Ultimo Aggiornamento:
01 dicembre 2021
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Vita da criceti: riflessioni per ripensare l’economia e la funzione educativa

Raffaella Gherardi * - 27.10.2021
Boschetti Il senso

Professore ordinario di Strategia d’impresa e docente di management presso l’Università di Bologna, Carlo Boschetti è autore di un volume che fin dal titolo delinea un progetto assai ampio, ai fini di una discussione che va ben oltre l’ambito delle discipline economiche, anche se intese in senso lato e assunte come punto di partenza del dibattito che egli intende affrontare: Il senso della vita e i criceti. Il futuro che prepariamo alle nuove generazioni (Aracne, 2021). E in effetti l’autore, fin dalla prima nota alle brevi considerazioni introduttive finalizzate a spiegare “perché leggere questo libro”, ha cura di sottolineare che chiunque percepisca se stesso come un criceto dovrà astenersi dalla lettura.  Nel corso del volume viene più volte portata alla ribalta, come una sorta di filo rosso, l’immagine simbolica di una contemporaneità che, su scala globale e alla fine di un secolare percorso che ha origine nel moderno Occidente, è costituita da individui/criceti acriticamente e parossisticamente costretti a girare su se stessi all’interno della ruota di un’economia che, dopo aver del tutto perso le ragioni delle sue fondamenta,  considera gli esseri umani esclusivamente come parte dei meccanismi di funzionamento  del sistema economico stesso. All’interno di una concezione del progresso misurato essenzialmente in termini economici e tecnologici e di crescita del PIL, viene dunque stimolata la conformità dei comportamenti utilitaristicamente più efficaci in tal senso da parte di individui del tutto orientati alla competizione  e a una la concezione generale della vita intesa come una solipsistica gara dove vincono coloro che si dimostrano più produttivi ed efficienti, dopo aver del tutto perso per strada valori quali la collaborazione, la solidarietà, la dimensione sociale dello stare insieme, valori tutti, che pur avendo attraversato la storia e la cultura dell’occidente appaiono oggi del tutto accantonati nella lotta competitiva e senza regole che caratterizza lo scenario globale. Fortemente critico nei confronti di un sapere del tutto parcellizzato e incapace di un confronto ad ampio spettro fra settori disciplinari differenti, Boschetti, pur assumendo come punto di partenza la letteratura relativa alle discipline economico-manageriali, si avvale nella sua analisi di contributi scientifici diversi e che investono il terreno della filosofia, della sociologia, della storia del pensiero politico, della psicologia, della storia. Non è certamente a partire dai singoli ambiti scientifici in campo che, a mio avviso, occorre tracciare specifici metri di giudizio del volume in oggetto, ricavati all’interno dei differenti saperi disciplinari che l’autore attraversa. Più volte infatti, nel corso del suo lavoro, egli ha modo di ribadire la convinzione secondo la quale «per cercare di comprendere contesti complessi sia necessario un approccio orizzontale che privilegi l’ampiezza di visione in quanto sono necessarie più prospettive di lettura per cercare di interpretare la complessità che si ha di fronte» (p. 16) Lo “sviluppo di saperi multipli” deve insomma essere in grado di mettere in guardia contro i rischi di una conoscenza iperspecializzata da parte dei docenti di diverse discipline, conoscenza, quest’ultima, che rende spesso i suoi fruitori del tutto incapaci di effettuare il legame tra le parti e la totalità e di essere portatori di un sapere critico sia per quanto riguarda la visione strategica dei propri personali obiettivi di singoli individui che per quanto concerne la possibilità di realizzare sé stessi nella piena consapevolezza della costruzione di un futuro fatto di individui in reciproca relazione degli uni verso gli altri, responsabili verso sé stessi e verso la società nel suo insieme. Anche se l’autore aspira innanzitutto a mettere  in luce le aporìe a vari livelli del sistema universitario attuale, molte pagine del volume sono dedicate a rilevare l’importanza cruciale della funzione educativa nella società contemporanea e contro gli odierni nemici della democrazia. Peccato che i politici in casa nostra e altrove non siano molto disposti (se non a parole) a perseguire obiettivi di largo respiro in proposito….

 

 

 

 

* Già ordinario di Storia delle dottrine politiche – Università di Bologna