chi beve di più fino a svenire).

Le cronache della “microviolenza quotidiana” hanno via via gradatamente confermato che la meglio gioventù aveva da tempo abbandonato il Monopoli, le Barbie e i trenini elettrici per dedicarsi a passioni sempre più azzardate e rischiose.

Non è necessario essere esperti dei comportamenti adolescenziali,  basta leggere i giornali o ascoltare in TV  le notizie riguardanti una certa evoluzione nei gusti e nelle tendenze: non da parte di tutti, sia ben chiaro ma qualche capofila che importa dal web esempi di “pensieri e comportamenti divergenti” dalle consuetudini domestiche, ludiche o oratoriali c’è sempre e a sua volta miete facile proselitismo, specie tra i soggetti più indifesi, con problematiche comportamentali, personologiche, socio-ambientali o scolastiche.

L’emulazione e la logica del branco ispirano le azioni delle baby gang. leggi tutto

Gli insegnamenti appresi in famiglia servono per la vita

Francesco Provinciali * - 30.01.2021

Gli insegnamenti appresi in famiglia sono sempre, nel bene e purtroppo anche nel male, insegnamenti per la vita.

Ce ne accorgiamo ogni volta che dobbiamo dare un senso alla nostra esistenza, quando ci interroghiamo sulla meta del nostro cammino, quando contiamo i passi della strada che stiamo percorrendo.

Viene un momento in cui ciascuno di noi è chiamato a fare i conti con se stesso e non sempre ci capita di poterlo fare presentando un’apposita domanda scritta.

Non parlo, s’intende, del traguardo finale perché alla meta il giudice d’arrivo potrebbe essere persino  più indulgente dei nostri interessati calcoli soggettivi.

Non è necessario cadere ogni giorno folgorati sulla strada della conversione per capacitarsi del senso della vita: a volte i misteri sono imperscrutabili, sovrastano le nostre capacità di comprensione e non sempre le conclusioni raggiunte sono scevre da accomodanti valutazioni personali.

Ci possono anche bastare gli esamini di coscienza che – dismessi gli abiti di scena indossati durante la giornata e tolte le varie maschere dietro cui siamo soliti nasconderci – ci accompagnano nel sonno quando la sera posiamo la testa sul cuscino.

San Tommaso diceva che il mondo va avanti se gli uomini si dicono reciprocamente la verità ma mi pare che questa affermazione, leggi tutto

Il vero discrimine è la coscienza morale

Francesco Provinciali * - 16.01.2021

Chiodo schiaccia chiodo, nel senso più doloroso dell’avvicendamento degli eventi: basta ripercorrere fatti ed avvenimenti dell’ultimo anno per cogliere una forte accelerazione nella disgregazione della realtà in termini ubiquitari. Come se la ruota della storia che ci aveva abituato ad una ciclicità persino annunciata fosse uscita dal perno che la sorreggeva per frantumarsi in una implosione scomposta e imprevedibile.

A livello geopolitico e geoeconomico si stanno configurando scenari imponderabili e dagli esiti indefiniti.

Guardando a ritroso e intorno a me mi è venuto in mente l’aforisma scolpito sull’architrave all’ingresso della baita di Martin Heidegger, nella Foresta Nera: “Il fulmine governa ogni cosa” . Ce ne riferisce Hans-Georg Gadamer nel suo “Eraclito”, ma l’intuizione che mi ha riportato al filosofo tedesco del 900 mi ha fatto pensare a lui come depositario di alcune profezie che riguardano il presente, a cominciare proprio da quell'insolubile unità e dualità di svelamento e nascondimento, di luce e oscurità, in cui il pensiero dell'uomo si trova avvolto. E’ come se la filosofia si riappropriasse di un codice semantico che le è lungamente appartenuto, per provare a spiegare una serie di cortocircuiti che stano scompaginando la nostra vita. Non posso dimenticare lo ‘spaesamento’ di cui da oltre trent’anni ci parla Gianni Vattimo (La società trasparente è del 1989), leggi tutto

