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Salvare coscienza e pensiero dal bavaglio di burocrazia, tecnocrazia e conformismo
Da quando si è innervata nella vita quotidiana l’ossessione del progresso, con l’enfasi della modernità e della post modernità, tutto è andato maledettamente a complicarsi. Il miraggio del benessere ha divaricato la stratificazione sociale, il ceto medio (ex borghesia) si è impoverito, si sono create nicchie intoccabili di ricchezza (in parte colluse con il potere, in parte per una cancrena valoriale che ha virato decisamente al peggio) e sacche espandibili di povertà: lo certifica l’Istat, lo conferma la Caritas, lo spiega il CENSIS. Tante cose sono cambiate a cominciare dal loro nome, abbiamo introdotto espressioni lessicali sempre più contorte, sigle e acronimi indecifrabili ma siamo scivolati verso un impoverimento linguistico che ci preclude la comprensione della realtà, procedure sempre più artefatte e complicate: e non mi riferisco solo all’antica metafora della parola data e della stretta di mano (che pure anticipavano e risolvevano tanti garbugli), ora ci servono algoritmi, tecnologie sofisticate, mentre un uso distorto dell’intelligenza artificiale atrofizza e sostituisce l’uso di quella naturale. Disponiamo di mezzi di comunicazione dalle potenzialità straordinarie ma non riusciamo più a parlarci, a capirci a comprenderci, dalle beghe di condominio alle guerre devastanti. Non ci si ferma più, siamo vittime delle sovrastrutture logiche e illogiche che abbiamo leggi tutto
Un viaggio nell’isola artica di Grímsey tra solitudine, comunità e riscoperta di sé
Questo libro si muove su una linea sottile e affascinante: quella che separa il viaggio fisico dalla fuga interiore. Ambientato nella remota Grímsey, oltre l’Islanda, sulla linea di confine del Circolo Polare Artico, il racconto non è soltanto la cronaca di uno spostamento geografico verso il nord estremo, ma diventa presto il simbolo di una tensione universale: il desiderio di uscire dalla routine, di rompere i confini invisibili della quotidianità.
L’autore compie ciò che molti immaginano soltanto. Parte, si allontana, attraversa il limite del conosciuto fino a raggiungere un luogo che, per posizione e atmosfera, sembra già appartenere più al mito che alla realtà. E proprio qui il libro acquista forza: Grímsey non è solo un’isola battuta dai venti artici, ma diventa uno spazio mentale, una frontiera esistenziale dove il tempo si dilata e l’identità si ridefinisce.
Questo approccio narrativo mi ricorda le interviste che ebbi modo di realizzare con Giovanni Soldini – il navigatore solitario - e Reinhold Messner – il grande alpinista re degli “ottomila metri - due figure che incarnano concretamente ciò che il libro suggerisce sul piano simbolico.
Entrambi raccontano il viaggio non tanto (o non solo) come conquista quanto piuttosto come relazione: con il mare, con la montagna, con leggi tutto
Social, la questione delle fonti
Il processo apertosi davanti alla Corte Superiore di Los Angeles il 18 febbraio e conclusosi il 25 marzo 2026 con la sentenza di condanna di Meta e Google (YouTube) a risarcire i danni ad una ragazza per i danni psicologici provocati dalla dipendenza digitale dall’uso continuato e intensivo delle piattaforme social, ha destato scalpore al pari di quanto storicamente accaduto in passato negli USA alle lobby del tabacco e dell’alcool. In particolare i vulnus di colpevolezza sono stati evidenziati nelle omesse azioni di responsabilità e vigilanza rispetto allo scrolling infinito, al tipo e alla qualità delle notifiche e ai suggerimenti mirati che prescindono dalla considerazione dell’età degli utenti.
Ma nel merito e oltre il dato tecnico la condanna ha assunto il significato di una presa di coscienza riguardo alle conseguenze che possono essere provocate specialmente in danno di bambini e adolescenti dalla navigazione incontrollata e senza una rete di protezione rispetto al discernimento dei contenuti visionati - per i quali non esistono filtri o limiti di fruizione - e alla immedesimazione emotiva – con evidenti conseguenze comportamentali – che i giovani utenti metabolizzano a seguito di una sovresposizione intensiva e perdurante nel tempo fino a creare una sorta di dipendenza virale, con distonie e patologie da malassorbimento.
