Ultimo Aggiornamento:
13 novembre 2019
Iscriviti al nostro Feed RSS

La Cina riduce l’avanzo commerciale con gli Usa. Occasione per l’Europa

Gianpaolo Rossini - 26.01.2019

Un accordo tra Usa e Cina su riduzione dazi e accesso al mercato cinese di beni e capitali sembra vicino.  Gli Usa puntano ad un annullamento dell’avanzo commerciale (differenza tra valore di export ed import) dell’ex impero celeste. Anche se si procede su base bilaterale la richiesta degli Stati Uniti segue un principio di reciprocità che è uno dei pilastri dell’azione del WTO, istituzione multilaterale che disciplina il commercio internazionale. Gli squilibri commerciali intraeuropei da oltre due decenni sono invece coperti da una cortina di silenzio, complice il dettato di Maastricht che li ignora. La trattativa tra Cina e amministrazione Trump nonché le dichiarazioni di Juncker sulle dosi di austerità da cavallo imposte alla Grecia dal 2010 sono però un’occasione per ripensare aspetti problematici dell’area euro, anche per non lasciare l’iniziativa a forze destabilizzanti. Ma quali sono i punti da rivedere?

 Il primo tocca proprio i conti con l’estero. Quando l’euro nasce nel 1999 gli squilibri con l’estero sono ritenuti irrilevanti. Moneta unica e mobilità dei capitali consentono di metabolizzare bilance dei pagamenti sofferenti. Effetti su tassi d’interesse, liquidità nei paesi in posizione deficitaria, stabilità finanziaria non preoccupano. Una convinzione questa che è diffusa anche oltre atlantico, leggi tutto

Il made in Italy agroalimentare, l’Onu e il prosciutto San Daniele

Gianpaolo Rossini - 12.01.2019

L’impegno della nostra diplomazia è riuscito ad evitare lo stigma dell’Onu che avrebbe potuto mettere in difficoltà i nostri gioielli del settore agroalimentare quali il parmigiano, il prosciutto e perfino l’olio d’oliva.  La risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu del 13 dicembre dello scorso anno non ha infatti dato seguito al suggerimento contenuto nel rapporto sulle malattie non infettive “Time to deliver” della alta commissione della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicato questa estate, nel quale si invitavano (nel capitolo 4: Collaborare e regolare, paragrafo D) i governi  a limitare la vendita di cibi definiti dannosi perché contenenti eccessive quantità di zuccheri, sodio e grassi saturi. La risoluzione Onu permette al settore agroalimentare di tirare un sospiro di sollievo. Ma non è una vera vittoria. Le raccomandazioni che vengono dalla OMS rimangono. Alcuni paesi le hanno già fatte proprie accompagnando le confezioni dei cibi con indicazioni sul presunto grado di pericolosità alimentare. Altri seguiranno. Si possono sollevare molte critiche contro il rapporto della OMS ma con questo occorre fare i conti. Perché? In molti paesi del globo soprattutto quelli ad alto reddito e propensione a spesa di qualità la coscienza sanitaria-dietetica è sempre più diffusa. L’attenzione alla qualità leggi tutto

Euro ed UE: un anno di tregua

Gianpaolo Rossini - 22.12.2018

Il sofferto via libera della Commissione Ue alla manovra finanziaria italiana per il 2019 è arrivato dopo estenuanti trattative e con costi molto alti per il bel paese. Il peso maggiore finora pagato è quello dovuto allo spread salito da circa 120 punti prima delle elezioni del 4 marzo agli oltre 320 dei giorni di maggiore tensione della trattativa con le autorità europee a novembre. Si tratta di un aggravio dei conti pubblici che si aggira intorno ai 3 miliardi l’anno ma che potrebbe salire a cifre ben più alte, se lo spread non ritornasse verso quota 100 abbastanza velocemente. La manovra ha comunque dimostrato che il governo non intende né oggi né in futuro rompere con UE ed euro. Ed è forse questo il segnale un po’ rasserenante per i cittadini italiani e per i “mercati”. Questi ultimi, non dimentichiamolo, non sono un’entità globale lontana e minacciosa, come qualcuno nel governo crede, ma sono cuciti anche nei portafogli degli italiani. Le cui scelte di investimento finanziario, o più semplicemente di risparmio, hanno un peso non indifferente nella determinazione dello spread. Lo abbiamo visto in occasione di una asta di BTP di alcune settimane fa riservata ai risparmiatori italiani il cui insuccesso ha dato un segnale particolarmente negativo ai leggi tutto

