Ultimo Aggiornamento:
15 maggio 2021
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Argomenti

Comprensione, il vaccino per l'indifferenza

Francesco Provinciali * - 08.05.2021

Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano. (W. Shakespeare)

 

Avremmo piacere se un collega, magari sapendo di qualche nostro cruccio o preoccupazione, si affacciasse alla porta del nostro ufficio chiedendoci “Come va? Posso esserti utile?”.

Ci consolerebbe se, rientrando a casa la sera, trovassimo qualcuno che, prendendoci la mano tra le sue o abbracciandoci, ci restituisse improvvisamente quel calore umano che non abbiamo avvertito nella giungla metropolitana o nelle alterne vicende della giornata?

Ci sarebbe di aiuto se ogni tanto ricevessimo una parola di incoraggiamento, di conforto, di sostegno, specie nei momenti bui nei quali l’anima è più incline alla tristezza e alla depressione?

La solitudine a volte è una situazione cercata, più spesso è una condizione subita.

Nasce dai pensieri, dalle ansie, dai sensi di colpa e si realizza in condizioni esistenziali marginalizzanti ma si rafforza spesso anche per le frequenti e reciproche incomprensioni.

Siamo potenzialmente ricchi di umanità e potremmo avvalercene con straordinaria disponibilità di mezzi e modi di espressione se solo fossimo più accorti nel far buon uso dei nostri sentimenti.

Appartiene alla nostra modernità la tendenza ai solenni proclami: una ormai datata proliferazione di leggi, trattati, declaratorie, impegni, affermazioni di principio che tacita leggi tutto

Le donne, le istituzioni, la cultura politica europea: note a margine del decimo anniversario della Convenzione di Istanbul

Raffaella Gherardi * - 08.05.2021

In data 11 maggio 2021 cade il decimo compleanno della Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica); la prima sottoscrizione avvenne da parte della Turchia, lo stesso paese che poco più di un mese fa ha revocato la sua partecipazione alla Convenzione suddetta. Quest’ultima riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione, dal che consegue che gli Stati vengono ritenuti responsabili se non garantiscono misure adeguate ai fini della prevenzione di tale violenza. Ora, se appare a tutti chiaro che le finalità appena richiamate non vanno molto d’accordo con un regime come quello di Erdogan, non certo modello dal punto di vista dei princìpi cardine dello Stato di diritto e tanto meno dei diritti delle donne, occorre forse interrogarsi da vicino sullo stato in cui versa attualmente la Convenzione di Istanbul all’interno dei quarantasette paesi appartenenti al Consiglio d’Europa, innanzitutto a partire  dalla stessa Unione Europea e dai ventisette Stati che ne sono membri. È del giugno 2017 la sottoscrizione da parte della UE della Convenzione in oggetto, seguita poi, nel novembre 2019, da una risoluzione del Parlamento europeo in leggi tutto

Resistere alle parole

Francesco Provinciali * - 01.05.2021

Uno è padrone di ciò che tace e schiavo di ciò di cui parla.
(Sigmund Freud)

 

“Sturm und drang”: tempesta e assalto.

Questa sembra la migliore metafora per una immagine oggi prevalente: quella della vorticosa, incessante presenza delle parole nella nostra vita.

Non è forse la parola la più straordinaria espressione dell’intelligenza umana?

Descrive, spiega, anticipa, apre, conclude, è la chiave di accesso alla porta che si spalanca sul mondo, è il filo sottile che unisce l’umanità, ordito e trama di un invisibile alfabeto universale che ci permette di capire ed essere capiti.

Ma non sempre la sua presenza è così neutrale.

A volte la parola è il nemico invisibile con cui dobbiamo combattere, la catena opprimente che vorremmo spezzare, la verità apparente che ci preme di confutare.

Ci nutriamo avidamente di parole prima che siano loro a impossessarsi della nostra anima.

Volenti o no, siamo più che mai immersi in un oceano di cose dette e sentite, partecipiamo al chiacchiericcio universale che prende le sembianze dei tempi nuovi specie quando si materializza e si alimenta con l’uso delle nuove tecnologie.

È come se l’intero pianeta trattenesse il respiro, avvolto e soffocato dall’abbraccio stretto e infinito delle voci che si levano ovunque e che se potessero pure leggi tutto

Il paese progredisce se si vince l'inerzia della burocrazia

Francesco Provinciali * - 10.04.2021

In un lucidissimo editoriale sul Corriere della Sera il costituzionalista e giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese, prende in considerazione e persino menziona le forze che rallentano i processi di sviluppo del Paese: la Sua lunga militanza nelle istituzioni gli consente di individuarle nei sindacati, nel potere giudiziario, nella Corte dei conti, e nell’Autorità anticorruzione, pur ammettendo che l’elenco sarebbe in realtà assai più lungo: è lo è – più esteso- sia in senso diacronico che sincronico, nel presente confuso e contraddittorio dell’esercizio del potere come lusinga personale e diritto di veti incrociati , sia nella storia dal dopoguerra ad oggi, in una sovrapposizione di cancrene sedimentate e inamovibili. In realtà il retaggio è certamente di più datata deriva, al punto da costituire uno specifico aspetto della tradizione politica consolidata fino a farne, in senso deteriore, un fenomeno culturale e sociale, così come i nodi cruciali dove si esercita un potere frenante sono una capitolazione concisa e ridotta di un campionario decisamente più vasto che comprende gli apparati dello Stato nelle sue articolazioni centrali, periferiche e autarchiche.

