Ultimo Aggiornamento:
19 giugno 2024
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Argomenti

La dissoluzione delle regole, la vera transizione dal reale al virtuale

Francesco Provinciali - 08.06.2024

Piccoli e grandi segni ci rappresentano una crescente accelerazione nel processo di transizione tra la realtà consolidata dei comportamenti prevedibili e delle abitudini che ci conservano, verso le incognite del virtuale, che in modo più onesto e ortodosso potremmo definire il luogo dove tutto è possibile.

Ci sono contrasti stridenti che vanno come schegge impazzite in direzione opposta. Siamo stati affascinati e poi subito impauriti dalla digitalizzazione pervasiva che guida i processi di transizione: oggi tutto è transeunte, il valore della vita, l’autocontrollo, il senso del limite, l’identità.

Tempo fa ragionavamo con il Prof. Vittorino Andreoli sul concetto di “realtà aumentata”: l’incipit era l’avvento del Metaverso e ci si chiedeva se non fosse sufficiente fermarsi a conoscere e rispettare la realtà “normale”, il concetto stesso di normalità. Perché – ci si domandava – dobbiamo creare un mondo esterno a quello in cui viviamo ed accreditarlo come frontiera della futura esistenza? Perché rinunciare alla ragionevolezza, alle regole, all’uso del pensiero critico e- con esso- della stessa coscienza, intesa come consapevole certezza ad un tempo razionale e morale?

In quei giorni Geoffrey Hinton - considerato il padrino dell’intelligenza artificiale- pioniere della ricerca sulle reti neurali e sul “deep learning”, lasciava Google con una motivazione che faceva riflettere: leggi tutto

Le farfalle dell'anima, da dove vengono e dove vanno

Francesco Provinciali - 01.06.2024

Non c’è nulla di più intenso di una vocazione e nulla di più gratificante di poterla realizzare, vederla materializzarsi nelle occasioni che la vita offre quando ci mette a confronto con noi stessi, tra ambizioni, vittorie, sconfitte, riflessioni, decisioni. Questo libro – che è insieme radici, albero e frutti di cui far dono - è la storia di una vita che si esprime con una precoce vocazione: quella del suo autore, il Professor Giulio Maira eminente chirurgo del cervello di fama internazionale. L’eccellente, intensa prefazione di Luigi Gubitosi parte da lontano, da un bambino siciliano che seguendo in clinica nonno e papà medici ha tenacemente voluto continuare la tradizione familiare, “la medicina già fortemente stampata nel suo DNA”, avvertendo con intensità emotiva, curiosità e passione una sola strada da percorrere con motivazione e tenacia. Da queste prime “tracce” introduttive l’autore parte per raccontare sé stesso e il seguito della propria vicenda esistenziale e professionale. Emergono fin dall’incipit della narrazione due tratti distintivi di questa inarrestabile ascesa: il carattere e la determinazione. Della passione ho fatto cenno: essa è il filo conduttore della trama che ha portato Giulio Maira dal ragazzino immerso nel contesto nativo, familiare e ambientale della sua Sicilia (come l’interprete di Nuovo Cinema leggi tutto

Interpretare e guidare la realtà tra radici e sviluppo

Francesco Provinciali - 11.05.2024

Per chi cerca di dare un senso alla propria vita ripercorrendo un viaggio a ritroso e riannodando i fili delle esperienze che via via si sono sovrapposte alla ricerca di una traccia di coerenza è necessario svincolarsi dal coinvolgente “circostante” che abbraccia nel presente ogni forma di comunicazione prevalente, fatta di opinioni, suggestioni e contingenze che sovente prescindono dai necessari approfondimenti e tutto riducono ad una frettolosa diagnosi di complessità , un limbo che avvolge ma deresponsabilizza dal pensare. Ciò è vero soprattutto per chi - svolgendo un’attività intellettuale-

necessita di poter fare sintesi tra memoria del passato e immaginazione del futuro. Ove ciò non fosse si resterebbe impantanati nell’oggi senza un ancoraggio alle radici esistenziali individuali e collettive, privi di una matita che ci consenta di tratteggiare modelli di sviluppo.