Alitalia e Ferrovie dello Stato paradosso stellare

Gianpaolo Rossini - 20.10.2018

C’è un aspetto paradossale nel piano di rinazionalizzazione di Alitalia immaginato dal ministro del lavoro per il quale nel capitale della compagnia di bandiera dovrebbe entrare Ferrovie dello stato con un apporto consistente di capitale e con future sinergie. La proposta sorprende in quantoviene da una parte politica che ècontro l’alta velocità delle nostre ferrovie e che sta bloccando opere già in corso che godono di sostanziosi contributi europei. Il paradosso è che i pochi profitti che Ferrovie dello stato ottiene vengono proprio dall’alta velocità. Da una parte si cerca di impedire lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie per l’alta velocità fonte di utili e dall’altra si chiede Ferrovie dello Stato di risanare Alitalia? Ferrovie dello Stato è una Holding pubblicacui fa capo Trenitalia che ha i treni ad alta velocità. La Holding inoltre controlla la rete ferroviaria (RFI), Anas e altre società. Presenta un fatturato di 9.3 miliardi nel 2017 di cui 5.5 arrivano da Trenitalia. Ha un utile netto di 550 milioni di cui 400 da Trenitalia. Ferrovie dello stato sta per emettere obbligazioni per circa 4.5 miliardi sui quali dovrà pagare i tassi che soffrono gli spread impazziti, in quanto condivide lo stesso rating della Repubblica italiana, ovvero BBB. Ha le risorse Ferrovie dello stato per leggi tutto

Ceta, nuove ragioni per ratificare

Gianpaolo Rossini - 13.10.2018

Sui media si riportano in queste settimane stralci del bilancio della Commissione Europea sul primo anno di applicazione del Ceta, accordo di libero scambio tra UE e Canada entrato in vigore il 21 settembre 2017. Il Ceta si basa su 7 punti principali 1. abolizione del 98% dei dazi doganali tra Canada e UE con riconoscimento e protezione di 143 denominazioni geografiche d’origine europee in campo alimentare (di cui 41 italiane) 2. apertura dei rispettivi mercati allo scambio di servizi di trasporto, finanziari, bancari, comunicazioni, professionali come quelli ingegneristici, quelli legali e altri 3. Accesso agli appalti pubblici di tutte le imprese delle due aree 4. snellimento delle norme su investimenti diretti 5. miglioramento della protezione della proprietà intellettuale (copyright e brevetti) 6. standard comuni per ambiente e rispetto dei diritti dei lavoratori 7. più facile entrata nei mercati di Canada e UE per le piccole imprese, soprattutto grazie a procedure doganali ridotte e requisiti tecnici semplificati.

Il bilancio del primo anno è stato positivo per gran parte dei settori economici, come afferma la commissaria UE al commercio internazionale la svedese Malmstrom. Uno dei prodotti italiani che ha visto incrementare di più le sue vendite è il prosciutto di San Daniele Dop, uno dei fiori all’occhiello del made in Italy alimentare, che in un anno leggi tutto

Diesel: caos annunciato

Gianpaolo Rossini - 10.10.2018

I provvedimenti annunciati dalle regioni del Nord Italia per ridurre l’inquinamento atmosferico causato dagli autoveicoli a gasolio erano attesi da tempo. Ma la loro versione definitiva è arrivata solo pochi giorni prima della entrata in vigore.  In tutto il Nord Italia non potranno circolare nelle aree urbane i veicoli diesel con motori da Euro 1 ad Euro 3 nelle ore diurne. È il risultato dell’accordo di Bacino Padano tra Veneto, Lombardia, Emilia e Piemonte che intende ridurre l’inquinamento da polveri sottili che raggiungono nella pianura padana livelli record non presenti in altre aree europee. Due terzi di queste polveri sono causati dagli scarichi di veicoli a gasolio, un idrocarburo meno raffinato della benzina che contiene paraffine che non riescono ad essere interamente catalizzate e che possono essere trattate, ma non eliminate al completo, solo con costosi sistemi di lavaggio degli scarichi che usano additivi organici, come avviene nei camion di ultima generazione.

Lo sviluppo del gasolio per le autovetture è un’anomalia europea non riscontrabile in altre aree del globo, frutto di errori industriali e di sottovalutazione scellerata degli effetti degli scarichi sulla salute dei cittadini.  Il non avere affrontato né a livello europeo né a livello nazionale il problema ha portato a soluzioni di emergenza leggi tutto

I dazi di Trump: un secondo fine?

Gianpaolo Rossini - 26.09.2018

Il 24 settembre scattano dazi del 10% su un volume di circa 200 miliardi di importazioni Usa dalla Cina. Alla fine del 2018 l’aliquota salirà al 25%. Dopo poche ore dall’annuncio di Washington la Cina risponde con analoghe misure protettive limitate però a circa 60 miliardi di importazioni dagli Usa: tempi e aliquote sono esattamente gli stessi: 24 settembre e 31 dicembre.

Quali sono gli obiettivi di misure di protezione su cui l’amministrazione Trump insite da mesi? Alcuni sono chiari. Altri sono meno decifrabili.

