Ultimo Aggiornamento:
21 luglio 2021
Iscriviti al nostro Feed RSS

Argomenti

Il bandolo della matassa

Francesco Provinciali * - 10.07.2021

Il fascino della vita consiste nei suoi chiaroscuri: quando ci sembra di aver capito tutto, di aver afferrato il bandolo della matassa, ci tocca di cominciare tutto da capo.

Possiamo forse dire: ho capito, è tutto chiaro, ecco la soluzione?

L’evidenza dei fatti e le smentite della vita mettono spesso in discussione il nostro acume ma la difficoltà ancora più grande consiste nell’ammettere quanto sia arduo condividere i reciproci punti di vista.

Siamo letteralmente immersi nei luoghi comuni: di tutte le spiegazioni avute, di quelle date e sentite nessuna è stata finora così convincente da metterci d’accordo su uno zoccolo duro, un comune denominatore di sentimento e di civiltà, nel darci quattro o cinque principi che ci consentano di vivere in armonia prima di accorgerci che l’esistenza è troppo breve e sempre piena di imprevisti e fregature.

L’aspetto più grottesco della situazione consiste nel fatto che abbiamo tutti ragione da vendere: chi parla, chi tace, chi urla, chi rivendica, chi annuisce, chi contesta, chi protesta, chi comanda, chi ubbidisce.
La regola dei distinguo, dei “ma” e dei “se” è trasversale: età, paese, ceto sociale, cultura, religione.

Il mondo è bello perché è vario, basterebbe almeno capirsi ma la pedagogia sociale è oggi scienza dei perdenti. leggi tutto

L’ambiente, la cultura, la storia: quando i simboli vanno in frantumi (e la politica anche)

Raffaella Gherardi * - 10.07.2021

Erano i primi giorni del 2018 quando in molti siti ambientalisti europei e anche in svariati media vennero riportate le immagini della scalata da parte di alcuni attivisti di Greenpeace della imponente ex Chiesa cattolica di San Lamberto a Immerath, in Germania (Immerather Dom), nella regione della Renania. Essi vi appesero un grande striscione giallo sul quale era scritto: “Chi distrugge la cultura distrugge anche gli esseri umani.” (Wer Kultur zerstőrt, zerstőrt auch Menschen.) Dopo alcune ore lo striscione venne rimosso e gli attivisti allontanati dalle forze dell’ordine e fu possibile di lì a breve procedere con efficienti mezzi meccanici all’abbattimento, già da tempo programmato, dello Immerather Dom, per far posto all’allargamento di una gigantesca miniera di lignite a cielo aperto. E immediatamente comparvero anche sul web i filmati della distruzione di quello che per secoli era stato un importante edificio di culto, (presente fin dal XII secolo e nei secoli successivi più volte riedificato e ampliato e ricostruito, nella sua forma tardo-ottocentesca, anche dopo i gravi danneggiamenti riportati nel corso della seconda Guerra mondiale), saturo della storia di un intero territorio tedesco e delle eredità in senso ampio e della cultura del suo popolo. I commenti che accompagnavano leggi tutto

Etica, ecologia, responsabilità: conversazioni su l'etica dell'informazione

Francesco Provinciali * - 07.07.2021

Viviamo, oggi, una babele di linguaggi, creata dalle tecnologie sempre più
sofisticate: linguaggi utili, certamente, ma inadatti all’articolazione del pensiero.
Siamo sommersi da continue informazioni, sondaggi, notizie false o manipolate.
Di fronte a tutto questo, si fa urgente l’esigenza di una corretta informazione e
dei valori etici che devono guidarla
.

 

L’abstract con cui – sul proprio sito - la casa Editrice Armando presenta il libro è davvero un incipit adeguato all’analisi socio-culturale che gli autori sviluppano con linearità e coerenza, restando fedeli ai temi che sono sottesi ad un titolo tanto connotativo quanto efficace e decisamente impegnativo, come essi stessi spiegano: “è ciò che abbiamo tentato di fare in questa lunga conversazione, convinti che solo attraverso una comunicazione che si fa dialogo e una informazione fondata, chiara e a tutti accessibile sia possibile capirci e convivere”. Il tema della convivenza sostenibile tocca presente e futuro e riguarda il rapporto tra progresso e natura, i conflitti generazionali, i beni comuni, le compresenze interculturali e il loro rispetto, ma anche l’uomo al cospetto di un mondo interconnesso e digitalizzato.

L’introduzione di Giampiero Gamaleri, Ordinario di sociologia della comunicazione ed ex Consigliere di amministrazione della RAI, mette a fuoco gli ambiti e gli argomenti considerati nel testo, leggi tutto

Fare le cose per bene

Francesco Provinciali * - 03.07.2021

Come siamo cambiati? Come viviamo? Quali speranze coltiviamo per il nostro futuro?

Una prima osservazione riguarda lo straordinario progresso scientifico e tecnologico che ci ha offerto potenzialità di miglioramento un tempo impensabili.