Vivere in epoche diverse sullo stesso pianeta

Francesco Provinciali * - 09.01.2021

In questo lungo, interminabile anno di terrore pandemico che ha cambiato la nostra vita siamo stati talmente assorbiti dalle vicissitudini ubiquitarie del nostro pianeta, minacciato dai pericoli della sostenibilità ambientale e del big crash dell’estinzione globale che credo in pochi abbiano alzato gli occhi al cielo per scrutare i misteri della volta celeste. Avvicinandosi un Capodanno mesto in cui non ci sarà nulla da festeggiare ma solo coltivare la speranza di affidare i nostri destini alla scienza e ai vaccini, mi è capitato di ripensare al 1° gennaio 2019 quando, alle 6.33 la sonda spaziale della NASA New Horizons aveva raggiunto in fly by “Ultima Thule” , il corpo celeste n° 486958 - 2014 MU69, appartenente alla “fascia di Kuiper”, ai confini del sistema solare e a 6,5 miliardi di km dalla Terra, inviandoci foto a 10.000 pixel che arrivavano insieme a segnali tecnici attesi dalla missione al Centro Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University, viaggiando alla velocità della luce, in 6 ore e 25 minuti. Non si parla più di questo viaggio nell’universo per raggiungere l’ultimo corpo celeste del sistema solare: è assai probabile che terminata la sua missione, New Horizons seguirà le sorti delle sonde Voyager 1 e 2, esplorando l'eliosfera esterna, l'elioguaina e l'eliopausa, che potrebbe raggiungere nel 2047. leggi tutto

Tre squilli nel nulla: i minori scomparsi

Francesco Provinciali * - 19.12.2020

Sono trascorsi 10 anni dalla scomparsa di Yara Gambirasio, una vicenda umana che aveva coinvolto emotivamente tutti noi, dal doloroso epilogo.

Sono molti i "minori scomparsi": pochi ritornano, di molti vengono restituite le spoglie, della maggior parte si perdono le tracce.

Vorrei dedicare a questi bambini e adolescenti questa riflessione, che segue la precedente sui "Minori senza pagina", oserei dire... la completa.

Sono storie tristi e spesso violente del nostro tempo: da sempre infanzia e adolescenza soccombono in un mondo non a loro misura.

Nel contesto antropologico contemporaneo peraltro le nuove tecnologie compaiono sempre più spesso sullo sfondo di queste vicende che riguardano i minori.

Mai come nel presente molti minori sono collocati al centro della cronaca ma non sempre per  buone notizie. Le numerose vicende che riguardano storie di adolescenti vittime di violenza sono diffusamente vissute come penetranti eventi mediatici, suscitano sentimenti, emozioni, paure, angosce, speranze, disperazione e dolore.

Spettacolarizzazione mediatica non scevra da curiosità morbose, alternate a passioni avvertite, pietà e attesa, condanna e assoluzione, indagini parallele, anticipazioni, notizie frettolose di vita e di morte, irruzioni intrusive nelle intimità personali e familiari, desiderio di riserbo, dignità, presenze che assumono improvvisamente le sembianze dei ricordi, minori svaniti nel nulla: li leggi tutto

Il sistema Italia: una ruota quadrata che non gira

Francesco Provinciali * - 12.12.2020

Al termine di un anno monopolizzato dalla crisi pandemica che ha sconvolto il pianeta, il 54° Rapporto del Censis offre - come è tradizione dell’Istituto fondato da Giuseppe De Rita - alcune chiavi di lettura delle derive che hanno caratterizzato la società italiana e lo fa con l’abilità e la maestria alle quali ci ha abituato, avendo accompagnato lo sviluppo del Paese dal secondo dopoguerra ad oggi con fermo-immagini e scandagli interpretativi sempre originali e connotativi, come attraverso una lente di ingrandimento che ci aiuta a conoscere la realtà del presente, le sue scaturigini occasionali e motivazionali e le proiezioni di una dinamica evolutiva che conserva i tratti di una spontanea e tenace continuità pur nella discontinuità degli eventi che accompagnano la cronaca e la Storia.