Tra i primi c’è il desiderio di ridimensionare il WTO.  Un obiettivo che vien da lontano, dal 1999 quando la prima manifestazione violenta antiglobal ha luogo a Seattle per protesta contro una seduta del WTO nato appena 5 anni prima. Organizzata soprattutto dai sindacati e neonati movimenti no-global è guardata con una certa simpatia dal partito democratico dell’allora presidente Clinton. Qual è il problema del WTO? Semplicemente è l’organizzazione internazionale più democratica del globo dove ciascun paese ha un voto e quello di San Marino conta come quello della Cina. Anche se questo sistema di voto non impedisce a grandi paesi di contare di più è certo un handicap che vanifica in parte il multilateralismo di cui il WTO è l’espressione più completa. Introdurre dazi doganali in maniera spregiudicata giustificandoli formalmente leggi tutto

Dazi: spezzare la catena di errori

Gianpaolo Rossini - 07.07.2018

Da dichiarazioni di questi giorni esponenti del governo italiano sembrano essere favorevoli all’adozione di dazi doganali sulle importazioni dell’Italia. Forse non guasta ricordare che non si possono introdurre limitazioni in entrata in Italia per beni e servizi di partners UE. Anche gli appalti pubblici (public procurement) devono essere aperti a tutti gli operatori continentali. Sono i fondamenti del Trattato di Roma del 1957 e del mercato unico europeo del 1993, caro agli inglesi che, conoscendone i benefici ed essendone stati i paladini, cercano di tenerselo stretto. In secondo luogo le norme doganali verso paesi terzi, fuori UE, sono federalizzate e non rientrano nella potestà dei governi nazionali. L’Italia da sola non può stabilire dazi sulle magliette della Cina. Lo può proporre solo la Commissione con l’approvazione del Consiglio in modo uniforme per l’intera UE. Insomma per le politiche protezionistiche de noantri che copiano Trump non c’è spazio.  Semmai ci dobbiamo chiedere come deve comportarsi la UE di fronte alle gabelle decise oltre atlantico e perché Washington abbia adottato politiche protezionistiche.  Il cruccio della amministrazione Usa è il persistente deficit commerciale con Europa e Cina. Dopo anni di disattenzione, soprattutto  in una Europa un po’ miope, Trump riporta alla ribalta della scena internazionale i leggi tutto

Ceta: meglio ratificare *

Gianpaolo Rossini - 20.06.2018

Libero scambio ed Europa non sembrano più di moda e ne soffre il Ceta, l’accordo di libero scambio stipulato tra Ue e Canada. Nel 1957 col Trattato di Roma che dà vita alla Unione Europea (allora Comunità Europea) i paesi membri delegano le politiche commerciali  verso paesi terzi alla Commissione.  Quando gli accordi riguardano materie  finanziarie  o la proprietà intellettuale, non limitandosi agli scambi mercantili occorre la ratifica di ciascun membro della Ue. Il Ceta, nel 2016 trova l’opposizione della Vallonia, contraria ad aspetti che riguardano le istituzioni chiamate  a regolare i contenziosi commerciali tra produttori Canadesi ed Europei. Il Trattato subisce alcune migliorie venendo incontro alle critiche della regione belga ed è ratificato da alcuni paesi Ue. Che succede nel Bel Paese? Diverse voci del governo giallo-verde si stanno esprimendo per un rifiuto in toto del trattato. Sono spalleggiate dalla Coldiretti, associazione degli agricoltori proprietari di aziende agricole che tuonano contro il trattato che non riconoscerebbe abbastanza prodotti italiani del territorio, e quindi non ne impedirebbe l’imitazione in Canada. A prima vista sembrerebbe l’ennesimo caso di Italia Cenerentola in Europa. Ma è proprio così? Il trattato Ceta è un lungo documento al quale la commissione europea, ha lavorato con i canadesi per più anni. leggi tutto

I dazi di Trump: una ragione in più per tenerci l’euro

Gianpaolo Rossini - 06.06.2018

Tra poco scattano i dazi di Washington su acciaio e alluminio europei. L’amministrazione Usa non si ferma e, anche se negozia con tutti, non recede dalle politiche restrittive annunciate da Trump. I dazi sospesi qualche settimana fa per Ue e partner Nafta, (Messico e Canada) che insieme coprono quasi il 50% del consumo americano dei due metalli, ora sono realtà. La giustificazione è la sicurezza nazionale. Il ministro del commercio Ross dichiara che solo un’economia forte è sicura. Quindi ogni politica protezionista che sostenga le imprese americane può essere adottata con questa stringa un po’ farlocca ma che serve ad evitare l’intrusione del WTO.  Il vecchio continente contava sul suo ruolo di alleato strategico nella Nato tirando in lungo i negoziati. Ma questo non è servito. Sul versante delle relazioni con la Cina sembrava essere stato raggiunto un accordo con un impegno del dragone a tagliare il surplus di conto corrente della bilancia dei pagamenti con gli Usa, che dura dal 1985, di quasi la metà, da 400 a 200 miliardi di dollari annui.  Washington ritiene queste promesse generiche e prepara dazi contro le importazioni cinesi.  Per l’Europa non è finita e all’orizzonte ci sono dazi sulle auto e altri manufatti con la medesima giustificazione.

Quali sono gli obiettivi della leggi tutto