Titanic Europa
L’autore di questo lucido e impietoso saggio edito da Liberilibri - il giornalista e scrittore Giulio Meotti, storica firma de ’Il Foglio’ – ad un certo punto della sua introduzione definisce “l’Unione europea … una nave alla deriva senza motore, timone e bussola, con un equipaggio sull’orlo dell’ammutinamento e ignara che il capitano ha un flute di champagne in mano mentre il Titanic affonda. La metafora del Titanic che si inabissa è ricorrente nella considerazione del Vecchio continente come possibile naufragio nel più ampio contenitore del mondo occidentale, considerando le derive storiche e quelle più attuali dove si evidenziano dinamiche involutive alle quali non si riesce a metter mano, quasi si trattasse della lenta agonia che porta ad un destino già scritto. Ben altre erano le premesse dopo la seconda guerra mondiale, il progetto volgeva lo sguardo ad una Comunità di Stati che salvaguardando le tradizioni identitarie nazionali costruisse una realtà politica, istituzionale e organizzativa che le trascendesse in nome di un interesse superiore e condiviso.
Secondo Meotti l’Europa assomiglia ancora oggi (e forse più di ieri) ad una “Eutopia”, una sorta di immaginifica rappresentazione di un luogo ideale di pace e benessere a cui si aspira e che ci si prefigge di costruire: leggi tutto
Il cervello di un moscerino potrebbe essere caricato su un chip
La corsa alla miniaturizzazione – di cui abbiamo appreso metodica e risultati nel libro di Gordon E. Moore “La legge che muove il mondo” non è meno intrigante e affascinante dell’esplorazione dell’immensità dello spazio, lo ricordava e raccomandava nel 1995 lo stesso ricercatore, genio della chimica e dell’informatica e fondatore di INTEL: “Voglio incoraggiare ciascuno di voi a pensare sempre più in piccolo”. Pare che lo abbia preso alla lettera e sia andato oltre – dove finora nessuno è arrivato- Alex Wissner-Gross, fondatore di Eon Systems Pbc, che in un articolo e in un video caricato su You Tube ha affermato di essere riuscito ad emulare il cervello di un moscerino della frutta e a riprodurlo in un chip di silicio. La notizia finora non è stata pubblicata su una rivista scientifica e quindi al momento non è validata, per cui va letta ed appresa con cautela.
Se fosse confermata agli esiti del risultato dichiarato si tratterebbe della prima volta in cui un organo biologico capace di produrre comportamenti multipli verrebbe emulato e replicato dentro un corpo virtuale. Questo processo sarebbe il risultato di uno studio pubblicato nel 2024 sulla rivista scientifica Nature dallo scienziato senior di Eon – Philip Shiu – che descrive un modello computazionale dell’intero cervello adulto leggi tutto
Baby Bang
Preceduto da una breve ma intensa prefazione di Mauro Magatti, Ordinario di Sociologia dell’UNICATT di Milano, il saggio (edito da Rubbettino) di Vincenzo Abbatantuono e Angelo Palmieri, - rispettivamente docente e sociologo progettista sociale, entrambi studiosi dei temi del disagio giovanile, delle dipendenze patologiche e dell’ inclusione - esplora la condizione giovanile e le sue peculiarità problematiche, a cominciare dalla precarietà come condizione esistenziale prevalente in un mondo carente di certezze e prospettive nel futuro. Supportata da una serie di dati statistici desunti da fonti attendibili come ISTAT, Eurostat, OMS, Ministero dell’Istruzione e del merito, l’analisi descrittiva delle evidenze si fa interpretazione delle cause prevalenti fino ad ipotizzare un quadro di strategie possibili per superare l’impasse oggi percepita come prevalente.
Già in esordio gli autori evidenziano un paio di dati statistici eloquenti: i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training) – ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi di formazione – hanno raggiunto, secondo l’ISTAT, il 16,1% della popolazione in questa fascia di età, pari a circa due milioni di soggetti. Contemporaneamente nel nostro Paese In Italia, la situazione dei giovani in cerca di lavoro rimane particolarmente critica: il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) leggi tutto
Alfabit. L'italiano digitale dagli SMS all'IA
Alfabit è un mix tra la tradizione linguistica dell’alfabeto e il bit (inteso come unità minima dell’informazione digitale): questo è il titolo del libro (edito da IL MULINO) ma è anche il riassunto semantico di una storia dell’evoluzione nel modo di comunicare generata dall’introduzione – esponenzialmente pervasiva fino a diventare prevalente – delle tecnologie nella nostra vita quotidiana. L’autore ricorda come già nel 1963 Umberto Eco preconizzava il passaggio dalla beat generation alla bit generation, prodotta dall’avvento dell’informatica. E in questa mutazione – che rappresenta decenni di studi accademici del Prof. Giuseppe Antonelli docente di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia – si susseguono date significative: dal primo SMS del 3 dicembre 1992 (dove era scritto Merry Christmas) al primo vocale WhatsApp nel 2013, al sorpasso nel 2014 del telefonino da parte dello smartphone (che rende oggi il primo un cimelio per minimalisti delle semplici telefonate via cellulare e il secondo un prodotto tecnologico sempre più sofisticato e – al momento – insuperabile), al primo apparire di ChatGPT nel 2023, lasciando intendere che la produzione linguistica degli LLM (large Language Models) è destinata ad una evoluzione inarrestabile e dagli esiti potenziali al momento imprevedibili, fino all’I.A. e alle sue applicazioni fruibili e interattive.