Le aspettative di vita sono esponenzialmente cresciute in quantità e qualità

Non si può non constatare, poi, con che peso e in che misura l’economia abbia influito sugli stili di vita e come la teoria della crescita illimitata, del benessere diffuso, dell’offerta di beni e servizi si stia misurando – in tempo di crisi – con la realtà, sollecitando riflessioni, valutazioni e consuntivi in ogni aspetto del vivere.

Ma quando la gestione della ricchezza prodotta non è accompagnata da un solido fondamento etico si generano disuguaglianze, ingiustizie, nuove e crescenti povertà.

La forbice tra sovrabbondanza e indigenza si sta divaricando sempre più e non è fuori luogo  correlare questa tendenza con le azioni tardive della politica e dei governi, con la loro incapacità di riequilibrare questo crescente gap.

Soprattutto perché non si tratta di un fenomeno limitato a certe aree geografiche o alla differenza storicizzata tra paesi poveri e paesi benestanti.

Anche nelle più evolute civiltà occidentali si stanno generando nuove e inconsuete sacche di povertà emergenti, fino a modificare e a leggi tutto

L'esperienza consolida la conoscenza

Francesco Provinciali * - 26.06.2021

Esperienza non è solo il nome che siamo soliti attribuire ai nostri errori, come maliziosamente ebbe a dire Oscar Wilde.

E’ piuttosto un valore aggiunto che integra e concretizza le conoscenze che possediamo, una personalizzazione del sapere che contribuisce a definire in ciascuno di noi diverse e originali identità.

Interessa riprendere in considerazione questo assunto, ogni volta che si sente parlare di scuola e di cultura: in genere la tendenza prevalente è quella opposta, si è portati a teorizzare e generalizzare laddove servirebbero maggior senso pratico, buoni esempi e capacità di stimolare il desiderio di apprendere.

Una buona formazione non consiste tanto nel riempire un secchio ma nell’accendere un fuoco (Plutarco- Rabelais) : è la motivazione la forza straordinaria che spinge ad imparare.

Sentendo parlare da anni di riforme e poi ancora di riforme, di ‘emergenza educativa’ e di derive critiche da ultima spiaggia viene da domandarsi se questi sussurri e queste grida non siano piuttosto il risultato di analisi astratte, di teorizzazioni problematizzanti, di forzature concettuali: polarizzando nella scuola i mali e le colpe dei conflitti generazionali ma soprattutto caricandola di responsabilità totalizzanti e senza appello si finisce col discettare di giustizia e di applicazione della pena con un imputato – suo malgrado- contumace e senza difesa. leggi tutto

Adolescenti e linguaggio dei social

Francesco Provinciali * - 12.06.2021

Ogni generazione ha un suo linguaggio prevalente e molte delle incomprensioni tra giovani e adulti derivano proprio dalle reciproche specificità espressive.

Non si tratta solo di tratteggi semantici, di approccio narrativo, di forma.

Ci sono anche i contenuti, le ricorrenti analogie del dire e del fare che riflettono la corrispondenza con le esperienze di vita e i modi di pensiero e che sono lo specchio dei tempi e dei luoghi dell’esistenza.

Gli stili espositivi replicano gli stili di vita.

I bambini, i ragazzi di oggi si esprimono con più facile disinvoltura, sono più svincolati dai codici espressivi consegnati dalla famiglia e dalla scuola, a volte usano una terminologia ripetitiva e generalista, quasi disarmante.

Tra di loro però si capiscono e questo rafforza il teorema del gap generazionale.

E poi c’è tutto il mondo delle nuove tecnologie, dei telefonini, del rap e della musica metal: un mondo di marchingegni e diavolerie che ha affinato certe competenze e certe abilità a discapito di altre.

Non dobbiamo però vedere tutto in termini negativi, anche il nostro punto di vista è in fondo relativo.

Mi sembra che il linguaggio dei giovani meriti più benevolenza critica e più indulgenza emotiva di quanto gli venga solitamente riservato. leggi tutto

L'intuizione di Walter Benjamin

Francesco Provinciali * - 05.06.2021

Tra il 1935 e il 1939 Walter Benjamin - filosofo, scrittore, critico letterario e teatrale, sociologo, epistemologo tedesco- si cimentò in più stesure del saggio “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”. L’ultima versione del 1939 uscì postuma solo nel 1955. La prima traduzione italiana apparve nel 1966 pubblicata dalla casa editrice Einaudi. Soggetto a varie revisioni e integrazioni da parte dello stesso autore ma anche a tagli redazionali non autorizzati e ad arbitrarie manipolazioni il saggio fu di fatto riconsiderato dalla critica a partire dagli anni 60, diventando addirittura un testo citato e approfondito nelle Università durante il periodo della contestazione studentesca.