Per Giuseppe De Rita, fine osservatore dell’evoluzione delle dinamiche socio-economiche e culturali dal dopoguerra ai giorni nostri, fondatore e Presidente del più autorevole Istituto di ricerca sociale, possedere questa capacità di scandagliare nelle intersezioni degli epifenomeni sociali considerati, ha costituito una sorta di lunga, coerente parabola professionale. È lui stesso che spiega un’avvertita esigenza e la confessa: “Mi è venuta incontro la necessità di capire se tutto il lavoro svolto per decenni con curiosità e leggi tutto

Il lento declino dell'Occidente

Francesco Provinciali - 27.04.2024

Lo scorrere del tempo nasconde mutamenti e trasformazioni che percepiamo nella loro dimensione globale ma anche attraverso i segni che leggiamo nelle piccole cose. Ci sono – in questa epoca travagliata e sempre minacciata dall’incipiente pericolo del baratro – guerre devastanti e genocidi che coinvolgono gli Stati e i popoli, le etnie, le culture, le religioni: non c’è limite al peggio né spazio per una civile resipiscenza. Sono fatti che ci raccontano l’inquietudine umana, la bramosia del potere, l’assenza della memoria, i pericoli del fondamentalismo, la messa al bando di ogni limite: è una minaccia continua che si espande a macchia d’olio e dimostra quanto sia insieme crudele e stupido il genere umano. Le buone notizie non si trovano più neanche nel mercatino dell’usato mi aveva detto Maurizio Belpietro e se da qualche parte narrano una dimensione umana che semina gesti di bontà e desiderio di pace, restano occultate nella vorticosa e mistificante narrazione dei social media. Ci sono anche- dicevo – segni che intercettiamo nella quotidianità e durano un battito di ciglia ma – sedimentandosi e ripetendosi – finiscono per lasciare traccia. Gli uni e gli altri fenomeni – quelli grandi e incontenibili come le guerre, i conflitti, la sostenibilità ambientale e quelli dentro o poco leggi tutto

Il problema della classe dirigente (e del suo reclutamento) in Italia

Francesco Provinciali - 13.04.2024

Da quando uscì nel 2007 suscitando molto scalpore, il libro LA CASTA di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella ha raggiunto negli anni un indice di gradimento del 66% tra i lettori. Il successo editoriale va attributo al merito degli autori, capaci di sintetizzare una deriva negativa di immagine e accreditamento della classe politica nel nostro Paese, descrivendone i difetti più radicati e ricorrenti, dall’incompetenza all’autoreferenzialità, dai cambi di casacca dei voltagabbana ai privilegi, alle immunità, alle prebende, ai vitalizi. Se fosse riscritto oggi quel libro dovrebbe volgere al plurale il suo titolo poiché nel frattempo di sono accreditate  altre categorie un tempo in sordina ma negli anni via via emergenti e sempre più spesso al centro della cronaca, in una dimensione di spettacolarizzazione di ruoli e funzioni, a cominciare dalla magistratura, per proseguire nel mondo dell’informazione fino ai cenacoli sindacali che trovo svuotati di indipendenza e autonomia e collocati in una sorta di collateralismo ai partiti a livello centrale-nazionale, pur residuando in periferia l’importante ruolo dell’assistenza dei patronati.