Possiamo dire che era particolarmente atteso - questo 54° Rapporto - per comprendere, riassumere e possibilmente spiegare e ricomporre in una visione d’insieme un anno decisamente inatteso, drammaticamente sorprendente, tangibilmente devastante rispetto ai nostri contesti di vita: se l’incipit è stata la diffusione repentina e pervasiva di un virus malefico, le conseguente si sono riversate e declinate sul piano economico, del lavoro, delle famiglie, della scuola, del sistema sanitario, della fruizione culturale, del tempo libero, in poche parole di tutte le nostre leggi tutto

Città e vita urbana a misura di disabili

Francesco Provinciali * - 28.11.2020

Potrebbe offrire qualche spunto di riflessione alla politica, alle istituzioni e alla stessa  pubblica opinione la notizia dell’attribuzione a Varsavia  (Polonia)  del Premio Access City Award 2020  “per le città a misura di disabili”, che ha ricevuto a titolo di riconoscimento senza oneri l’assegnazione di 150 mila euro.

Si tratta di un importante riconoscimento che ogni anno – a partire dal 2010 – viene assegnato, previo apposito bando di concorso e selezione dei meriti certificati - dalla Commissione Europea con la collaborazione del ‘Forum per le persone disabili’ e la “Piattaforma AGE per gli anziani” alle città con più di 50 mila abitanti che abbiano realizzato significativi interventi di adeguamento e innovazione del proprio contesto urbano, infrastrutturale, edilizio e residenziale al fine di migliorarne l’accessibilità e la fruizione da parte delle persone con difficoltà, a partire proprio da quelle disabili e dagli anziani.

La mission dell’iniziativa è di sensibilizzare la sempre più vasta platea di cittadini comunitari ai concreti problemi di spostamento, accesso e utilizzo dei servizi quotidianamente vissuti dalle persone con deficit motori, affinché possa prender corpo e consistenza la consapevolezza dei condizionamenti di queste oggettive e spesso insormontabili difficoltà e si diffonda una politica di “avvertita attenzione” e “adeguate iniziative” presso i governi centrali e le leggi tutto

Se la barca affondasse ...

Francesco Domenico Capizzi * - 25.11.2020

          Sembra nascere una nuova sindrome? La sindrome secondaria a Sars-2 Covid

          19, una miscellanea di singole e molteplici situazioni associate potenzialmente

          patogenetiche che potrebbero persistere nel tempo, anche dopo la fine della

         pandemia:

durante il lockdown della scorsa primavera i tabagisti abituali sono passati dal 23% a circa il 22% della popolazione adulta: 630 mila consumatori in meno mantenendo pressoché intatta la proporzione maschio/femmina. E’ confortante che oltre 200 mila persone tra i 18 e i 34 anni e circa 270 mila tra i 35 e i 54 anni abbiano rinunciato a fumare. Il fenomeno in sé positivo è, però, subito contraddetto dai quasi 4 milioni di persone che, nel medesimo periodo di chiusura, hanno debuttato nel club dei fumatori abituali e dai già fumatori, per così dire incalliti, che hanno incrementato il consumo quotidiano di tabacco. Il consuntivo complessivo, visto che “è la somma che fa il totale”, del consumo giornaliero medio di sigarette nel nostro Paese risulta balzare, in soli quattro mesi, dalle 11 alle quasi 13 sigarette consumate al giorno e, dunque, si è passati dai  circa 12 milioni ai quasi 14 milioni di fumatori. Nel medesimo tempo gli affezionati alla sigaretta elettronica sono aumentati di circa 500 mila che si aggiungono ai 2 milioni di “svapatori” preesistenti, che consumano in larga parte liquidi arricchiti di nicotina,

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