Tuttavia a poco a poco guadagnò una sua centralità nella cultura sociologica e artistica ortodossa del secondo 900 fino a diventare un classico nello studio, nell’analisi e nella valutazione della cultura di massa partendo da un particolare profilo di considerazione che peraltro si riassume nel titolo stesso del suo lavoro che – va precisato- non esprime solo una critica in senso deteriore sulla cd. “arte di massa”, volendone peraltro cogliere aspetti positivi e potenzialità culturali di cui oggi ci capacitiamo nella pienezza della loro valenza divulgativa.

Considerata l’epoca in cui Benjamin mise mano al suo lavoro di revisione critica del concetto di arte alle soglie della leggi tutto

Il Revenge Porn: considerazioni socio-pedagogiche

Francesco Provinciali * - 29.05.2021

Secondo una ricerca condotta da ‘Women for Security’, la community fondata da Cinzia Ercolano (CEO di Astrea e membro dell’Advisory Board dell’associazione) che raggruppa le donne italiane che si occupano professionalmente della sicurezza informatica, pubblicata il 19 marzo 2021 dall’Agenzia ANSA – rubrica tecnologia – internet & social,  il 90% degli italiani conosce il fenomeno del Revenge Porn, l’88% sa che si tratta di un reato penalmente rilevante, mente il 75% ritiene che lo strumento principale per contrastarlo sia la denuncia all’autorità giudiziaria.

Nonostante il Revenge Porn (letteralmente “pornovendetta” secondo la definizione dell’Accademia della Crusca ma più estensivamente consistente in una locuzione che comprende comportamenti tendenti all’utilizzo diffusivo di immagini o video a contenuto pornografico in danno di una o più persone non consenzienti, carpite nell’intimità o estrapolate da rapporti sessuali consensuali, fino ad includere il sexting, ovvero l’invio a terzi di auto-riprese a contenuto intimo da parte della vittima stessa che le consegna spontaneamente o a cui vengono carpite o usate a sua insaputa, ma riguarda anche la messa in rete di momenti di intimità personale del danneggiato, realizzate ad es. nei bagni pubblici attraverso web cam o riprese occultate, intrusione nel cloud personale), sia stato solo recentemente codificato e integrato nel codice penale come reato, leggi tutto

Comprensione, il vaccino per l'indifferenza

Francesco Provinciali * - 08.05.2021

Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano. (W. Shakespeare)

 

Avremmo piacere se un collega, magari sapendo di qualche nostro cruccio o preoccupazione, si affacciasse alla porta del nostro ufficio chiedendoci “Come va? Posso esserti utile?”.

Ci consolerebbe se, rientrando a casa la sera, trovassimo qualcuno che, prendendoci la mano tra le sue o abbracciandoci, ci restituisse improvvisamente quel calore umano che non abbiamo avvertito nella giungla metropolitana o nelle alterne vicende della giornata?

Ci sarebbe di aiuto se ogni tanto ricevessimo una parola di incoraggiamento, di conforto, di sostegno, specie nei momenti bui nei quali l’anima è più incline alla tristezza e alla depressione?

La solitudine a volte è una situazione cercata, più spesso è una condizione subita.

Nasce dai pensieri, dalle ansie, dai sensi di colpa e si realizza in condizioni esistenziali marginalizzanti ma si rafforza spesso anche per le frequenti e reciproche incomprensioni.

Siamo potenzialmente ricchi di umanità e potremmo avvalercene con straordinaria disponibilità di mezzi e modi di espressione se solo fossimo più accorti nel far buon uso dei nostri sentimenti.

Appartiene alla nostra modernità la tendenza ai solenni proclami: una ormai datata proliferazione di leggi, trattati, declaratorie, impegni, affermazioni di principio che tacita leggi tutto

Le donne, le istituzioni, la cultura politica europea: note a margine del decimo anniversario della Convenzione di Istanbul

Raffaella Gherardi * - 08.05.2021

In data 11 maggio 2021 cade il decimo compleanno della Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica); la prima sottoscrizione avvenne da parte della Turchia, lo stesso paese che poco più di un mese fa ha revocato la sua partecipazione alla Convenzione suddetta. Quest’ultima riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione, dal che consegue che gli Stati vengono ritenuti responsabili se non garantiscono misure adeguate ai fini della prevenzione di tale violenza. Ora, se appare a tutti chiaro che le finalità appena richiamate non vanno molto d’accordo con un regime come quello di Erdogan, non certo modello dal punto di vista dei princìpi cardine dello Stato di diritto e tanto meno dei diritti delle donne, occorre forse interrogarsi da vicino sullo stato in cui versa attualmente la Convenzione di Istanbul all’interno dei quarantasette paesi appartenenti al Consiglio d’Europa, innanzitutto a partire  dalla stessa Unione Europea e dai ventisette Stati che ne sono membri. È del giugno 2017 la sottoscrizione da parte della UE della Convenzione in oggetto, seguita poi, nel novembre 2019, da una risoluzione del Parlamento europeo in leggi tutto