Una disamina così puntuale, come cittadino che vede le cose dal basso, la accolgo e posso solo descriverne le ricadute: il lungo anno di pandemia che flagella leggi tutto

Dal controllo interno al controllo sociale

Francesco Provinciali * - 27.03.2021

Una delle esigenze postulate con crescente enfasi in tutti i più avanzati modelli di organizzazione sociale è la possibilità di utilizzare diverse chiavi di accesso e di lettura al fine di osservarne il funzionamento, nella prospettiva della loro ottimizzazione.

Quando si parla di trasparenza si intende l’esercizio di una facoltà di penetrazione e di controllo sui meccanismi e sulle finalità del contesto istituzionale considerato.

Tanto che da tempo si insiste sul concetto di “controllo della qualità” allo scopo di rendere tangibile e manifesta la nozione di “bene comune”: se la qualità fosse misurata soltanto dai gestori di un servizio essa avrebbe una valenza prettamente autoreferenziale e giustificativa.

Questo criterio si dovrebbe applicare con maggiore frequenza al funzionamento della complessa macchina politica, agli assetti e ai servizi resi dalla Pubblica Amministrazione, all’intero quadro istituzionale nelle sue articolazioni centrali e periferiche, in quanto una più puntuale definizione del tipo di controllo da realizzare è propedeutica e preliminare al concetto stesso di democrazia partecipata.

In una dittatura o in un sistema di oligarchie ristrette il diritto di esercitare una funzione di controllo sul potere è negato in partenza: chi lo detiene saldamente, infatti, preclude pregiudizialmente ogni accesso e la realtà visibile agli occhi dei più appare leggi tutto

IL DPCM 2 marzo 2021 fa retromarcia sulle tutele dei lavoratori fragili

Francesco Provinciali * - 13.03.2021

Ha avuto solo una parziale soluzione la questione dei "lavoratori fragili",  per i quali la legge di bilancio 2021 - n.° 178 del 30/12/2020 all'art. 481 prevedeva tutele sanitarie  estese fino al 28 febbraio 2021. 

Trattasi delle tutele a suo tempo stabilite dall'art 26 comma 2 e 2 bis del cd. "Decreto cura Italia", per le quali i lavoratori fragili erano in attesa di una proroga,  motivata dall'incremento  esponenziale dei contagi in atto, anche a causa delle numerose varianti del virus in circolazione.

Tuttavia il DPCM del 2 marzo 2021 all'art. 6 ha solo parzialmente rinnovato tali tutele, limitandole all'area del cd. "lavoro agile": con esclusione della previsione normativa più favorevole che equiparava la condizione dei cd. lavoratori fragili al ricovero ospedaliero. (codice INPS V07) al fine di sottrarli al  pericolo di contagio.

E' evidente che un utilizzo lavorativo in un contesto ove siano continuativamente presenti altre persone può favorire promiscuità e contatti fisici.

Ed è altrettanto evidente che una persona fragile per costituzione fisica necessiti del ventaglio più ampio di protezioni e tutele: un contagio potrebbe essere addirittura fatale.

Occorre intanto che sia chiarito il concetto stesso di "lavoro agile": infatti è stata usata nel DPCM questa dizione, anziché la più restrittiva e protettiva collocazione in "smart working".

“Lavoro agile” è una definizione che può leggi tutto

Lei mi parla ancora

Francesco Provinciali * - 27.02.2021

Il regista Pupi Avati ci affascina sempre con le sue ambientazioni intimiste.

Nel Suo ultimo film “Lei mi parla ancora”, racconta (evocando il libro di memorie scritto dal farmacista Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta) la storia di una coppia che si è amata ed è stata insieme tutta la vita. Lei viene a mancare improvvisamente per prima e nella mente del marito riaffiora la memoria del tempo trascorso insieme, per 65 lunghi anni. In particolare dal giorno del matrimonio, quando lei aveva scritto e consegnato a lui una lettera che era un patto d’amore che li avrebbe resi immortali, come in un gioco di rimandi: lei per lui e lui per lei.