Per dare un’idea comparativa basti pensare a come era fatto il Commodore 64 leggi tutto
Il caso Esposito
Nell’ incipit della prefazione di Giuliano Ferrara si fa menzione a ‘Il processo’ di Franz Kafka come paradigma utile a comprendere la vicenda giudiziaria che ha coinvolto (fino all’assoluzione) il senatore Stefano Esposito e l’imprenditore Giulio Muttoni. L’analogia risulta calzante perché il celebre romanzo – che ha un epilogo diverso e tragico – spiega in tutte le sue allegorie e le iconiche rappresentazioni il ‘paradosso’ come chiave di lettura di questa storia. E così in questo libro scritto da Ermes Antonucci ed edito da Liberilibri si descrive quello che l’autore mette insieme in tutti i passaggi di ciò che definisce nel titolo un ‘massacro giudiziario’. Per averlo letto più volte, apprezzato fino al coinvolgimento emotivo più profondo e fatto oggetto di un saggio di approfondimento, ritengo che il capolavoro kafkiano è forse – senza molti giri di parole – la rappresentazione narrativa universale dell’inspiegabile nello sviluppo di una trama sghemba, di uno spaesamento esistenziale che può portare alla follia, alla soccombenza di fronte a ciò che resta lungamente indimostrabile, fino al punto che gli stessi oscuri personaggi del romanzo, le stanze, le scale, le aule, gli stambugi di un improbabile palazzaccio con i suoi labirinti e le sue risposte sempre rimandate raccontano una storia che leggi tutto
Crescere connessi: una sfida per genitori e figli
In questo agile libro alla portata di tutti i target di lettori, ma pensato principalmente per i genitori, l’autore – docente di Psicologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, esplora il mondo dell’approccio alle tecnologie da parte dei bambini e degli adolescenti. Lo fa con l’intendimento di non demonizzare questo dilagante e pervasivo mondo degli strumenti digitali di uso ormai comune, nella consapevolezza che occorra posizionarsi in un’ottica di utilizzo consapevole e non di preconcetto rifiuto. Ciò che fa parte della quotidianità di ogni famiglia può essere uno strumento per facilitare conoscenze e apprendimenti se i genitori si identificano nel ruolo di accompagnatori dei propri figli, non come controllori o censori (vietare e demonizzare suscita spesso conseguenze opposte) ma come traduttori e guide nel passaggio dal mondo reale a quello virtuale, una dinamica che tutti ci riguarda ma che nella giovane età necessita di un oculato accompagnamento. Il pregio di questo saggio consiste nel considerare le peculiarità proprie di ogni età dell’infanzia e dell’adolescenza, poiché diversi sono gli strumenti utilizzati, la manipolazione, il tempo dedicato al loro uso, le dinamiche di fruizione e gli interessi prevalenti, gli impliciti inconsapevoli e la selezione delle scelte sempre più consapevoli con il crescere dell’età. leggi tutto
La grande transizione del capitalismo
Caro Direttore Dr. Sabella, nel linguaggio ricorrente e nell’immaginario collettivo il dibattito e l’attenzione si concentrano sul tema attuale della cd. “transizione”, considerata nei suoi aspetti più ricorrenti: digitale, energetica, ambientale e nei loro correlati antropologici. Nel Suo libro “La grande transizione del capitalismo” edito da Rubbettino Lei sposta invece il focus sul tema del “capitalismo”. Perché?
Nel dibattito pubblico la parola transizione è diventata quasi una formula magica: digitale, ecologica, energetica. Nel mio libro La grande transizione del capitalismo ho scelto di spostare il focus proprio su questo punto: non stiamo vivendo una transizione neutra, ma una trasformazione strutturale del capitalismo. Parlare solo di tecnologia significa eludere la questione centrale: chi decide, chi guadagna, chi perde. Siamo di fronte a una riorganizzazione profonda delle forme di accumulazione, dei rapporti di potere e dei meccanismi di legittimazione dell’economia globale. Il capitalismo non cambia per caso: cambia per continuare a riprodursi. Joseph Schumpeter lo aveva già colto descrivendolo come un sistema fondato sulla “distruzione creatrice”, in cui l’innovazione rompe equilibri, genera crescita ma anche instabilità. La trasformazione non è dunque un’anomalia, bensì la condizione normale di funzionamento del capitalismo. Negli ultimi decenni questa dinamica si è intensificata: alle grandi ondate di innovazione si sono leggi tutto