Innovazione e sviluppo economico hanno creato una differenziazione nel mondo del lavoro ma le crisi aziendali e le chiusure delle piccole e medie imprese sono all’ordine del giorno, presto si aggiungeranno l’intelligenza artificiale, leggi tutto

Il vero e il falso. Il 19° rapporto Censis sulla comunicazione

Francesco Provinciali - 23.03.2024

L’11 marzo u.s. è stato presentato c/o la Sala degli Atti Parlamentari – Biblioteca del Senato ‘Giovanni Spadolini’ - g.c. - il 19° Rapporto del CENSIS sul tema della comunicazione, introdotto e coordinato dal Segretario Generale dell’Istituto di Piazza Di Novella a Roma, Dott. Giorgio De Rita.  La sintesi dell’indagine è raccolta in un fascicolo di 32 pagine, ricche di dati e informazioni sulle evidenze riscontrate, a loro volta catalogate in 6 paragrafi riassuntivi: 1) Le diete mediatiche degli italiani nel 2023, 2) L’Informazione: la riscossa dei social network, 3) Cercasi indipendenza e qualità, 4) Le Serie televisive: il trionfo della personal tv, 5) L’intelligenza artificiale: opportunità o minaccia? 6)Il Politically correct: dare importanza alle parole. Le analisi del CENSIS si avvalorano per l’ampiezza delle ricerche, il target di rilevazione, la scientificità nella raccolta e presentazione dei dati, la fedeltà rispetto alla consegna del tema, la prospettazione dei risultati e la pertinenza riguardo alle attese conoscitive a livello di comunicazione sociale oltre all’offerta di utili indicatori di approfondimento.

Ciò vale per l’annuale Rapporto sullo stato sociale del Paese e – in questa fattispecie – rispetto al particolare argomento di trattazione. Nella presentazione e nel contenuto complessivo del Rapporto balza subito in evidenza la dicotomia vero-falso che sostanzia e avvalora il titolo della Ricerca: il riferimento ‘macro’ leggi tutto

Influencer: illusioni, chiacchiere e distintivi

Francesco Provinciali - 02.03.2024

“Io penso che la cultura contemporanea dovrebbe recuperare la cultura greca nella accezione del limite. Dovremmo essere davvero più limitati. Dovremmo davvero non guardare verso la meta nelle forme del progresso che poi non è progresso come semplice sviluppo. Non dovremmo esagerare nelle nostre manifestazioni dovremmo mantenere la misura”. Uso queste parole di Umberto Galimberti che mi ha fatto dono di un’intervista indimenticabile, per introdurre il tema legato alla figura dell’influencer, come mi è stato chiesto. Perché ciò che esprime Galimberti – il suo postulare la riscoperta del limite e il valore della misura- è quanto di più sideralmente lontano da ciò a cui l’influencer si ispira.  Stiamo passando il lento transito dal relativismo etico al negazionismo e – insieme a questo passaggio- affianchiamo la dematerializzazione della vita, il distacco dalla condizione di natura, la sostenibilità generazionale e di contesto: tutto questo può essere riassunto nella sovrapposizione del virtuale rispetto al reale.

L’esistenza diventa l’alcova delle mistificazioni, un contenitore immaginifico di illusioni dove la ricerca della felicità crea spazi impensati per questa pedagogia sociale predicata dagli influencer, una professione che nasce dal nulla e il nulla produce: solo affabulazioni, promesse, istruzioni per l’uso, miraggi, modelli personologici costruiti artificialmente, dietro cui si celano interessi commerciali enormi leggi tutto

Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici

Francesco Provinciali - 17.02.2024

Il DPR 13/06/2023 n.° 81 – ‘Codice di comportamento dei dipendenti pubblici’ – pubblicato sulla G.U. 150 del 29/6/2023 è rimasto lungamente dormiente nei cassetti delle scrivanie degli interessati fino a diventare – ‘improvvisamente’, direbbe Dostoevskij –una delle letture più praticate nella P.A. Ad esempio per le scuole, a cui è stato solo recentemente trasmesso a cura dei Dirigenti di Istituto, potrebbe significare la necessità di un richiamo ai doveri deontologici di docenti e personale ATA, data la delicatezza dei dati trattati: non sempre la legiferazione ordinaria recente tiene in debito conto e attribuisce il dovuto risalto alla tutela dei dati personali, che deve rispettare le linee di indirizzo, i ruoli, le responsabilità stabilite da Regolamento Europeo n.° 679/2016. Firmato dal Ministro Zangrillo, dalla Presidente Meloni e dal Capo dello Stato Mattarella, il testo normativo elenca con puntuale e lodevole descrizione alcune norme essenziali di comportamento per un ‘corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media da parte dei dipendenti pubblici, anche al fine di tutelare l'immagine della pubblica amministrazione’. Un atto regolamentare necessario ed utile, considerato il diffuso ed esponenzialmente crescente utilizzo delle nuove tecnologie che – di fatto – costituiscono un potenziale canale di esternalizzazione di atti, documenti e procedure che inglobano “l’ubi consistam” leggi tutto

La grande tecnologia e la crisi dello sfruttamento sessuale minorile online

Francesco Provinciali * - 10.02.2024

Con questo odg la Commissione Giustizia del Senato USA ha convocato e audito i potenti dell’hi tech, coloro che detengono il primato dei social media americani: in quella sede è andata in scena una sorta di messa in stato d’accusa della comunicazione e dell’informazione via web, per le conseguenze drammatiche provocate in danno di minori e adolescenti caduti nelle “rete” : erano infatti presenti molti genitori di ragazzini vittime di adescamenti sessuali, giochi pericolosi, istigazione al suicidio.

Sul banco degli invitati-imputati i CEO dei cinque principali network USA (ma con influenza e penetrazioni planetarie), da Mark Zuckerberg (Meta), Linda Yaccarino (X), Shou Chew (Tik Tok) Evan Spiegel (Snap) e Jason Citron (Discord). Da quanto diffuso dai media americani non si è trattato di una messinscena, vista la durezza delle accuse peraltro debordate anche sul coté della politica: di fatto la campagna elettorale per le presidenziali è virtualmente aperta pur nell’attesa di presentare i due contendenti ma l’argomento era troppo ghiotto per trasformare la conferenza in una burletta di simulazioni e domande concordate. Da alcuni anni a questa parte la diffusione delle tecnologie, la dilagante digitalizzazione, gli scenari aperti dal metaverso e dagli iniziali esperimenti di intelligenza artificiale hanno imposto un’area tematica che sta rivoluzionando leggi tutto

Per una educazione al silenzio

Francesco Provinciali * - 16.12.2023

“Eppure io credo che se ci fosse un po’ di silenzio, se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire”.  (Federico Fellini, 1920-1993)

«Oggi tutti parlano e nessuno sta a sentire. Bisogna fare silenzio per poter ascoltare”.

(Ezio Bosso, 1971-2020)

 

Nella società definita complessa l’incomunicabilità è anche paradossalmente dovuta ad un uso sovrabbondante delle parole: se tutte quelle che usiamo ogni giorno servissero per farci capire ci sarebbe più concordia nella reciprocità del vivere.

Ma le parole si aggiungono ai suoni e questi ai rumori in un crescendo assordante che pervade

la nostra quotidianità.

Siamo accompagnati da un sovrastante dominio del mondo esterno su di noi.

Anche se non ce ne accorgiamo siamo costretti a rapportarci e misurarci continuamente con messaggi, richiami, stimoli, sollecitazioni, impulsi che ci raggiungono e che, volenti o nolenti, condizionano la nostra vita e le nostre abitudini fino regolarne i tempi e gli spazi di manifestazione.

Anche negli apprendimenti scolastici vige questa regola: anzi l’educazione altro non è che un passaggio dall’esterno all’interno di nozioni, norme, conoscenze, comportamenti, regole, informazioni, dati, valori.

Nei chiaroscuri della mia ormai lunga memoria professionale in campo scolastico non posso dimenticare la metaforica rappresentazione della tabula rasa, di quel luogo immaginario della mente leggi tutto