Nell’immedesimazione dell’epoca, per quella generazione i matrimoni erano legami intensi, fatti di quotidianità che rinnovava la promessa del primo giorno. Direi che, osservando l’immagine dello scorrere lento del Po (e l’esondazione nel Polesine a rimarcare le alterne vicende della vita), proposta con studiata intensità, con scorci che danno la visione di ampi spazi e di un contesto ambientale con una fisionomia ben nota, quelle unioni seguivano un ritmo che li rendeva parte della natura e dei suoi tempi, e forse celavano davvero un senso di appartenenza e di immortalità. leggi tutto

Quel che resta delle parole

Francesco Provinciali * - 20.02.2021

Ci sono uomini che usano le parole all’unico scopo di nascondere i loro pensieri (Voltaire)

 

La metafora del viaggio, anche nella suggestione della rivisitazione intimista, ben si presta a concedere pause di stacco dalle assorbenti consuetudini ed è occasione di riflessione sulle cose della vita.

Qualcuno rammenterà come fosse ben descritta nel romanzo “Quel che resta del giorno” di Kazuo Ishiguro, dal quale prese spunto il regista James Ivory per un omonimo film che ci fece dono della magistrale interpretazione di Antony  Hopkins.

Ciascuno, a un bel punto della propria esistenza, ha modo di ripercorrere il senso delle cose fatte, delle occasioni mancate e delle opportunità realizzate.

E’un cammino a ritroso nel labirinto dei ricordi, un percorso introspettivo che rinnova memorie, rimpianti, soddisfazioni, fatti, parole e che traccia sempre provvisori bilanci.

L’allegoria del ricordo riaffiora nei chiaroscuri dei dubbi e delle improbabili identità del signor Onoff (un grandioso Gerard Depardieu) in un’altra celebre pellicola – “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore - e nel leit motiv della sua colonna sonora : “ricordare, ricordare è un po’ come morire….perchè tutto ritorna anche se non vuoi. E scordare, scordare è più difficile….se vuoi ricominciare. Ricordare, ricordare quel che c’è da cancellare”.

Quello che resta della nostra leggi tutto

Social, anzi "dissocial"

Francesco Provinciali * - 06.02.2021

Quando scrissi per la “27° ora” del Corriere della Sera l’articolo “Eyeballing: la vodka negli occhi come collirio. I giochi estremi che divertono i ragazzi” tra i vari commenti postati alcuni dubitavano che tra gli adolescenti italiani circolassero passatempi come il ‘knockout game’ (prendere a pugni un passante a caso e lasciarlo per terra tramortito) o il ‘balconing’ (saltare da un balcone facendo a gara nel salire di piano in piano) e poi ancora ‘l’extreme drinking’ (misurarsi a chi beve di più fino a svenire).

Le cronache della “microviolenza quotidiana” hanno via via gradatamente confermato che la meglio gioventù aveva da tempo abbandonato il Monopoli, le Barbie e i trenini elettrici per dedicarsi a passioni sempre più azzardate e rischiose.

Non è necessario essere esperti dei comportamenti adolescenziali,  basta leggere i giornali o ascoltare in TV  le notizie riguardanti una certa evoluzione nei gusti e nelle tendenze: non da parte di tutti, sia ben chiaro ma qualche capofila che importa dal web esempi di “pensieri e comportamenti divergenti” dalle consuetudini domestiche, ludiche o oratoriali c’è sempre e a sua volta miete facile proselitismo, specie tra i soggetti più indifesi, con problematiche comportamentali, personologiche, socio-ambientali o scolastiche.

L’emulazione e la logica del branco ispirano le azioni delle baby gang. leggi tutto

Gli insegnamenti appresi in famiglia servono per la vita

Francesco Provinciali * - 30.01.2021

Gli insegnamenti appresi in famiglia sono sempre, nel bene e purtroppo anche nel male, insegnamenti per la vita.

Ce ne accorgiamo ogni volta che dobbiamo dare un senso alla nostra esistenza, quando ci interroghiamo sulla meta del nostro cammino, quando contiamo i passi della strada che stiamo percorrendo.

Viene un momento in cui ciascuno di noi è chiamato a fare i conti con se stesso e non sempre ci capita di poterlo fare presentando un’apposita domanda scritta.

Non parlo, s’intende, del traguardo finale perché alla meta il giudice d’arrivo potrebbe essere persino  più indulgente dei nostri interessati calcoli soggettivi.

Non è necessario cadere ogni giorno folgorati sulla strada della conversione per capacitarsi del senso della vita: a volte i misteri sono imperscrutabili, sovrastano le nostre capacità di comprensione e non sempre le conclusioni raggiunte sono scevre da accomodanti valutazioni personali.

Ci possono anche bastare gli esamini di coscienza che – dismessi gli abiti di scena indossati durante la giornata e tolte le varie maschere dietro cui siamo soliti nasconderci – ci accompagnano nel sonno quando la sera posiamo la testa sul cuscino.

San Tommaso diceva che il mondo va avanti se gli uomini si dicono reciprocamente la verità ma mi pare che questa affermazione, leggi tutto